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domenica 23 agosto 2009

Paolo B va a puttane, e io sono rimasta al palo. NF



di Nicoletta Forcheri


Questa intende essere una risposta semi provocatoria alla provocazione di P. Barnard (Sono andato a puttane) che, spero, lancerà un dibattito salutare sull'argomento. L'articolo è sottoposto alle regole di copyleft, lo si può copiare integralmente purchè se ne citi l'autore e la fonte, con l'aggiunta specifica in questo caso che venga immediatamente censurato qualsiasi commento volgare o insulto personale, e che ne sia immediatamente bannato l'autore da tutti i siti che desiderino copiarlo.


Ciao Paolo,

grazie per l'articolo e la provocazione

che ha messo a nudo, è il caso di dirlo, una povertà di spirito, una volgarità, una ignoranza nei maschi del sesso e delle donne, a giudicare dai commenti seguiti, da darmi tutte le ragioni per disperarmi, come stavo facendo proprio ieri prima di leggerti, nell'osservare che tutti gli uomini decenti attorno a me scopano con le extracomunitarie in cerca di sistemazione - a prescindere da quel che hanno in testa - finendo regolarmente per sposarle per la necessità vitale, quasi più impellente dell'impulso maschile del seme, di a) "permesso di soggiorno" e/o b) "statuto di moglie" (anche simbolico)...
Se io facessi qualche avance, pensavo, e nel mio passato mi è capitato di farne mio malgrado, o tali sono state interpretate alcune espressioni della mia innata spontaneità, so per esperienza che:
1) se è sensibile a me, l'uomo scappa a gambe levate e se la fa letteralmente sotto; alcuni, nella cerchia degli amici o conoscenze, hanno decisamente declinato "l'offerta" con frasi del tipo - "meglio amici", "per non rovinare l'amicizia" - ma per tornare alla carica anni dopo - segno che non avevano mai dimenticato - con tanto di dichiarazione in pompa magna, spiegandomi che il rifiuto di allora era motivato dalla leggerezza del mio approccio, "ludico", appunto, e dal timore di non essere contraccambiati poi nei sentimenti; altri - nel clan - per "rispetto" (sarei potuto essere una sorella) o temendo anticipatamente il "tranello" della donna fatale qual io sembravo...
2) se è insensibile al mio charme, o semplicemente fuori dalla cerchia delle conoscenze/"sorelle" (l'uomo inseminatore si lascia andare al sesso "ludico" più facilmente fuori dal clan, prova eclatante della sua errata nozione di sesso ludico (o madonna o puttana) come "mancanza di rispetto" (puttana) che mai vorrebbe dimostrare per una donna "sorella" della cerchia) allora il maschio pensa, bene ce l'ho in tasca, posso farmi una sveltina e via - sveltina che per noi donne si rivela nel 99 per cento dei casi disastrosa, tutto tranne sesso ludico, ma sesso guerriero da cui la donna esce come una preda saccheggiata, spiumata.
Soprattutto, so per esperienza, che se la donna si avvicina al maschio con la voglia di "giocare", e se il maschio sente che la donna lo fa senza intenzioni "serie", con poco rischio di innamorarsi, se lo fa cioé da una situazione di "indipendenza" psicoeconomica, dopo avere "giocato", succede che sia proprio lui a comportarsi da "innamorato", a diventare appiccicoso, per inseguire una sorta di sfida e/o una riparazione simbolica - nella forma di ammissione della donna del bisogno dell'uomo che sia per matrimonio, patrimonio o innamoramento, cioé dipendenza - al danno arrecato al suo ego ipertrofico per una scopata con una che - offesa inaudita! - lo fa solo per il gioco, ferendolo nel suo orgoglio di maschio latino e/o di bambino non amato e/o di pisello complessato. Come, questa non si mostra minimamente dipendente? E giù a cogliere la sfida...
Siamo talmente ingabbiati in un modello di coppia che se la donna decide di liberarsi, è un po' come se l'uomo volesse rimanere in gabbia, riproducendo il modello all'incontrario, e mettendo a nudo la sua fragilità affettiva, con un rovesciamento dei ruoli, dove lui diventa "prezioso", si ritrae, è indeciso, teme di scottarsi... Oppure rischia di vendicarsi della tua non dipendenza, facendotela pagare, dopo, come dici bene, sia che ti conquisti sia che non ci riesca.
Ma è proprio soprattutto nel (tuo) concetto di sesso ludico che trovo che casca l'asino, concezione diametralmente diversa per uomini e donne. Del resto tu parli di sesso veloce, mentre secondo me il sesso ludico non si confonde come nella vostra testolina con la copulazione - appunto sesso veloce. Basti vedere i bonobo' - paragone quanto mai azzeccato nel parlare di istinti genetici, con cui condividiamo per oltre il 98% lo stesso patrimonio genetico - come usano il sesso per giocare, per calmare le tensioni, per aggregazione sociale, per divertirsi, per distrarsi, per partecipare alla vita e alla creazione, sesso "creativo" appunto - non solamente copulativo - con maschi e femmine...
Al punto che – a differenza delle nostre società - nella loro non esiste la guerra. Ma senza andare a scomodare i nostri "antenati sugli alberi" come dicono gli africani, basti pensare al tantrismo, dove il sesso ludico è prescritto varie volte a settimana, come pratica salutare, un canale con l'altro e l'universo, una meditazione, l'accesso a un'altra dimensione, mistica, uno dei segreti dell'esistenza essenziali alla completezza umana. Si, ma in quella filosofia antichissima, il seme, l'inseminatore di neanderthal di voaltri, lo dovrebbe trattenere, mandare indietro, ingoiare, eseguendo una ginnastica spirituale, fisica e mentale totale. E' il perno del tantrismo senza il quale non si accede a quella dimensione.
Proprio perché il sesso è uno dei nostri istinti fondamentali che riguarda i misteri della creazione della vita, esso è anche uno dei più castrati e attaccati dai poteri forti, a cominciare dai genitori durante l'adolescenza, irregimentati dalle religioni e attualmente dalle cupole multinazionali petrolifere/farmaceutiche che hanno imposto a tutti il terrore dell'aids e il sesso con preservativo, che per quanto mi riguarda equivale a fare sesso con una carota. Cioè masturbazione pura. Non sesso.
Poiché il sesso - la sua "pericolosità" - sta proprio nella "condivisione" dei liquidi vitali, e nella sua sacralità creativa, ridotto com'è invece adesso dalla mentalità usuraia, guerriera/maschilista, prevaricatrice, a mera funzione del corpo, come cagare e pisciare. Ma il sesso è invece lo scambio per definizione - in esso simile al convivio della tavola nella cultura mediterranea e orientale - lo scambio-dono primordiale, grazie al quale si crea altra vita, oltre a diversi modi dello stare insieme, e attraverso il quale gli uomini e le donne - se inteso nel suo senso primordiale - ritrovano solidarietà, comunità, creatività, rigenerazione, e gratuità. Il contrario della monetarizzazione con interesse e della mercificazione.
No, non cado nel cliché del dire che la prostituzione esiste da sempre, perché è come dire che la schiavitù e il denaro esistono da sempre, il che per le persone che hanno studiato un po' la questione del signoraggio e degli abusi del potere esoterico delle banche non costituisce argomento sufficiente a non volere un cambio epocale. Anzi, la prostituzione esiste da quando esiste il denaro e la schiavitù, va di pari passo con essi, altrimenti andate a vedere se dai boscimani o nelle ultime tribù dell'Amazzonia esistono le puttane...Impossibile, perché non esiste neanche il concetto di denaro, ad esso intimamente legata.
Il fatto poi che sarebbe esistito da sempre, che come si è visto è falso, alla stregua del denaro usuraio – anzi in concomitanza con esso - non vuol dire che sia giusto. In una società non monetarizzata, e matriarcale come dovrebbe esserlo, sono i tanti uomini a ronzare attorno alle donne - inseminandole come le api i fiori - mentre esse accolgono nel loro grembo chi vogliono e figliano anche con più uomini in successione. Un harem alla rovescia.
Penso però che questa concezione i primi a non accettarla sareste proprio voi, anche i più evoluti come Barnard. Perché se noi abbiamo retaggi millenari di religione che ci stritola tra la figura della madonna e quella della puttana, senza alternativa di scelta - e di cui ultimamente ci stiamo liberando a fatica - l'uomo vanta millenni di opera di mutilazione (in)conscia del nostro potere "magico", che si manifesta con l'obbligo per noi donne di monoandria, costringendoci a servire da oggetto incubatrice per il SUO semino, con conseguente senso di possesso e d'invadenza del tutto abusivo, e con l'obbligo di portare il cognome di UN uomo e farlo portare ai figli, pena l'etichetta di puttana, e l'emarginazione sociale che ne consegue, che in molte società si manifesta con la lapidazione e altre pene corporee. Cioè, inseminando qua e la, gli uomini pensano, questa è mia (e quest'altra è mia) e di nessun altro, marchiano, pena l'angoscia di perdere il controllo sulla propria discendenza. Quel controllo così tipico - e giustificazione - della tanta deplorata - a parole - società patriarcale.
Pertanto se rivendicate il vostro gene inseminatore, noi rivendichiamo il nostro di terra fertile pronta ad accettare i semini più disparati per meglio selezionare e migliorare la specie umana. Senza che per questo dobbiamo essere malamente scopate, maltrattate, emarginate, o senza che per questo dobbiamo essere considerate donne facili, baldracche o puttane. Sarebbe questo il cambio epocale, quello di liberarsi della possessività egotica negli scambi di sesso, ma anche di amore, e dei giudizi ancestrali inculcati proprio da quel patriarcato di cui neanche voi riuscite a mollare i retaggi.
Detto questo però ciò non toglie che tutti quegli inseminatori contadini delle nostre campagne sanno benissimo che per ottenere migliori e più frutti dalla terra, non solo bisogna inseminarla, ma anche curarla, accudirla, ripararla dalle intemperie, nutrirla, con regolarità. Liberi a voi la scelta.
Premesso che secondo me non esiste sesso ludico asettico – quello del pensiero unico dei durex, per intenderci - noi, se facciamo le preziose, è a volte per quel retaggio che ci fa pensare, se voglio procreare chi mi assicura che questo mi assisterà nel crescere i cuccioli? Ancora di più lo è però per quel retaggio religioso che esclude la componente ludica dal sesso, aiutato in ciò dalla componente economica: chi ce li ha i soldi per allevare i figli a destra e a manca? O per allevare i figli da sole? Ma sopra ogni altra considerazione, prevale quella che, se voglio trastullarmi e lo paleso, chi mi dice che non mi troverò a dovere fare i conti con un cervello ancestrale che si comporterà come fossi una cosa spregevole (donna facile) per il suo divertimento?
Un po' connessa alla questione economica, quel che esce anche dall'articolo è certa stanchezza, la stanchezza del cacciatore. Così come esiste la disfunzione psicofisica dell'obesità - vera e propria patologia del cibo globalizzato - così gli uomini sono iper sollecitati negli stimoli sessuali (porno puttane e altro) e devono rispondere a una vera e propria disfunzione della loro macchina psicofisica su di giri – che gira a vuoto e si esaurisce - non per la loro caratteristica genetica di inseminatori, come dici tu, ma per quella "bolla" pornografica che va di pari passo con la "bolla" finanziaria, anzi proprio da quest'ultima creata.
Che c'entra mi direte? C'entra, perché mai come oggi era cresciuta l'offerta di sesso a pagamento in filmini e realtà, alimentata dalle più svariate speculazioni finanziarie le quali assieme ad armi, droga/farmaci, OGM e brevetti, investono nella pornografia di tutti i tipi. Globalismo, disprezzo di donne e bambini, zombizzazione degli uomini e dissacrazione del sesso vanno di pari passo. Continuando così la terra diventerà un enorme bordello/casino a cielo aperto, come lo è già la Cambogia sgabuzzino delle multinazionali sinoamericane dove la maggior parte delle donne e dei bambini sono in offerta, con la complicità della "comunità internazionale". Non è un caso che la massima espressione della mercificazione e della dissacrazione del sesso - triste, robotico, "preservato" – delle donne in vetrina è nata proprio nella patria del puritanesimo e della Compagnia delle Indie, della globalizzazione e del liberismo commerciale, l'Olanda.
In certo qual modo, si, la domanda di sesso dei maschi è potenzialmente leggermente superiore all'offerta di noi donne, ed è appunto in quella differenza - diciamo pure strutturale o genetica - che risiede il potere ancestrale di noi donne sugli uomini, il principio fondante dei primi matriarcati. Ma è proprio per contenere quello (stra)potere che gli uomini hanno attaccato le donne, sono diventati misogini, scopandole male per vendicarsi, per controllarle, per contenerle, per marchiarle del loro possesso. Che hanno creato cioè la società patriarcale, lo sfruttamento schiavista erto a sistema, la venerazione dei guerrieri come fossero déi in terra.
Per nulla in contraddizione con lo squilibrio tra offerta e domanda intrinseco di cui parli, però, un altro mito da sfatare è quello che noi donne abbiamo meno voglia di fare sesso. Niente di più falso. Abbiamo forse meno voglia in gravidanza, o quando siamo un tutt'uno con i cuccioli o in altri momenti, abbiamo cioè le voglie più cicliche, mentre l'uomo se ne andrebbe volentieri a spasso a inseminare altrove - quando la sua donna è gravida - se non avesse appunto quella carcassa della morale religiosa a frenarlo. Ma quando ci prende bene, la voglia di sesso supera spesso quella del partner, tutto dipende da quanto ci nutre, visto che solitamente con quella nozione di sesso ludico errata di cui sopra, ci svuota solamente di sostanza vitale e basta.
Cioè, prima di ammonirci a imparare il sesso ludico, imparate voi a farlo correttamente, e a non confonderlo con la copulazione. Soprattutto si direbbe che molti di voi scambiano sesso ludico e pornografia, si direbbe cioè che ripetano meccanicamente gli atti visti nei filmini senza alcun ascolto/scambio con la loro compagna di giochi. Naturalmente non è questo il sesso ludico.
La mia conclusione è quindi che se volete inseminare senza cacciare - perché stanchi - fatelo pure, anche noi siamo "stanche" - ma a condizione di liberarvi di quei pregiudizi ancestrali che nel vostro cervello rettiliano vi fanno pensare che se noi facciamo specularmente altrettanto, ci lasciamo cioè inseminare dai vari inseminatori di passaggio, senza troppo sforzo di caccia:
. diventiamo la vostra possessione
. diventiamo oggetti di facile disprezzo proprio nell'atto - con cattivo sesso, altroché ludico!
Perché sesso ludico non significa guerreggiare, significa giocare, senza retaggi patriarcali, a un gioco sacro in cui ognuno ha diritto non solo a divertirsi, ma se ne è all'altezza, ad ampliare il suo essere in una dimensione spaziotemporale che coincide con i limiti del nostro universo.
Nicoletta Forcheri
21 agosto 2009










35 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Nicoletta
il tuo articolo sotto molti punti e' giusto ,e' ora di finirla , noi donne siamo sempre state strumentalizzate dagli uomini , noi siamo quelle , che non possiamo dire se il partner ci ha soddisfatto o meno , siamo quelle che non si devono scegliere loro quello che
piace , perche' siamo baldracche se lo facciamo , pero' la donna quando fa sesso cerca il coinvolgimento mentale , affettivo
a differenza dell'uomo che cerca l'amplesso solo quello , per sfogarsi , io e gia' da un bel po' che ho scelto e capito che il sesso non e' un dovere come ci vogliono far credere , il sesso deve essere un'unione mentale affettiva , di rispetto stima spirituale , senza cio' si deve scegliere di non farlo , come faccio io , e debbo dire che sto tanto bene , per molti anni ho vissuto con sensi di colpa , sforzandomi di farlo anche quando non ne avevo desiderio , solo per compiacere il partner , ma ho capito che anch'io sono una persona con una sua dignita' ,e sopratutto il corpo e' mio , sono io che debbo decidere per me stessa.

Domenico Tricarico ha detto...

Ciao, ti lascio un mio pensiero su come i maschi vivono il sesso. Spesso fanno confusione e non sanno la differenza tra sesso, amore e sveltina! L'assenza di un sentimento e di un rispetto reciprco porta solo alla sveltina, la via di mezzo tra la masturbazione e la trombata! La donna non prova piacere e l'uomo arriva solo al piacere dell'eiaculazione ma non avrà un vero orgasmo. Tanto più sarà giocoso ed eccitante maggiore sarà il piacere... Ieri parlavo con un amico del sesso tra amanti e tra amici, entrambi richiedono amore che esso sia Eros o Philia. Per qunto breve sarà il sesso "LUDICO" va vissuto in tutte le sue sfumature, eros, gioco, coccole. Fare l'uomo predatore e cattivo per privarsi del piacere del sesso e degli sguardi... Siamo o non siamo LATINI? Leggendo il tuo post comincio a pensare di NO!!! Non so se sono riuscito a spiegarmi. :)

mila ha detto...

E' davvero interessante il dibattito. E ci si potrebbe fare una Treccani. Personalmente condivido alcune teorie di Paolo e,tante di Nicoletta.
Esprimere un'opinione necessita di un sacco di concetti che occupano un sacco di righe. Non voglio fare questo. Esprimerò un pensierino terra a terra, ma proprio a terra.
Riporto uno stralcio dello scritto di paolo:

"Il fatto è che noi uomini corriamo quasi ogni giorno della nostra vita adulta dietro al sesso ludico, lo necessitiamo come l’aria, perché il nostro DNA ci ha fatti così. Siamo degli ‘inseminatori’ che dai tempi in cui camminavamo a quattro zampe in qualche punto della Tanzania dobbiamo inseminare il più possibile. Lo fanno i leoni, i topi, i pipistrelli e praticamente ogni specie di sesso maschile sul Pianeta. Questo ci ha ‘regalato’ un desiderio sessuale molto, molto superiore a quello femminile (per le donne, stesso marchio da DNA in direzione opposta, visto che siete programmate per figliare e conservare la specie). Ecco perché vi sembra sempre che gli uomini ‘ce l’abbiano piantata nella testa’ (la gnocca); non è una mania, è genetica. Ma qui sorge il problema dei problemi. Al mondo ci sono solo maschi e femmine (salvo rare eccezioni), e se i primi necessitano di sesso dieci volte le seconde, che accade? "
C'è al mondo una moltitudine di donne ignorate da tutti questi portatori di DNA eiaculone perchè (e il Paolo non fa cenno a questo determinante particolare) non portatrici di DNA figaccione. Non a caso Paolino, visto che paga, la prostituta, la sceglie figa e tenta pure di darle consigli sul come accalappiare un maschio facoltoso, cadendo nel merdoso meccanismo che, subito dopo il camminare a quattro zampe e copulare allegramente nella savana, ha preso piede nei secoli a venire.
Paolo, ti dimentichi di perfezionare la descrizione circa il comportamento dei fortunati animaletti che lottano a sangue per avere un harem e che poi acquisiscono il diritto inseminare a più non posso. Loro, però, non fanno discriminazioni sulla rotondità dei glutei, sulla maestosità delle poppe, sulla prominenza di un ventre o sull'altezza. Costoro annusano. E riannusano. E si inebriano degli effluvi che scaturiscono da queste splendide femmine. E se ne innamorano, le desiderano, le vogliono. Le femmine a volte fanno un poco le riottose (ed anche questo è nel DNA), ma poi cedono e accolgono il seme con gioia. Ecco ciò che ti sei dimenticato di dire caro Paolo. Che il tuo raggio d'azione inseminatoria si riduce parecchio perchè tu vuoi scegliere e non in base ad un profumo che metterebbe tante donne sullo stesso piano. Tu vuoi la più bella, la più elegante, la più simpatica.
E tutte le altre? Chi si occupa di tutte le altre? I tuoi simili hanno gusti pari ai tuoi. Avete tutti gli stessi gusti, pare.
Allora, se perdete la panzienza e aspettare è noioso, pagate.
Ciao. M

ilmarmocchio ha detto...

Sia il post che il suo commento hanno un solo ingrediente : confusione

lector ha detto...

Questa "trasposizione" sul piano "ideale" e "spirituale" della natura del problema - secondo me crudamente e, perciò, magnificamente e coraggiosissimamente illustrato da Paolo Barnard - come al solito non contribuisce certo all'individuazione di quelle che possono essere le possibili cause e relative soluzioni degli effetti pratici e sociali d'un diverso atteggiarsi di maschi e femmine nei confronti del sesso. Le donne sono il fattore di selezione della specie e, in questo senso, vivono il sesso in maniera qualitativa e fortemente selettiva. Il maschio, mero inseminatore quantitativo, subisce la scelta della donna in modo assolutamente frustrante poiché, un rifiuto, va ben oltre la semplice rinuncia a un'eiaculazione ed equivale alla negazione della sua possibilità di perpetrare la propria genìa. L'eccesso di testosterone non sfogato, produce gli indesiderati effetti collaterali che tutti conosciamo.

michail tal ha detto...

Ciao Nicoletta

Che dire...condivido e devo dire che il tuo articolo mi è piaciuto molto a differenza di quello di Barnard, che mi sembrava infarcito di clichè di chi forse, con una donna, non si è mai messo seriamente in gioco. Non so forse cercava di esasperare un po' il discorso a mo di provocazione, ma non ne sarei cosi sicuro.

Anche perche credo che ad impostare un rapporto con le donne tipo quelli che tu ti auspichi, i primi a guadagnarci secondo me sarebbero proprio gli uomini.

E' interessante, benchè non lo condivida al 100% il tuo discorso su sessualità e globalizzazione.

Certo i bordelli a cielo aperto sono deplorevoli, ma la prostituta autonoma olandese non mi scandalizza piu' di un'estetista o un massaggiatore.
Ovvio, è un sesso diverso, molto limitato, ma se non è coercitivo non riesco a vedere in questo scambio una dissacrazione del sesso poi cosi grave.

Comuqnue è vero, vivessimo in un tipo di società quali quelle da te descritte, libere da condizionamenti religiosi e tabu millenari, probabilemnte la prostituzione sarebbe un fenomeno limitatissimo se non nullo.

Complimenti comunque, ciao!

ilmarmocchio ha detto...

Alla fin fine, in tutto il fumoso mix di femminismo comunistoide, rimangono i soliti triti luoghi comuni. I maschi ( e non uomini) hanno il cervello rettiliano
( pero' tutte le civilta' sono state costruite dagli uomini ), l'odio verso le straniere ( e ti credo, vi fano una concorrenza spietata, oltretutto evidenziando i pesanti limiti delle done nostrane), e il vanto di una presunta , e mai esistita, superiorita' morale femminile. tante parole , niente sostanza

Anonimo ha detto...

Condivido Nicoletta parte del tuo Post
Ma credimi, e sono uno con la mente a 360°, ....anche nella più assoluta buona fede
NON POSSO PIU FIDARNI DI NESSUNO
( e te lo dice uno, fesso, che ci crede ancora)
l'unica cosa sensata che mi viene da dire è (una cosa che sembra insensata)
.... E' TUTTO VERO/ MA
ALLO STESSO TEMPO
...........E' TUTTO FALSO
( e questo status non giova a nessuno, sepc se ragiona, poi quelli che vanno d'istinto non si pongono problemi per definizione, ma son altri)
Una cosa che non sopporto è che credo sia alla base del problema è
IL RICERCARE NECESSARIAMENTE UN CONTROLLO SULLA CONTROPARTE ...
altro che scerzi ludici ecc... è una ricerca nel prevalicare
perche si è stati prevalicati ( faccio ad un altro, sia esso maschio o femminna, quello che è stato fatto a me per ripicca mentale O perchè ritengo di aver in precedenza fallito)
questo può essere vero negli affari
ma qui parliamo di altro
e mi pare che non lo si capisca nella realtà...
quindi se il rapporto diviene un CONTROLLO-COMANDO allora le regole cambiano
...chi ha i soldi COMANDA E SA COSA COMPRA (questo sempre tranne sulle matrie prime)o SA QUANTO E DISPOSTO A PAGARE
...
qundi tutto ha un prezzo, tutto diviene razzionale, e tutto ha delle GARANZIE !!!!
.....SPERO DI ESSERE STATO CHIARO, ma non credo
Saluti F .F

sc ha detto...

Ma quante seghe mentali..
Ognuno è diverso e questo riproporre la lotta al maschio generico come modello di emancipazione non vi aiuterà care donne. Ci sono uomini che vanno con molte donne, egoisti e abastanza vanesi e donne che fanno lo stesso, altrettanto egoiste. E uomini e donne che vogliono relazioni serie e a "puttane" non ci vanno. Ma ci sono anche coppie in crisi, matrimoni logori. Non c'è niente di strano , la vita è così.

Anonimo ha detto...

Splendida Nicoletta,
la tua analisi è molto interessante e per certi versi molto realistica.
quello che mi domando è se davvero, tu sei in grado di agire fisicamente così come ti riproponi di fare intellettualmente.
sarebbe fantastico se si riuscisse a rapportarsi in modo così ludico e privo di sovrastrutture mentali ogniqualvolta il fluido chiama.
solamente che potrebbe creare un po' di confusione in un mondo dove siamo a stretto contatto con migliaia di persone ogni giorno.
Le sovrastrutture o regole che dir si voglia che ci sono imposte da una millenaria cultura (che io non condivido) servono forse proprio ad evitare confusione.
Sta di fatto che leggerti mi rende felice di credere che un approccio come il tuo possa essere realizzabile.
E non ti nascondo che un tale modo di porsi nei confronti del sesso ti rende estremamente attraente.
Complimenti

Max.B.

Anonimo ha detto...

rispondo a mila:
al mondo c'è una moltitudine ancora più grande di donne che non degnano un uomo di uno sguardo (figuriamoci di una trombata) se non è lui il portatore di DNA figaccione, come lo chiami tu.
quindi non facciamo discorsi a senso unico... e sono convinto che è proprio questa eccessiva selezione fatta dalla controparte femminile che porta poi gli uomini ad "animalizzarsi" sempre di più e quindi a "vendicarsi" considerando le donne più oggetti per la propria soddisfazione che persone con cui condividere piaceri ed emozioni.
e sia ben chiaro che in questo stato di cose ci perdono tutti, uomini e donne...

Anonimo ha detto...

Ne parlavo proprio ieri con un'amica che si stupiva di quante amiche hanno relazioni extraconiugali con uomini a loro volta sposati. Mi sembra assurdo che in un'epoca dove il sesso è così "incoraggiato" (giornali, tv..) e dove le tentazioni sono illimitate, non si possa guardare anche al sesso (e ripeto sesso, non "fare l'amore") come ad un momento di distrazione. Giochi a tennis con il collega ma Wimbledon è un'altra cosa! Mi sembra evidente che la donna ha ritmi diversi (..ma non sempre..), anche se poi qualcuno mi deve spiegare perchè i primi mesi si fa l'amore di continuo e poi piano piano si cala.. La donna ha ritmi diversi o si stanca prima? Sarebbe così naturale e allo stesso tempo corretto, se si potesse approcciare al sesso come si approccia allo sport o a qualsiasi altra necessità naturale. Adoro mia moglie (è un modo di dire, non sono sposato..), la amo, è la madre dei miei figli e la donna con cui condivido progetti, poi, poichè le distrazioni servono (anche le donne hanno 10 paia di scarpe, ma poi devono comprarne sempre altre..), poichè la quotidianità incombe, perchè lei a volte non è sempre disponibile, mi concedo una sana scopata con la collega e finisce li. Ma cosa c'è di male? A parte il fatto di avere il Vaticano nella testa.
Osvaldo.

Valentino Traversa ha detto...

Brava Nicoletta, esame lucido e divertente.
Aggiungo solo una cosa che si sentiva comunque tra le righe:
Il maschio prevaricatore-dominatore-utente della pornografia-copulatore è, fondamentalmente, insoddisfatto.
Questo risulta evidente in ogni suo atteggiamento; altrettanto evidentemente, se gli viene rivolta la domanda, non esiterà a rispondere che si, è insoddisfatto perché le donne sono così o cosà, sua moglie è così le altre sono puttane ecc. ecc.
La realtà, altrettanto ovvia, è che è insoddisfatto semplicemente perché non conosce cosa possa realmente essere una sessualità appagante, l'incapacità è soltanto sua.
A livello pratico, dopo ogni "scopata" si sentirà peggio di prima, accumulando un inconscio risentimento verso le donne in generale e quella con cui ha "copulato" in particolare.
L'origine di moralismo bigotto, violenza sulle donne, pornografia ecc. è tutta qui, mancanza di cultura in campo sessuale (ti dirò di più, non è solo in campo "sessuale", ma in campo sensoriale, poiché non riescono a trarre vero godimento da alcuna cosa, possono vedere la luna piena in una notte serena e stellata senza degnarla della minima attenzione...).
Da millenni, a mio parere, viviamo in una società che cerca di evitare in ogni modo la felicità delle persone, poiché una persona semplicemente felice è un cattivo consumatore, un cattivo guerriero, un cattivo schiavo.
E' ora di darci da fare perché le cose possano cambiare, questa sarà la nostra (di questi tempi) rivoluzione.

Un po' di verità... ha detto...

Hai davvero ragione Nicoletta. Posso confermare. Ciao.

Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Prostituzione, denaro, schiavitù...

Non sono "ignorante delle femmine". Semmai sono "misogino" proprio perchè conosco troppo bene l'animo e la mente femminei! E conosco il mondo.
La prostizione, come il denaro, esiste perchè esiste la necessità di bilanciare in desiderabilità e potere quanto alle donne è dato per natura dalla disparità di desideri e da quelle psicologiche correlate alla predisposizione all'esser madri. Al momento non esiste altro mezzo altrettanto efficace.
La schiavitù è quella che senza prostitute (o senza denaro) vorreste e potreste imporre a noi sfruttando le disparità di desideri naturali e quelle psicologiche!

Il resto sono balle. Io l'ho vissuto con la mia pelle fino a che, con la maggiore età, non ho potuto usare il denaro.

Avessi più caratteri a disposizione spiegherei meglio.
Ora posso dire solo questo:

Il vostro blog propugna tesi risibili prima che fantascientifiche, poichè non tengono conto della realtà:
se già contando su denaro e potere (esteriore) l'uomo ha difficoltà a non essere tiranneggiato dalla donna e soprattutto a trovare una fanciulla disposta a "giocare con lui", dovremmo credere che, privo di denaro e di potere, possa avere più probabilità di essere libero e felice (io potrei anche concordare sul disprezzo per i rapporti sbrigativi e sulla necessità, per un "gioco" appagante, di coinvilgimenti emotivi, cerebrali o addirittura sentimentali, ma, posto che voglia ricercare quello, come dovrei ricercare una fanciulla con il medesimo desiderio? Dovrei corteggiarla, o emergere fra i mille altri pretendenti per qualche primato o prestigio sociale, e quindi sarei daccapo!)

Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...
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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Aggiungo, di quanto avevo scritto e non ho potuto pubblicare per limiti di spazio, solo quanto mi sta più a cuore.

Voi sostenete la necessità in nome dell'uguaglianza e dei diritti umani di abolire ogni differenza fondata su discriminazioni culturali spacciate per natura. Ragione vorrebbe che tale principio si applicasse (negli ovvi limiti del possibile, ovvero senza stravolgere o rinengare la vera e dimostrabile natura di uomini e donne) anche in ambito amoroso. Quando si tratta di difendere una vostra condizione di privilegio parlate invece di ordine naturale, proprio come i da voi vituperati nazisti! E lo fate con perfidia, ammettendo, da un lato la presenza di una condizione di privilegio o addirittura preminenza naturale ("In certo qual modo, si, la domanda di sesso dei maschi è potenzialmente leggermente superiore all'offerta di noi donne, ed è appunto in quella differenza - diciamo pure strutturale o genetica - che risiede il potere ancestrale di noi donne sugli uomini, il principio fondante dei primi matriarcati." e poi condannando l'umano tentativo di bilanciarla ("Ma è proprio per contenere quello (stra)potere che gli uomini hanno attaccato le donne, sono diventati misogini, scopandole male per vendicarsi, per controllarle, per contenerle, per marchiarle del loro possesso."). Questo significa che per voi è giusto che il potere sessuale (e, quindi, di fatto, TUTTO il potere) sia nelle sole mani femminili.
Ciò è implicitamente confermato dal seguente passo:
"Il fatto poi che sarebbe esistito da sempre, che come si è visto è falso, alla stregua del denaro usuraio – anzi in concomitanza con esso - non vuol dire che sia giusto. In una società non monetarizzata, e matriarcale come dovrebbe esserlo, sono i tanti uomini a ronzare attorno alle donne - inseminandole come le api i fiori - mentre esse accolgono nel loro grembo chi vogliono e figliano anche con più uomini in successione. Un harem alla rovescia."
A parte la menzogna secondo cui la prostituzione sarebbe correlata al denaro (come se anche fra gli scimpanzè non esistesse sotto forma di scambio di cibo per sesso o come se in quasi tutte le speci le femmine non mettessero a frutto per interesse proprio o della specie il desiderio maschile, fatto che costituisce l'essenza della "prostituzione" al di là della presenza o meno di un fattore esplicitamente "economico), qui si sta introducendo l'ordine naturale per giustificare il dominio di fatto della donna sull'uomo!
E se parlando di ordine naturale dicessi che voi dovete essere sottomessa perchè così avviene in certe speci? Anche morire di fame o di malattia è naturale, ma la civiltà ha inventato la divisione del lavoro, l'agricoltura e le medicine! Non potete dire che gli uomini devono di fame e di malattia perchè così è l'ordine naturale. E così non potete parlare di ordine naturale riferendovi a presunti "obblighi naturali dell'uomo verso la donna" in quanto ha un'influenza incancellabile nell'interiorità delle persone, nella loro autostima, nella loro possibilità di vivere libere e felici e appagate. Se parliamo di società di individui e diritto alla libertà e alla felicità dobbiamo anche accettare che gli uomini non sopportino più i rischi e le fatiche della conquista e vogliano compensare il privilegio femmninieo con qualcosa di pari alla bellezza.

Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...
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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Non so se chi ama la pornografia (che personalmente trovo agli antipodi dell'erotismo) sia un maschilista/prevaricatore, so che io vado a puttane mio malgrado e senza alcuna intenzione di trovare altro da quanto si potrebbe fanciullescamente supporre di avere da un rapporto schietto, paritario e "onesto" con una compagna di giuochi diversa dalla "dama occidentale" avvezza a sfruttare, in ogni modo, tempo e luogo, senza limiti, remore nè regole, e per qualunque fine variabile dalla moda e dalla vanità all'interesse materiale o psicologico, le disparità naturali di desideri a lei favorevoli per natura (e sfruttate in genere con meccanismo oligopolisitici degni dell'Opec e volti a rendere l'appagamento dei bisogni naturali maschili quanto di più duro, difficile, raro, faticoso, costoso, da ogni punto di vista materiale e morale e a volte pure umiliante, quando si dovrebbe fare da giullari al cui disio irridere o da attori destinati a recitare da dongiovanni per la vanagloria femminile, possa esistere sulla faccia della terra).


Il botta e risposta (paolo-nicoletta) mi rende evidente l'inutilità di parlare con donne non-escort.
Paolo ha (implicitamente) chiesto quanto avrei potuto chiedere io e Nicoletta ha (esplicitamente) risposto quanto mi sarei comunque aspettato.

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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Chiedo: come si fa a ricercare un rapporto (più o meno lungo, più o meno sentimentale) discinto dai doveri dei rapporti di coppia e basato sull'estemporaneo divertimento (e l'apprezzamento, sebbene limitato alle doti in gioco) reciproci e non sui "doveri" verso la società e la specie o comunque su necessità di pianificazioni a lungo termine? Mi si risponde che è importante coltivare i rapporti duraturi e creare le condizioni per educare la prole. Verissima l'importanza di tutto ciò, ma io parlavo proprio di quanto, proprio in quanto momento di vitalità ludica e non vita seria e "reale", da tutto ciò è discinto (come può un rapporto essere allo stesso tempo un gioco e una cosa seria?)
Allora non volete capire e se capite siete una contraddizione in termini.
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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Chiedo: una volta tolti a me denaro e posizione sociale, cosa posso avere di oggettivamente valido ed immediatamente apprezzabile al pari della bellezza con cui sperare di essere, a prima vista e senza bisogno di compiere imprese o mostrare altre doti (cui sono invece costretti i cavalieri i quali senza esse restano puro nulla socialmente trasparente), universalmente mirato, amorosamente disiato, socialmente accettato, da tutte e a prescindere da tutto (il resto), come queste lo sono per le grazie corporali, per avere, in quanto più conta per la felicità individuale (non solo scopare, ma sentirsi sessualmente apprezzati) la medesima forza contrattuale e la medesima possibilità di scelta posseduta da una donna grazie alle sue belle forme (o, meglio, all'illusione del disio da esse suscitato), per bilanciare insomma in desiderabilità e potere un eventuale rapporto o almeno rendere  agli occhi della donna desiderabile un'occasione di incontro solus ad solam in cui rendere evidente eventuali doti di sentimento o intelletto.
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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Chiedo: una volta toltemi denaro e posizione sociale, cosa posso avere di oggettivamente valido ed immediatamente apprezzabile al pari della bellezza con cui sperare di essere, a prima vista e senza bisogno di compiere imprese o mostrare altre doti (cui sono invece costretti i cavalieri i quali senza esse restano puro nulla socialmente trasparente), universalmente mirato, amorosamente disiato, socialmente accettato, da tutte e a prescindere da tutto (il resto), come queste lo sono per le grazie corporali, per avere, in quanto più conta per la felicità individuale (non solo scopare, ma sentirsi sessualmente apprezzati) la medesima forza contrattuale e la medesima possibilità di scelta posseduta da una donna grazie alle sue belle forme (o, meglio, all'illusione del disio da esse suscitato), per bilanciare insomma in desiderabilità e potere un eventuale rapporto o almeno rendere  agli occhi della donna desiderabile un'occasione di incontro solus ad solam in cui rendere evidente eventuali doti di sentimento o intelletto.
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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Mi si risponde in sostanza che "è giusto siano le donne a scegliere" (in base a cosa, poi, dato che la bellezza maschile non è fra le donne un criterio così fondamentale e diffuso quanto lo è la beltà femminea per noi, dato che a prima vista eventuali di sentimento o intelletto, d'apprezzamento soggettivo e arbitrario, non sono percepibili e nei fugaci o comunque banali incontri della vita moderna non è certo possibile rivelarlr e che comunque, anche possedendo proprio tali eventuali squisitezze intellettuali o sentimentali desiderate proprio da quella singola donna, la tensione dell'essere sotto esame innanzi a chi può scegliere se divertirsi con noi o su di noi, l'obbligo di fare qualcosa innanzi a chi è già mrata, disiata e accettata di per sè per la bellezza, la posizione insomma di supplice-pretendente innanzi a chi sta sul piedistallo del disio non permetterebbero ad un uomo tanto intelligente da capire la situazione e tanto sensibile da soffrirne, di mostrare il meglio di sè? In base a nulla: ecco perchè le donne non iniziano mai il sesso ludico e vedono tutti gli uomini in esso come noiosi).
Sarà pure così in natura, ma la civiltà è stata creata proprio per permettere a tutti di vivere liberi e felici: a che servirebbero tutti i diritti e tutte le uguaglianze se si facesse di fatto sussistere l'impossibilità per metà del genere umano di avere libertà di scelta e forza contrattuale proprio in quanto più conta innanzi alla natura, alla discendenza ed alla felicità individuale?
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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Chiedo: come posso fare per evitare che le disparità di numeri e desideri nell'amore sessuale mi pongano in condizione di subire tutte quelle tensioni psicologiche (dell'essere esposti alla bellezza senza potervi contrapporre nulla), quei sensi di nullità (di dover stare innanzi a chi sendo da tutti disiata può tutto su tutti), quelle sofferenze emotive (dell'esser sottoposti ad un disio che, se non altro per non poter essere in quel momento appagato, genera frustrazione), e quei ferimenti nel profondo, quegli inganni al trasporto ingenuo per la bellezza, quelle irrisioni nel disio, quelle "punizioni" di corpo e di psiche, quelle umiliazioni pubbliche o private, quelle perfidie sessuali, quelle tirannie erotiche, quagli avvelenamenti "amorosi", quegli sbranamento economico-sentimentalo o comunque quegli inappagamenti fisici e mentali se continui degeneranti in ossessione e quei disagi da sessuali ad esistenziali
che la dama di turno potrebbe, per capriccio, moda, vanità, interesse economico-sentimentale o gratuito sfoggio di preminenza (per non dire sadico diletto di provocare disio solo per compiacersi della sua negazione e di come questa, resa massimamente beffarda, umiliante e dolorosa possibile per il corpo e la psiche del malcapitato, possa generere le pene dell'inferno della negazione dopo le implicite promesse del paradiso della concessione) dilettarsi ad infliggere con noncuranza.
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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Mi si risponde: è giusto che subisca tale rischio perchè lo vuole la natura e il mondo deve essere matriarcale.
Sarà pure così in natura, ma la civiltà serve proprio a permettere a tutti di appagare i propri bisogni naturali nella maniera più facile, sicura e piacevole (nonchè magari raffinata) possibile, restando liberi e felici e non tiranneggiabili e fatti a bersaglio del capriccio altrui.cegliere se divertirsi con noi o su di noi, l'obbligo di fare qualcosa innanzi a chi è già mrata, disiata e accettata di per sè per la bellezza, la posizione insomma di supplice-pretendente innanzi a chi sta sul piedistallo del disio non permetterebbero ad un uomo tanto intelligente da capire la situazione e tanto sensibile da soffrirne, di mostrare il meglio di sè? In base a nulla: ecco perchè le donne non iniziano mai il sesso ludico e vedono tutti gli uomini in esso come noiosi)
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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Tali pericoli e tali sofferenze saranno pure naturali (come lo sono il morire di fame, di malattia o di deperimento), ma in primis nell'uomo il più elevato grado di autocoscienza rende certe situazioni (tollerate dagli animali) peggiori della morte, in secundis la civiltà serve proprio a permettere a tutti di appagare i propri bisogni naturali nella maniera più facile, sicura e piacevole (nonchè magari raffinata) possibile, restando liberi e felici e non tiranneggiabili e fatti a bersaglio del capriccio altrui,
a permettere anche a chi personalmente non eccelle nella ricerca del cibo, dell'acqua, del riparo, della "preda" (in ogni senso), di non morire di fame, di sete, di freddo (o di deperimento psicofisico), ma eccelle magari in altre attività più propriamente umane (il lavoro intellettuale, lo sport, o l'artigianato), di guadagnare in esse quanto basta per ottenere, tramite scambi aperti e consensuali, l'appagamento dei bisogni naturali.

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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

PARTE IMPORTANTE
Quello su cui cade davvero l'asina è il pregiudizio sessuale contro (tutti) gli uomini.
Si suppone (con ragionamenti assurdi che implicherebbero i gusti sessuali attuali essere determinati da malvagità culturali antiche: anche ammesso e non concesso i bisogni di godimento dei sensi possano sorgere o essere orientati dalla cultura e non dalla natura, si dovrebbe pure ammettere l'esistenza di un legame psicologico-ereditario fra l'inconscio sessuale di uomini vissuti migliaia di anni fa e noi contemporanei educati da una scuola di donne, da famiglie di madri, da culture ufficiali politicamente corrette in senso femminil-femminista e da stili pubblicitari demagogicamente antimaschili) che ad essi interessi soltanto la copula, essendo per loro accessori inutili e dannosi il trasporto emotivo sia pure momentaneo (non dico apertamente sentimentale), il dialogo solus ad solam, la squisitezza intellettuale o l'estasi sensoriale.

Se così fosse, il prezzo della prestazione risulterebbe inversamente proporzionale al tempo di questa.
Se così fosse, le prostitute più ricercate (e quindi più care) sarebbero le "sex-machine", pronte in pochi minuti e senza tanti preamboli, baci o carezze (fisiche o mentali che siano) a provocare un orgasmo meramente genitale, mentre le "escort", la cui arte consiste nell'accompagnare con lunghe messe di sguardi e parole, dolci baci e languide carezze il godimento nel corpo femminile d'un'ebbrezza inesausta di sensi e di idee, sarebbero neglette e de-(dis)prezzate.
A questo punto ci sarebbe da dubitare delle capacità mentali dei clienti, pronti a spendere denaro per una masturbazione assistita che potrebbero effettuare gratis, da soli e a casa.
SEGUE..

Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Le cose evidentemente non stanno così, ma nel modo diametralmente opposto.
Il compenso è (quasi) sempre direttamente proporzionale alla durata del rapporto.
Le escort sono le sacerdotesse di Venere più richieste ed ap-prezzate (in tutti i sensi), mentre le sex-machine sono per lo più evitate come la peste almeno da chi può permettersi incontri più lunghi, coinvolgenti e "intellettualizzati" (o, almeno, elevati rispetto alle banalità quotidiane, e alla merce dei supermercati, da una recita completa del sogno estetico dell'anima contemporanea, fatta di sguardi espliciti e di parole implicite, di colloqui, sogni e taciti pensieri, di squisitezze intellettuali unite all'estasi carnali, di attese e di silenzi, e soprattutto di un "dialogo rituale" fra uomo e donna rispetto a cui il congiungimento per cui si è pagato risulta solo l'ultimo, necessario ma non sufficiente, atto).

Al contrario di quanto racconta la demagogia anti-maschile ed anti-punteristica, non si pagano le sacerdotesse di venere prostituta per esprimere chissà quale volontà di prevaricazione (chi vuole prevaricare non si sottomette ad accordi e a pagamenti) o per affermare chissà quale possesso (il quale avrebbe ben poco senso verso colei che, come direbbe il vate "fu da tutti posseduta"), ma semplicemente per godere della bellezza nella vastità multiforme delle creature femminine senza passare per le forche caudine del corteggiamento.
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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

E, in questo, si vuole vivere per una volta l'abbandono immemore alla bellezza lasciando che sia lei a fare tutto, si vuole sperimentare l'ebbrezza di sentirsi posseduti da una furia divina senza che l'esistenza individuale e apollinea ne resti sconvolta (come accadeva nel grande teatro greco), si vuole vivere l'illusione di stringere fra le braccia la donna da sempre soltanto mirata dal basso verso l'alto nel chiarore d'un plenilunio (perchè la vita non ce l'ha mai lasciata raggiungere e nemmanco incontrare solus ad solam), si vuole vivere per una notte il sogno di essere accettati come amanti da donne di bellezza tanto alta e nova da costituire il sogno estetico dell'anima contemporanea, che nella vita ufficiale fanno magari le modelle, e le cui grazie potrebbero altrimenti essere soltanto sospirate per via o davanti ai teleschermi (perchè non potrebbero essere non dico conquistate, ma neppure avvicinate), si vuole vivere l'occasione non offerta dalla vita di entrare in intimità, non soltanto fisica (se pure non si arriva al sentimento, vi sono comunque le parole, gli sguardi, i colloqui sinceri, i sogni raccontati e i taciti pensieri) con donne la cui nuda bellezza scolpita per pare quella di Afrodite uscente dall'onde, si vuole vivere la sacralità del momento in cui la sacerdotessa di Venere, offrendo al godimento dei sensi le sue lunghe chiome, il suo chiaro viso, la sua alta figura, le sue membra statuarie, le sue braccia lisce ed abbronzate, le sue lunghissime gambe modellate, le sue forme rotonde dei seni, e la piattezza del ventre perfetto, assieme all'altre grazie ch'è bello tacere, ci fa sentire di poter amare attraverso di lei il corpo stesso della dea .

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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Quanto l'uomo vuole evitare pagando è l'obbligo, in un frangente in cui vorrebbe abbandonarsi alle onde della voluttà e ai flutti dei sensi (o magari anche del sentimento), e in cui la donna può già divertirsi e rilassarsi, di "rimanere in sè" per "mostrare il meglio di sè", di "conquistare", di inventare nuove strade, insistere e resistere ai dinieghi messi a bell'apposta per verificare il suo reale interesse, testare le sue doti (prime fra tutte la sua pazienza, poi la sua fantasia) e accrescere il suo disio, nonchè costringerlo a "compiere imprese" dal cui valore (materiale e psicologico) stima il di lui valore e la di lei avvenenza.
Non ha certo egli intenzione di evitare qualsivoglia contatto fisico non necessario alla copula, qualsiavoglia rapporto psicologico non necessario all'accordo di scambio o qualsivoglia trasporto emotivo momentaneo diverso dal sospire dell'orgasmo.

Quanto l'uomo vuole evitare è il rischio di dover pagare con probabilità uno in fatiche, tempo, corteggiamenti, recite (quando dovrebbe fare da giullare del cui disio ridere o da seduttore per compiacere la vanagloria femminile), sincerità, dignità (quando dovrebbe fare da amico-ammiratore disposto a tutto dare tutto in pensieri, parole ed opere per la sola speranza, da cavalier servente pronto a tutto per un sorriso, quando non da mendicante alla corte dei miracoli d'amore costretto, nell'attesa della "sportula", a guardare dal basso verso l'alto colei che può decidere del suo paradiso e del suo inferno) e spesso pure comunque in denaro (sotto forma di regali, inviti a cena, viaggi in posti esotici, o addirittura mantenimenti e bella vita) per ricevere come funzione di variabile aleatoria.
Non vuole certo egli evitare per forza qualsivoglia trasporto emotivo, qualsiavoglia dialogo culturale, qualsivoglia rapporto intellettuale, qualsivoglia contatto umano (anche se non sentimentale).
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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Quanto l'uomo ragionevolmente teme (da una donna che non mostri desiderio/bisogno di nulla ch'egli possa offrire) è ch'ella abbia semplicemente intenzione di scegliere fra tanti uno da attrarre e ingannare col disio e poi disprezzare nel profondo, o far sentire ridocolo davanti a se stesso o agli altri, di indurre un uomo a farsi avanti solo per chiamarlo poi molesto quando maldestramente o ingenuamente cerca di carpirne i favori implicitamente fatti balenare ad arte con (s)vestimenti, movenze, sguardi e parole non dette, di suscitare disio solo per compiacersi della sua negazione e di come questa, resa massimamente beffarda, umiliante e doloroso possibile per il corpo e la psiche del malcapitato, da una raffinata e meditata perfidia, possa provocare le pene dell'inferno della negazione dopo le implicite promesse del paradiso della concessione.
Non ha certo irragionevole timore di dover sostenere una conversazione sull'arte, la poesia, la psicologia, la politica, la storia, la filosofia, con una donna con cui vorrebbe avere anche un rapporto intimo.

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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Quanto l'uomo assolutamente non vuole sperimentare è la possibilità di essere ridotto a freddo specchio su cui le donne (per capriccio, vanità, interesse economico-sentimentale o gratuito sfoggio di preminenza erotica, bisogno patologico d'autostima o sadico diletto) testano l'avvenenza, a pezzo di legno innanzi a cui si permettono (in ogni incontro sia esso occasionalmente fugace per strada o in disco sia esso sentimentale e duraturo nella vita personale) letteralmente di tutto (qualsiasi provocazione più o meno sessuata, qualsiasi ferimento intimo, qualsiasi irrisione al disio, qualsiasi inflizione di dolore al corpo e alla psiche,  umiliazione pubblica e privata, inappagamento fisico e mentale degenerante in ossessione, disagio da sessuale ad esistenziale, per non dire qualsiasi perfidia sessuale, qualsiasi tirannia erotica, qualsiasi avvelenamento amoroso, qualsiasi sbranamento econoico-sentimentale), a pupazzo che si dilettano ad attrarre solo per poi respingerlo, a fingere di apprezzare solo per poi farlo sentire un puro nulla, uno fra tanti, un banale scocciatore, a sollevare nell'illusione solo per manipolarlo e farlo cadere nell'abisso della delusione.
Non vuole certo egli aborrire quell'incanto fatto di sguardi espliciti e parole implicite, di bellezze non corporali (la melodia delle rime, il ritmo dei versi o la poesia dei significati) dedicate o semplicemente accostate alle grazie ch'è bello tacere, di ammirazione e d'attesa, di silenzio e di dialogo solus ad solam in cui consiste l'avvicinamento alla donna oggetto di profondo naturale disio.

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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Quanto l'uomo comunque non sopporta è la situazione di disparità psico-sessuale in cui ella è immediatamente apprezzata (da lui e da tutti gli altri) per quello che è, "bella", mentre egli è costretto a "fare qualcosa" per mostrarsi degno di avvicinarsi a cotanta beltade, in cui egli si sente (almeno all'inizio) "sotto esame" innanzi a colei che, anche quando non ha alcuna intenzione di ferire o ingannare, può già rilassarsi, dilettarsi, metterlo alla prova e con calma valutare la presenza in lui delle doti di sentimento o intelletto volute, iniziare a godersele se presenti o a irriderne l'assenza in caso inverso.
Non è certo egli allergico a qualsivoglia donna con le capacità e le intenzioni di fare qualcosa di diverso oltre ad aprire le gambe.
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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Il pagamento in denaro è quanto consente di superare tutti questi ostacoli, questi doveri, queste paure, questi disagi psicologici iniziali per vivere, sia pure nella finzione scenica (una realtà fisica unita all'idealità del sogno), quanto ogni uomo vorrebbe vivere con la donna presente nei suoi sogni di fanciullo: la libertà di dirle con ogni parola umana che è bella senza ella prenda ciò come una debolezza di cui approfittare o come una molestia di cui vendicarsi, l'ingenuità di sfiorarla con le labbra e con le dita come a volersi sincerare che la creatura ideale e irraggiungibile del sogno è reale e tangibile, il trasporto emotivo del sentirsi possibilitati, d'improvviso e come per incanto, a parlare e tangere colei che si era potuti mirare soltanto sognandola, di notte, sotto la luce delle stelle palpitanti, dopo aver confidato alla luna prima di addormentarsi desideri e speranze, o, ad occhi aperti, di giorno mentre passava per via come musica al vento (o in tv sulle passerelle di moda), del poter giacere con lei senza aver dovuto attivare piani strategico-preparatori da dongiovanni, ma come d'improvviso e per incantamento, come avviene appunto nei sogni, come se la piccola dea della luna fosse scesa dal ponte del cielo per esaudire la preghiera di fanciullo.

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Beyazid II Ottomano - Sultano di Costantinopoli ha detto...

Tutto questo è confermato dal fatto che prostitute ideali sono ritenute quelle che si concedono sì contentandosi del compenso dichiarato, ma senza lasciare l'impressione al cliente di aver pagato. La escort è tale proprio perchè sa far vivere al cliente pagante l'illusione di stringere fra le braccia un'amante in carne ed ossa, in sensi e intelletto, e non una "bambola gonfiabile" o una fredda professionista. Questo è ciò che viene ricercato e retribuito di più dagli uomini.
Ci sono intere pagine di recensioni volte a valutare questa capacità, posta quasi alla pari della bellezza.

E se questo è vero (le eccezioni di qualche pervertito non fanno testo, come non fanno testo i puttanieri con poche possibilità che solo per motivi economici ripiegano sulle "sex-machine" da strada: difatti appena possono si rivolgono a sacerdotesse più altolocate, come dimostra la "progressione di carriera", ad onta dell'età, di molte prostitute, impossibile se elevato verso la escort non fosse il desiderio degli uomini) deve essere vero anche che il sesso ludico non ridotto affatto a copulazione meccanica è il principale desiderio dei clienti, a volte reso difficile da appagare dalle condizioni del mercato (pretese finanziarie) e dalla "fretta interessata" delle professioniste.

FINE

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