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giovedì 26 marzo 2009

ISRAELE REPRIME MANIFESTAZIONI CULTURALI PALESTINESI

Israele reprime le manifestazioni culturali palestinesi a Gerusalemme

Mentre a Gerusalemme Est continuano le demolizioni di centinaia di case palestinesi, anche la cultura palestinese è bersaglio delle politiche israeliane. La vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini, in un comunicato denuncia quanto sta accadendo in queste ore a Gerusalemme: "Negli ultimi due giorni sono stati arrestati almeno 20 organizzatori delle celebrazioni di Gerusalemme Est “capitale della cultura araba 2009”. Il 19 marzo scorso i soldati israeliani hanno fatto irruzione in un meeting organizzativo degli eventi del festival “Al-Quds Capital of Arab Culture 2009”, confiscando documenti, anche personali, computer portatili, minacciando i membri del comitato. Sabato scorso, 21 marzo, la polizia israeliana ha attaccato una scuola e un centro locale, e oggi 23 marzo almeno sette persone, inclusi due attivisti per la pace, un americano e un danese, sono stati arrestati durante una manifestazione di fronte alla tenda di Sheikh Jarrah, eretta per protestare contro l’allontanamento forzato di migliaia di Palestinesi residenti a Gerusalemme Est. Secondo le Autorità israeliane il festival sarebbe illegale in quanto sponsorizzato dall’Autorità Nazionale Palestinese e per impedirne lo svolgimento sono state stanziate forze supplementari di polizia. Ogni attività dell’ANP, infatti, è stata bandita dalla città sin dal 2000. Gerusalemme Est è occupata illegalmente dal 1967 e considerata da Israele come “capitale eterna e indivisa” anche se la Comunità Internazionale non ha mai riconosciuto le mire israeliane su Gerusalemme Est.
Queste azioni hanno chiaramente l’intento di cancellare sia fisicamente che culturalmente la presenza palestinese nella propria terra, annientando ogni eredità culturale, passata e presente, a dispetto di ogni legalità. Eppure tutte queste minacce non hanno impedito lo svolgersi del festival: l’apertura ufficiale si è tenuta domenica scorsa, 22 marzo, a Betlemme, aldilà del muro d’annessione coloniale voluto da Israele – con la partecipazione di circa 1.500 dignitari, delegati, poeti, ufficiali e personalità Palestinesi. Tra le attività, anche una serie di giochi tradizionali per bambini, condotti grazie a decine di volontari, alla Porta di Damasco, l’ingresso principale della città vecchia di Gerusalemme. La Comunità Internazionale, Europa inclusa, deve dare un segnale forte per sostenere e garantire questo evento. Spetta a noi protestare in modo netto e deciso e fare pressioni su Israele per la fine di tutte le violazioni della legalità e per la fine dell’occupazione a Gerusalemme Est, così come in tutta la Cisgiordania occupata e nella Striscia di Gaza sotto assedio. Dovremmo farlo, non solo per il diritto dei Palestinesi a vivere nella loro terra con la stessa sovranità degli Israeliani, ma anche per la nostra stessa dignità. (Fonte; ufficio stampa Luisa Morgantini, Strasburgo)
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