Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

venerdì 31 dicembre 2010

Stampa Libera, i numeri di un anno vissuto pericolosamente

 3 FEBBRAIO 2011

Fonte: www.stampalibera.com 31 dicembre 2010 | Autore: Lino Bottaro
[In finale: uno squarcio di luce]

Grazie alla vostra stima e considerazione siamo arrivati a superare la bella cifra di un MILIONE di lettori all’anno,

di cui la maggior parte provenienti in ordine: da Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Lombardia.
Io fatico a scrivere o meglio sarei un uomo più pratico e quindi lo scrivere queste righe e altri articoli mi impegna notevolmente. So che anche per gli altri autori questo è un impegno gravoso, e tuttavia siamo quì a raccontare di quanto scopriamo nella consapevolezza che questo possa servire a chi è in cerca di sentire per lo meno un’altra versione dei fatti.
Stampa Libera mi è parsa una opportunità per creare una nuova consapevolezza, con in più la forza propulsiva di persone che non fanno il lavoro stipendiato di giornalisti e che proprio per questo si permettono il grande lusso di esprimere posizioni indipendenti, libere, senza condizionamenti, filtri nè veline. Questo risultato è ottenuto con molto spirito di sacrificio.
Nell’anno 2008 avevamo 80 lettori in data odierna 31 dicembre, ne avevamo 200 nel 2009, mentre oggi siamo a quota 3000 e superiamo spesso quota 4000. State certi che quando riusciremo a trovare il tempo per sistemare bene il sito la musica vera inizierà e per l’occasione saremo una bella orchestra, vedrete!
Ricordo brevemente lo scopo di questo Blog.
1 ) Denunciare i complotti internazionali e nazionali che si celano dietro il fuoco di sbarramento della stampa serva. Identificare i protagonisti dei depistaggi. Quindi favorire una informazione alternativa a quella di regime, smascherando le montature giornalistiche di sinistra e destra che per noi pari sono e funzionali allo stesso risultato di divisione della società.
2 ) Rispondere a quanti cercano la verità circa la nostra salute ed il comportamento del nostro corpo informando dell’esistenza delle 5 leggi biologiche, sempre esistite e riscoperte dal dottor R.G.Hamer, che fanno da base per la Nuova Medicina Germanica. Diffondere la consapevolezza che il Potere ci vuole insicuri, tristi e impauriti, quando non terrorizzati. La consapevolezza di ciò ci renderà liberi e ci permetterà di vivere senza la cosidetta malattia che sempre è frutto di paura, percepita inadeguatezza e incapacità. Sono il frutto della malefica Competitività che altro non é che un modo ipocrita di definire la Conflittualità che genera paura e insicurezza. Quella coflittualità che Hamer ha identificato essere la causa principale di quelle che vengopno definite malattie, (nella cosidetta malattia il nostro corpo ci chiede riposo per ricostruire le parti danneggiate durante i conflitti e le sofferenze psicologiche patite).
3 ) Diffondere l’alternativa al ricatto delle lobby economiche e delle grandi famiglie che si sono impossessate delle banche dei governi nazionali. L’alternativa trova la strada obbligata nell’autonomia dell’emissione monetaria. Non entro nemmeno nel merito del pur presente signoraggio in quanto, se questo anche è, ma viene gestito da uno Stato sovrano, il problema è presto risolto, non si pone. A questo proposito sosteniamo i buoni locali prendendo esempio dal Wir, la moneta locale svizzera accettata anche in banca. In Italia vi sono il SERENO, il buono di Mutuo Soccorso del Veneto, che introduce un livello di intervento e mobilitazione diretto e concreto e che per statuto potrà operare esclusivamente nelle Tre Venezie. In Alto Adige vi è il NAUNO il buono locale di una vallata. Poi vi è lo SCEC il buono nato dalla genialità di Nello de Piccoli a Napoli ed a distribuzione nazionale. Proprio per questo presenta i limiti ad una autonomia locale. Il buono dovrebbe appartenere di diritto ai promotori.
Il buono locale potrebbe divenire, se accettato da tanti, un condizionamento pesante all’intromissione delle multinazionali nelle nostre economie. Favorendo l’interscambio locale potrebbe inoltre costituire l’unica forma di difesa da un possibile default della nostra nazione o in caso di demolizione dell’Euro. L’Argentina insegna. Per qualcuno potrà apparire poca cosa, ma posso assicurarvi che il confine fra la disperazione e la sopravvivenza è a volte molto sottile.
4) Diffondere la conoscenza della meccanica quantistica o Fisica Quantistica, perchè ci offre con la scoperta dell’Epigenetica del prof. Bruce Lypton, delle consapevolezze indispensabili per comprendere la vita nel suo insieme, il nostro scopo bilogico e la nostra immortalità. Lipton ci spiega anche lui come Hamer, che la nostra psiche non solo è più forte dei geni ma li condiziona e altera a piacere. Rivelando così la grande truffa che stà sotto alle presunte malattie genetiche su cui organizzazioni criminali lucrano i risparmi di tanta buona gente pietosa che devolve fior di donazioni.
5) Denunciare il piano perverso di inquinamento, sopressione e furto del patrimonio genetico vegetale ed animale ad opera delle multinazionali della chimica e dei veleni.
6) Proporre la sicurezza, l’equilibrio e il ridotto o nullo impatto ambientale della coltivazione Biologica dei prodotti agricoli per una alimentazione il più possibile vegetale in quanto di confermata valenza.
7) Favorire i localismi, la sovranità regionale e nazionale, in alternativa alla globalizzazione delle multinazionali. La globalizzazione sposta verso il basso le condizioni di vita dei ceti più deboli, indotti ad una competizione con gli altri poveri dei paesi in via di sviluppo, in una politica di sfruttamento planetario.
8) Favorire in ogni modo la crescita e la coscienza personali.
Ecco questo vuole essere Stampa Libera, uno spazio per trovarci, un incubatore di energie e di idee, un contributo ad una causa comune, ad una migliore, libera informazione. Se condividete le idee della redazione e la nobiltà d’animo vi sorregge, siamo quì, aperti ad ogni forma di collaborazione che porti ad un aumento di visibilità dei nostri messaggi condivisi.
Ringrazio e abbraccio tutti gli Autori che con entusiasmo si sono spesi per il successo del Blog e li nomino tutti per l’affetto ed il piacere che provo ed elencare i loro nomi: Nicoletta Forcheri, Carmen Gallus, Milena Spigaglia, Jacopo Castellini, Pino delle Donne, Nicolo Bellia, Giorgio Andretta, Mirko Pizzato, Enzo Raffaele, Ascanio Montisci, Gianni Tirelli, Marco Saba, Ivan Rettore. Molti altri Autori inizieranno a pubblicare nel 2011.
Mi permetto anche di segnalare figure di grande disponibilità e spessore nell’informazione on line, che ringrazio a nome di tutti per la grande disponibilità e generosità d’animo dimostrata nel rendere liberi i loro articoli come Nicolò Bellia, Paolo Barnard, Massimo Mazzucco, Gianluca Freda, Massimo Fini, Marco della Luna, Gianfranco La Grassa, Antonio Caracciolo, Carlo Bertani, Alessandro Lattanzio, Lyndon La Rouche, Andrea Carancini, Vittorio Arrigoni e tanti altri impegnati in prima fila nella difficile battaglia che ci contrappone ai media imbonitori dei Padroni del Mondo.
A questo punto voglio fare una considerazione ottimistica che diviene squarcio di luce e di consapevolezza in questi tempi bui.
Ho letto nei commenti di tanti lettori una sorta di scoramento, di delusione, di senso di impotenza. Costoro sono quelli che meglio di altri hanno compreso quali potenziali drammatiche realtà possono aprirsi sotto i nostri piedi e ne sono giustamente scossi. A questi sensibili e cari amici voglio dire quanto segue: i nostri veri nemici, quelli che spesso chiamo i Padroni del mondo, quelli che manovrano i governi come marionette, quelli che detengono la maggioranza o la totale proprietà di banche, aziende multinazionali e banche nazionali, quelli che decidono i prezzi delle derrate alimentari, decidendo sulla vita delle popolazioni più povere del pianeta, ebbene costoro non sono invincibili. Loro sono il Globalismo al quale possiamo contrapporre il nostro Localismo. E’ difficile tenere in scacco l’intero mondo e questa è la loro fissazione, la guerra nella quale si consumeranno.
Costoro attraverso i loro media suonano sempre la solita solfa: promozione della droga, distruzione dei popoli attraverso le rivoluzioni telecomandate, distruzione delle famiglie, con promozione dell’omosessualità, della pedofilia, della pornografia e dell’incesto, (ricordo ancora con orrore un articolo dell’Espresso che inneggiava ai piaceri sessuali di un padre con una figlia! ) della distruzione della comunità locale con l’ imposizione di una innaturale integrazione razziale, anzichè favorire una autentica possibilità di vivere la diversità culturale.
Imponendo in questo modo una integrazione violenta che non avverrà mai, costoro intendono distruggere la cultura, la storia, le tradizioni, l’identità dei popoli. Tutto ciò alimenterà sempre odio e divisione, quell’odio e divisione che è il loro alimento principale. E’ importante per noi rispettare il diverso, non obbligarlo ad adeguarsi alle nostre culture, non come hanno fatto ignobilmente ad esempio – ma non sono i soli- gli anglosassoni con i pellerossa, con gli indiani, ed un pò con tutti i popoli del pianeta. Questo è e sarà sempre il delitto più insidioso e abominevole.
E’ proprio quì che appare in tutto il suo deprecabile fetore il limite di costoro. Essi si alimentano di odio. Ricordate Bruce Lypton quando diceva che per crescere sani e bene dobbiamo, essere amati? La stessa cosa la dice in altre maniere il grande Hamer, sostenendo addirittura che ciò valga per tutti gli organismi viventi del pianeta. L’accettazione, il perdono, l’amore per il prossimo in cui vediamo il capolavoro di Dio, come in Siddarta ci descrive bene Herman Hesse, questo è l’unico modo per vivere e moltiplicarci. Dall’amore nasce un’unione sana e da questa figli sani che cresceranno bene.
Questi nobili e vitali sentimenti non sono degli optional. Sono la condizione essenziale per crescere, per passare la nostra chimica modulata ed evoluta dalla nostra psiche, ai nostri figli. Essi saranno la somma dei nostri saperi e la nostra evoluzione, il prolungamento della nostra vita. Si perpetuerà così la magnifica avventura della vita nel nostro pianeta. Questa è la vera vita eterna.
Questi ” uomini”, chiamiamoli così, che insistono nella massificazione degli individui, che impongono regimi di annientamento delle persone e degli spiriti, come hanno fatto in Russia con la prima Rivoluzione colorata, nel perseguimento del loro malefico obiettivo, dimenticano di vivere, uccidono la bellezza, uccidono se stessi essendo divorati dall’odio e dalla bramosia di potere. Ecco perchè questi si accaniscono contro coloro che mettono al mondo i figli, ecco perchè promuovono l’omosessualità, la pedofilia e l’incesto, ecco perchè vogliono distruggere le religioni come hanno fatto in Russia, ed ecco infine il perchè degli onori a Satana che questi esprimono ogni qualvolta possono con i metodi di coercizione di massa indirizzati ai giovani, ovvero lo strato di generazione più debole. Abbiamo visto nel video di Lady Gaga che abbiamo postato, scene scabrose in cui si mortifica l’eros e si ostentano marce militari con tanto di stella di Davide al seguito.
Loro, non essendo nella modalità del donare, ma del prendere illegalmente, del rubare e odiare, per i motivi sopra citati, non potranno mai riprodursi a sufficenza per diventare numericamente preponderanti nel pianeta. Le femmine d’uomo non prolificano se non sono accudite in un mondo ovattato che garantisca un sicuro e sereno futuro per la prole. Questo è il vero motivo fra l’altro per cui molte coppie non riescono ad avere figli.
Ecco, questa è la certezza che, quello che identifichiamo come male, non può assolutamente sopraffare il bene, gli affetti e la convivenza fraterna fra le popolazioni. Si lo so cosa state pensando, e cioè che quanto scritto non ci mette al riparo da guerre, lutti e prepotenze… Rispondo dicendo che anche frà di loro, frà i Dominanti, vi sono persone che non tollerano di andar oltre la soglia di abbruttimento a cui si sono pericolosamente avvicinati ed esposti.
Forse i Capi massoni si accorgeranno che i loro presunti ideali nobili stanno per essere calpestati dalla barbarie. Forse qualcuno inizierà una opposizione interna dai risultati imprevedibili. Forse smetteranno di sostenere i popoli guerrafondai e sopraffattori.
Non vado oltre e non scomodo quanti leggendo la Bibbia hanno associato l’attuale Bestia al gigante con i piedi d’argilla, quindi estremamente fragile, ma credo lo stesso che le forze della tirannia abbiano un compito troppo grande per la loro povertà intellettivo-evoluzionistica. Di questo limite pagheranno come nella storia è già accaduto, l’impudenza del loro odio.
Auguro a tutti i lettori di possedere quella nobiltà d’animo e quella serenità che induce l’uomo ad elevarsi ed a favorire il bello ed il buono in ciò che vede e tocca. Auguro atutti di riuscire a donare qualcosa. Statene certi ne sarete ricambiati con gli interessi!
Auguro un milione di auguri a tutti i lettori di Stampa Libera nella certezza che l’anno prossimo saremo in molti di più.
Lino Bottaro

Riconvertire l'agricoltura italiana al biologico. Giuseppe Altieri


28/12/2010

Fonte: il cambiamento

Oggi alleviamo a livello mondiale circa 10 miliardi di bovini che mangiano almeno come 30 miliardi di persone. Dove ci porterà questo sistema? Giuseppe Altieri, Agroecologo e Docente di Fitopatologia, Entomologia e Agricoltura Biologica, propone un piano per la riconversione biologica dell'agricoltura italiana.

In Italia oggi abbiamo ancora oltre 17 miliardi di euro da spendere per le finanziarie agricole, i Piani di Sviluppo Rurale Regionali (PSR)
Quando la paglia vale più del grano e 1 miliardo di persone soffre la fame. Una marea di fesserie vengono buttate in pasto ai mass media, seppur partendo da dati reali sulle crisi di produttività dei terreni agricoli e sugli sconvolgimenti climatici che desertificano le terre, insieme alla chimica dei pesticidi e dei disseccanti che distruggono l'humus, la biodiversità e la salute degli agricoltori e dei consumatori.
Si vuol preparare la gente alla fame e alla sete, quella dei Mercanti che monopolizzano i mercati agricoli, mentre i prezzi pagati agli agricoltori hanno raggiunto oggi il minimo storico (giugno 2010) con la paglia (12 euro al quintale) che vale più del grano (11,5 euro al quintale), mai successo nella storia umana! Come è possibile tutto ciò?

Il club segreto dei 9 banchieri che domina Wall Street

Fonte: Repubblica
13 dicembre 2010
NEW YORK DI NUOVO loro: i Padroni dell' Universo. Stessi nomi, stessi vizi, una storia che sembra condannata a ripetersi e col finale che rischia di essere già scritto: l' impunità. Stavolta è l' intero mondo dei titoli derivati - finanza "tossica" che ebbe un ruolo cruciale nella crisi del 2008 - l' oggetto delle loro congiure. Una vera e propria "cupola" di grandi banchieri esercita un potere esclusivo di controllo su questo mercato. Fuori da ogni trasparenza, e al riparo da ogni concorrenza. «Il terzo mercoledì di ogni mese - rivela il New York Times - nove membri di una élite di Wall Street si riuniscono a Midtown Manhattan. I dettagli delle loro riunioni sono coperti dal segreto. Rappresentano Goldman Sachs, Morgan Stanley, JP Morgan, Citigroup, Bank of America, Deutsche Bank, Barclays, Ubs, Credit Suisse». Ufficialmente, i nove banchieri di questo potentissimo comitato d' affari hanno il compito di «salvaguardare la stabilità e l' integrità» su un mercato che muove ogni giorno migliaia di miliardi di dollari. Di fatto, il club dei nove «protegge gli interessi delle grandi banche che ne fanno parte, perpetua il loro dominio, contrasta ogni sforzo per rendere trasparenti i prezzi e le commissioni». La denuncia raccolta dal New York Times viene dal massimo organo di vigilanza. La fonte più autorevole all' origine dell' inchiesta è Gary Gensler, capo della Commodity Futures Trading Commission. L' UOMO a cui Barack Obama ha affidato il compito di fare pulizia in un mercato altamente speculativo. Ma Gensler è costretto ad ammettere la sua impotenza. «Il costo di quelle pratiche lo paga tutto il resto dell' economia, lo pagano tutti gli americani», lamenta Gensler. E naturalmente anche gli europei, visto che Wall Street è il centro della finanza globale. I derivati infatti hanno innumerevoli usi, una parte dei quali sono "virtuosi" e più vicini a noi di quanto possiamo immaginare. I fondi pensione li utilizzano per ridurre il rischio di perdite sui loro investimenti nel caso che le tendenze di mercato abbiano improvvisi rovesci (per esempio un futuro rialzo dei rendimenti sui buoni del Tesoro che deprime il valore di quelli in portafoglio). Le compagnie aereee navali comprano derivati per attutire il colpo di un rincaro del petrolio. L' industria agroalimentare si protegge da aumenti nel costi dei raccolti. Perfino il consumatore, l' automobilista, è vittima di manovre speculative che attraverso i derivati accentuano il boom delle materie prime. Nessuno dei protagonisti dell' economia reale è veramente tutelato dalle manipolazioni su questi strumenti. Nessuno sa cosa decidono i nove membri del club esclusivo che si riunisce il terzo mercoledì del mese. Il Dipartimento di Giustizia ha aperto un' inchiesta «sulla possibilità di pratiche anti-concorrenziali nel clearing e nel trading sui derivati». I sospetti di collusione e di un vero e proprio cartello non sono nuovi. Ma trovare le prove è difficile. E' vecchia di nove mesi la notizia di un' altra inchiesta del Dipartimento di Giustizia che aveva fatto scalpore: quella che accusavai più importanti hedge fund (Soros, Paulson, Greenlight, Sac Capital) di aver concordato un attacco simultaneo all' euro, in una cena segreta l' 8 febbraio a Wall Street. Il giorno dopo,9 febbraio, al Chicago Mercantile Exchange i contratti futures che scommettevano su un tracollo dell' euro erano schizzati oltre 54.000, un record storico. Goldman Sachs e Barclays furono coinvolte nelle cronache su quelle grandi manovre. Ma da allora l' inchiesta sulla congiura ai danni dell' euro non ha avuto sviluppi di rilievo. Estrarre prove dal club dei Padroni dell' Universo è complicato, almeno se si seguono i metodi "normali". Di qui la grande attesa per le rivelazioni annunciate da WikiLeaks sulla Bank of America: chissà che non riesca Julian Assange dove la magistratura non arriva... 
Per quanto riguarda il mercato dei derivati, paradossalmente è proprio per effetto della grande crisi del 2008 che i Padroni dell' Universo hanno assunto un ruolo ancora maggiore. Uno dei momenti più drammatici di quella crisi fu il crac dell' American International Group (Aig), la compagnia assicurativa affondata dalle perdite su un particolare tipo di titoli derivati, i credit default swaps. In quel frangente il Tesoro e le autorità di vigilanza si accorsero che nessuno riusciva a capire veramente le interconnessioni sul mercato dei derivati, esposto all' effetto-domino: una bancarotta di Aig avrebbe travolto decine di altre istituzioni e forse l' intero sistema bancario. Perciò fu il Tesoro a spingere per la creazione di una "clearing house" o camera di compensazione, affinché le grandi banche si facessero carico di garantire la stabilità del mercato dei derivati. A questo però si accompagnava la riforma Obama delle regole della finanza, che doveva aumentarei poteri delle autorità di vigilanza,e rafforzare la trasparenza. Quella riforma oggi è sotto tiro da parte della nuova maggioranza repubblicana al Congresso, vittoriosa alle elezioni di novembre e beneficiata dai generosi finanziamenti di Wall Street. Nell' applicazione della riforma i repubblicani stanno cercando di svuotarla: giovedì il Congresso ha bocciato la richiesta di Gensler per nuove regole sulla trasparenza. "I derivati - spiega il giurista Robert Litan che per il Dipartimento di Giustizia diresse un' analoga battaglia contro le collusioni al Nasdaq - sono un mercato molto concentrato, e quando il governo di una simile entità è in poche mani, possono succedere brutte cose". 
certezza è che i Padroni dell' Universo usano il loro potere oligopolistico per estrarre dal resto dell' economia dei profitti esorbitanti. Esempio: su un solo contratto derivato di credit default swap - che protegge l' acquirente dall' eventualità di fallimento di uno Stato sovrano come la Grecia, o di una società quotata - il banchiere intermediario incassa una commissione di 25.000 dollari. Contratti simili se ne fanno migliaia ogni giorno, rimpinguando i profitti delle varie Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley. Quando negli anni Novanta il Dipartimento di Giustizia riuscì a dimostrare che un' analoga collusione tra banchieri controllava gli scambi sul Nasdaq (la Borsa dei titoli tecnologici), in seguito al cambiamento delle regole le commissioni bancarie scesero a un ventesimo del livello precedente. Ma un rischio ancora superiore è che dentro il "club dei nove", grazie allo scambio di informazioni quotidiane possano maturare operazioni di cartello, manovre concertate, una manipolazione dei mercati. Quelli che dovrebbero "stabilizzare" i derivati, sono i primi a poter profittare delle prossime fiammate speculative. © RIPRODUZIONE RISERVATA - dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI

Unirsi all'Italia. M. Della Luna

marcodellaluna.info

Voi lo vedete, un valente e stimato imprenditore a fare società con un imprenditore di cattiva reputazione, pieno di debiti, in pericolo di insolvenza, che lavora con macchinari superati, tecnologie obsolete, e dipendenti infidi? Nel lungo corso della presente crisi finanziaria ed economica, da molte parti si indica l’integrazione politica dei paesi europei e la messa in comune dei debiti pubblici come cura dei mali odierni e prevenzione di quelli futuri. Ma solo un manipolatore può dire, e solo un merlo credere, che la Germania o paesi simili, a livello sia di ceti dominanti che di opinione pubblica, possano accettare l’idea dell’unione, dell’integrazione politica con paesi come l’Italia o la Grecia, soprattutto dopo le ultime prove di inefficienza, dissesto e degrado politico-istituzionale che hanno dato e stanno dando, senza posa, dal bilancio pubblico truccato al blocco camorrista dello smaltimento dei rifiuti, alle sceneggiate parlamentari. Chi mai vorrebbe sottoporsi a un parlamento europeo effettivamente legiferante in cui entrerebbero parlamentari eletti nelle regioni italiane a dominio mafioso? O parlamentari teleguidati dal Vaticano? O parlamentari avvezzi all’indecenza, abituati a drogarsi o a vendere il voto? Oppure nominati direttamente, e telecomandati, da un Berlusconi, che, a torto o a ragione, di fatto è bruciato in Europa? Chi vorrebbe associarsi un sistema tanto inefficiente e corrotto e impresentabile a un elettorato che non sia già altrettanto corrotto?

giovedì 30 dicembre 2010

I sicari dell'economia globale. Roberto Bevilacqua

PREPARATE GLI OMBRELLI PER I TANTI VOLTAGABBANA CHE VERRANNO, ALLA SCALFARI
PER CHI HA SVENDUTO UNA INTERA CLASSE DI GIORNALISTI E GENERAZIONI SUCCESSIVE A BANKENSTEIN
NF

(Questo è sempre il paese dei due pesi e delle due misure...)
di Roberto Bevilacqua - 29/12/2010

Fonte: Arianna Editrice




In seguito a diverse manifestazioni tenutesi nei mesi scorsi in Sardegna, ma senza risultati concreti per le loro istanze, la mattina del 28 dicembre oltre duecento allevatori del Movimento Pastori Sardi (MPS) sono stati bloccati dalle Forze dell'Ordine nell'area portuale, appena sbarcati dal traghetto proveniente da Olbia. I pastori sardi intendevano raggiungere Roma per indire una conferenza stampa, forse davanti al Ministero delle Politiche Agricole, in modo da porre alla ribalta nazionale i problemi del settore e chiedere interventi urgenti in materia, non ultimo quello dei bassi prezzi del latte ricavato dall'ovinicoltura praticati nei confronti degli allevatori. Sono stati addirittura sequestrati i pullman per impedirgli di raggiungere la capitale.

Caso Marra/Arcuri: il successo dà fastidio

IL FOGLIO: "..IL ROMANZO DI MARRA MOLTO PIU' AFFASCINANTE DELL'ULTIMO LIBRO DI ECO.."

"Interessante il romanzo di Alfonso Luigi Marra. Molto più affascinante dell'ultimo libro di Eco. Confesso di essere stato sedotto dallo spot di Manuela Arcuri. Trovo assai utile puntare su Marra per far fronte allo strapotere di Mondadori."

MARRA: AGENZIE A PAGAMENTO DIETRO LA GUERRA ALLO SPOT E A ME

COMUNICATO STAMPA
MARRA: AGENZIE A PAGAMENTO DIETRO LA GUERRA ALLO SPOT E A ME.
I miei amici più informati parlano ormai apertamente di agenzie a pagamento incaricate del reclutamento e della gestione di alcune centinaia di persone per pilotare con i loro lazzi e frizzi la guerra contro di me in rete e sui media.
Un risibile ancorché grottesco ‘complotto’ al quale non c’è da stentare a credere, perché sono cose — non solo molto comuni e facili da organizzare (potrei farlo io stesso, se fossi al livello dei miei nemici) — ma coerenti allo stile e alla moralità degli odierni potentati, siano essi banche o organizzazioni al loro servizio, quali giornali, partiti, apparati burocratici e quant’altro.
Fermo restando che devo essere comprensivo, perché qui la posta è alta: se i miei scritti divengono popolari sono proprio tanti quelli che — trucidati non saranno di certo, perché sono pene destinate ai fieri, ai ribelli, ai violenti, mentre qui abbiamo a che fare con delle morbide carte da toletta — ma saranno tuttavia ridotti alla, per loro sgradita, condizione di cittadini privati.
Né vorrei credere a simili esagerazioni, ma d’altra parte dopo l’ulteriore articolo del 28.12.10 di quest’altra penna d’oro del giornalismo, tale Malcom Pagani, non c’è più spazio per dubitare che dietro questo vasto attacco deve esserci un apparato imponente, ancorché sclerotico e delirante (le banche).

Altrimenti non si spiega, ad esempio, perché mai uno sciocco come mi si vuol fare apparire in quel singolare articolo possa aver meritato che si sia consumata un’intera pagina de Il fatto quotidiano solo per costruire — per palesi fini di denigrazione — una così fantasiosa parodia avulsa dalla sostanza e dalla forma di tutto quanto mi è stato chiesto e ho detto in un’intervista di oltre un’ora.
Un caso, quello de Il fatto quotidiano, in cui non sono vere nemmeno l’età e la fotografia, perché ho da pochi giorni 63 anni, non 67, e nella pagina del sito hanno usato una foto di uno che non sono io nella stessa logica perversa in cui hanno invece incredibilmente usato una foto mia in un attacco ad Alfonso Marra, il giudice di Milano.
Vasti apparati dotati di una furbizia condivisa, da comunità di ratti, e per ciò stesso non intelligenti, consci però del fatto che non è vero che «l’importante è che se ne parli», perché invece parlar male, inventarsi di tutto, cercare di ridicolizzare usando gli strategismi più perversi, attribuirmi affermazioni o toni non miei, serve a far apparire i miei libri come ‘nemici’ e a tenerne lontana la società.
Un apparato che non mi manda i sicari solo perché gioverebbe alla diffusione delle mie opere, visto che ho già scritto e divulgato, da molto tempo, tutto quello che volevo dire.
Chi sono questi mostri? Tra magistrati, avvocati, politici e giornalisti lo sanno circa trecentomila persone: sono le cosche al soldo dei poteri criminali che controllano le banche e comandano a bacchetta la turba del proselitismo incolto, incosciente e accattone addestrata a pulire il luridume dei loro sederi con la lingua strabuzzando continuamente gli occhi dal piacere come stesse leccando gelati della miglior pasta per buscarsi così qualche soldo e qualche parte in commedia: turba composta da vaste fasce deviate dell’apparato mediatico, politico, burocratico, poliziesco e giudiziario.
Se ho paura? Neanche un po’. Invito anzi questi nemici — non semplicemente della democrazia e della cultura — ma della legalità, a serrare i ranghi così, quando la collettività, in breve, presenterà i suoi conti, potrà distinguerli più facilmente.
29.12.2010
Alfonso Luigi Marra

martedì 28 dicembre 2010

Antonveneta rinviata a giudizio per usura aggravata. N. Forcheri



Rinviata a giudizio per usura aggravata la Banca Antonveneta, era stata acquisita dalla Monte dei Paschi, nel 2007, alla Santander per almeno il doppio del suo prezzo, con un'operazione esosissima che molto probabilmente servì più a finanziare l'acquisto da parte di Santander dell'olandese ABN Amro - la quale aveva in pancia l'Antonveneta - nell'ambito della scalata su ABN Amro del consorzio Santander/Royal bank of Scotland e Fortis, svuotando vergognosamente le casse dell'ex banca della città di Siena.
Nell'ambito della stessa operazione di smembramento di ABN Amro - con chissà quali gemme infrastrutturali del belpase appartenenti ad Antonveneta - la banca belgo-olandese Fortis subì un collasso in seguito a tale acquisizione, per opera del bilderberger Lippens, costringendo il governo belga a nazionalizzare la banca prima di cederla per un pezzo di pane alla BNP Paribas - vera finalità dell'operazione - e ciò a dispetto della volontà dei piccoli azionisti renitenti, cioé praticamente tutti, che intentarono un'azione in giustizia.
Si ricorda che BNP Paribas appartiene in parte al governo francese, a quello belga e a quello lussemburghese... E' come se il governo italiano si riacquistasse una banca o una società che già gli appartiene, per salvarla mantenendone le rendite (a sé stesso): agli eurocrati espertucoli nella pseudo branca della concorrenza, chiedo un vero esame di coscienza e di rispondere ONESTAMENTE

"non sarebbe considerato aiuto di Stato, fosse successo all'Italia (o altro PIIGS, tranne Spagna)"?
E poi, ricordo che l'Antonveneta finì in pancia ad ABN Amro in quella battaglia assimmetrica tra i soliti "investitori" stranieri e quelli italici disprezzatamente chiamati "furbetti del quartierino", tra ABN Amro e Fiorani della Popolare di Lodi, che fu deliberatamente eliminato da una magistratura (una magistratura che ospita nei tribunali i servizi delle banche per pignoramenti ed esecuzioni mobiliari, sic) in modo da farla ricomprare, come visto sopra, almeno al doppio del prezzo con denari pubblici italiani svuotando le casse della banca privatizzata Monte dei Paschi. Non prima di cedere Interbanca - dell'Antonveneta - a niente pò pò di meno che General Electric...
Un po' come se ci fosse un modello imposto dall'alto che costringesse fallimenti e operazione di fusione e acquisizione a passare dalle grinfie degli "investitori esteri", con tanto di riconoscimento di commissioni o pizzo. Ora se non si capisce la finta forzata supremazia del dollaro, con intrinseci rapporti di forza geopolitici, né il trucco del signoraggio che coinvolge alcuni governi più sovrani di altri nel depredare le varie regioni dell'impero, non si riusciranno neanche a scorgere tali modelli di inviluppo.
Modelli che ritornano, con il braccio armato della magistratura, ad esempio con il caso della BNL che nel 2005 finì alla solita BNP Paribas, dopo deliberata e forzata eliminazione del concorrente Unipol da parte della magistratura.
Si ricordi anche che BNP Paribas, è appunto una banca "semisovrana" fedelmente interconnessa con le galassie The Power Corporation of Canada, da una parte, e l'universo Frère/Suez/Total/Lafarge/Imerys/TranscorAstra/Banca Leonardo... (cfr. http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=29815), vera e propria erede dell'ex Compagnia delle Indie Occidentali.
Nicoletta Forcheri
28 dicembre 2010

venerdì 24 dicembre 2010

Brevetti con sofisma. N. Forcheri

ENNESIMO ESEMPLARE DI PINO (MARITTIMO) TAGLIATO FRESCO NEL PARCO DI DIANO MARINA (IM)

Il pycnogenol (in italiano picnogenolo) è una sostanza bioflavonoide il cui procedimento estrattivo è stato brevettato (pycnogenol ®).
A prescindere dal giudizio che possiamo avere di quella branca giuridica anglolandoamericana della proprietà intellettuale, marchi e brevetti, affermare che il brevetto verte sul procedimento di estrazione di una data sostanza per ovviare al divieto di brevettare materiale biologico e vivente, è un grossissimo sofisma. Prenderci per scemi. Ma tanto oramai il re è nudo e inferocito: è diventato una belva.
La differenza che corre tra il brevettare un procedimento di estrazione o il nome comune ononimo della sostanza estratta è esattamente come quella esistente tra privatizzare l'acquedotto e privatizzare l'acqua: nulla.
Il fatto di apporre una ® al nome comune inglese "pycnogenol" significa che tale nome comune è stato "privatizzato" e appropriato da chi ha brevettato il presunto procedimento. Le ditte titolari del brevetto - cioé le solite partecipate dalle solite banche prime prenditrici del debito partecipanti alle banche centrali che stampano tutta la moneta che vogliono per autosalvarsi - saranno in diritto di condurre una battaglia spietata a chiunque tenterà di commercializzare la sostanza pycnogenol, estratta dai pini marittimi [francesi].
E' come se una holding bancaria s'impadronisse della camomilla, brevettandone un presunto procedimento estrattivo o colturale, e arrogandosi il diritto esclusivo di immetterla sul mercato. E' la realtà che supera la fantascienza e ci siamo immersi fino al collo.
Se apriamo gli occhi infatti e leggiamo tutte le etichette, come la sottoscritta, scopriremo un mondo di materiale biologico e vivente BREVETTATO, dai semi ibridi ingegnerizzati in Olanda e Israele che clonano dal carciofo di Albenga al pomodoro occhio di bue, fino allo sperma di capi di bestiame made in Canada.
N. Forcheri
24 dicembre 2010

giovedì 23 dicembre 2010

Accolti i primi 480 ricorsi (tra 3660) dalla Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo

Studio legale
On. Avv. Alfonso Luigi Marra Centro Direzionale G1, 80143 NAPOLI
tel. 081 7879166, fax 081 7879005
studio@marra.it, www.marra.it

COMUNICATO STAMPA
OGGETTO: ACCOGLIMENTO DEI PRIMI 480 RICORSI (TRA 3.660) DEL MIO STUDIO CONTRO L’ITALIA DA PARTE DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con sentenza del 21.12.10 (sentenza Gaglione e altri), ha accolto 480 ricorsi presentati dal mio studio condannando il Governo italiano a risarcire i ricorrenti del danno patrimoniale e non patrimoniale subito per il tardivo pagamento delle sentenze di condanna per la durata eccessiva dei processi (legge Pinto). Il Governo italiano, in sostanza, dopo essere stato condannato dalla giustizia italiana con migliaia di sentenze nelle cause che il mio studio propone per ottenere il risarcimento dei danni per la durata eccessiva di processi civili o amministrativi, non paga queste sentenze, costringendoci – per cercare di indurlo a pagare, oltre che per ottenere i risarcimenti – a ricorrere a Strasburgo per i danni.

Pendono a Strasburgo altri 3.180 miei ulteriori ricorsi analoghi che si può a questo punto ritenere verranno anch’essi accolti. Preciso che non sussiste alcuna prassi né recente né antica della Pubblica Amministrazione (PA) italiana a pagare alcun tipo di sentenze di condanna costringendo i creditori ad agire con pignoramenti che peraltro ostacola in tutte le maniere attraverso una continua produzione di norme ‘antipignoramento’. Pignoramenti del denaro della PA che, peraltro, fui proprio io, dopo un durissimo scontro giudiziario, a realizzare, per la prima volta, solo nel 1992, contro le Prefetture, all’epoca assurdamente competenti in materia di pensioni di invalidità. Competenza che persero e che passò all’INPS proprio in seguito a quella vicenda, con grandi vantaggi per la collettività degli invalidi, ai quali, una volta riconosciute le pensioni, venivano pagate con ritardi sovente decennali. Pignoramenti però ancor oggi praticamente impossibili nei confronti dei Comuni e comunque difficilissimi nei confronti della PA in generale, che paga sistematicamente con gravi ritardi e difficilmente senza la ‘mediazione’ politico\clientelare di qualcuno: un potere di discriminare che è forse una delle ragioni dei mancati pagamenti spontanei. Cliccando sul link di seguito è possibile scaricare la sentenza in francese, perché il governo – nonostante il rilievo pubblico di queste sentenze – non provvede alle traduzioni e il traduttore da me incaricato (Nicoletta Forcheri) non ha ancora finito la traduzione. 22.12.2010 Alfonso Luigi Marra

lunedì 20 dicembre 2010

Un Venerdì 17 funesto per i popoli d'Europa. N. Forcheri

Venerdì 17 scorso è stato veramente funesto: la presidenza di quel tampone di paese, il belgio, si è terminata con le conclusioni del Consiglio europeo del 15 e 16 dicembre scorsi, con cui si modifica alla chetichella il Trattato dell'UE decidendo che:
"Per i paesi considerati solvibili in seguito all'analisi di sostenibilità del debito condotta dalla Commissione e dall'FMI di concerto con la BCE, i creditori del settore privato saranno incoraggiati a mantenere le rispettive esposizioni secondo le norme internazionali e pienamente in linea con le prassi dell'FMI. Nell'eventualità inattesa che un paese risulti insolvente, lo Stato membro deve negoziare un piano globale di ristrutturazione con i propri creditori privati, in linea con le prassi dell'FMI al fine di ripristinare la sostenibilità del debito. Se è possibile pervenire alla sostenibilità del debito grazie a queste misure, il meccanismo europeo di stabilità può fornire un sostegno di liquidità."
Cioé, una conclusione tagliata su misura di anonimi creditori privati, imponendo regole di emissione delle obbligazioni degli Stati allineate con quelle dell'asse angloamericano, cioé l'asse responsabile della crisi e propugnatore dell'infausto nuovo ordine mondiale, dove una moneta globale sostituirà la carta straccia che vanta immeritata posizione di privilegio, il dollaro, per mantenere sovranità, potere e ricchezza in mano agli stessi che manipolano dollaro, sterlina e dollaro:


"Per agevolare questo processo, clausole di azione collettiva (CAC) standardizzate e identiche, in modo da tutelare la liquidità dei mercati, saranno inserite tra le modalità e condizioni di emissione di tutte le nuove obbligazioni di Stato della zona euro a partire dal giugno 2013. Le suddette clausole saranno coerenti con quelle comuni nel diritto del Regno Unito e degli Stati Uniti conformemente alla relazione del G10 sulle CAC, comprese clausole di aggregazione che consentano a tutti i titoli di debito emessi da uno Stato membro di essere considerati insieme nelle negoziazioni. Ciò consentirà ai creditori di prendere una decisione a maggioranza qualificata su una modifica giuridicamente vincolante dei termini di pagamento (sospensione, proroga della maturità, riduzione del tasso di interesse e/o haircut) nell'eventualità d'inadempienza del debitore."
I maiali, come vedete, la fanno franca (Gran Bretagna, Norvegia, Danimarca) poiché "Gli Stati membri la cui moneta non è l'euro saranno associati ai lavori, se lo desiderano. Possono decidere di partecipare caso per caso alle operazioni condotte secondo il meccanismo." I maiali hanno deciso di spennare inizialmente i cosiddetti PIIGS dell'area geograficamente marginale dell'Europa. A vantaggio della zoccola dura Merkel/Sarko, nel frattempo cooptata nell'opera dei maiali, sperando di farla franca anch'essa.
Hanno deciso, crepi il popolo purché rimanga stabile e FORTE l'euro. Prova ne siano le innumerevoli manifestazioni in tutta Europa contro i tagli alla cultura, al settore pubblico, alle pensioni, e a tutto ciò che più di tutti meriterebbe sovvenzioni, aiuti, incoraggiamenti, sponsor in poche parole liquidità e MONETA.
Un meccanismo "di stabilizzazione dell'euro" in caso di crisi di più di un paese che coinvolga i "creditori privati" a partire dal 2013, cifra esotericamente malefica.
L'UE getta la maschera. E fa capire per chi lavora realmente. Un'associazione probancaria che opera nell'ombra a vantaggio di anonimi creditori dei debiti "sovrani" (che di sovrano non hanno più niente), e che sono quegli stessi che hanno in mano petrolio/farmaceutica/agroalimentare, brevetti, risorse prime e utilities (vedi qui ed elenco sotto).
Un "meccanismo permanente di gestione delle crisi per salvaguardare la stabilità finanziaria dell'intera zona euro" basato sul "fondo europeo di stabilità finanziaria" per fornire "pacchetti di assistenza finanziaria agli Stati membri della zona euro" - LEGGERE DEBITI - nell'ambito di un "nuovo quadro di governance economica rafforzata" con tanto di "sorveglianza economica efficace e severa" coinvolgendo "la partecipazione dei creditori del settore privato in base a valutazioni caso per caso, in linea con le politiche dell'FMI."
Una EUROPA sotto tutela di FMI e NATO, strenui difensori di quegli ANONIMI CREDITORI DEL SETTORE PRIVATO di cui non si fanno mai i nomi. Per tutelare tali creditori del settore privato, il prestito del meccanismo europeo di stabilità


"fruirà di uno status di creditore privilegiato, secondo solo a quello dell'FMI."
Quale migliore strumento per soppiantare definitivamente gli Stati sovrani - casse neutre mutualistiche trasformate in riscossori coatti del debito - trasformando i popoli buoi in pagatori di ultima istanza, che non quello di soppiantere i titoli nazionali del credito sovrano con quelli europei???

Nicoletta Forcheri

Lettura: http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=DOC/10/5&format=HTML&aged=0&language=IT&guiLanguage=en

LISTA ITALIANA DEI PRIMI PRENDITORI DEL DEBITO PUBBLICO:
20 dicembre 2010, Nicoletta Forcheri

domenica 19 dicembre 2010

Telethon: lo squallore continua. Marco Saba

Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/12/telethon-lo-squallore-continua.html

In questi giorni su RAI2 occorre assistere allo squallido spettacolo della raccolta fondi Telethon attraverso BNL. Squallido per prima cosa per lo show ostentato di poveri bambini affetti da malattie impressionanti per far leva sull'ingenuità stolida del pubblico. Ma soprattutto perché per raccogliere quei fondi, invece che impietosire senza vergogna il pubblico, BNL (che Franco Levi chiama affettuosamente: la Banca Nazionale dell'Avaro) avrebbe uno strumento semplicissimo ed indolore: riciclare il cash versato dai clienti. Mi spiego meglio: quando un cliente BNL versa il cash allo sportello per accreditarlo sul conto, il cassiere duplica il cash accreditando il conto. A questo punto BNL si trova un titolo cartaceo (ad esempio 100 euro in banconota) e 100 euro accreditati sul conto del cliente. La moltiplicazione del pane e dei pesci. Ovviamente la banconota andrebbe incenerita od annullata per evitare la duplicazione monetaria, per evitare che i cento euro compaiano doppiamente come simbolo cartaceo e denaro contabile. Questo avviene di norma quando si smaterializzano i titoli., Se hai BOT elettronici, non puoi anche spenderne il controsimbolo cartaceo, quando esisteva. Altrimenti avresti clonato il titolo. Invece la banca si trova 100 euro gratis di carta da spendere come meglio crede. E qui arriva l'idea geniale: invece che rubarseli, perché non li versa a Telethon direttamente? Se la BNL ritiene davvero che la ricerca sulle malattie sia così importante ? Perché ? Semplice, perché il mestiere del sistema bancario odierno non è distribuire il denaro alla gente. ma rubarglielo. Ecco perché la raccolta Telethon è doppiamente squallida. Ma anche triplamente, perché scommetto 100 euro che non avete nemmeno capito quello che sto dicendo... Ha ha ha ! Morons.

lunedì 6 dicembre 2010

Domare la piovra vampirica - Riprendiamoci le banche!

Fonte: http://www.giantvampiresquid.org/?utm_source=nef+%28the+new+economics+foundation%29+List&utm_campaign=3528edcfc7-The_Great_Transition_squid&utm_medium=email

"Una grossa piovra vampirica, attorcigliata attorno alla faccia dell'umanità, che ficca costantemente le sue siringhe di sangue in qualsiasi cosa abbia odore di denaro".
E' così che descriveva la Goldman Sachs il giornalista Matt Taibbi in un articolo del 2008.
Adesso, probabilmente dopo che il mondo avrà assistito al maggiore fallimento commerciale del settore privato, il sistema bancario che ha alimentato la crisi, rimane fondamentalmente non riformato.  E persino nei suoi stessi termini, il sistema bancario si è rotto.
Per concepire un sistema bancario adatto allo scopo, che sia capace di supportare la Grande Transizione verso una nuova economia a basso consumo di carbonio e ad elevato benessere, che sia stabile, dobbiamo rivisitare il contratto sociale ed economico che le banche hanno con la società. Dobbiamo riprenderci le nostre banche!
Abbiamo bisogno di un settore bancario più simile a un servizio pubblico,  una utility che aiuti la funzione produttiva dell'econoia. Questo cartone animato della campagna "La Grande Transizione" per riprenderci le nostre banche, pone l'interrogativo: quand'è che i politici troveranno la volontà di farla accadere?
 Trad. NF

giovedì 2 dicembre 2010

Gli USA ordinano ai diplomatici di cessare seduta stante di dire il vero, fino a ulteriori istruzioni

QUESTO E' UN PEZZO UMORISTICO
mi preme sottolinearlo visto che i debuncker per professione apparentemente non hanno il senso dell'umorismo ( http://complottismo.blogspot.com/2010/12/cose-di-nicoletta-forcheri.html  ).
In quanto al MOSSAD, non è mai stato citato IN ALCUN ARTICOLO, contrariamente alla diffamazione di codesti, e la CIA a malapena in due o tre articoli, a parte una lettera infuocata contro la redazione di Matrix sull'11 settembre, il cui contenuto era tutto giusto, Bridas compresa (Perché siamo in Afghanistan, la via della seta).
Buona lettura. NF


Fonte: http://www.borowitzreport.com/2010/12/02/us-orders-diplomats-to-stop-telling-truth-until-further-notice/
Trad. Ennedieffe
Conseguenze della baraonda Wikileaks

WASHINGTON (The Borowitz Report) – Come primo effetto principale delle rivelazioni fatte  trapelare da Wikileaks, il Dipartimento di Stato ha ordinato a tutti i diplomatici statunitensi di "cessare e desistere dal dire la verità, fino a ulteriori istruzioni".

“Stiamo lavorando indefessamente per tentare di assicurarci che non si ripetano nel futuro fughe come queste" ha dichiarato il Segretario di Stato Hillary Clinton ai giornalisti. "Ma fino a quando non avremo tappato le fughe di notizie, è obbligatorio che tutti i nostri diplomatici indossino la maschera delle falsità".

La Segretaria di stato Clinton ha osservato che essendo molti diplomatici americani grandi sponsorizzatori  politici con lunghe carriere nel mondo della finanza alle spalle, "ciò non dovrebbe essere particolarmente difficile per loro.”

Ma per quei diplomatici di professione che provengono dai servizi esteri, il Dipartimento di Stato terrà una serie di "seminari su come evitare di dire la verità" impartiti dai quadri della Goldman Sachs.

Inoltre, La Segretaria di Stato Clinton ha dichiarato che il Dipartimento di Stato farà installare su tutti i pc di tutti i diplomatici un nuovo software chiamato ScudoCandore™, per tradurre automaticamente qualsiasi linguaggio veritiero in una versione meno imbarazzante e purificata da verità.

Ad esempio, ha spiegato, il software tradurrebbe l'espressione “canaglie ipocrite” in “alleati pakistani fidati” e cancellerebbe qualsiasi riferimento al presidente francese Nicolas Sarkozy come “Monsieur pantaloncini corti."

Per il resto, Interpol ha rilasciato una dichiarazione sulle ricerche del fondatore di Wikileaks, Julian Assange: “Quando troveremo Julian Assange lo assumeremo."

domenica 28 novembre 2010

Interessante testimonianza sull'Olivetti in un commento all'articolo "Chi disprezza, compera"

Pubblico questo commento sull'Olivetti che ci fa capire come saremmo adesso il paese più ricco al mondo se non avessimo regalato alla MICROSOFT il brevetto del primo PC firmato OLIVETTI.

Ezio scrive:


27 novembre 2010 alle 18:13 (Modifica)

Un cordiale elogio alla brava Nicoletta Forcheri.
La storia (distruzione economica dell’Italia da parte dei soliti noti))si ripete : parlo per conoscenza diretta (sono un ex dipendente tecnico elettronico da pochi anni in pensione), la famosa ditta di Ivrea(TO) “Olivetti e C&Spa” è stata volutamente distrutta quando sono entrate sul mercato dei computer le concorrenti americane, rammento che il primo computer elettronico al mondo (Programma 101) è nato in questa azienda negli anni 60, detto computer è stato utilizzato dalla NASA per il calcolo dei primi voli spaziali, sempre tale computer è esposto in un famoso museo di New YorK e, tanto per finire, secondo un dirigente dell’Azienda nelle pratiche di rottamazione della stessa erano presenti uomini della CIA. Rammento comunque l’attiva partecipazione al disastro di “italiani” dirigenti e sindacalisti, la realtà presentata al popolo esterno era ben diversa da quella vista da parte mia ed altri dipendenti col cervello libero.
Fonte: http://www.stampalibera.com/?p=18880&cpage=1#comment-8211

sabato 27 novembre 2010

Chi disprezza, compera. N. Forcheri

Berlusconi: suicida colpire asset del Paese – “Sì sono preoccupato, perché Finmeccanica è un asset straordinario ha firmato un contratto con la Russia, mi auguro queste indagini portino a nulla come sono convinto. Considero suicida che il Paese proceda contro chi costituisce con la propria capacità operativa la forza del Paese” (fonte tiscali).

Controllo dei NOSTRI cieli che le “grandi potenze” ci vogliono togliere, attacco giudiziario all’ENAV, completamente controllato dallo Stato. Prosieguo del capitolo ALITALIA, a sua volta prosieguo della saga tragica SVENDITA IRI/ACCORDO BRITANNIA.

Dopo la contestazione della golden share in ENI, ENEL, TELECOM e FINMECCANICA per futili motivi arrampicati sugli specchi, da parte della Corte UE, ecco puntuale l’attacco giudiziario. Si noti che in questi giorni sempre la stessa magistratura tecnocratica europea ha attaccato la golden share del Portogallo nelle sue ex aziende di stato – non a caso il suo Primo ministro ha paventato la possibilità di uscita dall’euro: guarda caso Portogallo e Italia fanno parte dei PIIGS, di quei paesi così denominati dai maiali delle banche di affari predestinati a fallire per loro volere.

Comunque sia rimangono intatte tante golden share di grandi potenze come Francia, Germania, persino in un paese non più esistente come il Belgio esiste una enorme golden share in DISTRIGAS rimasta intatta dopo la sua fusione incorporazione in ENI, come contentino dello strapotere di Suez Gaz de France. In FRANCIA continuano a esistere società di Stato che per legge nazionale devono rimanere pubbliche per oltre l’80%. Persino dopo la mega fusione illecita di Suez Gaz de France, lo Stato ha mantenuto circa il 35% del controllo, e la chiamano privatizzazione del secolo. In realtà quella fusione incredibilmente passata attraverso le forche caudine dell’antitrust di Bruxelles, rappresenta il sigillo dell’alleanza Stato francese/finanza Frère/Bourgeois, presumibilmente i Rotti.

ENAV controlla la società TECHNO SKY [1], che forsnisce gestione e manutenzione dei sistemi per il controllo del traffico aereo, “di 41 sistemi radar, 95 centri di telecomunicazioni, 76 sistemi meteo, 198 sistemidi ausilio alla navigazione e 71 sistemi software, con integrazione di sistemi “mission critical”…”. Si legge ancora: ”Ruolo chiave nel mercato ATM (Air Traffic Management) riconosciuto non solo a livello nazionale, ma anche presso i più grandi produttori mondiali di Sistemi ATC (Air Traffic Control).” E ancora: “Per raggiungere questi risultati, la Società si è dotata di una struttura operativa distribuita strategicamente su tutto il territorio nazionale, in grado di rispondere con assoluta efficienza e tempestività ad ogni esigenza, sia tecnica che gestionale.”

Capirete che l’occupazione finanziario/militare del nostro paese non potrà essere completata senza il controllo totale del mare, del cielo, della terra e del sottosuolo. L’ENAV è quindi fondamentale, ed è normale che la magistratura (tutta) deviata lo attacchi. Dopo la vendita delle frequenze radio alla goldman, e presumibilmente la concessione gestione/cessione banche dati di altri dati fondamentali, l’inventario dei nostri “asset” da parte dei falsari delle banche continua. Piantine strategiche in mano al nemico. Banche dati nostrani venduti alle nostre spalle da Seat and Co.

L’ENI ha firmato qualche giorno fa accordi energetici con il Venezuela [2]. L’asse anti UKusraele si allarga (prevalentemente petrolmonetario). Gli attacchi di CIA e dintorni anche.

La Cina si è stufata di comprare titoli di Stato US, Bernanke ha deciso di acquistare 600 miliardi di titoli del tesoro alla Goldman, stampando altra moneta per liberare la Goldman, azionista della Federal Reserve, dei titoli tossici che sono i titoli del Tesoro. Cioé, ha stampato a debito sui cittadini americani e il resto del mondo – vista l’importanza della denominazione in dollari delle transazioni internazionali – per innaffiare/bonificare la Goldman e toglierle il fardello dal groppone, titoli del debito USA, stampati decine di volte di troppo e oramai non più rimborsabili perché non più corrispondenti alla ricchezza reale di quel paese.

L’asse anti UKusraele è un asse monetario/energetico e comprende Venezuela, Russia, Libia, Iran, Corea del Nord, Cina, Afghanistan se potesse, Italia se potesse. Dietro al politichese e ai vincoli UE, il commerciante nell’anima che è l’homo italicus del mediterraneo avrà tentato di incrementare i suoi traffici a oriente e occidente, ma sarà stato come andare in controsenso su una scala mobile azionata dalle grandi potenze eredi delle Compagnie delle Indie Occidentali (Francia) e orientali (Olanda, Gran Bretagna), prime aziende globali con il privilegio di stampare moneta ed esportarla nelle Indie, i padrini del sistema di moneta debito attuale.

Proprio nei giorni in cui sono trapelati carteggi US/Italia da Wikileaks [3] e che David Thorne, ambasciatore americano in Italia “ha dovuto alzare la cornetta del telefono per avvertire il governo italiano. E ribadire quello che da Washington è già trapelato: gli Stati Uniti si aspettano «tensioni» con gli alleati per la fuga di notizie che avrebbero dovuto rimanere nei cassetti”, perché sarebbero in atto «strategie dirette a colpire l’immagine dell’Italia sulla scena internazionale», parole di Frattini, c’è ancora chi come Gramellini schernisce sulla Stampa il presunto paranoico ”complotto” contro l’Italia, nonostante l’evidenza dei fatti quotidiani.

Mentre la cosa è elementare: prima di comprare ad un’asta un bene di un certo valore, diciamo come quello dell’Italia, inestimabile, è buona prassi svalutarne il valore e l’immagine, in modo da fare calare il prezzo. Chi disprezza, compra. Non essendo alcun paese per definizione e dignità palesamente in vendita, i banchieri di affari si sono inventati il debito pubblico con l’aiuto del signoraggio, applicando una logica bancaria persino a enti pubblici tradizionalmente e storicamente sovrani rispetto alle banche. Ora questa sovranità è stata proprio dai banchieri smantellata con l’aiuto dei loro mezzani tecnocratici di Bruxelles, così potranno procedere alla svendita all’asta del paese con la scusa del rimborso di un debito pubblico fraudolento. Sono riusciti a trasformare i paesi in clienti bancari. Ma per completare l’azione bisogna eliminare qualsiasi residuo di sovranità, come le golden share o società pubbliche cruciali come l’ENAV.

Chi non vede che queste azioni della magistratura sono sempre orientate verso i soliti asset del paese, mentre quelle contro l’apice della pirlamide, tipo l’accusa di Woodcock a Total [4] in Basilicata, sempre sminuiti, declassati, censurati dalla stampa (ricordo che la prima accusa alla Total era di associazione a delinquere, poi cancellata) e che le accuse di mafia vanno sempre inesorabilmente verso imprenditori o di Stato o irrimediabilmente nostrani, mentre l’italiano medio continua a sopportare soprusi inauditi da multinazionali eterodirette, mi dispiace, merita la sorte che ci sta toccando a tutti: essere svenduti e pignorati all’asta truccata dei finanzieri internazionali.

N. Forcheri 27 novembre 2010


URL in questo articolo:

[1] TECHNO SKY: http://www.technosky.it/

[2] L’ENI ha firmato qualche giorno fa accordi energetici con il Venezuela: http://venezuelanalysis.com/news/5808

[3] Wikileaks: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=128284

[4] Total: http://www.agoravox.it/Cronaca-di-un-fatto-scomparso.html

domenica 21 novembre 2010

L'Europa sta bene grazie, prende fuoco

Fonte: http://blogs.telegraph.co.uk/news/alexsingleton/100064384/the-eus-pants-are-well-and-truly-on-fire/


Le false dichiarazioni della Commissione europea
Se vi piace il genere fantasia, potreste deliziarvi nel verificare in questa pagina come la Commissione europea dichiari che i conti dell'UE hanno ricevuto “una decisione di scarico in regola dai revisori esterni" e ciò per "il terzo anno consecutivo". Si parla degli stessi conti che, ricorderete, i revisori in realtà hanno contestato, adducendo quest'anno che il 92% del bilancio è "materialmente invalidato" da irregolarità e che 4 miliardi di appalti sono stati indebitamente attribuiti. Scioccato dalla discordanza, ho chiesto all'ufficio della Commissione a Londra, che cerca di convincerci di comportarci da bravi europei, come potessero giustificare una dichiarazione così palesamente falsa. "Forse è solo una questione di interpretazione" hanno spiegato. Sintomatico: quando la Commissione europea non ama la realtà, sceglie semplicemente di interpretarla diversamente. Adesso capisco come fa il suo personale a giustificarsi nell'evidenziare la propaganda che attaccherebbe gli "euromiti" come la presunta frottola che avrebbe provato a vietare le banane curve, quando in realtà i "miti" sono invariabilmente veri. Se la Commissione europea deve ricorrere a una propaganda di così bassa lega per occultare i suoi conti fraudolenti, è soprendente poi se così tanti di noi vogliamo che la Gran Bretagna non c'entri affatto con essa?
Traduzione a cura di NF

sabato 20 novembre 2010

Perché, secondo Savona, forse conviene uscire dall’Unione o dall’euro - [ Il Foglio.it › La giornata ]

Perché, secondo Savona, forse conviene uscire dall’Unione o dall’euro - [ Il Foglio.it › La giornata ]


Nella storia delle nazioni, Italia compresa, giunge sempre il momento di fare scelte importanti, come anche di cambiarle. Per stare alla storia moderna, ricordiamo che gli Stati Uniti hanno voluto nel 1944 l’Accordo di Bretton Woods e lo hanno abbandonato nel 1971. La Francia postbellica è entrata nella Nato, ma si è data la sua force de frappe. L’Italia fascista scelse di allearsi con Germania e Giappone, per poi schierarsi con i paesi alleati, aderendo dopo la guerra a tutti i Trattati che hanno caratterizzato l’assetto istituzionale dell’area occidentale; nel 1992 ha firmato il Trattato di Maastricht ed è entrata nell’euro fin dalla sua nascita, accettando il vincolo esterno nella promessa di un futuro migliore che non si è realizzato; anzi stringe la corda attorno al collo che si è volontariamente posta.

Nell’indisponibilità a completare il disegno di un’Europa “politica”, la Germania, ben sostenuta da Regno Unito e Francia, persegue la strada di un rafforzamento dei vincoli fiscali, dopo aver delegato interamente la sovranità monetaria. Un acuto osservatore delle vicende europee, Nicola Verola, in un articolo pubblicato su Aspenia, ha giustamente sottolineato che la governance europea, nell’impossibilità di assumere natura politico-democratica propriamente definita, ha ripiegato su una governance “delle regole”, che l’autore considera utopica come forma di governo dell’Unione. Il disegno di Europa unita, se vuole sopravvivere, non può se non poggiare su un futuro di sviluppo. Conviene ammetterlo brutalmente, le regole attuali e quelle proposte sono utili solo a una Germania capace di accumulare squilibri di bilancia superiori a quelli della Cina. A detta di Stati Uniti e Germania, nel mondo ci sarebbero squilibri buoni e squilibri cattivi, ma non sappiamo quale sia il criterio di scelta; o, meglio, sospettiamo che sia quello solito di chi conta di più sul piano militare ed economico.

Di recente il presidente francese Nicolas Sarkozy si è affiancato alle richieste di Angela Merkel proponendo regole fiscali più stringenti in contropartita della creazione di un Fondo monetario europeo che istituzionalizzi quello di stabilità finanziaria, deciso nel maggio scorso; questo Fondo è sotto forma di banca localizzata in Lussemburgo, opera fuori dall’assetto ufficiale europeo per aggirarne le regole e scade nel 2013.
I favorevoli alla riforma di un Patto di stabilità rinforzato ben sanno che se si passa dalle procedure consuete, che comportano la ratifica dell’accordo, vi sarà sempre un paese (o anche più d’uno) che lo respingerà, rendendola inattuabile; vanno perciò cercando lo stratagemma di farla approvare direttamente dai capi di stato. Dal governo delle regole si passa al governo del loro aggiramento. L’Italia si troverà di fronte a uno di quei momenti storici che richiedono una scelta importante; se la soluzione sarà quella di sostenere, com’è stato detto, che la riforma proposta non ci danneggia, non è proprio una bella risposta.

Anche se si fa finta che il problema non esista, il cappio europeo si va stringendo attorno al collo dell’Italia. E’ giunto il momento di comprendere che cosa stia effettivamente succedendo nella revisione del Trattato di cui si parla e nella realtà delle cose europee, prendendo le necessarie decisioni; compresa quella di esaminare l’opportunità di restare o meno nell’Unione o nella sola euro area, come ha fatto e fa il Regno Unito gestendo autonomamente tassi di interesse, creazione monetaria e rapporti di cambio. Se l’Italia decidesse di seguire il Regno Unito – ma questa scelta va seriamente studiata – essa attraverserebbe certamente una grave crisi di adattamento, con danni immediati ma effetti salutari, quelli che ci sono finora mancati: sostituirebbe infatti il poco dignitoso vincolo esterno con una diretta responsabilità di governo dei gruppi dirigenti. Si aprirebbe così la possibilità di sostituire a un sicuro declino un futuro migliore attraverso il reimpossessamento della sovranità di esercitare scelte economiche autonome, comprese quelle riguardanti le alleanze globali. Lo ripeto, non nuove nella storia.
Questo non significa uscire dalle regole del Wto, ma dall’overdose di quelle europee, che hanno esaurito la loro spinta propulsiva per la nostra economia e, anzi, si vanno rivoltando contro. Per far ciò occorre costruire una solida base razionale e un impegno politico forte, ossia aprire un nuovo orizzonte nell’asfittico dibattito interno.

© - FOGLIO QUOTIDIANO
di Paolo Savona

Da un commento a un mio articolo


20 novembre 2010 at 00:29
Ti riporto questi dati sulla Basilicata tratti dal sito http://www.facebook.com/group.php?gid=37962174198#!/group.php?gid=37962174198&v=wall
“147 pozzi del giacimento della Val d’Agri custodiscono, dicono le stime ufficiali, circa 465 milioni di barili (finora ne sono stati estratti quasi 11 milioni), che al valore corrente di 90-100 dollari al barile formano un tesoro da quasi 50 miliardi di dollari.
Ma la Basilicata, che produce l’ottanta per cento del petrolio estratto in Italia, non si fermerà a quello della Val d’Agri, estratto dall’Eni. Dal 2011 comincerà a sfruttare — con Total, Esso e Shell — i giacimenti di Tempa Rossa, poco più a nord: altri 480 milioni di barili, altri 50 miliardi di dollari. Ed è pronta a far trivellare anche Monte Grosso, proprio a due passi da Potenza, dove c’è altro petrolio per 100 milioni di barili. E poi farà scavare nel Mare Jonio, nelle acque di Meta-ponto e di Scarnano, dove dai templi greci si vedranno spuntare piattaforme petrolifere come nel Mare del Nord.Nessuno, ancora fino a qualche anno fa, e nonostante i giacimenti della Val d’Agri, avrebbe scommesso che nel sottosuolo lucano e nei fondali jonici fosse nascosta tutta questa ricchezza.Dopo l’intuizione dì Enrico Mattei, che tra gli anni 50 e 60 venne qui a cercare petrolio e trovò «soltanto» gas, l’idea che la Basilicata potesse davvero essere un enorme serbatoio di petrolio era per lo più giudicata un volo della fantasia.
N. Forcheri 

giovedì 18 novembre 2010

Cos'ha la Norvegia che l'Italia non ha? N. Forcheri


La Norvegia sarebbe un caso da studiare e da emulare: un surplus del 10%, un profitto netto dei titoli di stato di Oslo del 6,197%, di più del 4,747% del bund e del 2,931% dei bond svizzeri, il piu' basso tasso di disoccupazione (rif.Wall Street Italia) .

Quello che l'articolo non dice lo si può trovare facilmente su wikipedia, e cioé che l'economia norvegese è caratterizzata dalla proprietà statale di grossi comparti industriali cruciali come il petrolio (Statoil), l'energia idroelettrica (Statkraft), l'alluminio (Norsk Hydro), la principale banca del paese (DnB NOR), e le telecomunicazioni (Telenor), e che ben il 30% del valore della borsa di Oslo è in mano allo Stato. Se si comprendono anche le partecipazioni in società non quotate, la quota pubblica aumenta drasticamente con i titoli petroliferi diretti. Insomma, la Norvegia ha la sua IRI intatta, prima del golpe bianco del Britannia.

Inoltre il petrolio del paese è controllato dal governo tramite i maggiori operatori come il 62% in Statoil nel 2007, la controllata statale al 100% Petoro, e SDFI, oltre al controllo delle licenze di esplorazione e produzione. Una sorta di ENI alla Mattei, prima del fatale "incidente".

Poi scopro che il paese, pur essendo il primo produttore ed esportatore di petrolio d'Europa, non è membro dell'OPEC, e che ha fondato un FONDO PENSIONI SOVRANO nel 1995 per ridistribuire i proventi del petrolio, del fisco, dei dividendi, delle cessioni e delle royalties. Si aggiunga a questo che non fa parte dell'UE e che la sua corona è pertanto più sovrana/pubblica dell'euro.

Infine, la Banca centrale norvegese gestisce uffici di investimento a LONDRA, NEW YORK E SHANGHAI.

Viene da chiedersi: ma se l'Italia fosse come la Norvegia monetariamente sovrana cioè fuori dall'euro?

E se non fosse trivellata da cima a fondo da multinazionali estere e/o finanziarie (come l'ENI) per i suoi giacimenti di idrocarburi, i secondi per ordine di importanza in Europa ?

E se per le nostre preziose risorse elettriche non fosse sfruttata da scatole cinesi della multinazionale di stato francese EDF?


E se le nostre risorse idriche, tra le maggiori al mondo, non fossero in mano alle multinazionali dell'acqua in bottiglia tipo Nestlé, e dai due colossi francorotti Suez Gaz de France e Veolia?

E se i proventi di dette risorse pubbliche li gestissimo per ridistribuirli al popolo come nei paesi dove esiste un social welfare?

Avremmo un debito pubblico inesistente come la Norvegia?

E se e se e se. Ma come siete ingenui. Noi siamo dei birboni, abbiamo avuto Mussolini, siamo indisciplinati, pizza pasta e mandolino, insomma siamo italiani e meritiamo una penalizzazione. Bisognerebbe come minimo che la Banca d'Italia fosse di proprietà pubblica, con una moneta credito, al contrario dell’euro debito. Bisognerebbe come minimo non avere ceduto al golpe bianco del Britannia (nel 1992, decisione della svendita dell’IRI con l’aiuto della svalutazione della Lira in seguito all’attacco di Soros), per la verità poi neanche riconosciuto come tale dalla stampa ufficiale.

Ieri il ministro portoghese e quello austriaco hanno segnalato la loro contrarietà il primo all'euro, il secondo al bilancio UE per via degli insensati salvataggi delle banche; irlandesi e greci non ne possono più e sono i primi ad avere capito sulla loro pelle quello che negli USA oramai è diventato il segreto di pulcinella, e cioè che Bernanke/Trichet stampano moneta a (nostro) debito per salvare le banche creditrici dei debiti sovrani mentre l'eurocratese continua a mescolare le carte sibilando che è per salvare gli Stati, oramai morti e sepolti dagli stessi eurocrati.


Decidere di uscire dall'euro è possibile in virtù del Trattato di Lisbona: e se la esplorassimo, per rifondare una moneta credito del popolo?

Nicoletta Forcheri



18 novembre 2010







In arrivo il governo dei banchieri?

Fonte http://www.movisol.org/10news232.htm

Dietro allo scontro politico italiano lo spettro della “cura greca” chiesta dalla finanza internazionale

17 novembre 2010 (MoviSol) – Un’analisi attenta della politica e della storia ci deve sempre portare a guardare i processi sottostanti, e non solo gli eventi particolari. Seguendo questo metodo socratico diventa facile capire come il subbuglio creatosi tra i partiti italiani nel periodo recente ha poco a che fare con gli scandali di Berlusconi e Fini, o anche con le posizioni (molto mutevoli) adottate dai leader di partito da un giorno ad un altro. La realtà è che da molti mesi è in atto un processo inteso a sostituire il governo italiano con un esecutivo tecnico, con il compito di attuare “riforme” urgenti che sono ben più difficili da attuare quando i partiti devono rispondere direttamente ai propri elettori.

Basta uno sguardo veloce oltre ai propri confini per capire la direzione generale. Mentre il governatore della BCE Trichet chiede tagli alle pensioni, e i “mercati” esigono credibilità nel ridurre i deficit di bilancio, sono stati annunciati piani di austerità in numerose nazioni. I casi menzionati sulla stampa sono solo quelli dove le resistenze della popolazione sono più forti, per esempio il Regno Unito, la Francia, e la Grecia. Negli Stati Uniti la Commissione Fiscale istituita dal presidente Barack Obama ha cominciato ad annunciare le sue proposte di forti tagli alla spesa statale, a partire dalla Social Security (beninteso, difendendo la riduzione delle tasse per i più ricchi, ma senza considerare misure contro la speculazione finanziaria). Così, la situazione italiana va vista nel contesto di una spinta internazionale verso misure di austerità pesanti, guidata proprio da quegli interessi finanziari che da decenni vedono nello Stato l’ostacolo principale alla loro “libertà” di mercato.

Da questo punto di vista il Governo Berlusconi rappresenta un impedimento alle misure richieste. Certo, sotto la minaccia di un attacco al debito pubblico italiano l’esecutivo ha già seguito una linea di rigore, bloccando gli investimenti che sarebbero necessari per l’economia reale. Per non parlare del fatto che i margini di manovra dei governi nazionali sono stati ridotti di parecchio dalla normativa comunitaria, in cui si sono codificate le politiche in stile FMI che mirano a gestire i parametri monetari a prescindere dalla progressiva distruzione di ricchezza nell’economia reale. Ma la finanza internazionale non si fida di questo governo, e in modo particolare del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Si ricordi che l’Italia è stata tra i pochi paesi a non rifinanziare le banche durante la crisi degli ultimi tre anni; i cosiddetti Tremonti Bonds, che impongono dei vincoli a favore dell’investimento produttivo, non sono stati accettati dalle più grosse banche italiane, e hanno provocato uno dei tanti scontri pubblici tra il Ministro e Mario Draghi, che si è lamentato dell’interferenza politica nell’economia. E la cooperazione internazionale portata avanti dall’Italia in zone difficili – per esempio con Vladimir Putin e la Russia – dà non poco fastidio ai manipolatori della geopolitica a Washington, Londra e Bruxelles.

Gli alleati della City puntano alla formazione di un governo tecnico, per gestire l’emergenza. I partiti di opposizione ci pensino bene prima di accettare una tale soluzione nella speranza di cambiare la legge elettorale; basta ascoltare attentamente le dichiarazioni di alcuni politici di peso (anche tra le proprie file) per capire che i compiti di un esecutivo tecnico andrebbero ben oltre. Si parla di emergenza economica, dei governi tecnici degli anni Novanta come punto di riferimento, e di riforme strutturali per garantire la stabilità del paese.

Quali sarebbero queste riforme strutturali? Di nuovo, la lista è già stata resa pubblica: tagli pesanti alla previdenza sociale, la privatizzazione delle municipalizzate (bloccata dalla Lega Nord), e l’ulteriore liberalizzazione di ogni servizio pubblico. I nomi più accreditati sono quelli di Mario Draghi e Luca Cordero di Montezemolo. Il modello economico del primo è ben noto: la correttezza delle regole per garantire che la speculazione mantenga il dominio sull’economia produttiva; per quanto riguarda il secondo, considerando come intende mettere le mani sui profitti dell’alta velocità ferroviaria – lasciando allo Stato gli investimenti e le perdite – si capisce dove ci porterebbe.

Una recente mozione presentata da Francesco Rutelli al Senato parla chiaro:

“… e) le liberalizzazioni sono urgenti, e va tradotta in disposizioni legislative la segnalazione al Governo del febbraio 2010 da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, riguardante i mercati dei servizi pubblici (postali, ferroviari, autostradali e aeroportuali), energetici (carburanti e filiera del gas), bancario-assicurativi, degli affidamenti pubblici e di tutela dei consumatori. Vanno recepite nella Costituzione le norme dei Trattati UE sulla concorrenza. Vanno rafforzate le norme in materia di servizi pubblici locali: troppi monopoli stanno spingendo verso l’alto le tariffe… ” (1-00314 del 6 ottobre 2010).

L’incessante richiesta di liberalizzazioni e tagli alla spesa pubblica è il marchio di fabbrica di coloro che hanno creato la crisi economica attuale, ben lontani dalle misure rooseveltiane che potrebbero innescare una ripresa vera. Niente investimenti pubblici, niente misure punitive contro la speculazione finanziaria, e niente protezioni per i settori produttivi. È la “mano invisibile” che porta via l’industria e i risparmi…

I politici di tutti gli schieramenti farebbero bene a guardare oltre quello che al momento sembra il loro interesse particolare, e chiedersi se non sarebbe ora di incentrare il dibattito pubblico sui contenuti veri dietro ai disegni portati avanti in questo momento: in primo luogo, per onestà, perché la popolazione ha il diritto di sapere le conseguenze vere degli scontri in atto; perché, inoltre, in questo modo, le forze che si ispirano ancora al bene comune potranno trovare il sostegno necessario per bloccare un progetto che sarebbe disastroso per il paese.

Andrew Spannaus
15 novembre 2010

--------------------------------------------------------------------------------

Le misure necessarie per salvare l’economia reale:

Glass-Steagall, la separazione tra le banche commerciali e le banche d’affari (nota su Confapi a Milano)

I grandi progetti infrastrutturali:
VIDEO: Una panoramica sul progetto Nawapa
VIDEO: Transaqua – Un’idea per il deserto del Sahel

Sul credito produttivo: Proposta di Legge sul Credito Produttivo

Disclaimer

AVVISO - Ai sensi dell'art. 1, comma 1 del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla legge di conversione 21 maggio 2004 n. 128, le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi.

I testi pubblicati dal sito mercatoliberotestimonianze.blogspot.com possono essere liberamente distribuiti alle seguenti condizioni:
1) i testi e i titoli devono rimanere nel loro formato originale;
2) la distribuzione non deve essere finalizzata al lucro;
3) deve essere citata la fonte e l'autore e l'indirizzo web da cui sono stati tratti.