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lunedì 19 gennaio 2009

ISRAELE, cavallo di Troia dell'elite globale. N. Forcheri


N. Forcheri
Pubblico, pur non condividendola, l’opinione di Gilad Atzmos il quale afferma che Israele ha perso ed è destinato a perdere. Sarà vero nel lungo termine - forse- o dal punto di vista morale - di cui Israele non sa che farsene, ma per il momento non sembra essere il caso: Israele non si ritirerà mai completamente da Gaza di cui continuerà a sigillare i valichi per ricattare la Striscia, e continuerà ad esercitare un controllo su aria, terra e mare come ha fatto negli ultimi 21 mesi di assedio da quando Hamas è stato democraticamente eletto. Detenendo il coltello dalla parte del manico degli aiuti umanitari di cui Gaza ha bisogno. Senza parlare della dipendenza dallo shekel israeliano, e il debito dilagante che la guerra farà pendere su ogni cittadino di Gaza e i suoi discendenti, per la ricostruzione.
Last but not least, nessuno parla dei titoli di proprietà delle riserve di gas al largo di Gaza, uno degli oggetti del contendere dell’invasione (i petrodollari?) né del fatto che Ashkelon et Sderot, dove arrivano i razzi Kassim, sono due dei centinaia di antichi villaggi palestinesi presi e rasi al suolo dagli israeliani nel 1948, dove molti cittadini di Gaza aspettano di ritornare; o ancora del fatto che Hamas non sono normali terroristi, ma dovrebbero essere visti come resistenti; o del fatto che gli insediamenti israeliani continuano, la costruzione del muro e dei bantustan anche; nessuno solleva gli argomenti tabu del ritorno dei profughi palestinesi, dei confini del 1967, delle risorse idriche rubate.
In un certo senso pertanto Israele, con la faccia come il culo, sta vincendo la guerra mediatica nella misura in cui semina disinformazioe e i media abboccano. Del resto si è visto che né l’Europa né la comunità internazionale hanno voluto o hanno potuto fermare Israele e ciò avviene poco tempo dopo che un accordo di cooperazione è stato firmato tra Israele e l’Unione europea nonostante il voto contrario del Parlamento europeo.

Come mai tutti succubi di Israele? Semplice, essa è l’emanazione di un progetto rotshschildiano, della stessa matrice della conquista del Far West, di Astralia e Nuova Zelandia, del Sudafrica, e relativi stermini degli indigeni con tanto di creazione di riserve zoologiche. Il progetto rothschildiano del nuovo ordine mondiale è un progetto totalitario, dittatoriale, proliferato fino ad oggi grazie all'oscurità he lo circonda. Esso ha bisogno di parecchi bacini di manodopera di caste/razze inferiori. Rispetto al nazismo, il nuovo ordine avanza anche con le armi di distruzione di massa della finanza globale, come il debito, gli strumeni finanziari, l’emissione monetaria in monopolio alla Fed/Bank Of England, così come royalties e brevetti. Nuovo ordine che non vuole assolutamente che gas, royalties e monete vadano alle razze/caste inferiori - pena il fallimento del progetto - e che devono continuare a servire da bacini di manovalanza a buon mercato, e rimanere eternamente debitori nei confronti del cartello.

ISRAELE RIESCE DI NUOVO A PERDERE
Gilad Atzmon - 18/01/2009
Il quotidiano Haaretz ha riferito oggi che gli alti ufficiali della IDF “credono che Israele dovrebbe sforzarsi di raggiungere un immediato cessate il fuoco con Hamas e non estendere la propria offensiva contro i gruppi islamici palestinesi di Gaza”. Ciò non dovrebbe essere per noi una grossa sorpresa. Per quanto Israele abbia dimostrato oltre ogni dubbio di essere capace di compiere un genocidio su larga scala, ha anche dimostrato che le sue forze militari non sono in grado di dare una risposta alla resistenza islamica. I capi militari israeliani hanno anche ammesso che “Israele ha già ottenuto diversi giorni fa tutto ciò che poteva ottenere a Gaza”. La IDF, a quanto sembra, ha esaurito il suo compito a Gaza. Ha trasformato i suoi quartieri in mucchi di macerie. Ha anche massacrato, senza sosta, la sua popolazione civile alla luce del sole per mezzo di attacchi aerei e dalle navi da guerra. Le immagini dei proiettili al fosforo bianco che cadono su scuole e ospedali fanno ora parte della nostra memoria collettiva. I carri armati che sparano contro scuole piene di rifugiati in fuga dal bombardamento delle loro case rappresentano adesso l’immagine associata al soldato israeliano; eppure, nonostante questo, Israele non è riuscito a raggiungere nessuno dei suoi obiettivi.
Devo ammettere che ci vuole un talento speciale per fare il generale israeliano. Per quanto bravi essi siano nel compiere crimini di guerra, in qualche modo riescono a fallire in ogni altra cosa. All’inizio i politici israeliani avevano giurato di distruggere Hamas, ma poi avevano abbassato le aspettative, promettendo soltanto di distruggere la capacità di Hamas di lanciare razzi e rassicurando i loro eccitati elettori israeliani che questa volta lo Stato ebraico avrebbe combattuto fino alla fine. A quanto pare le loro promesse sono state ancora una volta tradite. Hamas è ancora lì; il sostegno di cui gode nelle strade palestinesi è più forte che mai. E non solo nelle strade palestinesi. Il messaggio di sfida di Hamas si sta diffondendo in tutto il mondo musulmano e oltre. La scorsa settimana sono stato ad una manifestazione a Londra insieme ad altri 100.000 partecipanti. Il sostegno a favore di Hamas era dappertutto. Era su cartelli, bandiere, striscioni e altoparlanti. Non solo Hamas è ben lungi dall’essere sconfitta, ma la sua capacità di lanciare razzi appare immutata.
Giorno dopo giorno i combattenti di Hamas riescono a ricordare agli israeliani di Ashdod, Ashkelon e Sderot che in questo momento stanno vivendo su terra palestinese trafugata. Date ad Hamas il tempo necessario e il suo messaggio balistico sarà portato in ogni angolo della Palestina rubata. Israele è alla disperata ricerca di una exit strategy. Oggi ho saputo che il Ministro della Difesa Barak ha chiesto un cessate il fuoco di una settimana per ragioni umanitarie. Vi prego, non restate a bocca aperta, il noto sterminatore di massa non ha cambiato pelle tutto d’un tratto. Essendo un generale veterano, Barak capisce molto bene che i suoi soldati a terra hanno bisogno di una pausa e ne hanno bisogno adesso. Essendo radunati tutti insieme in poche zone devastate e senza riparo, sono adesso esposti ai cecchini e al fuoco dei mortai di Hamas. Negli ultimi giorni tra le forze israeliane si è registrato un numero crescente di perdite. Il tentativo di portare la battaglia nei quartieri di Gaza si è scontrato con una resistenza durissima. L’esercito israeliano si è impantanato ancora una volta. Se questo non bastasse, tra pochi giorni Obama si insedierà alla Casa Bianca e gli israeliani non sono del tutto convinti che il nuovo presidente americano continuerà a sostenere ciecamente la loro strategia omicida. Il Ministro della Difesa Barak capisce che la sua finestra di opportunità potrebbe essere sul punto di chiudersi. Capisce che i soldati della IDF potrebbero doversi spingere dentro le periferie di Gaza senza raggiungere nessuno degli obiettivi militari della guerra.
Barak ha bisogno di qualche giorno di cessate il fuoco per creare una nuova realtà sul terreno. Ovviamente preferisce nascondersi dietro il pretesto umanitario. E’ molto più semplice che ammettere che la IDF, ancora una volta, è stata colta impreparata. Gli aiutanti di Olmert, comunque, sono stati abbastanza stupidi da ammettere la menzogna. Pare che uno di loro stamattina abbia attaccato Barak dicendo che “Hamas osserva la scena e ascolta le voci, questi commenti sono un colpo in canna per Hamas e i suoi leader”. Per come stanno le cose, i soldati della IDF sono ora allo sbando dentro Gaza. Non fraintendetemi, sono ancora in grado di spargere morte e compiere carneficine, ma non possono vincere questa guerra.
Le Forze Aeree Israeliane hanno esaurito i bersagli “militari” una settimana fa e l’artiglieria si trova probabilmente di fronte alla stessa situazione. Dalle notizie che arrivano risulta evidente che non appena i soldati israeliani escono dai veicoli corazzati e dai carri armati Merkava si ritrovano alla mercè di Hamas. Ho letto oggi su Ynet che alcuni soldati della IDF hanno dichiarato: “Non riusciamo a vedere il nemico”, “veniamo colpiti senza sapere da chi e come”. Per come stanno le cose, Hamas sta diventando un simbolo dell’ostinazione eroica. I suoi combattenti a terra lottano quasi a mani nude contro la più micidiale tecnologia americana. Allo stesso modo, la leadership politica di Hamas è riuscita a proporsi come chiave di ogni possibile soluzione dell’attuale conflitto. La speranza che Hamas sarebbe stato rovesciato o che ne sarebbe uscito screditato si è rivelata essere solo l’ennesimo sogno orgasmico degli ebrei. Hamas sta diventando ora un’entità politica largamente accettata dalla comunità internazionale. E’ visto come l’ingrediente primario di ogni possibile risoluzione. Israele, dall’altro lato, è ora visto per ciò che è realmente, uno Stato assassino e criminale dedito a crimini di genocidio della peggior specie. Tuttavia c’è un’altra realtà che dobbiamo tenere in mente. La devastazione che Israele si sta lasciando dietro a Gaza è orribile. Ha raso al suolo interi quartieri, ha colpito col fosforo bianco zone densamente popolate. Come se non bastasse, le tonnellate di bombe bunker buster che Israele ha continuato a usare notte e giorno hanno danneggiato le fondamenta di ogni edificio di Gaza e viene da chiedersi se le case di Gaza rimaste in piedi saranno ancora sicure per viverci. I rappresentanti dell’Unione Europea hanno sollevato oggi la questione, chiedendosi chi pagherà per la ricostruzione delle città, dei campi e dei villaggi che sono andati distrutti.
In un mondo ispirato a principi etici ideali, Israele dovrebbe lasciare che gli abitanti di Gaza tornassero alla loro terra. Ma Israele e l’etica sono come rette parallele. In qualche modo non s’incontrano mai. Per quanto sia chiaro che i palestinesi torneranno alla loro terra, non sarà Israele a dare il benvenuto all’inevitabile ritorno dei palestinesi. Qualcuno dovrà ricostruire Gaza e l’unico nome che viene in mente è quello di Hamas, partito democraticamente eletto. Un così grande progetto, se gestito da Hamas, sarà la giusta risposta alla guerra criminale di Israele e ai suoi obiettivi di sterminio. Versione orginale Fonte: http://palestinethinktank.com/
Link: http://palestinethinktank.com/2009/01/14/gilad-atzmon-israel-has-managed-to-lose-again/ 14.01.2009
Traduzione a cura di GIANLUCA FREDA
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