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domenica 5 luglio 2009

Psicopolitica sull'Iran (e l'Italia). N. Forcheri

Prima il Premier con la soap opera montata ad arte poi l’Iran con intromissioni inaudite della stampa e conseguenti distorsioni della realtà.

Qualcosa di bello nella foto per non vedere i soliti porci

Qualcosa di bello nella foto per non vedere i soliti porci

Visto che lo scopo dei globalisti del pianeta, dai Rockefeller a Soros, degli azionisti delle banche canaglia, delle sorelle, dalla Monsanto alla Bayer, è quello di fomentare guerre civili in quei paesi ricchi di risorse, così come hanno fatto nei Balcani, così come abbiamo subito in Italia in tutto il dopoguerra ad oggi (sempre peggio), in Afghanistan, in Pakistan, in Iraq, in Israele, in Sudafrica, l’unica risposta decente dei cittadini del mondo è quella di non rispondere alle provocazioni dei prezzolati media di propaganda e imparare a distinguere le menzogne pacchiane che ci propinano quotidianamente.

Tutte le discussioni cui ho assistito sul net, su chi abbia ragione, e sullo schieramento forzato in una o l’altra parte, non solo sono inutili ma sono dannose perché indicative per i propagandatori di quanto noi cavie reagiamo pavloviniamente alle manipolazioni mediatiche. Meglio non dare alcun segnale. O denunciarli.

Una di queste manipolazioni ad esempio, come è stato dimostrato da numerosi articoli, potrebbe essere la morte di Neda - la fiammella che divampando ha scatenato la rabbia dei manifestanti e le reazioni anche violente della polizia governativa - e uso il condizionale perché non ho certezze, ma posso dire che alcune cose mi hanno colpito della sua presunta morte:

. il fatto che tenga prima nella mano sinistra e poi nella mano destra qualcosa - c’è chi dice la fiala per cospargersi di sangue

. il suo sguardo espressivo verso l’operatore, come a comunicargli una intesa concordata tra loro

. il rapidissimo spargimento di “sangue” sul volto, troppo rapido - dove è stata colpita per sanguinare così dal volto?

. quella camicia a righe così strana e così distinguibile, quasi a lanciare un segnale tra la folla, della persona che l’accompagnava.

E comunque anche se la sua morte fosse stata vera, ciò non giustifica la vasta campagna su internet, finanziata dai soliti che non vedono l’ora di cambiare regime in Iran per mettervi i soliti burattini più “business friendly”. Perché ciò equivale a dare l’assenso popolare mondiale per un attacco. Una bella guerra per nascondere il fatto che il dollaro è carta straccia ormai sepolta e rimpinguare le casse con un bel bottino, che in Iran è bello cospicuo.

E’ come se per la morte di Giuliani - di cui tutti sanno che era vera - e i fatti di Genova - gravissimi - il mondo intero si fosse coalizzato organizzando campagne cittadine per estromettere il nostro governo del momento. Certamente sarebbe stata una buona cosa, ma impossibile da realizzare. Perché quella morte e quelle agitazioni erano state “consigliate” proprio da chi - i paesi del G8, in primis gli USA e Bush - adesso soffia sul fuoco delle rivolte iraniane. E semplicemente perché la stampa prezzolata non ha soffiato sul fuoco abbastanza, non ha aiutato i cittadini, e mai li aiuta, e una tale reazione di massa con le sole armi di twitter e del net ma senza INGENTI CAPITALI non ce la farebbe mai a “bucare gli schermi”. E chi li mette quei capitali?

E’ tanto più chiaro che “loro”, i globalizzatori che hanno in mano anche i vari social networks su scala planetaria, ne stanno moltiplicando il numero per “spezzettarci” in tante banche dati, non comunicanti tra loro e affinché tale prospettiva, una reazione globale dei cittadini del mondo, ci sia negata se non ricuperata, strumentalizzata e scattata dietro il loro input - ingentissimi mezzi di propaganda e di denaro nelle mani di pochi. Ed è così che stanno moltiplicando i tipi di sistemi e di compatibilità tra vari programmi di "wordpress"., tutti provenienti dalla stessa matrice, giusto per dare l’impressione di un libero mercato che in realtà è in mano al solito cartello.

Quello che rimane quindi da fare ai cittadini nei casi come questi, una volta riconosciuto il modello, è denunciarle a squarciagola l’interferenza originaria, la falsa denuncia, l’attacco mediatico concordato, criticando e punzolando i media a più non posso, invadendoli di mail di critiche e di sberleffi, oppure distogliere lo sguardo e spegnere definitivamente giornali e TV, non dandogli più credito. E il credito è denaro.

Per il Premier ad esempio non ho mai smesso di farlo durante gli attacchi subiti opportunatamente in campagna elettorale, bacchettare le pecore belanti nel senso voluto dai globalizzatori che manipolano i media, non già perché lui il premier fosse da difendere in toto, anzi, ma perché non era da attaccare per quei fatti sotto la cintura, bensì per altre cose ben più consistenti. Ad esempio il fatto che membri del suo governo come la Prestigiacomo abbiano dichiarato di volere “aprire” ai privati per la gestione dei nostri parchi pubblici. O che Scajola abbia dato il permesso per le trivelle nella Valle del Curone - parco della biodiversità - senza chiedere niente agli enti locali. O che il vice di Bondi, Ministro delle Belle Arti, sia l’ex CEO di Macdonald e abbia dichiarato di volerci sommergere di McDo, magari nei musei, in franchising, già si comincia a sentire la campagna pubblicitaria. O che nessuno sia intervenuto CONTRO l’accordo suicida per i lavoratori italiani FiatCrhysler creato unicamente per salvare le pensioni dei lavoratori americani. O che dopo le dichiarazioni di volere mantenere l’italianità di Alitalia, sia venuto fuori quello scempio per i soliti cittadini e quella perla ai soliti porci, prestanomi della gang bancaria, secondo me in questo Berlusconi “costretto” da quella mafia. Così come il fatto che probabilmente non riuscirà a mantenere le promesse all’Aquila, e questo perché sommersi dall’invasione dei barbari, in questo caso la finanza internazionale, i nostri fraudolenti creditori che ci faranno a pezzi, i due valenti Berlusconi/Tremonti non potranno niente davanti ai giganti, se nel contempo i cittadini tutti non ci uniamo attorno a loro e anzi li attacchiamo per questioni da grande fratello - invece di fare a pezzi le Annunziate i Travaglio and co e la stampa criminale per la valanga di diffamazioni gratuite e di propaganda alla fin fine guerrafondaia e incline all'imperialismo economico.

A chi si chiede quale sia la tappa III della svendita del paese - la I era la privatizzazione delle banche e la II la svendita dell’IRI, il comparto produttivo nazionale - tiro a indovinare: risorse del sottosuolo, parchi e biodiversità, utilities ed enti locali, monumenti e siti di belle arti “adottati” dalle banche come nel caso dell’Abruzzo. E poi non avete ancora indovinato? La parte IV siamo noi, nei campi profughi come in Abruzzo, pignorati come in Sardegna e in Basilicata, scacciati dalle nostre terre per lasciare posto ai rom senza obbligo di iscrizione ai comuni, un esodo premeditato per il “sacro” ritorno di chi ha i segreti della moneta nelle sue mani e tutti i suoi fratelli: gli “internazionali” con le banche dietro, i funzionari di NATO, ONU, FAO e le altre malefiche agenzie, i militari delle centinaia di basi militari, i nuovi azionisti di multinazionali, supermercati e latifondi. La parte IV siamo noi riserva di schiavi, con l’aiuto di tutta la sinistra e la destra globalista, che premono per spalancare le porte alla tratta di schiavi osteggiata con ragione da Maroni.

Il duo Berlusconi Tremonti sembrerebbe in minoranza persino nel suo stesso governo - a meno che non abbiano assunto il ruolo “patriottico” e “soft globale” unicamente per raccogliere consensi e giustificare il programma di svendita parte III (e IV) del paese, tuttora in corso sia pur in certi aspetti “frenato”.

Ma se così fosse, perché cavolo allora i media dei globalisti - Murdoch and co - li attaccherebbero così pesantemente?

No, decisamente, Ahmadinejah come Chavez, Fidel Castro come Gheddafi, Putin come Berlusconi. Nei limiti del loro possibile. E Berlusconi con tutti gli accordi “internazionali” firmati e l’Europa che ci controlla da vicino perché non sgarriamo di una virgola nel processo di globalizzazione e di svendita del nostro paese, paradossalmente può molto di meno di Chavez. Praticamente niente. Al limite potrebbe parlare sinceramente al paese, per dire come stanno le cose, ma equivarrebbe a firmare la sua condanna a morte. E non tutti sono disposti a morire, ADESSO.

E’ più biasimevole lui che non vuole morire, la massa di pecore che non vede o la stampa/pastore che le induce in inganno ?

A voi la risposta.

Nicoletta Forcheri

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