Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

lunedì 20 luglio 2009

Come foglie d'autunno per dare aggio a Lorsignori


Da comedonchisciotte http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6121&mode=nested&order=1&thold=0


COME VOLETE CHE SI STIA QUI...MA LO SAPPIAMO SOLO NOI
Postato il Lunedì, 20 luglio @ 05:21:19 CDT di davide

Italia
FONTE: ALESSANDRO TAURO (BLOG)

Pubblico questa illuminante ed agghiacciante testimonianza su ciò che sta accadendo (e su ciò che molti tentano di ignorare) in quel luogo che è e che sarà a lungo l'inferno d'Italia: L'Aquila.


La gente mi chiede come sto. Come volete che stia? DI MERDA. Stiamo tutti di merda, 70.000 persone stanno di merda. Senza casa, senza la città, senza tessuto sociale, senza gli uffici. Molti di noi non rientreranno nella loro casa se non tra molti anni (me compresa), molti di noi non ci rientreranno più, perché la casa la hanno già perduta, o perché gliela stanno per abbattere. Tutti non rivedremo la città ricostruita prima di 7/8 anni, almeno. Le persone anziane rischiano di non rivederla mai più.

(Tra parentesi: non viene neanche data comunicazione ai proprietari che le case vengono abbattute, ci si aspetta che siano loro ad informarsi.

Che so, una cosa tipo: "scusi, che per caso state per abbattermi la casa? ah no? allora che faccio, ripasso tra qualche giorno e magari me lo dite?")

E intanto che facciamo? Chi può lavora, lavora 100 volte più di prima, lavora in condizioni disastrate e disperate. Anche perché tutti gli aspazi agibili in città sono stati occupati dalla Protezione Civile, obbligando altri operatori cruciali per la ripresa della città, come l'Università ad esempio, ad andare altrove. Una Protezione Civile che, con le parole del rettore Di Orio «ha una visione dell’occupazione degli spazi inquietante», parole su cui non posso essere più d'accordo (http://www.corriereuniv.it/2009/06/laquila-il-rettore-chiede-spazie-attacca-bertolaso-pigliatutto/, o anche http://www.campus.rieti.it/jw/news/attualita/644-laquila-di-orio-attacco-frontale-a-bertolaso-linquietante-occupazione-di-spazir.html).

Non tutti però riescono a lavorare, neanche in condizioni disastrate. E' il caso dei dipendenti della Transcom, 360 persone poste in mobilità. La direzione generale spiega di non essere più in grado di pagare gli stipendi perché non più competitiva anche a causa del terremoto del 6 aprile, che ha reso inagibile la sua sede.

E' il caso dei dipendenti della Technolabs - uno dei più importanti Centri di Ricerca e Sviluppo del centro-sud Italia a capitale esclusivamente italiano - 100 (su 160) dei quali hanno solo la prospettiva di 13 settimane di cassa integrazione a partire dall'inizio di agosto.

A fronte di questa drammatica situazione, qual è la risposta del governo per rilanciare l'economia? Ad esempio quella di richiedere ai residenti del 49 comuni del "cratere", a partire da gennaio 2010, la restituzione dell'IRPEF non versata a seguito del terremoto, da effettuarsi al 100% in 24 rate. Per darvi un parametro di confronto, nei paesi colpiti dal terremoto dell'Umbria, l'Irpef non venne versata per 24 mesi, e viene restituita ADESSO, dopo dieci anni e più, al 40% e in 120 rate (situazione analoga si verificò per gli alluvionati in Piemonte).

Cosa passa invece dai mezzi di comunicazione "istituzionali"? Passa la voce di un Presidente del Consiglio che grida al miracolo per la costruzione di alloggi per circa 13.000 persone, quando allo stato attuale solo il 54% delle abitazioni fuori del centro storico è agibile. Se la stessa percentuale fosse valida anche per il centro storico i conti sono presto fatti: circa 35.000 sfollati (tralasciamo poi l'incresciosa situazione del centro storico di cui posso dare testimonianza diretta: del nostro futuro a tutt'oggi non sappiamo nulla, nulla di nulla al di là di poche parole del premier: «nel centro storico il tempo sarà contato non in mesi ma in anni»).

E basta. Questo è il suo miracolo. E ad agosto il premier vuole prendere casa all'Aquila per seguire i lavori di queste casette perché, parole sue, «l'occhio del padrone, come si dice, sappiamo cosa produce..» (padrone? Padrone? siamo noi i padroni della nostra città, caro premier).

Racconto queste cose, fuori dal "cratere" e la gente sembra non credermi. Abbiamo tutti la sensazione di essere stati abbandonati.

Ma anche qui, tranne in rare eccezioni, le informazioni sulla situazione dei terremotati continuano ad essere condivise solo dai terremotati stessi. E così continuiamo a parlarci addosso.E il resto d'Italia continua a non sapere niente.

E voi, che pensate di fare? Continuare a guardarci come poveri animali allo zoo, che forse stanno anche diventando un po' noiosi a fare e dire sempre le stesse cose da tre mesi? Bè, temo proprio che la noia continuerà per qualche anno ...

Laura Tarantino
Università dell'Aquila



Fonte: http://alessandrotauro.blogspot.com/ Link: http://alessandrotauro.blogspot.com/2009/07/come-volete-che-si-stia-qui-ma-lo.html 18.07.2009


E riproduco anche il primo commento, molto interessante.

Re: COME VOLETE CHE SI STIA QUI...MA LO SAPPIAMO SOLO NOI (Voto: 1)
di duca il Lunedì, 20 luglio @ 09:46:53 CDT
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Dovete uscire dalle tendopoli, tutti insieme 35.000 quanti siete, andare alla caserma della GdF, o dove sia Bertolaso, andare a prendere a casa il vostro Sindaco, la Pezzopane e mandare a cercare a casa sua Chiodi e fare come fecero al conclave di Viterbo, chiuderli in una casa senza tetto e senza acqua ne cibo finchè non molleranno l'osso. Dovete togliere la gestione della ricostruzione dalle mani della protezione civile: fondate una mutua cooperativa per la ricostruzione (il modello di Banca Etica potrebbe essere un buon punto di partenza, oppure le banche di credito cooperativo) che accetti le donazioni dai privati e fate da voi, non permettete al "padrone" di metterci becco, tanto ormai è chiaro che soldi non ne vedrete, e se ne vedrete sarà solo vendendo l'anima: il Comune, la Provincia e la Regione devono solo dire quali sono le aree dove non è possibile costruire per i vincoli idrogeologici. Riappropriatevi di ciò che è vostro, finchè rimarrete chiusi nelle tendopoli ad aspettare che dalla tavole di qualche potente di turno caschino le briciole non otterrete nulla.
Fate da voi, a costo di fare una rivolta, fate da voi e poi presentate il conto a chi avrebbe dovuto fare e non ha fatto. Se non lo farete voi nessuno lo farà per voi, ma se voi comincerete, magari qualcuno verrà a darvi una mano. Suonerà retorico ma le parole del "Boss" si attagliano bene alla situazione. "Now with these hands/I pray Lord/with these hands/for the strength Lord/with these hands/for the faith Lord/with these hands/I pray Lord/with these hands/for the strength Lord/with these hands/for the faith Lord/with these hands/ Come on rise up! Come on rise up! Rise up with these hands..."

OMICIDIO DI MASSA?

DI BARBARA MILTON - naturalnews.com/

Una giornalista accusa l’OMS e l’ONU di bioterrorismo e dell’intento di provocare un massacro

vaccines_injectionCon l’avvicinarsi della data prevista per la distribuzione del vaccino anti virus influenzale pandemico A/H1N1 della Baxter, una giornalista investigativa austriaca avvisa il mondo che sta per essere commesso il più grande crimine della storia dell’umanità. Jane Burgermeister ha recentemente sporto denuncia presso l’FBI contro l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le Nazioni Unite (ONU) e molti dei funzionari di più alto rango di governi e società in merito al bioterrorismo e ai tentativi di provocare massacri. Ha inoltre preparato un’ingiunzione contro l’obbligo di vaccinazione, che è stata presentata in America. Queste azioni seguono le accuse che ha lei stessa presentato lo scorso aprile contro la Baxter AG e l’austriaca Avir Green Hills Biotechnology per aver prodotto un vaccino contaminato contro l’influenza aviaria, sostenendo che sia stata un’azione intenzionale per causare una pandemia e trarne profitto.

Riassunto delle accuse e allegazioni presentate all’FBI in Austria il 10 giugno 2009

Nelle sue accuse la Burgermeister presenta prove di atti di bioterrorismo, ossia in violazione della legge degli USA, da parte di un gruppo operante all’interno degli USA secondo le direttive di banchieri internazionali che controllano la Federal Reserve, come pure l’OMS, l’ONU e la NATO. Tale bioterrorismo è finalizzato a provocare un genocidio di massa contro la popolazione statunitense mediante l’uso del virus della pandemia influenzale geneticamente ingegnerizzato con l’intento di causare la morte. Questo gruppo si è impossessato di alti uffici governativi negli USA. In modo specifico vengono portate le prove che gli imputati come Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, David Tabarro, coordinatore ONU per l’influenza umana e aviaria, Margaret Chan, direttore generale dell’OMS, Kathleen Sibelius, segretario alla salute e ai servizi sociali, Janet Napolitano, segretario del dipartimento di sicurezza nazionale, David de Rotschild, banchiere, David Rockefeller, banchiere, George Soros, banchiere, Werner Faymann, cancelliere austriaco, e Alois Stoger, ministro della sanità austriaco, ed altri fanno parte di questo gruppo criminale internazionale che ha sviluppato, prodotto, accumulato ed utilizzato armi biologiche per eliminare la popolazione degli USA e di altri paesi per motivi economici e politici.

I capi d’accusa sostengono che questi imputati abbiano cospirato tra loro e con altri per ideare e finanziare, nonché partecipare alla fase finale dell’attuazione di un programma internazionale segreto di armi biologiche, che avrebbe coinvolto le società farmaceutiche Baxter e Novartis. Hanno fatto questo bioingegnerizzando e poi distribuendo agenti biologici letali, specificamente il virus dell’influenza “aviaria” e il “virus dell’influenza suina” per avere il pretesto di attuare un programma di vaccinazione obbligatoria di massa che sarebbe stato il mezzo per poter somministrare un agente biologico tossico per provocare la morte e altre lesioni alla popolazione degli Stati Uniti. Quest’azione è in diretta violazione del Biological Weapons Anti-terrorism Act.

Le accuse mosse dalla Burgermeister comprendono le prove che la Baxter AG, la sussidiaria austriaca della Baxter International, ha deliberatamente fatto uscire 72 chili di virus vivo dell’influenza aviaria, fornito dall’OMS durante l’inverno del 2009 a 16 laboratori in quattro paesi. Sostiene che ciò offra una chiara prova che le società farmaceutiche e le stesse agenzie governative internazionali sono attivamente impegnate nella produzione, nello sviluppo, nella fabbricazione e nella distribuzione di agenti biologici classificati come le più letali armi biologiche sulla terra al fine di provocare una pandemia e causare una strage.

Nei capi d’accusa di aprile, ha notato che il laboratorio della Baxter in Austria, uno dei presunti laboratori di biosicurezza più sicuri al mondo, non ha rispettato le norme più basilari ed essenziali per la conservazione dei 72 chili della sostanza patogena classificata come arma biologica in modo sicuro separandola da tutte le altre sostanze secondo le rigorose regolamentazioni del livello di biosicurezza, ma ha lasciato che venisse mischiata con il virus dell’influenza comune e l’ha inviata dai suoi stabilimenti di Orth nel Donau.

A febbraio quando un membro dello staff al BioTest nella Repubblica Ceca ha testato su dei furetti il materiale destinato ai vaccini candidati, i furetti sono morti. Questo incidente non è stato seguito da alcuna investigazione da parte dell’OMS, né dell’UE o delle autorità sanitarie austriache. Non c’è stata alcuna indagine sul contenuto del materiale virale, e non vi è alcun dato sulla sequenza genetica del virus messo in circolazione.

In risposta alle domande del parlamento il 20 maggio Alois Stoger, ministro della sanità austriaco ha rivelato che l’incidente non era stato trattato come un errore di biosicurezza, come avrebbe dovuto essere, ma come un’infrazione del codice veterinario. È stato mandato un medico veterinario al laboratorio per una breve ispezione.

Il dossier della Burgermeister rivela che la messa in circolazione del virus sarebbe stata un passo essenziale per provocare una pandemia che avrebbe permesso all’OMS di dichiarare una pandemia di livello 6. Elenca le leggi e i decreti che avrebbero permesso all’ONU e all’OMS di prendere il controllo degli Stati Uniti nel caso di una pandemia. Sarebbero inoltre entrate in vigore leggi che richiedono di osservare l’obbligo di vaccinazione negli Stati Uniti in condizioni di pandemia dichiarata.

La Burgermeister sostiene che l’intera questione della pandemia di “influenza suina” si poggia su un’enorme menzogna e che non esista virus in natura che rappresenti una minaccia per la popolazione. Porta le prove che inducono a credere che sia l’influenza aviaria che l’influenza suina siano state in effetti bioingegnerizzate in laboratorio usando i finanziamenti forniti dall’OMS e da altre agenzie governative, insieme ad altri. Questa “influenza suina” è un ibrido in parte dell’influenza suina, in parte dell’influenza umana e in parte dell’influenza aviaria, una cosa che può solo venire da un laboratorio secondo molti esperti.
L’asserzione dell’OMS che l’“influenza suina” si sta diffondendo e che deve essere dichiarata la pandemia ignora le cause fondamentali. I virus che sono stati messi in circolazione sono stati creati e messi in circolazione con l’aiuto dell’OMS, e l’OMS è enormemente responsabile della pandemia in primis. In aggiunta i sintomi della presunta “influenza suina” sono indistinguibili da quelli della comune influenza e del raffreddore. L’“influenza suina” non provoca la morte più spesso di quanto faccia la comune influenza.

[La Burgermeister] nota che i dati relativi ai decessi registrati per l’“influenza suina” non sono coerenti e che non c’è chiarezza in merito a come è stato documentato il numero dei “decessi”.

Non c’è potenziale per una pandemia a meno che non vengano effettuate vaccinazioni in massa per usare l’influenza come un’arma con il pretesto di proteggere la popolazione. Esistono motivi ragionevoli per credere che i vaccini obbligatori saranno contaminati deliberatamente con malattie che sono progettate specificamente per provocare la morte.

Viene fatto riferimento ad un vaccino approvato della Novartis contro l’influenza aviaria che ha ucciso 21 persone senza tetto in Polonia durante l’estate del 2008 e che aveva come “misura primaria di outcome” un “tasso di eventi avverso”, rientrando pertanto nella definizione di arma biologica dello stesso governo statunitense (un agente biologico progettato per causare un tasso di eventi avversi, ossia morte o lesioni gravi) con un delivery system[1] (iniezione). [la Burgermeister] sostiene che il medesimo complesso di società farmaceutiche internazionali e di agenzie governative internazionali che hanno sviluppato e messo in circolazione il materiale della pandemia abbia tratto profitto dall’aver causato la pandemia mediante contratti per la fornitura dei vaccini. I media controllati dal gruppo che sta ingegnerizzando l’intero ordine del giorno dell’ “influenza suina” sta diffondendo notizie false per convincere la popolazione degli Stati Uniti a sottoporsi alle pericolose vaccinazioni.

I cittadini degli USA subiranno danni e lesioni sostanziali ed irreparabili se verranno obbligati a sottoporsi a questa vaccinazione [di efficacia] non provata senza il loro consenso secondo il Model State Emergency Health Powers Act, il Natonal Emergency Act, la National Security Presidential Directive/NSPD 51, la Homeland Security Presidential Directive/HSPD-20, e l’International Partnership on Avian and Pandemic Influenza.

La Burgermeister accusa coloro che sono menzionati nelle sue allegazioni di aver attuato e/o accelerato a partire dal 2008 negli USA l’implementazione di leggi e regolamentazioni ideate per togliere ai cittadini statunitensi i loro legittimi diritti costituzionali di rifiutare un’iniezione. Queste persone hanno creato disposizioni o hanno lasciato in essere disposizioni tali da rendere criminale il rifiuto di un’iniezione contro i virus pandemici. Hanno imposto altre sanzioni eccessive e crudeli come l’imprigionamento e/o la quarantena nei campi FEMA impedendo al tempo stesso ai cittadini americani di presentare domanda di risarcimento per lesioni o morte causati dalle iniezioni forzate. Questo viola le leggi che disciplinano la corruzione federale e l’abuso di ufficio, come pure [quelle] della costituzione e della Bill of Rights. Attraverso queste azioni, gli accusati citati hanno gettato le basi di un genocidio di massa.

Usando l’ “influenza suina” come pretesto, gli accusati hanno prepianificato la strage della popolazione statunitense per mezzo della vaccinazione forzata. Hanno installato una rete estesa di campi di concentrazione FEMA nonché identificato siti per tumulazioni di massa, e sono stati coinvolti nell’ideazione e nell’attuazione di uno schema per consegnare il potere in tutta America ad un sindacato criminale internazionale che usa l’ONU e l’OMS come una facciata per coprire le attività criminali organizzate influenzate da un racket illegale, in violazione alle leggi che disciplinano il tradimento.

[La Burgermeister] accusa il complesso di società farmaceutiche di cui fanno parte la Baxter, la Novartis e la Sanofi Aventis di essere coinvolto in un programma di armi biologiche basato all’estero con un duplice scopo, finanziato dal predetto sindacato criminale e progettato per attuare stragi di massa e ridurre la popolazione mondiale di oltre 5 bilioni nei prossimi dieci anni. Il loro piano è di spargere il terrore per giustificare l’atto di obbligare la gente a rinunciare ai propri diritti, e per costringerla a quarantene di massa nei campi FEMA. Le case, le società e le fattorie, le terre di quelli che venissero uccisi saranno nelle mani di questo sindacato.

Eliminando la popolazione del Nordamerica, l’elite internazionale avrà accesso alle risorse naturali della regione quali l’acqua e le terre con giacimenti di petrolio non sviluppate. Ed eliminando gli USA e la loro costituzione democratica includendoli in un’unione nordamericana, il gruppo criminale internazionale avrà il controllo totale del Nordamerica.

I punti salienti del dossier completo

Il dossier completo dell’azione del 10 giugno è un documento di 69 pagine che porta le prove per corroborare tutte le accuse. Queste comprendono:

un insieme di fatti che delineano linee temporali e fatti che stabiliscono la “causa probabile”[2] , definizioni e ruoli dell’ONU e dell’OMS, e la storia e gli incidenti dal momento dello scoppio dell’ “influenza suina” nell’aprile del 2009.

Le prove che i vaccini per l’ “influenza suina” sono definiti come armi biologiche dalle agenzie governative e nelle regolamentazioni che classificano e limitano le vaccinazioni, e la paura dei paesi esteri che i vaccini contro l’ “influenza suina” saranno usati per la guerra biologica.

Le prove scientifiche che il virus dell’ “influenza suina” è stato bioingegnerizzao in modo da sembrare come il virus influenzale spagnolo del 1918, con citazioni tratte da Swine Flu 2009 is Weaponized 1918 Spanish Flu di A. True Ott, Ph.D., N.D., e da una relazione della rivista Science Magazine di Dr. Jeffrey Taubenberger et. Al.

La sequenza del genoma dell’ “influenza suina”.

Le prove della deliberata messa in circolazione del virus dell’ “influenza suina” in Messico.

Le prove del coinvolgimento del presidente Obama che descrivono il suo viaggio in Messico che ha coinciso con il recente scoppio dell’ “influenza suina” e con la morte di molti ufficiali che hanno partecipato al viaggio. Viene avanzata l’ipotesi che il presidente non sia mai stato sottoposto ai controlli per l’ “influenza suina” perché era già stato vaccinato.

Le prove in merito al ruolo della Baxter e dell’OMS nella produzione e messa in circolazione di materiale virale pandemico in Austria comprendono una dichiarazione di un funzionario della Baxter che asseriva che l’H5N1 distribuito per errore nella Repubblica Ceca è stato ricevuto da un centro di riferimento dell’OMS. Questo comprende la descrizione di prove e allegazioni dalle accuse della Burgermeister presentate in Austria ad aprile che sono al momento in corso di indagine.

Prove che la Baxter è un elemento di una rete segreta di armi biologiche.

Prove che la Baxter ha deliberatamente contaminato il materiale vaccinico.

Prove che la Novartis sta usando i vaccini come armi biologiche.

Prove del ruolo dell’OMS nel programma di armi biologiche.

Prove della manipolazione da parte dell’OMS dei dati della malattia per giustificare la dichiarazione della pandemia di livello 6 al fine di prendere il controllo degli USA.

Prove del ruolo della FDA [Food and Drug Administration] nella copertura del programma di armi biologiche.

Prove del ruolo del Canada’s National Microbiology Lab nel programma di armi biologiche. Prove del coinvolgimento di scienziati che lavorano per il NIBSC nel Regno Unito [National Institute for Biological Standards and Control]e per il CDC [Center for Disease Control] nella creazione dell’ “influenza suina”.

Prove che le vaccinazioni hanno provocato l’influenza letale spagnola del 1918, tra cui il parere del Dott. Jerry Tennant che l’uso diffuso dell’aspirina durante l’inverno che è seguito alla fine della prima guerra mondiale potrebbe essere stato un fattore chiave che avrebbe contribuito all’anticipo della pandemia sopprimendo il sistema immunitario ed abbassando la temperatura corporea, consentendo al virus influenzale di moltiplicarsi. Anche il Tamiflu e il Relenza abbassano la temperatura corporea, e ci si può pertanto aspettare che contribuiscano alla trasmissione della pandemia. Prove della manipolazione del contesto legale per consentire il genocidio con impunità.

Questioni costituzionali: la legalità o l’illegalità di mettere a rischio la vita, la salute e il bene collettivo con le vaccinazioni di massa.

La questione dell’immunità e del risarcimento come prova dell’intento di commettere un crimine.

Prove dell’esistenza di un sindacato criminale corporativo internazionale.

Prove dell’esistenza degli “Illuminati”.

Prove dell’ordine del giorno di riduzione della popolazione degli Illuminati/Bilderberg e del loro coinvolgimento nell’ingegnerizzazione e messa in circolazione del virus dell’ “influenza suina” artificiale.

Prove che l’uso dell’influenza come arma è stato discusso durante l’incontro del gruppo Bilderberg ad Atene dal 14 al 17 maggio 2009, come parte del loro ordine del giorno di genocidio, compreso un elenco dei partecipanti che, secondo una dichiarazione fatta una volta da Pierre Trudeau, si considerano geneticamente superiori al resto dell’umanità.

I media tengono gli Americani allo scuro sulla minaccia che incombe su di loro

Jane Burgermeister ha la doppia nazionalità irlandese/austriaca ed ha scritto per la rivista Nature, per il British Medical Journal, e per American Project. È corrispondente europea del sito web Renewable Energy World. Ha scritto molto sul cambiamento climatico, la biotecnologia e l’ecologia.

Oltre alle accuse contro la Baxter AG e la Avir Green Hills Biotechnology di aprile che sono attualmente sottoposte a indagine, ha sporto denuncia contro l’OMS e la Baxter insieme ad altri riguardo al caso delle fiale di “influenza suina” destinate ad un laboratorio di ricerca che sono esplose in un affollato treno intercity in Svizzera.

A suo parere il controllo dei media da parte dell’elite dominante ha consentito al sindacato criminale mondiale di portare avanti indisturbato il suo ordine del giorno, mentre il resto della gente rimane allo scuro su quello che succede realmente. Le sue denunce sono un tentativo di aggirare il controllo mediatico e di portare alla luce la verità.

La sua maggiore preoccupazione è che “nonostante il fatto che la Baxter sia stata colta in flagrante vicina al provocare una pandemia, stanno andando anche loro avanti, insieme alle loro società farmaceutiche alleate, con la fornitura del vaccino per le pandemie”. La Baxter si sta affrettando per far arrivare questo vaccino sul mercato a luglio.

Per ulteriori informazioni:
http://www.naturalnews.com/025760.html
http://www.birdflu666.wordpress.com/200…
http://in.news.yahoo.com/137/200906…
http://timesofindia.indiatimes.com/…

Barbara è una psicologa scolastica e autrice di libri di finanza personale, è guarita da un tumore al seno usando trattamenti “alternativi”, è un’esistenzialista nata, studia la natura in tutti i suoi aspetti.

Fonte: www.naturalnews.com
Link: http://www.naturalnews.com/026503_pandemic_swine_flu_bioterrorism.html
25.06.2009

NOTE:
[1] ndt via di somministrazione
[2] ndt ‘probable cause’ o sussistenza probabile della causa

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI
Articolo trovato su: www.comedonchisciotte.org

UN PO DI CULTURA

MEDIORIENTALE




poi guardare Warda 2 Warda 3 e Warda 4

domenica 19 luglio 2009

Hondura: gli USA hanno sostenuto il golpe

http://lucio.altervista.org/index.php?mod=read&id=1247706275

Notizie.png

La nuova diplomazia statunitense, denominata "smart power" (potere

intelligente) ha avuto un ruolo determinante prima, durante e dopo il

golpe in Honduras. I portavoce del Dipartimento di Stato, hanno ammesso

in una conferenza stampa del 1° luglio di avere avuto conoscenza del

golpe fin dai suoi preparativi e di aver cercato "soluzioni

alternative" assieme agli autori.

VignettaLo afferma oggi l'emittente televisiva panamericana Telesur in un dettagliato articolo. Questi i punti salienti:

  • Il Dipartimento di Stato sapeva in anticipo del golpe.
  • Il Dipartimento di Stato e il Congresso degli Stati Uniti hanno finanziato e assistito gli autori e gli organizzatori del golpe.
  • Il

    Pentagono ha addestrato, finanziato e armato l'esercito hondureño che

    ha condotto il golpe e reprime la popolazione hondureña.
  • La

    presenza militare statunitense in Honduras - nellla base militare di

    Soto Cano (Palmerola) -, ha autorizzato il colpo di stato con la

    propria tacita complicità e col rifiuto di ritirare il proprio appoggio

    ai militari hodureñi.
  • L'ambasciatore degli Stati Uniti a

    Tegucigalpa, Hugo Llorens, ha coordinato il sollevamento dall'incarico

    del presidente Manuel Zelaya, di concerto col sottosegretario di stato

    Thomas Shannon e con John Negroponte, che lavora attualmente come

    assistente del segretario di stato Hillary Clinton.
  • Dal

    primo giorno del golpe, il governo di Washington ha parlato di "due

    parti" coinvolte e della necessità di aprire un "dialogo" per

    ripristinare l'ordine costituzionale, legittimando così i golpisti.
  • Il

    Dipartimento di Stato si è rifiutato di qualificare ufficialmente i

    fatti occorsi in Honduras come un "colpo di stato", non ha sospeso né

    congelato l'appoggio finanziario e commerciale al paese, non ha

    adottato misure di pressione efficaci su governo de facto.
  • Washington ha manovrato all'interno dell'OEA

    per allungare i tempi della discussione sul da farsi, in modo da non

    favorire il ritorno immediato di Zelaya al potere, attuando una

    strategia che punta a legittimare il governo de facto e indebolire il popolo hondureño, che tuttavia resiste al golpe.
  • La

    segretaria di stato Clinton e i suoi portavoce non parlano più del

    ritorno al potere del presidente Zelaya dopo la designazione di Oscar

    Arias, presidente del Costarica, come "mediatore", e ora definiscono il

    dittatore salito al potere illegalmente durante il golpe, Roberto

    Micheletti, "presidente ad interim".
  • La strategia

    del "negoziato" è stata imposta dal presidente Obama come metodo per

    screditare il presidente Zelaya - accusandolo dei fatti che hanno dato

    origine al golpe - e legittimare i golpisti.
  • I membri del

    Congresso degli Stati Uniti - democratici e repubblicani - hanno

    organizzato una visita di alcuni rappresentanti dei golpisti hondureñi

    a Washington, dove sono stati ricevuti con gli onori ufficiali in

    diverse istituzioni della capitale statunitense.
  • Oltre al

    senatore repubblicano John McCain, coordinatore della visita dei

    golpisti a Washington attraverso la lobby The Cormac Group, ora è

    l'avvocato di Bill Clinton e amico intimo di Hillary, Lanny Davis, il

    "lobbista" di riferimento per sostenere il pubblico riconoscimento da

    parte di Washington del governo de facto inHonduras.
  • Otto

    Reich e il venezuelano Robert Carmona-Borjas, già avvocato del

    dittatore Pedro Carmona durante il colpo di stato in Venezuela

    nell'aprile del 2002, hanno contribuito da Washington a preparare lo scenario per il golpe contro il presidente Zelaya in Honduras.
  • Del

    team designato da Washington per progettare il colpo di stato in

    Honduras faceva parte anche un gruppo di ambasciatori degli Stati Uniti

    recentemente nominati in centroamerica, esperti di destabilizzazione a

    Cuba e Adolfo Franco, ex incaricato del programma USAID a Cuba.

sabato 18 luglio 2009

LE CINQUE REGOLE DELLA PROPAGANDA DI GUERRA


Il filo rosso per la decodificazione dell'informazione

DI MICHEL COLLON
michelcollon.info

Ad ogni guerra, colpo di stato, aggressione condotta dall'Occidente, i grandi media applicano cinque “regole della propaganda di guerra”. Usate voi stessi questa griglia di lettura durante i prossimi conflitti, sarete colpiti di ritrovarle ogni volta: 1. Nascondere la Storia. 2. Nascondere gli interessi economici. 3. Demonizzare l'avversario. 4. Discolpare i nostri governi e i loro protetti. 5. Monopolizzare l'informazione, escludere il vero dibattito.

Applicazione al caso dell'Honduras nel luglio 2009...

1. Nascondere la Storia. L'Honduras è l'esempio perfetto della “repubblica della banane” nelle mani statunitensi. Dipendenza e saccheggio coloniale hanno portato a un enorme abisso tra ricchi e poveri; secondo l'ONU, 77% della popolazione sarebbe povera. L'esercito honduregno è stato formato e guidato -fin nei peggiori crimini- dal Pentagono. L'ambasciatore statunitense John Negroponte (1981-1985) era soprannominato “il viceré dell'Honduras”.



2. Nascondere gli interessi economici. Oggi, le multinazionali statunitensi (banane Chiquita, caffè, petrolio, big pharma...) vogliono impedire a questo paese di ottenere l'indipendenza economica e politica. L'America del Sud si è unita e si dirige a sinistra, e Washington vuole impedire all'America Centrale di prendere la stessa strada.

3. Demonizzare l'avversario. I media hanno accusato il presidente Zelaya di volersi far rieleggere per preparare una dittatura. Silenzio sui progetti sociali: aumento del salario minimo, lotta all'ipersfruttamento nelle fabbriche-inferno delle ditte statunitensi, diminuzione dei prezzi dei medicinali, aiuto ai contadini oppressi. Silenzio sul suo rifiuto di coprire gli atti terroristici made in USA. Silenzio sull'impressionante resistenza popolare.

4. Discolpare i nostri governi e i loro protetti. Viene nascosto il finanziamento del golpe da parte della CIA. Obama è presentato come neutrale, quando in realtà rifiutava di incontrare e sostenere il presidente Zelaya. Se avesse applicato la legge e soppresso l'aiuto statunitense all'Honduras, il colpo di stato sarebbe stato fermato in fretta. Le Monde e gli altri media hanno discolpato la dittatura militare parlando di “conflitto tra poteri”. Le immagini di repressione cruenta non vengono mostrate al pubblico. Insomma, una contrapposizione sorprendente tra la demonizzazione dell'Iran e la discrezione sul colpo di stato in Honduras “made in CIA”.

5. Monopolizzare l'informazione, escludere il vero dibattito. La parola è riservata alle fonti e agli esperti “accettabili” per il sistema. Qualsiasi analisi critica sull'informazione è censurata. In questo modo, i nostri media impediscono un vero dibattito sul ruolo delle multinazionali, degli USA e dell'UE nel sottosviluppo dell'America Latina. In Honduras, i manifestanti gridano “TeleSur! TeleSur!” per salutare l'unica televisione che li informa correttamente.

Michel Collon
Fonte: /www.michelcollon.info
Link: http://www.michelcollon.info/index.php?view=article&catid=1&id=2181&option=com_content&Itemid=2
6.06.2009

Traduzione di MARINA GERENZANI per www.comedonchisciotte.org

ORDINE AI SOLDATI: "Spara quando ne hai voglia"


SOLDATI ISRAELIANI DENUNCIANO LE VIOLENZE CONTRO I CIVILI A GAZA
Postato il Venerdì, 17 luglio @ 17:10:00 CDT di marcoc
Israele / Palestina A CURA DI
LaVanguardia.es

Una ventina di militari che parteciparono all’offensiva denunciano che “le regole erano: spara quando ne hai voglia, non lasciare che la coscienza sia un problema”. Nell’operazione Piombo Fuso morirono 1.400 palestinesi, per la maggior parte civili.

Gerusalemme. (EFE).- Una ventina di soldati israeliani che parteciparono all’ultima offensiva a Gaza denunciano la violenza delle forze militari impiegate, l’assenza di distinzione tra combattenti e civili e la completa mancanza di restrizioni al momento di sparare.

La ONG israeliana “Rompendo il Silenzio” ha diffuso oggi le testimonianze di 26 soldati che parteciparono all’operazione Piombo Fuso (tra il 27 dicembre e il 18 gennaio nella quale morirono 1.400 palestinesi, per la maggior parte civili), per aprire un dibattito sul comportamento dell’Esercito.

“A Gaza si è pensato, innanzi tutto, a che le truppe non corressero nessun rischio” spiega il direttore di questa organizzazione, Yehuda Shaul, un militare di riserva secondo il quale quanto successo è da interpretarsi alla luce della sconfitta israeliana subita nel sud del Libano nel 2006.

Shaul sottolinea che i testimoni riportano l’assenza totale di regole d’ingaggio, che lasciò libertà assoluta a tutti i soldati di sparare a qualsiasi palestinese, civile o meno. “Non c’erano limiti. Tutti quelli che erano lì erano nemici”, spiega Shaul, che aggiunge che le istruzioni in molti casi furono: “Entrate e sparate contro qualsiasi cosa”.

Uno dei soldati che ha reso pubblica la sua testimonianza in forma anonima concorda che “le regole erano: spara quando ne hai voglia”, e aggiunge che i vertici “ripetevano continuamente che questa è la guerra e in guerra non ci sono restrizioni sull’apertura del fuoco”. Un altro militare dice: ”Non dovevamo preoccuparci per i civili, sparavamo a tutto quello che vedevamo, ci ripetevano che non c’era spazio per considerazioni umanitarie, "Non lasciatevi condizionare dalla coscienza, Lasciate a dopo le paure e ora pensate solo a sparare'”.

Un giovane lamenta “l’odio e l’allegria di uccidere” tra i suoi commilitoni. “Tutta questa distruzione, tutto questo fuoco contro gli innocenti (…) era semplicemente incredibile”, dice questo militare il cui battaglione, spiega, era formato da “60 ragazzi di 19 e 20 anni tra i quali volgarità e violenza sono una forma di vita” e dove “non c’era nessuno a fermarli”.

Un altro qualifica il fuoco di artiglieria israeliana “demenziale” e riconosce: “Stavamo uccidendo gente innocente”. “Le istruzioni erano chiare: se hai dubbi, uccidi”, dichiara un altro giovane militare, il quale ricevette istruzioni che quella era “una guerriglia urbana e in una guerriglia urbana sono tutti tuoi nemici, non ci sono innocenti”. Anche i combattenti descrivono la distruzione gratuita delle abitazioni e di come non si lasciava “una sola casa intatta”.

Un soldato che operò al cannone di un carro armato al nord est della frangia spiega che se dovevano girare e non c’era visibilità “si sparavano dodici bombe alle case intorno e si continuava”. In due settimane di offensiva dice di aver sparato 50 bombe, 32 casse di munizioni da mitragliatrice media (più di 7.000 colpi), 20 colpi di mortaio da 60mm e 300 cariche da mitragliatrice pesante Browning 0.5. “E questo è solo un carro: ce n’erano più di duecento”, aggiunge Shaul.

I soldati descrivono la morte dei civili in circostanze in cui era facilmente evitabile, come quella di un anziano che fu colpito mentre stava nascosto nel sottoscala della sua casa. “Prima di entrare in una casa, era normale lanciare missili, fare fuoco dal carro armato e con mitragliatrici e granate e poi sparare mentre si entrava”, descrive uno dei soldati. Altri riferiscono dell’impiego dei cosiddetti “Johnnies” o “scudi umani”: si mandava un civile palestinese nella casa per assicurarsi che non ci fossero dei miliziani dentro.

Qualche militare sottolinea, sorpreso, la parte avuta dal Rabbinato Militare, e concretamente dal dipartimento “Coscienza Ebraica per un Esercito Israeliano Vincente”, dal quale si incitavano le truppe con espressioni tipo: “Non aver compassione, Dio ti protegge e tutto quello che fai sarà santificato”. I rabbini diffusero tra i militari la nozione messianica secondo la quale stavano partecipando a una “guerra santa” nella quale i “figli della luce” lottavano contro i palestinesi, “figli della oscurità”. A Gaza, conclude Shaul, “l’Esercito Israeliano ha abbandonato tutti i suoi valori morali ed ha agito contro il suo proprio codice etico”, cosa che, secondo lui, meriterebbe quanto meno un dibattito affinché la società decida se è questo l’Esercito che vuole avere.

Titolo originale: "Soldados israelíes denuncian la brutalidad contra civiles en Gaza "

Fonte: http://www.lavanguardia.es/
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15.07.2009

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da DANIELE NARDI (EPICUREO99)

Lo spaventapasseri e la vera catastrofe

di Paolo Barnard - 16/07/2009 - Fonte: www.paolobarnard.info

joseph_j_cassanoAngelino Alfano e Joseph Cassano. Ovvero: lo spaventapasseri e la catastrofe, oppure, il fantasma degli idioti e la concretezza del vero male. Poi ci sono Giorgio e Laura. Parto da questi ultimi. Sono due lavoratori italiani (storie vere), licenziato il primo e cassintegrata con azienda in fallimento la seconda, padre separato lui e fidanzata lei. Laura è incinta di due settimane, lo avevano pianificato, ma ora il problema è duplice: manca il reddito sicuro e all’orizzonte sale lo spettro di una vita co.co.pro o peggio, visto che anche il compagno è precario. Questo getta su di lei l’ombra della decisione più tremenda: abortire? La depressione le sta annebbiando l’esistenza, nonostante i suoi 29 anni. Laura affronta oggi un naufragio di speranze prima ancora di averci potuto provare. Giorgio ha guai ancor più seri: un affitto e mezzo da pagare che non può più permettersi, e dunque la scelta forzata è la riunione sotto un unico tetto con l’ex moglie e la figlia. Ma ciò significa il ritorno nella stessa gabbia di due persone che si erano sbranate fino alla rottura, e già allora le conseguenze sulla piccola erano state pesantissime, fa pipì a letto e non parla più. Lo spettro di ulteriori traumi sull’innocente lo angoscia, così come assilla l’ex consorte. Vi si aggiunge la madre di lei che è allettata e necessita della badante, ora impossibile da mantenere. Ogni mattina Giorgio preferirebbe non svegliarsi più, ma a 42 anni è difficile che la natura gli doni quella via d’uscita. Vita e disperazione ordinarie in Italia oggi, sofferenze che scardinano vite umane, rispettivamente a Vicenza e a Rimini.

Angelino Alfano è l’uomo che ha tenuto Berlusconi fuori dalle corti di giustizia, finora. Male, bene, dipende dalle opinioni. Poi c’è Joseph Cassano. E’ l’uomo che ha distrutto la vita di Giorgio e di Laura, del vostro vicino di casa, o di un vostro ex compagno di scuola e dell’azienda in cui lavorava con altri 80 operai, oppure dell’artigiano sotto casa, della famiglia sfrattata ieri nel vostro palazzo, di vostro padre, la vostra forse, quella di moltissimi altri italiani, dei loro figli nel futuro, e assieme a queste vite ne ha distrutte altre che ancora persino devono nascere e che per decenni a venire pagheranno per colpa sua, qui, in Italia, nella vostra città, nella vostra borgata. Poi ci sono i centinaia di milioni di altri disperati, sparsi per il mondo, distrutti da Cassano, ma qui non ci interessano.

Antonio Di Pietro non sa neppure chi sia Joseph Cassano. Marco Travaglio meno che meno. Grillo? Zero, buio. Michele Santoro? Idem. Voi lo sapete? Di Pietro, Travaglio, Grillo e Santoro sanno però alla perfezione chi è Angelino Alfano, ve ne parlano a tamburo battente, strillano che è colui per colpa del quale “La Democrazia è in Pericolo in Italia”, e chiamano all’azione migliaia di italiani per fermarlo. Ora veniamo a Joseph.

Parto dal semplice per andare man mano verso il complesso. Joseph Cassano era il dipendente del gigante assicurativo americano AIG che da solo e in poco tempo ha innescato la più grave catastrofe finanziaria dal 1929, che oggi soffoca il mondo economico globale. Dal suo ufficio di Londra, costui ha orchestrato una truffa finanziaria di tale entità e di tale gravità da aver lacerato, con i suoi contraccolpi in crescita esponenziale, l’intero mantello produttivo del pianeta. Giorgio e Laura ne sanno qualcosa ora.

Cassano dirigeva un ufficio della AIG chiamato AIG Financial Products, sede londinese, con 377 dipendenti. Una inezia d’ufficio, se si pensa che AIG contava 150.000 assunti prima del crack. Ma a Joseph venne l’idea di scommettere qualcosa come 500 miliardi di dollari che non aveva, né li aveva la AIG, vendendo polizze assicurative sostanzialmente scoperte, cioè senza possedere il denaro per poterle eventualmente onorare. Tali polizze assicuravano le banche internazionali contro il rischio che i loro prestiti/mutui potessero rimanere scoperti, cosa che può accadere quando i titolari dei mutui/prestiti per svariati motivi dicono “non abbiamo più una lira da darvi”. In termini tecnici quelle polizze si chiamavano Credit Default Swaps. Cassano pensava: “Vuoi che tutte ste banche vengano tutte insieme a incassare le polizze tutte nello stesso periodo? Impossibile, per cui io intasco i loro soldi e se va male ne dovrò liquidare due o tre al massimo, cioè gli scoperti ordinari”. Joseph Cassano non fece a tempo a finire di pensare quella frase che praticamente tutte le banche del mondo da lui assicurate gli si presentarono in ufficio e gli dissero: “C’è stato un crack in America, qui i debitori non ci danno più un soldo, possiamo incassare le polizze signor Cassano?”. Panico. La AIG scopre così di avere un buco di 500 miliardi di dollari, le banche si ritrovano con scoperti per trilioni di dollari che nessuno gli ripagherà (1 trilione = mille miliardi di $), e cosa fanno? Chiudono i rubinetti del credito. Senza credito le aziende colano a picco, i mercati si fermano, l’economia crolla e i lavoratori pagano col ’sangue’. Ecco come Giorgio e Laura, a Vicenza e a Rimini, piangono oggi sulla rovina della loro vita e sul naufragio dei loro sogni. Tutto ciò avviene negli ultimi 2 anni.

Torniamo dall’inizio, e fate attenzione, perché la storia che segue vi mostra come lavorano i veri Padroni del Mondo, i veri attentatori alle vostre vite e i veri padroni di Silvio Berlusconi, cioè coloro che nessuno dei ‘paladini’ dell’Antisistema italiano si sogna di combattere, mentre vi fanno perdere tempo dietro a minuzie.

La catastrofe di cui sopra monta, esattamente come monta una tempesta tropicale, in anni non troppo lontani, cioè durante l’era Clinton (1993-2001), quando in America qualcuno pensa che la speculazione finanziaria può rendere molto di più se i governi la piantano di mettere i bastoni fra le ruote degli investitori. Ed è così che un drappello di politici sia repubblicani che democratici ottengono l’approvazione di una legge chiamata Gramm-Leach-Bliley Act, che liberalizza le transazioni finanziarie a scopo speculativo. Gli sponsor della legge sono il repubblicano Phil Gramm e i democratici Robert Rubin e Larry Summers, oggi consiglieri di Obama (sic), nonché Joe Biden, oggi vice-presidente (sic). Clinton la firmò nel 1999. Essa tagliava le ali a un’altra legge USA, la Glass-Steagall, che anni prima aveva voluto mettere un freno alla finanza selvaggia. Dietro le quinte, il lavoro delle lobbies bancarie e assicurative che avevano speso 350 milioni di dollari in finanziamenti ai politici giusti. A quel punto gli uomini di Wall St. e della City di Londra avevano briglia sciolta. Con l’aiuto dei migliori giovani matematici neolaureati, si misero a creare dei prodotti finanziari diabolici, astrusi, ma micidiali, che gli facevano guadagnare milioni di dollari in un battibaleno. Tali prodotti erano, e sono, così complessi che il Financial Times di Londra dovette incaricare Jillian Tet e il suo team di economisti di studiarli, cosa che li impegnò per anni prima di capirci qualcosa. Nel 2006 il presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Calude Trichet, aveva già detto anch’egli testualmente “…non li riesco a capire”. Si trattava in maggioranza dei famosi Derivati, cioè prodotti finanziari il cui valore ‘deriva’, o meglio è garantito, dal valore di qualcos’altro. Esempio: vendono un prodotto finanziario a te in Italia dicendoti che ti renderà tot % all’anno. Tu gli dai i soldi, loro incassano, ma non ti dicono che quel prodotto è garantito dal mutuo di un altro tizio che sta a Chicago o a Bangkok, per esempio. Se il tizio di Chicago o di Bangkok paga le rate in regola tutto fila liscio, ma se per disgrazia smette di pagarle? I Derivati sono anche mille altre cose (come i Credit Default Swaps di cui sopra), ma sono sempre scommesse sul valore di qualcos’altro. Sono azzardi scellerati che oggi si sono sparsi per il mondo per un valore totale di… rullo di tamburi… 525.000 miliardi di dollari, tre volte il PIL mondiale, e questo grazie soprattutto al Gramm-Leach-Bliley Act di cui sopra.

Fra questi azzardi finanziari c’erano anche una colossale montagna di mutui dati agli americani senza tanti controlli, chiamati ‘sub-prime’, dati cioè a gente la cui posizione finanziaria era incerta ma che pensava di poter pagare le rate grazie al fatto che in America c’era una bolla immobiliare stupefacente in continua crescita. Cosa vuol dire? Vuol dire che John Smith lavoratore precario comprava una casa con un mutuo ‘sub-prime’ per 250.000 dollari, ma la casa nel giro di sei mesi aumentava di valore (bolla immobiliare) di 30.000 dollari, nel giro di un anno di 80.000, e via dicendo. Mr Smith poteva così sentirsi sicuro di poter ripagare il mutuo con facilità. Riassumendo: le banche USA davano via mutui come noccioline a chicchessia, i signori chicchessia sfruttavano la bolla immobiliare per ripagare i mutui e, attenzione ora, sapete cosa hanno pensato di fare le banche? Hanno pensato di impacchettare tutti questi mutui faciloni (sub-prime) e di vederli in giro per il mondo sotto forma di prodotti finanziari, cioè proprio quei prodotti Derivati di cui sopra (l’esempio di Chicago o Bangkok). Ma come tutte la bolle speculative, anche quella immobiliare americana scoppiò di colpo. Il mercato dell’immobile in America perse vertiginosamente 7 trilioni di dollari, di cui 1 trilione era stato sborsato dalle banche sotto forma di questi mutui scellerati. Eccoci all’AIG. Moltissimi debitori americani smisero di pagare le rate, la banche si trovarono con miliardi di dollari di scoperto, chi nel mondo (cittadini e banche come Unicredit) aveva comprato i derivati garantiti da quei mutui americani si trovò fregato, e quando le banche si rivolsero all’AIG per riscuotere le polizze fasulle di Joseph Cassano tutto andò in pezzi. Inclusa la vita di Giorgio e Laura.

Questa spirale disastrosa, pensate, sta costando all’intero sistema bancario americano e inglese la bancarotta. Cioè, in parole povere, con un buco che supera i 3.600 miliardi di dollari si può dire che i sistemi bancari di USA e GB siano in effetti falliti. Nella sola Inghilterra, una singola banca aveva uno scoperto per un ammontare superiore all’intero PIL nazionale. Le conseguenze nel mondo sono sotto gli occhi di tutti, e dritto in casa vostra oggi. Va fatta qui una prima riflessione: vi rendete conto che i giochi di una manciata di individui che distano dall’Italia migliaia di chilometri possono lacerare le vite degli italiani con una distruttività mille volte superiore a qualsiasi Lodo o processo berlusconiani? C’è qualcuno qui che vi sta mobilitando per difendervi? Nessuno. Perché? Perché a Di Pietro e a Travaglio non gliene frega un accidenti delle famiglie italiane vere, e del pericolo democratico che proviene da disastri del genere. Gli importa solo di quel nugolo di borghesi col deretano parato (dai genitori, spesso) che vanno a formare la maggioranza dei loro elettori/fans, e che fanno la loro fortuna politica/economica. Giorgio e Laura neppure li considerano.

Torniamo ai giochi finanziari scellerati. Gli istituti finanziari internazionali protagonisti di questi crimini facevano anche di peggio. Per esempio il cosiddetto ‘Banner Swapping’. La banca Tizio e la banca Caio si scambiavano 1 miliardo di dollari di Derivati, che come sappiamo avevano valore di carta straccia. Ma entrambe le banche scrivevano sui libri contabili che quello scambio era invece un incasso. Con un ‘incasso’ di 1 miliardo di dollari le azioni di quelle banche schizzavano in alto, e i manager si intascavano dei premi personali favolosi (i bonus). Il fatto poi che tutto questo fosse fasullo, veniva lasciato al futuro, chi se ne importa. Ma nel futuro ci sono le nostre vite di lavoratori, di cittadini, ci sono gente come Giorgio e Laura.

I bonus sono centrali per capire la filosofia politica che sta alla base non solo di questa catastrofe globale, ma anche di tutto il pensiero del Libero Mercato. Essa si riassume così: se io banca/investitore vinco intasco i profitti (i bonus ecc.), se perdo pagano i cittadini (gli Stati). E infatti oggi in tutto il mondo sono i contribuenti che stanno sborsando trilioni di dollari per salvare banche, banchieri, investitori e soci. Un dato: Obama sta elargendo quasi 3.000 miliardi di dollari al mondo finanziario in bancarotta, cioè ai Cassano d’America. Confrontate questo con i miseri 19 miliardi di dollari che il presidente USA ha garantito contro il fallimento della General Motors, dove chi lavora non sono yuppies rampanti con lo yacht a Malibù, ma gente vera con famiglie vere come Giorgio e Laura. Una logica scandalosa. Di fatto, essa si traduce in quelli che l’economista premio Nobel Joseph Stiglitz ha chiamato “gli incentivi perversi” a scommettere col destino di milioni di lavoratori e di cittadini, poiché, ribadisce Stiglitz, i ricchi “intascano enormi profitti se le cose gli vanno bene, ma non pagano nulla se gli vanno male”, infatti chi paga siamo noi tutti. Un altro Nobel dell’economia, Paul Krugman, ha definito tale filosofia “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”. E sapete come hanno fatto gli squali di Wall St. a ottenere questi indecenti favoritismi che noi tutti paghiamo? In due modi: primo, hanno elargito al buon presidente ‘progressista’ Barack Obama 38,6 milioni di dollari in campagna elettorale nel 2008; secondo gli hanno detto “poiché in questo disastro di Derivati nessuno ci capisce nulla a parte noi che li abbiamo creati, è meglio che non ci affondi, se no affondate tutti con noi”. Italiani inclusi.

E in Italia stanno accadendo cose simili. Perché anche da noi i vostri soldi stanno finendo nelle tasche degli scellerati, o di coloro che, per causa di questi criminali Padroni del Mondo, stanno oggi fallendo nella disperazione di migliaia di famiglie. Nel solo marzo del 2009, il governo di Roma ha stanziato 12,8 miliardi di euro per salvare il settore bancario e quello auto/elettrodomestici. Per darvi le proporzioni, è una cifra quasi identica a quella della finanziaria di quest’anno (13,1 miliardi), con la quale si sarebbe potuto aiutare tutt’Italia, incluso quel 38% delle famiglie italiane in difficoltà nella cui vita il lodo Alfano conta come un peto, e la cui capacità di partecipare alla vita democratica è distrutta quotidianamente dal perenne affanno per arrivare a fine mese.

Ma al peggio non c’è mai fine. Si è appena descritto in termini concreti uno degli agghiaccianti pericoli per le democrazie mondiali (già verificatosi) e per il welfare di milioni di cittadini, che costituisce, assieme a molto altro ahimè, la vera minaccia democratica a noi persone comuni, Italia inclusa, e di fronte a cui gli scandali strombazzati dai ‘paladini’ dell’Antisistema italiano sono minuzie. Viene dunque da chiedersi: cosa si sta facendo per combattere tali pericoli? Casa si è fatto? La risposta è disperante, e di nuovo è materia nascosta a quasi tutti voi e su cui i vostri ‘paladini’ tacciono. Durante l’ultimo G8 all’Aquila, sono state annunciate misure per ridare ordine alla finanza internazionale. Sono palliativi cosmetici. Nella realtà accade questo: il governo americano, che è quello che conta, ha chiamato per ripulire i disastri di questa crisi globale gli stessi personaggi infami che l’hanno creata. Invece di punire gli scellerati investitori, invece di fargli perdere ciò che avevano scommesso sulla nostra pelle, invece di farli fallire e di impiegare il denaro pubblico per la gente in difficoltà, Obama e il suo ministro del Tesoro Timothy Geithner hanno offerto agli Hedge Funds (il peggio degli scellerati di Wall St.) e ad altri gruppi di investitori selvaggi una montagna di denaro facile affinché comprino i debiti delle banche fallite, e cioè quei famosi Derivati carta straccia che anche noi abbiamo comprato. E’ l’ennesima truffa che ci distruggerà il futuro, a New York come a Teramo. Funziona così, e cerco di farla semplice: questi investitori hanno ricevuto da Washington l’85% del denaro necessario per comprare quei debiti, mentre loro ne metteranno solo il 15%. Se i Derivati che comprano dalle banche asfissiate ritorneranno a guadagnare, gli investitori sopraccitati si intascheranno i profitti; se invece rimarranno carta straccia, essi ci rimetteranno solo il 15%, perché l’85% lo ha messo il governo USA (cioè i contribuenti) e non è da restituire (i fondi così regalati si chiamano Non-Recourse Loans). Forse è difficile da capire, ma fidatevi, è così, è il solito “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”.

Ciò che più importa, però, è che in tale modo si è ricreata una vera Cupola mondiale di investitori privati collusi col governo più potente del mondo, di fatto una colossale impresa zeppa all’inverosimile di questi prodotti finanziari esplosivi, che se esplode di nuovo ci trascinerà tutti in un abisso mai visto nella Storia dell’economia. Di nuovo, al timone di questo ordigno nucleare della finanza impazzita ci sono gli stessi personaggi che hanno causato il presente disastro economico planetario (Summers, Rubin, Liddy ecc.), perché sono gli unici che ne capiscono qualcosa. Noi, i cittadini, e pure i nostri politici, ne siamo esclusi del tutto, anche se le conseguenze di un eventuale nuovo crack, lo ripeto, le pagheremo noi, i nostri figli, il nostro futuro, in ogni singolo atto della nostra vita di comunità, e col ‘sangue’. Per tali motivi, quanto è già accaduto e qui descritto, e quanto sta accadendo, sono la vera minaccia alla democrazia che pende sui nostri capi oggi. Una minaccia agghiacciante, poiché la Storia ci insegna che nulla indebolisce la democrazia dei cittadini come il terrore economico, di cui i Padroni del Mondo sempre approfittano per ledere i nostri diritti. Ne capite la gravità? Capite perché la Società Civile Organizzata italiana, oggi ipnotizzata dai nostri falsi ‘paladini’, dovrebbe accantonare Alfano e occuparsi con ogni sua forza di Cassano? Quando la democrazia è alla fase terminale, esistono priorità urgenti, e gli sbraiti di Grillo, i libri fotocopia di Travaglio e le idiozie per mezzo stampa di Di Pietro non lo sono. L’ossessione contro Berlusconi oggi non lo è. Anzi, ci distraggono dal salvarci la vita.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=122
15.07.2009

FONTI

Gabriel Kolko, Factors in Our Colossal Mess, CounterPunch, 26/11/2006
William Greider, Goldman Sachs Socialism, The Nation, 23/09/2008
Matt Taibbi, Intervista, 25/3/2009, Democracy Now.org
Joseph Stiglitz, A Better Bailout, The Nation, 01/10/2008
New York Times Magazine, Italy Plans Fashion-Industry Bailout, 02-0-2009
Frobes.com, Italian Banking Bailout Kicks Off, 10-03-2009
John Cavanagh, The Rich and the Rest of Us, The Nation, 11/06/2008
Paul Krugman, intervista, Democracy Now.org, 23/03/2009
Jeremy Warner, The Week the Economy Turned Nasty, The Independent, 19/01/2008
Indagine Ipsos, Gli italiani e il risparmio, 06/12/2007
A.K. Gupta, Market Madness, ZMagazine, 14/06/2008
Dominic Lawson, Democrat Fingerprints are all over the Financial Crisis, The Independent, 03/10/ 2008
Robert Sheer, Financial Fascism, The Nation, 24/09/2008
Robert Kuttner & Michael Hudson, intervista, Democracy Now.org, 13/02/2009
The Wall Street Journal, The London Review of Books, The Financial Times, Alternet.org et al.

Il piano segreto dell'elite globale per l'Italia. di NF


L'Italia è da sempre un paese ambito, per ricchezza di risorse naturali, culturali, per posizione geografica, per il mare e per i monti, per le città d'arte, per la biodiversità, per l'ingeniosità dei suoi abitanti, vissuti per secoli in armonia con la sua ricca e capricciosa natura, che li ha forgiati, per il residuo di latinità e di rinascimento che avrebbe potuto federarne la nazione.

Ma il nostro Stato, di giovine nascita sia pur di lunga incubazione, essendo parso da sempre una minaccia alle grandi potenze, in primis Francia, Olanda, Gran Bretagna e USA, si è trovato imbrigliato in una serie di accordi e di servigi di fatto derivanti innanzitutto dalla sua nascita storpia, e in secondo luogo dalle "punizioni" derivanti dall'essere stati dalla parte sbagliata dopo la guerra.

Da allora con quella scusa l'elite globalista vuole:
- farci emigrare in massa e infatti ci sono nuove ondate di emigrazione di giovani e meno giovani dalle regioni devastate del sud dalle trivelle petrolifere (Basilicata Abruzzo) e dallo sconforto economico
- farci accettare una massiccia immigrazione clandestina - riserva di schiavi - dal mondo intero e infatti per qualche barcone giustamente respinto di persone senza documenti in mano alla tratta umana, abbiamo avuto tutte le rimostranze dei benpensanti onu ue e tutti quanti che non sono altro che la faccia ipocrita dell'elite globalista che ci vorrebbe tutti schiavi. Due piccioni con una fava: destabilizzare ulteriormente la nostra società e lo status del nostro lavoro precarizzato e farci competere con lavoratori degradati a schiavi.
- farci sfollare nelle new town o in quartieri HLM - sobborghi periferici senz'anima - per calpestare la nostra fierezza e la nostra cultura, mentre si appropria dei nostri borghi storici (a differenza della Francia si nostri sobborghi sarebbero soprattutto pieni di italiani)
- farci scappare dalle campagne mentre si appropria - riformando il latifondo - delle nostre terre per farci di tutto e di piu (speculazioni immobiliari, supermercati, OGM, monocultura, sversamento di pesticidi, inquinamento delle falde acquifere per privatizzarle meglio, colonializzazione energetica, distruzione della biodiversità a vantaggio della cricca dei brevettatori proOGM).

E l'elite globalista non vuole soprattutto che:
gli emigranti italiani all'estero - 60 milioni - vogliano, possano, o siano facilitati nel tornare nel loro paese, ne sa qualcosa la sottoscritta.

Ne sanno anche qualcosa gli agricoltori di Decimoputzu, Sardegna, che essendo tornati 20 anni fa allettati dai prestiti agevolati della Regione per costituire delle aziende agricole, si ritrovano sfrattati e pignorati dalle banche (BPER) essendo tali aiuti stati dichiarati dall'UE - tardivamente - "aiuti di Stato", non ammettendo la Regione la sua colpa di avere notificato in ritardo tali aiuti alla Commissione UE e accanendosi le banche contro i presunti debitori, i quali avendo già rimborsato tutto il vecchio debito, sono risultati debitori di tutti gli interessi non pagati in vent'anni. Una truffa vera e propria concordata tra Commissione, Regione e BPER.

Inoltre l'elite globalista vuole l'attuazione del piano P2 o 2Partiti, quasi realizzato; l'indebolimento degli enti locali - in corso con tagli di finanziamenti e derivati fraudolenti vari; il consolidamento delle Regioni e delle differenze fiscali tra regioni, in atto, che non fa altro che agevolare la globalizzazione dicapitali e merci e la sperequazione tra persone - invece di applicare la flat tax del 20% su tutto; un debito in crescita esponenziale come strumento per acquisire quote delle imprese più produttive e spremerle all'inverosimile con i suoi giochetti di fusioni acquisizioni, dismissioni di rami "secchi" accollandoli allo Stato cioé a noi, licenziamenti, outsourcing vari, utilizzo di strumenti finanziari vari per indebitare le imprese - ultimi esempi Alitalia e Fiat; indebolimento dei lavoratori, sempre piu precari, sempre piu ricattati; indebolimento persino dei veri imprenditori, quelli che non ragionano con i criteri bancari del profitto cieco e strozzino - espropriati, indebitati o morti in vari incidenti sospetti.

Questo vuole l'elite globale, non certo un paese autonomo e fiero, creativo e inventivo, no. L'elite globale come un rettile rampante e verde d'invidia, vuole appropriarsi del giocattolo Italia per acquisirne l'etichetta made in Italy, espropriandone i veri produttori e lavoratori, dislocando la produzione in Brasile Turchia Marocco Sri Lanka o Cina, centralizzandone le finanze in Olanda, Londra, Parigi, Svizzera, USA, Canada, Malta, e altre isole fiscali. Per produrre un finto made in Italy e succhiarne tutti gli utili. Come La Perla dislocata altrove e comperata da una finanziaria americana. L'UE lo permette, permette il made in Italy fabbricato altrove e finito in patria. Esattamente come i maiali cresciuti in Olanda Belgio e finiti in Italia, poi avranno l'etichetta di prosciutto di Parma.

L'elite globalista non ama né il bello né il buono né il giusto, essa persegue il falso, il taroccato, il tagliato, la dipendenza, la manipolazione. Perchè l'elite globalista è una banda di malati di mente che hanno bisogno di fare festini immondi per accumulare potenza. Essa sponsorizza tratta di umani, traffico di organi, la pornografia e la pedofilia, le guerre, i soprusi, gli espropri, gli avvelenamenti. Più è crudele e spietata più si traveste da buona moralista e generosa. Tutto quel che fa, così dice, lo fa per il bene del mondo, e quanto più sottolinea questa sua bontà, tanto più farà il male del mondo.

Il male e il diavolo esistono. Si travestono in bene e parlano parole flautate. Sanno toccare le corde piu sensibili della gente, per farle sentire in colpa, le ipnotizzano e le incantano perché vedano fischi per fiaschi, le ingannano con trucchi ottici e altri messaggi subliminali, perché sia indotta a credere che un Veronesi è buono e bravo e che l'AIRC con l'azalea della ricerca r è cosa buona per l'umanità, ad esempio. Non hanno morale, e si basano sulla menzogna e il raggiro. Non sono umani, sono come i rettili. Sono in un'altra dimensione, non in quella spirituale, quella cavernicola degli istinti piu demoniaci. E noi dovremmo avere tutti un terzo occhio per riconoscerli e metterli fuori uso.

Come? Semplice: con un raggio di luce micidiale come un raggio laser se applicato alla gogna in una piazza.

Nicoletta Forcheri

Il piano segreto dell’elite globalista per l’Italia


Articolo di Nicoletta Forcheri

estate-200813L’Italia è da sempre un paese ambito, per ricchezza di risorse naturali, culturali, per posizione geografica, per il mare e per i monti, per le città d’arte, per la biodiversità, per l’ingeniosità dei suoi abitanti, vissuti per secoli in armonia con la sua ricca e capricciosa natura, che li ha forgiati, per il residuo di latinità e di rinascimento che avrebbe potuto federarne la nazione.
Ma il nostro Stato, di giovine nascita sia pur di lunga incubazione, essendo parso da sempre una minaccia alle grandi potenze, in primis Francia, Olanda, Gran Bretagna e USA, si è trovato imbrigliato in una serie di accordi e di servigi di fatto derivanti innanzitutto dalla sua nascita storpia, e in secondo luogo dalle “punizioni” derivanti dall’essere stati dalla parte sbagliata dopo la guerra.

Da allora con quella scusa l’elite globalista vuole:

farci emigrare in massa e infatti ci sono nuove ondate di emigrazione di giovani e meno giovani dalle regioni devastate del sud dalle trivelle petrolifere (Basilicata Abruzzo) e dallo sconforto economico
farci accettare una massiccia immigrazione clandestina – riserva di schiavi – dal mondo intero e infatti per qualche barcone giustamente respinto di persone senza documenti in mano alla tratta umana, abbiamo avuto tutte le rimostranze dei benpensanti onu ue e tutti quanti che non sono altro che la faccia ipocrita dell’elite globalista che ci vorrebbe tutti schiavi. Due piccioni con una fava: destabilizzare ulteriormente la nostra società e lo status del nostro lavoro precarizzato e farci competere con lavoratori degradati a schiavi.
farci sfollare nelle new town o in quartieri HLM - sobborghi periferici senz’anima – per calpestare la nostra fierezza e la nostra cultura, mentre si appropria dei nostri borghi storici (a differenza della Francia si nostri sobborghi sarebbero soprattutto pieni di italiani)
- farci scappare dalle campagne mentre si appropria – riformando il latifondo – delle nostre terre per farci di tutto e di piu (speculazioni immobiliari, supermercati, OGM, monocultura, sversamento di pesticidi, inquinamento delle falde acquifere per privatizzarle meglio, colonializzazione energetica, distruzione della biodiversità a vantaggio della cricca dei brevettatori proOGM).
E l’elite globalista non vuole soprattutto che:
gli emigranti italiani all’estero – 60 milioni – vogliano, possano, o siano facilitati nel tornare nel loro paese, ne sa qualcosa la sottoscritta.
Ne sanno anche qualcosa gli agricoltori di Decimoputzu, Sardegna, che essendo tornati 20 anni fa allettati dai prestiti agevolati della Regione per costituire delle aziende agricole, si ritrovano sfrattati e pignorati dalle banche (BPER) essendo tali aiuti stati dichiarati dall’UE – tardivamente – “aiuti di Stato”, non ammettendo la Regione la sua colpa di avere notificato in ritardo tali aiuti alla Commissione UE e accanendosi le banche contro i presunti debitori, i quali avendo già rimborsato tutto il vecchio debito, sono risultati debitori di tutti gli interessi non pagati in vent’anni. Una truffa vera e propria concordata tra Commissione, Regione e BPER.
Inoltre l’elite globalista vuole l’attuazione del piano P2 o 2Partiti, quasi realizzato; l’indebolimento degli enti locali – in corso con tagli di finanziamenti e derivati fraudolenti vari; il consolidamento delle Regioni e delle differenze fiscali tra regioni, in atto, che non fa altro che agevolare la globalizzazione dicapitali e merci e la sperequazione tra persone – invece di applicare la flat tax del 20% su tutto; un debito in crescita esponenziale come strumento per acquisire quote delle imprese più produttive e spremerle all’inverosimile con i suoi giochetti di fusioni acquisizioni, dismissioni di rami “secchi” accollandoli allo Stato cioé a noi, licenziamenti, outsourcing vari, utilizzo di strumenti finanziari vari per indebitare le imprese – ultimi esempi Alitalia e Fiat; indebolimento dei lavoratori, sempre piu precari, sempre piu ricattati; indebolimento persino dei veri imprenditori, quelli che non ragionano con i criteri bancari del profitto cieco e strozzino – espropriati, indebitati o morti in vari incidenti sospetti.
Questo vuole l’elite globale, non certo un paese autonomo e fiero, creativo e inventivo, no. L’elite globale come un rettile rampante e verde d’invidia, vuole appropriarsi del giocattolo Italia per acquisirne l’etichetta made in Italy, espropriandone i veri produttori e lavoratori, dislocando la produzione in Brasile Turchia Marocco Sri Lanka o Cina, centralizzandone le finanze in Olanda, Londra, Parigi, Svizzera, USA, Canada, Malta, e altre isole fiscali. Per produrre un finto made in Italy e succhiarne tutti gli utili. Come La Perla dislocata altrove e comperata da una finanziaria americana. L’UE lo permette, permette il made in Italy fabbricato altrove e finito in patria. Esattamente come i maiali cresciuti in Olanda Belgio e finiti in Italia, poi avranno l’etichetta di prosciutto di Parma.
L’elite globalista non ama né il bello né il buono né il giusto, essa persegue il falso, il taroccato, il tagliato, la dipendenza, la manipolazione. Perchè l’elite globalista è una banda di malati di mente che hanno bisogno di fare festini immondi per accumulare potenza. Essa sponsorizza tratta di umani, traffico di organi, la pornografia e la pedofilia, le guerre, i soprusi, gli espropri, gli avvelenamenti. Più è crudele e spietata più si traveste da buona moralista e generosa. Tutto quel che fa, così dice, lo fa per il bene del mondo, e quanto più sottolinea questa sua bontà, tanto più farà il male del mondo.
Il male e il diavolo esistono. Si travestono in bene e parlano parole flautate. Sanno toccare le corde piu sensibili della gente, per farle sentire in colpa, le ipnotizzano e le incantano perché vedano fischi per fiaschi, le ingannano con trucchi ottici e altri messaggi subliminali, perché sia indotta a credere che un Veronesi è buono e bravo e che l’AIRC con l’azalea della ricerca r è cosa buona per l’umanità, ad esempio. Non hanno morale, e si basano sulla menzogna e il raggiro. Non sono umani, sono come i rettili. Sono in un’altra dimensione, non in quella spirituale, quella cavernicola degli istinti piu demoniaci. E noi dovremmo avere tutti un terzo occhio per riconoscerli e metterli fuori uso.
Come? Semplice: con un raggio di luce micidiale come un raggio laser se applicato alla gogna in una piazza.
Nicoletta Forcheri

giovedì 16 luglio 2009

CHIASSO: titoli "veri" ma emessi dai falsari della FED


Fonte http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&new_topic=11
Nuovi sviluppi nel giallo dei 134,5 miliardi di dollari sequestrati a due giapponesi. Un intrigo che porta molto in alto

DI LUIGI GRIMALDI

banana

E' un intrigo internazionale. Il mistero dei 134,5 miliardi di dollari sequestrati a Chiasso lo scorso 3 giugno è sempre più allarmante e avrebbe origine nella crisi finanziaria giapponese del 1998.
Circolano banconote da un miliardo di dollari l'una ma non emesse dalla Fed. Una storia di finanza parallela con i servizi segreti Usa (e i nostri) in chiaroscuro. I due fermati a Chiasso hanno un nome: Mitsuyoshi Watanabe e Akihiko Yamaguchi, personaggi già abbondantemente "bruciati" in campo finanziario internazionale e coinvolti (nel 2004) nel caso di una emissione non autorizzata di bond giapponesi (i cosiddetti Japanese 57 Series Bond - titoli esclusivamente utilizzati in transazioni intergovernative) del valore di 500 miliardi di yen ognuno. Una operazione in cui si sospetta vi sia stato lo zampino della Cia. Inoltre Yamaguchi è stato indicato da fonti riservate come dirigente del ministero delle finanze giapponese e cognato di Toshiro Muto. Un nome che porta lontano e talmente in alto da far comprendere come mai, dopo un mese e mezzo, ancora non sia stato emesso un solo comunicato ufficiale. [Continua...]

Stati Uniti Giappone e Italia

Stati Uniti, Giappone e Italia appaiono in misura diversa imbarazzati protagonisti di uno scandalo di stato. Il giorno dopo il vertice del G8 dell'Aquila sarebbe arrivata conferma che una speciale commissione sarebbe in arrivo dagli States per stabilire finalmente se i titoli sequestrati, per un importo di dimensioni tali da collocarsi al quarto posto nella classifica dei maggiori creditori degli Usa, dopo la Russia e prima dell'Inghilterra, siano veri o falsi. In ogni caso si tratta del più ingente traffico valutario della storia. Ma dell'arrivo degli "esperti" americani si favoleggia inutilmente sin dal giorno successivo al sequestro di Como.

Anomali traffici di stato

Veri o falsi? Non ha molta importanza: è una cifra in grado di incidere sugli assetti valutari del dollaro. Una eventualità che ha messo in fibrillazione i servizi segreti e le banche centrali di tutto il mondo. La Banca d'Italia non ha voluto rilasciare commenti rinviando la palla al Ministero dell'Economia dove fonti anonime hanno confermato che nella vicenda il profilo valutario è il più preoccupante. In questa faccenda ci sono troppe cose che non funzionano. Tanto per cominciare, quelli sequestrati a Como sono titoli esclusi dalle normali negoziazioni trattandosi di importi e tagli utilizzati nelle transazioni e nei rapporti tra stati e governi e non è credibile che siano stati messi in circolazione per una tentata truffa. Fatto sta che il 3 giugno i finanzieri di Como vanno a colpo sicuro, secondo fonti del Il Giornale , imbeccati dalla Cia che ai primi di maggio avrebbero avvisato i nostri servizi del possibile arrivo in Italia di una valanga di titoli di Stato Usa che "il governo nordcoreano stava cercando di convertire in euro. I nostri servizi allertano così la Guardia di Finanza e i titoli, per un importo che la Corea del Nord non ha mai posseduto, arrivano puntualmente a Chiasso, trasportati da due orientali regolarmente attesi al varco.

I titoli e la pista Americana

Si tratta di 249 titoli. 10 Kennedy Notes da un miliardo di dollari l'uno e 239 titoli del Tesoro Americano da 500 milioni di dollari l'uno. Proprio dai Kennedy Notes arriva il bandolo per iniziare a sbrogliare questa intricatissima matassa. Non si tratta infatti di buoni del Tesoro ma di vera e propria carta moneta. Sissignori, si tratta di biglietti da un miliardo di dollari l'uno. Il fatto è però che l'emissione di tale Biglietto di Stato era, sino al sequestro di Como, se non proprio segreta, almeno non di dominio pubblico. Evidentemente è assai improbabile che un falsario riproduca, con assoluta perfezione (per la Guardia di Finanza si tratta di titoli indistinguibili dagli originali) un biglietto non in circolazione e di cui non è nota l'esistenza. Le super-banconote sarebbero state emesse nel 1998 e non sarebbero garantite dalla Federal Reserve che, in effetti, ha già dichiarato ufficialmente di non aver mai emesso titoli per il valore nominale di un miliardo di dollari.

La Fed non mente

I super-biglietti farebbero parte di una speciale emissione effettuata in base all'ordine esecutivo 11.110, firmato il 4 giugno 1963 dal presidente John Kennedy che aveva restituito al governo Usa il potere di emettere moneta, senza il coinvolgimento del Congresso, garantita attraverso le riserve federali di argento, e senza passare attraverso la Fed. Dopo l'assassinio del Presidente Kennedy l'ordine esecutivo 11.110 cadde in disuso e le banconote emesse dal governo furono ritirate dal mercato. Ma il fatto è che l'ordine esecutivo 11.110 non è mai stato formalmente abrogato. Si stima che nel 1998 il 99% delle banconote in circolazione erano "Banconote della Federal Riserve" mentre l'1% era costituito da "Banconote degli Stati Uniti". Bisogna sapere, per capirci qualcosa, che la stampa dei due tipi di banconote è quasi identica ad eccezione del fatto che una riporta la dicitura "Banconota della Federal Reserve" e l'altra "Banconota degli Stati Uniti". Inoltre, quelle della Federal Reserve hanno marchio e numero di serie verdi, quelle degli Stati Uniti marchio e numero di serie rossi. Basta guardare le foto diffuse dalla Guardia di finanza di Como per rendersi conto che le banconote da un miliardo di dollari sequestrate a Chiasso sono state messe dal Ministero del Tesoro Usa e non dalla Fed.

I consiglieri di Obama e la crisi del 1998

Al 1998 risale la grande crisi dello yen, con l'economia giapponese sull'orlo della bancarotta e il rischio di un tracollo dei mercati finanziari dello stesso tipo di quello che stiamo vivendo oggi.
Una eventualità allora scongiurata dall'intervento del governo americano deciso a sostenere il peso valutario dello yen in caduta libera. Nessuno si ricorda più di quella crisi ma all'epoca intervennero personalmente Rubin, ministro del Tesoro, e il suo vice: Larry Summers, oggi consigliere economico di Barak Obama e all'epoca inviato speciale di Washington nei Paesi nei guai, precipitatosi a Tokio il 18 giugno del 1998 per incontrare il ministro delle Finanze Hikaru Matsunaga e il suo vice, Eisuke Sakakibara, l'uomo conosciuto sui mercati come "Mister Yen".

Una trappola da romanzo

Ora il fatto davvero interessante è che i due giapponesi fermati a Chiasso, con la ciclopica cifra di 134,5 miliardi di dollari, sono personaggi abbondantemente "bruciati" essendo stati coinvolti in un precedente traffico miliardiario di titoli falsi in yen. In più le precauzioni assunte dai due per varcare la frontiera italo-svizzera sono da subito apparse agli investigatori assolutamente inadeguate al valore del traffico messo in atto. Una ingenuità incongruente con il curriculum dei due corrieri nipponici che invece hanno precedenti da professionisti dei traffici finanziari di altissimo livello. Yamaguchi in particolare sembra il personaggio più interessante e intorno al quale potrebbe cominciare a chiudersi il cerchio dei misteri sul "tesoro di Chiasso": se venisse confermato che si tratta di un ex alto funzionario del Ministero del Tesoro giapponese e se il suo nome porta effettivamente a Toshiro Muto i conti potrebbero cominciare a tornare. Toshiro Muto è stato infatti fino a poco tempo fa vice-governatore della Banca del Giappone ma anche, nel 1998, contestatissimo direttore del segretariato generale del ministero delle finanze di Hikaru Matsunaga e di Eisuke Sakakibara, i protagonisti, con Summers e Rubin, del "salvataggio dello yen" del 1998. Sakakibara fino a poco tempo fa è stato anche tra i più convinti sponsor della nomina di Muto a governatore della Banca centrale del Giappone. Insomma tutto fa pensare che i titoli del "tesoro di Chiasso" siano autentici e che rappresentino un acuto mal di pancia per l'entourage finanziario del governo Obama più che per quello Giapponese. Insomma, tira aria da colpi bassi.

Luigi Grimaldi
Fonte: http://www.liberazione.it/

Qua il commento di un lettore di Comedonchisciotte, nick lafenice, non me ne voglia, che ho trovato molto pertinente:

I titoli sono evidentemente veri,
1. chi falsificherebbe una banconota da 1000€ che non esiste?
2. evidentemente questi titoli sono tracciati essendo pochissimi al mondo

a questo punto, se i titoli sono veri, come mai si è venuta a sapere la faccenda? dopo solo 2 o 3 giorni? con i nomi delle persone? che sono poi sparite?
cose come queste le possono venire a sapere solo in pochi e non certo venire pubblicate su Il Giornale

azzardo un'ipotesi, tanto una in più una in meno:

1. la faccenda è vecchia di qualche mese
2. la GdF ha confiscato i titoli
3. il nostro Mister B li ha messi nel cassetto, ha chiamato il proprietario Mister X e gli ha detto: io dovrei confiscarti il 40% e darlo a quei coglioni degli italiani, invece ho un'altra soluzione: se dai il 20% a me, io ti ridò il rimanente 80%
4. Mister X risponde, te lo scordi, se la metti così, io ti sputtano
5. detto fatto parte la faccenda Noemi e tutto il resto a seguire
6. la trattativa prosegue sempre più stretta
7. Mister B lancia l'ultimo avvertimento: se continui a sputtanarmi allora rendo pubblica la cosa e ti perdi il 40% caro Mister X
8. detto fatto parte l'articolo su Il Giornale
9. la trattiva volge alle fasi finali
10. giusto il giorno del G8 che si dovevano pubblicare le foto, invece tutto tace, tutti amici come prima, vale a dire l'accordo è stato trovato
11. fra qualche giorno arriveranno in italia dagli USA per la perizia che dirà che sono falsi
12. fine della storia

mercoledì 15 luglio 2009

Coppito: la sede del G8 appartiene alle banche

L’edificio che ha ospitato il G8, la caserma di Coppito, anche sede di una scuola di sottuficiali della Guardia di Finanza nata nel 1992, appartiene alla Lehman Brothers, Investire Immobiliare Sgr spa (gruppo bancario Finnat), Banca Imi  spa, Barclays Capital, Royal Bank of Scotland Sgr spa. Nel luogo ospitato da alcune delle banche responsabili della crisi, si è parlato di crisi internazionale, con un bunker di 35 ettari nel sottosuolo. Il bunker vanta una replica dell’ufficio anagrafico tributario di Roma e parte del caveau di Banca d’Italia e della ex Zecca dello Stato, oltre a riserve balistiche per casi di guerra e un eliporto.1246960306599_2
A tutte le riunioni operative della guardia di finanza, del demanio, della prefettura dell’Aquila, hanno partecipato i rappresentanti dei padroni di casa assieme alla protezione civile e alla presidenza del Consiglio per organizzare il vertice. Una bella posizione per spiare le mosse del governo, per controllarne eventuali deviazioni dalla linea programmatica del vertice in campo finanziario. Alla prima soffiata anticrisi e cioé antibanche, direttamente dal cuore dell’organizzazione, una semplice chiamata per fare sguinzagliare da Londra gli sbirri giornalisti abbaianti ringhiosi e minacciosi come poi hanno fatto con i pompinigate.
La caserma è stata acquistata nel 2004 da FIP, quando il ministro Domenico Siniscalco, governo Berlusconi, decise di cedere 396 beni immobili al fondo immobiliare pubblico per fare cassa (3,3 miliardi di euro) con il finanziamento del pool di banche e relative cartolarizzazioni. Adesso lo Stato paga al pool bancario 13 milioni di euro per l’affitto del solo edificio di Coppito. 
Nicoletta Forcheri

Coppito: la sede del G8 appartiene alle banche. di NF

L’edificio che ha ospitato il G8, la caserma di Coppito, anche sede di una scuola di sottuficiali della Guardia di Finanza nata nel 1992, appartiene alla Lehman Brothers, Investire Immobiliare Sgr spa (gruppo bancario Finnat), Banca Imi spa, Barclays Capital, Royal Bank of Scotland Sgr spa. Nel luogo ospitato da alcune delle banche responsabili della crisi, si è parlato di crisi internazionale, con un bunker di 35 ettari nel sottosuolo. Il bunker vanta una replica dell’ufficio anagrafico tributario di Roma e parte del caveau di Banca d’Italia e della ex Zecca dello Stato, oltre a riserve balistiche per casi di guerra e un eliporto. 1246960306599_2

A tutte le riunioni operative della guardia di finanza, del demanio, della prefettura dell’Aquila, hanno partecipato i rappresentanti dei padroni di casa assieme alla protezione civile e alla presidenza del Consiglio per organizzare il vertice. Una bella posizione per spiare le mosse del governo, per controllarne eventuali deviazioni dalla linea programmatica del vertice in campo finanziario. Alla prima soffiata anticrisi e cioé antibanche, direttamente dal cuore dell’organizzazione, una semplice chiamata per fare sguinzagliare da Londra gli sbirri giornalisti abbaianti ringhiosi e minacciosi come poi hanno fatto con i pompinigate.

La caserma è stata acquistata nel 2004 da FIP, quando il ministro Domenico Siniscalco, governo Berlusconi, decise di cedere 396 beni immobili al fondo immobiliare pubblico per fare cassa (3,3 miliardi di euro) con il finanziamento del pool di banche e relative cartolarizzazioni. Adesso lo Stato paga al pool bancario 13 milioni di euro per l’affitto del solo edificio di Coppito. NF

Disoccupazione e ribellione

di Debora Billi

http://crisis.blogosfere.it/2009/07/disoccupazione-e-ribellione.html

uomo.jpg

Mi piace tornare sull’argomento che ha destato vivaci discussioni qualche giorno fa. So di camminare su terreno minato: c’è sempre quello che commenta “e io come pago l’affitto?” oppure il più banale “vai a lavurà!”.
Non importa. Siamo qui per ragionare, magari anche per sbagliare.

Dov’eravamo rimasti? Ah si: alla disoccupazione come opportunità per rendersi utili alla società, alla famiglia, alla propria comunità. Alcune persone mi hanno scritto per ringraziarmi di aver valorizzato il loro lavoro di casalinghe, volontari, attivisti. Anche se c’è qualcuno che paga (e lo fa volentieri) le loro bollette, credo siano persone che sappiano vivere in modo sostenibile e non facciano shopping da Dolce e Gabbana. Sempre più disoccupati sentono la responsabilità di porsi come esempio di vita in una situazione di crisi sistemica: frugalità, sostenibilità, aiuto, dignità nel servizio gratuito li rendono meritevoli di “mantenimento” (che brutta parola!) molto più di tanti altri che lavorano, sì, ma svolgendo mansioni inutili e legate a un sistema destinato alla morte.

Ma c’è un altro aspetto della disoccupazione che secondo me è importante far emergere. Sapete, tutti coloro che “possono permettersi” di restare disoccupati hanno anche un altro lusso: quello di agire come quinta colonna. Nel momento in cui ci si libera dell’ansia artificialmente indotta dalla società di sentirsi inutili senza uno straccio di lavoro, si scopre che ci si può anche vendicare del sistema che ci ha ridotti a questo punto. Si scopre che si diventa dei piccoli sovversivi, in grado di minare alle radici la generale filosofia del datore di lavoro. Tale filosofia si basa NON sul vostro bisogno di uno stipendio per pagare l’affitto, ma sul bisogno (ripeto: fasullo) di avere un ruolo nella società produttiva quale che sia, pena la totale disintegrazione della sicurezza in se stessi.

Liberarsi di questo è magico. Molti anni fa, la titolare di un’azienda mi offrì un posto a cui tenevo. Mi guardò negli occhi e disse: “Il nostro direttore vuole te assolutamente. Dice che sei la migliore tra tutti i selezionati. Ma io ti posso offrire… (l’equivalente di 800 euro odierni), un contratto cococo e l’orario di lavoro arriva fino a mezzanotte, senza paga straordinaria ovviamente.” Non dimenticherò mai il suo sguardo ironico, mentre mi prendeva per i fondelli in questo modo. Sapeva che avrei accettato. Ma si sbagliava. Le dissi: “Io valgo il doppio, me lo ha appena detto lei. Ci pensi su.” Me ne tornai a casa disoccupata, con l’affitto da pagare e nessuno a mantenermi, ma con la dignità intatta. Avrei odiato ogni secondo di quel lavoro.

Tutti i disoccupati cercano continuamente lavoro, è giusto e legittimo. Ma essere consapevoli della propria dignità, di avere un proprio ruolo produttivo anche senza stipendio, significa poter disinnescare il ricatto. Significa poter ridere in faccia a chi propone lo “stage” non pagato per mesi e anni, con la scusa di “imparare”, significa mandare affa senza rimpianti il furbone che non paga, che rimanda, che prende in giro, che sfrutta. Significa non presentarsi tremanti di speranza e con gli occhi bassi davanti a chi elargisce 400 euro per schiavizzarvi 10 ore al giorno.

Nel mondo illusorio che mi diverto a immaginare, vedo mille, centomila persone che cominciano a lasciare basiti tali approfittatori, sbattendo la porta e lasciandoli lì con le loro grandiose opportunità. Non vi stanno offrendo niente, in realtà, se non il loro arricchimento. Credo che una tale presa di coscienza da parte dell’immenso popolo dei disoccupati, serbatoio senza fondo di manovalanza da sfruttare che regge in piedi buona parte del nostro assurdo sistema, sarebbe forse ciò che gli darebbe il colpo di grazia. Tutto si regge sul vostro/nostro condizionamento psicologico a sentirsi esseri umani solo se si esce la mattina per andare a lavorare o a fingere di farlo (nel caso degli stage). Ribellarsi a questo, liberarsi di questo è una rivoluzione immane.

Capite ora che potere abbiamo?

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