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martedì 7 aprile 2009

G20 prescrive overdose

Dal sito di Chossudovsky, questo video molto chiaro sulle decisioni del G20

VIDEO DI Michael Chossudovsky del 5 aprile 2009

[Fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=13052 ]

La soluzione non è aumentare la dose della medicina “FMI”

In tutto il mondo, negli USA, in Europa, riceviamo notizie sulle riunioni tenute a Londra, nel consesso del G20. A queste riunioni partecipano i capi di stato e di governo di venti paesi, il G20, i paesi più sviluppati, d'America settentrionale, d'Europa, il Giappone e alcuni paesi in via di sviluppo, Brasile, Sudafrica, Indonesia...

Lo scopo della riunione era quello di trovare una soluzione alla crisi finanziaria globale, con la partecipazione dell’UE e dell'FMI, sotto gli auspici del governo britannico, con il Primo ministro Gordon Brown, oste dell’avvenimento.


Quali sono le soluzioni proposte?

Le soluzioni proposte non modificano affatto i meccanismi finanziari esistenti dell’economia mondiale. Anzi, molti degli autori delle proposte del G20 sono gli stessi ideatori del programma neoliberista degli ultimi 2o anni.

I salvataggi delle banche continuano, ma adesso la novità è che l’FMI assumerà un ruolo centrale predominante per stanziare le liquidità nella “economia reale”, in realtà, sotto forma di prestiti da parte del FMI ai governi.

L’importo stanziato al FMI– elevatissimo – è pari a 750 miliardi di dollari: le agenzie diranno che sono soldi per aiutare i paesi in via di sviluppo, per alleviare la povertà, per garantire una ripresa di quei paesi.

Ma dobbiamo capire, innanzitutto, che la maggior parte dei paesi destinatari sono già strangolati da un debito estero impossibile da rimborsare. Invece di proporre di eliminarlo o di cancellarlo, al contrario si propone che essi continuino a pagare il debito e che l'FMI faccia in modo che mantengano i rapporti con i creditori internazionali.


Come funziona?

L’FMI riceverà la somma di 750 miliardi di dollari dai suoi membri, in particolare dai maggiori azionisti che sono USA, Giappone, GB, FR ecc. e poi andrà dai paesi indebitati del terzo mondo che per gli ultimi 30 anni hanno dovuto attuare programmi di aggiustamenti strutturali chiamati “medicina economica pesante”.

E dirà: “con queste nuove agevolazioni FMI per affrontare la crisi globale e le sue conseguenze, vi presentiamo un prestito di 2 miliardi di dollari, per aiutarvi ad affrontare la principale causa della recessione e riassettare l'economia del paese”.

Ma quel determinato paese è già pesantemente indebitato e deve già onorare il servizio del debito di 4 miliardi dollari l’anno e l'FMI farà la cosa seguente: presta 2 miliardi al paese, che deve rimborsarne 4 ai suoi creditori internazionali, “dammi due e mi devi ancora due!”.

E quello che ha fatto essenzialmente l’FMI per più degli ultimi vent'anni, prestare denaro con alcuni trucchi contabili per il rimborso, denaro fittizio, un’operazione cartacea, nuovi prestiti per rimborsare vecchi debiti e, in cambio, impone l'attuazione di una serie di riforme, per riassettare i conti, “consolidarli”, ecc. ecc. per la ripresa economia, e la ristrutturazioni del settore pubblico, misure di austerità, privatizzazioni e così via dicendo.

Questi prestiti, di 750 Mld di dollari, non sono mai erogati senza le cosiddette “condizionalità”, ai paesi indebitati che in cambio dovranno attuare un’altra serie di privatizzazioni. Tenete presente che questa politica è andata avanti per molti anni e considero che espandendo il ruolo del FMI, più potere più fondi, gli si consente d’imporre una dose maggiore e letale della sua medicina economica rispetto ai periodi precedenti nella storia FMI. L'FMI non ha mai erogato prestiti per finanziare progetti dell'economia reale, che è prerogativa della Banca Mondiale. L'FMI ha sempre prestato denaro per il cosiddetto sostegno alla bilancia dei pagamenti. Ha sempre prestato per aiutare le bilance di pagamento, denaro che entra e che esce, mai per finanziare progetti reali economici e di sviluppo sociale, non ha un mandato in questo senso, e il meccanismo che ho illustrato sta a dimostrare che è una rete di sicurezza per i creditori. E' molto simile al bail out. Denaro che va al governo dei paesi in via di sviluppo che lo gira alle banche.

Questi soldi, in realtà, 750 miliardi dollari, un importo esorbitante, finiscono nelle tasche dei creditori di Wall Street, è quello che succede esattamente. Lo prestiamo al Brasile, o a quei paesi indebitati, anche ai membri del G20 che sono indebitati, Indonesia, Brasile. E poi loro li usano per rimborsare il debito, anche se devono mettere dei loro fondi, ma possono così legittimare il rapporto debitorio, possono non dichiarare bancarotta, e poi i fondi ritornano alle banche.


Quali sarebbero state le politiche da applicare per risolvere la crisi?

Uno. I paesi, in via di sviluppo, dovrebbero cancellare il loro debito estero, unilateralmente. Se ne è discusso per molti anni, i debiti sono dovuti ai creditori, sono stati ottenuti in varie circostanze e strangolano i debitori. Dovrebbero essere cancellati e già di per sé sarebbe una base per la ripresa.

Secondo. Ci vogliono misure per congelare i derivati; qualsiasi strumento speculativo sui prodotti di base, i titoli, i tassi di cambio; è fondamentale perché di per sé sono fonte di instabilità, e dobbiamo anche congelare gli hedge funds. E poi dobbiamo riprenderci i fondi dati ai salvataggi delle banche per stanziarli in progetti dell’economia reale, utilizzarli per scuole, ospedali, strade, contrariamente a quanto hanno Obama, il Canada e l’Europa, che li hanno dati alle banche che ne fanno quello che vogliono. Si devono impiegare i fondi per iniettarli in progetti reali che creino occupazione, che risanino l'economia e ristabiliscano un elemento sano nel sistema economico.

Terzo, quel che è molto importante, penso, è che la banca centrale ritorni sotto il controllo dei cittadini, che si operi la democratizzazione del sistema monetario, che negli USA significa la nazionalizzazione della Federal Reserve, che è una società privata israeliana, anche se il consiglio di amministrazione è organo di Stato, ma le dodici banche federali sono private: devono essere nazionalizzate e la struttura della politica monetaria deve servire il popolo americano e l'economia reale.

Traduzione e trascrizione di Nicoletta Forcheri

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Copyright: Centre for Research on Globalization (CRG), Montreal, 2009.

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