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venerdì 3 aprile 2009

G20: bancarotta fraudoletta continua

[FONTE: mail]

LONDRA 2009

Ci siamo.policeslave-thumb1
E’ cominciata.
A Londra si sono riuniti i capi di 20 Paesi tra i più industrializzati, ricchi e potenti del globo.
Scopo dichiarato: cercare una strategia comune che aiuti tutti ad uscire da una crisi che da finanziaria si sta evolvendo in crisi economica. In attesa di sfociare in crisi alimentare e quindi successivamente in crisi energetica. Non è catastrofismo, ma semplice deduzione logica. Come la crisi finanziaria e tutte le perverse sovrastrutture spazzatura sono lo sbocco inevitabile di una rivoluzione che parte dalla seconda metà del ‘700, con la rivoluzione industriale iniziata in Inghilterra, così la crisi del sistema bancario-assicurativo-finanziario porta con sé figli altrettanto debosciati e mascalzoni: la crisi produttiva, per ovvia mancanza di fondi e liquidità, che a sua volta provoca una crisi alimentare, per il blocco o l’isterilirsi dei mezzi di produzione, di raccolta, di lavorazione, di trasporto, di remunerazione (e tralascio la diminuzione della domanda, che è confinata nei paesi ricchi); il tutto, come un serpente che si morde la coda porta ad una diminuzione della domanda di energia, di riduzione dell’offerta per mantenere il profitto, in un susseguirsi di ribassi sempre più azzardati, in una partita di poker su scala mondiale.


Questo è lo scenario che i 20 a Londra devono per prima cosa capire, e poi affrontare con risposte vere. Cioè in grado di risolvere il problema. Ma per risolvere bisogna capire. E capire significa accettare un fatto semplice e terribile. Entrambi le ideologie sociali che hanno caratterizzato la seconda metà del secolo scorso hanno fallito. Social comunismo da un lato e liberal capitalismo dall’altro sono finiti. Morti. Kaputt. Sepolti. Senza ritorno.
Ogni tentativo di stiracchiarne l’esistenza è destinato a non far altro che aumentare i dolori, le sofferenze, le miserie dei Popoli. Certo, salvaguardare i potentati, i poteri forti, i grandi pescicani, gli gnomi dai nasi grifagni, le orecchie lunghe e le mani adunche è quello che vorrebbero tutti quelli che ora ci governano. Il ricatto del potere dell’oro crede di poter allungare ancora i suoi tentacoli viscidi e soffocanti per cercare di governare il mondo, con una strategia che è antica di millenni e che è esplosa negli ultimi due o tre secoli e che ha raggiunto il diapason negli ultimi sessanta anni.

Ma ancora u8na volta hanno fallito, gli gnomi dell’oro.
Ancora una volta il sangue si risveglia e si erge a sbatterli nelle fogne dalle quali sono usciti.
E non parlo solo del popolo francese che sequestra i magnaccioni. O dei lavoratori inglesi che assaltano le banche usuraie, che il sistema vuole salvare per il proprio bene, non per quello del Popolo.
Parlo della spaccatura che si è concretizzata a Londra. Da un lato SUA ed Inghilterra, unite dalla stessa origine ed entrambe intrise dello stesso veleno usuraio, dello stesso coacervo di finanziarie e banche con i soliti nomi al timone, con il solito paese del Mediterraneo a tirare le fila.

Ma dall’altro finalmente si alza l’Europa. Confusamente, come un gigante che si stia destando da sessanta anni di torpore mediatico, di droga mentale instillata quotidianamente, di distorsioni storiche e propaganda maledetta. L’Europa che attraverso Francesi e Tedeschi dice no alle aspirine che gli anglosassoni vorrebbero contrabbandare per soluzioni. No, hanno detto gli Europei: qui si fa a modo nostro, visto che le vostre porcherie ci hanno portato a questi risultati: la spina dorsale è tornata dritta Non siamo ancora al risveglio completo, ma abbiamo iniziato a capire. E a sentirci Europei. Che non vuol dire occidentale. Europei vuol dire dall’Atlantico agli Urali. Occidente vuol dire SUA, Inghilterra e Israele.

Avevamo già detto no alla guerra coloniale in Iraq (tutti tranne gli italiani, più per motivi personali del capo del governo, che per dignità europea), e avevamo detto un altro no quando gli SUA e Tel Aviv avevano cercato di scatenare disordini nel Caucaso, sobillando la Georgia. Il petrolio ed il gas di Baku rimangono in mano a Putin, grazie a dio.

Il vero problema, che però è in via di risoluzione, visto che il tempo è galantuomo, è far accettare a sempre più vasti strati di Popolo, e sempre più velocemente quello che inevitabilmente sta montando nelle coscienze e nel sentire della gente: che coloro che perdettero la seconda Guerra Mondiale (la Seconda Guerra Civile Europea) forse non avevano poi così torto, forse non era del tutto sbagliato ergersi a difesa del proprio Popolo contro l’usura sanguinaria e assassina dei padroni dell’oro, che non sopportavano né potevano ammettere che ci fosse qualcuno che gridasse che i Popoli sono padroni della propria terra, della propria vita, dei propri soldi .”I soldi dei Tedeschi sono dei Tedeschi!”, ringhiò Adolfo. E Benito dissanguò le riserve per mantenere inalterato il cambio sulla sterlina: ma sviluppò le industrie nazionali e compattò per un attimo la gente della penisola, che mai era stata orgogliosa nazione e mai più lo sarebbe diventata. Era il sangue che si alzava a difendersi dall’assalto dell’oro strangolatore.
Ora è ricominciata.
Ci siamo, gente. Teniamo duro, che si ricomincia.
Fabrizio Belloni
Giovedì 2 Aprile 2009.


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