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mercoledì 27 maggio 2009

ZERO AD ANNO ZERO. di NF


Per due giovedì di seguito - senza parlare della vicenda di anglosassone puritanesimo, per non citarla - Anno Zero ha dato una immagine di sé al di sotto di zero. Ciarpame senza pudore. Sull'inceneritore di Acerra invito a leggere la lettera aperta di seguito. Su alcune delle ultime puntate, oserei dire che mai Anno Zero si è rivelata tanto all'altezza, superandola alla grande, della trasmissione antagonista per eccellenza - o così definita da Travaglio - Porta a Porta. L'ironia è che questa trasmissione ha voluto costruire la sua reputazione sull'anti Porta Porta.
E' antiberlusconismo puro, che è oramai sterile e autolesionista, speculare al berlusconismo che vilipendia.
Una ragazza invitata nel pubblico, tre settimane fa, aveva esclamato davanti allo spettacolo e al gossip puro che si dipanava davanti ai suoi occhi: "E chissenefraga (del casting di Noemi); Anno zero: ..", facendo un segno con la mano come per dire zero. Non che Santoro l'abbia fatta parlare o argomentare, come al suo solito, in quei casi zittisce gesticola taglia la parola si gira maleducatamente dall'altra parte. Strumentale al sistema, né più né meno. L'altra zampa delle due gambe delle 2P. La prova: nessuna critica del concetto di incenerimento, ad esempio.
La ragazza, ingenua, non sapeva che sarebbe stato solo l'inizio del tormentone preelettorale perché De Benedetti-Repubblica e la cricca del Britannia così hanno deciso, giusto per smussare l'enorme popolarità del premier, giusto per avvertirlo che dovrà sempre rendere conto a chi gli ha fatto il favore di permettergli di stare nella stanza dei bottoni.
Nicoletta Forcheri
[FONTE: http://www.allarmerifiutitossici.org/rifiutitossici/articles/art_2757.html ]
Lettera aperta ad AnnoZero
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(1 MAGGIO 2009) I nostri timori che alla fine la puntata di giovedì scorso potesse avere, ancora una volta, un taglio non solo inceneritorista, ma di più, mistificatore nei confronti dell'intricata vicenda dell'inceneritore di Acerra, si sono puntualmente rivelati fondati. Elena Vellusi (aderente al Coordinamento Regionale Rifiuti Campania (Co.Re.ri.))

Caro Santoro, cara redazione di Annozero, come vedete, i nostri timori che alla fine la puntata di giovedì scorso potesse avere, ancora una volta, un taglio non solo inceneritorista, ma di più, mistificatore nei confronti dell’intricata vicenda dell’inceneritore di Acerra, si sono puntualmente rivelati fondati.
Per noi non è questione di essere a favore o contro gli inceneritori; siamo sempre ben lieti di confrontare le nostre idee (ovviamente contrarie) con quelle di chi la pensa in maniera opposta (a patto, ovviamente, che sia in buona fede e non portatore di interesse!).
Ma qui, miei cari, non si trattava di inceneritori in generale. Qui si trattava di Acerra. E Acerra è tutta un’altra storia.
E noi questa storia la conosciamo bene, e non certo per averla appresa dalla cosiddetta “libera informazione” di questo paese, di cui voi, a quanto pare, fate parte a pieno titolo. L’abbiamo studiata a fondo. E la viviamo da anni sulla nostra pelle. E siamo dei semplici cittadini attivi.
In ogni caso, ancora una volta, mettendo da parte la sfiducia che ci pervade quando parliamo con la “libera informazione” (e, credo, ne abbiamo ben donde, data l’esperienza negativa che quotidianamente facciamo), ci siamo resi disponibili a parlare con voi, a darvi le notizie fresche che avevamo (poche, come si conviene a cittadini di un territorio militarizzato) e che voi ci chiedevate, ma anche, soprattutto, tutte le altre informazioni di carattere, per così dire, generale sull’intera faccenda, per ricostruire il quadro e aiutarvi ad indagare e denunciare, finalmente con chiarezza, le ragioni di ieri, di oggi e, purtroppo per noi e per i nostri figli, del nostro compromesso futuro.
E qui abbiamo sbagliato.
Perché ci siamo resi conto subito che a voi, di quello che vi raccontavamo e segnalavamo, non interessava nulla.
Non vi interessava occuparvi di un impianto illegale, nato da una gara d’appalto truccata e da un progetto criminalmente sbagliato, al solo scopo di lucrare miliardi di lire (e oggi milioni di euro), attraverso l’illegale meccanismo dei CIP6, senza riguardo alcuno per la salute dei cittadini della Campania e per la tutela dell’ambiente in cui vivono (per maggiori info, tra gli altri, ECOBALLE dell’ing. P. Rabitti, ed. Aliberti), alimentando nell’attesa una falsa emergenza onnivora che, senza tale strategia inceneritorista, avrebbe potuto tranquillamente non verificarsi mai.
Non vi interessava il fatto che, per la sola ipotesi di esistere, quell’impianto ha impedito di raggiungere a tutt’oggi qualunque ragionevole quota di raccolta differenziata, malgrado l’enorme buona volontà e capacità dei cittadini di questa regione e a dispetto delle false dichiarazioni d’intenti del Magnifico Premier e del nostro inutile assessore all’ambiente Walter Ganapini.
Non vi interessava approfondire il fatto che a gestire attualmente l’impianto ci siano gli “eroi” di Berlusconi, quell’Impregilo che, truccando la gara, ha potuto tranquillamente ed impunemente devastare il nostro territorio inondandolo di milioni di ecoballe (a proposito, Impregilo, quella dell’ospedale de L’Aquila, del Mugello prosciugato, delle gallerie all’amianto, della diga di Chixoy nel lontano Guatemala e altri crimini ambientali in giro per il mondo, del futuro “Ponte delle meraviglie”… dove c’è Impregilo c’è casa… vi dice niente, cari “giornalisti”? digitare “crimini di Impregilo nel mondo”. Ma di chi sarà, poi, la proprietà di questa Impregilo? Bah!!!). Questo in attesa di poter “bruciare” le ecoballe nel mostro, cosa che, tra l’altro, stando all’ordinanza ultima del 18 marzo, potrà a breve tranquillamente avvenire, malgrado quello che dichiara Del Giudice.
Non vi interessava che per il solo fatto di aver premuto l’enorme bottone, ai suddetti “eroi” (oggi sotto processo) siano stati sbloccati il 40% circa dei fondi congelati in attesa della consegna dell’impianto.
Non vi interessava che l’impianto fosse stato “acceso” senza alcuna autorizzazione (a tutt’oggi!), senza parere VIA favorevole (senza averlo adeguato alle famose, per noi, 27 prescrizioni, che fine avranno fatto?) e di conseguenza senza alcuna Autorizzazione Integrata Ambientale, ma con due ordinanze, del 5 e del 18 marzo, che ne avviano l’esercizio nelle more del collaudo, per “carattere di somma urgenza” (come al solito), non in “deroga” bensì in spregio a tutte le normative italiane ed europee vigenti in materia, autorizzandosi, inoltre, a bruciare “qualunque cosa” (ma voi quelle ordinanze le avrete lette senz’altro, vero?). Peraltro senza alcun monitoraggio e controllo delle emissioni.
Non vi interessava che in questo territorio devastato non potesse, per motivi di inquinamento ambientale da diossina, essere realizzato alcun impianto in assenza di una radicale bonifica (mai realizzata). D’altra parte, lo avete detto, i rifiuti tossici che ancora oggi appestano “tutta” la nostra regione sono una responsabilità dei cittadini, al più della camorra…non sia mai detto “industrie del nord”…! (a proposito, Dina, il tuo pezzo era l’unica cosa decente, ma forse in un’altra trasmissione, in un’altra vita…)
Non vi interessava che per imporre questa scelta, e in generale la strategia inceneritorista in Campania, sia stato militarizzato un pezzo d’Italia, annichilito il dissenso e sospesi i diritti civili di qualche milione di cittadini… per colpa di quei “quattro gatti” dei “comitati”!
Acerra è fulgido esempio di come si fanno le cose in questo paese, come si impongono con la forza ai territori strategie scellerate, al di fuori di qualunque legalità, violando ogni regola democratica, negando ai cittadini qualunque diritto di partecipazione, costringendoli a subire tali scelte e a pagarne, da soli, le conseguenze.
Si può dunque essere a favore degli inceneritori, ma non si può essere a favore di Acerra, a meno di non essere in perfetta malafede.
Questo e molto altro vi abbiamo raccontato, ma a voi non interessava.
A voi non interessava sapere come stanno le cose.
A voi, in verità, interessavano le mutande. Era tutta una squallida storia di mutande.
E, forse, di campagna elettorale, ma chissà.
E allora, miei cari, occupatevi di questo, di biancheria intima, ma fateci due o tre favori (se potete): primo smettete di lamentarvi di Berlusconi e del suo “sistema deviato”, perché, parafrasando, ogni “giornalista” ha il governo che si merita.
Secondo, più importante, la prossima volta le informazioni cercatevele da soli. Non fateci perdere altro tempo, perché tempo da perdere non ne abbiamo, data la battaglia che stiamo combattendo. E se trattate così questi argomenti, e usate così le informazioni che vi diamo, ci fate solo danni. Noi comunque, non abbiamo più voglia di parlare, perché è come parlare ad un muro di gomma e voi, “libera informazione”, ne siete i mattoni.
Soprattutto, smettete di lucrare e speculare sul nostro dolore e sulla nostra disperazione, viviamo nella paura, per noi e per il futuro dei nostri figli, ma in questa terra martoriata e senza futuro c’è ancora spazio per la nostra dignità, e non vi permetteremo mai più di metterla in gioco.
Vi lascio pregandovi di girare il mio saluto ai vostri padroni, Bassolino in primis, a quanto pare.

Elena Vellusi
aderente al Coordinamento Regionale Rifiuti Campania (Co.Re.ri.)
p.s. a Sandro Ruotolo: non preoccuparti, prima o poi la “risolveranno l’emergenza” con tutti e cinque gli inceneritori, ma non per questo ahimè, non illuderti, diminuiranno le megadiscariche….. siamo o non siamo la “pattumiera d’Italia”?
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