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Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

martedì 31 agosto 2010

De advocatorum ignorantia, stupiditate, nequitia et fraudolentia... Luigi Marra


Mi spiace ma, salvo eccezioni, di cui, se emergeranno, darò testimonianza, avvocati non vi ci chiamo, Cristiana Arditi di Castelvetere, Goffredo Maria Barbantini, Alessandro Cassiani, Donatella Ceré, Domenico Condello, Antonio Conte, Rodolfo Murra, Francesco Gianzi, Pietro Di Tosto, Sandro Fasciotti, Alessandro Graziani, Paolo Nesta, Livia Rossi, Mauro Vaglio. Devo escludere solo l’Avv. Giovanni Cipollone, anch’egli Consigliere dell’Ordine a Roma, che non conosco, per aver pubblicato un bell’articolo su “La storia di Giovanni e Margherita”.

Non vi ci chiamo perché qui, o siete avvocati voi, o lo sono io. Io che sono iscritto al molto scarno albo dei veri difensori dell’umanità dai crimini che la stanno annientando, a partire dal signoraggio bancario, di cui anche voi vi siete assunti la grave responsabilità di fingere di non sapere.

Albo diverso dal vostro, vastamente connotato da “avvocati” nel senso di meri mediatori scaltri e ladri in ogni sorta di scontri.

Distinguo verificati i quali io potrò rinunziare a ogni intento di iscrivere voi al mio albo, perché finora gli estremi non ci sono stati, e voi estromettere me dal vostro, o (è lo stesso) sospendermi sine die, fino cioè alla conclusione di questa pagliacciata del processo e procedimento per un falso inesistente e inconfigurabile del luglio 2001, per euro 271,71, di cui si può leggere in dettaglio dal doc. n. 158 [2], da www.marra.it, già distribuito a Roma e Napoli.

Una pagliacciata sì, che però, proprio perché tale, rivela volgari intenti e motivazioni né palesabili né legittimi. Altrimenti è ovvio che un così insulso procedimento disciplinare non si spiegherebbe, visti oltretutto i moltissimi mai aperti pur a fronte di giudizi penali per ben altro che 271,71 euro.

Metodi vergognosi, odiosi che, peraltro, a usarli in accertamenti sui vostri studi, vorrei proprio vedere cosa farebbero emergere.

Un caso che sembra malizioso, quello dei due 71, visto che il 71, nella cabala, è l’uomo di merda.

Scenari retrostanti occulti fino a un certo punto, perché si comprende bene quante pressioni (e blandizie) ministeriali, giudiziarie, dell’Avvocatura, e di chissà chi altro, gravano su questo processo e procedimento.

Il mostro degli apparati e delle burocrazie si accorge infatti delle cause solo quando iniziano i pignoramenti, per cui, siccome stanno iniziando quelli ex lege Pinto, le aggressioni saranno ora continue.

Sciacalli che però vi invitano a nozze, perché mi aggredite anche per motivi legati al vostro conservatorismo da piattole, categoriale e non, di cui ora vi parlerò. Cosa che rende grave che ad aggredirmi siate voi.

Io infatti divido le persone tra avvocati e non avvocati, perché il livello di fraudolenza raggiunto dalla società è tale che solo gli avvocati possano districarcisi.

Ora, vedete, entro luglio pubblicherò “Il labirinto femminile”, il mio ultimo libro, oggetto del quale è la particolarissima vicenda d’amore tra Luisa e Paolo.

Luisa, giovane avvocatessa creata per sintetizzare in lei caratteri, aspetti e parti di un po’ tutte le donne e le esperienze sentimentali della mia vita, alcune lontanissime, ancorché focali, come quella, a lungo cercata, non più ritrovata, mai dimenticata, della soavissima nudità di una popolanina napoletana distesa tra me e i tiepidi umidori notturni della spiaggetta di Nisida, cullati noi dai lenti mormorii equorei, mentre i suoi occhi dorati dalla luna mi pervadevano l’anima e mi smarrivo nelle voluttà dello svolgersi della sua passione, quando l’ansito del suo respiro, al culmine del farsi profondo, meraviglioso si volse in un canto d’amore bellissimo, antichissimo, dolcissimo, che mi pervase ragazzo di una struggente stupefazione e dissolse le pareti di un antro in cui non sapevo di essere liberando su noi l’onda del firmamento pullulante di stelle.

Una Luisa positiva, giudiziosa, bella, innamorata ma preda, oltre che delle remore dettate dalla differenza di età, di una forma maniacale, fobica, di maliardismo: una particolare, estrema tipologia di strategismo sentimentale che pervaderà irriducibilmente ogni dettaglio del suo comportamento.

E Paolo, il titolare del grande studio legale in cui lavora, che ha il doppio dei suoi anni, e anche lui ho creato per sintetizzare in un unico io narrante i molti me attraverso i quali ho vissuto quelle esperienze, e ricavarne una sorta di romanzo fatto dei “loro” sms.

Ma, tra le righe dell’epistolario, vero protagonista del libro è il dramma universale di una “normalità” malgrado tutti spaventosamente fraudolenta, trasformistica, che ci sta distruggendo.

Non solo voi, cioè, ma tutti sono diventati dei biechi opportunisti, incapaci di elevarsi da quelli che credono essere i loro miseri interessi. E tutti usate, quale strumento intellettuale, la furberia.

Forma della conoscenza animale, la furberia, consistente nella capacità di svilupparsi prevaricando gli altri senza usare l’intelligenza, a cui vorrei condurvi, perché è la capacità di svilupparsi passando attraverso lo sviluppo degli altri. Astenendosi però dalla tendenziosità, che è la capacità di asservire l’intelligenza alle finalità della furberia.

Definizione di intelligenza, la mia, fin qui sconosciuta, e di cui vi segnalo io stesso la straordinaria rilevanza perché so già che siete così ignoranti che da soli non ci arrivereste; tant’è che non siete stati capaci di distinguere, da quanto siete zotici, il più grande pensatore di tutti i tempi da un malfattore. Né, vi capisco, le vostre conoscenze giuridiche da tragicomici paglietta e azzeccagarbugli potrebbero bastare a farvi capire che la mia cultura, le mie scoperte scientifiche, vi pongono obblighi di riconoscimento e di sostegno, sì morali, ma anche giuridici, perché i benefici delle mie tesi alla società sono un milione di volte maggiori di quelli che potreste arrecare voi, ammesso ne arrechiate, in un milione di intere vite come le vostre.

Un quadro in cui alla dialogicità proposta da Paolo come unico strumento per sconfiggere il male, si contrappongono furberia, strategismo, maliardismo, negatività e inciviltà, che non sono la stessa cosa, ma si rassomigliano moltissimo, perché si fecondano e si partoriscono l’un l’altra in una proliferazione infinita in cui di costante c’è il seme: la prevaricatorietà.

Prevaricatorietà che definisce come quella degenerazione della gerarchicità che si verifica quando la gerarchicità, che è tanto indispensabile quanto inevitabile, non si sviluppa attraverso l’intelligenza \ dialogicità, ma attraverso la furberia \ strategicità.

Un tormentarsi attraverso lo strategismo (attenti a quel che segue perché capirlo potrebbe aiutarvi a uscire dallo status di “gente meccanica”, che di certo vi attribuirebbe Manzoni), che ha rallentato di centinaia di migliaia di anni, se non milioni, il cammino dell’umanità.

Detto infatti che definisco cultura il modo che gli uomini mediano di dover avere in comune nel vedere la realtà, ciascuno, per dare il suo assenso a quella mediazione, esige che il sapere comune non contenga cose che non gli convengano. Una lotta per stabilire cosa si può sapere e cosa va rimosso che, ai primordi, avviene mediante la prevaricazione fisica e poi psichica, cioè la furberia.

Finché, a partire diciamo da un po’ più di due milioni di anni fa, quel tipo di homo non a caso chiamato habilis inizia ad acquisire le prime rudimentali forme di intelligenza. Salvo, disgraziatamente, a inventare subito dopo la tendenziosità.

Insomma, il cervello umano è immutato da circa 35.000 anni, dall’affermazione dell’homo sapiens- sapiens, benché il cervello del sapiens (una sola volta sapiens), fosse circa lo stesso già da 200.000 anni, e anche il cervello del Neanderthal, comparso circa 700.000 anni fa, e scomparso circa 30.000 anni fa, avesse una capacità di pensiero simile.

Dove voglio arrivare? Al fatto che il cammino dell’umanità è stato così lento a causa della furberia \ strategismo!

Voglio affermare che quegli uomini erano dotati di cervelli come i nostri, capaci di forme primordiali di intelligenza da circa 2.000.000 di anni, e di forme acute da diciamo 500.000 anni.

Voglio affermare che se non riuscirono a creare una civiltà in cui il tempo delle piramidi era già da centinaia di migliaia di anni un tempo di viaggi siderali fu perché glielo impedì la stessa tara che frustra voi: lo strategismo.

Così come è stato lo strategismo, quando la civiltà, con ritmi lentissimi, ha raggiunto lo stadio attuale, che l’ha resa tale da pregiudicare l’abitabilità della Terra.

L’intelligenza è cioè cruciale, perché consente di accedere a forme di organizzazione sociali particolarmente proficue.

Organizzazione tipica anche di molti animali, come le api, che però non sono intelligenti, perché il loro operare è frutto di una selezione automatica per fini di sopravvivenza e di sviluppo, e al massimo esprime partecipatività, come nel cane che, in funzione delle sue esigenze emotive, quindi per quello che serve a lui, è in grado di spingere la sua partecipatività a livelli molto avanzati e flessibili, ma sarà intelligente solo quando saprà capire se hai fame e se dividere con te la scodella.

Animali che non esprimono mai intelligenza perché essa si identifica con quel volersi sviluppare passando attraverso lo sviluppo degli altri che nasce quando gli uomini scoprono i nuclei primordiali di ciò che si configurerà come generosità, che è quasi sinonimo di intelligenza, ma non necessariamente di amore.

Amore, o ciò che di solito si qualifica tale, che non si identifica automaticamente con l’intelligenza perché è sempre connotato dalla partecipatività, ma non automaticamente dalla generosità, ben potendosi amare in modo egoistico (furbesco) per goderne per quel che serve a noi; come il cane il padrone, o il satrapo le sue donne.

Amore che quando, anziché essere fondato, come oggi, sul dominare o essere dominati, sarà fondato sulla dialogicità \ intelligenza \ generosità, avrà esiti di grande potenza e particolarità.

Generosità \ intelligenza che l’uomo di Neanderthal testimonia di avere da centinaia di migliaia di anni per il sol fatto, ad esempio, di compiere gesti struggenti quali il seppellire i suoi cari in prossimità del fuoco perché possano godere del suo calore nei veri e propri “vani” che scavava nella roccia per allocarvi il tipo di civiltà che gli consentì di vivere in era glaciale.

Civiltà che è stata rallentata dal fatto che la prevaricatorietà \ egoismo \ furberia \ strategismo, in quanto rivolti, non a cercare soluzioni, ma a far conseguire vantaggi a chi li esercita, non possono innescare quella logica virtuosa di produzione automatica e continua di risultati positivi che innescherebbe la dialogicità, ma causano anzi serie ininterrotte di sempre più aggrovigliati problemi e contraddizioni che conducono all’inestricabilità e alla reiterazione infinita sia delle problematiche che dei rituali pseudo-risolutori, ovvero alla perpetuazione del male.

Inestricabilità che si insedia anche nelle menti di chi pratica lo strategismo, che finirà per ingrossare le fila degli individui caratterizzati dalle svariate tipologie di insufficienza o inadeguatezza mentale.

Perché, come per i bersagli fisici anche i bersagli intellettuali, per colpirli, bisogna mirargli.

Significa che se uno scienziato vuole giungere a una scoperta deve essere generoso, perché altrimenti la sua mente lavorerà per arrecargli vantaggi, e non saprà seguire la pista per giungere alla comprensione a cui aspira.

Ecco così che a Roma, a Gaza, a Londra, a New York, nel mondo, gli avvocati, i politici, gli scienziati, i filosofi, le persone, ricominciano ogni mattina come se fosse il primo mattino del mondo a dire e a fare con lo stesso tono e negli stessi modi le cose che da sempre non hanno mai risolto pressoché nulla.

Pressoché nulla perché alla fine i cambiamenti pure avvengono, ma con una lentezza e delle modalità che li rendono impercettibili e li guastano prima che si compiano, e con un immenso dispendio di energie, perché il lavorio dei meccanismi produce risultati mille volte no e una sì.

In regime dialogico, invece, iniziando alle 8 di un giorno qualsiasi, i soli 200.000 avvocati italiani produrrebbero prima di sera tipologie di cambiamenti mai realizzati dalla fondazione di Roma. Capite ora perché, se io scrivo cose come queste e voi vi alleate con la parte meno nobile e degli apparati e della magistratura per fermarmi, voi e io non possiamo stare nello stesso albo?

Voi cioè, per poter essere iscrivibili nel vero albo, il mio, avreste dovuto sì sollevarmi dalle cure della professione, ma aiutandomi in tutti i modi a sostenere le mie tesi e facendo sì che potessi conseguire un livello di riconoscimento sociale che non mi costringesse, come ho scritto nel 1986, “a lavorare finanche da avvocato per finanziare la mia rivoluzione senza sangue, senza morti e senza sconfitti.”

Voi e vostri colleghi di tutta Italia, avreste dovuto cioè divenire i sostenitori della mia cultura, usando la quale avreste cambiato con facilità il mondo; che invece vi sta cadendo sul capo.

Ma, visto che insistete a non farlo fin da quando, oltre 25 anni fa, iniziai a divulgare i miei scritti anche nel tribunale di Roma, vediamo il perché.

Ebbene, non lo fate, nonostante non vi spiacciano certo gli argomenti giuridici che io formulo nell’interesse della civiltà e voi copiate per lucrarci, perché siete solo degli squallidi evasori fiscali e previdenziali, dei vili, degli abboffini chini come cani sulle scodelle, degli accattoni che non riescono a vedere a un palmo dal naso e sfruttano la furberia per strappare brani di cibo dal corpo agonico della civiltà.

Perché me la prendo proprio con voi? Me la prendo con voi perché dovreste avere i requisiti morali per provare la vergogna; perché ho detto all’inizio che solo gli avvocati hanno il tipo di esperienza e di consapevolezza giuridica adatto a domare la fraudolenza moderna; perché tra tutti gli avvocati del mondo voi siete quelli dell’Italia e di Roma, cioè dei luoghi in cui da sempre è stata coniata la civiltà, perché l’Eneide è il codice dei valori dell’occidentalesimo, e in essa sono confluiti i valori dell’aristocrazismo greco pagano, codificato da Omero nell’Iliade e nell’Odissea, e del concettualesimo ebraico cristiano, codificato nella Bibbia.

Chi dunque, se non voi, può alzare lo scudo contro la barbarie che ci sta divorando? I Perry Mason?

O gli Obama e le Merkel, eletti quali garanti dell’immobilismo culturale funzionale al potere bancario?

Se me la prendo solo con voi o con tutta la categoria?

Me la prendo con tutta la categoria, salvo eccezioni, ma ci sono tra i normali iscritti all’albo e voi delle differenze, perché il normale iscritto ha più che altro la colpa di avervi votato.

Voi invece, a fronte dei vantaggi e onori del vostro ruolo, avreste il dovere di riconoscere e sostenere con adeguati gesti istituzionali ciò che conta; sicché l’esservi alleati con i nemici della mia cultura, delle mie scoperte scientifiche, della mia scoperta del modo di formazione del pensiero, è un tradimento a voi stessi, alla categoria e alla società.

Chiedete a me perché mai avreste fatto una cosa simile?

Secondo la vulgata è per invidia, ed è vero, perché nei miei confronti siete invidiosi come scimmie, sia voi che gli altri avvocati d’Italia, per non parlare dei napoletani.

Lo so anche perché ho inviato per anni le mie mail circolari a 75.000 avvocati di tutta Italia, con medie di cliccaggi fino al 25%, e “invidia” è la parola che trasuda dai molteplici dati che forniscono i programmi che descrivono ogni aspetto degli accessi al sito.

Un’invidia da “pezzenti e cazzi arrizzati”. “Pezzenti” nel senso di moralmente immiseriti dall’abdicazione culturale e intellettuale a un potere che vi sta soffocando sotto gli occhi i figli, le mogli, la vita, nell’insoddisfazione, nell’alienazione, nella droga, nella psicosi, nella disoccupazione, senza che muoviate un dito, e aiutandolo anzi nel combattere me che lo contrasto; e “cazzi arrizzati” nel senso di pervasi dalla convinzione che il diritto a esprimersi comporti l’automatica rilevanza delle puttanate che pensate e dite, per cui, avendo maturato una sia pur frustrata supponenza, perché è ovvio che nessuno vi pensa, e meno che mai vi pensate tra voi, ecco, sol che vi si tocchi, che vi ergete.

Ma io so che il male di per sé non esiste perché non è funzionale allo sviluppo, e la natura non lo ha selezionato. Per cui, se si vuol ledere un altro è sempre per procurare a sé un bene, magari in maniere anomale.

La gelosia, l’invidia, l’odio, sono cioè una fondamentale griglia che serve a impedire la velleità di riconoscimento, perché, se non ci fossero, chissà cosa ognuno di noi sarebbe capace di rivendicare.

Tant’è che non siete invidiosi dei soggetti innocui, come calciatori o rock star, o che consideriate utili, come i politici di comodo.

Ne deriva, a vostro maggior disonore, che vi sforzate di soffocarmi nei miasmi della vostra invidia e livore proprio perché sapete che sono un riformatore, e inoltre le mie tesi, e i miei ricorsi ex lege Pinto, legge causata da me quando ero parlamentare europeo, hanno la forza di rendere veloce la giustizia.

E’ indubbio, infatti, come scrivo sull’intestazione dei miei atti, che “..Se la civiltà è figlia del controllo la disfunzione della giustizia civile e amministrativa è necessariamente la madre dell’attuale stato delle cose.”

Disfunzione che voi potreste far cessare in un attimo, perché non siete i normali cittadini, che non capiscono e non sanno come reagire. Voi conoscete le frodi, i trucchi, i segreti di tutti, e siete anzi gli architetti di ogni broglio e raggiro, a partire dal signoraggio. Siete quelli che fanno scivolare nelle tasche della giustizia gli argomenti irresistibili per indurla a “non capire” che nei processi per usura deve rinviare a giudizio i consigli di amministrazione delle banche, non i funzionari delle agenzie; o per convincerla a “farsi sfuggire” che, per essere paritario l’anatocismo, bisognerebbe che il tasso non fosse il 10% al passivo, e lo 0,01% all’attivo, e che ci fosse un attivo.

Non capite perché mai non dovreste volere una giustizia veloce?

Non la volete, bari e bugiardi che non siete altro, intanto perché cambierebbe il mondo, e siete preda di un conservatorismo così sclerotico da concepire solo la stasi, ma soprattutto perché siete 200.000, e sapete che farebbe crollare il numero delle cause, perché in ogni causa c’è uno che ha torto e che eviterebbe la lite se sapesse che la settimana dopo sarebbe colpito da una sentenza, o al limite la definirebbe negli uffici di conciliazione, oggi negletti per gli stessi motivi.

Dietro la vostra invidia c’è insomma la paura che se le miei tesi divengono troppo note rimanete disoccupati.

Una paura che dimostra che dei giuristi non avete che le toghe, perché siete presi solo di voi e indifferenti al destino del mondo poiché la quasi totalità delle cose che ci soffocano sono perseguibili penalmente e civilmente.

Dei ciechi opportunisti che non capiscono neanche che la nuova società avrebbe bisogno di un numero infinito di veri esperti di cose giuridiche, data ormai la complessità di tutto, per cui è questo il tipo di servizio che dovreste specializzarvi a rendere, laddove pochissimi sanno fare qualcosa di diverso da quel che fate in massa.

E non basta. Voi sapete che il sistema fiscale è illecito, perché lo avete letto dal mio volantino sul signoraggio, e che basterebbe nazionalizzare la BCE, la Banca d’Italia e le altre banche centrali, che tutti credono siano già pubbliche, e finirebbe il debito pubblico, e non occorrerebbe più pagare le tasse, perché servono solo a comprare i soldi dalle banche centrali.

E che fate dinanzi a simili cose?

Niente altro che accanirvi a cercare di evadere e a tenere in piedi un giro di cause faraonico che serve solo a voi!

Lo faccio anch’io? No io no. A prescindere che le mie cause sono sempre funzionali allo sviluppo, le faccio per finanziare il cambiamento, e non ho conservato un euro dei molti che ho guadagnati, perché li ho spesi tutti in propaganda, libri, volantinaggi.

Ho sbagliato perché non dovevo generalizzare? No, non ho sbagliato. Sull’intestazione ci sono da sempre i miei numeri di telefono.

Anche ora, chi vuole aderire può chiamarmi o scrivermi.

Alfonso Luigi Marra

Lettera al Premier Silvio Berlusconi. Marco Saba


e, p.c. al ministro Tremonti.

Bergamo, 31 agosto 2010

Oggetto: Crisi economica: scartato il resto, proviamo con la sanità mentale

Caro premier,

sono ormai anni che su internet c’è una campagna d’informazione sullo scandalo nazionale – e internazionale – della rendita monetaria affidata a privati tramite l’atto di alto tradimento chiamato Trattato di Maastricht. Ne informammo anche Cossiga, che ne fu il responsabile, ma si vede che preferì morire piuttosto che tirare fuori un po’ d’onestà.

Ora Lei che è ancora vivo, e che ha una certa età, potrebbe forse dare una svolta alla sua carriera alla grande, denunciando questo scandalo pubblicamente nelle televisioni, come già ha fatto in sordina su Il Giornale, coi bellissimi articoli di Ida Magli. Le citazioni dotte si possono mettere in fila, come prove anche da portare in un Tribunale, partendo dal procuratore generale Bruno Tarquini nel 1997, passando per Guido Tabellini rettore della Bocconi, ricordando il precursore prof. Giacinto Auriti ed il questore di polizia – ex Gladio – Arrigo Molinari, ucciso a coltellate poco prima di testimoniare in merito in Tribunale. Possiamo citare anche il prof. Antonino Galloni, piuttosto che una serie di avvocati tra cui Alfonso Luigi Marra e Marco Della Luna, giusto per analizzare meglio i risvolti penali, se ce ne sarà tempo…

Naturalmente non mancano citazioni estere di illustri cattedratici, fino ad arrivare alla London School of Economics che – in uno scritto recente di un suo illustre membro – parla apertamente del falso in bilancio della BCE.

Il tempo era denaro, ora ?

Con Basilea II (o III), nel dicembre 2011, verranno stretti i cordoni del credito, moltiplicando per quattro i requisiti di riserva obbligatoria. Questo decimerà le rimanenti linee di credito delle PMI italiane (oltreché europee in genere), nonché le linee di credito degli altri soggetti della clientela bancaria. Questa operazione di strozzamento è voluta per ricapitalizzare le banche assorbendo i beni reali della clientela che non potrà saldare il debito: si tratta, ad esempio, degli assets di molti cittadini che l’hanno votata, Signor Premier!

Su internet non manca una spiegazione quanto mai approfondita ed in varie lingue di come questa rendita monetaria (signoraggio) sia sottratta da un sistema bancario andato a male con – finora – l’allegro disinteresse dei tanti politici (salvo alcuni eroi). Questa campagna virale su internet creerà – se già non lo sta facendo – un effetto di risonanza che porterà in piazza milioni di persone. Infatti, la cifra sottratta ad ogni – OGNI! – italiano si aggira ormai su circa 1,5 milioni di euro.

Appena la quantità di disperati che hanno evitato il suicidio arriverà ad un 15% della popolazione…. stiamo parlando di almeno 8 milioni di incazzati, vorrei davvero capire se lei crede che non si accoderanno anche le forze dell’ordine, alle quali con il pizzo del signoraggio è stata da anni dimezzata la busta paga…

Questa massa furiosa vi chiederà ragione del vostro silenzio, e mi pare difficile credere lo farà sottovoce. Come pensa di fermarli? Con escort e spacciatori di coca libera per tutti? Con biglietti omaggio per entrare al Billionaire? Con foto osé dedicate in villa Certosa?

Non credo proprio. Occorre – caro premier – che lei tenga conto della rabbia che da anni il popolo ha ingoiato a causa delle ruberie sempre più clamorose del sistema bancario. Occorre che lei faccia almeno un sondaggio, per vedere se effettivamente quanto dico rischia di avverarsi o meno. Occorre che lei si faccia spiegare da Putin come ha fatto a cacciare gli oligarchi dal suo paese. Perché questi oligarchi, se non li caccia lei in qualche modo, verranno inseguiti da una popolazione vendicativa con gli occhi iniettati di sangue. Zombi che non hanno più nulla da perdere contro i pochi che hanno rubato tutto. Come finirà? 1, 2 o X ? Oppure si può far qualcosa PRIMA.

Prima che il redde rationem venga invocato vox populi?

Non si potrebbero rimettere in auge i Biglietti Di Stato a Corso Legale (ma anche a corso libero, eventualmente) per pagare il welfare a chi, a causa della distruzione pianificata del sistema manifatturiero, è costretto a rimanere senza lavoro?

A chi, con i 500 euro che voi vi fate una pippata è costretto a camparci un mese intero?

Non si potrebbe prevedere un reddito di cittadinanza che a una Banca Di Stato non costerebbe quasi niente? Oppure vogliamo aspettarci tutti quanti di goderci quest’ultimo olocausto?

Ci pensi. E poi, per cortesia, ci faccia sapere.

Con tanti cari auguri per un produttivo rientro dalle ferie,

Marco Saba

Lettera al Premier Silvio Berlusconi. Marco Saba

Lettera al premier Silvio Berlusconi
e, p.c. al ministro Tremonti.
Bergamo, 31 agosto 2010
Oggetto: Crisi economica: scartato il resto, proviamo con la sanità mentale
Caro premier,
sono ormai anni che su internet c’è una campagna d’informazione sullo scandalo nazionale – e internazionale – della rendita monetaria affidata a privati tramite l’atto di alto tradimento chiamato Trattato di Maastricht. Ne informammo anche Cossiga, che ne fu il responsabile, ma si vede che preferì morire piuttosto che tirare fuori un po’ d’onestà.
[1]
Ora Lei che è ancora vivo, e che ha una certa età, potrebbe forse dare una svolta alla sua carriera alla grande, denunciando questo scandalo pubblicamente nelle televisioni, come già ha fatto in sordina su Il Giornale, coi bellissimi articoli di Ida Magli. Le citazioni dotte si possono mettere in fila, come prove anche da portare in un Tribunale, partendo dal procuratore generale Bruno Tarquini nel 1997, passando per Guido Tabellini rettore della Bocconi, ricordando il precursore prof. Giacinto Auriti ed il questore di polizia – ex Gladio – Arrigo Molinari, ucciso a coltellate poco prima di testimoniare in merito in Tribunale. Possiamo citare anche il prof. Antonino Galloni, piuttosto che una serie di avvocati tra cui Alfonso Luigi Marra e Marco Della Luna, giusto per analizzare meglio i risvolti penali, se ce ne sarà tempo…

Naturalmente non mancano citazioni estere di illustri cattedratici, fino ad arrivare alla London School of Economics che – in uno scritto recente di un suo illustre membro – parla apertamente del falso in bilancio della BCE.
Il tempo era denaro, ora ?
Con Basilea II (o III), nel dicembre 2011, verranno stretti i cordoni del credito, moltiplicando per quattro i requisiti di riserva obbligatoria. Questo decimerà le rimanenti linee di credito delle PMI italiane (oltreché europee in genere), nonché le linee di credito degli altri soggetti della clientela bancaria. Questa operazione di strozzamento è voluta per ricapitalizzare le banche assorbendo i beni reali della clientela che non potrà saldare il debito: si tratta, ad esempio, degli assets di molti cittadini che l’hanno votata, Signor Premier!
Su internet non manca una spiegazione quanto mai approfondita ed in varie lingue di come questa rendita monetaria (signoraggio) sia sottratta da un sistema bancario andato a male con – finora – l’allegro disinteresse dei tanti politici (salvo alcuni eroi). Questa campagna virale su internet creerà – se già non lo sta facendo – un effetto di risonanza che porterà in piazza milioni di persone. Infatti, la cifra sottratta ad ogni – OGNI! – italiano si aggira ormai su circa 1,5 milioni di euro.
Appena la quantità di disperati che hanno evitato il suicidio arriverà ad un 15% della popolazione…. stiamo parlando di almeno 8 milioni di incazzati, vorrei davvero capire se lei crede che non si accoderanno anche le forze dell’ordine, alle quali con il pizzo del signoraggio è stata da anni dimezzata la busta paga…
Questa massa furiosa vi chiederà ragione del vostro silenzio, e mi pare difficile credere lo farà sottovoce. Come pensa di fermarli? Con escort e spacciatori di coca libera per tutti? Con biglietti omaggio per entrare al Billionaire? Con foto osé dedicate in villa Certosa?
Non credo proprio. Occorre – caro premier – che lei tenga conto della rabbia che da anni il popolo ha ingoiato a causa delle ruberie sempre più clamorose del sistema bancario. occorre che lei faccia almeno un sondaggio, per vedere se effettivamente quanto dico rischia di avverarsi o meno. Occorre che lei si faccia spiegare da Putin come ha fatto a cacciare gli oligarchi dal suo paese. Perché questi oligarchi, se non li caccia lei in qualche modo, verranno inseguiti da una popolazione vendicativa con gli occhi iniettati di sangue. Zombi che non hanno più nulla da perdere contro i pochi che hanno rubato tutto. Come finirà? 1, 2 o X ? Oppure si può far qualcosa PRIMA.
Prima che il redde rationem venga invocato vox populi?
Non si potrebbero rimettere in auge i Biglietti Di Stato a Corso Legale (ma anche a corso libero, eventualmente) per pagare il welfare a chi, a causa della distruzione pianificata del sistema manifatturiero, è costretto a rimanere senza lavoro?
A chi, con i 500 euro che voi vi fate una pippata è costretto a camparci un mese intero?
Non si potrebbe prevedere un reddito di cittadinanza che a una Banca Di Stato non costerebbe quasi niente? Oppure vogliamo aspettarci tutti quanti di goderci quest’ultimo olocausto?
Ci pensi. E poi, per cortesia, ci faccia sapere.
Con tanti cari auguri per un produttivo rientro dalle ferie,
Marco Saba


Lettera al Premier Silvio Berlusconi. Marco Saba

e, p.c. al ministro Tremonti.
Bergamo, 31 agosto 2010
Oggetto: Crisi economica: scartato il resto, proviamo con la sanità mentale
Caro premier,
sono ormai anni che su internet c’è una campagna d’informazione sullo scandalo nazionale – e internazionale – della rendita monetaria affidata a privati tramite l’atto di alto tradimento chiamato Trattato di Maastricht. Ne informammo anche Cossiga, che ne fu il responsabile, ma si vede che preferì morire piuttosto che tirare fuori un po’ d’onestà.
[1]
Ora Lei che è ancora vivo, e che ha una certa età, potrebbe forse dare una svolta alla sua carriera alla grande, denunciando questo scandalo pubblicamente nelle televisioni, come già ha fatto in sordina su Il Giornale, coi bellissimi articoli di Ida Magli. Le citazioni dotte si possono mettere in fila, come prove anche da portare in un Tribunale, partendo dal procuratore generale Bruno Tarquini nel 1997, passando per Guido Tabellini rettore della Bocconi, ricordando il precursore prof. Giacinto Auriti ed il questore di polizia – ex Gladio – Arrigo Molinari, ucciso a coltellate poco prima di testimoniare in merito in Tribunale. Possiamo citare anche il prof. Antonino Galloni, piuttosto che una serie di avvocati tra cui Alfonso Luigi Marra e Marco Della Luna, giusto per analizzare meglio i risvolti penali, se ce ne sarà tempo…


Naturalmente non mancano citazioni estere di illustri cattedratici, fino ad arrivare alla London School of Economics che – in uno scritto recente di un suo illustre membro – parla apertamente del falso in bilancio della BCE.

Il tempo era denaro, ora ?
Con Basilea II (o III), nel dicembre 2011, verranno stretti i cordoni del credito, moltiplicando per quattro i requisiti di riserva obbligatoria. Questo decimerà le rimanenti linee di credito delle PMI italiane (oltreché europee in genere), nonché le linee di credito degli altri soggetti della clientela bancaria. Questa operazione di strozzamento è voluta per ricapitalizzare le banche assorbendo i beni reali della clientela che non potrà saldare il debito: si tratta, ad esempio, degli assets di molti cittadini che l’hanno votata, Signor Premier!

Su internet non manca una spiegazione quanto mai approfondita ed in varie lingue di come questa rendita monetaria (signoraggio) sia sottratta da un sistema bancario andato a male con – finora – l’allegro disinteresse dei tanti politici (salvo alcuni eroi). Questa campagna virale su internet creerà – se già non lo sta facendo – un effetto di risonanza che porterà in piazza milioni di persone. Infatti, la cifra sottratta ad ogni – OGNI! – italiano si aggira ormai su circa 1,5 milioni di euro.
Appena la quantità di disperati che hanno evitato il suicidio arriverà ad un 15% della popolazione…. stiamo parlando di almeno 8 milioni di incazzati, vorrei davvero capire se lei crede che non si accoderanno anche le forze dell’ordine, alle quali con il pizzo del signoraggio è stata da anni dimezzata la busta paga…

Questa massa furiosa vi chiederà ragione del vostro silenzio, e mi pare difficile credere lo farà sottovoce. Come pensa di fermarli? Con escort e spacciatori di coca libera per tutti? Con biglietti omaggio per entrare al Billionaire? Con foto osé dedicate in villa Certosa?
Non credo proprio. Occorre – caro premier – che lei tenga conto della rabbia che da anni il popolo ha ingoiato a causa delle ruberie sempre più clamorose del sistema bancario. occorre che lei faccia almeno un sondaggio, per vedere se effettivamente quanto dico rischia di avverarsi o meno. Occorre che lei si faccia spiegare da Putin come ha fatto a cacciare gli oligarchi dal suo paese. Perché questi oligarchi, se non li caccia lei in qualche modo, verranno inseguiti da una popolazione vendicativa con gli occhi iniettati di sangue. Zombi che non hanno più nulla da perdere contro i pochi che hanno rubato tutto. Come finirà? 1, 2 o X ? Oppure si può far qualcosa PRIMA.
Prima che il redde rationem venga invocato vox populi?
Non si potrebbero rimettere in auge i Biglietti Di Stato a Corso Legale (ma anche a corso libero, eventualmente) per pagare il welfare a chi, a causa della distruzione pianificata del sistema manifatturiero, è costretto a rimanere senza lavoro?
A chi, con i 500 euro che voi vi fate una pippata è costretto a camparci un mese intero?
Non si potrebbe prevedere un reddito di cittadinanza che a una Banca Di Stato non costerebbe quasi niente? Oppure vogliamo aspettarci tutti quanti di goderci quest’ultimo olocausto?

Ci pensi. E poi, per cortesia, ci faccia sapere.
Con tanti cari auguri per un produttivo rientro dalle ferie,
Marco Saba

domenica 22 agosto 2010

La rivelazione di Bankenstein

La rivelazione di Bankenstein, durante il processo


ovvero: il mistero del signoraggio spiegato al volgo

(inediti appunti per un romanzo di F. Cossiga. Quello che segue è un riassunto molto abbreviato a cura di M.S.)


E fu così che dài, picchia e ména, dopo una campagna durata anni su internet, e a seguito della crisi sempre più grave che stava facendo collassare l’intera società in Italia, la magistratura si vide obbligata a mettere sotto processo Bankenstein. Quello che segue è un’ipotesi fantasiosa della difesa di Bankenstein di fronte alle terribili accuse, esasperate dalla preoccupazione stessa del corpo magistrale che credeva di rischiare di esser chiamato a sua volta a rispondere come capro espiatorio della situazione.

L’accusa: “La terribile denuncia presentata presso la Procura di Roma etc. etc.”

Bankenstein: “Vostro Onore, a questo punto dobbiamo scoprire le carte. Siamo costretti a rivelare il piano, il grande piano glorioso, che speravamo di poter proseguire con la dovuta discrezione, ed in silenzio, per il bene di NOI tutti. Le accuse gravissime rivolteci non possono che precludere null’altro. Ne va della nostra sopravvivenza, non solo fisica, ma – e soprattutto – morale.

Le accuse temerarie che in quest’aula abbiamo sentito echeggiare, rimbalzate attraverso una odiosa campagna pluriennale su internet, da parte di personaggi oramai famosi di cui non ripeteremo il nome per non violare la privacy e per non dare loro ulteriore pubblicità, queste accuse infami ed infamanti, dicevo, sono dovute alla crassa ignoranza di persone irresponsabili che – fors’anche in buona fede – hanno arrecato un danno gravissimo e purtroppo irreparabile a quel delicato equilibrio che, almeno negli ultimi tre secoli, avevamo creduto di costruire, per il bene dell’umanità tutta. E spiegherò nel seguito cosa intendo. Partiamo dalla parola “umanità”. E’ evidente che questo sistema bancario non è stato creato per dar credito a “cani e porci”, ma solo a quella parte evoluta di esseri umani – per l’appunto – che chiameremo “umanità”. Quello che intendo è che non basta semplicemente avere le sembianze di un essere umano per esser ritenuto umano. Altrimenti, Vostro Onore, riterreste forse umani Napoleone, Hitler o Mussolini? Sappiamo bene che no. Ma a fianco di questi leader disumani, esiste una pletora di funzionari altrettanto abietti di cui la storia ha dimenticato i nomi. E che non per questo non son mai esistiti. Perché, Vostro Onore, la struttura della società umana da seimila anni ha forma piramidale e gerarchica, quindi, se il vertice è marcio… ci siamo capiti. Io sono un banchiere, certamente. Faccio parte di quella categoria di illuminati che vive nell’ombra, proprio per evitare il più possibile che il potere politico corrotto non m’abbia a fare pressioni, a scopo di esaudire i desiderata di un elettorato più corrotto ancora. Perché, Vostro Onore, ormai la cosa è di dominio pubblico: il nostro grande potere, di noi banchieri, consiste nel creare moneta dal nulla. Dal nulla sì, ma non per nulla! Abbiamo uno scopo che ci siamo prefissati in millenni di riunioni discrete – e non cospirazioni – che è sempre quello: il bene dell’umanità. Una delle nostre associazioni dalle quali attingiamo per gli elementi più puri, da destinare ai vertici del comando, ha per altro questo motto evidente: Libertà, uguaglianza. fraternità. Un’altra addirittura, per esser più chiari, si chiama Opera Divina! Vi pare possibile, Signori della Corte, proprio davanti a voi che avevamo seduti accanto durante le relazioni di fine d’anno della Banca d’Italia, che avremmo osato tanta sfacciataggine? Il potere del denaro lo abbiamo sempre usato per evitare di dar voce alle masse, quelle che – per esempio – recenti leader della sinistra (PD, Bersani) hanno detto non avrebbero mai seguito. Come dargli torto? Chi vorrebbe farsi influenzare da una massa vociante, ignorante e furiosa? Gente che è capace di accapigliarsi allo stadio oppure perdersi su internet alla ricerca di siti ancor più osceni di loro? Dante disse bene che non siamo stati creati per viver come bruti… proprio per questo nacque il mestiere di banchiere. Si pensò, cioè, ad un certo punto, di isolare la parte sana della società dalla massa melmosa. Si misero in opera associazioni estremamente selettive, ma aperte a tutti, per selezionare uomini liberi e di buoni costumi che, per i loro elevati requisiti di statura morale, potessero garantire obbedienza, fedeltà e rispetto dei loro pari. Nonostante le accuse apparse su internet, che addirittura vedrebbero nella Banca dei Regolamenti Internazionali di Basilea una specie di Spectre, le nostre organizzazioni sono assolutamente democratiche. Quando all’interno di un FMI o della Banca Mondiale decidiamo di lasciar crepare un paese perché lo riteniamo troppo poco corrotto, o meglio, poco incline a seguire i nostri diktat, le decisioni vengono prese in modo assolutamente democratico. Ma questo vale anche a livello di micro-management. Voglio dire, quando decidiamo tutti di adottare criteri di riserva frazionaria al 2%, chi ruba di più viene immediatamente punito! Non è forse correttezza questa? Le NOSTRE regole valgono per tutti. Chi disubbidì fu punito in maniera esemplare (Sindona, Calvi, etc.) Siamo arrivati al punto che, per correttezza, se una banca rubasse meno delle altre, la facciamo subito chiudere! Non c’è qua tempo e spazio per riassumere di come, negli ultimi seimila anni, la nostra azione coordinata ha evitato gravissime conseguenze per l’umanità: guerre, carestie, genocidi che non si sono visti. D’altra parte, che prove potrei portare? Sarebbe stato come chiedere a Saddam Hussein di dimostrare che NON aveva armi di distruzione di massa! Quello che potremmo invece dimostrare facilmente, in tema monetario, è che non abbiamo armi di DISTRIBUZIONE di massa, ed è per questo che siamo arrivati a questa situazione incresciosa. Ma la cosa era voluta, perché attraverso la scarsità artificiale della disponibilità di moneta e credito, abbiamo potuto attuare un meccanismo di selezione della specie: solo i più forti, o i predatori migliori, sopravvivono! Non è questo il meccanismo divino? Con gli animali, non succede lo stesso? Mica saremo peggiori degli animali, no? Quindi, almeno questo ve lo dovevamo. Certo, poi c’è sempre qualche anima bella, qualche bell’ingegno che, con la lente d’ingrandimento, si fossilizza su qualche milione di morti qua e là. Ma quelli che abbiamo risparmiati? Vostro Onore, fa sempre più rumore un albero che casca di cento che crescono! Ma se questi ed altri argomenti che potrei portare, ci fosse solo il tempo, non vi convincono, ve ne basti solo uno: chiunque può diventare un banchiere! Era questo il segreto del romanzo di Kafka, quando alla fine al condannato gli si dice che avrebbe potuto tranquillamente varcare la soglia della porta della salvezza, se solo avesse voluto! Invece, il tapino, si ostinava a chiedere il permesso! Voleva il lasciapassare! Un essere così idiota non meritava che la pena capitale. Come se uno per nascere dovesse richiedere il diploma! Per nascere banchiere noi chiediamo solo un requisito molto semplice, senza tanti fronzoli, ci basta che sia un Uomo d’Onore!”


A quel punto, inavvertitamente, il boia lasciò cadere la lama della ghigliottina… per fortuna nessuno se ne accorse perché era un processo – come spesso accade in ambiente bancario – a porte chiuse

lunedì 16 agosto 2010

Demo(nio)crazia, trappole e traditori. Marco Saba

- STAMPA LIBERA - http://www.stampalibera.com -

Uno statista del secolo scorso diceva che i parlamentari pensavano solo ad essere eletti, dopodiché per quattro anni si facevano i loro affari. Aggiungerei quello che diceva un partigiano, che il parlamento cioè non rappresentava proprio gli italiani a causa del fatto che non c’erano contadini eletti… mentre tra gli italiani ce n’erano parecchi…. Una volta capito che chi dice di rappresentarci fa solo i suoi interessi, diventa facile capire che il sistema non va. Manca solo capire di che interessi si tratta.

Quello che la maggior parte della gente non sa è che oltre ai tre tradizionali poteri fondamentali dello stato, legislativo, esecutivo e giudiziario, esiste un super-potere che è quello della finanza e del sistema bancario. Un potere che da sempre vive nell’ombra delle sue pratiche poco trasparenti, che sceglie e qualifica i propri massimi aderenti attraverso un’opera di selezione effettuata da organizzazioni anodine e talvolta segrete (se non nell’elenco dei suoi membri, nell’elenco delle gesta). Questo sistema del credito e dell’accreditamento perdura da circa 6.000 anni ed ha decretato fortune e sventure di imperi, spesso crollati sull’onda della loro stessa infinita arroganza. La stessa arroganza che leggi oggi negli occhi del funzionario di banca che ti nega un affidamento, o te lo revoca, sapendo che non hai nessuna autorità superiore cui rivolgerti per invocare un giudizio equo o semplicemente “altro”. Perché poi scopri che alla magistratura basta solo la parola del funzionario bancario, sicuramente uomo d’onore, per emettere una condanna o per pignorarti tutto. Un ex concessionario della Ford mi disse ad un certo punto che, esasperato per una situazione simile durante una riunione in banca in cui si decideva della sua situazione creditoria, ebbe a dire a battuta: Ma come si fa per difendersi da voi? Occorre rivolgersi alla mafia? Allorché il direttore generale della banca gli si avvicinò e, sorridendo, gli sussurrò all’orecchio: “Siamo noi la Mafia!”.

Se ci accorgiamo che la prima legge unitaria d’Italia fu l’istituzione del Gran Libro del Debito Pubblico, possiamo cominciare ad insospettirci sulle reali motivazioni dell’Unità d’Italia… Se poi scopriamo che questo libro a sua volta prende a modello quello del Gran Livre de la Dette Publique instaurato nel 1793 in Francia, poco dopo la rivoluzione francese, ci interesserà indagare sul perché quest’ultimo riconosceva come validi tutti gli indebitamenti PRECEDENTI la rivoluzione stessa! LE RENDITE RIMANGONO SEMPRE INTATTE: cambiare tutto per non cambiare niente. E chi le prende queste benedette rendite legate al debito pubblico? Ovviamente, chi detiene i titoli di stato. I misteriosi RENTIERS citati talvolta da ambienti di destra o sinistra al di fuori dei giochi. RENTIERS che sarebbero, secondo l’immagine agiografica propugnata da finti patrioti infedeli e traditori, alla fine riconducibili ad una povera vecchietta che vive della rendita dei titoli. Una specie di vecchia battona che, arrivata ad una certa età, investe il patrimonio faticosamente sudato in titoli del debito di stato, sicuramente!

La vecchia battona si chiama: BANCA D’ITALIA, intendendo il sistema di banche ad essa collegata.

E qui occorre precisare una cosa: le banche non sono intermediarie del credito, ma bensì creatrici del credito. Più del 90% del denaro viene oggi creato dalle banche attraverso false scritture contabili. Una realtà ignorata dai giudici di Pinocchio, ovvio. Specialmente quelli dei tribunali fallimentari. Più fallimentari di così!

Nella targa esposta sulla prima aula penale del Tribunale di Bergamo, i nostri “amici” goliardi vestiti d’ermellino, hanno inciso nella pietra: “Realizzata col contributo della Fondazione del Credito Bergamasco”. Non si vergognano ormai più nemmeno, questi funzionari pagati dalla Banca d’Italia per fare i giudici, attraverso il servizio di Tesoreria dello Stato usurpato dal 1907, affidato senza mai alcuna gara e rinnovato automaticamente ogni vent’anni…

Qui la magistratura deve fare una scelta precisa, per evitare di essere anch’essa giustiziata dal Tribunale della Storia: o con Bankenstein o con il Popolo Italiano. Oppure le sentenze le dovrà emettere “In nome della consorteria dei banchieri italiani”. Individuato il legame che subordina il potere giudiziario a quello bancario, riscontrabile in maniera clamorosa all’interno dei procedimenti fallimentari, dove la moneta falsa dei banchieri vien presa per buona, come fosse davvero un TANTUNDEM, ci rimangono altri due poteri corrotti da analizzare: quello legislativo e quello esecutivo.

Il potere legislativo ci ricollega all’inizio di quest’articolo. La sua corruzione si vede benissimo dal fatto che mai, MAI, sono stati discussi in aula i vari disegni di legge relativi alla ripresa della sovranità monetaria, quelli ispirati al lavoro del professor Giacinto Auriti. Piuttosto si è preferito lasciar cadere i governi invece di semplicemente discuterli in pubblico. E già…. perché l’esempio eclatante della corruzione legislativa lo si riscontra leggendo attentamente la legge sul segreto di stato laddove pone sotto segreto informazioni relative alle scelte economiche e monetarie, negando l’accesso alle prove decisive su azioni eversive dell’ordine costituzionale ed in contrasto con l’art.3 della Costituzione stessa. Tipico frutto ne fu il Trattato di Maastricht, dove di fatto tutta la sovranità economico-monetaria venne ceduta in blocco ad una banca privata derivata dalla società Istituto Monetario Europeo, la BCE.

Quello che sto dicendo è che laddove lo stato decide di destinare oltre il 50% delle risorse per costituire rendite private per personaggi che si nascondono dietro la proprietà delle banche e delle fondazioni, per oligarchi benedetti dall’Opus Dei, sta violando l’articolo dove dice che “è compito della repubblica eliminare gli ostacoli allo sviluppo economico e sociale”, perché proprio questi ostacoli perpetra senza vergogna! Difatti, mentre la BCE, e ancor prima la Banca d’Italia, si è schermata completamente dalle eventuali direttive politico-democratiche sovrane, viceversa essa stessa influisce eccome – attraverso ricatti collegati al debito pubblico – sulle politiche dei paesi UE e dei singoli governi. E quegli atti terroristici di “moral suasion” nei confronti dei governanti sono ancor oggi coperti da segreto di stato… tanto per chiudere il cerchio. Ecco perché a Pierpaolo Pasolini “mancavano le prove” !

A questo punto non rimane che l’esecutivo, il governo ladro, da esaminare. L’esecutivo potrebbe porre fine a questo scempio secolare tramite un decreto d’emergenza che instauri una super-procura anti-Bankenstein, se vuole recuperare credibilità. E disponendo che gli apparati di intelligence elaborino delle strategie e tattiche a supporto di politiche monetarie d’emergenza volte ad evitare che il paese sprofondi ancor più in una depressione senza fine. Il Governo può obbligare il Parlamento almeno a discutere i progetti di legge che esaminano il REDDITO DI CITTADINANZA, una indennità mensile erogabile a tutti fin da subito attraverso l’emissione di una “moneta nazionale d’emergenza”.

Oppure, andate tutti quanti a farvi impiccare sotto al ponte dei frati neri della Goldman Sachs.
URL in questo articolo:



[1] http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/08/demoniocrazia-trappole-e-traditori.html: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/08/demoniocrazia-trappole-e-traditori.html

giovedì 12 agosto 2010

I Signori del signoraggio in crisi. Ugo Gaudenzi

http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=3637

I Signori del signoraggio in crisi. Ugo Gaudenzi




Pubblicato da Nicoletta Forcheri Il 12 agosto 2010 @ 17:46 in Informazione
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http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=3637


Help! Qualcosa non va nel mondo dell’usura atlantica…

Dopo aver smerciato banconote-cambiali dal 1695, e aver imposto al 95 per cento del globo terraqueo il proprio sistema di indebitamento, la Old Lady dell’usura, la Banca d’Inghilterra, naviga in acque agitate. E anche la sua consorella (ex) coloniale, la Federal Reserve nordamericana, accusa qualche problemino.

Andiamo per ordine.



Cominciamo da oltre-Atlantico. La Fed del mecenate Shalom ben Bernanke ha deciso di comprarsi il debito Usa.

Nulla di nuovo. Tale manovra è parte integrante del “sistemino” inventato nella vecchia Londra, in quanto emergente potenza neo-schiavista e neo-coloniale, lo conoscono tutti gli addetti ai lavori.





Vi ricordate? Le Banche centrali tutte – compresa la Banca d’Italia e la Bce, of course – hanno da secoli rapinato agli Stati il diritto di battere moneta. La emettono direttamente loro. Tali istituti centrali – che qualcuno dichiara eufemisticamente “istituzioni” dello Stato – sono in realtà al servizio delle potenti banche d’affari internazionali e delle grandi assicurazioni (e riassicurazioni).



Se la Bce è in realtà, scava scava, una dependance delle banche d’affari anglo-americane pur nascondendosi dietro il paravento della spettrale Bri, la Banca dei regolamenti internazionali, in Italia tale anomalia è addirittura più palese che altrove. La Banca di via Nazionale è palesemente “privata” e di proprietà delle maggiori banche italiane (e straniere).



Per battere moneta, impongono una sorta di tassa, detta signoraggio. E gli Stati pagano questo vergognoso signoraggio.

Gli Stati hanno bisogno di liquidità e tale liquidità, prima a volte, adesso di regola, viene loro versata in cambio di obbligazioni o titoli di debito vari. Tutti caricati ad usura. In cima a questa piramide il Regolatore per antonomasia è il Fmi, che presta a strozzo agli Stati (il caso Grecia è recente e noto, ma la prassi è generalizzata, in queste ore dalla Romania alla Spagna, dal Portogallo all’Ungheria) il denaro per ripianare i debiti e per strangolare perpetuamente le varie economie nazionali. Pretendendo, in sovrappiù, una vergognosa serie di tagli sociali a danno dei cittadini, per essere sicuri – loro i Signori del denaro – di lucrare tutto il lucrabile senza… “spese superflue”.



Ecco, detto questo, gira e rigira, a forza di bolle speculative, di crisi finanziarie e di interventi degli Stati (Usa in testa) a sostegno delle banche e della speculazione della grande finanza, stiamo per assistere ad un suicidio finanziario degli stessi Stati promotori del “sistemino” di usura globale: il tumore sta attaccando, infatti, anche gli stessi Stati Uniti e Gran Bretagna.

Eh, già. Negli Usa non c’è oggi un presidente, ma un “esecutore” della volontà dei Regolatori. Nessun ospite della Casa Bianca vuol fare la fine di J. F. Kennedy, che, poco prima di Dallas, aveva deciso di far emettere direttamente i dollari dal tesoro Usa, bypassando l’usura della Federal Reserve. Con assassinio, dunque, prevedibile, assicurato e consumato.



E anche al di qua dell’Atlantico, per i profitti della Banca Madre, le cose non vanno bene. Nonostante il calo del tasso di usura (lo chiamano tasso primario) praticato dalla Old Lady, le imprese e i cittadini britannici sono assai riluttanti a contrarre nuovi mutui o nuovi prestiti.

Ma così – dicono i Signori del signoraggio – tutto va in bordello! Di questo passo, tali blasonate “istituzioni” non possono più strangolare nessuno!

Che jattura.



E che interessante prospettiva per i popoli del mondo…





11 Agosto 2010 12:00:00 – http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=3637

martedì 3 agosto 2010

Banca d'Italia: a quando l'applicazione della legge?

Di tutto un pò… Banca d’Italia…
…è possibile ridefinire l’assetto proprietario della Banca centrale, senza trasferire alcuna quota: basterebbe procedere ad un aumento di capitale della Banca d’Italia interamente sottoscritto dallo Stato o da un ente pubblico. Le quote possedute dagli azionisti privati sarebbero diluite e la proprietà sarebbe, di fatto trasferita allo Stato.
 segnalato dell’amico Claudio Toppano
 http://www.camera.it/409?idSeduta=114&Resoconto=allegato_a.197200




La Camera, premesso che:
l’integrazione della Banca d’Italia nell’ambito del Sistema europeo di banche centrali rende la stessa partecipe delle scelte relative alla determinazione ed all’attuazione della politica monetaria dell’Europa
che, come obiettivo principale, persegue il mantenimento della stabilità dei prezzi;
a questo si aggiunga che, in considerazione della consolidata organizzazione e presenza territoriale, tutte le banche centrali nazionali saranno chiamate a svolgere importanti compiti di natura operativa al fine di realizzare l’obiettivo della stabilità dei prezzi e di esercitare la vigilanza sul sistema bancario;
nonostante l’evidente interesse pubblico e nazionale del ruolo della Banca d’Italia, essa ha conservato per molti aspetti l’originaria struttura societaria privatistica, specie con riferimento al proprio capitale;
le quote di partecipazione possono essere cedute, previo consenso del Consiglio superiore, solamente da uno ad altro ente compreso nelle categorie indicate dallo Statuto della Banca d’Italia.
In ogni caso deve essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca d’Italia da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di
voto sia posseduta da enti pubblici;
le quote di partecipazione al capitale della banca possono appartenere anche a società per azioni esercenti attività bancaria, risultanti dalle operazioni di trasformazione delle casse di risparmio e degli istituti di credito di diritto pubblico di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 20 novembre 1990, n. 356, recante disposizioni per la ristrutturazione e per la disciplina del gruppo creditizio, ovvero alle fondazioni bancarie;
le fondazioni hanno natura eminentemente privatistica così come stabilito dall’articolo 2 del decreto legislativo citato laddove vengono definite «persone giuridiche private senza fine di lucro, dotate di piena autonomia statutaria e gestionale»;
il capitale della Banca è attualmente ripartito fra 94 azionisti, 87 dei quali con diritto di voto. Tra i soci con diritto di voto, rientrano 79 società bancarie (84,5 per cento del capitale sociale), un istituto di previdenza (5 per cento del capitale sociale) e 7 istituti di assicurazione (10,5 per cento del capitale sociale);
quale che sia il capitale della Banca d’Italia la sua proprietà non é mai indifferente rispetto all’azione della Banca e all’interesse generale del Paese. Del resto, se l’autonomia dell’istituto non fosse legata all’assetto proprietario del suo capitale, non avrebbero senso le previsioni del suo statuto volte a mantenere in mano pubblica la maggioranza delle quote del capitale;
non a caso, la disciplina dei maggiori Paesi stranieri é univoca nel senso di mantenere in capo al soggetto pubblico il controllo del capitale delle banche centrali;
la necessità di salvaguardare l’autonomia della banca centrale porta quindi alla conclusione che sia necessario fissare per legge il principio per cui il capitaledella Banca d’Italia deve essere integralmente pubblico, come già previsto in Germania, in Francia e in Inghilterra;
la legge n. 262 del 28 dicembre 2005 (entrata in vigore il 12 gennaio successivo) prevede che entro tre anni la proprietà debba essere trasferita allo Stato o ad altri enti pubblici secondo modalità da definire;
sul valore della partecipazione in possesso delle banche al capitale della Banca centrale nessuno sa  rispondere, tant’è vero che ogni banca dà una valutazione diversa delle quote che possiede;
se ci si basa sul patrimonio della Banca d’Italia, la valutazione complessiva è intorno ai 20 miliardi di euro. Ma il patrimonio della Banca centrale è frutto del signoraggio passato e appartiene a tutti i cittadini, non può certo essere riconosciuto alle banche azioniste;
estrapolando al futuro gli utili recentemente incassati dagli azionisti privati e attualizzandoli con un tasso di sconto al 5 per cento, si arriva ad una valutazione di circa un miliardo. Ma anche questa è una valutazione arbitraria, perché la distribuzione degli utili riflette la prassi passata e non criteri economici condivisibili;
come sta accadendo in tutto il mondo, in questa fase di crisi finanziaria, anche le nostre banche devono ricostituire il capitale.
Alcune di esse hanno già cominciato a reperire risorse e hanno annunciato che non distribuiranno dividendi. Ma resta ancora molto da fare: la Commissione europea stima che occorrano per le banche del nostro Paese ancora 15-20 miliardi; – il decreto al nostro esame, per soddisfare i vincoli patrimoniali, prevede (articolo 12) che le banche possano emettere obbligazioni subordinate, sottoscritte dallo Stato e convertibili in azioni ordinarie su richiesta dell’emittente. Ma è una risposta poco gradita agli azionisti delle banche, che  dovrebbero pagare un tasso di interesse elevato oppure diluire il loro capitale azionario al momento della conversione;
dal punto di vista degli istituti di credito, sarebbe molto meglio affrontare insieme le due questioni: se lo Stato riconoscesse una valutazione generosa per le partecipazioni in Banca d’Italia, anche il problema della ricapitalizzazione sarebbe ridimensionato. Ma dal punto di vista dell’interesse generale, tuttavia, le due questioni vanno tenute distinte;
l’esigenza di ricapitalizzare le banche è fuori discussione, e lo strumento delle obbligazioni convertibili è adeguato.
Sarebbe invece profondamente sbagliato – come sottolineato da ultimo dal rettore della Bocconi - fare regali agli azionisti delle banche, a spese del contribuente.
Il sistema bancario italiano è solido e tutto sommato poco esposto alla crisi finanziaria. Lo Stato italiano invece deve fare i conti con un enorme debito pubblico. Inoltre, le banche hanno già ricevuto aiuti dallo Stato sotto forma di garanzie sui loro debiti. Molte altre imprese italiane sono in difficoltà, e dovranno fronteggiare la crisi senza aiuti statali. Non c’è ragione di favorire gli azionisti delle banche rispetto a quelli di altre imprese. Tanto più che il regalo arriverebbe a chi ha più partecipazioni in Banca d’Italia, e non alle banche meno capitalizzate;
è possibile ridefinire l’assetto proprietario della Banca centrale, senza trasferire alcuna quota: basterebbe procedere ad un aumento di capitale della Banca d’Italia interamente sottoscritto dallo Stato o da un ente pubblico. Le quote possedute dagli azionisti privati sarebbero diluite e la proprietà sarebbe, di fatto trasferita allo Stato. Poiché il capitale sociale ha un valore irrisorio (56mila euro), l’onere per il bilancio pubblico sarebbe trascurabile;
la questione dell’assetto proprietario di Banca d’Italia è rimasta aperta troppo a lungo. Prima la si chiude, meglio è. Anche per evitare che la banche, magari illudendosi che possano arrivare regali insperati o valutazioni fantasiose delle loro partecipazioni, rimandino al futuro una ricapitalizzazione che invece va fatta ora,
impegna il Governo


ad adottare le opportune iniziative volte a trasferire in mano pubblica la maggioranza delle quote del capitale della Banca centrale italiana, senza fare indebiti regali alle banche a spesa dei contribuenti, anche al fine di risolvere il conflitto di interessi tra controllore e società controllate, che sono proprietarie dello stesso organo di controllo, ed attuando quanto previsto dalla delega conferita al Governo in materia dalla legge n. 262 del 2005.
9/1972/65. Razzi, Borghesi, Messina, Cambursano.



Ecco servito il lodo bancario

fonte:  http://www.orsiniemidio.it/default.asp?sec=69&ma1=news&newsid=624 [1]
NAPOLITANO : “SQUALLIDE CONSORTERIE”(clicca qui) [2]
LA CRICCOPOLI DELLE CONSULENZE D’ORO(clicca qui) [3]
12^ Comunicato dell’anno Ascoli Piceno 25.07.2010
Il Prefetto di
Ascoli Piceno
Sua Eccellenza
[1]
Dott. Pasquale Minunni
ECCO SERVITO IL LODO BANCARIO
Come uccidere una vittima di usura ed estorsione e prosciogliere i potenti Banchieri.

domenica 1 agosto 2010

E' illegale raccogliere l'acqua piovana in alcuni Stati degli USA

Articolo tradotto da Ivan Ingrillì
Articolo originale http://www.naturalnews.com/029286_rainwater_collection_water.html
Nella trasformazione della nazione da terra di libertà a terra di schiavitù, molte delle libertà di cui godiamo qui negli Stati Uniti si stanno velocemente sgretolando, ma quello che voglio condividere con voi sferra un assalto alle nostre libertà a un livello completamente diverso.
Probabilmente non ti interessa nulla ma molti stati occidentali, inclusi Utah, Washington e Colorado hanno vietato alle persone di raccogliere l’acqua piovana nelle loro stesse proprietà, perché ufficialmente “appartiene a qualcun altro”.
Anche se questo sembra bizzarro le leggi che limitano i privati nel raccogliere l’acqua nelle loro case e terre sono state oggetto di discussione per molto tempo negli stati occidentali. Ma solo recentemente, a causa degli aumenti di siccità e interessi nei metodi di conservazione dell’acqua, le persone hanno incominciato a sbattere le proprie teste contro l’inasprimento delle leggi che riguardano la pratica della raccolta dell’acqua piovana per utilizzo personale.
Guardate questo video  girato a Salt Lake City (Utah) riguardante questo tema.
video

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