Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

domenica 19 aprile 2009

A futura memoria


di Giulietto Chiesa - 19/04/2009

Fonte: megachip [scheda fonte]


chiesa-giulietto

Ecco, io non vorrei fare il menagramo, ma non mi va di essere – per usare un’espressione letteraria - preso per i fondelli. Tutto qui. Dunque scrivo queste cose un po’ per sfogarmi, un po’ per fare del bene al prossimo, essendo io altruista a oltranza.
Il fatto e’ che devo leggere i giornali. E, leggendoli, vedo che pronosticano la fine prossima ventura della crisi piu’ grande del secolo. Fine quando? L’anno prossimo, massimo il 2010. L’elenco di questi ottimisti è lunghissimo. Comincia con Obama e continua ( ne scelgo due a caso) con Allen Sinai, il quale ha insegnato, pensa un po’, niente meno che al mitico Massachusetts Institute of Technology, e in diverse altre universita’ americane, oltre che essere, dio ci salvi, consulente della Federal Reserve.



Continuo con il “bocconiano” Nouriel Roubini (non Houdini, il prestigiatore, non facciamo confusione, perché dovrete ricordarvi anche lui). Tutti e tre messi in fila dal più ottimista dei giornali italiani, «la Repubblica», dopo «Il Sole 24 Ore» (che ha per compito istituzionale quello di tranquillizzare gl’investitori, ai quali dunque non dice mai la verità sullo statto reale dell’economia, convinto come è sempre stato che in economia, la “scienza sciocca”, sono le “percezioni” quelle che contano. Cioè, se percepisci bene le cose vanno bene, se percepisci male le cose vanno male. Come si sa è accaduto invece che percependo bene le cose sono invece andate malissimo. Ma vallo a dire a De Bortoli, che adesso dirige un altro giornale ottimista essendo stato promosso avendo diretto un giornale ottimista come «Il Sole 24 Ore».
Tutto questa congrega, insomma, ci pronostica la fine prematura della crisi, con grande sollievo di tutti, avendo migliorato la percezione. Poi – sempre «Repubblica» – vengono le cifre, a confermare l’ottimismo, cioè la percezione. Anzi a correggere la cattiva percezione che gli Stati Uniti sono la sorgente del disastro. Precisa che Gli Usa «sono piu’ reattivi di Eurolandia». Cioè: è appena passata la buriana, prodotta dagli USA, ma adesso si ricomincia a imitare gli USA che sono più reattivi. Viva la strategia di Lisbona, meglio detta carta-carbone, nel senso di copiare l’America.
Comunque ecco le cifre dei soloni ottimisti: ricordatevele con cura, annotatele. Hanno il pregio di essere corte, come tutte le previsioni di questi signori della scienza sciocca. Gli Stati Uniti cresceranno di nuovo, nel 2010, dell’1,6%; l’Europa dell’1%, l’Italia dello 0,8%..
Vediamo se ci azzeccano. Ma intanto mi piacerebbe sapere da dove hanno tirato fuori queste previsioni. Le hanno prese dalle agenzie di rating? Mi scappa da ridere. Quelle che davano i voti e si facevano pagare per darli buoni? Se questa è la fonte allora siamo a posto. Tranquilli, compagni. Tra le tante crescite che si annunciano c’è almeno una decrescita. Non so se felice o infelice: quella dell’intelligenza.

Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it
Posta un commento

Disclaimer

AVVISO - Ai sensi dell'art. 1, comma 1 del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla legge di conversione 21 maggio 2004 n. 128, le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi.

I testi pubblicati dal sito mercatoliberotestimonianze.blogspot.com possono essere liberamente distribuiti alle seguenti condizioni:
1) i testi e i titoli devono rimanere nel loro formato originale;
2) la distribuzione non deve essere finalizzata al lucro;
3) deve essere citata la fonte e l'autore e l'indirizzo web da cui sono stati tratti.