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mercoledì 22 aprile 2009

ISRAELE: c'è l'apartheid, parola di ebrei

Posto questo vecchio articolo, del gennaio del 2007, scritto da un ebreo israeliano sulla situazione in degrado nel suo paese, per via del regime di apartheid di fatto.
[fonte: http://it.altermedia.info/politica/ce-davvero-lapartheid-in-israele_3413.html ]
January 14th, 2007 ·

di SHULAMIT ALONI

«Fra di noi, la certezza ebraica di essere nel giusto è data tanto per scontata che non riusciamo a vedere cosa abbiamo proprio davanti agli occhi. E’ semplicemente inconcepibile essere nel giusto è data tanto per scontata che non riusciamo a vedere cosa abbiamo proprio davanti agli occhi. E’ semplicemente inconcepibile che le vittime per eccellenza, gli ebrei, possano compiere atti malvagi. Ciononostante, lo Stato di Israele pratica la propria forma di apartheid, piuttosto violenta, nei confronti della popolazione palestinese nativa.
L’attacco dell’establishment ebraico all’ex presidente Jimmy Carter si fonda sul fatto che questi ha osato dire la verità che è nota a tutti: tramite l’esercito, il governo di Israele pratica una forma brutale di apartheid nel territorio che occupa. L’esercito ha trasformato ogni villaggio ed ogni cittadina palestinese in un campo di detenzione recintato o bloccato; tutto questo per tenere d’occhio gli spostamenti della popolazione, e rendere loro la vita difficile. Israele impone un coprifuoco totale ogni qualvolta i coloni, che hanno usurpato illegalmente le terre dei palestinesi, celebrano le loro festività o compiono le loro parate.
Come se non bastasse, i generali che comandano la regione emanano frequentemente ulteriori ordini, regolamenti, direttive e norme (non dimentichiamo che sono i signori del territorio). Oramai hanno requisito ulteriori terreni allo scopo di costruire strade‘solo ebraiche’: strade meravigliose, ampie, ben asfaltate, con un’ottima illuminazione notturna - tutto questo su terra rubata. Quando un palestinese passa su una strada siffatta, gli si confisca l’auto e lo si manda via.

Una volta sono stata testimone di un tale incontro fra un guidatore e un soldato che raccoglieva i dati prima di confiscare l’auto e di mandare via il suo proprietario.‘Perché?’ ho chiesto al soldato. ‘E’ un ordine: questa è una strada-solo-per-ebrei’ ha risposto. Ho domandato dove fosse il cartello che lo indicasse, ad informare [altri] guidatori a non percorrerla. Ha risposto in modo semplicemente sbalorditivo. ‘E’ affar suo saperlo! E poi, cosa vuoi che facciamo? Che mettiamo qui un cartello a cui qualche reporter o giornalista antisemita possa scattare una foto, per poter mostrare al mondo che qui esiste l’apartheid?’».

«L’apartheid esiste davvero qui. E il nostro esercito non è ‘l’esercito più morale del mondo’, come ci dicono i comandanti. Sia sufficiente ricordare che ogni cittadina e ogni villaggio si sono trasformati in centri di detenzione e che ogni ingresso e ogni uscita sono stati chiusi, escludendoli dal traffico sulle grandi vie di comunicazione. Come se non bastasse il divieto ai palestinesi di percorrere, sulla loro terra, le strade asfaltate ‘solo per ebrei’, l’attuale generale in capo ha trovato necessario appioppare, con una ‘proposta ingegnosa’, un altro colpo a chi è nato lì.
Nemmeno gli attivisti umanitari possono trasportare palestinesi.
Il maggiore Naveh, famoso per il suo grande patriottismo, ha emanato un nuovo ordine - che, a partire dal 19 gennaio, proibisce di trasportare palestinesi senza un permesso. L’ordine sancisce che gli israeliani non possono trasportare palestinesi in un veicolo israeliano (vale a dire uno registrato in Israele, indipendentemente dal tipo di targa), se non ne hanno ricevuto il permesso esplicito; l’autorizzazione riguarda sia il guidatore, sia il passeggero palestinese. Ovviamente nulla di tutto ciò si applica ai lavoratori che servono ai coloni: questi, ed i loro datori di lavoro, riceveranno naturalmente i permessi necessari, in modo da poter continuare a servire i padroni del territorio, i coloni medesimi.
Il presidente Carter, uomo di pace, si è davvero sbagliato nel concludere che Israele sta creando apartheid? Ha esagerato? I leader delle comunità ebraiche USA non riconoscono forse la Convenzione Internazionale del 7 marzo 1966, firmata da Israele, sull’eliminare tutte le forme di discriminazione razziale? Agli ebrei statunitensi che hanno lanciato in modo forte ed ingiurioso la campagna contro Carter, accusato di calunniare il carattere e la natura democratica ed umanista di Israele, è forse sconosciuta la Convenzione Internazionale del 30 novembre 1973, sul reprimere e punire il crimine di apartheid?
L’apartheid è ivi definito come un crimine internazionale, che fra le altre cose comprende usare strumenti legali differenti per governare su gruppi razziali diversi, privando così la popolazione dei diritti umani. La libertà di spostarsi non fa parte di tali diritti?».
In passato, i leader delle comunità ebraiche USA conoscevano abbastanza beneil significato di quelle convenzioni. Per qualche ragione, tuttavia, sono convinti che Israele sia autorizzato a trasgredirle. Va bene uccidere civili, donne e bambini, vecchi e genitori con i loro figli, deliberatamente o no, senza accettare alcuna responsabilità.
Può essere permesso derubare la gente dei loro campi, distruggere i loro raccolti, rinchiuderli come animali allo zoo. D’ora in poi, è vietato a volontari israeliani e di organizzazioni umanitarie internazionali assistere una donna in travaglio trasportandola in ospedale. I volontari del [gruppo israeliano per i diritti umani] Yesh Din non possono portare alla stazione di polizia, a presentare un reclamo, un palestinese derubato e pestato. (Le stazioni di polizia sono situate al centro delle colonie). C’è qualcuno che ritiene che questo non sia apartheid?
Jimmy Carter non ha bisogno di me per difendere la sua reputazione, dopo le calunnie dei funzionari delle comunità israelofile. Il problema è che ‘l’amore che nutrono per Israele distorce la loro capacità di giudizio e li acceca, impedendo loro di vedere ciò che hanno di fronte. Israele è una potenza occupante che da 40 anni opprime la popolazione del luogo, che ha il diritto ad un’esistenza sovrana ed indipendente, vivendo con noi in pace. Dovremmo ricordare che anche noi abbiamo usato molto spesso un terrorismo assai violento contro un potere straniero, perché volevamo un nostro Stato: l’elenco delle vittime è piuttosto lungo ed esteso.
Non ci limitiamo a negare alla popolazione [palestinese] i diritti umani. Non rubiamo loro solo la libertà, la terra e l’acqua. Applichiamo punizioni collettive a milioni di persone; nella frenesia della vendetta, distruggiamo pure il rifornimento di energia elettrica per un milione e mezzo di civili: che ‘stiano al buio’ e ‘patiscano la fame’.Non si possono pagare i salari ai dipendenti perché Israele trattiene 500 milioni di shekel che appartengono ai palestinesi. E dopo tutto ciò restiamo ‘puri come la neve che cade’. I nostri atti non sono marchiati da alcun disonore morale. Non c’è alcuna separazione razziale, alcun apartheid. E un’invenzione dei nemici di Israele. Evviva i nostri fratelli e sorelle negli USA! La vostra dedizione è apprezzata moltissimo: avete davvero allontanato da noi una brutta macchia. Ora possiamo avere una spinta in più, nel maltrattare, sicuri di noi stessi, la popolazione palestinese, tramite ‘l’esercito più morale del mondo’».

Fonte: Liberazione
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