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lunedì 6 luglio 2009

Il giallo dell'estate, a proposito dei 134,5 miliardi di dollari sequestrati a Chiasso

Una semplice domanda a Berlusconi

Pubblicato da Domenico De Simone alle 09:00 in Attualità

Quando ho letto la prima volta la notizia sui blog di Crisis degli ottimi Pietro Cambi e Debora Billi , ho istintivamente guardato la data, pensando che una qualche distorsione temporale (di temporali ne sta facendo parecchi a Roma) mi avesse scaraventato dai primi di giugno, indietro fino al primo di aprile. Ma ve li immaginate due impettiti giapponesi, vestiti di tutto punto e con una valigetta in due, che cercano di passare inosservati (inosservati?!?!?), su un treno di pendolari (di pendolari?!??!) al controllo della Finanza? Non sembra un pesce d'aprile?

Pietro Cambi è ritornato sull'argomento qualche giorno fa, esponendo tutti i dubbi sulla falsità dei titoli, reclamata a gran voce dagli "esperti" americani, che però i titoli non li hanno nemmeno visti, e pure sulla loro veridicità.

Eh già, perché in entrambi i casi la storia non sta in piedi. Se i titoli sono veri, non possono appartenere a nessun privato ma solo a uno Stato. Ma allora perché portarli in Svizzera con due spalloni burletta giapponesi? Uno Stato ha le sue rappresentanze diplomatiche dappertutto. Non sarebbe stato più semplice infilarli in una qualche valigia diplomatica, esente da controlli, e far atterrare il funzionario incaricato e seguito da una scorta congrua con l'importanza del trasporto, in un qualsiasi aeroporto svizzero?

Se i titoli sono falsi, però, non possono appartenere a nessuna mafia né essere lo strumento per una truffa gigantesca. Diceva il Colonnello della Guardia di Finanza che ha operato il controllo, che il maggior sequestro di titoli falsi è stato di 100 milioni di euro. Un grossa organizzazione criminale dedita alla falsificazione, forse connessa con qualche mafia, può pensare ad una truffa di queste dimensioni. Ma a cento miliardi di euro, chi ci crede?

E soprattutto, chi ce lo ha? L'uomo più ricco del mondo, Warren Buffett ha un patrimonio di circa 62 miliardi di dollari.Un patrimonio, appunto, nemmeno liquidità. E voi ci credete che una mafia (siciliana, americana, cinese, russa o che altro) che volesse portare in Svizzera i propri illeciti risparmi, si farebbe scoprire come pollastri in quel modo? Ma dai, è assolutamente inverosimile che si tratti di un falso organizzato da criminali, nemmeno dai più potenti e malintenzionati, come ha frettolosamente ipotizzato la stampa americana, e neppure dai più sprovveduti. È del tutto fuori da ogni logica.

Asia News sostiene in un articolo del trenta giugno che i titoli sono veri sulla base di una serie di considerazioni che terrò a mente, insieme a quelle fatte nel blog Crisis da Pietro Cambi, per cercare di dare un senso a questa apparentemente assurda vicenda.

1) I due giapponesi non sono stati arrestati. Come nota giustamente Pietro Cambi, o i finanzieri hanno ritenuto i titoli veri oppure avrebbero dovuto arrestare i due improvvidi falsari. E visto che non li hanno arrestati, i titoli avevano le carte in regola per apparire veri anche ad occhi esperti come quelli dei nostri finanzieri di frontiera (che di queste cose se ne intendono davvero).

2) Appare la notizia su Asianews che dei due giapponesi uno fosse "Tuneo Yamauchi, fratello di Toshiro Muto", nientepopodimeno che l'ex vice Governatore della BoJ, fino ad un paio di settimane fa. E poi improvvisamente rimosso dall'incarico.

3) Una radio web americana , mostra sul sito i titoli della foto che vedete in alto in questo post. Anzi mostrava, perché come potete vedere dal link, il sito della radio americana è temporaneamente chiuso, dopo l'arresto di Hal Turner per una strana vicenda di minacce via web tramite il suo sito che lui non avrebbe controllato. O forse per qualcos'altro.

4) Il Giappone ha ripetutamente chiesto agli USA di difenderlo contro la possibile aggressione della Corea del Nord, minacciando di farsi la propria atomica per equilibrare il pericolo rappresentato dai nordcoreani. Scuse. La debolezza americana, in questo momento è evidente, e sembra ragionevole che dopo 64 anni di dominio americano in Giappone qualcuno abbia voglia di risentire aria di nazionalismo. Non conosco affatto il Giappone e la mia è una supposizione, ma il Giappone ha una storia millenaria di indipendenza e di orgogliosa potenza, e le storie millenarie non le estinguono nemmeno due bombe atomiche.

Ipotizzo. I titoli in questione stanno (ancora) nella cassaforte della BoJ. Quelli sequestrati a Chiasso, sono un falso d'autore, magari confezionato dalla stessa Zecca giapponese.

Mettiamo che qualcuno in Giappone abbia voluto mandare un segnale forte agli americani che sanno benissimo chi detiene gli originali di quei titoli (e non possono non saperlo, visto che si tratta dell'uno per cento del GDP dgli USA).. Il segnale dice, chiaro e forte: o fai questo o inondo il mondo intero della tua carta straccia. Il "questo" vallo a capire, ma non mi sorprenderebbe se avesse a che fare con l'autonomia del Giappone dallo stretto controllo americano.

Quindi, i titoli falsi che sembrano veri, dovevano essere sequestrati e questo spiega perché a fare da spalloni sono stati chiamati i due impettiti Ridolini giapponesi, dei quali uno sarebbe imparentato con l'ex vicepresidente della BoJ. Si sparge la voce che i due giapponesi fossero in realtà filippini con precedenti per reati di falsificazione di titoli. Se la voce del coinvolgimento del fratello del VIce Governatore è falsa, la storia resta vera: si trattava di fare fuori Muto e che il fratello fosse coinvolto in questa oscura storia, era una buona ragione. Ma se erano filippini, non si capisce perché l'Ambasciata del Giappone abbia comunicato che i due erano stati rilasciati perché non avevano commesso alcun reato. Dubito fortemente che Toshiro Muto, o chi per lui, sia stato così demente da dare al fratelllino gli originali dei titoli, anzi lo escludo. Se avesse voluto organizzare un trasporto degli originali, avrebbe utilizzato un qualunque canale diplomatico, o al limite, un qualunque spallone con un po' di esperienza!

Gli americani, senza nemmeno vederli, dicono subito che i titoli sono falsi e pure grossolani, mentre il nostro Colonnello (del quale mi fido molto di più) dice che la carta filigranata è di ottima qualità e che quindi comunque, non si tratta di un falso grossolano ma di uno confezionato da esperti. Ma al Tesoro USA sanno chi ce li ha e dopo una telefonata di controllo, dicono che sono falsi. La risposta sarà stata: tranquilli i titoli li abbiano noi nella nostra cassaforte. Gli americani si spaventano a sufficienza e fanno la voce grossa: salta la testa del vice Governatore, presumibilmente indicato come l'ideatore del piano. Forse dietro le quinte si sta trattando. Il segnale è arrivato, forte e chiaro.

P.S.: Sarà il caso di monitorare quello che succede nei rapporti tra USA e Giappone nelle prossime settimane, sempre che esca qualche notizia.

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