Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

martedì 28 settembre 2010

Borghezio e le AM-LIRE

Telefonata dell’On. Borghezio:
“Caro Saba, io non le do nemmeno 20 euro per avere le fonti (1) della Sua interrogazione sulle AM-Lire perché noi della Lega ci basiamo esclusivamente sul volontariato. Pensi che tra i miei consiglieri ho anche uno del direttivo della Banca d’Italia, che non pago assolutamente. Si regoli di conseguenza.”
Ha ha ha !

Tentato omicidio.

Ci ho messo una settimana per riprendermi. Quindi, secondo Borghezio, l’amico di Bankitalia non lo paga… Voglio dire, lo so solo io che Bankitalia ha 8.000 dipendenti e costa – ufficialmente – due miliardi di euro all’anno? Cioè, 250.000 euro a testa per dipendente? Ma aspetta, non è finita. Se Borghezio è ancora italiano, dovrebbe sapere quanto signoraggio gli hanno rubato da quando è nato, circa 1,3 milioni di euro. E non gli costa niente la consulenza dell’insider?

Ha ha ha.

Non ci posso davvero credere. Ora mi prendo a sberle per vedere se non sto sognando.

(1) Carteggio con la Zecca USA: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/09/question-about-american-military.html









Proposta di interrogazione a risposta scritta

Premessa

Durante l’occupazione USA in Italia, durante la seconda guerra mondiale, sono state spese cartonote riportanti la scritta “AM-LIRE”. Ovvero monete d’occupazione.

Nella mitologia bancaria, la banca redime sempre le monete che emette, tant’è che contabilmente le mette al passivo, come ancor oggi fa la BCE per gli EURO.

Nella realtà, queste banconote – meglio che va – vengono sostituite con altre note cartacee, com’è avvenuto con le banconote in lire sostituite con banconote in euro dal primo gennaio 2002.

Secondo documenti recentemente venuti alla luce, tutte le cartonote d’occupazione emesse in Germania, sia dagli USA che dall’Unione Sovietica, che disponeva delle matrici clonate ricevute da Forbes, sarebbero state redente in dollari USA.

Tenendo conto che, una analoga manovra tentata in Francia, con gli Am-franchi, venne prontamente impedita da De Gaulle che dichiarò che l’iniziativa era una truffa, per cui poi ci si spiegherebbe il differente regime del trattamento verso la Francia rispetto all’Italia, in ambito “Liberazione”, nel senso che De Gaulle aveva un advisor Rothschild a Londra…

chiediamo di far chiarezza sui retroscena che riguardano l’Italia in particolare.

Interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Economia Tremonti ed al governo

- Si chiede di sapere la quantità esatta di Am-Lire emesse e distribuite nel periodo 1942-1950 sul suolo italiano dalle forze di occupazione-liberazione della coalizione a guida USA:

• Si chiede di sapere se e quante di queste cartonote furono redente in dollari USA:

• si chiede di sapere se e quante furono redente in banconote e/o biglietti di stato a corso legale;

• vero quanto sopra, si chiede di sapere quanto la redenzione in lire costò all’erario, quanto incise sulla creazione od ampliamento del cosiddetto “debito pubblico”:

• si chiede di sapere se e quante furono doppiamente redente. sia a spese del contribuente italiano CHE di quello USA;

• se, e nel caso, si chiede di sapere se i proventi di questa apparente truffa furono reinvestiti e/o riciclati attraverso il famoso “Piano Marshall”:

• si chiede di sapere se e quali eventuali passi furono tentati dallo stato Italiano per rimediare a questa situazione, se cioè mai si chiese di restituire la rendita monetaria, eventualmente appropriata dalle forze di liberazione, allo stato italiano.

• si chiede, per finire, se esiste allo stato un inventario dei beni mobiliari ed immobiliari che furono acquisiti tramite l’emissione delle Am-lire, a cominciare, ad esempio, dal palazzo attuale sede dell’Ambasciata americana, in Roma.



Si fa presente che l’oggetto dell’interpellanza è rilevante per il presente e per il prossimo futuro dell’Italia, perché la risposta ad esso può far emergere crediti per l’erario di rilevante entità e utili alle finanze nazionali nonché come fonte di risorse finanziarie con cui il governo potrebbe recuperare spazio di manovra anticongiunturale.

giovedì 23 settembre 2010

Ahmadinejad – Larry King: 4 -0

Fonte: Luogo comune

E’ appena andata in onda sulla CNN l’intervista di Mahmoud Ahmadinejad realizzata da Larry King, in occasione della visita annuale alle Nazioni Unite del presidente iraniano. Contrariamente a quanto avvenuto l’anno scorso, quando King aveva intervistato Ahmadinejad cercando di restare super partes, in questa occasione il conduttore della CNN ha scelto di indossare chiaramente i panni dell’americano, attaccando il presidente iraniano in modo diretto e univoco, su tutte le questioni più importanti attualmente in discusione. In questo modo ha permesso ad Ahmadinejd di ribattere colpo su colpo, finendo per non concedere a King nemmeno un punto in tutta la partita.

Quando King ha chiesto di trattare in modo compassionevole i “turisti” americani che erano sconfinati per sbaglio in Iran un anno fa, Ahmadinejad ha risposto che la sicurezza nazionale viene prima di ogni altra cosa, e che gli Stati Uniti non si sarebbero certo comportati in modo diverso dal loro, in un caso simile.

Quando King ha chiesto notizie su un agente dell’FBI scomparso tre anni fa in Iran, Ahmadinejad ha risposto con tagliente ironia che “dovrebbe essere l’FBI a fare più attenzione a dove vanno a finire i suoi uomini.”

Quando King ha detto che “il mondo è preoccupato per la possibilitò che l’Iran venga in possesso di armi atomiche”, Ahmadinejad gli ha chiesto “che cosa intende esattamente, per ‘il mondo’?” E poi ha aggiunto, con il solito sorriso sornione: “A me risulta che il mondo sia molto grande, e che ci siano moltissimi paesi che non solo non si preoccupano affatto di questa eventualità, ma che vedono addirittura con favore lo sviluppo pacifico dell’energia atomica in Iran”.

Costretto a ridurre la sua definizione di “mondo” a Stati Uniti ed Israele, King si è sentito rispondere “E perchè mai noi dovremmo farci carico di tranquillizzare questo signor Netaniahu? Chi è costui, per meritare così tanta attenzione da parte nostra?” E poi ha aggiunto: “Anzi, a quel che ne so io Netaniahu è un criminale professionista, che ha uccisio decine di migliaia di civili innocenti, e che andrebbe processato davanti ad un tribunale internazionale. Invece voi siete qui a chiederci di farlo dormire tranquillo di notte”.

E quando King ha provato ad insistere sulla faccenda del rischio atomico, si è sentito rispondere che “la bomba atomica è l’arma più orribile di questo mondo. Non solo l’Iran non ce l’ha e non intende costruirla, ma bisognerebbe piuttosto disarmare al più presto chi la possiede, ovvero gli Stati Uniti e Israele. Sono loro a mettere per primi a repentaglio la sicurezza mondiale, mentre accusano gli altri di farlo.”

King a quel punto si è salvato in angolo, chiamando la pubblicità.

Nel segmento successivo King ha deciso di attaccare Ahmadinejad sul fronte dei diritti umani, accusandolo di non permettere le libere proteste in Iran. Per tutta risposta Ahmadinejad gli ha ricordato che poco tempo fa, a Pittsburgh, la polizia ha selvaggiamente caricato i dimostranti che protestavano contro il G8. “E lei mi vorrebbe dire – ha chiesto Ahmadinejad alla fine – che in America invece c’è la libertà di protestare?”

“Ma noi non li mettiamo in prigione!” ha provato a replicare King. “Ah no? – lo ha deriso Ahmadinejad – mi vuole forse dire che gli oltre 2 milioni e mezzo di cittadini attualmente in prigione in America sono tutti assassini, criminali o spacciatori di droga?”

A quel punto King ha pensato bene di ripiegare su quello che riteneva il suo asso nella manica, ovvero la famosa donna iraniana condannata alla lapidazione, ma anche in questo caso gli è andata male. Ahmadinejad gli ha risposto serafico che “prima di tutto la condana definitiva non è ancora stata emessa. In secondo luogo, quella della lapidazione è una storia falsa, inventata di sana pianta da un giornalista tedesco, e ripresa subito da tutti i media occidentali.”

Che fosse vero o no, King non ha saputo replicare, e anche in questo caso ha invocato la pubblicità.

Il terzo round è stato dedicato da Larry King ai rapporti con gli USA e alle sanzioni internazionali. Alla frase di King “Hillary Clinton ha detto che l’Iran sta soffrendo pesantemente per le sanzioni internazionali”, Ahmadinejad non ha saputo trattenere una mezza risata, e ha risposto che loro sono talmente abituati alle sanzioni, che incombono sull’Iran da circa 30 anni, che ormai non ci fanno più caso. “Anzi – ha aggiunto Ahmadinejad – tutte queste sanzioni hanno finito per stimolare la nostra fantasia, portandoci a trovare soluzioni sempre più nuove e produttive per la nostra economia. Piuttosto – ha aggiunto, diventando improvvisamente serio – mi spiega perchè gli Stati Uniti si permettono di applicare all’Iran sanzioni molto più gravi di quelle autorizzate ufficialmente dalle Nazioni Unite? Tutto questo non è illegale forse?”

Pubblicità.

L’ultimo round non poteva che essere dedicato ad Israele, e King è partito all’attacco, dicendo ad Ahmadinejad che “Fidel Castro di recente l’ha criticata per non saper riconoscer il giusto ruolo dell’antisemitismo nel mondo”.

“Guardi – ha replicato Ahmadinejad serafico – proprio ieri ho ricevuto un messaggio da Fidel Castro, il quale mi diceva che di non aver mai pronunciato quella frase. Le sue dichiarazioni sono state completamente distorte, come al solito, dalla stampa occidentale”. Mentre King barcollava, Ahmadinejad ne ha approfittato per contrattaccare: “Piuttosto, mi dica lei, perchè gli Stati Uniti continuano a proteggere e ad aiutare in modo così plateale lo stato di Israele?”

Fingendo ovvietà, King ha risposto: “Perchè sei, sette milioni di loro sono stati uccisi durante l’olocausto, noi siamo un paese umanitario, e li vogliamo aiutare”.

“Ah sì? – ha replicato Ahmadinejad con sarcasmo – davvero quello è il motivo? Allora lei vuole dire che, poichè è appena stato ucciso un milione di iracheni, i sopravvissuti hanno diritto di venire ad esempio in America, e costruire qui la loro nazione?”

King non sapeva più dove aggrapparsi, ma Ahmadinejad non gli ha dato tregua, aggiungendo: “Durante la guerra, se è solo per quello, sono morti 80 milioni di persone. Questo vuol dire che dobbiamo dare una terra a tutti i sopravvissuti di tutte quelle nazioni?”

Insomma, non c’è stato modo per l’esperto giornalista di portare a casa un solo punto per la sua “nazione”. Anzi, talmente esperto è Larry King, e talmente brutta è stata la figura che ha fatto con Ahmadinejad, che viene quasi il dubbio che l’anziano “Mr. Bretella” abbia deciso di immolarsi volontariamente, pur di permettere ad Ahmadinejad di dire cose che nessun altro al mondo ha il coraggio di dire. Lui compreso, probabilmente.

Massimo Mazzucco

domenica 19 settembre 2010

Elenco degli Specialisti strozzini d'Italia. di N Forcheri

Questo è il cartello che strozza, usura e ricatta l’Italia. Questo è il cartello che dobbiamo mandare a fare in culo. Questo è il cartello dei criminali che ci stanno spennando. Ecco l’elenco degli specialisti in titoli di Stato, attraverso le cui grinfie lo Stato italiano deve passare per ottenere la liquidità che gli spetterebbe per diritto e per definizione.

Gli specialisti strozzini d’Italia comprano per primi il nostro debito rivendendolo ai loro amici e decidendo di non presentarsi a un’asta, possono far saltare quel che resta dell’impalcatura del nostro paese – ciò che si guardano bene di fare – aumentando in modo esponenziale gli interessi sul debito pubblico. Essi hanno deciso di farci bollire piano piano essendo la rana italica più gustosa “stufata” ed essendoci molta carne sul fuoco (moltre ricchezze da depredare). Più c’è da spolpare, più lento sarà lo spolpamento. Se la rana è grossa, non sia mai che schizzasse fuori dalla pentola o che addirittura si arrabbiasse, mordendo i cuochi..

Vedete che uno spin off della MPS è pressocché l’unico istituto ancora italiano. Capirete quindi come mai proprio il suo presidente sia diventato capo dell’ABI. Scoprirete indi come mai questa banca è diventata talmente cruciale per il saccheggio e l’occupazione finanziaria del nostro territorio. Ricorderete che lo stesso Mussari è cooptato nel consiglio di amministrazione di AXA, e che gli azionisti cosiddetti minoritari in MPS sono tutt’altro che minoritari dal punto di vista di altre gerarchie (Morgan and Chase Corporation, Axa) e hanno comprato la Unicoop (PD) e le fondazioni bancarie, azionista di maggioranza di MPS. Senza contare l’immancabile Caltagirone, l’anello di scorrimento tra finanza internazionale e radicamento sul territorio presente in tutti i porti, in tutti gli aeroporti, nell’acqua, nei media, d’Italia. Senza dimenticare il sodalizio con Casini.


Nicoletta Forcheri 19 settembre 2010

Afghanistan: la banca centrale prende il controllo di Kabul Bank


Come ampiamente annunciato nelle scorse settimane, la prima banca dell’Afghanistan non è riuscita a rimanere in piedi con le proprie forze. La banca centrale ha infatti preso il controllo di Kabul Bank, colpita non solamente dalle difficili condizioni finanziarie, ma anche dalle voci di corruzione che hanno gettato una pesante ombra sul suo gruppo dirigente.

Una vicenda che probabilmente avrà un peso anche sulle prossime elezioni legislative, che si svolgeranno il 18 settembre, dal momento che secondo molti afgani anche il governo di Hamid Karzai non sarebbe esente da responsabilità.

Il governatore Abdul Qadir Fitrat ha annunciato contestualmente l’apertura di un’inchiesta sulle transazioni effettuate dagli ex presidente e direttore generale dell’istituto di credito, che hanno presentato le loro dimissioni dieci giorni fa proprio a causa delle accuse di una gestione poco limpida della banca [4]. I due ex dirigenti sono anche i maggiori azionisti di Kabul Bank, possedendo ciascuno una partecipazione pari al 28% del capitale dell’istituto.

Già all’inizio del mese alcuni media americani avevano parlato di un’intervento della banca centrale, che però fino ad oggi non era stato ancora confermato ufficialmente. Nella ridda di rumors che si sono rincorsi c’è stata inoltre la notizia di una presunta ipotesi di intervento diretto che sarebbe stata vagliata da Washington. L’obiettivo era quello di tenere in vita la banca, soprattutto al fine di evitare disordini nel Paese (la Kabul Bank è infatti responsabile del pagamento degli stipendi, tra gli altri, delle forze dell’ordine locali). ( Fonte: valori.it)
Redazioneonline- I Mercati

venerdì 10 settembre 2010

Ultime parole famose

Il 28 settembre 2008 pubblicavo su questo sito il seguente trafiletto:

L’IMPORTANZA DELL’ACQUA – “Salus per aquam” dicevano gli antichi romani, primi ad aver intuito il collegamento cruciale tra acqua (acquedotti, acqua potabile) e salute, rammenta Giulio Tremonti, intervenuto alla cerimonia inaugurale dell’evento. Per il ministro dell’Economia l’acqua non sarà mai sostituibile (come è per esempio il petrolio) e non può essere abbandonata alla logica del profitto. [fonte: Corriere]
Da tenere sotto controllo.
NF

http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2008/09/tremonti-citazione-dal-corriere.html [1]

mercoledì 8 settembre 2010

L'Opera Divina dei Banchieri. EnnediEffe


La chiesa ha affidato i suoi tesori ai banchieri dell’elite internazionale. Accusare la chiesa o lo stato equivale ad accusare l’estorto e non l’estortore. Poi nella pirlamide, l’estorto diventa estortore, è così che funziona il sistema. Al massimo li si può accusare di complicità o di vigliaccaggine. Chi sta dietro i banchieri oramai è cosa nota: qualche famiglia, le solite, di cui i rotschilds e altre casate di vecchia aristocrazia. Ogni tanto si arriva a un nome, ben nascosto dietro le scatole cinesi. Spesso a loro volta sono dei prestanomi. La teoria che la chiesa si trova dietro alla monarchia inglese, è del tutto fuorviante. Le religioni sono servite fino a oggi a perpetuare l’inganno della piramide, l’hanno coltivato e assecondato, nascosto le verità arcaiche e ingannevoli su cui si basano le nostre società. Le religioni, non UNA religione. In particolare le istituzioni di tali religioni.

Stesso discorso per lo Stato. Il nostro stato nato già posseduto, per quanto l’idea di stato non sia malvagia. Imposto dall’alto da una elite di creditori. Fondato non già sul lavoro ma sul debito, quello dei savoia verso i rossoscudo. E fondato sulla ruberia dell’oro delle banche del sud in cambio di carta straccia, le banconote.

Lo stato dovrebbe essere una cassa di perequazione neutra, di compensazione e redistribuzione dei redditi, nonché di produzione della misura del valore del paese. Lo stato dovrebbe essere costituito da micro tribù, i comuni, mattoncini della democrazia diretta dei cittadini. Anche i comuni però sono stati trasformati in sportelli bancari, esautorati dalla Banca Crediti e Depositi che appartiene in gran parte alle fondazioni bancarie, indebitati fraudolentemente, e che hanno abdicato alla loro funzione di res publica a vantaggio della moneta debito privata.

Anche loro ti diranno che a loro volta devono rispettare i criteri bancari di maastricht, del debito, dei derivati, e dello strozzinaggio del cash.

In questo processo, ad esempio i patronati, stringono accordi con Allianz o con BNP PARIBAS, la quale ad esempio controlla la cassa degli artigiani, ARTIGIANCASSA. Il che vuol dire che il sodalizio FRANCIA/SCUDO ROSSO controlla il nostro artigianato. C’è da stupirsi se poi questo va male? La Francia che ha fatto un patto con il diavolo e che sta svuotando di contenuto la solidarité che la caratterizzava ha tutto interesse a massacrare la nostra piccola distribuzione, i nostri piccoli artigiani, i piccoli commerci e creatività, per trasformarli in lavoratori precari in franchising a servizio della grande distribuzione. E’ a questo che si adopera BNP PARIBAS/BNL (Nicoletta Forcheri)

(Nicoletta Forcheri)

Il "pacchino" del Pachino

Fonte: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/pomodoro-pachino-israele-533624/ [1]

Chiunque sarebbe pronto a scommettere sull’italianità del pomodoro Pachino, ortaggio Igp originario della Sicilia. Ma perderebbe. Il pomodoro in questione, da qualche decennio particolarmente in voga sulle tavole italiane, è in realtà israeliano. Lo ha detto, suscitando qualche perplessità, il ministro per le politiche agricole Galan.

Pachino è sì zona di tradizionale coltivazione di pomodori, ma fino agli anni Ottanta da qui uscivano soprattutto i classici “da insalata”. Poi, nel 1989, l’azienda sementiera biotech israeliana, Hazera Genetics, introduce in Sicilia due nuove varietà di pomodori: il ciliegino Naomi e la varietà Rita a grappolo.

Un successo enorme, grazie anche a due geni (rin e nor) introdotti dall’azienda israeliana e che permettono ai pomodori in questione di conservarsi anche dopo 2 o 3 settimane dopo la raccolta. Il pomodoro “ciliegino” ha poi trovato in Sicilia il suo terreno ideale, grazie al clima mite. Per questo oggi il pomodoro Pachino ha il marchio Igp ed è uno dei prodotti più noti dell’agroalimentare italiano. Da oggi si sa anche che ha radici piuttosto “cosmopolite”.

Du bist Terrorist!

Du bist Terrorist!

Fonte: http://www.signoraggio.it/nuovo-ordine-mondiale/rfid/nuovo-ordine-mondiale-in-germania-perche-tu-sei-il-terrorista/

“Du bist terrorist!" (Tu sei il Terrorista) è la risposta satirica a due campagne di propaganda sociale tedesche. Infatti, Du bist Deutschland (Tu sei la Germania) promuoveva la consapevolezza nazionale ed una Germania a misura di bambino. Il presente video ne è la risposta: tutti i cittadini sono potenziali sospetti e il paese sta per diventare una “società a sorveglianza preventiva”. Visualizzando le leggi passate e quelle future l’autore (Alexander Lehmann) mostra come appare la Germania del presente e come sarà quella di domani.

Ho sottotitolato personalmente il video, che ancora non era disponibile in italiano, perchè lo ritengo pungente ed illuminante. La sua schiettezza e pacatezza rendono il messaggio poco invadente e rassegnato, facilmente digeribile anche da un pubblico non-paranoico (i.e. tutte le persone impassibili di fronte alle nefandezze delle lobby del potere e che urlano senza pensarci alla paranoia dei cospirazionisti).


video





CANALE YOUTUBE DELL’AUTORE


La cosa da tenere presente è che il messaggio di questo video è valido per qualsiasi paese dell’Occidente, seppur con tempistiche differenti. La linea comune è quella di condurci verso uno stato globale totalitario (simile a quello che profetizza George Orwell nel suo libro “1984″), meglio conosciuto come Nuovo Ordine Mondiale (New World Order).

Ossia il “Vecchio Ordine” capitalistico ma con nuove catene tecnologiche: videosorveglianza totale, tracciamento della posizione mediante chip RFID, un unico governo mondiale (ONU), un unico esercito mondiale (NATO), una sola moneta (il denaro digitale nei microchip) e una sola religione (quale?)



“CHI NON CONDIVIDE TERRORISTA E’! EH!

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