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Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

sabato 31 ottobre 2009

I trucchi di Mandraghi: la smaterializzazione

Di Marco Saba

Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/09/i-trucchi-di-mandraghi-la.html

http://acidtestdjs.files.wordpress.com/2008/04/mandrake-the-magician-comic1.jpgOvvero, del “cinquantato credito”
di Marco Saba, 13 settembre 2009

Nel libro di Gian Trepp intitolato “Swiss Connection” (1) un capitolo – “Winnie tra i briganti” – è dedicato a quando la collaboratrice dell’allora Ministro della Giustizia, Claudio Martelli, cercò di piazzare dei titoli “clonati” del famigerato Banco di Santo Spirito. Probabilmente si trattava di questo: i titoli erano in realtà originali ma erano stati denunciati come rubati da Pellegrino Capaldo, nuovo presidente della Banca di Roma in cui era confluito il Banco di Santo Spirito, ansioso di ripulire il bilancio a modo suo.

Con l’avvento della smaterializzazione dei titoli cartacei ed il loro trattamento all’interno del circuito telematico, avviene che si abbiano due “copie” dei titoli: quelli cartacei originali e quelli corrispondenti inseriti nel telematico.

Ovviamente quelli cartacei non devono più circolare e la cosa migliore sarebbe di distruggerli mantenendo così solo una “copia” dei titoli stessi, quella nel telematico. Oppure i titoli cartacei stessi possono essere archiviati definitivamente in un caveau, in una cassaforte della banca. Oppure, più fantasiosamente, come fu il caso del Santo Spirito, si può creare ed incaricare una joint-venture, tra la banca e la banda della Magliana, di simulare ripetuti furti a dei portavalori per giustificarne la scomparsa…

Comunque sia, i titoli cartacei che dovevano sparire dal mercato finirono invece in mano a “Winnie” Ellen Kollbrunner che cercò di cambiarli presso varie banche e per questo venne arrestata attraverso una “provvidenziale” operazione di polizia anglo-italo-svizzera. Il fatto di stabilire una specie di unico catasto elettronico dei titoli circolanti – un Monte Titoli – permetteva per la prima volta, nel 1992, di scoprire se e quanti titoli “doppi” circolavano sul mercato. Il Banco di Santo Spirito usava emetterli in bianco, senza registrarli, per finanziare varie correnti della Democrazia Cristiana. Poiché il Banco apparterneva all’IRI, il compito poi di “fare pulizia” passò al professor Romano Prodi.

Ma torniamo all’argomento chiave: dei titoli o certtificati di deposito deve restare un’unica copia, altrimenti si parla di titoli clonati, falsificati, o quant’altro. Sembra banale ma vediamo come tutti noi ci caschiamo praticamente ogni giorno, quando andiamo in banca a versare contanti.

Quando andiamo da un cassiere di banca per versare banconote in euro, stiamo di fatto versando “titoli denominati in euro” (2).
Il gioco di prestidigitazione che effettua la banca è di registrare l’importo, corrispondente alle banconote consegnate, nel conto del cliente, clonandone così di fatto il valore. Infatti, la banca mantiene la disponibilità del contante e poiché ha il potere straordinario di creare denaro con semplici scritture contabili, ora disporrà della stessa cifra sia nel conto del cliente che come contante (3). Appena un altro cliente si presenta dal cassiere per ritirare contante, probabilmente riceverà le stesse banconote depositate dal precedente. La cosa sarebbe facilmente verificabile dalla Polizia semplicemente organizzando un’operazione in cui siano segnati i numeri di serie delle banconote inizialmente versate. Dopodiché basta appostarsi al di fuori della banca e chiedere ai clienti che escono di mostrare le eventuali banconote ricevute. In mezza giornata – VOLENDO – si smonta la truffa.

Quello che dovrebbe accadere – per mantenere coerente la stessa quantità di denaro – è che le banconote “smaterializzate” attraverso la scrittura nel conto del cliente depositante, siano distrutte per evitare che circolino come cloni. Ma questo toglierebbe a Mandraghi il sottile piacere di truffare un sacco di gente – alla luce del sole – senza che un italiano su un milione se ne accorga… e con la benedizione – per silenzio-assenso – delle istituzioni che dovrebbero garantire i cittadini contro i danni al patrimonio.

Già 2400 anni fa, in un processo contro un banchiere, descritto da Isocrate nell’orazione del Trapezitico (4), si faceva notare che è difficile portare davanti alla giustizia i banchieri perché hanno amicizie potenti ed in alto loco…

Chi lo sa qual’è il banchiere – il Mandraghi – amico del Presidente Napolitano?

Note:

1) La traduzione italiana è disponibile qui:
http://studimonetari.org/laconnessionesvizzera.pdf

2) Tecnicamente sono delle false cambiali, come specificava il Prof. Giacinto Auriti. Anzi meglio, come ebbi occasione di spiegargli, delle “false cambiali-tratte” visto che sono emesse a nome nostro senza il nostro consenso informato…

3) La banca centrale, incaricata di regolare la materia, ha posto un limite a questa truffa attraverso la cosiddetta riserva frazionaria: si può farla solo per 50 volte sulla stessa cifra! Quindi ho inventato un nuovo termine bancario: il cinquantato credito.

4) Inutile dire che questo testo greco non viene mai proposto agli studenti tra i testi scolastici da studiare o tradurre…

Bancario ticinese: "Se parlassimo, il governo italiano cadrebbe in 24 ore"


"Autore">Nicoletta Forcheri

fonte: http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=501504&idsezione=1&idsito=1&idtipo=3

“Non c’è politico o esponente dell’economia italiana che non abbia un conto in Svizzera”. Il ruolo della piazza finanziaria nella creazione dell’impero economico di Silvio Berlusconi. Il silenzio di Berlusconi sullo scudo fiscale e la guerra tra Tremonti e il Premier


LUGANO – Per gli italiani il Canton Ticino è una classica piazza Off-Shore. Tra i 15.000 impiegati nella piazza finanziaria c’è un certo timore: Giulio Tremonti vuole prosciugare le banche luganesi.

Le autorità italiane stimano in 600 miliardi circa i fondi non dichiarati al fisco depositati in Svizzera. Rico von Wyss, docente dell’Università di San Gallo, riferisce a 20min.ch dei dati della Banca Nazionale Svizzera. Dei 4012 miliardi di franchi amministrati in Svizzera, sono 300 quelli in Ticino. E di questi 300 miliardi 200 sarebbero appartenenti a clienti italiani.

Il Ticino, con Lugano, è considerata la terza piazza finanziaria elvetica. Nel settore bancario a fare la parte del leone è Zurigo che, con il 43% degli occupati sul totale, si piazza decisamente al primo posto in Svizzera. Ginevra segue con il 19% e, infine, Lugano, che con il suo 5% è considerata una partner Junior. Per la clientela italiana la piazza bancaria ticinese presenta molti vantaggi. Nelle sfere di influenza, il Ticino è ormai considerato appartenente alla zona metropolitana di Milano. “La vicinanza geografica viene apprezzata dai clienti italiani – spiega il professore – e non esistono barriere linguistiche con i consulenti bancari”.

Ora la crisi economica e finanziaria acuisce il fabbisogno degli Stati di drenare denaro pubblico per rilanciare i consumi e l’economia. I grandi stati Europei hanno messo a punto amnistie fiscali per riportare a casa capitali non dichiarati in paesi esteri. Oggi il Blick mostra una sorta di cartina dei fondi neri. Sarebbero 193,4 i miliardi di franchi non dichiarati al fisco tedesco confluiti in Svizzera, mentre sono 185,2 quelli italiani. Una montagna di denaro.

Dopo il blitz di Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate dell’altro ieri, con la perquisizione di 76 succursali di banche svizzere in Italia, il governo svizzero esprime la propria preoccupazione e convoca l’ambasciatore d’Italia a Berna.

La tensione aumenta, così come il sentimento di ostilità nei confronti delle politiche economiche italiane, considerate oltraggiose da una buona parte dei partiti svizzeri. Al Blick un ex direttore con anni di esperienza alle spalle presso una delle più grandi banche in Ticino ha dichiarato che se lui parlasse, il governo italiano cadrebbe in un giorno”. “Non c’è nessun esponente del Governo, nessuno del mondo dell’economia italiana che non abbia un conto in Svizzera” ha raccontato l’ex direttore al Blick.

Il giornale svizzero tedesco parla del pericolo che il Premier Berlusconi correrebbe se si esponesse troppo sul tema dello scudo, aggiungendo che dopo le critiche durante il G20 di Londra, Berlusconi non si è più esposto sulla questione. Il Blick ricorda la misteriosa ascesa di Berlusconi e il ruolo decisivo della piazza finanziaria ticinese. “Grazie al silenzio degli avvocati e delle banche ticinesi – si legge sul Blick – non è ancora chiaro da dove sono arrivati i milioni che gli hanno permesso il sorgere del suo impero costruito attorno alla Fininvest”.

Infine, sul giornale ci si chiede se questa politica intrisa di attacchi contro la Svizzera non potrebbe rivelarsi suicida contro il Governo di Berlusconi. “Negli occhi dei banchieri è in corso una guerra tra Berlusconi e il ministro delle Finanze Giulio Tremonti. Quest’ultimo, a quanto sembra, vorrebbe candidarsi quale successore di Berlusconi”.


venerdì 30 ottobre 2009

Ecco perché gli accordi con Gheddafi potrebbero salvarci un giorno

Fonte: http://www.voltairenet.org/article162547.html

(Trad. N. Forcheri)

ALBA abbandona il dollaro e prevede un’alleanza militare contro gli USA

17 ottobre 2009

I 13 capi di Stato e di governo dei paesi membri dell’alleanza boliviana delle Americhe (ALBA), riuniti a Cochabamba (Bolivia), hanno firmato un trattato per creare una moneta comune, “Sucre”.

La moneta, denominata in onore del generale Antonio José de Sucre, compagno di Simon Bolivar ed eroe della lotta di liberazione americana contro l’imperialismo spagnolo, è destinata a sostituirsi al dollaro statunitense in tutti le transazioni tra Stati membri.

Infatti, come spiegato dal presidente dell’Ecuador Rafael Correa, a causa del valore artificiale del dollaro statunitense, la banconota verde permette a Washington di accaparrarsi delle ricchezze altrui.

Proponendo il prossimo obiettivo degli Stati boliviani, il presidente del Venezuela ha esortato a costituire un’alleanza militare tra gli Stati membri per difendersi dagli Stati Uniti. Hugo Chavez ha evidenziato che solamente un’organizzazione di questo tipo potrà proteggerli dal bellicismo statunitense. Tanto più che “il premio Nobel per la pace” Barack Obama ha appena organizzato un colpo di stato in Honduras e installato basi militari in Colombia. Ha anche evidenziato che siffatta alleanza potrà essere ampliata ad altri paesi del Sud fuori dall’America come dichiarato dal leader libico Muammar Gheddafi al recente vertice Africa America Latina.

mercoledì 28 ottobre 2009

Il Grande Inganno: da Maastricht a Lisbona

di Solange Manfredi – tratto da http://paolofranceschetti.blogspot.com/

Premessa
Nel corso di questi anni ho scritto diversi articoli sottolineando alcune sentenze o leggi che, a mio parere, presentavano diverse anomalie:
violazioni costituzionali nell'esercizio della politica monetaria;
attentato agli organi costituzionali;
La costituzione inesistente, abbiamo perso tutto;
Il lodo Alfano? Un falso bersaglio, l'Italia ha perso la tutela dei diritti umani.

Non riuscivo a spiegarmi, allora, perché questi fatti non venissero segnalati, commentati e, soprattutto, perché i media tacessero la “pericolosità” di quanto stava accadendo.
Oggi, probabilmente, ho capito il perché di quell’assordante silenzio.
Quella che vi sto per raccontare è la storia di un grande inganno, un inganno che parte da lontano, sin dalla fine della seconda guerra mondiale.
E’ la storia di un progetto (eversivo???) che vuole l’Europa governata da una oligarchia.
Poiché il progetto subisce, nel 1992, un’importante accelerazione, è da tale anno che inizieremo a raccontare questa storia.

Maastricht
Il 29 gennaio 1992 viene emanata la legge numero 35/1992 (Legge Carli - Amato) per la privatizzazione di istituti di credito ed enti pubblici.
Passano pochi giorni ed ecco un’altra data cruciale, il 7 febbraio 1992. In questa data avvengono due fatti estremamente importanti per la realizzazione del progetto:
viene varata la legge 82 con cui il ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore della Banca d’Italia), attribuisce alla Banca d’Italia la “facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro”. Ovvero dal 1992 la Banca d’Italia decide autonomamente per lo Stato italiano il costo del denaro;

Giulio Andreotti come presidente del Consiglio assieme al ministro degli Esteri Gianni de Michelis e al ministro del Tesoro Guido Carli firmano il Trattato di Maastrich, con il quale vengono istituiti il Sistema europeo di Banche Centrali (SEBC) e la Banca Centrale Europea (BCE). Il SEBC è un’organizzazione, formata dalla BCE e dalle Banche Centrali nazionali dei Paesi dell’Unione Europea, che ha il compito di emettere la moneta unica (euro) e di gestire la politica monetaria comune con l’obiettivo fondamentale di mantenere la stabilità dei prezzi.
I cittadini italiani non si rendono conto della gravità delle conseguenze che questi atti hanno, ed avranno, sulle loro vite. Ne subiscono le conseguenze e quando si domandano “perchè”, ogni volta viene loro proposto un capro espiatorio diverso. L’importante è che i cittadini non riescano a capire quanto sta avvenendo.

I potenti, nel frattempo, continuano a lavorare al loro progetto e, il 13 ottobre 1995, il governo italiano, con il Decreto Ministeriale numero 561, pone il segreto su:
articolo 2) atti, studi, analisi, proposte e relazioni che riguardano la posizione italiana nellambito di accordi internazionali sulla politica monetaria…;
d) atti preparatori del Consiglio della Comunità europea;
e) atti preparatori dei negoziati della Comunità europea
Articolo 3. a ) atti relativi a studi, indagini, analisi, relazioni, proposte, programmi, elaborazioni e comunicazionisulla struttura e sullandamento dei mercati finanziari e valutari…; ecc. …)”.

Insomma, quanto il Governo sta facendo per realizzare il progetto europeo non si deve sapere, men che meno in ambito di politica monetaria.

Il 1 gennaio 2002 l’Italia ed altri Paesi europei (non tutti) adottano come moneta l’uro. I prezzi raddoppiano, gli stipendi no. La crisi economica si acuisce. Anche in questo caso viene offerto ai cittadini qualche capro espiatorio per giustificare una crisi che, invece, secondo alcuni analisti, è stata pianificata da tempo.

Il 4 gennaio 2004 Famiglia Cristiana rende note le quote di partecipazione alla Banca d’Italia. Si scopre così, per la prima volta (le quote di partecipazione di Banca d’Italia erano riservate) che l’istituto di emissione e di vigilanza, in palese violazione dellarticolo 3 del suo statuto (“In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici) è, per il 95% in mano a banche private e società di assicurazione (Intesa, San Paolo, Unicredito, Generali, ecc..). Solo il 5% è dell’INPS.

Da quando la Banca d’Italia è in mano ai privati? Come è potuto succedere tutto ciò? La risposta è semplice: con la privatizzazione degli istituti di credito voluta con la legge numero 35/1992 Amato- Carli, cui, l’ex governatore della Banca d’Italia, ha fatto subito seguire la legge 82/1992, che dava facoltà alla Banca d’Italia di decidere autonomamente il costo del denaro.
In altri termini con queste due leggi la Banca d’Italia è divenuta proprietà di banche private che si decidevano da sole il costo del denaro sancendo così, definitivamente, il dominio della finanza privata sullo Stato. A questo stato di cose seguono i noti scandali bancari (Bond argentini, Cirio, Parmalat, scalata Unipol con il rinvio a giudizio del governatore di Banca d’Italia Fazio, ecc..) con grande danno per migliaia di risparmiatori.
Non è possibile che il ministro Carli, ex governatore della Banca d’Italia, non si sia accorto di tutto ciò. Ed ancora: è possibile che i politici, ministri del Tesoro, governatori non si siano accorti, per ben 12 anni, di questa anomalia? Comunque se ne accorgono alcuni cittadini, che citano immediatamente in giudizio la Banca d’Italia.

Il 26 settembre 2005 un giudice di Lecce, con la sentenza 2978/05, condanna la Banca d’Italia a restituire ad un cittadino (l’attore) la somma di euro 87,00 a titolo di risarcimento del danno derivante dalla sottrazione del reddito monetario.
Nella sentenza viene sottolineato, inoltre, come la Banca d’Italia, solo nel periodo 1996-2003, si sia appropriata indebitamente di una somma pari a 5 miliardi di euro a danno dei cittadini. Ma ancora non basta, perché la perizia del CTU nominato dal giudice mette in evidenza:

Per quanto concerne la Banca d’Italia:
come questa sia, in realtà, un ente privato, strutturato come società per azioni, a cui è affidata, in regime di monopolio, la funzione statale di emissione di carta moneta, senza controlli da parte dello Stato;
come, pur avendo il compito di vigilare sulle altre banche, Banca d’Italia sia in realtà di proprietà e controllata dagli stessi istituti che dovrebbe controllare;
come, dal 1992, un gruppo di banche private decida autonomamente per lo Stato italiano il costo del denaro.

Per quanto concerne la BCE:
come questa sia un soggetto privato con sede a Francoforte;
come, ex articolo 107 del Trattato di Maastricht, sia esplicitamente sottratta ad ogni controllo e governo democratico da parte degli organi dell’Unione Europea.
come la succitata previsione faccia si che la BCE sia un soggetto sovranazionale ed extraterritoriale;
come, tra i sottoscrittori della BCE, vi siano tre Stati (Svezia, Danimarca ed Inghilterra) che non hanno adottato come moneta leuro, ma che, in virtù delle loro quote, possono influire sulla politica monetaria dei Paesi delleuro.

In altri termini la sentenza mette in evidenza come lo Stato, delegato dal popolo ad esercitare la funzione sovrana di politica monetaria, dal 1992 l’abbia ceduta a soggetto diverso dallo Stato: prima alla Banca d’Italia (di proprietà al 95% di privati), quindi alla BCE (soggetto privato, soprannazionale ed extraterritoriale).

Così facendo lo Stato ha violato due articoli fondamentali della Costituzione:
L’articolo 1 che recita: “... La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Infatti il popolo aveva delegato i suoi rappresentanti ad esercitare la funzione sovrana di politica monetaria, non a cederla a soggetti privati;
L’articolo 11 della Costituzione che recita: “LItaliaconsente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

L’articolo 11 della Costituzione consente limitazioni (non già cessioni) della sovranità nazionale.
Inoltre, la sovranità monetaria non è stata ceduta a condizioni di parità (le quote di partecipazione alla BCE non sono paritarie), vi fa parte anche la Banca d’Inghilterra che non fa parte dell’euro e partecipa alle decisioni di politica monetaria del nostro Stato, senza che lo Stato italiano possa in alcun modo interferire nella politica monetaria interna.
Ed ancora. Tale limitazione (non cessione) può essere fatta ai soli fini di assicurare “la pace e la giustizia tra le Nazioni”. I fini della BCE non sono quelli di assicurare pace e giustizia fra le nazioni, ma quello di stabilire una politica monetaria. La sentenza è, quindi, estremamente importante e, per taluni, anche estremamente pericolosa, visto che ai politici che illegittimamente hanno concesso la sovranità monetaria prima alla Banca d’Italia e poi alla BCE potrebbero essere contestati i reati di cui agli articoli:
241 codice penale: “Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare lindipendenza dello Stato, è punito con lergastolo”.
283 codice penale: “Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo con mezzi non consentiti dallordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni”.

I politici, infatti, hanno ceduto un potere indipendente e sovrano ad un organismo privato e, per quanto riguarda la BCE , anche esterno allo Stato. Il pericolo c’è, ma la paura di un possibile rinvio a giudizio per questi gravi reati dura poco. Per una strana coincidenza, a soli 5 mesi dalla sentenza che condanna la Banca d’Italia, nell’ultima riunione utile prima dello scioglimento delle camere in vista delle elezioni, con la legge 24 febbraio 2006 numero 85 dal titolo “Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione” vengono modificati proprio gli articoli 241 (attentati contro lindipendenza, lintegrità e lunità dello Stato); 283 (attentato contro la Costituzione dello Stato); 289 (attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali), ovvero le figure di attentato alle istituzioni democratiche del Paese, che, diciamolo, con i reati di opinione hanno ben poco a che vedere.

Cosa cambia con questa modifica? Nella sostanza le figure di attentato diventano punibili solo se si compiono atti violenti. Se invece si attenta alla Costituzione semplicemente abusando di un potere pubblico non si commette più reato. I politici, dunque, non solo sono salvi per quanto concerne il passato, ma, da ora in poi, potranno abusare del loro potere pubblico violando la Costituzione senza più rischiare assolutamente nulla. Certo, questa modifica priva la nostra repubblica di qualsiasi difesa, ma di questo pare nessuno se ne accorga.

Pochi mesi dopo questa modifica arriva la sentenza 16.751/2006 della Cassazione a Sezioni Unite, che accoglie il ricorso di Banca d’Italia avverso la succitata sentenza del giudice di Lecce. Nelle motivazioni si legge: “... al giudice non compete sindacare il modo in cui lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria, di adesione a trattati internazionali e di partecipazione ad organismi sovranazionali: funzioni in rapporto alle quali non è dato configurare una situazione di interesse protetto a che gli atti in cui esse si manifestano assumano o non assumano un determinato contenuto”.

In altri termini il giudice non può sindacare come lo Stato esercita le sue funzioni sovrane, neanche quando queste arrechino un danno al cittadino.

Ma, come abbiamo appena visto, il cittadino è rimasto privo di difese anche nel caso in cui, abusando di poteri pubblici, la sua sovranità venga svenduta a soggetti privati. E allora che fare? Al cittadino resta un’ultima flebile speranza? Può aggrapparsi alla violazione dell’articolo 3 dello Statuto della Banca d’Italia? Assolutamente no, anche l’articolo 3 dello Statuto, ovviamente, è stato modificato a dicembre del 2006. Ora non è più necessaria nessuna partecipazione pubblica in Banca d’Italia. Tutto in mano ai privati per Statuto.
La sovranità monetaria è persa. Ma l’inganno è solo all’inizio, anche se è stato portato a termine un tassello importante del progetto, in fondo si sa, è il denaro che governa il mondo.

Lisbona
I potenti, sicuri della loro totale impunità, proseguono nel grande inganno e, visto che nel 2005 la Costituzione Europea (che presentava palesi violazioni con le maggiori costituzioni europee e pareva scritta per favorire le grandi lobby affaristiche in danno dei cittadini) era stata bocciata da francesi ed olandesi al referendum, decidono che, per far passare il testo, si deve agire in due modi:

evitare di far votare la popolazione;
rendere il testo illeggibile.

Il loro progetto prevede di lasciare la Costituzione Europea immutata e, per evitare il referendum, di chiamarla Trattato. Poi, per non far capire al cittadino che nulla è cambiato, rendono il testo illeggibile inserendo migliaia di rinvii ad altre leggi e note a piè pagina, come hanno confessato:
l’ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing: “Il Trattato è uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è differente, per evitare i referendum”;
il parlamentare europeo danese Jens-Peter Bonde “i primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. La loro intenzione era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori”;
il nostro Giuliano Amato: “Fu deciso che il documento fosse illeggibile... Fosse invece stato comprensibile, vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum”.

Nel 2007 tutto è pronto e il 13 dicembre i capi di governo si riuniscono a Lisbona per firmare il Trattato, ovvero la Costituzione Europea bocciata nel 2005 e resa illeggibile. Ora manca solo la ratifica dei vari Stati.
Il parlamento italiano ratifica il trattato di Lisbona l’8 agosto del 2008, approfittando della distrazione dei cittadini dovuta al periodo feriale. Nessuno spiega ai cittadini cosa comporti la ratifica del Trattato, ed i media, ancora una volta, tacciono.
In realtà con quella ratifica abbiamo ceduto la nostra sovranità in materia legislativa, economica, monetaria, salute e difesa ad organi ( Commissione e Consiglio dei Ministri) che non verranno eletti dai cittadini. Il solo organo eletto dai cittadini, il Parlamento Europeo, non avrà, nei fatti, alcun potere.
Ancora una volta i nostri politici, abusando del loro potere pubblico, hanno violato l’articolo 1 e 11 della nostra Costituzione.
L’articolo 1 perchè, come detto, lo Stato ha la delega ad esercitare la funzione sovrana in nome e per conto dei cittadini, non a cederla. E’ come se una persona avesse il compito di amministrare un immobile e lo vendesse all’insaputa del proprietario, abusando del potere che gli è stato conferito.

Inoltre ha violato l’articolo 11 perché, come abbiano visto: “LItaliaconsente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità”.

Lo Stato, invece, ancora una volta ha ceduto la sovranità e l’ha ceduta non in condizioni di parità. Infatti l’Inghilterra, che già non ha aderito all’euro, in sede di negoziato ha ottenuto diverse e importanti esenzioni per aderire al Trattato di Lisbona, eppure pare che il primo presidente europeo sarà proprio l’ex primo ministro inglese Tony Blair. La nomina a presidente europeo di Blair deve far riflettere, sopratutto in ordine alla cosiddetta Clausola di Solidarietà presente nel Trattato di Lisbona. Detta Clausola prevede che ogni nazione europea sia tenuta a partecipare ad azioni militari quando si tratti di lottare contro “azioni terroristiche” in qualunque altra nazione. Il problema e che nessuno ha definito cosa si intenda per “azioni terroristiche”. Chi deciderà chi è un terrorista e perchè? Persone come Tony Blair, in passato coinvolto nello scandalo sulle inesistenti armi di distruzione di massa in mano a Saddam con cui è stata giustificata la guerra all’Iraq? A quante guerre ci sarà chiesto di partecipare solo perché qualche politico non democraticamente eletto avrà deciso di usare la parola “terrorista” o “azione terroristica”?

Si consideri che già, oggi, basta definire un cittadino “presunto terrorista” per poterlo privare dei diritti umani e permettere che i servizi segreti possano sequestrarlo a fini di tortura, attività criminale che potrà poi essere coperta con il segreto di Stato, come ha recentemente confermato con la sentenza 106/2009 anche la nostra Corte Costituzionale.

Ma il dato più allarmante è che con il Trattato di Lisbona viene reintrodotta la pena di morte. Ovviamente tale dicitura non è chiaramente presente nel testo, ma in una noticina a piè pagina (si continua nell’inganno).
Leggendo attentamente questa noticina, e seguendo tutti i rimandi, si arriva alla conclusione che con il Trattato di Lisbona accettiamo anche la Carta dell’Unione Europea, la quale dice “La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario: Per eseguire un arresto regolare o per impedire levasione di una persona regolarmente detenuta; per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o uninsurrezione” (articolo 2, paragrafo 2 della CEDU).
La cosa è di estrema gravità. Infatti, anche in questo caso, chi deciderà che una protesta è sfociata in disordini tali da rendere lecito un omicidio? (l’Italia, poi, ha un triste primato in fatto di “agenti provocatori” pagati per trasformare una manifestazione in guerriglia). In quali casi si potrà sparare sulla folla disarmata? Chi deciderà quando potranno essere sospesi i diritti umani? Perché di questo si tratta.

Ecco la storia di un grande inganno, un inganno che inizia

- con il cedere illecitamente, proteggendosi con il segreto, la funzione sovrana dell’esercizio della politica monetaria a privati:
- nello sfuggire alle responsabilità del proprio operato depenalizzando le figure di attentato alla Costituzione;
- nell’approfittare delle ferie estive per ratificare un Trattato con cui vengono cedute le nostre restanti sovranità (legislativa, economica, monetaria, salute, difesa, ecc.) ad una oligarchia non eletta e che nessuno conosce;
- ed, in ultimo, nel dare il potere a qualche politico di poter privare i cittadini dei loro diritti umani semplicemente con una parola.

Così, quando i cittadini si renderanno conto che hanno perso tutto, che la loro vita viene decisa da una oligarchia di potenti non eletti democraticamente, quando si renderanno conto del grande inganno in cui sono caduti non sarà loro concesso neanche reagire o protestare, perchè basterà una sola parola per trasformare la reazione in “azione terroristica” o la protesta in “insurrezione”, legittimando così la sospensione dei diritti umani e l’applicazione della pena di morte. Il tutto, poi, verrà coperto con il segreto di Stato.

Il discorso storico sul debito del Presidente del Burkina Faso. NF

Thomas Sankara, ex-presidente del Burkina Faso, paese tra i più poveri dell’Africa ed ex-colonia francese, nello storico “Discorso sul debito” [Discorso al Fronte unito contro il debito] all’Organizzazione dell’Unità Africana, Adis Abeba, il 27 luglio 1987, indica tacitamente i suoi assassini quando afferma che se il Burkina Faso sarà l’unico paese a rifiutare di pagare il debito, allora non sarà più presente al prossimo Congresso.

Poiché assassino è continuare a negare la criminalità del sistema creditizio internazionale. Negandogli la diretta e contagiosa solidarietà, i presidenti degli altri paesi africani hanno isolato Sankara, predisponendolo al sacrificio rituale all’altare del debito. La codardia degli altri ha punito l’eroismo di uno.

Che ciò valga da esempio per la situazione italiana di oggi.


Sankara, inimicandosi i creditori (Francia e USA) venne infatti ucciso a soli 38 anni meno di tre mesi dopo questo storico discorso e lasciando moglie e figli e un paese che in soli 4 anni era riuscito a risollevarsi dalla fame e dalla povertà sfruttando le proprie risorse.

Il messaggio rivoluzionario del discorso, quello che si dovrebbe fare per l’Italia e per tutti i paesi indebitati della terra, era la constatazione dell’impossibilità di pagare il debito e l’esortazione a non pagarlo.

Per questo venne uccciso. Esortava l’Africa a liberarsi dal pizzo.











Nicoletta Forcheri

Il complotto di Big Pharma: tanti morti e tanti soldi

title="Autore">Nicoletta Forcheri |

Rauni Kilde è l’ex ufficiale nazionale sanitario per la Finlandia. L’intervista è di due mesi fa:

http://www.youtube.com/watch?v=185HKE2c5Gg&feature=related

Traduzione:

(…)

- Lei pensa che questi virus siano stati specificatamente selezionati da testare su di noi per operare mutazioni della specie o per ucciderci?

Beh come minimo ci rendono molto malati, poiché lo scopo che ho letto dell’élite, se posso usare questa parola, è quello di ridurre la popolazione del pianeta terra di almeno i due terzi, forse persino di 5 miliardi…- Stiamo però affrontando questa nuova patologia, la suina..

Ma la suina è una enorme cavolata!
Non è la suina a essere pericolosa, è l’iniezione del vaccino! Perché non è solo composto dal virus della suina ma è mescolato con virus umano e con virus aviario e dietro vi è l’intento di ridurre la popolazione, perché è molto tossico, e di fare guadagnare miliardi di miliardi di miliardi a coloro che li producono, Rumsfeld è uno dei proprietari di quelle aziende farmaceutiche.
Volendo ridurre la popolazione, iniziano dai bambini e dalle donne incinte, i primi da eliminare per la prossima generazione.

- Ha tentato di avvertire i governi?
Non i governi ma ho scritto l’informazione alla Finlandia, non penso che funzionerà…

- Hanno già provato alla fine degli anni 70…

Sì, nel 1976, negli USA con l’influenza suina, ma i vaccini furono fermati dopo tre settimane perché ci furono così tanti morti e si ammalavano della sindrome * che distrugge il sistema neurologico delle persone; questa volta hanno portato degli accorgimenti per ricominciare; però prima hanno fatto in modo che le persone non possano più essere risarcite, in caso di conseguenze nefaste sulla salute, perché prima negli USA si dovevano pagare importi enormi in caso di danneggiamento alla salute ma adesso è stata approvata una legge secondo cui queste aziende non sono responsabili e non devono pagare alcun risarcimento né in caso di morte né in caso di danno sanitario cronico. L’hanno pensata proprio bene.

- Quindi possono avvelenarci o ucciderci e farla franca?
Esattamente.

- Ma come mai succede? Come mai così tanti governi lo permettono?

Beh non lo stanno ancora permettendo perché non hanno ancora fatto niente. Stanno portando avanti un programma di terrore nei mass media, tutti i mass media: è una propaganda del terrore e le persone si spaventano perché non lo sanno.
L’OMS ha ordinato che tutti devono essere vaccinati obbligatoriamente. Precedentemente, l’OMS non aveva la facoltà di costringere alcun governo, poteva formulare solo raccomandazioni ma nel 1986/87 si disse che in caso di pandemia, allora l’OMS poteva impartire ordini.
All’inizio di giugno, l’OMS ha dichiarato la pandemia di livello 6, che è il massimo, ma viaggiando in qualsiasi paese del mondo si poteva constatare che non c’erano i milioni di malati di suina. E’ stato fatto solo per forzare le persone e per preparare i governi all’obbligo del vaccino.
Ma non funzionerà perché le persone…

- Lei pensa che le cifre fornite dall’OMS siano false?

Certamente sono false. Si deve sempre tener presente perché lo fanno, e il cui prodest. Cui prodest?
Secondo me, sono stati costretti, ma da chi? Da Big Pharma che gestisce la popolazione del mondo e il denaro del mondo, milioni e milioni.

- Qual è la strategia? Perché lo fanno? Qual è lo scopo?
E’ quello di uccidere quante più persone possibile e di fare quanti più soldi possibile (per loro). Ma penso che abbiano mal calcolato questa volta. Perché già alla riunione del Bilderberg il 14 e il 15 maggio scorso in Grecia, si è verificata quasi una spaccatura, quando ne hanno discusso. E posso immaginare benissimo che i partecipanti usuali al Bilderberg non siano sempre d’accordo con i piani di Kissinger di eliminare gran parte della popolazione mondiale. E ieri il governo finlandese ha preso la decisione di cambiare le leggi nel senso di non dichiarare più questa malattia come pericolosa e contagiosa, il che significa che le persone dovranno comprarsi il vaccino. Ed è anche una questione giuridica perché secondo me se una malattia non è pericolosa e contagiosa, non possono obbligarti a vaccinarti. Sono stati furbi. Ho scritto anche all’Istituto sanitario della Norvegia il cui direttore mi ha risposto che non hanno l’intenzione di rendere il vaccino obbligatorio ma solo facoltativo; spero che nessuno lo farà, soprattutto non le donne incinte e i bambini, spero nessuno.

Traduzione N. Forcheri

martedì 27 ottobre 2009

Intervista a Marco Saba: Cina cresce con il trucco


Marco Saba, autore di moneta nostra(1)
27 ottobre 2009
immagine1
Marco Saba, studioso del Centro Studi Monetari, è autore di “Bankenstein”, “O la banca o la vita” e di “Moneta Nostra”, quest’ultimo in attesa di pubblicazione. Nicoletta Forcheri lo ha intervistato.
In Report di domenica scorsa, sul debito pubblico, il nodo del problema è stato affrontato?
La Gabanelli ha inquadrato il problema dal solito punto di vista e cioè che lo Stato per autofinanziarsi può unicamente aumentare le tasse o emettere nuovo debito nella forma di titoli di stato. E’ il tipico atteggiamento che dimentica che esiste anche l’emissione monetaria. Con il sistema attuale, lo Stato emette titoli del debito poi monetizzati dalle banche. Se lo Stato invece emettesse moneta sovrana com’erano i biglietti di Stato, non solo rimborserebbe il debito pubblico ma dimezzerebbe pure l’inflazione.
Ma dal punto di vista tecnico, gli esperti dicono che se lo Stato emette direttamente moneta, aumenta per l’appunto l’inflazione.
E’ un argomento pretestuoso. Al contrario, con l’emissione diretta di moneta si riduce di metà l’inflazione. Come? Emettendo direttamente moneta, lo Stato non avrebbe bisogno di stampare anche i titoli del debito che scomparendo dalla circolazione, dimezzerebbero effettivamente gli strumenti monetari disponibili. I titoli di stato aumentano infatti la massa monetaria perché sono sempre stati considerati uno strumento super liquido, come i contanti, dal mercato finanziario. E per di più fanno anche guadagnare: sono una rendita parassitaria.
Il meccanismo di produzione monetaria in cambio di titoli del debito pubblico è un trucco per privatizzare gli utili e socializzare le perdite dell’elite che si nasconde dietro ai proprietari delle grandi banche d’affari.
Ma c’è un’altra obiezione, di tipo politico: come può lo Stato emettere moneta visto i vincoli del Trattato di Maastricht e della politica monetaria europea?
Il Trattato UE non prevede in alcuna sua parte che gli Stati membri non possano emettere una moneta diversa dall’euro e a corso libero. Questo è particolarmente evidente nel caso della Gran Bretagna che, pur partecipando alla BCE, emette banconote in sterline.
Quanto ci costa questo giochetto dei titoli di Stato?
Tremonti l’ha detto a Report: dobbiamo emettere 500 miliardi di titoli del debito all’anno, un importo che cresce annualmente, con l’aumentare del debito pubblico, in modo apparentemente inarrestabile (si autoalimenta). Considerando che il costo cash per lo Stato del rinnovo del debito è del 5% del PIL (in contanti), significa che lo Stato deve pagare quest’anno circa 63 miliardi di euro prelevandoli dalle tasche dei cittadini: un vero e proprio pizzo..
Se la soluzione fosse così semplice, perché nessuno ci pensa?
Primo, perché oltre all’eliminazione dell’inflazione, si eliminerebbero anche le rendite dei cosiddetti “rentier”, che sono le cinquanta famiglie che da cento cinquant’anni tengono in scacco il paese. Secondo, perché chi elabora piani in tal senso si ritrova spesso con grossi problemi di salute (vedi Sharon).
Come mai in Cina la crisi non si fa sentire?
Sulla Cina, l’economista Fedele De Novellis dell’università di Genova dice a Report che il paese fa tutti gli investimenti necessari per la ripresa e l’economia del paese. Ma De Novellis non spiega che la Cina può fare questi investimenti senza debito grazie al signoraggio statale percepito sull’emissione monetaria che vale circa il 7% del PIL(2) mentre da noi il signoraggio privato sulle banconote in euro assorbe il 5% del PIL. Con una differenza per le entrate statali del 12% del PIL tra attivo e passivo, che ci condanna al debito e alla perdita costante di competitività rispetto alla Cina. Infatti sia la Banca centrale che le banche principali cinesi sono tutte controllate dallo Stato. Come in Iran, Corea del Nord e Cuba.
Iran, Corea del Nord e Cuba sono considerati paesi canaglia, come mai non la Cina?
Perché la Cina ha le bombe atomiche, gli altri paesi no. Quindi quando uno Stato cerca di dotarsi della bomba atomica, probabilmente è perché vuole la libertà di scegliersi la sua politica monetaria. Il caso italiano invece è una patologia a parte: abbiamo le atomiche ma non abbiamo capito la loro funzione…
Se capisco bene, la questione monetaria influenza i rapporti diplomatici e le scelte geopolitiche?
Si, dobbiamo tener presente che in questo momento stiamo assistendo a uno scontro tettonico tra la piattaforma economico-bancaria occidentale e quella islamica, mentre la Cina sta alla finestra a guardare e probabilmente, sgombrato il campo, nascerà lì il prossimo impero economico-bancario. Da questo punto di vista, i suoi partner naturali saranno Russia e Sud-America.
In cosa consiste lo scontro tettonico? Ufficialmente è uno scontro religioso tra islam e occidente ma in realtà verte sul mercato monetario e la concezione di far banca. Fondamentalmente, il sistema bancario occidentale si appropria sia del capitale sia degli interessi mentre la banca dell’islam si appropria solo del capitale, poiché gli interessi sono proibiti dalla shari’a. Inoltre un concetto che appare tanto rivoluzionario in Europa come quello di reddito di cittadinanza è già in vigore da anni in alcuni paesi arabi.
Quanto conta il petrodollaro in questo scontro? Saddam Hussein è stato catturato e ucciso perché aveva iniziato a vendere il petrolio in cambio di euro. In realtà petrodollaro significa l’obbligo di acquistare il petrolio in dollari, in particolare in titoli del debito USA, aumentandone artificialmente la domanda. Il giochetto di produrre titoli in eccesso è stato tirato al massimo e la Cina che sta dando segni di impazienza, con il controllo della sua politica monetaria sta conquistando sfere di influenza in concorrenza con l’Occidente.
Si può riassumere affermando che la tanto vantata competitività della Cina risiede solo in questo? Si, direi in modo prevalente. In realtà questo è il vero tabù. Infatti, è nell’interesse dell’elite occidentale dire che i cinesi riescono a fare prezzi bassi perché lavorano come schiavi, per non rivelare il trucco cinese dell’emissione monetaria diretta su mandato statale.
Se volessimo fare la stessa cosa che fa la Cina, saremmo in grado di proporre un modello concorrenziale sicuramente migliore perché da noi, almeno in teoria, esiste un controllo democratico dello Stato. Ma sarà difficile, in Italia, con l’élite attuale che presenta un coraggiogramma perfettamente piatto…
Intervista a cura di Nicoletta Forcheri
(1) Moneta Nostra si può scaricare dal sito
(2) Money Demand and the Potential of Seigniorage in China
Geneviève BOYREAU-DEBRAY (Banque mondiale)
http://publi.cerdi.org/ed/1998/1998.21.pd

venerdì 23 ottobre 2009

Pillole del giorno

Franceschini razzista: nomina come vice un emerito sconosciuto solamente perché è “nero”.

Anno Zero

Scudo fiscale: i soliti perfettini (Travaglio, Marini, Giannini, sinistri) fanno gli schizzinosi dicendo “premio ai mafiosi” e vorrebbero incastrare il governo alla resa dei conti bancaria. Obiezioni condivisibili in situazione normale ma non in questa eccezionale, debito pubblico fraudolento, moneta scippata, da loro scientemente ignorati. Io dico: meglio due lire mafiose in più nelle casse dello Stato che il paese strozzinato e fallito.

Sugli aiuti alle PMI, Santoro ci è (ignorante), i sinistri ci fanno: non sanno che l’Europa non accetta gli aiuti alle imprese in difficoltà, poiché li considera in contrasto con il dogma della concorrenza? Il quale dogma in realtà è una regola bancaria: prestare unicamente a chi ha i soldi, agli altri costo del denaro più caro o chiudere il rubinetto. Non lo sanno che le grandi imprese la fanno sempre franca, con la complicità della stessa Commissione europea che segue la logica del rapporto incestuoso tra grandi imprese e banche?

Santoro a Marino: “o collaborate con il governo o date una voce a questi lavoratori scaricati”. Marino sbiancato, preso alla sprovvista da cotanta verità. Colto in fallo. Smascherato il gioco. E c’è ancora chi va alle primarie.

Immigrazione: Il lavoro di badante a servizio 24 ore su 24, andrebbe abolito tale e quale. Tutti i buonisti della sinistra non hanno fatto altro che magnificare l’utilità dell’immigrazione, omettendone l’aspetto subdolo di reintroduzione di condizioni lavorative pari a schiavismo, vigliaccamente approfittando dello stato di bisogno degli stessi, e questo pur di non affrontare il nodo del problema: gli utili della moneta e la loro equa redistribuzione. Adesso che i lavoratori si ritrovano in massa senza stipendio da mesi, o vanno alla Caritas, e che si accontenterebbero di qualsiasi lavoro, si accorgono che tutti i posti più umili – badante, usciere, volantinaggio, preside, casiere - sono occupati prevalentemente da extracomunitari con contratto a durata indeterminata, a condizioni che solo qualche mese fa nessun italiano – con ragione – avrebbe accettato.

CNH: testimonianza agghiacciante quella degli operai licenziati proprio perché lavoravano benissimo. I pirati della Case New Holland chiudono e vanno a produrre in Messico, scappando col bottino: know how, capacità tecnica ed eccellenza, il tutto filmato, spiato, copiato e SCIPPATO dai trafficanti di brevetti e di royalties. Spionaggio e furto industriale. Reato gra vissimo. Ed è questo il punto: se fosse stata una multinazionale italiana a compierlo in un paese anglosassone, apriti cielo, sarebbero piovute le sanzioni nazionali ed europee. Risposta del governo: zero.

Notizie sulle notizie:

Su Mediaset quattro notizie in primo piano, la visita di Berlusconi a Putin, la decisione di eliminare l’IRAP, la sospensione del pagamento dei mutui per una famiglia su cinque, la visita della regina di Giordania, e poi le altre notizie del giorno di cui il caso Mastella. Al TG1, il caso Mastella – aspettatevi come per l’altro governo una polpettata Mastella - la decisione di sospendere l’Irap, le primarie del PD e tutto il resto su questioni di salute e sport. La notizia è questa: in nessun telegiornale della RAI si è parlato della moratoria dei mutui delle famiglie (una su cinque) che saranno interessate a partire da gennaio per un anno. Eppure non è una notizia da scoop? Perché la RAI l’ha taciuta completamente?

Infine una vecchia notizia (29 settembre) ma sorvolata da tutti i servizi televisivi: quella della mega multa (420 milioni di euro) che la Commissione ha inflitto ai comuni per avere ottenuto agevolazioni e aiuti al momento della quotazione in borsa delle loro municipalizzate negli anni novanta. Con questa mossa la Commissione ottiene due piccioni con una fava, il fallimento di molti dei nostri comuni, e la costrizione di privatizzare completamente i servizi ex pubblici. Le aziende più colpite hanno già nel loro seno la serpe pronta a mangiarle o a cederle. Acea (Suez Gaz de France), A2A (Atel Holding Ag) e Iride (Intesa San Paolo).

La Federutility sta preparando i ricorsi. Suggerirei loro di avanzare alla Corte europea il caso di Vivaqua, società pubblica belga di gestione idrica che in deroga alle regole della concorrenza ha ottenuto la concessione in house eppure offre anche altri servizi, come assicurazioni alle ferrovie e la gestione di un aeroporto ottenuto con un euro simbolico. Così, giusto per spingere la Commissione a essere equa ed evidenziare il livore con cui a Bruxelles perseguono il nostro tracollo.

Nicoletta Forcheri

23/10/2009

giovedì 22 ottobre 2009

Della sinistra svenduta

Firma del Trattato di Lisbona

Firma del Trattato di Lisbona

Il 22 giugno 2006 Massimo D’Alema dichiarava a Omnibus: “La Rai deve essere libera da condizionamenti politici ed assumere la professionalità quale titolo di merito. Gli amministratori devono difenderne l’indipendenza in attesa che si vada ad una riforma, che spero ci sarà già in questa legislatura. Da tanti anni auspico che si vada almeno ad una parziale privatizzazione della Rai, anche allo scopo di allargare il mercato radiotelevisivo a nuovi attori e di ridurre e qualificare la presenza pubblica”.

Sprazzi di autonomia italiana.

inv http://www.eurasia-rivista.org//1940/sprazzi-di-autonomia-italiana-si-rafforza-lintesa-italorussa-in-campo-energetico
di Petrosillo

Si rafforza l’intesa italorussa in campo energetico

:::: Giovanni Petrosillo :::: 21 ottobre, 2009 ::::
Sprazzi di autonomia italiana. Si rafforza l’intesa italorussa in campo energetico

L’intesa energetica italiana coi partner russi si allarga ad altri accordi e ad altre imprese. Apprendiamo dalla Stampa di Torino che Transneft e Rosneft entreranno in una joint venture con Eni e la compagnia turca Calik per la realizzazione del dotto Trans Anatolico che trasporterà il petrolio russo dal Mar Nero al Mediterraneo.

Anche questa collaborazione riceve l’imprimatur della politica, col Ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola, il vice primo ministro russo Igor Sechim e il ministro turco per l’energia Taner Yildiz che, due giorni fa, a Milano hanno apposto la loro firma su una lettera d’intenti finalizzata a dare una cornice di fattività al progetto.

Gli indirizzi italiani sulla politica estera ed energetica non sembrano risentire dei mal di pancia statunitensi ed europei e proseguono sulla strada di una collaborazione stringente con la Russia, benché, indiscutibilmente, occorra ora fare i conti con le sempre più aggressive “pressioni” internazionali che pretendono un cambio di rotta dal nostro paese. Tutto ciò perché le direttrici strategiche che stanno dando forma alla rete degli oleodotti e dei gasdotti nel vecchio Continente – con aggiramento di quei paesi recentemente usciti dall’orbita di Mosca (estero prossimo russo) ed entrati a far parte della sfera d’influenza europea e statunitense – producono inevitabilmente un indebolimento della strategia americana di accerchiamento del Cremlino e aprono, nel medesimo tempo, spazi di confronto e di collaborazione molto serrati tra singoli governi europei e l’esecutivo di Mosca (con la formula vincente degli accordi bilaterali che consente di aggirare la macchinosità della burocrazia comunitaria).

La trasferta di Berlusconi in quel di Pietroburgo, in occasione del compleanno di Putin, non sarà solo una gita di piacere o una visita di cortesia. Niente canti, balli e soubrettes, stile Villa Certosa, ma discussioni serie sul futuro e sulle prospettive del sodalizio Italia-Russia che sta dando ottimi frutti ad entrambe le nazioni. La presenza di Schröder (presidente del consorzio che gestisce il gasdotto North Stream) lascia intendere, tuttavia, che il tema principale della discussione verterà sulla problematica energetica, sui nuovi investimenti nel settore e sul superamento degli intoppi politici fin qui riscontrati. In Italia qualcuno sostiene che, nonostante il coinvolgimento della Russia negli equilibri europei sia ormai inevitabile, Berlusconi stia premendo troppo sull’acceleratore delle istanze autonomiste, delle iniziative non concordate e della pazienza americana. Il contenzioso con Washington ha ormai raggiunto il suo culmine e potrebbe presto sfociare in una rottura irreparabile che condurrebbe alla retrocessione dell’Italia dalla “serie A” dei paesi amici degli Usa. Le forme in cui questo declassamento potrebbe avvenire non sono prevedibili, ma sappiamo che le teste d’uovo della Casa Bianca prediligono i colpi di mano colorati.

martedì 20 ottobre 2009

United States admits tackling Italians over payments to the Taleban - Times Online

United States admits tackling Italians over payments to the Taleban - Times Online

Ecco i dieci siti delle centrali nucleari

Il quotidiano metronews ho diffuso, in modo del tutto ufficioso, la notizia che chi è stato incaricato dal governo di realizzare lo studio di fattibilità per individuare le dieci città più idonee per ospitare le centrali nucleari, ha realizzato una lista di massima. Ripetiamo ancora che è un elenco ufficioso.

Nell'elenco si trvano tra gli altri i vecchi siti dove già ci sono gli impianti, ormai in disuso. Ma ci sono anche nomi nuovi, è un documento ufficioso diffuso dal quotidiano metronews, ed è un documento che scotta perchè se la lista dovesse essere ufficiale si scatenerebbe l'ira dei cittadini. Ecco l'elenco ufficioso diffuso:
1) Monfalcone (Gorizia). Uno degli elementi decisivi: la presenza del mare
2) Scanzano Jonico (Matera). Già individuato per il deposito delle scorie
3) Palma (Agrigento): la Regione Sicilia si sarebbe detta favorevole
4) Oristano: da sempre la Sardegna è nella top ten per i siti.
5) Chioggia. I cittadini stanno già organizzando le proteste.
6) Caorso. È uno dei siti che già ospita le centrali.
7) Trino Vercellese. Anche qui c'è un impianto in decommissioning.
8) Montalto di Castro: vicino al mare e un sito già individuato in passato
9) Termini Imerese. Pioggia di smentite ufficiali, ma i residenti temono.
10) Termoli: uno studio ne elenca le caratteristiche favorevoli al progetto
Tra queste dieci località ne dovranno essere scelte quattro, loro ospiteranno (qualora sia questo il vero elenco) gli impianti di terza generazione che il governo ha intenzione di costruire in Italia. La notizia viene confermata al quotidiano da uno dei tecnici che ha partecipato allo studio.
Esiste una bozza, allo studio del governo. Tre le caratteristiche del territorio prescelto: assenza di sismicità, minore densità abitativa, vicinanza all'acqua, preferibilmente al mare, perché i fiumi rischiano di straripare. Mentre i tecnici cercano le aree, il governo ha già incassato il parere favorevole di Veneto e Sicilia.
Gli impianti adotteranno l'European pressurized reactor di tecnologia francese, nata dall'accordo tra Enel ed Edf, che hanno affidato la realizzazione degli studi di fattibilità alla neonata Sviluppo Nucleare Italia srl.

venerdì 16 ottobre 2009

Afghanistan. A letto con il nemico? Ma quale "nemico"?

Pubblicato da Debora Billi alle 13:58 in Geopolitica, Italia

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Non so quanti amici mi farò con questo post, ma lo vado rimuginando già da ieri.

Appresa la notizia dell’articolo del Times, l’Italia si è come al solito barbosamente divisa in due fazioni: quelli che gridano alla bugia, all’affronto, e vogliono dichiarare guerra alla perfidissima Albione, e quelli che ci credono e ne approfittano per infamare il governo, ridotto a comprare i nemici con metodi che dire levantini è dir poco.

Esistono infinite altre opzioni, sapete. Come ad esempio quella che sia tutto vero e non ci sia nulla di male in ciò, che mi trovo curiosamente a condividere col Presidente Cossiga (ma io l’ho pensato prima, tiè). Appurato comunque che l’Albione è davvero perfida e ogni scusa è buona, al momento, per buttare fango su Berlusconi e chi se ne importa se si smerda il Paese tutto, potrebbe la vicenda avere invece un senso affatto ignominioso… se partiamo da un presupposto per niente menzionato.

Ovvero che sì, andare in guerra e pagare il nemico perché non ti spari è disgustoso oltremodo; ma come la mettiamo se invece quello non è a tutti gli effetti un vero “nemico” perché in guerra ci siamo andati per forza? Insolito, già. Prima, di guerre così non se ne facevano. Guerre in cui il tuo alleato grosso e prepotente ti ingiunge di andare a suonarle a qualcuno che non ti ha fatto nulla, e tu non puoi rifiutarti altrimenti ti succede questo e quello; guerre in cui, d’altra parte, non puoi far morire soldati come le mosche altrimenti i cittadini a casa ti fanno il culo e chiedono il ritiro subitaneo, ritiro che peraltro non puoi assolutamente permetterti perché il prepotente di cui sopra ti fa il culo lui.*

Un cul de sac, è proprio la definizione giusta. Un Paese saggio e che sa come va il mondo (specialmente il modo arabo) come il nostro sceglie la sana via di mezzo che non scontenta nessuno. Cerchiobottisti, li definisce qualcuno, abili mediatori non esito a chiamarli io. Cosa si fa? Si parte per la guerra, con tanto di fanfare, poi si va dal nemico che tale non è e si raggiunge un accordo comodo per tutti: io non sparo a te, tu non spari a me, eccoti un po’ di quattrini, non dirlo a nessuno. L’amico prepotente è soddisfatto, di soldati ne muoiono pochi e tutti son tranquilli.

Ovvio che agli inglesi tale andazzo non aggradi, e che tirino in mezzo i francesi per destare sdegno continentale. Ovvio anche che molti qui si straccino le vesti al sol pensier, vero o falso che sia. Dubito d’altronde che un ministro possa andarsene in TV a dire: “Ebbene, ci costringono a fare guerre che ci costano un occhio e di cui non ci frega nulla, perché mai dovremmo anche sacrificarvi i nostri eroici giovini difensori della Patria eccetera?”

Quindi, prima di scandalizzarvi in un senso o nell’altro, pensateci su. Se c’è una cosa che l’Italia e i suoi servizi hanno da decenni saputo far bene è la politica mediorientale, incluse mazzette, regalie, scuole e ospedali per tener buoni scalpitanti vicini ed evitare pesanti scocciature sul sacro suolo. Per dirla alla Berlusca, almeno su questo lasciamoli lavorare, e il Times faccia un po’ quello che vuole.

* Aggiungo che scenari del genere si verificano ogni giorno alle elementari di mio figlio.

sabato 10 ottobre 2009

Trattato di Lisbon e Nuovo Ordine Internazionale


di Marcello Pamio - 09/10/2009

Fonte: Disinformazione [scheda fonte]



Oggi possiamo tranquillamente parlare di “ Nuovo Ordine Internazionale” o “ Nuovo Ordine Mondiale”, senza essere tacciati da psicopatici cospirazionisti, e sapete perché?
Per il semplice motivo che personaggi del calibro di George Herbert Walker Bush, Giovanni Paolo II, Henry Kissinger, Kofi Annan, Bill Clinton, Gordon Brown e molti altri, ne hanno parlato liberamente e pubblicamente.
George Bush senior parlò esattamente di Nuovo Ordine Mondiale l’11 settembre (data simbolica) del 1990; Papa Giovanni Paolo II lo fece nel messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace il 1° gennaio 2003; Kofi Annan (ex segretario dell’ONU) nel suo ultimo discorso all’assemblea delle Nazioni Unite, parlando ai 192 leader dei paesi membri chiese nientepopodimenchè la “ creazione di un nuovo ordine mondiale”[1].

Quindi se siamo dei visionari, siamo in buona (per modo di dire) compagnia!
Oggi il Sistema oligarchico che anela al controllo della vita di milioni di persone ha fatto e sta facendo passi da gigante per raggiungere questo obiettivo. L’ultimo in ordine cronologico è il “Trattato di Lisbona”.

Pochi ne avranno sentito parlare, ma è già stato votato dai governanti europei, tra cui anche l’Italia.
Il 30 maggio scorso, “il Consiglio dei Ministri – dice Franco Frattini – ha approvato all’unanimità il ddl di ratifica del Trattato di Lisbona, che i presidenti delle Camere inseriranno come priorità nell'ordine del giorno dei lavori parlamentari”[2]
Il grande statista Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione , ha aggiunto però che “rimangono le riserve della Lega che proporrà una legge ad hoc per consentire un Referendum sul Trattato”[3]

Il suo è stato un sì, ma con riserva, perché "c’è - dice lui - una perdita di sovranità notevole”[4].
Staremo a vedere se il Carroccio riuscirà ad ottenere una legge costituzionale che permetta a noi cittadini di dire la nostra su questo Trattato con un referendum. Oggi infatti non è possibile il voto popolare su un Trattato. Chissà come mai?!

Il primo paese ad aver ratificato il nuovo trattato è stata l’Ungheria, seguita a ruota da Slovenia, Malta, Romania, Bulgaria, Polonia, Slovacchia, Portogallo, Danimarca, Austria, Lettonia e Lituania.[5]
L’Impero Britannico che in sede di negoziato ha ottenuto diverse e importanti esenzioni (opting out) deve ancora ratificarlo. Con opting-out s’intende la clausola di esenzione: in pratica è la deroga che - onde impedire un bloccaggio generale - è concessa agli Stati membri che non desiderano associarsi agli altri Stati. Inghilterra e Danimarca non hanno infatti aderito alla terza fase dell’unione economica e monetaria (UEM): questi due paesi intelligentemente incamerano il Signoraggio sulla loro moneta (rispettivamente sterlina e corona danese), ma anche sull’euro, visto che partecipano come soci/proprietari della BCE, Banca Centrale europea di Francoforte (quote di “proprietà”: Inghilterra 15,98% e Danimarca 1,72%).
Non a caso l’Inghilterra è da secoli il Centro del Potere planetario!

Ma cos’è questo Trattato e perché c’interessa?
Questo Trattato modifica e sostituisce il Trattato dell’Unione europea (1992), noto come Maastricht, e il Trattato istitutivo della comunità europea (1957).
Il Trattato dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2009, e il prossimo 12 giugno sarà una data molto importante per tutti, visto che in Irlanda si effettuerà il referendum. Unico paese in Europa ad aver istituto un voto popolare sull’argomento.
Il Movimento internazionale Diritti Civili Solidarietà denuncia da mesi il pericolo di questo Trattato, chiedendo a gran voce che non venga ratificato, perchè se ciò avverrà:

- Aumenteranno i poteri straordinari della Commissione dell’Unione Europea in quasi tutti gli aspetti della vita dei cittadini (politica economica e difesa), privando il nostro Paese della propria sovranità e vanificando in questo senso la Costituzione italiana, a partire dall’Articolo 1 che recita “la sovranità appartiene al popolo”.

- La politica di difesa del Trattato prevede, oltre alle missioni di pace, anche missioni offensive, che violano l’Art. 11 della Costituzione. Attraverso il potenziamento delle forze militari messe a disposizione dell'Unione Europea, è in atto un tentativo di fare dell'Europa un braccio della NATO. Con la creazione di un gruppo ristretto di paesi a cui verrebbero demandate le iniziative militari, sarebbe più facile aggirare l'opposizione di chi vorrebbe evitare lo scontro strategico portato avanti da Londra e Washington nei confronti di Russia e Cina[6].

- In politica economica si parla di una vera e propria “ dittatura dell’Unione e della Banca Centrale Europea”. Grazie al Trattato di Lisbona, infatti, i burocrati dell’Unione Europea avranno pieno titolo a bocciare qualunque misura decisa dal nostro governo, e dagli altri governi europei, per difendere la propria economia, l’occupazione, i redditi, l’industria e l’agricoltura, ed intervenire sui prezzi.

Sembra follia ma purtroppo non lo è.
L'ex ministro e insigne giurista Giuseppe Guarino, ordinario di diritto amministrativo all'Università di Roma, ha diffidato dal ratificare il trattato così com'è, perché esso codificherebbe un sistema di "governo di un organo" o "organocrazia".
Il trattato viola almeno due articoli della Costituzione italiana, l'Art. 1 e 11.
Riguardo a quest'ultimo, le condizioni di parità sono violate dal fatto che paesi come la Gran Bretagna e la Danimarca , membri del trattato, sono esonerati dalla partecipazione all'Euro. Così essi possono, ad esempio, fissare il tasso d'interesse in modo vantaggioso per loro ma svantaggioso per gli altri firmatari del trattato.

Inoltre il Trattato aumenta sensibilmente i poteri della Commissione Europea.
Ad esempio, nel caso della procedura di infrazione del Patto di Stabilità, stabilita dall'Art. 104, la Commissione finora aveva solo il potere di notificare l'avvenuta infrazione al Consiglio dei Ministri dell'EU, che poi decideva se avviare la procedura o meno. Nella nuova versione, sono stati introdotti tre piccoli cambiamenti che spostano quei poteri in seno alla Commissione. Non sarebbe saggio approvare il trattato, riproponendosi di cambiare in seguito le sue parti sbagliate, ha osservato il prof. Guarino. Ciò sarebbe di fatto impossibile, dato che occorre l'unanimità.

Un altro eminente costituzionalista tedesco, il prof. Schachtschneider, ha sviluppato una lezione dal titolo “La legittimazione della pena di morte e dell'omicidio” in cui sostiene che il Trattato di Lisbona nel suo continuo sostenere una cosa e rimandare ad altra contraria attraverso il richiamo alle “Spiegazioni della Carta dei Diritti Fondamentali” legittima la pena di morte e l’omicidio “per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un'insurrezione” e “per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra” (ben 14 Stati dell’Unione europea sono impegnati nella guerra in Iraq).[7]
“In caso di pericolo imminente di guerra”?
Ma noi, grazie alla politica guerrafondaia di Bush & Company siamo dall’11 settembre 2001 quotidianamente in “guerra” contro il terrorismo! Come la mettiamo?

Sarebbe poi di interesse nazionale conoscere – soprattutto nell’ottica della nuova legge sulla sicurezza votata dal governo Berlusconi - cosa s’intende per “sommossa” e “insurrezione”.
Forse il movimento No-Tav può essere considerato una sommossa? O tutti coloro che si battono perché non vengano costruite centrali atomiche o cancro-valorizzatori (leggi inceneritori)?
Chi lo sa, fatto sta che con la nuova legge sulla sicurezza, questi siti saranno di “interesse nazionale” per cui potranno essere difesi dall’esercito, e gli organizzatori di manifestazioni (pacifiche) di protesta, potrebbero finire in galera! Alla faccia della libertà.
Ma d’altronde la grande maestra America insegna.

Il 17 ottobre 2006 Bush junior ha firmato il “Military Commissions Act” (MCA) che introduce l’istituzione di tribunali militari con potere di giudicare sia chi è cittadino USA sia chi non lo è.
In un colpo solo, ha fatto sparire il più antico fra i diritti della società anglofona: quello di opporsi al potere governativo di arrestare chiunque e detenere arbitrariamente le persone: l’Habeas Corpus, considerato uno dei principi più importanti stabiliti dalla Magna Charta Libertatum (firmata da Re Giovanni Senza Terra nel 1215)[8]
Ma non è tutto perché lo stesso giorno, sempre il solito Bush ha firmato il “John Warner Defense Authorizations Act” che permette al presidente di dislocare truppe in qualsiasi località degli Stati Uniti e di assumere il controllo delle unità della Guardia nazionale in qualsiasi stato degli USA senza previo consenso del governatore o del magistrato, al fine di “reprimere disordini pubblici”.
All’appello manca la Legge Marziale e poi siamo al completo…

Il Trattato di Lisbona in quest’ottica è l’ennesimo passo in avanti verso la creazione del cosiddetto Nuovo Ordine Internazionale, cioè “maggiori poteri di controllo di pochi su molti”.
La sua ratifica permetterà ai banchieri di Bruxelles di potenziare il loro potere su noi sudditi europei e di conseguenza limitare di molto le nostre libertà individuali.
La sovranità dei popoli sta per essere consegnata totalmente nelle mani di qualche oscuro e potente banchiere...

Dobbiamo sperare quindi che venga fatto un Referendum popolare (con legge costituzionale) sul Trattato di Lisbona!

Non sappiamo se possa servire a qualcosa, ma proviamo a mandare il nostro disappunto mediante una e-mail o lettera, alle segreterie dei principali partiti di governo e dei quotidiani nazionali.

Segreteria politica federale rsoragna@leganord.org
Affari istituzionali rmarraccini@leganord.org
Giustizia sanvar@leganord.org
Segreteria nazionale Giovani Forza Italia segreterianazionale@forzaitaliagiovani.it
Il Corriere della Sera www.corriere.it/scrivi/bit.shtml
La Repubblica larepubblica@repubblica.it

La senatrice Lidia Menapace contraria al Trattato di Lisbona
Importantissima segnalazione per ambedue i temi anzi tre: abolizione della neutralità (che obbliga Svizzera, Svezia, Austria, Finlandia, Malta a mutare forma dello stato o a non aderire all'Europa) mentre sarebbe proprio il caso di tenere aperta la possibilità di provare a fare un' Europa neutrale (che non vuol nemmeno dire disarmata, ma ad esempio nell'impossibilità di possedere armi atomiche e qualsiasi armamento nucleare) (dunque un bel sostegno alla campagna Via le bombe!), pena di morte (che abbiamo appena tolto dal codice militare di guerra italiano), fine della sovranità nazionale in economia, che è una clausola tombale sullo stato sociale. credo che davvero dovremmo fare un grande botto in proposito. Mandiamo il testo di Liliana sottoscritto e appoggiato dalla rete a Liberazione, al Manifesto, alla segreteria di Rifondazione e a tutta la Sinistra arcobaleno (avete visto che l'unico colore assente è il rosa?), al gruppo della sinistra al parlamento europeo.

Se volete scaricare il Trattato di Lisbona integrale in italiano (287 pagine) www.consilium.europa.eu/uedocs/cmsUpload/cg00014.it07.pdf

"Porta a Porta" 14 febbraio 2008, Giulio Tremonti parla di Illuminati!
(2 min. e 24 sec.)
http://www.youtube.com/watch?v=ZcakY-gJpbA

"Anno Zero" 6 marzo 2008, Giulio Tremonti parla di Illuminati!
(7 min. 35 sec.)
http://www.youtube.com/watch?v=wepXuMd7Y-4

Da Maastricht a Lisbona: cronologia
17 Febbraio 1986
Giulio Andreotti (Ministro degli Esteri del Governo Craxi), firma l’Atto Unico Europeo (AUE).

7 Febbraio 1992
Giulio Andreotti (Presidente del Consiglio), il Ministro degli Esteri Gianni de Michelis (Membro dell’Aspen Institute) e il Ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore di Bankitalia) firmano il Trattato di Maastricht per l’entrata dell’Italia nell’Unione Europea.
Così facendo, l’autonomia delle banche centrali stava entrando in tutti gli ordinamenti giuridici dell’Unione Europea per effetto del Trattato (articolo 107).

Articolo 107 del Trattato di Maastricht
Nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal presente trattato e dallo Statuto del SEBC, né la BCE né una Banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai Governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i Governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti.

Gli Stati aderenti rinunciano alla sovranità monetaria nazionale per trasferirla con l’articolo 105 alla Banca Centrale Europea (BCE).

Articolo 105A del Trattato di Maastricht
1. La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità.
2. Gli Stati membri possono coniare monete metalliche con l'approvazione delle BCE per quanto riguarda il volume del conio.

7 Febbraio 1992
Lo stesso giorno l’autonomia della Banca Centrale si è perfezionata con la legge 7.2.1992 numero 82 varata dal ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore della Banca d’Italia), che ha attribuito alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro.

30 Maggio 2008
Il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il ddl di ratifica del Trattato di Lisbona che da maggiori poteri agli eurocrati di Bruxelles.

____________________________________
[1] “Bush: Falso lo scontro di civiltà”, ” La Repubblica ”, 19 settembre 2006
[2] “Semaforo verde del Cdm alla ratifica del Trattato di Lisbona”, “Il Sole 24 Ore”, 30 maggio 2008
[3] “Sì del governo al Trattato di Lisbona, ma restano le riserve della Lega”, RaiNews24, 30 maggio 2008
[4] Idem
[5] Idem
[6] In questo contesto Helga Zepp-LaRouche, presidente del Movimento Solidarietà tedesco (BueSo) fa riferimento ad un documento politico sul conto dell’Alleanza che circola in ambienti neo-conservatori transatlantici. Il documento è intitolato “Verso una grande strategia per un mondo nell’incertezza” ed è stato redatto da cinque generali in congedo che espongono una nuova strategia per la NATO , secondo cui la nuova struttura di difesa composta da USA, UE e NATO ha il compito di affrontare una serie di sfide, tra cui: crescita demografica (!), cambiamento del clima, sicurezza energetica, aumento dell’irrazionale e declino della ragionevolezza (!), indebolimento degli stati nazionali e delle istituzioni mondiali (come l’ONU, l’UE, la NATO ), terrorismo internazionale, crimine organizzato, proliferazione di armi di distruzione di massa, “abuso della leva finanziaria ed energetica”, migrazioni, HIV/AIDS e SARS. I firmatari sono: gen. Klaus Naumann (Germania), feldmaresciallo lord Inge (Regno Unito), gen. John Shalikashvili (USA), amm. Jacques Lanxade (Francia), e gen. Henk van den Bremen (Olanda).
[7] “Il Trattato di Lisbona deve essere respinto”, Movisol, www.movisol.org/08news117.htm 30 maggio 2008
[8] “Scompare il diritto dell’Habeas Corpus per chiunque”, Censura 2008, pag. 27, Nuovi Mondi

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