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sabato 14 marzo 2009

METANODOTTO BRINDISI-MINERBIO

L'ENNESIMO SCEMPIO AMBIENTALE FINANZIATO DALL'EUROPA

Bruxelles, 13.03.2009

Umberto Guidoni, europarlamentare di Unire la Sinistra, ha sottoposto in questi giorni un'interrogazione scritta alla Commissione europea sul caso del metanodotto Brindisi-Minerbio, la cui realizzazione comprometterebbe l'integrità di un'area, quella del tratto umbro-marchigiano, caratterizzata da un delicato ecosistema e da una grande biodiversità.

Si riporta di seguito il testo integrale dell'interrogazione.

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Nel settembre 2004, la «SNAM Spa Rete Gas» ha messo in cantiere la realizzazione del metanodotto Brindisi-Minerbio. Tale infrastruttura dovrebbe snodarsi per 687 km circa, con un condotto di 1200 mm di diametro adagiato a 5 metri di profondità, una servitù di pertinenza di 40 metri (20 per lato).

Solo nel tratto umbro-marchigiano (tra Foligno e Sestino per 114 km in tutto), il progetto prevede il passaggio del metadonotto attraverso numerosi comuni della fascia appenninica, interrompendo la continuità ambientale e quindi la funzione stessa di corridoi ecologici, con danni irreversibili in aree fino ad oggi occupate da vegetazione spontanea. In particolare, attraversa e modifica 3 Siti di Importanza Comunitaria (SIC - NATURA 2000): Fiume Topino (IT5210024), Boschi del Bacino di Gubbio (IT5210013), Boschi di Pietralunga (IT5210004). Inoltre va a coincidere con il progetto Appennino Parco d’Europa (A.P.E), progetto finalizzato alla conservazione della natura e allo sviluppo sostenibile e si interseca con diverse altre SIC e Zone di Protezione Speciale (ZPS).

Il metanodotto taglia di netto il corridoio ecologico, interrompendo la connettività esistente tra l’Appennino settentrionale (siliceo) e quello Centrale (calcareo). Questo potrebbe causare, per alcune specie, una discontinuità di assoluta gravità a livello continentale. Inoltre, il tracciato, nel solo tratto Foligno-Sestino, attraversa 35 corsi d’acqua, con ripercussioni negative anche sulla fauna ittica.

Considerando che numerose amministrazioni locali si sono pronunciate contro la realizzazione del metanodotto (il Consiglio regionale delle Marche; la provincia di Pesaro e Urbino; la Provincia di Perugia):
1) Non ritiene la Commissione che tale opera sia in contrasto con la Direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente?
2) Non ritiene inoltre la Commissione che tale opera sia in aperta violazione delle norme comunitarie sulla biodiversità e valutazione d'incidenza?
3) Non reputa improprio il fatto che il tracciato passerebbe in posizione intermedia rispetto a due aree sperimentali realizzate con il contributo dell’Unione Europea (Progetto Transform - 97.60. IT .008.0) e finalizzato al monitoraggio degli ecosistemi forestali?
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