"Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole che si sappia. Il resto è propaganda" Horacio Verbitzky
giovedì 18 febbraio 2010
Per la Grecia è l'ora del riscatto. di EnnediEffe
Crisi in Grecia: lettera aperta al Ministro di Stato Haris Pamboukisdi Nicoletta FORCHERI
Caro Ministro,
il signoraggio (in greco: χωροδεσποτεία) preteso sulla moneta europea da parte della Banca Centrale Europea, sta emergendo come scandalo grazie alla pubblicità data su internet del meccanismo truffaldino della creazione monetaria (fiat money) esercitato da parte di organismi privati anarchici esclusi dal controllo democratico [1].
Secondo commentatori islamici, nella crisi monetaria che sta avvenendo verranno trascinati tutti quei governi occidentali collusi con la mafia del cartello usuraio internazionale [2].
Un consulente del Gruppo Rohatyn aveva già previsto un meccanismo di difesa – adottabile da parte degli stati aderenti a Maastricht – per uscire dal ricatto dei fantasmi che infestano l’Eurotower di Francoforte [3].
Marco Saba [4] ha tradotto per l’Italia questa soluzione in due capitoli del suo libro inedito Moneta Nostra [5].
E’ ora di leggere ed adattare alla situazione peculiare della Grecia questi due capitoli, prevedendo la NeoDracma come ultimo strumento sovrano aristocratico per liberare il Paese dall’aggressione criminale del neocartello pseudo-democratico del credito.
Un politico italiano, Gianmario Ferramonti [6], arriva addirittura a prospettare una nuova moneta dei popoli del mediterraneo adottabile da una nuova Banca Centrale del Mediterraneo, sul modello dell’ALBA e del Sucre latino-americano [7].
Ida Magli spiega bene come altrimenti gli Stati dovranno arrendersi ai nuovi padroni [8].
Ministro!
Per la Grecia, è l’ora del riscatto.
Note:
1] Quasi-criminal behaviour of some financial institutionhttp://studimonetari.org/documenti/quasicriminal.docPetizione per l’audit della BCE:http://www.petitiononline.com/auditecb/petition.html
2] The Collapse of the Terrorist Dialectichttp://www.shaykhabdalqadir.com/content/articles/Art104_07022010.html
3] Julian D. A. Wiseman, The end of EMU: How Germany might leaveAbstract: A country in the eurozone can, without being in breach of the Maastricht Treaty, create a new central bank controlling the monetary policy of a new currency. This loophole in the Maastricht Treaty is not widely knownhttp://www.jdawiseman.com/papers/finmkts/deutsche-zentralbank.html
4] Marco Saba è un ricercatore del Centro Studi Monetarihttp://studimonetari.org
5] Moneta Nostra, capitoli B2 e B5:http://www.scribd.com/doc/20265666/Moneta-Nostra
6] Sito di Gianmario Ferramonti:http://www.ferramonti.it/menu.htm
7] Sistema Único de Compensación Regionalhttp://en.wikipedia.org/wiki/SUCRE_(currency)
8] I padroni degli Stati – di Ida Magli, Italiani Liberi, 11/01/2010http://web.mclink.it/ME3643/Edito10/banche1701.html
mercoledì 10 febbraio 2010
Crédit Agricole, favorita dagli dei. N. Forcheri
(articolo del 28 dicembre 2008)
Nell’attuale rimaneggiamento dell’intero scenario bancario finanziario, molte banche sembrano destinate a scomparire per fusione incorporazione in altre – poche elette in verità – che sembrano ritagliarsi la parte del leone. Scoprire quali sono le banche elette appare abbastanza facile con un’attenta e meticolosa osservazione della realtà, mentre dimostrare per quali interessi, istituzioni o personaggi esse lavorino, appare ben più arduo compito. Si, perché i potenti dèi della frode monetaria globale hanno mani invisibili con cui manipolano il mercato, effettuando in totale conflitto di interessi – occultati da spesse strutture societarie in lontani paradisi fiscali – operazioni onnipotenti in permanente situazione di aggiotaggio, insider trading, abuso di posizione dominante, cartello e monopolio, strumenti finanziari illegali, imponendo leggi su misura, soffiando il bello e il cattivo tempo su intere nazioni, con guerre e altre calamità non proprio naturali. Trovandosi essi nel circolo ristretto della creazione monetaria, sempre ne influenzano i tassi di cambio (Forex) e la quantità prodotta, traendo da essi abusi clientelari, debitori e minatori. Lo scopo, si sa, è un nuovo ordine mondiale, in codice un mondo governato da un’unica banca centrale.
Dalla teoria alla pratica, con un piccolo esempio: lo sbarco in Italia dei francesi in Banca d’Italia con Crédit Agricole (e BNP Paribas).
Crédit Agricole acquisisce nel 2007 il controllo, con l’85% delle azioni, della vecchia Cassa di risparmio di Parma, fondata nel 1860 dalla duchessa di Borbone, lasciando alla fondazione omonima un misero 10%. Tale cessione avviene dopo la fusione tra Banca Intesa, ex controllante della Cariparma, e Sanpaolo IMI, provocando una diluizione del pacchetto azionario che Crédit Agricole deteneva in Banca Intesa. Con il motivo ufficiale di compensarne la perdita subita da CA, imposto dall’iniqua politica della concorrenza di Bruxelles [1] in seguito alla fusione tra Sanpaolo Imi e Banca Intesa, quest’ultima le cede non solo la maggioranza in Cariparma (85%) ma anche il controllo di Friuladria (76%), facendo di fatto di Crédit Agricole il secondo azionista straniero più importante di Bankitalia (dopo BNP Paribas attraverso la BNL), ufficialmente del 2,04%.
Presente in 58 paesi nel mondo, e attiva in attività bancarie, assicurative e di credito al consumo, con 11000 agenzie in 23 paesi, in Italia CA è presente anche con Fidis, Agos, e CA Assicurazioni, oltre a Cariparma e Friuladria. Si noti che nel suo cda figura per statuto la nomina di un amministratore imposto dal Ministro per le Finanze e da quello dell’Agricoltura francesi, visto che i nostri sedicenti cugini d’oltralpe, non hanno nessun complesso nell’applicare troppa interferenza di Stato nell’economia nazionale, dimostrandoci in questo frangente tutta la differenza con noi.
Inoltre il 23 dicembre 2008 è stata realizzata la “joint venture” non proprio paritetica (61%-39%) tra CA e Banco Popolare, attraverso le rispettive società controllate, Agos e Ducato, per creare il primo operatore italiano nel credito al consumo con una fetta del 14%. A dire il vero più che una joint venture, ha tutti i crismi per essere una cessione di un ramo aziendale: il nuovo ente avrà 256 agenzie in proprio e le oltre 700 di Cariparma e Friuladria, e conferirà l’esclusiva a CA sulla rete bancaria del gruppo Banco Popolare (oltre 2100 agenzie), con oltre 25 mila punti vendita convenzionati. Con il beneplacito della Commissione europea, naturalmente.
Una “venture” che è ben lungi dall’essere “joint” poiché consiste nella vendita del totale capitale sociale di Ducato dal Banco Popolare ad Agos (CA) per 1 miliardo di euro, che Agos sborserò grazie a un aumento di capitale da 1 miliardo di euro, integralmente sottoscritto da…Banco Popolare!!! Ditemi che non ho capito bene…: il Banco Popolare darà a CA l’importo per consentirle di acquisirle la sua filiale Ducato. E come ricompensa, dopo AVERCI MESSO TUTTO IL DENARO DELL’IMPRESA, BP riceverà il 39% del nuovo ente?
Tra gli advisers di questa proficua operazione per le tasche degli italiani e per il nostro paese: JP Morgan, Rothschild e Borghesi Colombo Associati.
Ma chi è Crédit Agricole?
Dal suo sito l’azionista di maggioranza (54,7%) risulta essere SAS Rue La Boétie, controllata a sua volta al 100% dalle Caisses Régionales du Crédit Agricole Mutuel cioé da banche cooperative regionali a vantaggio dei soci francesi. In breve, i nostri redditi rubati dal CA in qualità di azionista di Banca d’Italia e dalle varie commissioni, gabelle e spese di fido – inesistenti in altri paesi europei – ricavati dai suoi sportelli italiani vanno a finanziare le agevolazioni della cooperazione dei cittadini francesi.
(Articolo di dicembre 2008)
Nicoletta Forcheri
[1] da Wikipedia: Nel 2007, a seguito della fusione tra Sanpaolo IMI e Banca Intesa, per motivi antitrust Intesa Sanpaolo è stata costretta a cedere il controllo delle banche al dettaglio Cariparma e Banca Popolare FriulAdria (654 sportelli in tutto) che sono state cedute al Crédit Agricole, già azionista di Intesa Sanpaolo (con il 18%) fin dal 1990 (Banco Ambrosiano Veneto).
Crédit Agricole nel Mondo, filiali e uffici, estratto dal net
Allemagne
Services financiers spécialisés
| Eurofactor AG |
Gestion d’actifs, assurances et banque privée
| Credit Plus Bank AG |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon |
| Calyon Financial |
| Cheuvreux |
Autriche
Banque de financement et d’investissement
| Calyon Délégation Europe de l’Est |
Belgique
Services financiers spécialisés
| Eurofactor SA/NV |
| Finaref Benelux |
Gestion d’actifs, assurances et banque privée
| Crédit Agricole Asset Management Benelux / Bureau de représentation |
| Fastnet Belgium |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon Succursale de Bruxelles |
Participations du groupe
| CA Belgique |
| Europabank |
| Keytrade bank |
Danemark
Services financiers spécialisés
| Dan-Aktiv |
Espagne
Services financiers spécialisés
| CACEIS Bank España IXIS Urquijo |
| Crédit Agricole Leasing |
| Eurofactor |
| Finconsum |
Gestion d’actifs, assurances et banque privée
| Crédit Agricole Asset Management Fondos SA |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon |
| Calyon Financial |
| Cheuvreux |
Participations du groupe
| Bankoa |
Finlande
Services financiers spécialisés
| Finaref Oy |
Gestion d’actifs, assurances et banque privée
| Calyon Bank Helsinki Branch |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon |
Grèce
Services financiers spécialisés
| Emporiki Credicom |
Gestion d’actifs, assurances et banque privée
| Metrolife |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon |
Banque de détail à l’international
| Emporiki Bank |
Hongrie
Services financiers spécialisés
| Credigen |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon Bank Hongrie |
Irlande
Gestion d’actifs, assurances et banque privée
| CACEIS Bank Luxembourg Dublin Branch |
| Fastnet Ireland Ltd |
Italie
Services financiers spécialisés
| Agos |
Gestion d’actifs, assurances et banque privée
| Crédit Agricole Asset Management SGR |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon |
| Cheuvreux |
Kazakhstan
Banque de financement et d’investissement
| Calyon Bureau de représentation |
Luxembourg
Gestion d’actifs, assurances et banque privée
| CACEIS Luxembourg |
| Crédit Agricole (Luxembourg) SA |
| Crédit Agricole Asset Management Luxembourg |
| Fastnet Luxembourg |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon |
Monaco
Gestion d’actifs, assurances et banque privée
| Crédit Foncier de Monaco |
Norvège
Services financiers spécialisés
| Finaref AS |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon |
Pays Bas
Services financiers spécialisés
| Fastnet Netherlands |
| Ribank |
Banque de financement et d’investissement
| Cheuvreux |
Pologne
Services financiers spécialisés
| Crédit Agricole Leasing Pologne Europejski Fundusz Leasingowy S.A. |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon Bank Polska S.A. |
Banque de détail à l’international
| Lukas Bank |
Portugal
Services financiers spécialisés
| Credibom |
| Eurofactoring Sociedade de Factoring SA |
Gestion d’actifs, assurances et banque privée
| Bes Vida, Companhia de Seguros S.A |
| Bes, Companhia de Seguros S.A. |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon Bureau de représentation |
République Tchèque
Services financiers spécialisés
| Credium |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon Bank Czech Republic |
Royaume Uni
Services financiers spécialisés
| Eurofactor (UK) LTD |
Gestion d’actifs, assurances et banque privée
| Crédit Agricole Asset Management London Branch |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon |
| Calyon Financial |
| Cheuvreux |
| CLSA |
Russie
Banque de financement et d’investissement
| Calyon |
| Calyon Rusbank |
Serbie
Banque de détail à l’international
| Meridian Bank |
Slovaquie
Banque de financement et d’investissement
| Calyon Bank Slovakia |
Suède
Services financiers spécialisés
| Finaref AB |
Gestion d’actifs, assurances et banque privée
| Crédit Agricole Asset Management Stockholm / Bureau de représentation |
Banque de financement et d’investissement
| Calyon |
| Cheuvreux |
Suisse
Banque de financement et d’investissement
Ukraine
Banque de financement et d’investissement
| Calyon Bank Ukraine |
Banque de détail à l’international
| Indexbank |
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giovedì 4 febbraio 2010
Il sud era ricco prima dell'Unità d'Italia, di Angela Pellicciari
Post n°102 pubblicato il 27 Agosto 2009 da insorgente
Pubblicato con il consenso dell'Autrice, la Professoressa Angela Pellicciari.

Audit The European Central Bank Petition
| |
| Audit The European Central Bank |
To: European CommissionAUDIT THE ECB AND NATIONAL PARTNERS!
We ask for the auditing of the European Central Bank, following similar initiatives occurring in the US, like the proposal of the acts HR1207 and S604. The so-called Public Debt is incurred because the European states surrendered the sovereign right to issue their own money to private corporations that lend it at interest. So instead of paying for the paper and ink costs of banknotes we have to raise taxes to fulfill the megalomaniac and sociopathic ego of private bankers.
Restore monetary sovereignty and give back the monetary rent (at least the 7% of the GDP) to the nations! China is doing exactly like that and this is why they will EVER outperform us! Protect the destiny of our children. Stop the crazy money-machine NOW!Sincerely,
View Current Signatures
mercoledì 3 febbraio 2010
L'indipendenza energetica dell'Italia
![]() | |
Di Alberto B. Mariantoni. Causa principale, in Italia, della lotta a morte contro Berlusconi, da parte del “partito amerikano” |
Tutti assieme, infatti, padroni e servi dell’Impero, farebbero senz’altro “carte false” per poterlo rapidamente estromettere dalle redini del potere (per conto terzi) della colonia Italia o, quanto meno, mandarlo in galera (Di Pietro) o in pensione (Casini, Bindi, ecc.). Oppure, manifestando un falso ed ipocrita umanitarismo, spalancargli le porte di un semplice e dorato esilio, in qualche sperduta ed accogliente isola del Pacifico o dell’Oceano indiano (proposta De Magistris). L’importante, insomma, è che si tolga celermente dai piedi. Situazione che aprirebbe inevitabilmente le porte del Governo della Nazione, alla ledership di “Italia futura” (Montezemolo, Draghi, Monti, Fini, D’Alema, ecc.), direttamente sponsorizzata e sostenuta dalla Goldman-Sachs statunitense, soprattutto per motivi legati alla privatizzazione degli ultimi residui “gioielli di famiglia” dell’industria nazionale, tuttora scampati alle catastrofiche lottizzazioni e svendite organizzate a suo tempo dai successivi Governi Prodi.
E sì, miei cari lettori. Dura lex sed lex… Chi sbaglia paga. Le “leggi” dell’Impero non possono essere impunemente scalfite o contravvenute. In modo particolare, quando si tenta, in qualche modo, di assicurare una qualsiasi autonomia energetica ad uno qualunque dei Paesi del loro “protettorato” Europa!
Per rendersene conto, è sufficiente dare uno sguardo ai dati statistici ufficiali. Da quei dati, risulta che l’Italia, dal 1996 al 2006, ha praticamente raddoppiato le sue importazioni di gas e di petrolio, indispensabili al funzionamento della nostra industria, delle nostre infrastrutture e dei nostri trasporti pubblici e privati. Oggi, ad esempio – per potere disporre di parametri di riferimento – il nostro Paese importa all’incirca 75,60 miliardi di metri cubi di gas e circa 2,137 milioni di barili al giorno di petrolio. E di queste quantità – grazie alla lungimiranza politica ed all’intuizione commerciale del personaggio Berlusconi – l’Italia è riuscita praticamente a sganciarsi dall’annosa e segregante tutela delle compagnie anglo-americane ed a ridurre la sua dipendenza da queste ultime di all’incirca i due terzi.
La privilegiata relazione del nostro Presidente del Consiglio con la Federazione Russa di Dmitri Medvedev e Vladimir Putin ha permesso all’Italia, dal 2008, di importare, a dei prezzi competitivi, all’incirca 23 miliardi di metri cubi di gas e circa 16,5 milioni di tonnellate di petrolio. Questo, senza contare che – tra Aprile e Dicembre 2009 – sono stati aggiuntivamente firmati con Mosca ben 19 Accordi di cooperazione, tra cui l’intesa per il lancio del gasodotto denominato South Stream; l’accordo tra Alitalia e la sua controparte Aeroflot; il protocollo con Finmeccanica, per la produzione di veicoli ferroviari e per la realizzazione in Russia di sistemi di sicurezza, nonché tra Finmeccanica e Sukkoi per la costruzione del ‘Superjet 100’; il compromesso tra Tecnimont, Sace e Vnesheconombank per la realizzazione – per conto della Tobolsk-Polymer – di un complesso petrolchimico da circa 2 miliardi di euro; ecc. Una situazione che ha repentinamente trasformato l’Italia, nel secondo partner europeo del Kremlino (dopo la Germania) e nel suo quarto partner commerciale a livello mondiale.
Non parliamo degli Accordi con la Libia o, se si preferisce, con la Giamahiria araba libica popolare socialista, di Muhammar Gheddafi. L’interscambio tra i due Paesi, nel biennio 2008-2009, secondo i dati ISTAT, è stato di all’incirca 20 miliardi e 229 milioni di euro, rispetto ai circa 15 miliardi e 600 milioni di euro del 2007 (+29,5%), di cui 17 miliardi e 390 milioni di euro di esportazioni libiche (+ 24,4% rispetto al 2007 - prevalentemente petrolio e gas, pari a circa il 10% del fabbisogno annuale italiano; il resto proveniente dall’Algeria e – come abbiamo visto – dalla Federazione Russa), e di all’incirca 2 miliardi e 638 milioni di euro di esportazioni italiane verso la Libia (+62,5% rispetto al 2007). Per le sole importazioni italiane di petrolio e di gas, si è registrato un incremento del 27% circa, passando dagli all’incirca 12 miliardi e 330 milioni del 2007, ai circa 15 miliardi e 640 milioni di euro del 2008. Il tutto, naturalmente, senza contare la serie di accordi bilaterali che – anche se indirettamente favoriti e “cauzionati” dalla promessa italiana di risarcimenti alla Libia per all’incirca 5 miliardi di dollari, per i danni coloniali causati a questo Paese nel periodo 1911-1942 – aprono alle aziende italiane un canale privilegiato di infinite opportunità, dal campo alimentare a quello dell’abbigliamento, da quello dei prodotti chimici e farmaceutici a quello degli articoli in plastica e/o in gomma, da quello della costruzione edile a quello della tecnologia nel campo dell’estrazione dei giacimenti di idrocarburi e di gas. Senza dimenticare, l’accordo bilaterale per il controllo dell’emigrazione clandestina che negli ultimi otto mesi ha conosciuto una drastica e salutare decrescita, raggiungendo i suoi minimi storici da dieci anni a questa parte.
Dietro la notizia
Sono gradite le testimonianze dei lettori circa avvenimenti di soprusi quotidiani, di saccheggio delle risorse, di depredazione del paese, di truffe e inganni monetari, sanitari, fiscali, di menzogne ufficializzate.
In particolare benvengano tutti gli indizi volti a squarciare il velo che circonda i segreti di Stato che soffocano la crescita del paese dal dopoguerra e gli importantissimi omissis di questa repubblichetta -gran paese - dalla sovranità inesistente.
Benvengano anche tutte quelle proposte costruttive di alternative praticabili per il futuro nero che ci aspetta, dalle monete locali alla creazione di una cassa mutualistica per sostenere i membri della nostra bistrattata comunità.
Questo blog vuole essere più di un semplice sito d'informazioni, vuole essere un gruppo di pressione, benvengano lobbisti e avvocati nell'anima, vuole essere un embrione di giornale, benvengano i giornalisti di indagine, vuole essere un luogo di approfondimento su tematiche poco o non trattate dalla stampa ufficiale.
Cassa di risonanza per i ventenni e gli ultimi babyboomers accomunati da pensioni sequestrate per opera di suboccupazione, o truffa fondi pensione, dal futuro ipotecato dalla truffa del debito pubblico e la precarietà; per i risparmiatori e i pazienti traditi. Cassa di risonanza dei cittadini, vuole formare un movimento di consapevolezza che denunci e che proponga, che quereli e che agisca, o meglio, che non agisca.
Sito del consumatore consapevole.
Nicoletta Forcheri


