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martedì 31 marzo 2009

BAYER: non perde il vizio


Impianto della Bayer negli USA: Sistemi di emergenza difettosi
Il Congresso degli Stati Uniti e la Chemical Safety Board indagano su un'esplosione mortale nell'impianto gemello di quello di Bhopal/ Contromozione all'assemblea degli azionisti Bayer.


La situazione della sicurezza sul sito della Bayer di Institute negli Stati Uniti rimane critica. Vi si producono e vi sono immagazzinate grandi quantità di sostanze chimiche altamente tossiche quali il Metil-isocianato (MIC) e il fosgene. Incidenti anche gravi, vi avvengono regolarmente. La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer, con sede in Germania, ha introdotto una contromozione all'assemblea annuale degli azionisti della Bayer chiedendo di non ratificare l'operato del Consiglio fino a che non sia stato eliminato il MIC immagazzinato nel sito e non venga posto rimedio alle frequenti fuoriuscite di sostanze chimiche. La Contromozione, pubblicata anche sul sito web della Bayer, verrà discussa nell'assemblea che si terrà a Düsseldorf il 12 maggio.



Negli anni '80 la fabbrica apparteneva alla Union Carbide ed era considerata l'impianto gemello di quello tristemente famoso di Bhopal in India, dove, nel dicembre del 1984, fuoriuscirono 30 tonnellate di MIC e morirono almeno 15.000 persone. In nessun altro posto degli stati Uniti vengono oggi prodotte e immagazzinate quantità così grandi di MIC.



Nall'Assemblea degli azionisti dello scorso anno, l'amministratore delegato della Bayer Werner Wenning, ha negato la necessità di qualunque intervento, dicendo che l'impianto era conforme agli standard più recenti e che aveva un tasso di incidenti ottimo. Malgrado queste assicurazioni, il successivo grave incidente all'impianto avvenne dopo soli quattro mesi, il 28 agosto, quando a Institute esplose una cisterna di stoccaggio. Due lavoratori morirono e i residenti locali furono costretti a rimanere in casa per molte ore. I tremori furono avvertiti in un raggio di oltre 15 chilometri e i testimoni oculari parlarono di onde d'urto simili a quelle dei terremoti. Anche una vicina autostrada fu chiusa.



La Occupational Safety and Health Administration (OSHA) (l'Ente statunitense per la sicurezza e la salute sul lavoro), dopo aver analizzato l'incidente ha sollevato critiche ai sistemi di emergenza risultati difettosi, alle procedure d'emergenza non adeguate e alla mancanza di preparazione dei dipendenti. In totale l'OSHA ha identificato 13 serie violazioni delle regole per la sicurezza comminando una sanzione amministrativa di 143.000 dollari.



La notte dell'incidente, il Presidente della Commissione per la Contea di Kanawha, Kent Carper, ha criticato pesantemente la Bayer lamentando che: "Riceviamo informazioni così carenti che non servono a nulla". Per molte ore le squadre di soccorso hanno cercato di ottenere informazioni sulla natura delle sostanze fuoriuscite, ma sono stati allontanati dai guardiani ai cancelli (!). In una lettera alla Chemical Safety Board (l'ente per la sicurezza chimica), i soccorritori si sono lamentati che, se fosse stata una fuga di fosgene non sarebbero stati in grado di aiutare la popolazione. Proprio a seguito di questo specifico incidente, il Governatore del West Virginia, ha emanato un'ordinanza per la quale gli incidenti gravi debbono essere comunicati alle autorità entro 15 minuti.



La Bayer, dopo l'esplosione, ha cercato di placare tutti sostenendo che i grossi serbatoi di MIC si trovavano in un'altro punto della fabbrica. Alcune settimane più tardi si è saputo che un serbatoio contenente 20 tonnellate di MIC si trovava fuori terra a venti metri dal punto dell'esplosione. Se fosse stato danneggiato ci sarebbe stato un altissimo rischio di morte per i lavoratori della fabbrica e per i residenti nelle vicinanze. Anche se la direzione dell'impianto si è scusata per la mancanza di comunicazioni, la compagnia non ha preso alcun provvedimento e la produzione basata su MIC e fosgene continua.



Nel frattempo la Bayer si oppone a che venga fatta piena luce sull'incidente e, per trattare specificamente questo caso, ha assunto consulenti di pubbliche relazioni e un esercito di avvocati. Un'udienza pubblica della Chemical Safety Board, prevista per il 19 marzo, è stata rinviata per le minacce della Bayer. Gli avvocati della Bayer si sono appellati a una legge sulla sicurezza del trasporto marittimo, passata dopo l'attentato dell'11 settembre 2001 per proteggere porti e navi, anche se l'impianto è a circa 500 chilometri dal mare. È chiaro che la compagnia intende usare dei cavilli legali per evitare che i suoi problemi di sicurezza siano discussi in pubblico.



Soltanto dopo una 'lettera aperta' di dodici gruppi ambientalisti e le pressioni dei media, la Chemical Safety Board ha riprogrammato l'udienza per il 23 aprile (vedi www.cbgnetwork.org/2810.html). John Bresland, presidente della Chemical Safety Board dice di voler discutere in particolare la sicurezza dei serbatoi di MIC. Lo stesso giorno il Committee on Energy and Commerce (il Comitato su Energia e Commercio) del Congresso investigherà le cause dell'incidente e l'adeguatezza della reazione.



Axel Koehler-Schnura della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (Germania) afferma: "Le sostanze altamente pericolose come il fosgene e il MIC non dovrebbero essere così massicciamente prodotte e certamente non in vicinanza di aree residenziali. La scelta della compagnia di evitare un dibattito pubblico ricorrendo a dei cavilli legali dovrebbe essere condannata. Da quando si è affermata, la Bayer, esercitando pressioni e ricorrendo a minacce, ha cercato in tutti i modi di sopprimere informazioni e critiche. Essa usa il suo potere economico indiscriminatamente per proteggere i suoi profitti. La verità e l'interesse per l'essere umano e l'ambiente sono lasciati da parte"



il Consiglio Direttivo e il Consiglio dei Supervisori non hanno compiuto alcun passo per migliorare sostanzialmente la sicurezza dell'impianto di Institute o per informare il grosso pubblico. Per questo la Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer chiederà agli azionisti di non ratificarne l'operato.



Ulteriori informazioni (inglese): A Collection of Materials on Bayer´s Institute Plant



[fonte: Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer]

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