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giovedì 9 aprile 2009

Terremoto: il gas di Giuliani già impiegato nella capitale sismica mondiale

[fonte: http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Lettere&op=esteso&id=6040 ] 07/04/2009 ]ca_map1
di Maurizio Chierici
Il gas che fa la spia nella capitale del terremoto

Impossibile prevedere i terremoti. Quando il radon esce dalla terra non è detto che la terra si scuota. Chi fa pronostici è uno alla ricerca di pubblicità. Tutti d’accordo dal sottosegretario Guido Bertolaso agli esperti togati al lavoro in Abruzzo. Il radon è un gas radioattivo; risale in superficie appena le falde cominciano a scricchiolare ma è solo uno dei segnali e non sempre va preso sul serio: gli scienziati italiani la pensano così. I tecnici americani devono credere alle fate morgane: per monitorare la presenza improvvisa di radon spendono milioni di dollari l’anno. Ecco la domanda: quanti rilevatori di radon accompagnano l’instabilità dell’Appennino dalla Liguria alla Calabria, dorsale sismica ad alto rischio? E quanti esperti e quanti laboratori sono incaricati del monitoraggio? Spreco Usa o disattenzione italiana?


In California il terremoto è un nemico che spaventa come le ombre di Al Qaeda. La falda di Sant’Andreas attraversa la baia di San Francisco, taglia il campus dell’università di Standford, sfiora una falda minore con la quale si riunisce alle spalle di Los Angeles. Il fosso di Sant’Andrea è un taglio ormai non più sotterraneo, si allarga di qualche centimetro l’anno, chissà se fra un secolo Hollywood diventerà l’isola dei famosi. Il punto critico dove le due fenditure cominciano a sfiorarsi è un paesino di nome Parkfield, campi e sabbia in fondo alla valle dell’Eden qualche chilometro da Salinas, fondale della grande depressione anni ‘30 raccontata da Steinbeck. Parkfield è stata dichiarata . Il big bang dovrebbe succedere qui. Vent’anni fa Washington ordina agli abitanti di sgombrare: municipio requisito dallo stato, ma i contadini non vogliono abbandonare pascoli e case.

Per evitare sgomberi fastidiosi la protezione civile Usa li assume come impiegati-sensori: danno l’allarme quando succede qualcosa. Parkfield registra più o meno 200 scosse l’anno, di piccola ma anche pericolosa intensità. Il popolo dei volontati non deve spaventarsi e non deve telefonare a nessuno. Ogni casa é imbottita di rivelatori di ogni tipo sintonizzati a un satellite che ritrasmette agli osservatori di San Francisco e Los Angeles cosa succede o cosa dovrebbe succedere. Radon grande ossessione. In ogni stanza, automobile (con targa Governo degli stati Uniti), rubinetto, stalla, pollaio, i rilevatori cercano ventiquattro ore al giorno tracce del gas sentinella, aria e acqua soprattutto, ma non perdono d’occhio il sudore delle persone. Il signore e la signora Wayne vanno a letto con la macchinetta sotto il pigiama; tutti gli abitanti dormono così.

La polizia ferma gli automobilisti lungo la strada: multe e pericolo di espulsione dal villaggio se non trovano il sensore a fior di pelle. Ricevono uno stipendio e maturano la pensione di stato, contratto che nessuno vuol perdere anche se la loro vita non è cambiata da prima della nazionalizzazione della paura: mucche al pascolo e conigli sotto tende climatizzate in questa California bollente, per sei mesi l’anno sfiora i quaranta gradi. Insomma, abitudini che non cambiano e doppio stipendio ma col radon da tenere d’occhio. Hanno trasformato l’inconveniente nel bric brac della bigiotteria dei posti di turismo. Vendono termometri spezzati e magliette con un’ombra sorridente che annuncia: sono il radon e vi tengo d’occhio.

mchierici2@libero.it

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