giovedì 30 ottobre 2008

COMMENTO DI UN LETTORE

Un lettore mi scrive, in seguito alla pubblicazione dell'articolo di Paolo Francheschetti il seguente commento:

Il solito delirio paranoide fascista senza capo nè coda... Hai rispolverato i complotti "pluto-demo-masso-giudaici" del tuo caro Duce. Magari puoi aggiungerci anche i gay nel complotto per dare un tocco di modernità!
CANDIDO

A parte che un commento non argomentato (e non firmato) non meriterebbe neanche una risposa, potrei dire che io non ho rispolverato niente, visto che l'articolo è a firma di qualcun altro: evidentemente non sono l'unica a puntare in certa direzione .
Direi anche che fino a quando ci saranno persone che ragionano come il lettore, esisteranno mandanti occulti, manipolazione di massa, e fregature sistemiche dei popoli. Manipolazioni fatte con la propaganda semantica che connota a mo' di frecce aggressive parole come "duce", "fascismo" o "complotto plutodemomassogiudaico" (ben noto l'esempio dell'insulto "antisemita" per chi osa criticare la politica estera di Israele) per destrutturare quel che si considera, a torto o a ragione, come un avversario...
Direi anche che fino a quando esistera' una opacità delle informazioni vitali per una democrazia (vedi proprietà di banche, meccanismi istituzionali, e altri conflitti d'interesse), esistera' un proliferare di ipotesi complottiste, che si basano su indizi e soprattutto sulle pesanti censure che li circondano.
SE NON VOGLIAMO COMPLOTTISTI, DOBBIAMO ESIGERE LA TOTALE TRASPARENZA DELLE INFORMAZIONI. Ora non è certo quel che succede.
Io potrei anche passare all'attacco, essendo stata attaccata, dicendo è un debole di mente, un vigliacco, un manipolato(re), o un assoldato, oppure perché no, avendomi dato del fascista, che è un estremista comunista, ma non volendo utilizzare la sua tattica sterile, mi limiterò a dire che il nostro Candido fa parte di quella massa di persone, utili a banche e istitutizioni, che cascano nella TRAPPOLA tesa DAGLI STESSI MANDANTI OCCULTI, del bipolarismo DESTRA/SINISTRA.
Quando non sono in MALAFEDE.
CON QUESTO AVVERTO CHE D'ORA IN AVANTI I COMMENTI NON FIRMATI NON SARANNO PUBBLICATI E VERRANNO IMMEDIATAMENTE CESTINATI
NF

MEDICINA: silenzio assenso per l'espianto di organi A CUOR BATTENTE


[fonte: www.antipredazione.org
"Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente" Indirizzo: Pass. Canonici Lateranensi, 22 - 24121 Bergamo (ITALIA)
Tel. 035-219255, Fax 035-235660, lega.nazionale@antipredazione.org ]




SITUAZIONE ATTUALE

Ormai è palese che è in atto un piano istituzionale per lo sfruttamento della persona in coma, programmaticamente sacrificata agli interessi della sperimentazione in vivo e soprattutto allo sviluppo del BUSINESS della chirurgia sostitutiva degli organi, ultima macabra espressione della cosiddetta scienza ufficiale.


E' lo Stato che diventa azienda di macellazione e distribuzione di organi, promotore dei trapianti e distributore di profitti.


E' lo Stato che fa leggi ad uso e consumo della sua Azienda: Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità, Centro Nazionale Trapianti, Centri Regionali e Interregionali di trapianto e di smistamento di organi e tessuti, ASL/USL, Ospedali, Cliniche, Banche di tessuti, ecc. Un indotto gigantesco con giri multimiliardari.

Allo scopo sono state approvate nel '93 la L. 578 che equipara il coma alla morte, nel '94 il D.M. 582 che accorcia i tempi di cosiddetto “accertamento” da 12 a 6 ore e dà al Ministro della Sanità la facoltà di modificare i protocolli per la dichiarazione di morte cerebrale senza passare dal Parlamento, nel '99 la L. 91 che tratta del silenzio-assenso/organizzazione/promozione dei trapianti/import-export.

La L. 91/99, promulgata il 1° Aprile '99, prevede l'emanazione di Decreti attuativi da parte del Ministro, in particolare del Decreto che attiene ai modi e ai tempi della manifestazione di volontà. Tale Decreto ministeriale non è stato emesso, per cui vigono le Disposizioni Transitorie. In sintesi: diritto di opposizione della persona o, per chi non si è espresso, diritto di opposizione dei familiari (Non di donazione).

Attualmente il potere sanitario tace le Disposizioni Transitorie e sollecita forme ingannevoli, come il fasullo 'tesserino blu' della ex ministro Bindi e le registrazioni arbitrarie e contro legge presso le ASL, promosse senza le direttive del Decreto.


Dei 28 articoli, 6 sono disposizioni generali per l'attuazione del silenzio-assenso e il condizionamento di massa. Infatti, dopo il Decreto, chi non presenterà un'opposizione all'ASL sarà considerato donatore. La famiglia perderà l'attuale diritto di opposizione. La schedatura dei cittadini in donatori e NON-donatori, pericolosissima, comunque non garantirà i NON-donatori, per cui anche dopo sarà necessario tenere in tasca la propria opposizione all'espianto.


Gli altri 22 articoli servono ad impostare la struttura e le gerarchie del business e la destinazione dei finanziamenti. Da non sottovalutare le nuove figure stipendiate e i cosiddetti “volontari” di associazioni trapiantistiche sguinzagliati nelle scuole, ASL, caserme, carceri... per condizionare all'accettazione della “morte cerebrale” dichiarata sui vivi.

Più che mai oggi è necessaria la preventiva opposizione scritta: concretamente la CARTA-VITA / Dichiarazione Autografa da noi diffusa da portare con sé unita alla Carta d'Identità.
Ci vogliono azioni costruttive di autodifesa: iscrivetevi e sosteneteci.

ATTENZIONE 1

Il “tesserino blu” diffuso dall'ex ministro della Sanità Rosi Bindi in abbinata al Referendum del 21.5.2000 è fasullo: è solo pubblicità ingannevole in violazione della legge 91/99.

ATTENZIONE 2

Alcune ASL/USL locali hanno attivato illegali ed abusive registrazioni di “dichiarazioni di volontà”, su promozione del Centro Nazionale Trapianti, senza attendere il Decreto del Ministro previsto dalla L. 91/99 art.5. Ciò è pericolosissimo per gli oppositori e ingannevole per i donatori.

ATTENZIONE 3

I Ministri della sanità inadempienti, che si sono succeduti dal '99 ad oggi (Bindi, Veronesi, Sirchia, Storace, Turco) hanno permesso la stura ad una serie di mistificazioni mascherate da legalità:

1) tesserino blu della Bindi ideato per proteggere gli espiantatori che offre spazio a facili contraffazioni negli ospedali;

2) moduli presso le Asl, gli ospedali, gli ambulatori di medicina generale, dove si fa firmare al cittadino un prestampato barrando “SI” o “NO” e in calce si autorizza il trattamento dei dati a norma della Legge e del Decreto 08/04/00 che nessuno conosce, al fine di effettuare una schedatura di fatto, senza garanzie, e convogliare quelle crocette al Centro Nazionale Trapianti da cui non si esce più;

3) “qualunque nota” aggiunge il sito del Centro Nazionale Trapianti (CNT): “cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa), numero di un documento di identità, data e firma, è considerata valida ai fini della dichiarazione”;

4) tesserini delle associazioni dei malati e di quelle pro-espianti/trapianti, da sempre beneficiate di protezione e finanziamenti statali, che non dicono ai loro iscritti dell'automatico inserimento nel database del CNT, punto di non ritorno;

5) tessera on-line dove un “SI” telematico permette a chiunque di donare chiunque a sua insaputa in un sito costruito dalle più note associazioni per il procacciamento degli organi, sotto l'egida del Ministero della Salute e del CNT;

6) tesserino con solo il “SI” proposto da alcuni Centri Regionali Trapianti;

7) tessera sanitaria regionale magnetica che prevede una sezione per la manifestazione di volontà all'espianto/trapianto;

8) tessera comunale di donazione diffusa con la Carta d'Identità agli sportelli delle Anagrafi di alcune città per opera di sindaci incompetenti e irresponsabili in cerca di notorietà;

9) modulo del testamento biologico di Veronesi che include la dichiarazione disinformata sulla donazione di organi e mette il firmatario totalmente in mano ai medici.


LA CRICCA DELLA SANITA'NON HA ANCORA EMESSO IL DECRETO ATTUATIVO (art. 5)per la manifestazione di volontà dei cittadini, ma solo turpi inganni mascherati da legalità

L'EX MINISTRA LIVA TURCO HA EMESSO IL DECRETO 11 APRILE 2008
PER FACILITARE LA DICHIARAZIONE DI MORTE CEREBRALE E PROCACCIARE ORGANI PER TRAPIANTO


Estese indagini strumentali invasive per cercare segni di morte e non quelli di vita
Si è avvalsa della L.578/93 (che ridefinisce la morte) art. 2 c.3 che attribuisce al Ministro della Sanità, la facoltà di modificare i protocolli della morte escludendo il Parlamento, decreto impugnabile per errori di procedura legislativa, non è stato chiesto, fra l'altro, il parere del Consiglio di Stato.



IL PARLAMENTO INGLESE PER BEN DUE VOLTE HA BOCCIATO IL SILENZIO-ASSENSO ALL'ESPIANTO DI ORGANI - CRESCE LA VERGOGNA DI ESSERE ITALIANI “PEZZI DI RICAMBIO”


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Cari Soci,
ci siamo resi conto che la nostra intervista pubblicata sul mensile “Come stai” di ottobre 2008, che vi abbiamo già segnalato, è il risultato di una veemente lettera di un socio che vogliamo pubblicamente ringraziare.


Questo socio dopo aver letto un articolo su "TeleSette" del 07/08/08 intitolato "Donazioni di organi: perché dobbiamo fidarci" a cura di "Come stai", ha preso penna e carta e gliele ha “cantate” con energia e competenza invitando esplicitamente a visitare il sito dell'Associazione.


La malainformazione e la propaganda unilaterale nella nostra stampa e televisione è la norma per cui le occasioni per chiamarli alla correttezza non mancano. Sottolineiamo l'importanza che i soci stigmatizzino questo comportamento dei giornalisti e pretendano con orgoglio che la voce della nostra associazione, che rappresenta gli oppositori, sia presente.
Cordiali saluti
La Segreteria - http://www.antipredazione.org/


A “TELESETTE” e in copia a “COME STAI” (stesso gruppo editoriale)

Vi siete presi una bella responsabilità nel pubblicare l'allegata paginetta di TeleSette. Cari amici, voi non sapete niente, e COME STAI ne sa ancora meno, perché le assicurazioni che snocciola le ha avute dal Direttore Generale del CENTRO NAZIONALE TRAPIANTI, Nanni Costa, premio Nobel delle Facce di Bronzo (insomma, sono andati a chiedere all'oste se è buono il suo vino...).
La verità è che nessuno o quasi ne sa niente di preciso, e su tutta la materia vigila una “censura” difficilmente penetrabile. Tanto più che intorno a questi Centri si svolge tutto un traffico di enormi interessi venali e finanziari, inconfessabili. Il che è perfettamente logico.
Voi dovete solo pregare Dio che a voi e ai vostri cari non succeda di trovarvi in ospedale in condizioni gravi. Da quel momento voi sarete a rischio doppio, perché ad un certo punto sarete visti non più come esseri da curare e possibilmente da salvare, ma piuttosto come “prede”. Attorno alle quali, ed ai vostri cari cominceranno a girare avvoltoi in camice bianco.
Il rischio, concretissimo, è quello di essere scannati vivi come vitelli, la cosiddetta “morte cerebrale” essendo tutt'altro che un fatto scientificamente valido al 100% (infatti è contestato da fior di professori), ma piuttosto una “convenzione” molto comoda per giustificare gli espianti (il tutto nel clima di “terrorismo buonista” attualmente vigente nell'ambiente).
Espianti che devono essere fatti a cuore battente (ma questo nessuno lo sa, e chi di dovere si guarda bene dal dirlo o confonde le acque), quindi su soggetti ancora vivi, anche se dichiarati "morti cerebrali". Questi “cadaveri” vengono quindi legati e “curarizzati” (il curaro paralizza i muscoli della vittima) per impedire loro di muoversi e agitarsi troppo sotto il terribile trauma della macellazione. Ma come, non sono morti? "Movimenti riflessi" sentenziano i dottoroni.
Cari amici, leggetevi il volantino azzurro allegato (e il resto) diffuso dalla LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI E LA MORTE A CUORE BATTENTE, una sacrosanta Associazione sorta per battersi contro i crimini istituzionali che ogni giorno si compiono in nome d'una legge infame che ha autorizzato la macellazione umana di Stato. Leggete e consultate il relativo sito (http://www.antipredazione.org/) e ... inorridite!

21/7/08
Un lettore E.C.

PS – Ho detto “prede”, più sopra. Prede che non debbono sfuggire, aggiungo. Perché? Fate bene attenzione: perché oggidì, in caso di aggravamento, si tende ad abbandonare i malati o i feriti al loro destino (l'espianto). Tentare di salvarli (con un'operazione o altro intervento) come si faceva in passato, comporta il rischio di farli morire (di morte vera) troppo presto, perdendo così gli organi che, non dimentichiamolo mai, devono essere espiantati a cuore battente. Quindi li si lascia andare in coma per poi espiantarli. In caso contrario i medici rischierebbero critiche e sanzioni, il tutto anche nel contesto della regola istituita sotto la Bi ndi quando era ministra: un ospedale, più espianti/trapianti fa e più finanziamenti dal Ministero riceve...!

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DOPO LE PUBBLICITA' SUI FARMACI LETALI, DOPO QUELLE DEGLI USURAI SU BANCHE E FINANZIARIE, ECCO QUELLE DEI TRAFFICANTI DI ORGANI: QUANDO MAI VI SARA' UN LIMITE ALLA MERCIFICAZIONE/GENOCIDIO ATTUALI?

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A VOI IL GIUDIZIO...

VOMITEVOLE COMMERCIO/SCOMMESSA SULLA NOSTRA MORTE...O CONSIDERATA TALE VISTO CHE LA MORTE CEREBRALE PUO' ESSERE SEMPLICEMENTE COMA, UN COMA DA CUI CI SI PUO' RISVEGLIARE

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mercoledì 29 ottobre 2008

BANKITALIA: BINI SMAGHI SUCCESSORE DI DRAGHI? Diana Pugliese




Bini Smaghi candidato al posto di Draghi

Mercoledì 29 Ottobre 2008 – 13:15 – Diana Pugliese

Da giorni tra i corridoi dei Palazzi romani circola una voce, approdata ieri tra i Rumors del sito di “Affaritaliani”: Lorenzo Bini Smaghi, l’economista italiano che da giugno 2005 siede tra i tecnocrati della Bce, potrebbe prendere il posto di Mario Draghi alla guida di Palazzo Koch, defenestrando il successore di Antonio Fazio imposto nel 2005 dalla politica con la cancellazione della carica di governatore a vita. Il 52enne a capo di via Nazionale, per il giornale virtuale, sarebbe “la carta di riserva” del superministro dell’Economia Giulio Tremonti da usare “quando si sarà spezzato definitivamente il filo polemico che lega il Tesoro a Via Nazionale”. La tensione tra i due, in effetti, si era già percepita quando il numero uno di via XX settembre aveva imposto la Robin Tax, l’imposta sugli extraprofitti delle banche indigesta al governatore: “È pericoloso che i governi interferiscano sul mercato, ripristinando regole al sistema finanziario. A controllare tale sistema deve continuare a provvedere il Global Financial Stability Forum, di cui sono presidente”, aveva dichiarato. “Mettere il Forum di Draghi a guardia del sistema finanziario è come mettere i topi a guardia del formaggio”, aveva risposto Tremonti, sottolineando la necessità di contrastare la peste della speculazione. “Non è più tempo di mercati, dei mercanti, dei banchieri d’affari. È il tempo dei governi che debbono farsi carico della responsabilità che hanno”, aveva aggiunto.
Il diverso approccio tra i due era poi riemerso a Washington, dive Draghi aveva caldeggiato “un’azione congiunta” dei Grandi (i G7) e una maggiore cooperazione internazionale mentre Tremonti aveva posto l’accento sulla necessità di “estendere il G8 ad altri Paesi”, tenendo conto di Paesi emergenti che, come l’India e Cina, pesano oggi molto più sugli assetti economici mondiali.Sulla candidatura di Bini Smaghi - a ben vedere membro del comitato esecutivo di una Bce liberista, specchio della Grande finanza che ha causato la crisi finanziaria nonché sponda, con atti e ritardi, della speculazione - si starebbe già creando “una cornice di consenso”. Lunedì scorso, si legge su Affaritaliani, Tremonti ha partecipato a Milano - insieme ad un altro noto liberista: Mario Monti - alla presentazione de “Il paradosso dell’euro”, il libro scritto dall’economista fiorentino “per invocare un’Europa più forte che sappia disegnare le nuove regole dei mercati da far digerire - sia ben chiaro! - agli Usa”.
Con il placet del Cavaliere, il ministro starebbe insomma preparando “un clamoroso ribaltone”, peraltro “con la benevole benedizione del segretario di Stato del Vaticano, il cardinal Bertone”. Di fronte ai crescenti interventi pubblici nel settore bancario, evidentemente, Bini Smaghi appare agli occhi della Grande Finanza l’uomo giusto per ‘governare’ il passaggio e contenere i governi, riportando nelle mani della finanza (laica e non) o scettro: ha lavorato presso il Servizio studi di Bankitalia, si è laureato presso l’Université Catholique de Louvain ed è poi volato oltreoceano per master e Phd, passando anche per l’Fmi. Come ha dichiarato al “Sole24Ore”, oggi “la politica monetaria si è fatta globale” e, di fronte alla crisi, le banche centrali voglio mostrarsi unite, efficienti e rapide. Alla domanda se l’Eurotower è favorevole all’ingresso dello Stato nel settore creditizio, Bini Smaghi ha risposto: ora “è importante intervenire con la mano pubblica per dare stabilità al mercato bancario (...). Ma attenzione: non si deve ridurre il perimetro operativo dei singoli istituti di credito o addirittura smembrare le grandi banche per rinazionalizzarne le varie componenti, vedi il caso Fortis”. L’impressione, dunque, è che se l’indiscrezione si rivelerà vera, i cittadini passeranno dalla padella alla brace...

giovedì 23 ottobre 2008

PILLOLE: VICENZA [Presidio permanente NodalMolin]

Ruspe in azione
[22/10/2008]
Prime demolizioni all'interno del Dal Molin; tra ieri e oggi due piccole palazzine sono state abbattute, come raccontato da molti testimoni oculari che hanno visto le ruspe in azione e alcuni camion carichi di detriti uscire dall'area in cui gli statunitensi vorrebbero realizzare la nuova base militare.

«All'interno dell'aeroporto Dal Molin – si sono affrettati a comunicare i generali di stanza alla Ederle – è in corso soltanto la bonifica» smentendo, inoltre, la demolizione di due palazzine; un fatto, quest'ultimo, confermato invece dalle macerie presenti. Anche il Sindaco Variati ha ridimensionato la vicenda, dichiarando che «sentito il Comando della Ederle, posso dire che al Dal Molin stanno proseguendo solo ed esclusivamente le già annunciate attività di bonifica. La bonifica ambientale per la rimozione delle vecchie cisterne sotterranee – ha aggiunto Variati - può comportare, in alcuni casi, la demolizione di piccoli manufatti o prefabbricati sovrastanti».Ma è evidente che gli statunitensi confermano la strategia con la quale, da molti anni, stanno gestendo la vicenda Dal Molin. Il silenzio e il segreto sono le armi messe in campo dagli strateghi dell'esercito a stelle e strisce fin dai primi giorni, quando l'amministrazione statunitense trattava in segreto la cessione dell'area col governo romano; tanto è vero che, a oggi, i militari non hanno ancora reso pubblico un progetto definitivo che i cittadini possano vagliare e spulciare. Del resto è singolare che, per una bonifica, sia necessario demolire delle palazzine. La vicenda, insomma, lascia qualcosa in più di un sospetto: che gli statunitensi, preso atto della popolarità dell'opposizione alla loro nuova base militare, abbiano voluto tentare il colpo ad effetto, demolendo di nascosto le strutture presenti all'interno del Dal Molin per poi mettere la città davanti al fatto compiuto? E come mai la polizia filma i giornalisti accorsi a documentare quanto avviene all'interno dell'area e, contemporaneamente, le ruspe spengono i motori?



Venerdì pomeriggio, alle 16.30, andremo alla rotatoria di V.le Ferrarin per incrociare i tecnici e gli operai che, in questi giorni, stanno lavorando all'interno dell'aeroporto vicentino. Vogliamo chiedergli spiegazioni sulle loro attività, visto che nessuno si degna di informare la città; ma vogliamo anche guardarli negli occhi e chiedergli se hanno il coraggio di prendersi la responsabilità di demolire ciò che il 95% dei cittadini che hanno votato il 5 ottobre vorrebbero riutilizzare per scopi civili e sociali. Del resto chi guida una ruspa non è un marziano, ma una persona come noi: vogliamo chiedergli di diventare obiettore di coscienza e rifiutarsi di rendersi complice, con il proprio lavoro, della realizzazione della più grande base di guerra statunitense in Europa e della devastazione del territorio vicentino.



Pubblicato il 15/10/2008 da nodalmolin

Schneck fa elemosina

Il Presidente della Provincia, il leghista Schneck, riconosce che la nuova base statunitense al Dal Molin è dannosa per il territorio vicentino e rappresenta “un sacrificio per i cittadini” [...]

Il Presidente della Provincia, il leghista Schneck, riconosce che la nuova base statunitense al Dal Molin è dannosa per il territorio vicentino e rappresenta “un sacrificio per i cittadini”.Ma, invece di difendere il territorio e la popolazione locale da questo sacrificio, come vorrebbe la tradizione della Lega Nord, Attilio Schneck fa l'elemosina a Roma, chiedendo le compensazioni per i danni prodotti dal progetto. Invece di evitare i danni, dunque, chiede che qualcuno compri il silenzio dell'istituzione provinciale vicentina. Altro che “paròni a casa nostra”, la Lega Nord di governo ha cambiato slogan: “svendiamo casa nostra”. Del resto gli esponenti del Carroccio sono già impegnati a difendere le poltrone romane; evidentemente, per raggiungere questo obiettivo, si può pagar qualunque dazio, purché sulle spalle dei cittadini.



Presidio Permanente, Vicenza, 15 ottobre 2008 http://www.nodalmolin.it/


SVENDITA: Aridatece l'IRI. Miro Renzaglia







Qualcuno, infine, in cerca di soluzioni per la crisi finanziaria esplosa a settembre ma largamente prevista da almeno un biennio, se ne è ricordato… Di cosa? Ma dell’Iri, ovviamente.
Do you rimember Iri?



Iri è un acronimo, sta per: Istituto per la Ricostruzione Industriale… Molti (non so quanti…) se lo ricordano per il mostro clientelare che la politica tangentocratica della repubblica nata dalla resistenza lo fece via via diventare riuscendo, infine, a smantellare quello che, dalla sua creazione fino agli anni ‘60, era considerato un modello di gestione sano dell’economia e della sua produzione industriale, agricola e del terziario…



Forse non ci crederete ma l’Iri nacque in circostanze del tutto analoghe alle attuali… Correva l’anno 1933, da qualcuno ricordato come XI dell’era fascista, e il mondo, soprattutto quello occidentale, si sbatteva all’interno della crisi finanziaria del 1929 scatenata, allora come ora, pensate un po’, negli Usa…



Il sistema creditizio americano, allora come ora, crollò e, con esso, si trascinarono nella morsa della recessione e del disastro economico e produttivo i sistemi che a quel modello facevano riferimento e di quel sistema erano complici…



Per una di quelle avventure che altri (non io…) chiamò della “Provvidenza”, in Italia - come si diceva sopra - vigeva un governo (ma che dico: governo? si governano le vacche: gli uomini si dànno un “regime”…) che pretendeva infischiarsene altamente delle scongiure accademiche e dei dettami liberisti. Primo fra tutti, quello del laissez faire… Di “lasciar fare” alla “mano invisibile del mercato”, che minacciava di strangolare popolo e nazione, non ritenne darsene per inteso… E s’inventò qualcosa d’altro e di diverso pur di sottrarre il collo degli italiani dal cappio dell’usura…
Perdonate se ripeto lo scritto di Qualcuno già citato (da me…) altrove: «Cos’è questo liberismo? Se qualcuno ritiene che per essere perfetti liberali bisogna dare a qualche centinaio di incoscienti, di fanatici, di canaglie la libertà di rovinare quaranta milioni di italiani, io mi rifiuto energicamente di concedere questa libertà…». Detto fatto, quel Qualcuno si regolò di conseguenza…



Bisogna dire che il Capo di quel governo (oppss, scusate: volevo scrivere “di quel regime”…) aveva, ancora allora (dico così, perché in seguito il fiuto lo tradì…), un fiuto, appunto, incredibile nello scegliersi gli uomini cui affidare la responsabilità di gestione di settori vitali della vita societaria: voleva riformare la scuola? e, beh, mica ci metteva una Gelmini o un Berlinguer qualsiasi… macché, Lui si andava a prendere il massimo filosofo italiano: Giovanni Gentile; voleva riformare la giustizia? e mica si rivolgeva ai suoi avvocati di fiducia per cotanta impresa: convocava il più grande giurista esistente: Alfredo Rocco; voleva riformare il sistema economico italiano, per risparmiargli una crisi che, pur venendo da lontano, avrebbe travolto la nazione? beh, pur con tutto il rispetto per l’attuale nostro ministro dell’Economia e della Finanza, incaricò Alberto Beneduce [nella foto a sinistra]… Non so se mi spiego…



Mo’, si dà il caso che il Beneduce (nomen est omen?) provenisse da esperienze politiche socialiste-riformiste; che avesse collaborato con la Banca d’Italia nelle politiche di sostegno all’industria bellica (‘15-‘18); che, nel 1916, fosse nominato amministratore delegato dell’Ina; che, nel 1919, dimessosi dalla carica amministrativa (ah! c’era un conflitto di interessi che si rispettava… all’epoca…) per candidarsi alle elezioni politiche nelle liste socialiste; che divenne deputato e, da lì, presidente della commissione Finanze della Camera; che, nel 1921, fu ministro del Lavoro del governo presieduto da Ivanoe Bonomi; che, nel 1924, non si ripresentò alle elezioni, abbandonando così la carriera politica. Putacaso, l’allora Capo del governo, che non gliene poteva frega’ di meno delle antecedenze politiche di chi reputava utile alla causa della nazione, nel frattempo lo aveva preso a stimare, tanto da farne, nel 1925, presidente dell’Istituto di Credito per le Imprese di Pubblica Utilità.



Oh! La Pubblica Utilità… Chi ricorda ancora cos’è la pubblica utilità? Volete mettere quanto era meglio parlare, fino a ben poche settimane fa, di utili di mercato? Beh, invece, all’epoca, la pubblica utilità era ancora l’obiettivo mirato dall’azione di (Quel) governo… E, quando la crisi finanziaria del 1929 cominciò a far sentire gli spifferi della tempesta anche al di qua dell’oceano Atlantico, il suo Capo alzò la cornetta, chiamò Alberto Beneduce e gli fe’:



«Senti, Benedù… qui va tutto a puttane, mica solo il fascismo… qui va a puttane l’America, l’Europa e pure l’Italia… quelle cazzo di banche della Commerciale, del Credito italiano e del Banco di Roma, se so’ compromesse colle consorelle americane… ‘tacci loro… quelle crollano, crollano pure le nostre e bonanotte ar secchio de tutti li sonatori… Che se pò fa’? Le finanziamo?»
«Ma che sei scemo? - gli rispose Beneduce - La Banca d’Italia è già esposta per 7 miliardi ar fine de sostenelle. Je ne damo n’artri po’, de sordi? E quando ne uscimo più fora? Se pò fa’ de mejo…».
«Per esempio?», chiese Lui…
«Per esempio: lo stato assorbe le partecipazioni delle banche in crisi, finanziandole affinché non falliscano; però, poi, trasferiamo le partecipazioni ad un ente statale creato ad hoc. In questo modo, lo stato smobilizza le banche in rotta e diventa proprietario per una percentuale rilevante del capitale azionario delle imprese in debito con quelle banche stesse e, di fatto, diventa pure il maggiore imprenditore nazionale… A quel punto, è lo stato che dirige i consigli di amministrazione delle imprese…».
Lui ci pensò un po’ su… Poi, riprese la parola: «A Benedù… ma che me stai a propone la socializzazione delle imprese?».
«No, non ancora: è prematuro, prima devi da fini’ de costruì lo stato corporativo… Ma, intanto, se c’è lo stato nei consigli d’amministrazione delle imprese è mejo de che se ce stanno li banchieri… e se i super-profitti li reinvestimo in opere pubbliche anziché lascialli alle banche pe’ li giochetti de borza de li mortacci loro, ‘ansai quanto sarebbe mejo ancora?»…
«E certo che sarebbe mejo… - fece Lui, grattandosi la capa pelata e dubbiosa - ma famme capi’ ‘na cosa: se nun li caccia fora la Banca d’Italia li sordi per rileva’ le banche, chi li caccia?».
«E i bot, che l’hanno inventati a fa’? Famo emette li boni dall’Ente de stato che andamo a crea’… Voi scommette’ che er risparmiatore preferisce affida’ er gruzzolo suo allo stato anziché alle banche, soprattutto in ‘sto momento? Che ne pensi, te? », sapendo, il Beneduce, che il duce, lesto di comprendonio, malgrado la pelata, avrebbe detto “bene”…
«Bene… So’ d’accordo co’ te: famo come dichi tu… E come lo chiamamo ‘st’ente statale? Io lo chiamerei: “Banche Andatevene Affanculo”… Famme ‘n po’ vede’ che acronimo sorte fora? Ecco, viene fora: “Baa”… che te sembra?».
«Aho! Sei sempre er solito massimalista… bisogna esse’ più moderati… Ecco, chiamamolo: Istituto per la Ricostruzione Industriale…».
«Iri? ».
«Sì: Iri…».
«Vabbeh… Iri me sona bene».


Il resto è storia:
23 Gennaio 1933. Il governo istituisce l’Iri (Istituto per la Ricostruzione Industriale) espandendo il ruolo di controllo dell’economia da parte dello stato. L’Iri giungerà ad avere oltre il 21% del capitale azionario di tutte le società per azioni italiane.


12 Marzo 1934. L’Iri assume la proprietà della Banca Commerciale, del Credito Italiano, della Banca di Roma e di molte imprese controllate da questi istituti bancari: Ansaldo, Ilva, Cantieri Riuniti dell’Adriatico, Sip, Sme, Acciaierie Terni, Edison…


24 Maggio 1934. Mussolini dichiara: «I tre quarti dell’economia italiana, industriale ed agricola, sono nelle mani dello stato». Forse esagerava un po’ sulle quote: l’uomo era così ma, comunque, la via era tracciata…


La crisi finanziaria del ‘29 fu superata e il “modello Italia” venne additato come esempio virtuoso di economia politica…


L’Iri - pensate, ancora - sopravvisse perfino agli esiti fatali di Quel regime. Negli anni ‘60, in tempi di “boom economico”, proprio l’Iri fu tra i protagonisti del “miracolo italiano”. I governi laburisti inglesi, e non solo loro, guardavano alla “formula Iri” come esempio positivo di intervento dello stato nell’economia, giudicandolo senz’altro migliore della semplice “nazionalizzazione”, perché permetteva una cooperazione tra capitale pubblico e capitale privato. Il che, se ci pensate bene, in termini di politica economica è esattamente la terza via fra capitalismo puro e comunismo…


Poi, vennero prima Prodi, nel 1982, a ridurre il raggio d’influenza dell’Iri, cominciando a parlare di “privatizzazioni” e, quel che è peggio, a praticarle; poi, venne l’accordo (1992) Andreatta (allora ministro del Tesoro del governo Giuliano Amato) - Van Miert (commissario europeo alla “concorrenza”) che, sulla base del Trattato di Maastricht (un obbrobrio di puro stampo liberista), alzò il tiro delle privatizzazioni fino alla liquidazione dell’Enel, dell’Eni, eccetera, eccetera, eccetera… fino alle dismissioni finale di Telecom Italia e Autostrade, con la garanzia agli acquirenti delle laute rendite di cui hanno goduto e godono e con quale scapito per i servizi “pubblici” ben si sa…


Fino a che, nel 2002, l’Iri fu messo in definitiva liquidazione, incorporato in Fintecna, alias: Finanziaria per i Settori Industriale e dei Servizi S.p.A., una società che è, sì, sotto controllo completo del Ministero dell’economia e della Finanza ma che ha come ragione sociale principale il coordinamento e controllo delle società “con prospettive di uscita dal portafoglio”, alias, ancora: “privatizzazioni-liquidazioni”. Pace all’anima dell’Iri…


Ora, io, con “Aridatece l’Iri”, cosa voglio sostenere?
Ma che cazzo! È la centomilionesima volta che il liberismo mostra i limiti della sua infamia e crolla… E, ogni volta che crolla, chiede allo stato - dal quale, in tempi di vacche grasse (per i liberisti) pretende che se ne stia alla larga dai suoi affarucci di mercato e non interferisca - di rifarsi vivo e di salvare le sue imprese primarie: vale a dire, le banche…


E pure stavolta sta ripetendo il giochetto: “aiuto aiuto… stiamo crepando perché siamo talmente ingorde da aver investito i vostri soldi (del contocorrentista e/o azionista) in prestiti scriteriati… Però, se crolliamo noi (le banche) le imprese chi le sostiene? Tanto più che (le imprese…) sono tutte nostre debitrici (molto più che nel ‘29…). O ci tirate fuori dal buco nel quale ci siamo cacciate o ci finite dentro pure voi, stati e imprese…”.


E va bene, gli risponderei io… Socializzeremo le vostre perdite… Però, facciamo come si fece in Italia nel 1933: io, stato, pago le vostre malefatte ma, da questo momento in poi, le imprese debitrici con voi, lo sono con me, stato… Indi per cui, entro nei consigli di amministrazione delle imprese produttive e voi, banche, ne uscite… Do ut es…
Se pò fa’… Se pò fa’… Volendo…


Miro Renzaglia

OGM: Sementi mutanti per la Mesopotamia. di Andrew Bosworth

di Andrew Bosworth, Ph.D. - 21/10/2008
[Fonte: http://www.uruknet.info/ ]

Vietato coltivare generi alimentari non di nostra proprietà
20 ottobre 2008

Qua: http://www.uruknet.info/?p=47991
traduzione di Albasrah.nettraduzione di Albasrah.net

ACQUA: CLASS ACTION DEPURAZIONE ACQUA. NF


In caso di mancato allacciamento alla rete fogniaria e/o di assenza completa o temporanea dell'impianto di depurazione nel Comune di residenza, la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza (n. 335 del 10 ottobre 2008) in cui dichiara illegale che nella bolletta dell'acqua siano addebitate le voci depurazione e fognatura.

Nel mio comune di residenza, ad esempio, hanno appena accorpato le tre voci, depurazione, fognatura e consumo dell'acqua, in modo che diventi pressocché impossibile reclamare il dovuto.

Si legge sul Tirreno di Empoli, in un articolo dal titolo "Acqua più cara grazie alla Corte Costituzionale - impennata sulla tariffa per uno sconto agli utenti non collegati lla depurazione", che secondo il direttore dell'ATO2 (Toscana) i ricavi devono rimanere quelli previsti e che stabiliti i mancati introiti derivanti dalla sentenza, si provvederà a "riarticolare la tariffa".

Al sito http://recuperocanonedepurazioneacque.spazioblog.it/ compaiono "i nominativi dei primi comitati ed associazioni che hanno espresso il desiderio di aderire al Comitato Promotore della Class Action Recupero Canone Depurazione Acque, da avviare per ottenere il recupero delle cifre ingiustamente riscosse dalle Aziende di Servizio per il canone/tributo per il trasporto delle acque di rifiuto, in assenza completa o temporanea dell'impianto centralizzato di depurazione del Comune di residenza dell'utente.

L'iniziativa tende a fornire al cittadino la corretta informazione, assisterlo nella richiesta dei dati esatti per poter pretendere il rimborso di quanto da lui pagato in bolletta senza che gli importi fossero dovuti. Nel caso di temporeggiamento, rifiuto o di rigetto , della richiesta pre-conciliativa, (inviata tramite la nostra associazione in quanto in possesso dei requisiti utili per ottenere l'accesso libero ai dati dell Pubblica Amministrazione), si procederà al tentativo collettivo e singolo di conciliazione tramite l'Organismo di Conciliazione ed arbitrato dell'ANPAR, ente riconosciuto dal Ministero di Giustizia. Il verbale della conciliazione ha valore di titolo esecutivo."

"L'adesione alla A.E.C. - Delegazione Italiana da parte dei comitati e delle associazioni per la class action è gratuita.

Essendo noi una associazione di volontariato e promozione sociale, abbiamo stabilito di porre la singola quota di adesione per ogni cittadino aderente ai Comitati convenzionati con la A.E.C. in euro UNO (€.1,00) simbolici. Per contribuire alle spese di segreteria (stesura lettere, telefono, fax e raccomandate) chiediamo ad ogni singolo cittadino che voglia essere assistito direttamente da noi, un rimborso spese segreteria di euro 10 (dieci) - anche queste simboliche - dato l'impegno consistente che comporta seguire la mole del lavoro che si prospetta. Le modalità di invio sono riportate nel modulo di adesione presente nella home del sito www.tutelare.it .

Mantenere una linea comune ed avere una sola modalità di intervento collettivo, ci permetterà di proporci agli Enti preposti come valido interlocutore per concordare le modalità di pagamento delle enormi risorse finanziarie che la pubblica amministrazione dovrà reperire per far fronte ai propri impegni, evitandole di dover ricorrere a scappatoie legali, costose lunghe e dal dubbio risultato, se non quello di esasperare ulteriormente il cittadino.

Preannunciando la class action, in attesa della definitiva approvazione della norma, anticipiamo i tempi e creiamo il precedente necessario all'ottenimento di quanto prefissoci, cioè il giusto
riconoscimento dei diritti del singolo cittadino, anche quando agisce in forma collettiva."

Cordiali saluti.

Sergio Sambi
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A.E.C. - DELEGAZIONE ITALIANA
Associazione Europea per la Tutela del Cittadino Contribuente
COMITATO NAZIONALE TUTELA UTENTI ELITEL - COMITATO NAZIONALE TUTELA INQUILINI
Organizzazione di Volontariato e Promozione Sociale - Associazione
senza fine di lucro
Decreto n. 124/vol-A Reg.FVG Iscr. n. 1039 del Registro Generale
Convenzionata con ORGANISMO INTERNAZIONALE DI CONCILIAZIONE E ARBITRATO
dell'A.N.P.A.R. – ASSOCIAZIONE NAZIONALE PER L'ARBITRATO
ENTE ACCREDITATO dal MINISTERO della GIUSTIZIA
tel./fax 0432661353 cell. 3288033227
http://www.tutelare.it
Il Presidente
Sergio Sambi
*

mercoledì 22 ottobre 2008

CAMBIO PELLE.



Da oggi questo blog cambia pelle.
Tratterà i retroscena delle notizie, gli indizi di complotto, la tutela delle nostre cose, o res publica, per dire un termine caduto in obsolescenza, con particolare riguardo per la frode monetaria globale.

Non sarà più ZioMarino a scrivere e a postare articoli bensì Nicoletta Forcheri. Sono gradite le testimonianze dei lettori - e altri autori - circa avvenimenti di soprusi quotidiani, di saccheggio delle risorse, di depredazione del paese, di truffe e inganni monetari, sanitari, fiscali, di menzogne ufficializzate.



In particolare benvengano tutti gli indizi volti a squarciare il velo che circonda i segreti di Stato che soffocano la crescita del paese dal dopoguerra e gli importantissimi omissis di questa repubblichetta -gran paese - dalla sovranità inesistente.


Benvengano anche tutte quelle proposte costruttive di alternative praticabili per il futuro nero che ci aspetta, dalle monete locali (arcipelagoscec) alla creazione di una cassa mutualistica per sostenere i membri della nostra bistrattata comunità.

Cassa di risonanza per le generazioni dagli ultimi babyboomers in poi, che si ritrovano con il futuro ipotecato e preso in pegno, la pensione volatilizzata da suboccupazione e fondi d'investimento, la vita taglieggiata dal carovita alle stelle causa la svendita del paese a istituzionali esteri, le piccole e medie imprese sull'orlo del fallimento per il credit crunch, e l'assenza di piani industriali, del turismo, dell'artigianato e dell'agricoltura che agevolino gli imprenditori, i professionisti insidiati dalle multinazionali, i giovani e i meno giovani presi in ostaggio dal precariato/stagionalità/nero.


Cassa di risonanza della classe media crollata, ma non solo, della classe operaia, in via di scomparsa e massacrata, e della classe medio alta, che per la prima volta da quasi un secolo si sente seriamente minacciata.

Insomma, ce n'è per TUTTI, tranne che per i mafiosi e i broker d'Italia, i loro complici politici e chi si avvantaggia degli unici flussi di denaro investiti nel paese, i "lavori pubblici", che di pubblico non hanno niente tranne i finanziamenti, e che il pubblico non vuole perchè rovinano il territorio e il suo orizzonte di vita.

Per tutti coloro che hanno una rimostranza o una proposta seria, e siamo in tanti.

Questo blog vuole essere più di un semplice blog: vuole essere una lobby, benvengano lobbisti e avvocati nell'anima, vuole essere un giornale, benvengano i giornalisti, vuole essere un movimento, benvenuti i cittadini. Salite a bordo, il treno è in partenza.

N. Forcheri

lunedì 20 ottobre 2008

ULTIMO POST DI ZIO MARINO




Questo è il mio ultimo post su questo blog. Mi sono ritrovata in mezzo al fuoco incrociato di una gratuitamente aggressiva polemica. Pur non volendoci entrare, in quel che ho definito un clima da pollaio con troppi galletti, mi ci sono trovata in mezzo, mio malgrado. Si, perché non posso tollerare che si spari a zero sul progetto dei buoni scec, www.arcipelagoscec.org , progetto cui ho partecipato dalla sua creazione, ad aprile di quest'anno, e che porta con sé un'idea potente - già realizzata del resto in altri paesi d'Europa in numerose comunità locali.

Sarà utopista, ma il mondo senza utopie, è un mondo triste, freddo, calcolatore, senza sogni. E non distrugge lo Stato, perché lo Stato è già distrutto, o la sua natura pervertita, per opera di questo sistema oligarchico finanziario che opera nell'ombra, e che persegue come finalità ultima quella di annientare la forza degli Stati, svuotarli della loro sostanza, non prima di avergli succhiato tutta la loro linfa vitale. In realtà, il progetto scec non si focalizza sulla distruzione dello Stato, esso lucidamente prende atto e si concentra sulla creazione di qualcos'altro. Lo Stato, gli enti pubblici, le autorità sono ben accette, sarebbe gradito il loro beneplacito ma lo Stato, non può, ricattato com'è da un debito pubblico nei confronti di privati esteri che lo incatenano ai suoi "obblighi" debitori, e impelagato com'è nella tela dei rapporti "internazionali" che altro non sono che una potente massonica piramide, minacciato da una spada di Damocle che gli (ci) pende sulla testa. Non ha capito che invece di fare di più la stessa cosa, deve fare altro, ad esempio mettere a nudo i meccanismi fraudolenti del debito e negoziarne il giubileo o la cancellazione: sarebbe un primo passo che forse non può fare. Dobbiamo noi aiutare lo Stato, poiché noi dovremmo essere lo Stato, o ente locale.

Questo qualcos'altro è tanto vitale quanto per prima cosa assumerà, tra breve, la funzione di salvagente in un pilotato crollo monetario ciclopico che fungerà da pretesto per introdurre il "nuovo ordine mondiale", anche manu militari - basti pensare all'introduzione della moneta irachena AGGANCIATA al dollaro dopo la devastazione e lo smembramento del paese con violenza inaudita, e sulla base di una menzogna. In Europa potrà assumere la forma di opportune destabilizzazioni, come provocate calamaità naturali - con il supporto dei "cambiamenti climatici"-, introduzione di pandemie sulle popolazioni ribelli, imposizione di un controllo per frequenze radio (RFID) e MONETA ELETTRONICA per tutti tranne gli INSORGENTI, che saranno chiamati TERRORISTI, oppure un altro termine al momento opportunatamente galvanizzato dai media e qualche evento traumatizzante. Se la filiera che Arcipelago sta creando sarà sufficientemente forte potrà salvare l'Italia intera.

Naturalmente è un'utopia, ma quando matematicamente non esiste una via di salvezza e si crede, come la sottoscritta, ma non solo, che stiamo correndo a gambe levate a schiantarci contro un muro, penso sia meglio non solo credere all'utopia, ma aguzzare la vista per metterla a fuoco, quest'utopica àncora di salvezza, e rimboccarci le maniche per agganciarci. L'alternativa è correre più forte a schiantarci contro il muro.

Per agganciarci all'àncora, occorre smetterla di pensare e d'interagire sempre in concorrenza, gli uni contro gli altri, mettere un freno agli impulsi aggressivi incessantamente sollecitati dai media, da sostanze e da parole: si pensi ai video giochi che formano i soldati di queste luride guerre o ad altre forme di manipolazione mentale che formano ad esempio le gang dei piccolissimi ad aggredire il prossimo.

Prima condizione per realizzare quel qualcos'altro è però la credenza, una credenza che si basi sulla certezza della fine matematica che ci aspetta se non cambiamo rotta, crederci così tanto con così tanta intensità che il sogno prenderà corpo. Non si tratta di stregoneria, si tratta di un semplice e provato meccanismo psicologico: si incanalano tutte le proprie energie verso la realizzazione di un sogno, e il flusso di energie, darà consistenza al sogno.

Lo scec sarà chiamato, anche scherzosamente, "moneta", da noi utopisti, ma in realtà ha le radici ben piantate in terra, essendo stato inquadrato dal punto di vista giuridico molto intelligentemente: è inattaccabile su quel fronte.

Lo stesso tessuto utopistico dovrebbe permeare la creazione di una banca che non si basi sulla fregatura sistematica e sistemica dei correntisti/risparmiatori. A meno di chiamarla in altro modo e farla rientrare in altro istituto giuridico. Molti gli autori che dimostrano, in pagine su pagine del net, come la creazione di una banca DIVERSA sia matematicamente impossibile - o utopistica - in quanto ogni banca, anello inferiore di una piramide globale, si trova a dovere sottostare alla cupola bancaria per ottenere liquidità, e soprattutto non può prestare alle condizioni che vuole per le cose che vuole. Il monopolio delle condizioni ce l'hanno BCE e BEI, e più su, una cupola tra BoE, Fed Res, BM, FMI e BCE. O con me o contro di me, dice il sistema, per non dare vie di scampo agli illusi, agli utopisti, ai sognatori, ai liberi pensatori, in fin dei conti ai considerati "deboli" del sistema.

In questo contesto, la nascita di una banca "etica" o public company che dir si voglia, ha certamente dell'utopistico ed è vitualmente impossibile. Ma benvengano le utopie. Non sopporto quindi che MercatoLibero dia dell'utopistico a un progetto che dovrebbe esserlo quanto il suo. A meno che il suo progetto sia semplicemente quello di costituire una centrale di acquisto, per andare a discutere di alcuni dettagli sulle condizioni offerte dalla banche. Ma anche qua, se si allarga e diventa massa, potrebbe costituire una rivoluzione nel modo di rivendicare i propri diritti presso enti che normalmente schiacciano il normale cittadino.

Creare una banca - in questi frangenti - una banca che abbia successo, è altrettanto utopistico che creare una moneta locale o che istituire un nuovo partito. Impossibile, perchè tutto l'apparato statale/legislativo/internazionale si è concentrato sul tentativo, riuscito, di bloccare queste manifestazioni della democrazia. Impossibile, perché per chi non lo avesse ancora notato, siamo già in un regime, impossibile perchè questo Stato dovrà prima fallire completamente, come sta fallendo, perché forse la gente si svegli, ma sarà troppo in preda al panico per ragionare sulla creazione di una via di uscita, in quel momento diventata veramente utopista. Sarà troppo tardi e l'imponente macchina del NWO ci schiaccerà.

Trovo questa polemica sterile e non costruttiva, e questo è il mio ultimo post, su questo blog. Mi dedicherò finalmente a tutte le cose - magari scrivere un libro? - lasciate in sospeso nella mia vita per via di quel senso di "urgenza" che mi assale ogni giorno alla visione chiara e lucida di quel che sta succedendo, di quel che ci aspetta e di quel che urge fare. Prima di tutto informare, mi sono detta, informare informare informare per creare una consapevolezza, una lucidità e una sinergia tra le persone.

Per questo non sopporto questa polemica aggressiva e autodeleteria da galletti in un pollaio e mi auguro un modo di fare "politica" e "impresa" più da donna, da donna selvaggia e strega, quella che corre con i lupi, quella che abbiamo tuttI in noi quando non ci lasciamo mettere il cappio da nessun meccanismo falso e perverso, quando parliamo con le budella attaccate alla terra, quando lasciamo correre gli altri nelle competizioni e badiamo semplicemente al grano, o all'essere utopistico che portiamo in grembo.

Nicoletta Forcheri

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domenica 19 ottobre 2008

COMMENTI IN LIBERTA'. di NF



Boutade a parte, i propositi di Grillo di comperarsi Mediaset, come le parole di Travaglio che solo ultimamente, grazie alla crisi borsistica, accennano alle banche e all'economia, suonano spesso come diversivi, non centrano il bersaglio. E infatti era una buona idea, quella di comperarsi Mediaset, peccato sia solo una provocazione, e sarebbe stata molto più potente se applicata all'Alitalia. Perché non l'ha lanciata per Alitalia? Eppure Grillo doveva sicuramente sapere che vi era un progetto dei piloti, vergognosamente oscurato dalla stampa, di comperarsela, Alitalia.... donde il ritardo della categoria nel firmare il patto, ritardo durante il quale i giornali si sono scatenati, con una vendicatività livida di cui purtroppo non hanno l'esclusiva.

Grillo difende a spada tratta Di Pietro il quale sembra avere firmato un patto con il PD per occuparsi solo ed esclusivamente della battaglia contro Berlusconi – e non dei problemi che attanagliano gli italiani, di cui lo strapotere mediatico del cavaliere costituisce un'infima parte - in qualità da cane da guardia dell'elite internazionale perché lo "psiconano" si comporti "bene". Un baratto per potere esercitare il potere, senza il quale anche l'Italia dei valori sarebbe stata ghigliottinata dalla legge elettorale, che alla stregua della dittatura economica, prescrive le concentrazioni, e i duopoli che in realtà sono le due facce della stessa medaglia. Comportarsi bene naturalmente per Di Pietro e il PD vuol dire fare tutto quel che dice l'Europa anche quando va contro i nostri interessi, autolesionismo puro, e che non si facciano troppi patriottismi, la parola d'ordine è svendere, parola in codice "internazionalizzazione", senza patemi di animo, e senza che gli italiani sappiano la vera storia...

Travaglio ad Anno Zero ha sparato su Tanzi e Geronzi, lo fa così bene ed è doveroso per carità, ma senza mai inquadrare le sue critiche nel contesto macrogeopolitico, e senza mai citare il fatto, ad esempio, che le due banche ambite sono finite nelle grinfie, l'Antonveneta della Mps a un prezzo esagerato e gonfiato con il quale la Santander sta comperando mezzo mondo – un piacere fatto agli spagnoli con i soldi di senesi e italiani; e la Bnl nelle grinfie della francese Bnp Paribas. No, oltralpe non ci si azzarda mai a criticare e ad applicare la lente d'ingrandimento come ci si permette di fare in Italia, soprattutto quando personaggi, atti e agende d'oltralpe hanno effetti deleteri sulla vita del nostro paese.

Quel che osservo in fin dei conti è una mancanza di critica nei confronti dell'Europa, e un fare "come se", come se l'Europa fosse simmetrica, come se l'Europa fosse giusta, come se l'Europa fosse il nostro Stato, mentre l'Europa è alla stregua dei singoli stati, occupati, soggiogati, assoggettati ad altri circoli d'interessi che niente hanno a che fare con il bene e la rappresentatività dei cittadini. Come se l'Europa non fosse la faccia pseudo politica del sistema bancario/assicurativo. All'interno di questo squilibrio generale, infraeuropeo, se ne inserisce un altro, tra singoli paesi, o gruppi di paesi: alcuni popoli più ricchi di moneta circolante di altri - come fossero i primi prenditori della stessa - più o meno indebitati di altri, più o meno terra di conquista di altri; la maggioranza con il welfare sociale, che noi non abbiamo, con posti di lavoro dirigenziali che seguono le sorti delle loro piratesche multinazionali che fanno shopping nel nostro paese, ad esempio, mentre assieme alla classe media è scomparso semplicemente il lavoro qualificato. Chi vuole darsi da fare si ritrova a remare continuamente contro MILLE E UNO ostacoli: fiscali, disservizi, dumping, concorrenze sleali, in un paese che ha abdicato qualsiasi ambizione di costituire un piano industriale, artigianale o turistico, a vantaggio del toto lavori pubblici che distruggono l'unica fonte di reddito che era rimasto al belpaese: il territorio. Chi vuol darsi da fare, ritroverà i suoi pochi centesimi sequestrati da prodotti bancari fraudolenti, la sua pensione sabotata dagli stessi, o inquisito dallo stesso fisco italiano che si basa sulla presunzione di colpa dei contribuenti.

Altro che lodo alfano per le massime cariche dello Stato! Nessuno ne parla, ma che dire dell'immunità non solo per legge, ma per diritto di nascita, dei reali delle monarchie europee? Le case reali, che sono state volutamente sminuite da tutto il concerto mediatico e il discorso ufficiale, in realtà sono immensamente ricche e gestiscono, fanno gestire, investono e brigano in TOTALE CONFLITTO DI INTERESSI, le loro enormi ricchezze. Sono loro che nell'anonimato tramano tanto per la globalizzazione del pianeta, e per il WTO, basti guardare la pagina del governo olandese come mette alla ribalta i negoziati di Doha esprimendo grande rammarico per il suo insuccesso, basti pensare agli enormi interessi inglesi in gioco nei brevetti dei semi, ibridi e OGM, o alla diffusione di farine animali, invenzione contronatura nata in quel paese contronatura che è l'Olanda, o i lager per animali per gli allevamenti intensivi, invenzione neonazista nata nel triangolo Belgio Olanda Sud Inghilterra...

Per i negoziati di Doha - una tappa ulteriore nel nuovo ordine mondiale - questa volta messi in scacco dall'India, la partita è solo rinviata visto che gli uomini della regina, con le sue propaggini nella Commissione UE e altre agenzie europee e "internazionali" - che proliferano come tumori impazziti nel tessuto sociale asfittico - si stanno attivando per riproporceli, e per propinarci, volenti o nolenti, il deleterio trattato di Lisbona. Deleterio perchè laddove non sia volutamente incomprensibile, è completamente indigesto e soprattutto perché ce lo vogliono imporre a tutti i costi.

Benelux, con il granducato patria delle banche, spina nel fianco dell'Unione che volesse applicare una politica economica diversa, e le monarchiche Gran Bretagna e Francia, monarchia senza un Re, hanno tutte un qualche paradiso fiscale nei ripostigli del loro antico impero, con tanto di banca centrale per produrre moneta legata al dollaro: aderiscono certamente all'euro - o allo SME - ma hanno la lor scappatoia, LORO. Cedono la sovranità monetaria in Europa ma se la tengono stretta nei territori d'oltre mare..

Perciò l'Europa è generatrice di diseguaglianze, diseguaglianze tra cittadini, i primi prenditori di moneta e i loro fedeli lacché da una parte, e una classe media sempre più povera, sempre più schiacciata, sempre più inesistente, dall'altra. La rivoluzione francese, rivoluzione borghese, non ha tagliato il male alla radice e ancora una volta saranno i loro successori, la classe media, a farne le spese. Ci sono anche le sperequazioni tra i paesi, i paesi con le banche centrali di scorta e quelli senza, i paesi che vivono dei proventi della rapina bancaria altrove e quelli... saccheggiati. Naturalmente non tutto è così in bianco e nero, e anche un paese come l'Italia, reservoir di manodopera schiavizzata e salvadanaio delle banche europee, unico paese in Europa dove si paga la gabella per pagare (1,10 euro per i bonifici alla posta), una Banca centrale privatizzata e staccata dal Tesoro, e il debito pubblico più alto dell'UE, ha la sua Enel o la sua ENI con licenza di saccheggio degli altrui paesi. Ma la domanda è: sono veramente nostre Enel ed Eni, e i loro proventi vengono redistribuiti? Apparentemente no. Vedi indebitamento. Vedi altri soci azionisti. Vedi i personaggi ai vertici (Conte in Barclays, Scaroni in Veolia).

Quell'istituzione così antidemocratica che è la monarchia, non è mai morta, e vive come un parassita avido e affamanto nel suo midollo; anzi la democrazia viene utilizzata come specchietto per le allodole per occultare meglio i misfatti dei monarchi and Cie, forse, questa democrazia è una sua creazione, una sua BOLLA. Una casta peggio della casta, in quanto nata tale, immune per diritto divino alle normali leggi dei comuni mortali, che opera nell'ombra e con vari prestanome, che vanta enormi diritti di credito sui sudditi del mondo, o dei suoi antichi imperi, i cui legami, grazie a trucchetti tecnico legali, non sono mai stati recisi. E la casta reale come una piovra tende a mantenere in sudditanza tutti i cittadini del mondo, appoggiando, promuovendo, finanziando - opportuntamente piazzando e decorando uomini chiave - istituti giuridici come i brevetti, le proprietà intellettuale, le royalties, i marchi, i pedaggi, gli interessi, i petrodollari, risorse vitali, i PPP, gli OGM, i farmaci letali, i traffici di droga, l'informazione imbavagliata ecc ecc.

Dalle loro isole paradiso, fintamente indipendenti e con banche centrali che in realtà ricadono sotto l'autorità della cas(t)a (regina)madre, dietro le quinte della farsa Europa, vanno a finire i soldi fagocitati dalle borse - in aggiotaggio - con enormi effetti sulle finanze dell'economia reale, mentre va in scena il finto teatro della democrazia. Teatrino diventato una commedia dell'arte, con l'aiuto a livello nazionale della riforma Bassanini che ha permesso ai tecnici di avere più potere degli assessori e di non dovere rispondere a superiori: gli assessori sono diventati i PR dei tecnici, sono loro che cureranno le relazioni con il pubblico mentre, SEMPRE NELL'OMBRA, i tecnici opereranno i loro deleteri investimenti di banche lontane come la BEI o la Cassa Depositi (di cui Bassanini è il vice presidente)...

E' un modello di regime identico a tutti i livelli, dall'Europa, con la sua Commissione "tecnica" che in realtà legifera al comune, modello del "governo globale". Andare a protestare in comune è un po' come andare a protestare in una filiale di banca: ci sarà sia un finto amico a riceverti, sia un direttore funzionario completamente impotente, che farà finta di venirti incontro, fregandoti però con i tecnicismi inventati da persone non dietro agli sportelli ma dietro alle quinte, sui piani alti, spesso in altre città, ad esempio Londra...

L'UE, diventata un enorme ed esosissimo sportello bancario di BEI, BCE e BERS, di Fondi strutturali e altri: portavoce di quelle istanze che decidono l'impiego dei nostri soldi, in un meccanismo occulto dove commissari ignoti ai più, non certo eletti dai cittadini, decideranno quali sono gli "aiuti di Stato" permessi - praticamente nessuno tranne i loro.

E' negli ambiti descritti sopra, ma non solo, che si decide la privatizzazione dell'acqua (la BEI campionessa nel campo), o la privatizzazione e svendita dell'Alitalia - già decisa dal 1992 quando era proprietà dell'IRI le cui sorti furono segnate con l'accordo del panfilo Britannia - o il degrado/attacco della scuola, prova ne siano i vari scioperi nel paese. Quella dei soldi è una enorme e pretestuosa scusa. Per le armi o per la base di Vicenza ci sono i miliardi, a costo di indebitarci e ipotecarci tutti con la produzione di nuova moneta, mentre il denaro evaso nelle Antille olandesi, tutelato dal vergognoso segreto bancario, servira' alla stessa casta reale per perpetuare l'inganno e consolidare il suo impero di cartapesta, tanto più forte quanto "invisibile" alle masse. Un governo invisibile che ha deciso che il nuovo ordine mondiale, con lo smantellamento degli Stati e la sudditanza di noi tutti deve andare avanti, costi quel che costi: lo smantellamento della scuola ne è solo un aspetto, ed è deciso ai piani alti, come FMI ed OCSE, avallato dal Patto di stabilità dell'euro, per il quale ogni taglio alla spesa pubblica è giustificato.

C'è da stupirsi se i flussi di denaro non vanno mai per fare il bene del territorio, dei suoi cittadini, delle sue piccole e medie imprese, degli artigianati e della sua agricoltura? No, se si pensa che appunto in quei circoli vi è chi delle nostre miserie si arricchisce a dismisura e acquisisce sempre più controllo sulle nostre vite, e ha interesse ad ammazzare la nostra concorrenza, che quella italica era potente. ERA.

No, è veramente giunta l'ora di rimettere completamente in discussione il sistema bancario monetario e i circoli che lo manipolano, propagandando verbi deleteri, illusori e strumentali come:


- la necessaria crescita illimitata: anche se non cresciamo demograficamente.
- la bontà del modello PPP (partenariato pubblico privato), e project financing, per gestire le utilities, dove il privato finanzia e il pubblico gestisce: no, è vero esattamente il contrario- privatizzato è più efficiente. No, per i servizi pubblici è UNA MENZOGNA.
- OGM per sfamare la terra: No, OGM per affamare la terra e avvelenarci.
- Farmaci per guarirci: No, farmaci per ucciderci PAGANDO. E così via dicendo.

Ed è giunta l'ora di ricreare una moneta strumento di scambi di beni e servizi, più vicina al popolo, non privata, e senza interessi la prima emissione. Ricreare un concetto di banca. Glocale. Noi italiani, ne siamo capaci. Liberiamoci dei parassiti che succhiano la linfa di questo paese, e per fare ciò, diciamo pane al pane e vino al vino, e tutto sarà più facile.
Nicoletta Forcheri

INIZIATIVA PER UN REFERENDUM EUROPEO

[fonte:www.eu-referendum.org/italiano/index.html ]

Cos'è l'Iniziativa per un referendum europeo?
Questa iniziativa è una campagna per i cittadini e per il loro diritto di chiedere un referendum, quando devono essere effettuate importanti modifiche legislative a livello nazionale europeo che riguardano loro direttamente. In particolare, vogliamo tutelare la possibilità che tutti i cittadini possano partecipare alle decisioni sul trattato di Lisbona tramite la consultazione popolare.

Quali sono i diritti democratici promossi da questa campagna?
Ogni cittadino deve godere dei seguenti diritti:

- partecipare alla vita democratica dell'Unione Europea;
- rendere noti i propri punti di vista su tutte le questioni e gli ambiti politici dell'Unione Europa e realizzare uno scambio di opinioni aperto a tutti.
- partecipare direttamente al processo decisionale a livello politico.

Perché ora è così urgente questa iniziativa?
Ad eccezione dell'Irlanda, attualmente nessuno dei paesi intende affidare ad una consultazione popolare la ratifica del Trattato di Lisbona. Il Trattato di Lisbona propone importanti modifiche delle funzioni dell'Unione Europea, di cui molte andrebbero a favore dei grandi interessi economici e a scapito dei diritti democratici dei cittadini.

Le aree in cui si cerca di controllare gli interessi economici riguardano diversi settori della società e quindi della vita di ciascuno di noi. Riguardano in particolare i brevetti sui farmaci, con l'obiettivo di eliminare tutti i rimedi naturali non tutelabili tramite brevetto; di richiedere brevetti su geni per ottenere un controllo mirato sulle molecole necessarie per l'ereditarietà e per la vita; e brevetti per piante geneticamente modificate, con l'obiettivo di acquisire il controllo sulla nostra alimentazione quotidiana e sulla nutrizione.

Se non si pone un freno a questi interessi e se i cittadini europei non avranno il diritto di intervenire direttamente nel processo decisionale, l'Europa assomiglierà sempre di più alla "Fattoria degli animali" di Orwell, nella quale la dittatura, e non la democrazia, detta l'ordine del giorno.



sabato 18 ottobre 2008

ITALIA-ARGENTINA: quasi pareggio. NF


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Consiglio a tutti la visione del video Diario del saccheggio, a proposito della depredazione e fallimento dell'Argentina. I parallelismi sono talmente lampanti da fare comprendere istantaneamente la situazione italiana, la quale rispetto all'Argentina ante crollo ha una "marcia" in più: la bomba derivati agli enti locali che nel "default" italiano previsto investirà anche i nostri comuni, i nostri borghi interi e le loro risorse...


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Le parti successive si trovano all'indirizzo: http://it.youtube.com/watch?v=YSqyabjiP3I

NF

martedì 14 ottobre 2008

CRISI: ISLANDA NON E' UNA COLONIA BRITANNICA


[fonte: http://www.movisol.org/08news232.htm e http://www.movisol.org/08news231.htm ]
L’Islanda non è una colonia britannica
12 ottobre 2008 (MoviSol) – Il primo ministro dell’Islanda, Geir Haarde, ha dichiarato che gli interessi dell’Islanda avranno la priorità su quelli del settore bancario.
Mercoledì 8 ottobre, chiarendo molto bene la differenza tra il debito della nazione ed il debito delle banche, Haarde ha detto ad una conferenza stampa: ”Il punto è questo. L’indebitamento totale è tale per cui non è possibile che la popolazione islandese possa pagare per il debito contratto da quelle imprese private. Nei fallimenti succede sempre che qualcuno si bruci.”
Nel corso della settimana il governo islandese ha irritato il Ministro del Tesoro britannico Alistair Darling, annunciando di non aver intenzione di pagare le obbligazioni di banche islandesi in Gran Bretagna.
Alla domanda se l'Islanda considerasse la possibilità di unirsi all’Unione Europea ed all’euro, egli ha risposto: “ Saremmo stati peggio [se l’Islanda fosse stata nella zona euro]. Molti degli Stati minori sono stati completamente emarginati nell’Unione Europea.”
Nel frattempo Haarde ha smentito di aver chiesto un prestito al Fondo Monetairo Internazionale, e che comunque si trarrà profitto dalla presenza di una delegazione del FMI in Islanda. Alla domanda perché l’Islanda avesse chiesto un prestito alla Russia, ha risposto: “I paesi nordici ci sono stati molto di aiuto. Oltre a loro nessun altro paese [ad esclusione della Russia] ha risposto con l’aiuto di cui avevamo bisogno.”
Questa settimana il governo islandese ha approvato una legge d’emergenza per la crisi bancaria. A differenza degli interventi britannici o statunitensi, questa non rappresenta un piano di “salvataggio” delle banche, ma una legge che ha dato al governo l’autorità di confiscare banche o imprese finanziarie, sottoporle a procedura fallimentare o ad altre iniziative che pongano gli interessi dell’Islanda al di sopra di quelli delle banche.

Brown usa le leggi antiterrorismo per colpire gli Islandesi
11 ottobre 2008 (MoviSol) – La stampa britannica ha riferito dell’impiego da parte del Primo Ministro inglese Gordon Brown delle leggi antiterrorismo per autorizzare la confisca delle filiali inglesi della banca islandese Kaupthing. Ciò dimostra l’illegalità della mossa del governo britannico, che ha confiscato i capitali della banca senza un normale processo. È questa mossa ad aver spinto l’Islanda a sottoporre la banca Kaupthing a procedura fallimentare.
Il Primo Ministro islandese Geri Haarde ha commentato: “L’azione del governo britannico contro la banca Kaupthing è da biasimare”, denunciando il ricorso alle leggi antiterrorismo: “Non molti governi avrebbero accettato la cosa con il sorriso sulle labbra”.
Sigurder Einarson, ex presidente della banca, ha detto al Financial Times: “Crediamo che la decisione sia partita da molto in alto nella gerarchia del Regno Unito”. Ha poi aggiunto che i britannici si sono rifiutati di permettere alla Kaupthing di accedere al pacchetto di salvataggio disposto da Brown, anche se si trattava della dodicesima banca in Gran Bretagna. Stando al Daily Telegraph, “Non siamo Barclays, HBOS o Lloyds, ma credo che – come dodicesima banca in Gran Bretagna – non siamo stati autorizzati a partecipare al piano di salvataggio. Lo abbiamo chiesto, ma la risposta è stata un no secco”.
Nel frattempo, ben centoventisette istituzioni pubbliche britanniche hanno un miliardo di sterline depositate nelle banche islandesi. La sola Metropolitan Police Authority ne ha 30 milioni. Mentre queste istituzioni sono redarguite per aver costituito tali depositi, Eric Pickles, il Ministro ombra delle Comunità del partito conservatore, ha detto che i consigli di amministrazione delle stesse stanno operando con la guida di John Prescot, il lacché dell’ex Primo Ministro Tony Blair, sin dal 2004.

lunedì 13 ottobre 2008

FRODE CONTINUA: Barclays, la banca del cuculo

In questi giorni la Barclays, una delle banche canaglia responsabili della crisi che stiamo vivendo (http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2008/09/crack-bancari-da-disinformazione.html), sta facendo una pubblicità massiccia, per radio e televisione, per attrarre i risparmi degli italiani a tassi d’interesse allettanti. Peccato che sia l'ennesima truffa in quanto la Barclays non è aderente al Fondo interbancario di tutela dei Depositi http://www.fitd.it/banche_cons/banche_consorziate/consorziate_elenco.pdf, che vuol dire sia che in caso di fallimento essa non avrebbe nessun obbligo a rimborsare i 103000 euro garantiti dal deposito. Oppure, che il Fondo dovrebbe intervenire lo stesso per un obbligo previsto dalla legge. Si ricordi che il fondo è alimentato da una quota prelevata dai nostri depositi, pertanto significherebbe che i nostri soldi andrebbero a pagare i debiti di una banca fallimentare che per di più non ha contribuito al fondo. La nostra televisione ospita la pubblicità di una banca cuculo.

La Barclays, banca nata a Londra con sede in Lombard Street, annovera tra i suoi consiglieri, dal 1 aprile 2006, Fulvio Conti, ad di Enel, ex carica in Telecom e nelle Ferrovie dello Stato (1996-1997), non prima di avere arrangiato anche la Montedison con la ristrutturazione del gruppo: diventata Edison è caduta sotto il controllo di Edf, l'azienda energetica statale francese.

Oltre a sostenere spudoratamente il nucleare e pertanto la truffa monetaria che la sottende con la rendita dell'uranio, materia in via di esaurimento, anche Fulvio Conti sta diffondendo con l'Enel una pubblicità che temo ingannevole, quella delle agevolazioni per l'installazione di pannelli solari (enelsi): al call center, oltre a consigliarti direttamente le banche “collegate” al finanziamento (MPS, BPS, IRFIS, e Prestitempo. filiale della Deutsche Bank), chi si autoproducesse l’energia dovrebbe continuare a pagare regolari bollette all’Enel per poi ricevere i conguagli a fine anno. La domanda è: pagare cosa se l’energia è autoprodotta? Il finanziamento? Se c’è puzza di bruciato solo allo stadio delle informazioni del call center, figuriamoci gli inghippi successivi…

Egli invitava venerdì 29 agosto (http://www.enel.it/attivita/novita_eventi/archivio_novita/meetingrimini/presentazione/), il banchiere francese Jacques Attali (presidente della Banca per la ricostruzione e lo sviluppo dell'Europa dell'Est) e il fondatore della Compagnia delle Opere Giorgio Vattadini, a intervenire al Meeting dell'amicizia dei popoli organizzato dall'Enel.

Sulla Compagnia delle Opere tutti ricorderanno l'avocazione, nel 2007, dell'indagine Why Not dalle mani del sostituto procuratore De Magistris in seguito all'iscrizione nel registro degli indagati di Prodi per presunti finanziamenti illeciti "transitati dalla presidenza della Commissione europea, allora guidata da Prodi" all'allora numero due della Compagnia delle Opere, Antonio Saladino, con un giro che porterà alla loggia di San Marino (href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=15449">
). Indagine insabbiata da personaggi molto in alto della piramide.

Attali è il presidente del comitato omologo "di liberazione della crescita francese" per il quale ha reclutato, come è logico che sia, i servizi del "politico" italiano Franco Bassanini (oltre a Mario Monti), ideatore della legge omonima di "riforma" dell'amministrazione pubblica, e dal 2007 membro del Coordinamento nazionale del Partito democratico... A me basta pensare che questi è presidente dell'ASTRID, associazione fondata assieme ad Amato, per pensare subito alla Britannia connection...ampliata negli ultimi anni al club cocorico...

L'economista Mario Monti è il primo presidente di un sedicente pensatoio, Bruegel (http://www.bruegel.org), ibrido creato nel 2005 e composto, e finanziato, da 16 Stati membri e 28 multinazionali, una delle tante prove concrete del nesso potente esistente tra legiferazione europea e grossi monopoli privati, tra finanziamenti pubblici a vantaggio di interessi privati, tra finanziamenti privati e governi accondiscendenti con leggi pro multinazionali. Siedono infatti in detto "pensatoio" : Areva, BP, DaimlerChrysler, Deutsche Bank, Deutsche Borse, Deutsche Post, World Net, Deutsche Telekom, EADS, EMI, Euronext, Fortis, General Electric, Goldman Sachs, Hellenic Petroleum, Iberdrola, IBM, Novartis, Nokia, PricewaterhouseCoopers, Renault, RWE, Sanpaolo IMI, Siemens, Suez, Telecom Italia, Telefonica, Thomson, Unicredit.

Bassanini è il marito di Linda Lanzillotta che con l'omonima legge sui servizi ha affossato definitivamente qualsiasi speranza di ripubblicizzare l'acqua. Dio li fa e poi li accoppia. Ma come Padoa Schioppa che attualmente è stato premiato per i suoi buoni servizi nella svendita con la carica di presidente della Banca europea per gli Investimenti, l'unica autorizzata ad accordare aiuti di Stato in Europa, Bassanini è soprattutto banchiere nell'anima, sia pur travestito da politico intellettuale – un lupo travestito da agnello : egli è attualmente vice presidente della Cassa Depositi e Prestiti, la quale ha sottoscritto, assieme alla Cassa depositi francese, a quella tedesca e alla MPS, una quota importante nel fondo equity Galaxy per attuare l'ampliamento dell'aeroporto del Sud di Siena - illegalmente privatizzato
(http://www.comitatoampugnano.it/index02.html). Da questo punto di vista non posso non pensare al club delle svendite. O comunque di quei finanzieri che oltre a offrire uno specchietto teorico per le privatizzazioni fraudolente in atto, ne sono anche artefici non indifferenti.
Tra Bassanini e la Barclays, allora, solo la B?
Nicoletta Forcheri

sabato 11 ottobre 2008

MONETA: parole tabù e nuova bretton woods



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[fonte: youtube]



LA PROPOSTA DELLA NUOVA BRETTON WOODS IN BREVE


Convocare una conferenza delle maggiori nazioni del mondo per decidere di:

1. Ristabilire parità fisse tra le monete – rispetto all’oro e modificabili solo nel contesto degli accordi – allo scopo di: a) rendere possibile il finanziamento a lungo termine delle attività produttive e commerciali reali, b) vietare la speculazione sui cambi.

2. Congelare e annullare i titoli finanziari speculativi, che ammontano a svariati trilioni di dollari, secondo i regolari criteri di procedura fallimentare.

3. Emettere crediti d’emergenza – dove occorrono per garantire il funzionamento delle normali attività – e credito agevolato ai grandi programmi infrastrutturali che daranno notevole impulso anche all’impresa produttiva privata.

4. Ripristinare regole e controlli sulle attività finanziarie e amministrative abolite dalla “deregulation”.

5. In tale contesto, incoraggiare i paesi a istituire banche nazionali, sotto la sovranità del Parlamento, in sostituzione dell’attuale sistema delle banche centrali autonome. Questa proposta di Lyndon LaRouche è stata oggetto di diverse mozioni, sottoscritte da parlamentari di tutto l’arco politico, che chiedono al governo italiano di adoperarsi in ambito internazionale per promuovere l’iniziativa. [fonte: http://www.movisol.org/teminbw.htm ]



Si potrà non essere d'accordo su tutti i punti, ad esempio la parità con l'oro, ma la proposta di Larouche ha il merito di tentare di lanciare un dibattito a livello mondiale sulla base di un'analisi veritiera dei fatti e di presentare una proposta coerente che sarebbe sicuramente meglio del sistema monetario fraudolento attuale.

Nicoletta Forcheri



CRISI: Islanda in bancarotta in vendita su Ebay


L'Islanda e' stata messa in vendita questa settimana sul sito di vendite all'asta eBay con un prezzo di partenza di 99 centesimi da un internauta del Regno Unito.
Presentata come "una opportunita' unica di acquistare un paese dell'Europa del Nord", la proposta di acquisto, messa on line lo scorso martedi', ha gia' ricevuto 84 offerte fino a oggi pomeriggio. La piu' alta arriva a 10 milioni di sterline (12,6 milioni di euro).
"Situata nell'Atlantico del nord, l'Islanda offrira' al felice vincitore un ambiente abitabile e una situazione finanziaria relativamente sconclusionata", precisa l'annuncio. "La Groenlandia e Bjork non sono compresi nel lotto", ha precisato l'offerente.

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