PUNTI DI VISTA - La provocazione: “Segreto bancario nella Costituzione”
Le complicazioni sull’operatività sistema bancario sammarinese dopo la codifica extra Ue e la circolare di Bankitalia che regola i rapporti fra San Marino e l’Italia sono motivo di attenzione per tanti illustri studiosi. Una “provocazione libertaria”, come lui stesso l’ha definita, arriva da Carlo Pelanda, professore aggiunto di “Politica ed economia internazionale” per l’Università della Georgia negli Usa.
“Il sistema bancario di San Marino - constata Pelanda - è sotto schiaffo perché ne ha combinate un po’ troppe e perché dà fastidio alle autorità fiscali italiane avere un off-shore nel cortile. Questa, tuttavia, è una grande opportunità se a San Marino hanno le palle. Se io ne fossi capitano denuncerei unilateralmente il Trattato con l’Italia, formerei una milizia, e ne negozierei un altro direttamente con l’Ue. Invocherei lo stesso status di piazza finanziaria del Lussemburgo e Liechtenstein. Riprenderei la sovranità monetaria, non entrerei nell’euro, e stamperei dollari sammarinesi - convertibili in oro, da studiare - mettendo in Costituzione il segreto bancario’”
Ma qui dalla provocazione si passa alla seria riflessione, della quale i governanti sammarinesi che negozieranno l’Accordo di cooperazione con l’Italia, dovrebbero tener ne conto: “La Svizzera è parte dell’accordo di Schengen e può tenere il segreto bancario, per altro ammesso anche in Austria. Da questa posizione forte negozierei un compromesso per evitare guerre, ma consolidando l’indipendenza. Garantirei al mercato procedure finanziarie ipertrasparenti, creando una Borsa specializzata per titoli finanziari. Alla fine avrei una piccola Supersvizzera. L’Esarcato ne avrebbe vantaggi indotti formidabili. Pensate ad un statua del “Titano della libertà” alta il doppio di quella a New York… Pensateci”.
La Voce di Romagna
Le complicazioni sull’operatività sistema bancario sammarinese dopo la codifica extra Ue e la circolare di Bankitalia che regola i rapporti fra San Marino e l’Italia sono motivo di attenzione per tanti illustri studiosi. Una “provocazione libertaria”, come lui stesso l’ha definita, arriva da Carlo Pelanda, professore aggiunto di “Politica ed economia internazionale” per l’Università della Georgia negli Usa.
“Il sistema bancario di San Marino - constata Pelanda - è sotto schiaffo perché ne ha combinate un po’ troppe e perché dà fastidio alle autorità fiscali italiane avere un off-shore nel cortile. Questa, tuttavia, è una grande opportunità se a San Marino hanno le palle. Se io ne fossi capitano denuncerei unilateralmente il Trattato con l’Italia, formerei una milizia, e ne negozierei un altro direttamente con l’Ue. Invocherei lo stesso status di piazza finanziaria del Lussemburgo e Liechtenstein. Riprenderei la sovranità monetaria, non entrerei nell’euro, e stamperei dollari sammarinesi - convertibili in oro, da studiare - mettendo in Costituzione il segreto bancario’”
Ma qui dalla provocazione si passa alla seria riflessione, della quale i governanti sammarinesi che negozieranno l’Accordo di cooperazione con l’Italia, dovrebbero tener ne conto: “La Svizzera è parte dell’accordo di Schengen e può tenere il segreto bancario, per altro ammesso anche in Austria. Da questa posizione forte negozierei un compromesso per evitare guerre, ma consolidando l’indipendenza. Garantirei al mercato procedure finanziarie ipertrasparenti, creando una Borsa specializzata per titoli finanziari. Alla fine avrei una piccola Supersvizzera. L’Esarcato ne avrebbe vantaggi indotti formidabili. Pensate ad un statua del “Titano della libertà” alta il doppio di quella a New York… Pensateci”.
La Voce di Romagna














