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domenica 26 aprile 2009

IRAK: balcanizzazione e apartheid. NF


Quello che trovo di una inaudita violenza è l'ignoranza e la vigliaccheria di chi si accoda sempre dietro al piu forte un po' come chi vedendo un avvoltoio prender parte a un bottino, se ne sta in disparte con la saliva in bocca, disprezzando nel modo piu animalesco possibile la vittima; oltre ai danni immani, di cui la decenza umana richiederebbe un silenzio dignitoso, la beffa della stigmatizzazione o di chi deride colpevolizzandoli gli stessi iracheni per avere subito prima la dittatura di Saddam e poi questa indecente ignobile ipocrita cruenta invasione colonizzazione degli USA.

Chi ragiona da vigliacco e con gli istinti più animaleschi - certa massa pavloviana - non vede che la soluzione proposta è il male, e che tutte queste interferenze partono dal presupposto del tutto letale che in quanto Occidente siamo superiori e possiamo permetterci di dare lezioni di "democrazia" agli altri popoli fino a invaderli e occuparli permanentemente per dargli una lezione. I vari esperimenti di Pavlov sono frutto del regime poliziesco/propagandistico a casa nostra.

Per l'Iraq, i diavoli ai piani alti hanno deciso - come fanno ovunque nel mondo Italia compresa - di mettere gli uni contro gli altri, spartendo l'Irak in diverse zone e dando ad una "etnia" - se etnia si può chiamare una diversa corrente della stessa religione - una area senza pozzi petroliferi. Come vedete il giochetto continua. Da una parte si finanziano etnie con aspirazioni ad avere uno Stato in modo tale da destabilizzare un paese preso di mira, creando nel contempo una balcanizzazione - l'esempio della spartizione della ex Jugoslavia è esemplare; e se non ci sono etnie, si antagonizzano correnti religiose o religioni vissute pacificamente per millenni; in assenza di differenze religiose, si incoraggiano le guerre tra poveri, si invade un paese di immigrati clandestini, ecc ecc.

Si finanzia nel contempo l'inevitabile conseguente "rivolta" popolare, spacciata poi per terrorismo e il gioco è fatto. E' il paradigma occidentale per dominare e controllare un paese, previa la fragilizzazione premeditata dell'area a cui poi l'Occidente, fingendosi liberatore, porterà la finta soluzione che è in realtà il vero scopo dei criminali dalla pelle bianca e gli occhi azzurri. Dietro a questa opera di destabilizzazione vi sono sempre interessi e programmi di multinazionali petrolifere (da cui derivano le farmaceutiche gli OGM l'agroalimentare la plastica) saldamente connesse alla truffa monetaria globale. Nel modello Balcani, il passaggio delle pipeline; in Afghanistan, il traffico degli stupefacenti e le pipeline della Chevron; lo Stato "etnico" d'Israele che come a suo tempo il Sudafrica, paese ricco di minerali, ha creato l'apartheid, per acqua e gas; è lo stesso modello - sponsorizzato da Soros - della legge "etnica" su misura per i Rom in Italia, delle campagne denigratorie sull'Italia "razzista" per destabilizzare un paese, il nostro e costringerci ad accettare "leggi etniche", cioé la legge del sangue che destabilizzi quella del suolo.

Lo stesso giochetto è funzionato in Rwanda dove i "bianchi" avevano privilegiato una etnia al potere rispetto all'altra - donde il genocidio -; in Sri Lanka o nello stesso Afghanistan dove certa jihad era creatura occidentale in chiave antirussa mentre i talebani, corteggiati per diventare i nuovi sauditi dell'Asia, sono diventati terroristi quando hanno rifiutato di firmare l'accordo per le pipeline in Afghanistan ; e in tutti quei paesi dove fazioni musulmane vengono rifocillate e finanziate dall'occidente o dagli americani per creare instabilità - in chiave antirussa o ultimamente anticinese - vedi la Somalia, vedi il Congo - e ottenere complicità locali e carne da cannone a buon mercato. Oppure in Georgia e in altri paesi dove vengono finanziate - con fiat money - rivoluzioni arancioni in chiave antirussa. Divide ut impera; e ci sono ancora le masse che abboccano alla propaganda.
Nicoletta Forcheri

[fonte: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5826&mode=thread&order=0&thold=0 ]

IRAQ: LASCIATE CHE SIANO I NUMERI A PARLARE

Postato il Sabato 25 Aprile 2009 (19:00) di marcoc



DELLA DR.SSA NAJI AL AZZAWI
BRussell's Tribunal

Cari amici,

sono orgogliosa di essere una scienziata e una ricercatrice. Ho costruito la mia carriera su teorie e numeri. Come docente insegno ai miei studenti che tutto si basa sulla scienza, tutto ha una ragione. Perciò mi sento sempre frustrata quando mi ritrovo soverchiata dai sentimenti su alcuni argomenti specifici.

Uno di questi argomenti è l'occupazione del mio paese, l'Iraq. Su questa materia trovo che non riesco a essere spassionata. Non riesco a essere la ricercatrice e l'osservatrice e discutere senza sentimento o emozione, come ci si aspetta da me a volte. Mi trovo a fare ricerca sui danni causati dalla guerra e dall'occupazione, e la mia mente freme di rabbia, i miei occhi bruciano di lacrime disperate per la situazione del mio paese.

Sei anni sono passati dall'attacco e il dolore è fresco e tagliente come lo era nel Marzo del 2003. Quest'anno ho deciso di guardare la cosa da scienziata. Non attacchero la questione con l'emozione. Lascerò che i numeri parlino da soli. Quest'anno mi rilasserò e farò la parte dell'analista, della ricercatrice, su questo argomento che è il più vicino al mio cuore.

Sei anni di occupazione:

- 72 mesi di distruzione.

- $607 miliardi spesi per la guerra.

- 2 milioni di barili di petrolio venduti ogni giorno.

- 2 milioni di iracheni profughi all'interno del paese.

- 3 milioni di iracheni costretti a lasciare il paese.

- 2615 professori, scienziati e dottori uccisi a sangue freddo.

- 338 giornalisti uccisi.

- $13 miliardi sprecati dall'attuale governo iracheno.

- $400 miliardi necessari per ricostruire le infrastrutture irachene.

- 3 ore di elettricità in media al giorno.

- 24 autobombe al mese.

- 7 grandi organizzazioni mafiose che gestiscono il paese.

- 4260 americani morti.

- 10000 casi di colera ogni anno.

- 50 amici miei uccisi.

- 22 miei parenti uccisi.

- 15 rapimenti di parenti stretti e di persone che conosco e amo.

- Almeno 1.3 milioni di iracheni morti dall'inizio del 2003.

Sei anni di occupazione e in qualche modo i numeri non migliorano. Anno dopo triste anno il numero dei morti e dei profughi cresce mentre continuiamo a raccogliere i frutti dell'occupazione americana del nostro paese.

Perciò i numeri parlano da soli. Sei. Sei mesi è ciò che è servito a gran parte degli iracheni per capire che nulla di buono poteva venire da questa guerra e occupazione. Sei anni è quanto è servito al resto del mondo. Sei anni, sei milioni di iracheni profughi dentro e fuori l'Iraq, ben più di un milione di iracheni morti o morenti all'interno del paese.

Come scienziata, come ricercatrice, è un disastro che non sarà mai documentato a sufficienza con numeri e parole. Come ricercatrice, i numeri sono così pazzeschi che ritorniamo sui nostri passi e li ricalcoliamo per assicurarci che siano veri. Come irachena, è qualcosa che fa ribollire di rabbia. I numeri e le statistiche mi riempiono di rabbia e vergogna che fanno palpitare il mio cuore e ribollire il mio sangue. E' una rabbia verso tutti coloro che sono silenziosi e incuranti, e vergogna per il poco che tutti stiamo facendo.

Souad N. Al-Azzawi
Professore Associato,
Baghdad, Iraq
26 Marzo 2009

La Dr.ssa Souad Naji Al-Azzawi è ex vice-presidente della Mamoun University of Scientific Affaires; ex professore di ingegneria ambientale alla Baghdad Univ., vincitrice nel 2003 del Nuclear-Free Future Award per il suo lavoro sulla contaminazione ambientale dopo la Guerra del Golfo in Iraq. Ha pubblicato 50 articoli sulla gestione di rifiuti pericolosi e sulla contaminazione radiologica causata in Iraq dalle armi all'uranio impoverito.

Essenziali studi e articoli della Dr.ssa Souad Naji Al-Azzawi pubblicati dal BRussells Tribunal:

* Depleted Uranium Radioactive Contamination In Iraq [PDF]- (“Contaminazione radioattiva da uranio impoverito in Iraq”, Agosto 2006).

* Deterioration of Iraqi Women's Rights and Living Conditions Under Occupation [PDF] - (“Deterioramento dei diritti delle donne irachene e delle loro condizioni di vita sotto l'occupazione”, 19 Dic. 2007).

* Crimes of the Century: Occupation & Contaminating Iraq with Depleted Uranium [PDF] - (“Crimini del secolo: occupare e contaminare l'Iraq con l'uranio impoverito”, 15 Giugno 2008).


Titolo originale: "Let the Numbers Speak"

Fonte: http://www.brusselstribunal.org/
Link
26.03.2009

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO
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