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martedì 7 luglio 2009

LETTERA A BLONDET. di N. Forcheri

Questa è una lettera di risposta di un articolo pubblicato da Maurizio Blondet in cui negava la teoria del complotto e affermava, a giugno, che Berlusconi si rovina da sé (che non riesco a ritrovare).
Gentile Blondet
non concordo con Lei sull'assenza di complotto internazionale nei confronti di Berlusconi. Esso avrebbe piu di un motivo di essere, oltre all'asse energetico Roma Mosca, ci sarebbe anche quello non minore dei 
derivati. Derivati che Tremonti ha sospeso, almeno i nuovi, per un anno di tempo, il 17 giugno scorso, in attesa di una regolamentazione che non viene. Sivvede che ci sono forti pressioni che remano contro, magari proprio quelle che organizzano i pompinigate. Derivati ai comuni che Berlusconi ha dichiarato prima del G8 a gennaio di volere annullare (quelli in corso), poi non se n'è piu saputo niente. Quando le quattro banche responsabili di frode in materia di derivati agli enti locali sono state messe sotto sequestro, il 28 aprile scorso, è scoppiato guarda caso l'affare noemi e non se ne è piu sentito niente.
Perciò io sono strasicura che il complotto internazionale c'è ed è quello della finanza angloamericanafrancoeuropea nei confronti di un duo Berlusconi Tremonti che in materia di finanza e di banche vuole cercare di salvare l'Italia dal disastro derivati e dal cappio usuraio che il sistema bancario internazionale sta mettendo sull'intero paese per farlo fallire e per magnarselo. Contrariamente a tutti gli altri, da Scajola a Brunetta, da Fini a Frattini, da Prestigiacomo a Bondi, i quali invece adempiono completamente a quel compito.
Berlusconi infatti, contrariamente ai funzionari bancari (Prodi, Padoa, Monti, Bassanini, Visco) che guadagnano tantissimo dai fallimenti delle imprese e le conseguenti fusioni e acquisizioni pilotate dalle banche, sarebbe il politico che avrebbe maggiormente da perdere visto il suo impero economico, da un golpe bancario "di tecnici" sull'Italia, o da una resa al debito pubblico fraudolento organizzato dagli stessi degli scandali pompini.
Lei dice che le banche vogliono liquidare Tremonti ma che Berlusconi ha fatto tanti piaceri a Banca Intesa Ligresti e i mascalzoni dell'edilizia mafiosa. Vero, nessuno rinnega né le sue origini, né di quale pasta è fatto ma come Lei correttamente dice ha fatto più piaceri alla mafia nostrana che non alla mafia finanziaria internazionale - per non parlare del "dispettuccio" al boss Murdoch dell'aumento dell'IVA ai livelli degli altri - e pertanto ciò conferma la mia teoria che la finanza internazionale avrebbe piu di un motivo per prendersela con il picciotto che ha sgarrato, in questo piccolo post ne ho già detti tre.
Inoltre ho la sensazione che quella di Tremonti sia una corrente soft del globalismo sfrenato, moderata e un attimino nazionalista, ed è perciò che i due sono malvisti dal nazismo bancario.
Lei dice che Tremonti è il bersaglio e si chiede perché Berlusconi dovrebbe mai esserlo. Scusi ma chi è che ha scelto Tremonti? Non vede che quei due sono solidali, almeno per il momento, e che si trovano d'accordo negli argomenti appena detti?
L'unico dubbio? Che quella di Tremonti sia una recita per ficcarci, in quanto futuro presidente dell'Eurogruppo, il solito nuovo ordine mondiale, con potenziamento dei poteri della BCE, manco ce ne fosse bisogno
Nicoletta Forcheri
19 giugno 2009


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