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venerdì 19 settembre 2008

ACQUA: PUBLIACQUA – PUBLIMAFIA (1). di N. Forcheri






(grafix of Luther Blisseth)


Aprilia/Publiacqua: un modello strategico per le francesi

Tutti ricorderanno il caso di Aprilia-Acqualatina e degli aumenti improvvisi del 300% delle bollette dell’acqua, di cui ci fu un Report della Gabanelli (http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E79429,00.html) due anni fa. Ebbene Publiacqua SpA sta diventando l’emblema, assieme ad Acqualatina (Acea/Veolia), della fraudolenta campagna di privatizzazioni del servizio idrico che sta investendo il nostro paese e di ciò che diventa un servizio che dovrebbe essere universale con i famigerati PPP (partenariati pubblico-privato) tanto decantati da istituti internazionali come la Banca Mondiale, l’FMI o la BEI. Il PPP trascina nella logica del profitto gli enti locali strozzati dal debito, dall’avidità personale o dall’ignavia.

Publiacqua SpA è il gestore del servizio idrico integrato dell’ATO (ambito territoriale ottimale) 3 Medio Valdarno che, con oltre 1000000 milione di abitanti, figura tra i dieci bocconi più graditi d’Italia:

Tab. II - Principali ATO in Italia Ambiti Territoriali Ottimali
Pop. residente (mc/anno) Importo tariffa (anno)
ATO Unico Puglia 4.020.707 269.935.680 1,12
ATO 2 Lazio Centrale Roma 3.503.560 373.100.000 0,82
ATO 2 Napoli Volturno 2.790.845 242.027.280 0,99
ATO Milano 2.450.999 225.566.800 0,74

ATO 3 Torinese 2.154.237 212.500.000 0,85
ATO Unico Sardegna 1.631.880 124.741.670 1,07

ATO 3 Sarnese Vesuviano 1.425.437 80.541.220 0,82
ATO 1 Palermo 1.235.923 92.175.400 1,24
ATO 3 Medio Valdarno 1.191.246 96.987.240 1,08
ATO B Bacchiglione 1.081.451 87.237.640 0,94

Avendo ricevuto una concessione ventennale per affidamento diretto, cioè senza gara pubblica, Publiacqua SpA (PB) cede, nel 2006, una quota del 40 per cento al raggruppamento temporaneo di imprese Acque Blu Fiorentine SpA, costituito da Acea SpA (68,5%, capofila), Suez Environnement SA (SE, 22,9282%), ex polo ambiente di Suez e MPS (8%). Alla presunta gara, il cui bando è stato pubblicato nel 2002, la società temporanea sarebbe stata l’unica a presentarsi.

Acea SpA è il principale operatore idrico a livello nazionale sia per numero di popolazione servita, che per volumi erogati e relativo fatturato: l'ex municipalizzata di Roma, curata per tanti anni dal francofilo Cuccia, era ed è tuttora partecipata al 51% dal Comune di Roma, al 10% dal potente fondo d'investimento Schroder (sceso al 4% adesso), e quasi al 10% da Suez Environnement, mentre la quota di Caltagirone, Francesco Gaetano, vice presidente e azionista di MPS, è da poco aumentata dal 3 al 5%.

Suez Environnement (SE), che opera in Italia già sotto diversi nomi, mutati più volte, come Ondeo Italia SpA, Acque Toscane (Montecatini), Degrémont (bonifica Milano), Lyonnaise des Eaux, Nuove Acque SpA (ATO Arezzo), facenti tutte capo al colosso Suez, vantava nel 2006, 11.439.000.000 euro di fatturato, di cui circa 97,5 milioni realizzati in Italia. Fatturato che nel 2007 è salito a 12 miliardi di euro con 62 mila dipendenti in tutto il mondo. Con la fusione Suez/Gaz de France, SE è stata quotata in borsa, diventando Suez Environnement Company.

Gaz de France, prima della fusione di luglio 2007, era una multinazionale di Stato francese (oltre l’80%) attiva nei servizi energetici e nel nucleare, dal fatturato di 27 miliardi di euro con 50 244 dipendenti, prima della fusione. Suez era, prima della fusione, una multinazionale essenzialmente franco-belga il cui azionista di riferimento era GBL (Groupe Bruxelles Lambert) con 47,5 miliardi di fatturato 2007 e numerose potentissime partecipazioni. GBL rimane un azionista di riferimento nel nuovo ente con patti parasociali che lo avvantaggiano particolarmente.

MPS, è la storica banca di Siena che tutti conoscono, che da quando è stata privatizzata nel 1996 ha iniziato con una politica finanziaria di saccheggio delle sue riserve e di depauperamento del territorio di Siena, promuovendo ad esempio l’aeroporto del Sud di Siena, di cui le vere ragioni non possono che essere una speculazione finanziaria, ai danni di un territorio incantevole ideato, con lo scopo di portare lo “sviluppo”, vale a dire supermercati, industrie, casette a schiera, inquinamento dell’acqua, inceneritori, in un territorio che era ancora incontaminato e che potrebbe vivere alla grande del solo suo territorio e di turismo sostenibile. (http://ospiti.comune.siena.it/filoerba/aeroporto/adesione.html ).

Per l’intesa restrittiva stretta tra Publiacqua, Acea e SE, l’antitrust interviene a dicembre del 2007 infliggendo una multa di rispettivamente 8300000 euro ad Acea SpA e 3000000 di euro a Suez Environnement, in un lungo provvedimento descrittivo con ingiunzione finale di “aggiustare” l’articolo 13 del patto parasociale tra i soci di Publiacqua, poiché esso prevede un’intesa e una strategia coordinata nel rispondere a bandi di gare del servizio idrico sul territorio italiano, svuota di margine di azione Publiacqua a vantaggio dei “partner gestori” SE e Acea SpA ed è in infrazione con l’articolo 81 del Trattato CE per il reato di presunta spartizione di mercato.

E se due multi saranno parse poca cosa per questi colossi produttori di crediti dal nulla, come le banche centrali, che cosa dire del fatto che il TAR del Lazio le ha persino annullate a maggio scorso, con motivazioni indigeste scritte in burocratese. Tali fatti lasciano senza parole. E infatti la stampa non ne ha quasi parlato.

Ma i soprusi di Publiacqua (Cara Publiacqua SpA), rinforzata dall’annullamento delle multe e delle sanzioni dei suoi “partner gestori”, non fanno che cominciare…

Circola infatti una petizione (Petizione Publiacqua) su internet – su iniziativa del Forum nazionale dell’acqua - per chiedere una commissione d’inchiesta al Consiglio regionale della Toscana perché indaghi sul caso Publiacqua: siete tutti invitati a firmare. La commissione d’inchiesta dovrebbe essere nazionale e non regionale, visto che il modello Aprilia è destinato a ripetersi su tutto il territorio italiano, dove le sorelle GDF-Suez e Veolia sono in agguato, non solo per l’acqua, ma anche per i rifiuti, il gas, le infrastrutture, l’elettricità, e in genere le multiutilities...

La petizione è scattata dopo che il CO.VI.RI, comitato di vigilanza delle risorse idriche, dipendente dal ministero dell’Ambiente, ha condannato Publiacqua a rimborsare 6,2 milioni agli utenti: il 23 marzo 2007, il presidente dell’ATO3 Del Vecchio e il Presidente di Publiacqua SpA Amos Cecchi, avevano firmato un accordo per riconoscere a quest’ultima un “conguaglio ai ricavi” di quell’importo, da scaricare sulle bollette degli utenti con una revisione tariffaria straordinaria approvata l’11 luglio 2007.

Il succo era: se i cittadini consumano di più pagano di più; se consumano di meno, si aumentano le tariffe perché paghino altrettanto…

E anche se nella transazione contestata dal Coviri, secondo quanto precisa l’ATO sul suo sito, il “conguaglio” sarebbe previsto solo per il 2011, nei comuni del Chianti dell’AT03 Medio Valdarno i prezzi sono aumentati al mese di giugno: il prezzo al metro cubo è passato, ad esempio per la prima fascia, da 0,55 centesimi al m3 esente IVA, a 1 euro tondo esente IVA mentre la tolleranza della prima fascia è passata da 100 m3 l’anno a 80 m3 cubi l’anno.
Quota fissa: 5 (per persona per anno)
Fascia di consumo Tariffa
0-100 0,5572570
100-150 1,1160634
150-225 2,0162477
225-300 2,7888673
300 Oltre 3,1917036
Fognatura /m3 0,09208430
Depurazione /m3 0,26132720

Tariffa per l'anno 2008, dopo l’aumento, tratta dal sito dell’ATO3:
ANNO 2008
(tutti gli importi espressi sono senza IVA 10%)

Quota fissa : 23,37
Fascia - Tariffa

0-80 1
81-150 1,73
151-200 2,83
Oltre 200 3,89
Uso agricolo 1,73

Quota fissa: 23,37
Piccolo uso produttivo
(fino a 500 m3/anno) 35,05
0-150 1,73
151-200 2,83
Oltre 200 3,89
Uso produttivo 501-1.000 105,15
Oltre 1.000 280,41
Uso pubblico 1,73

Quota fissa: 23,37

Tale aumento è stato motivato con l’entrata dei comuni del Chianti nell’ATO3 Medio Valdarno, oltre all’adeguamento dell’inflazione. Ma “questa motivazione desta molte domande visto che la previsione dell’ingresso dei comuni nell’Ato 3 era già nota e prevista al momento della determinazione delle tariffe, il bilancio 2006 di PB risulta chiuso in attivo. PB afferma di avere investito 300 milioni di euro circa ma la società risulta non avere completamente versato ai Comuni l’importo dei canoni per 14 milioni di euro” scrivono sei consiglieri di Firenze in un’interrogazione al sindaco.

In ogni modo si noti come la tariffa penalizzi le famiglie, con i prezzi calcolati per unità abitativa e non per numero di persone, o come la tariffa pubblicata sul sito sia con due decimali mentre la tariffa sulle bollette continui ad essere con ben otto decimali. Insisto su questi dettagli per dimostrare la vera natura finanziaria di colossi come Suez, a stento mascherata. Infine, dalla tariffa è sparita la voce della fognatura e quella della depurazione, inglobata nel prezzo finale, in modo che tutti dovranno pagare il sistema fognario, anche chi non vi sia allacciato… e paghi già lo svuotamento della fossa settica. Non è poi in conflitto di interessi offrire un servizio, come Publiacqua e nel contempo offrire l’assicurazione su detto servizio? E’ quel che fa PB.

A questo si aggiunga come le bollette siano quattro l’anno, contrariamente a quelle dove gli ATO non sono ancora stati privatizzati (una bolletta l’anno come è giusto che sia); due delle quattro bollette sono presuntive, per cui si dovrà pagare anche quel che non si consuma, e per ogni ritardo PB si riserva il diritto di chiudere l’erogazione.

Nella petizione si chiede anche chiarezza sui criteri per determinare le tariffe - nebulosi-, sul pagamento dei canoni di concessione ai comuni – misteriosi -, sulla pianificazione di sostituzione delle tubazioni vetuste – lacunosa -, sulla verifica degli importi per spese di rappresentanza del top management - esosi - e sulla situazione lavorativa sempre più degradata – per non dire penosa.

Infatti, i dipendenti di Publiacqua sono sempre più in subbuglio per una precarizzazione crescente, e arricchimento del personale con elementi venuti d’oltralpe.

Il degrado nella situazione lavorativa va di pari passo con la situazione igienica e di sicurezza. Correva voce che lasciasse a desiderare, tanto che prima delle vacanze vi era stato l’episodio di San Casciano, quando alcuni cittadini ignari si erano lavati i denti con acqua di fogna: le tubature erano talmente malandate che due tubi, uno con l’acqua chiara e l’altro con l’acqua scura in contatto tra loro avevano mescolato i loro umori, intorbidendo le acque chiare…

Ma il massimo è stato raggiunto in questi giorni quando dopo due mesi di autobotti, e di razionamento dell’acqua a volte per un’ora sola al giorno, i NAS scoprono nel corso di un’ispezione effettuata in loco escrementi di ratti e resti di geco presso le sedi dell’acquedotto di quattro comuni del Chianti, di cui Panzano con la situazione peggiore…(cfr. Repubblica FI 11-09-2008 ).

Il modello “Aprilia/Publiacqua” risulterebbe essere una ripartizione dei ruoli per una spartizione del mercato a vantaggio dei colossi d’oltralpe: gli italiani oliano, e i francesi penetrano. Grazie al know-how dei loro soci in affari, nella fattispecie Acea SpA e Caltagirone/MPS, i francesi ottengono un ghiotto mercato, quello toscano, che è solo il primo passo. Le loro mire comprendono anche Acea spa, come attestato da un documento rilevato dall’antitrust in cui un dirigente di SE – scrupolosamente taciuto con un bel [omissis] nel testo, come gli altri nomi dei “francesi” – dice: “Abbiamo proposto un’alleanza con ACEA che potrebbe evolversi in un’acquisizione di partecipazioni nella società romana, nel momento in cui il Comune decidesse di ridurre la sua partecipazione al di sotto del 51%”. L’altra mira sostanziale era la rete di Italgas, che hanno ottenuto grazie a Scaroni, quest’anno (vedi sotto). La terza mira era vincere quanti più bandi di gara in Toscana e in Italia, e ottenere una sostanziale riunificazione degli ATO toscani in un ATO unico. Ma la mira vera, ultima, secondo me è la presa di Roma. Adesso con la fusion du siècle, sono più forti che mai: la fusione è quella tra Suez e Gaz de France. (continua)



Nicoletta Forcheri
Settembre 2008

1 commento:

Anonimo ha detto...

già... le delibere della commissione europea che impongono le gare di evidenza pubblica sono mere illusioni in toscana, ma poi anche da tutte le altre parti. Le società pubbliche servono solo ai politici a garantirsi introiti e posti da assegnare a compiacenti elettori. Il tutto ben garantito da una magistrature compiacente ed altrettanto mafiosa, scusa, massone.

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