Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

martedì 27 dicembre 2011

Monti e Napolitano denunciati per alto tradimento







Una denuncia per “alto tradimento”. E' questo il regalo di Natale che alcuni cittadini dell'hinterland romano hanno riservato al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio Mario Monti ed altri noti personaggi del mondo politico ed economico del Paese; motivo del gesto, come spiegato dai diretti interessati ai carabinieri perplessi della Stazione di Roma Parioli, le forzature “tecnocratiche” nella gestione della crisi che avrebbero, di fatto, “tradito” il mandato democratico.

Il video della denuncia – Giorgio Vitali, giornalista, Casimiro Corsi, impiegato, Giovanni Zurlo, pensionato, David Rorro, operaio e Orazio Fergnani, agente di commercio e “leader” del gruppo che ha presentato la denuncia, hanno voluto pubblicizzare il loro gesto facendosi riprendere, all'uscita dalla stazione dei Carabinieri, dalle telecamere amatoriali di “YouReporter”.
Nelle riprese, Fergnani spiega di aver denunciato l'illegittimità dei provvedimenti assunti dall'establishment nazionale nei confronti della banche, “che vanno bene quando guadagnano e poi vanno aiutate quando sono in crisi”, dell'IMU, “un aborto giuridico”, su cui pesano anche gli oltre 3 milioni di pignoramenti degli ultimi anni, e delle pensioni, “per cui si sono cancellate lotte sindacali, politiche e operaie storiche in tre secondi […] cancellando il 'contratto' fatto con i cittadini che hanno lavorato una vita per raggiungere la pensione ad una determinata età”.

Alba Mediterranea – Orazio Fergnani, che già era intervenuto su queste tematiche in una recente puntata del programma di Santoro “Servizio Pubblico”, è anche presidente dell'associazione “Alba Mediterranea”, fondata nel luglio scorso a Roma.
L'associazione, in un mix di complottismo mondiale e simpatia per i movimenti di liberazione nazionale sudamericana, aspira, come si legge nel sito ufficiale, a riprendere la battaglia politica “contro “il “regime” che aveva preso piede dalla sconfitta della 2° guerra mondiale e che aveva come fondamento l’aborto giuridico chiamata “Costituzione” che altro non è se non la formalizzazione giuridica della spartizione della morale della Nazione da parte delle tre coalizioni “vincenti”.
Sempre sul sito, per chi è interessato, si può trovare il testo integrale della denuncia a Monti, Draghi, Napolitano e C., depositata per la vigilia di Natale.

Mattia Nesti

Intervento stile Libia: La Somalia sembra essere il prossimo obiettivo del Regno Unito

Fonte: http://economycamente.altervista.org/intervento-stile-libia-la-somalia-sembra-essere-il-prossimo-obiettivo-del-regno-unito/

Di Madison Ruppert

Il primo ministro inglese David Cameron ha dichiarato che la Somalia è un cosiddetto “stato fallito”, e quindi una minaccia per gli interessi britannici, segnalando quello che potrebbe essere il prossimo bersaglio nella crociata imperialista globale compiuta sotto forma di umanitarismo.
Da quando il governo britannico ha dichiarato la missione Nato in Libia un successo, è da allora alla ricerca del prossimo obiettivo.
Da qualche tempo Londra ha annunciato la propria volontà di intervenire in Siria ma grazie alla forte opposizione nel Consiglio di sicurezza di Cina e Russia, sembra che l’intervento per presunti scopi umanitari è stato scongiurato, almeno per il momento.
L’Iran sembrava un obiettivo logico per la macchina da guerra globalista, ma a causa del loro legame relativamente forte, militare e strategico, sembra che si tratta di una questione passata.Tuttavia, la Somalia è un bersaglio molto più facile visto che non ha l’infrastruttura militare massiccia, né alleanze numerose. Per non parlare del fatto che la Somalia è stata devastata da guerre civili, carestie, disastri naturali e altri problemi importanti che lo rendono un bersaglio relativamente debole.
Ma soprattutto, come Jeremy Corbin, parlamentare laburista del Regno Unito e attivista per “Stop the War”, ha fatto notare, la Somalia è una nazione molto ricca di risorse.
La Somalia gode di risorse importanti e di grande valore naturale, come l’uranio, ferro e zinco ma anche l’incenso, la mirra, le resine e gomme, carbone, prodotti agricoli come banane, zucchero, sorgo, mais insieme a pesci e altri animali come bovini, capre, pecore e cammelli.
Le industrie principali somale sono quelle di raffinazione dello zucchero, tessile, il bestiame, il trasferimento di denaro e delle telecomunicazioni.
E ‘chiaro che la Somalia ha una grande quantità di risorse da sfruttare e le industrie che possono essere ulteriormente monopolizzate dagli interessi anglo-americani, proprio come abbiamo visto in Libia.
Il sistema interventistico è diventato il seguente: produzione di una crisi di qualche tipo per giustificare l’intervento, bombardare la nazione di destinazione e poi sfruttare la distruzione delle risorse per i propri fini.
Senza dubbio la risorsa più redditizia in Somalia è l’immensa riserva di petrolio, che secondo la Range Resources ha il “miglior ricavo lordo in raffinazione (10.000 b/)”.
Rapporti della Banca Mondiale hanno inoltre indicato che nella provincia del Puntland si potrebbe produrre 600 milioni di barili in totale, che hanno una capacità potenziale di produzione tra 5 e 10 miliardi di barili di petrolio.
Naturalmente l’intervento può essere giustificato con la lotta al terrorismo, alla pirateria. Ancora una volta lo spettro del terrorismo solleva la sua brutta testa come giustificazione per aver violentato le risorse naturali di un’altra nazione impoverita, indicando che il neo-colonialismo in Africa sta andando più forte che mai.
Tutto ciò che possiamo fare è sperare che questo intervento non sarà così brutale come quelli visti in Afghanistan, Iraq, e Libia.

Le operazioni militari in Somalia

dicembre 14, 2011

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Da un mese e mezzo vi è una vera e propria operazione militare “del Consorzio Petrolifero Internazionale” nei confronti della Somalia. I primi passi attivi iniziarono il 17 ottobre, quando il Kenya ha attraversato il confine della Somalia, ufficialmente per il fatto che dei somali avevano rapito due keniani.
L’operazione è stata denominata “Linda Nchi” (in swahili – “Difendere il paese“)
Sul raggruppamento delle truppe del Kenya, si sa ancora poco: l’operazione è stata preceduta dalla creazione al confine con la Somalia di un gruppo interarma tra Esercito, Aeronautica e Marina Militare, per un totale di 4 mila soldati del Kenya. La composizione delle forze e dei mezzi dei gruppi è elencata di seguito:
Dell’Esercito: 1° Battaglione di Fanteria (da Nanyuki), 78.mo Battaglione Carri (da Isiolo), 77.mo Battaglione Artiglieria (da Mariakani), 65.ma divisione artiglieria da campo (da Embakasi) e 50.mo battaglione aeromobile con elicotteri MD-500 (da Embakasi).
Dell’Aviazione: uno squadrone di F-5 (A/B), trasferito all’aeroporto di Uadjir.
Della Marina: navi e motovedette dalle basi navali Mtongve (Mombasa) e Manda.
Il gruppo operativo ha installato il centro di comando a Garissa (provincia nord-orientale del Kenya).
I droni israeliani Heron e Hermes 450 degli Stati Uniti, di stanza nelle basi aeree etiopi di Arba Minch, che ovviamente, ospitano i professionisti e le loro attrezzature nuove di zecca.
Inoltre a sostegno delle forze armate keniote vi sono le milizie locali, Ahlu Sunnah Waljamaah (ASWJ), una milizia sufi di Afmadow, che insieme con i keniani combattono al-Shabaab. Si tratta di 2mila uomini addestrati in Etiopia. Infine il gruppo di Ras Kamboni armato del clan Hawiye e guidato da Sheikh Ahmed del clan Madobe. In precedenza, gli uomini erano nell’organizzazione Hizbul Islam, con cui combatterono contro al-Shabab, agendo sul fronte meridionale.
Hizbul Islam poi, si è fusa con al-Shabab nel dicembre 2010. Da allora, Madobe e i suoi uomini hanno unito le forze con l’ASWJ e il governo federale di transizione della Somalia, al fine di continuare la loro lotta contro al-Shabab.
La Polizia di Djubaland – un gruppo in guerra con gli al-Shabab, dalla parte dei keniani. È diretta dall’ex ministro della Difesa della Somalia, Mohamed Abdi, un funzionario conosciuto anche con il suo soprannome “Gandhi”. Mohamed si definisce Presidente dell’Azania (Dzhubalanda). Sotto il suo comando, ha circa 2.500 somali reclutati dai campi di rifugiati somali in Kenya, e addestrati dal governo keniano (che ha fornito loro armi cinesi). Tale polizia in primo luogo sostiene le forze del Kenya nel centro di Gaza, presso Afmadow.
Per inciso, Sufi ed islamisti radicali sono uniti solo dall’odio verso al-Shabab. Ma nelle aree occupate dai rispettivi soldati, si sparano a vicenda, tanto che i keniani devono separarli.
E poi ci sono i separatisti del Djubaland – è qui gli al-Shabaab svolgono una guerra di propaganda. La polizia locale ha già arrestato centinaia di persone nei territori occupati, accusandoli di sostenere al-Shabaab. Nel discorso di Sheikh Hassan Dahir Aweys e di Mukhtar Robo, noto anche come Abu Mansur, leader degli al-Shabaab, hanno invitato i somali a resistere agli invasori.
Il 19 ottobre alle truppe del Kenya si sono unite quelle etiopi, sulla cui composizione e ampiezza non si conosce molto. La Città di Beletweyne si trova a 50 km dal valico di frontiera somala, sulla strada principale che attraversa il paese da nord a sud, e da Mogadiscio a Chisimaio, nel sud, l’autostrada è quasi sul mare (come in Libia) e da Mogadiscio svolta a nord verso Beletweyne, nei pressi del confine con l’Etiopia, e poi corre lungo il confine etiope per tutto il paese.
Gli al-Shabab, a nord non hanno alcun supporto, e non ci sono le forze per realizzare un rischieramento strategico delle truppe lungo le strade principali del paese, bloccando la strada a sud di Mogadiscio ed escludendo il Somaliland, già autonomo per conto suo.
Contemporaneamente con l’inizio delle truppe della coalizione nel sud della Somalia, il WWF (governo somalo ad interim, appoggiato dagli statunitensi, e disposto a concedergli il petrolio, come il CNT libico) e la forza di pace dell’Unione africana Amisom, che il 20 settembre è entrato in funzione nella periferia sud-ovest di Mogadiscio (regione di Daynile), sono intervenuti contro i militanti “al-Shabab” a Benadir, capoluogo della provincia. Durante i tre giorni di aspri combattimenti le truppe di Amisom e del WWF hanno messo sotto controllo gran parte della zona di Daynile. Le milizie hanno subito gravi perdite spostandosi nella periferia di Mogadiscio, a Elasha-Biyaha.

Il corso dei combattimenti
Secondo fonti filo-occidentali: Le forze della coalizione sono arrivate simultaneamente nelle province di Lower Juba, Middle Juba e nelle regioni di Gedo, da diverse strade, ma il colpo principale è stato applicato in direzione di Chisimaio da nord-ovest (dalla città di Afmadow) e da sud-ovest. Allo stesso tempo i gruppi armati somali preparati e armati in Kenya, che operano nel primo scaglione delle forze d’attacco, e le unità delle forze armate del Kenya, per lo più sostenute dal fuoco dell’artiglieria, dei carri armati e da attacchi missilistici aerei. A partire dal 24 ottobre, durante l’offensiva le forze della coalizione provincia di Lower Juba, sono avanzate fino a 100 km dal confine e hanno occupato i villaggi di Tabdo, Kokani, Cambon, Burgabo, Oddo e Kulbieu e un piccolo gruppo di isolati situato a sud di Chisimaio. Sono stati distrutti diversi campi di addestramento degli “al-Shabab“, tra cui il più grande campo nel sud della Somalia, Hul al-Adjer. Gli islamisti hanno subito considerevoli perdite in risorse umane e mezzi. Tuttavia, l’ulteriore sviluppo dell’offensiva, è stato ostacolato dalle condizioni stradali non ottimali, e nel sud della Somalia, a causa delle forti piogge. La rottura dell’assalto della coalizione ha permesso al comando degli “al-Shabab” di avviare una mobilitazione generale nelle province meridionali, e di inviare rinforzi nella zona di Afmadow, dove, a quanto pare, si prevede una battaglia decisiva per il controllo della provincia del Basso Giuba e del Sud della Somalia, nel suo complesso.
L’operazione “Linda Nchi” si è svolta nelle province meridionali dalle truppe del Kenya in stretta collaborazione con il WWF della Somalia e le milizie delle fazioni somale di “Ras Kamboni” e “al-Sunna al-Djamaa“, per un numero totale stimato a 4-5000. Inoltre, le forze della coalizione sono supportate dagli attacchi arei dei droni dell’USAF MQ-9, e dal mare dalle navi della marina militare sttaunitense e della marina francese, del gruppo internazionale delle forze antipirateria, che effettuano il blocco del porto di Chisimaio, attraverso cui l’organizzazione “al-Shabab” ottiene le armi e munizioni ricevute dall’estero (principalmente da Yemen e Eritrea). Il 27 novembre, un drone statunitense bombarda la periferia di Chisimaio, a circa 500 chilometri a sud della capitale, Mogadiscio. 39 persone restano uccise.

Lo scopo politico della guerra
Pianificata e organizzata dagli Stati Uniti, le truppe del Kenya dovranno dare il potere formale della regione alle forze pro-keniane, supportando la creazione dello stato Azania, da cui gli Stati Uniti estraranno il petrolio, da cui questa piccola Azania, otterrà quel denaro da spendere in armi per respingere i vicini.
L’esercito del Kenya non ha combattuto negli ultimi cento anni, in Kenya non avendo un’industria, ha il PIL che si basa sul turismo, incontra difficoltà già all’inizio delle operazioni, quando ancora l’artiglieria era concentrata e le linee delle comunicazioni lavoravano regolarmente; ma il primo attacco si è spento quando la pioggia ha spazzato le strade; mentre con l’unica rotabile, costruita da bin Ladin, il nemico ha raggruppato e mobilito le sue truppe, e grazie all’esperienza accumulata, è riuscito a fermare e a colpire le linee delle comunicazioni nemiche, rallentando e intralciando le truppe regolari etiopi e keniane. Organizzata la difesa, gli islamici di al-Shabab potrebbero essere in grado di trasformazione la loro piccola struttura paramilitare, evolvendo in un movimento nazional-patriottico assai ostico per i paesi occidentali (come l’Afghanistan), le multinazionali e i regimi fantocci locali.

Lettera di ricusazione per il prof. Mario Monti

Rinascita: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=12261

Le nuove regole del mercato del lavoro: assumere per raccomandazione e tenere dei precari giovani a disposizione

Carmelo R. Viola





Egregio Signore, in verità io non avrei nulla contro di Lei, ma giacché, secondo la linea ufficiale del comportamento – voluto soprattutto dal primo cittadino d’Italia – come gli altri miei concittadini, dovrei dirle grazie per quanto sta facendo e per quanto farà per il bene del mio Paese, io, al contrario penso di avere diritto e dovere di ricusarla, avendo più di una motivazione a difesa mia personale e del Popolo italiano come si evince dall’analisi, che segue.
1 - La ricuso perché Lei non è stato eletto dal Popolo come vuole la Costituzione. A Lei è stato “dato in omaggio” il Governo del mio Paese da un Presidente della Repubblica, abituato a calpestare la Costituzione (come ci dicono le ripetute spedizioni militari all’estero come servaggio coloniale ad Usa-Nato, contro l’art. 11, che lo vieta categoricamente). Costui, che evidentemente non conosce la Costituzione, meriterebbe – in applicazione dell’art. 90 della carta costituzionale - di essere messo sotto accusa e di essere processato per alto tradimento della Costituzione stessa, alla quale ha formalmente giurato fedeltà. Nessun costituzionalista o magistrato ha sentito di dovere di proporlo, ma ciò dimostra solo il livello di viltà di coloro che dovrebbero difendere lo statuto giuridico del nostro Stato. La Sua posizione ha una parvenza di legalità ma solo nella forma. Nella sostanza, è incontestabilmente illegittima. Questa non è la motivazione peggiore perché non interessa i contenuti. Comunque, La ricuso come rappresentante illegittimo del Parlamento e quindi di me, cittadino

2 - La ricuso perché Lei non è il tecnico (soggetto al di sopra delle parti) che dice di essere ma un politico (soggetto di parte) se è vero che Lei identifica (confonde) la scienza sociale e l’economia con il capitalismo, anzi con il capitalismo estremo, detto liberismo globale. Con riferimento a questo Lei è un uomo dell’estrema destra. Dirsi tecnico non ha senso come non ha senso dirsi indipendente da ogni partito. Tecnico è colui, che ripara (per fare un esempio) un motore che, dopo la riparazione, riprende a funzionare. Il sistema, che Lei sarebbe venuto a riparare (come tecnico), che si valuta anzitutto su base economica e solo in un secondo tempo su base politica, può solo continuare a fare altro male.
3 - La ricuso perché Lei non conosce né la scienza sociale né l’economia (salvo a mentire) e nemmeno il capitalismo che è, nella sostanza, criminalità predatoria legale e paralegale-mafiosa senza soluzione di continuità. Non esiste capitalismo senza mafia. La ricuso perché la Sua attività parlamentare, politica ed economica può solo peggiorare la situazione d’insieme.
4 - La ricuso perché davanti ad una realtà palpabile, che ci prova ogni giorno di più, come il capitalismo – trasposizione della predazione forestale – abbia fatto il suo tempo, come non sia, oggi più che mai, in grado di risolvere quei problemi della civiltà, che non ha mai risolto, e come cada letteralmente a pezzi causando solo altri danni, Lei persiste nel volere eliminare i danni del capitalismo con il capitalismo stesso.
5 - La ricuso perché Lei segue una logica manicomiale. Infatti.
a) Lei sostiene (sebbene non apertamente) che una maggiore pressione fiscale (più tasse) serva come condizione della crescita, mentre è vero il contrario. Secondo Lei un soggetto con un ridotto potere di acquisto (a causa della maggiore pressione fiscale) sarebbe, perciò solo, nelle migliori condizioni per fare crescita. Mentre è vero l’esatto contrario.
b) Lei sostiene la stessa cosa a proposito dei tagli sociali. Dal che si deduce che più si danno calci e pugni ad una povera vittima (il lavoratore), più questo può dare segni di effettiva crescita. Che al posto della crescita ci sia solo il suo contrario - la recessione – l’ha già dichiarato l’Istat. La ricuso come causa manicomiale di recessione.
6 - La ricuso perché il Suo scopo evidente è solo quello di fare quadrare i conti dello Stato e in termini di euro per una maggiore e migliore agibilità dei mercati (da Lei definiti bestie feroci, cioè imprevedibili e sanguinarie) e dei mercanti, con riferimento particolare (ma occulto) ai “padroni usurai dell’euro”.
7 - La ricuso perché a Lei non interessano le molteplici facce del dramma del lavoro (a partire dalla disoccupazione giovanile per finire nei vecchi con una pensione miserabile o addirittura senza). A maggior ragione, ho diritto di non riconoscerle alcun titolo giuridico per governarmi.
8 - La ricuso perché Lei sostiene che dare più potere al privato (attraverso le privatizzazioni o meglio liberizzazioni) sia utile a chi vive solo di lavoro. Mentre è esattamente il contrario: più potere al privato significa desocializzazione dello Stato, condizioni peggiori per i lavoratori, più forza al capitalismo legale-paralegale-mafioso.
9 - La ricuso perché Lei sostiene che dalla concorrenza di tutti contro tutti (ovvero dalla “bellum omnium contra omnes”) possa derivare un maggiore benessere dei lavoratori mentre, come prova la sola pubblicità, serve solo ai più forti per eliminare i più deboli.
10 - La ricuso perché Lei sostiene che l’insieme delle imprese private (cioè il sistema “impresocentrico”) possa rispondere a tutto il fabbisogno dei lavoratori, sapendo che è vero l’esatto contrario.
11 - La ricuso perché Lei sostiene che la maggiore libertà imprenditoriale equivalga a maggiore funzionalità del lavoro sapendo che è l’esatto contrario e che mercato del lavoro più libero vuol dire assumere per raccomandazione e tenere dei precari per disporre sempre di dipendenti giovani.
12 - La ricuso perché Lei sostiene che dal caos liberista possa discendere l’ordine sociale e quindi anche l’equità. Qui la schizofrenia è ad un livello di guardia perché aspettarsi che dal caos possa scaturire l’ordine significa aspettarsi che da un’urna del lotto vengano fuori tutti i numeri in ordine progressivo dall’uno al novanta!
13 - La ricuso perché Lei non vuole liberare il mio Paese dai mali reali, alcuni dei quali sono: a) il signoraggio monetario (dipendenza monetaria al posto della sovranità monetaria), b) l’euro, c) il debito pubblico, d) la pressione fiscale, e) il bisogno.
14 - La ricuso perché Lei non accenna nemmeno minimamente all’applicazione dell’economia vera (gestione secondo equità di una famiglia e così di una comunità o dello Stato), la cui prima realizzazione – in quanto sistema “antropocentrico” - è proprio ciò che Lei considera un valore incidentale: cioè la “piena occupazione”. Altro che maggiore pressione fiscale!
15 - Infine, La ricuso perché i Suoi compensi astronomici sono un insulto alla civiltà ed al bisogno. Perché dall’alto di quei emolumenti è psicologicamente impossibile capire i vari aspetti del dramma del lavoro e del bisogno. Io ho lavorato onestamente per oltre sessant’anni anche per il bene del mio simile e, pur convinto di non valere meno di Lei, riesco appena a sbarcare il lunario.

23 Dicembre 2011 12:00:00 - http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=12261

Considerazioni sulla Modern Money Theory

Fonte: http://salvatoretamburro.blogspot.com/2011/12/considerazioni-sulla-mmt-modern-money.html

Considerazioni sulla M.M.T. - Modern Money Theory

Di recente va di moda parlare della M.M.T., Modern Money Theory, una teoria che cercano di farla passare come la panacea di tutti i mali, la soluzione migliore da applicare all'odierno sistema economico diretto al baratro.

Prima di analizzare questa teoria, vediamo però quali sono i presupposti su cui si basa.

Premesso che la M.M.T. non si basa sulla sovranità monetaria nelle mani dello Stato e conserva pertanto sempre 3 soggetti distinti nel contesto della politica economica: lo Stato (il Tesoro)-pubblico, la Banca Centrale(BC)-privata e le banche commerciali-private.
Inoltre, tutto il sistema raffigurato dalla MMT si basa sulla FIAT MONEY, ossia moneta a corso forzoso che altro non è che un credito d'imposta non supportato da alcun bene tangibile.
La Fiat Money nasce nel 1971 quando il presidente americano Nixon decise che il dollaro, prima ancorato all'oro (gold standard), dovesse abbandonare la convertibilità.
Da allora chi emette moneta può stampare tutta la moneta che vuole senza correrarla ad un bene tangibile, come poteva essere un tempo l'oro o l'argento.

Warren Mosler, uno dei grandi sostenitori della MMT, afferma:
"Lo scopo di questo lavoro è di dimostrare in modo chiaro, attraverso la pura forza della logica, che gran parte del dibattito pubblico di oggi su molte delle questioni economiche non è valido, spesso arrivando addirittura a confondere i costi con i benefici. Questo non è un lavoro su come dovrebbe funzionare il sistema finanziario. Si tratta di un tentativo di fornire una conoscenza precisa del sistema fiat money, sistema molto efficace attualmente in vigore."

In sostanza la MMT afferma che non bisogna avere paura di generare deficit di bilancio (uscite > entrate) e, anzi, creare deficit è una cosa buona, perchè significa che la spesa pubblica (uscite) è maggiore delle tasse (entrate), e così facendo aumenta il risparmio dei privati e allo stesso tempo aumentano i consumi, e l'economia gira bene.

G - T = S - I

(G=spesa pubblica; T=tasse; S=risparmio; I=investimento)

Dove se G > T si avrà un deficit di bilancio.

Inoltre secondo la M.M.T. le tasse non servono a finanziare il governo (che con la fiat money può usare tutta la moneta che vuole), bensì sono solo uno strumento politico per regolare inflazione e disoccupazione.

Precisazione importante. La M.M.T. precisa che le banche sono obbligate per legge a detenere presso la Banca Centrale (Federal Reserve o BCE) delle riserve obbligatorie in percentuale dei depositi. Con l'obbligo di riserva la BC non può influenzare l'offerta di moneta, ma solo il tasso di interesse interbancario (ossia il costo del denaro). Le riserve necessarie vengono sempre contabilizzate in un periodo successivo (sfasamento di 2 giorni), quindi la BC sostiene le banche commerciali fornendo loro tutte la moneta necessaria.
Fino a quando la BC ha il mandato di mantenere un certo Tasso Ufficiale di Sconto (ossia il tasso di interesse con cui la Banca centrale concede prestiti alle altre banche), la dimensione dei suoi acquisti e vendite di debito pubblico non è discrezionale.

QUALI SONO GLI ERRORI IN CUI INCORRE M.M.T.?

1) avendo una politica monetaria soggiogata all'obbligo legale della riserva frazionaria, non risulta vero che lo Stato possa generare una spesa pubblica infinita, perchè per farlo avrebbe bisogno di chi compra Titoli di Stato.
Secondo il modello MMT la BC sarebbe pronta ad emettere fiat money, concederla alla banche commerciali le quali acquisterebbero Titoli di Stato.
Tutto ciò potrebbe non verificarsi, visto che gli investitori privati potrebbero decidere di non acquistare quei Titoli e magari dirigersi verso altri mercati che hanno una diversa regolamentazione o che risultino più convenienti (o diversificare es.: comprando oro) e, magari, con rendimenti più alti.
Del resto è la stessa M.M.T. ad affermare che l'aumento di spesa pubblica che genera un surplus di riserve, che genera un abbassamento del tasso di interesse, è valido solo nel breve periodo, mentre nel lungo periodo i Titoli possono non essere desiderati ed acquistati sul mercato.

2) il concetto di deficit di bilancio all'infinito non è ammissibile in un contesto in cui, ad esempio nella normativa europea, si prevede addirittura il "pareggio di bilancio" da inserire nelle Costituzioni dei singoli Stati.

3) Dire che serve il deficit (G > T) per aumentare il risparmio privato e favorire i consumi è sbagliato, perchè per aumentare il risparmio non è necessario generare deficit; il risparmio può aumentare magari perchè la gente riduce i consumi e risparmia di più (a causa di tassi di interesse e alla loro aspettativa di oneri fiscali più elevati in futuro), ma può anche accadere che vadano giù gli investimenti del settore privato.

CONCLUSIONI

La M.M.T. è una teoria post-keynesiana e senza dubbio migliore di tante altre soluzioni economiche liberiste che non hanno nè capo nè coda e porterebbe senza dubbio anche ad alcuni vantaggi nel breve periodo, ma ritengo sbagliato lasciare la spesa pubblica, essenziale per lo sviluppo della collettività, ancorata alle riserve obbligatorie.
Lasciare, quindi, la politica monetaria vincolante, nel suo funzionamento, all'operato di banche centrali private e di banche commerciali private non porterebbe ad alcun grande beneficio.
Solo trasferendo la sovranità monetaria interamente nelle mani dello Stato si potrà garantire a questo ultimo di finanziare la spesa pubblica senza vincoli da parte di organismi privati, originando occupazione per soddisfare l'erogazione di beni\servizi alla collettività, e qualora non ci fosse una piena occupazione i consumi sarebbero favoriti dall'introduzione del reddito di cittadinanza. In ogni modo si favorirebbero i consumi e allo stesso tempo anche le tasse potrebbero attestarsi su livelli nulli od irrisori, quel tanto che basta a regolare l'inflazione (N.B.: non si genera inflazione se la moneta che stampi e crei ex nihilo viene adoperata per creare ed offrire beni e servizi alla collettività).
In sostanza si conseguirebbero gli stessi obiettivi che vorrebbe realizzare la M.M.T., con la differenza che lo Stato non sarebbe sottomesso alle banche e al mercato finanziario, ma sarebbe detentore di una politica monetaria veramente autonoma da potentati privati che si spacciano per enti pubblici.
Se siamo in queste condizioni di crisi economica, obbligati a misure di austerity e di malessere collettivo, lo dobbiamo al fatto che, finora, la nostra politica monetaria è stata gestita da una lobby bancaria priva di morale. Pertanto l'unica via di svolta si avrà soltanto nel momento in cui questi infidi potentati bancari saranno totalmente esclusi dai processi regolatori che strutturano la politica economica di un Paese.

Salvatore Tamburro

FONTI:

http://modernmoneytheory.blogspot.com/

http://vocidallestero.blogspot.com/p/economia-della-valuta-flessibile.html

http://en.wikipedia.org/wiki/Modern_Monetary_Theory

http://pragcap.com/resources/understanding-modern-monetary-system

http://bilbo.economicoutlook.net/blog/?p=9198

http://krugman.blogs.nytimes.com/2011/03/25/deficits-and-the-printing-press-somewhat-wonkish/

http://mises.org/daily/5260/The-UpsideDown-World-of-MMT

venerdì 23 dicembre 2011

Bankenstein miete un'altra vittima

L'Argentina è in lutto. Il sottosegretario al commercio, all'uscita da una riunione con il Fondo Monetario, si impicca all'età di 33 anni.
di Sergio Di Cori Modigliani


Tempi duri per i puri, non vi è dubbio.
A Montevideo, Uruguay, ieri notte, il sottosegretario alla presidenza e al commercio nonché l'uomo che sarebbe dovuto essere il prossimo ministro dell’economia della Repubblica Argentina, Ivan Heyn si è impiccato nella sua stanza d’albergo, all’Hotel Radisson.
La notizia, indifferente per noi europei, viene vissuta come una enorme tragedia per tutta l’America Latina e anche in Usa l’evento ha suscitato un forte impatto.
Per diversi motivi. Tra cui, non ultimo, la giovane età dell’economista: 33 anni.
Considerato il padre dell’attuale rivoluzione economica argentina, Ivan Heyn si trovava a Montevideo per una riunione allargata del Mercosur (sarebbe il corrispondente in America Latina della Unione Europea) alla quale erano stati invitati anche i responsabili di Usa e Gran Bretagna. Uscendo da una riunione ristretta con i delegati del Fondo Monetario Internazionale, l’economista ha pronunciato la frase “io questo non lo posso proprio fare”. Da quel momento è sparito e nessuno l’ha più visto.
Dieci ore dopo è stato trovato impiccato nella sua suite dell’albergo.
In Argentina gli stanno tributando un enorme cordoglio. Veniva soprannominato “el economista callejero”, l’economista di strada, perché proveniva da una famiglia povera, e nonostante la sua prestigiosa carriera, aveva scelto di rimanere a vivere nel suo quartiere natìo di Constituciòn, tra i più popolari e poveri della capitale Buenos Aires, dove era riverito e amato dalla gente. Si era laureato in economia a 24 anni e, per un caso fortuito, al bar dell’università, il giorno della laurea, aveva incontrato Maximo, il figlio primogenito della presidenta Christina Kirchner, con il quale condivideva il fatto di essere fidanzati con due gemelle. Attivo militante del gruppo La Càmpora, la frazione più a sinistra del partito peronista al potere, si era specializzato in macro economia e aveva accettato una consulenza al ministero dell’economia, diventando poi consigliere personale della Kirchner. In seguito, lei stessa aveva fortemente spinto per farlo accettare dagli anziani del partito dandogli il sottosegretariato al commercio e indicandolo chiaramente come la figura preminente a cui affidare nel 2012 il dicastero dell’economia.

Cassazione anti-Bankenstein (sentenza n. 46669)

Fonte: Cassazione anti-Bankenstein (sentenza n. 46669)

Dr. Giovanni Battista Frescura
Consulente Tecnico *


Principi di diritto stabiliti dalla sentenza della Cassazione 19 dicembre 2011 n. 46669

1) l'innalzamento della soglia dell'usura vale solo dal maggio 2011, non è retroattivo, nemmeno ai fini penali;
La portata dell’intervento innovativo sulla determinazione dei criteri di individuazione del tasso
soglia e la mancanza di norme transitorie, certamente non dovuta a disattenzione [del legislatore], denotano che si è voluto dare alla normativa (che ha introdotto un regime maggiormente favorevole agli istituti di credito in relazione al reato di usura) operatività con esclusivo riferimento a condotte poste in essere dopo la sua entrata in vigore, senza produrre effetti su preesistenti situazioni, regolate dalla normativa precedente.

2) le circolari della Banca d'Italia non hanno alcun valore ai fini dell'interpretazione della legge sull'usura;
Le circolari e le istruzioni della Banca d’Italia non rappresentano una fonte di diritti ed obblighi e
nella ipotesi in cui gli istituti bancari si conformino ad una erronea interpretazione fornita dalla
Banca d’Italia in una circolare, non può essere esclusa la sussistenza del reato di usura sotto il
profilo dell’elemento oggettivo.
Le circolari o direttive, ove illegittime e in violazione di legge non hanno efficacia vincolante per gli istituti bancari sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia, neppure quale mezzo di interpretazione, trattandosi [l’usura] di questione nota nell’ambiente del commercio che non presenta in sè particolari difficoltà, stante anche la qualificazione soggettiva degli organi bancari e la disponibilità di strumenti di verifica da parte degli istituti di credito.

3) i presidenti o il c.d.a. delle banche sono responsabili dell'usura; fanno eccezione solo i casi relativi ai primi anni 2000, quando nessuno diceva che le banche facevano usura;
E’ ravvisabile in capo al presidente o al consiglio di amministrazione un potere di controllo
gestionale sull’attività della direzione generale o centrale commerciale con specifico riferimento
alla determinazione dei tassi di interesse, anche se a termini statutari tali organismi sottordinati
abbiano autonomia gestionale operativa, con conseguente responsabilità penale concorrente
degli organi apicali ove venga superato il tasso soglia degli interessi in ordine alla erogazione
del credito alla clientela.
Non è scusabile, in linea di principio, da parte di un istituto di credito, l’errore riferibile al calcolo
dell’ammontare degli interessi usurari trattandosi di interpretazione che oltre ad essere nota nell’ambiente bancario non rappresenta in se particolari difficoltà.
In mancanza di un orientamento giurisprudenziale di legittimità, sia civile che penale, all'epoca, che ritenesse illecita la prassi bancaria, sviluppatasi poi successivamente, nessuna censura di mancanza di doverosa prudenza può essere posta a carico dei presidenti delle banche e non può ritenersi violato il dovere di diligenza nella ricostruzione dei criteri applicabili ai fini della individuazione del tasso soglia a carico degli organi di vertici degli istituti bancari.

4) anche se non si individua il colpevole, ma il reato usura esiste, la banca deve rimborsare i danni.

[l’usura è] comunque un illecito avente rilevanza civilistica, non rileva, ai fini risarcitori, che non
sia stato accertato il responsabile penale della condotta illecita, in quanto l’azione risarcitoria
civile ben potrà essere espletata nei confronti degli istituti interessati che rispondono, comunque,
del fatto dei propri dipendenti.

* Direttore Centro servizi peritali (per il controllo dell’usura)
Valdagno (VI) Via Dalmazia 39/A Tel. 0445.412545
Email csvaldagno@assimai.it
G. Frescura – Usura e d anatocismo – La verifica del TAEG nei finanziamenti legali
- 2011

giovedì 22 dicembre 2011

"Io, oncologo vi spiego perché la Medicina esclude Di Bella"

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/12/22/news/in-banca-con-i-carabinieri-per-avere-soldi-1.2873941?fb_comment_id=fbc_10150439002031274_20144182_10150439110316274#f5a4503411809

di Gioia Locati

Paolo Lissoni, oncologo al San Gerardo di Monza, mette in luce i punti di forza e le debolezze della terapia Di Bella e conclude: "Quando le terapie tradizionali falliscono si potrebbe applicare la Di Bella". Vai alla sezione

Paolo Lissoni, 57 anni, oncologo e endocrinologo. Lavora all’ospedale San Gerardo di Monza dal 1985. E’ stato premiato dal National Cancer Institute di Washington per le sue ricerche sulla ghiandola pineale, su questo argomento ha pubblicato 600 lavori. Il reparto di oncologia di Monza è l’unico in Italia che offre, accanto alle tradizionali, una terapia “complementare”.

Ossia?
“Il campo delle terapie alternative anti-cancro (usate in abbinamento a chemio e radio) è estesissimo: vischio, aloe, graviola, veleno di scorpione, curcuma, mirra. Noi abbiamo dato la priorità alle sostanze naturalmente prodotte dal nostro corpo. La ghiandola pineale produce melatonina e altre quattro molecole derivate da aminoacidi. Sono molecole – fondamentali nel regolare il sistema immunitario, nel dosare le endorfine (che danno benessere) e nel favorire i processi di coscienza - che variano a seconda delle ore della luce”.

Quindi proponete la melatonina ai pazienti oncologici?
“Si sa da anni che un ammalato di cancro produce livelli bassissimi di queste sostanze prodotte dalla pineale, melatonina soprattutto. Tutti i processi psico-chimici sono alterati in chi ha un cancro”. Date melatonina dopo o durante la chemio? “Dopo e durante per ridurre la tossicità dei chemioterapici. La melatonina ha proprietà antiossidanti, azione anti-proliferativa, potenzia il sistema immunitario (accresce il rilascio dell’interleuchina 2 dai linfociti T), contrasta la carenza di piastrine e la cachessia che sono la debolezza e il dimagrimento tipici di chi fa una chemio…”

La scoperta di Luigi Di Bella…
“Esattamente, tutto il mondo deve essergli grato per questo. La melatonina mette in moto almeno 20 meccanismi antitumorali…”

Però non tutti gli oncologi ci informano di questo…
“Noi lo facciamo”.

Date la melatonina in ospedale?
“Anni fa sì, ora non più. La prescriviamo e si compra in farmacia fra i prodotti da banco”.

Parliamo di Di Bella?
“L’argomento mi coinvolge affettivamente. Negli anni Ottanta conobbi Luigi Di Bella, lo contattai per confrontare con lui i miei studi sulla ghiandola pineale. Trovai un terreno comune ma i miei tentativi di conciliare le due oncologie, la tradizionale e la dibelliana sono tristemente falliti…”

Come mai?
“Da un lato c’è l’ottusità mentale dell’oncologia tradizionale che non conosce o non vuol conoscere gli aspetti biologici, dall’altro la terapia Di Bella che ha avuto (e ha) il grosso limite di non essersi espressa attraverso una sperimentazione clinica”.

Però c’è chi guarisce dal cancro con la Di Bella.
“Non basta dire: uno è guarito. Quanti pazienti sono andati bene e quanti male? Questa situazione va avanti da 25 anni. La multiterapia Di Bella deve seguire la sperimentazione clinica che tutto il mondo segue. Sennò si fa confusione, non si comprenderà mai l’efficacia della cura tradizionale rispetto alla Di Bella”.

Se fosse lei a decidere come si comporterebbe?
“Raccoglierei i dati e unirei le forze: ai malati che non rispondono alle cure ufficiali darei la Di Bella”.

Quindi la proporrebbe dopo che si è accertato il fallimento della terapia tradizionale, perchè?
“Potrebbe essere un modo per conciliare le posizioni scientifiche e per poter testare finalmente i risultati sul campo. Anche lei mi sta confermando che ha raccolto molto storie di pazienti che dopo il fallimento della tradizionale si sono trovati bene con la Di Bella…”

C’è un altro limite del metodo Di Bella?
“L’aspetto immunologico nella cura del cancro è noto da pochi anni, so che Giuseppe Di Bella ogni tanto inserisce al cocktail anche le interleuchine 2 (sostanze prodotte dai linfociti T) per potenziare il sistema immunitario”.

Un aspetto positivo della terapia Di Bella (oltre alla melatonina?)
“Il fatto di somministrare chemioterapici a piccole dosi è stata una geniale intuizione di Luigi Di Bella, oggi si inizia a praticare la “metronomica” che significa appunto curare con dose minima di chemioterapici a intervalli di tempo brevi”.

Piccoli dosi per evitare il fenomeno della chemio-resistenza?
“Questo aspetto va ancora studiato. Quel che è certo però è che le piccole dosi non intossicano l’organismo e hanno effetti immunostimolanti e antiangiogenetici (ossia impediscono la formazione di nuovi vasi sanguigni necessari al tumore per crescere).

Allora pro o contro Di Bella?
“Non ha senso dire ‘pro o contro’, io direi: ognuno dia il meglio di sé e la cosa funzionerebbe se il dialogo fosse solo scientifico, ma è chiaro che entrano in gioco altri interessi. La terapia Di Bella è la punta dell’iceberg che dischiude una tematica immensa: il rapporto tra la scienza e la cultura umana”.
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ESPOSTO NEI CONFRONTI DI MARIO MONTI E ALTRI MEMBRI DEL CIRCOLO BILDERBERG.

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA

ESPOSTO NEI CONFRONTI DI MARIO MONTI E ALTRI MEMBRI DEL CIRCOLO BILDERBERG.

Io, Alfonso Luigi Marra, espongo quanto segue in relazione all'appartenenza del sig. Mario Monti, nato il 19.12.1943, e dei vari altri personaggi di seguito indicati, al circolo Bilderberg, chiedendo l'apertura di un'indagine circa la liceità dell'operato loro e del Bilderberg stesso.

FATTI

Anziché arroccarsi, com'è tradizione dei dittatori sconfitti infine dal peso dei troppi crimini, nei loro nidi di serpenti velenosi e attendere la soccombenza con le armi in pugno, gli accattoni del Bilderberg, coerentemente alla pochezza di cui hanno pervaso le culture del mondo, hanno reagito all'essere stati ormai smascherati in milioni di pagine internet 'autopubblicandosi' nel 2009 in un 'forum' così trasparente da illustrare ogni cosa, eccetto i crimini.

Cose, tra cui i membri, i luoghi e i tempi delle riunioni (ora 'conferenze'), noti però da anni non perché esplicitati, ma perché accanitamente svelati dai 'segugi' dell'anti-complottismo internazionale, quali il benemerito Daniel Estulin.

Un tal 'buonismo' da rendere indubbio che la prossima 'conferenza' spalancherà le porte al mondo e sarà ispirata ai più puri ideali del bene, del bello, del giusto e dell'utile.

Tanto più che nulla vieta a questi ora smascherati nemici dell'umanità di continuare altrove i complotti con i quali, dal 1954, rendono amare le nostre sorti.

Una 'segretezza' durata oltre 50 anni perché frutto di amplissime collusioni istituzionali, mediatiche, politiche, giudiziarie, e di ogni altro genere.

Tant'è che innumerevoli fonti descrivono il Bilderberg addirittura come nato da occulti aneliti mondialisti di ambienti deviati della NATO in criminale associazione segreta con i massimi poteri bancari.

Vaste cosche sempre più oggetto dell'attenzione mediatica, ma che insistono a nicchiare perché tremano all'idea del momento, imminente, in cui dovranno confrontarsi con la collettività.

Un però inutile espediente, quello di tentare di salvarsi autopubblicandosi, perché i crimini sono nelle parole stesse di cui all'invero singolare 'forum'.

Da un lato recita infatti l'art. 1 della legge Anselmi (legge n. 17, del 25.2.82):

«Si considerano associazioni segrete, come tali vietate dall'art. 18 della Costituzione, quelle che, anche all'interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale»,

e, dall'altro, sulla home del 'forum' Bilderberg - tragicomicamente - si legge:

«.. In breve, il Bilderberg è un piccolo, flessibile, informale e non registrato forum in cui possono essere espressi differenti punti di vista e può essere intensificata la reciproca comprensione. La sola attività del Bilderberg è la sua annuale Conferenza. In questi incontri non vengono raccolti voti e non vengono emesse statuizioni comportamentali. Dal 1954 si sono tenute 59 conferenze. Per ogni incontro i nomi dei partecipanti come dall'agenda sono resi pubblici e sono rinvenibili sulla stampa».

Parole che di per se stesse implicano la natura illecita del Bilderberg perché - giuridicamente parlando - la composizione dei contesti di personaggi che alle 'conferenze' si mescolano senza documentazione configura di per sé l'associazione segreta di cui alla legge Anselmi.

La configura perché si tratta - proprio come vietato - di una mescolanza di uomini pubblici non liberi di partecipare a incontri non privati non protocollari, non documentati, segretati, con i titolari delle massime concentrazioni mondiali di interessi privati.

Una surreale, incredibile, illecita mescolanza di Capi di Stato, Re, Regine, Ministri, Presidenti di Parlamenti (tipo Barroso), Commissari Europei, chiusi in segreti ambiti con banchieri come David Rockefeller, o altri ai massimi livelli della BCE, della FED o della BdI, con i vertici delle massime multinazionali, con giornalisti delle principali testate, e insomma con gli uomini chiave di tutto quanto accade nel mondo.

Uomini che, proprio come Monti dopo la 'conferenza' di St. Moritz del 9/12 giugno 2011, sol che sortano dalle ovattate alcove dei segreti rituali inseminatorii della pregnazione bilderberghina, vengono rapiti da aliti messianici e traslati fino agli Olimpo di ogni forma di potere, come Clinton, Obama (rappresentanti del cui governo partecipano alle 'conferenze'), Trichet, Ignazio Visco, Romano Prodi, Tony Blair, Mario Draghi, Franco Barnabé, Giulio Tremonti, Marco Tronchetti Provera, Tommaso Padoa Schioppa, Alessandro Profumo, Emma Bonino, Gianni Riotta, Ben Bernanke, Corrado Passera, Walter Veltroni, Sergio Romano, Carlo Rossella, Claudio Martelli e molti altri.

Politici, Re, Regine, Principi, quali Sofia di Grecia, Bernardo d'Olanda, Beatrice d'Olanda, Carlo d'Inghilterra, Juan Carlos di Spagna, grottescamente mescolati in un comune delirio di onnipotenza con squali dell'industria, del commercio e della finanza mondiale, quali Edmond de Rotschild, o i nostrani Giovanni Agnelli, Umberto Agnelli, John Elkan, con rappresentanti della Coca Cola, di IBM, Sony, British Petroleum, Shell, Exxon, Pan Am, Mobil, Texas Instruments, ENI, Toyota, Mitsubishi, Philips, Dunlop, HP.

Una singolare, illecita confraternita di soggetti che - dimentichi delle lezioni della storia, pur densa di rovesciamenti di poteri 'intramontabili' fino all'attimo prima di essere travolti - si è ritenuta sopra le leggi, stante l'essere così tanti, potenti, legati da regimi di relazioni di anno in anno sempre più consolidatesi nei 'salotti buoni' del mondo e in ogni altra sede e occasione che le circostanze richiedessero.

Uomini che devono tra l'altro essere considerati gli artefici del crimine dei crimini: il signoraggio primario e secondario.

Uomini i cui «punti di vista» - quelli di cui le 59 conferenze che si sono succedute hanno «intensificato la reciproca comprensione» - configurano in realtà le politiche mondiali di questi 59 anni, le scelte atomiche energetiche e militari con le quali ci hanno rovinato, le guerre da far scoppiare o quelle da sedare, i governi da promuovere o quelli da abbattere, le economie da schiacciare o quelle da alimentare, i dittatori da uccidere o quelli da sostenere, le etnie, le nazioni, i popoli, da sterminare o da vessare economicamente o quelli da privilegiare, l'inquinamento da consentire e quello da graduare, e tutto quant'altro ha reso drammatico il nostro quotidiano.

O no amici magistrati? O ancora si può insistere nel fingere di non capire e nello stare al gioco in cambio dei benefici dello status quo e non solo? Perché se da un lato sussiste una vastissima collusione culturale, dall'altro c'è anche moltissima corruzione materiale anche in ambito giudiziario, e molti giudici appartengono loro stessi alle organizzazioni segrete.

Comportamenti, quelli del Bilderberg, dei suoi membri e di quelli che li sostengono, che configurano la ovvia, sfrontata violazione, a tacer d'altro, degli articoli del codice penale: -n. 241 (Attentato contro l'integrità, l'indipendenza o l'unità dello Stato); -n. 283 (Attentato contro la Costituzione dello Stato); -n. 648 bis (Riciclaggio); -n. 501 (Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio); -n. 501 bis (Manovre speculative su merci); -n. 416 (Associazione per delinquere).

Me ne farete pentire? Aggredirete i miei figli? I miei nipoti? I miei cari? Mi delegittimerete con gli attacchi giudiziari e le calunnie? Mi colpirete economicamente? Fiscalmente?

È già successo, per anni, a partire dal 1985, con la legittimazione del rapimento dei miei figli ad opera dell'Australia con il concorso dell'Italia, e poi, contro di me, dal 1994, per un decennio, con gli attacchi giudiziari che vi ho ad uno ad uno ricacciati in gola uscendone indenne. Sicché ricominciate pure: sappiamo già tutto! E sapete qual è la nostra concorde decisione? Riduceteci pure sul lastrico, arrestateci, chiudeteci nelle carceri più buie, uccideteci: noi continueremo a gridarvi in faccia fino all'ultimo alito di vita la nostra condanna invitando la collettività mondiale a far sì che, siccome i vostri crimini sono di rilevanza planetaria, non vi sia tra breve angolo dove possiate sfuggire al dissenso sociale che qui ed ora chiedo alla società di esprimere - a prescindere dalle sanzioni di cui al diritto penale, che attengono alla magistratura - con la vostra immediata restituzione alla condizione di cittadini privati per impedire la prosecuzione dell'immane danno che arrecate.

Chiedo per tali motivi voglia la Procura della Repubblica di Roma avviare una vasta attività info-investigativa tesa a verificare la conformità o non conformità alle leggi dell'operato del circolo Bilderberg e dei suoi membri sia in relazione a quanto accaduto da ultimo che negli anni scorsi nelle 'conferenze', e sia in relazione all'ovvio prosieguo ad opera di ciascuno nel corso dell'anno e nei vari 'teatri', con particolare riferimento alla liceità del comportamento di Mario Monti quale membro del Bilderberg, nonché dell'eventuale attinenza delle ragioni di coloro che hanno sostenuto la sua nomina alla Presidenza del Consiglio, o comunque della sua nomina, alla sua appartenenza al Bilderberg e/o ad altre organizzazioni segrete o in conflitto con gli interessi pubblici.

Chiedo in particolare la verifica del se esistono i collegamenti denunciati da alcuni politici tra la partecipazione di Monti alla 'conferenza' Bilderberg di St. Moritz del giugno 2011 e la sua nomina alla Presidenza del Consiglio.

Segnalo all'informazione, ai partiti, ai sindacati, alle categorie, alla società tutta, la necessità di vigilare affinché la questione non sia risolta con facili archiviazioni, perché è in re ipsa - per il non avere aperto da sé questa indagine - che la magistratura non è neutrale verso il Bilderberg.

Premesso che si ritiene la competenza della Procura di Roma, chiedo espressamente di essere informato in caso di richiesta di archiviazione ex art. 408 cpp.

Avv. Alfonso Luigi Marra

mercoledì 21 dicembre 2011

L'innominato al Parlamento

Questo è l'unico deputato che in aula parla di signoraggio senza nominarlo e tanti italiani che fanno? Si fanno manipolare dai media o da idiosincrasie di pelle per convincerci a isolarlo e a diffamarlo come tutti, renderlo un appestato innominabile. Se pur avendo votato a favore di due leggi probanche adesso ha cambiato completamente idea, benvenga. Se a qualcuno sta personalmente antipatico per i suoi modi burberi, è un altro paio di maniche. Io lo giudico politicamente e politicamente ha votato contro la manovra, e politicamente tiene un discorso corretto, e sembra sia l'unico. Ma per alcuni dovremmo lapidarlo perché sarebbe dalla parte del tremontiano berlusconi, per altri dovremo lapidarlo perché si sarebbe semplicemente venduto, venduto in una classe intera di venduti, io dico che venduto+venduto fa integro....

martedì 20 dicembre 2011

Svaligiati in casa e senza latte



Stiamo faticosamente cercando di mettere insieme 20 miliardi. Li togliamo alla povera gente, lesinando le pensioni, tassando la casa, rincarando la benzina, aumentando l'iva, ricorrendo ai prelievi forzati sui conti correnti. E perché non rivalersi allora anche sui cani e sui gatti domestici? In fin dei conti adottare un cucciolo, invece di rappresentare un atto meritorio nonché un innegabile costo, potrebbe essere un reddito affettivo da condividere con lo stato.


Venti miliardi cui invece i grandi patrimoni non contribuiranno molto, restando tutto sommato indisturbati. Qualche esempio? Chi ha grandi e lussuose imbarcazioni non farà altro che spostarle nei porti della vicina Croazia. Chi ha ingenti capitali, non farà altro che spostarli in Svizzera, tanto l'accordo fiscale non lo vogliamo fare per evitare possibili infrazioni UE. Come dire: le infrazioni sulla mancata concessione delle frequenze a Europa7 e quelle sui rifiuti (tanto per citarne due a caso) vanno benissimo, in quanto si tratta di spendere in multe senza averne alcun ritorno, ma le infrazioni come scotto da pagare per il recupero di qualche miliardo di euro invece sono da evitarsi assolutamente. Due pesi, due misure. Come due pesi e due misure si adottano tra gli interventi nella manovra che riguardano l'inasprimento dell'aliquota una tantum sui capitali scudati e quelli che tolgono la rivalutazione alle pensioni. Nel primo caso si grida allo scandalo dello Stato che viene meno al suo patto, nel secondo caso invece assistiamo a un patto ancora più stringente, per il numero dei cittadini coinvolti e soprattutto perché stiamo parlando di quelli onesti, che viene violato senza nessuna alzata di scudi. Misura che adotti, scudo che ignori.

E mentre ci affanniamo a far pagare ai cittadini questi 20 miliardi, cui ne seguiranno altri 20, e poi altri 20 visto che ci stiamo consegnando mani e piedi alla recessione, ne troviamo 150 da regalare senza colpo ferire, sull'unghia, all'Unione Europea e al Fondo Monetario Internazionale. Di questi, 125 dovremo corrisponderli al MES, il Meccanismo permanente di Stabilizzazione Europeo che entrerà in vigore "presto presto" entro metà 2012 (ne ho parlato qui). Altri 23,48 miliardi li abbiamo appena promessi al Fondo Monetario Internazionale.

E a cosa servirebbe questa spropositata quantità di denaro? Ma a salvarci, parbleu! Non sono sicuro di avere capito bene: ricapitoliamo. Chiediamo ai nostri pensionati di rinunciare a comprare il latte tutti i giorni per mettere insieme 20 miliardi, ma ne troviamo 150 da dare agli altri come forma di assicurazione contro il nostro fallimento? Sarebbe come comprare una macchina a 20mila euro e poi pagare l'assicurazione 150mila. Chiunque capirebbe che è meglio non fare nessuna assicurazione, tanto anche se ti rubassero la macchina fino a 7 volte di fila, potresti ricomprartela nuova ogni volta e restare ancora con tanti soldi in tasca. L'Inghilterra mica è scema: dopo essersi chiamata fuori dai nuovi trattati, si è chiamata ancor più fuori dalla rapina del FMI. Tralasciando Estonia, Irlanda, Portogallo e Grecia che non daranno un centesimo (loro non pagano per essere salvati) l'Italia rappresenta il terzo contribuente assoluto. Chissà cosa ne avrebbe pensato Dominique Strauss-Kahn, se non lo avessero incastrato.

Pretendiamo che qualcuno venga a spiegarci questi conti, fornendo dati chiari e inequivocabili circa il saldo netto tra i vantaggi economici derivanti dalla permanenza nella moneta unica e gli svantaggi evidenti che capirebbe anche mio figlio di sei anni.

Ultima cosa: ovviamente il conferimento di 23,48 miliardi al FMI è stato deciso da una riunione telefonica dei ministri dell'economia dell'Eurogruppo, così come i 125 miliardi del MES verranno stanziati dai 17 suoi governatori, cioè i 17 ministri dell'economia dei paesi aderenti al trattato. Ovvero, per l'Italia, sempre e solo lui: Mario Monti. Che telefona ai suoi amici, quelli del club, e conferisce. Coi soldi nostri.








Ighina

MONTI, NAPOLITANO E IL TERRIBILE SOSPETTO. di Marco della Luna


Per la prima volta il paese vive intensamente, sempre più intensamente, il terribile sospetto di essere tradito dal suo governo in carica, col presidente della Repubblica che appoggia gli atti politici del medesimo governo e ne co-assume quindi le responsabilità morali, politiche e giuridiche. Tradito in favore di potentati finanziari privati e predatori, causa e beneficiari dell’attuale dissesto, e degli interessi di una Germania sopraffattrice che strumentalizza le istituzioni europee nel proprio egoistico interesse, sfruttando il fatto di essere il paese più potente, con grossi avanzi commerciali, finanziatore di altri (Francia), quindi in condizione di dirigere il gioco dell’UE a proprio comodo.

Berlusconi poneva platealmente problemi di rapporti con la mafia, di corruzione politica e morale, se non addirittura di perversione o psicopatia, ma non di fare una politica intesa a danneggiare programmaticamente l’Italia per favorire lo straniero. Mai un governo aveva suscitato questo problema come problema centrale, nemmeno il precedente governo di uomini della Goldman-Sachs, che però aveva lavorato per arrivare dove siamo oggi. In realtà tutti i governi hanno applicato le ricette dettate dalle mendaci dottrine neoliberiste e neomonitariste, i dogmi della liberalizzazione finanziaria, della finanziarizzazione dell’economia, e della riduzione della spesa pubblica come mezzo di risanamento – con tutto quanto ne è derivato. Quindi tutti i governi, consapevolmente o no, hanno lavorato in questo senso. Però solo oggi divengono percepibili a vasti strati sia i meccanismi azionati, che le intenzioni e i tornaconti. E solo oggi, in parlamento, in politica, nei mass media, si dà voce al sospetto che sia in atto un vero e proprio tradimento del paese da parte di chi ne ha assunto la guida, anche in relazione alla sua storia concreta, legata a Goldman Sachs, Gruppo Bilderberg e Trilateral Commission, cioè alla cupola mondiale dei poteri finanziari forti.

Del resto, viviamo in un regime basato sulla pluralità dei partiti politici, ossia che a priori accetta che vadano al potere (parlamento, governo, presidenza della repubblica) uomini di partito, ossia di parte, nel senso che rappresentano gli interessi di una parte sociale (grande imprenditoria, pensionati, autonomi, operai, i settentrionali, i meridionali, la chiesa, etc.), e che quindi usino i poteri pubblici per fare, in quanto possibile, gli interessi di quella parte sociale. che li vota e finanzia, anche a spese dell’interesse collettivo. Che c’è di illecito, se va al potere un gruppo che rappresenta interessi di una categoria di banchieri sovrannazionali, e li porta avanti a detrimento dell’interesse collettivo? Non è tradimento.

Di fatto, in una situazione di recessione in atto e dovuta non certo a mancanza di capacità produttiva o di domanda potenziale di lavoro e di consumi, bensì a carenza di liquidità, il governo Monti sta togliendo quel poco di liquidità che ancora restava, così da assicurarsi che la recessione continui e che non se ne esca, e che quindi si crei in breve un’emergenza occupazionale, soprattutto per i giovani, una recessione sicuramente superiore al 2%, un calo delle entrate, un avvitamento fiscale. Monti stesso ha dichiarato che le crisi, le emergenze, sono utili, perché con esse si possono guidare i popoli verso i cambiamenti desiderati.

E così, a quel punto il governo sarà “costretto” a privatizzare e liberalizzare sottocosto per poter pagare stipendi e pensioni, e con questa emergenza potrà semi-regalare i migliori assets nazionali rimasti a quel grande capitale finanziario di cui è emanazione. Il governo dirà, per giustificarsi, che il mancato risanamento, per il quale era stato messo al potere, non è colpa sua, ma dei sindacati e delle lobbies che gli hanno impedito di attuare per intero il suo programma, e che quindi quelle categorie di oppositori dovrebbero essere ora punite con maggiori sacrifici. Alle prevedibili proteste della società civile, è prevedibile come risposta un giro di vita autoritario e poliziesco.

Perciò io oggi dico: Monti, siccome con ciò che stai facendo sai bene che incontrerai forte opposizione sociale e lobbistica, se non sei sicuro di riuscire a risanare e rilanciare il paese, con tutti i tuoi geniali interventi, dillo ora, poni le condizioni ora, per andare avanti, in modo esplicito e chiaro (e se non le ottieni, dimettiti): domani non sarai credibile. Così chiamerei il suo bluff.

I capi partitici lasciano che il governo proceda con la sua azione, perché il governo riempie di nuove tasse la loro mangiatoia (“Qui sono tutti malviventi” dice l’on.le Razzi), e perché pensano di evitare di assumersi direttamente la cruenta responsabilità delle misure impopolari, e contando così di salvare il rapporto con l’elettorato. Forse non riflettono che perderanno credibilità e legittimazione tanto nel caso che Monti risani e rilanci – perché si dimostrerà che essi sono incapaci mentre i tecnici sono capaci – quanto nel caso, secondo me certo, che metta il paese in ginocchio: in tale caso, infatti, essi avranno la colpa di avergli consentito di rovinare e assoggettare gli Italiani.

Perciò ai politici che lo sostengono, direi: lasciate i vostri partiti, mollate i vostri segretari-padroni, fondate assieme alla Lega Nord, all’IdV (se possibile) e alle forze della (vera) sinistra non rappresentate in parlamento un parlamento popolare non bancario, alternativo. Chi oggi e domani vota Monti, quando il bubbone scoppierà, non potrà far finta di non aver capito ciò che Monti sta facendo oggi, non potrà dire di averlo aiutato in buona fede. Persino un grande leader sindacale ha detto che la manovra Monti la poteva fare anche suo zio, che non sa un tubo di economia: hanno composto un governo di accademici solo per far credere eccellente e scientifica una manovra economica di deliberata recessione. Quindi, al contrario, chi per tempo si sarà dissociato da questo governo, e avrà denunciato la sua policy, quello potrà divenire un beniamino della nazione.

Mantova, 18.12.11 Marco Della Luna

Un comune francese vince la prima battaglia contro la Royal Bank of Scotland sui prestiti tossici

Fonte: Movisol

17 dicembre 2011 (MoviSol) - Il 24 novembre la Corte di Prima Istanza di Parigi (TGI) ha negato alla Royal Bank of Scotland l'ordinanza restrittiva che aveva chiesto per costringere il Comune di Saint-Etienne a riprendere il pagamento dei debiti che aveva sospeso. Anche se la Corte avrà bisogno di più tempo prima di deliberare nella causa intentata dal Comune di Saint-Etienne contro la Royal Bank of Scotland (RBS), ha già deliberato che la sospensione dei pagamenti era legittima, perché l'interesse sui prestiti era basato su "strumenti speculativi ad alto rischio".

Il 70% del debito di Saint-Etienne era tossico, ed il Comune ha sporto denuncia anche contro la Dexia Bank e la Deutsche Bank, oltre alla RBS.

Nel 2006 e 2007, Saint-Etienne rifinanziò alcuni dei crediti strutturati che aveva aperto con la Natixis Bank, acquisendo quelli che riteneva crediti strutturati a più basso costo dalla RBS. Tuttavia, questi ultimi erano stati indicizzati a due swaps a "palla di neve" che prendono questo nome dall'effetto cumulativo dei tassi di interesse, che aumentano come una palla di neve al 20, 30 o perfino al 40%.

Ecco che cosa è successo ai prestiti concessi a Saint-Etienne. Quindi un grave problema finanziario per il Comune si è trasformato in una catastrofe. La situazione era così grave che il Comune di Saint-Etienne ha sporto denuncia contro la banca ed ha sospeso tutti i pagamenti sul prestito. La RBS, a sua volta, ha sporto denuncia contro il Comune per aver violato il contratto con una procedura sommaria in cui esigeva il pagamento, ma la denuncia è stata respinta, e il giudice ha deliberato che "gli swaps contratti dagli enti locali sono prodotti speculativi ad alto rischio" e la loro "legalità è messa seriamente in forse dalla Corte".

Quanto ad un altro prestito tossico con la Dexia, Saint-Etienne ha deciso di fissare un pagamento degli interessi al 3,9%. Questa decisione unilaterale, adottata con voto unanime al Consiglio Comunale, è naturalmente illegale, ma è stata presa dopo il cocciuto rifiuto della Dexia di rinegoziare il prestito. Stando a fonti vicine al procedimento, la banca franco-belga non è in grado di cambiare i termini del prestito perché è stata successivamente venduta alla JP Morgan ed altri e usata per puntellare altre piramidi finanziarie basate su titoli speculativi, come aveva fatto con i mutui subprime.

La Dexia stessa, il principale creditore alla speciale finestra di credito della Federal Reserve nel 2008 e considerata "troppo grande per fallire", è stata tenuta in piedi pompando denaro da Francia, Belgio e il Lussemburgo. Incidentalmente, gli inquirenti francesi e belgi hanno scoperto che la Dexia detiene almeno 900 miliardi di Euro in derivativi swap su valute!

In questo contesto, è chiaro che la sentenza della Corte di Prima Istanza di Parigi non solo darà il via a dozzine di altre cause simili ma convincerà molti a rivolgersi ad un tribunale, e non solo in Francia. Sottolinea anche l'urgenza di una separazione tra banche commerciali e banche d'affari.

Gli avidi bastardi colpevoli della crisi vanno individuati e puniti

Wall Street Italia apre una petizione popolare che parta dall’Italia e si diffonda ovunque nel mondo e che chieda a Governi e Comitato di Basilea di costituire una commissione straordinaria di sorveglianza sulle operazioni in derivati all'origine di questa crisi. L'idea e' di Marina Imberti, analista bancaria e collaboratrice di WSI. Crediamo sia giusto aderire massicciamente e far circolare sul web questa proposta perche' e' ora di ribellarsi ai giochi di potere che privilegiano poche migliaia di persone e impoveriscono centinaia di milioni di donne e uomini. Per favore invia questo articolo a piu' persone possibile, amici e conoscenti, anche traducendolo in altre lingue; per aderire manda un'email col tuo nome e cognome a posta@wallstreetitalia.com con il soggetto "I colpevoli della crisi vanno individuati e puniti". Questa crisi NON è il prodotto di una discrasia economica, di un temporaneo disallineamento di fattori, questa è una crisi che è stata voluta fortemente, per questioni di concentrazione di potere economico e di controllo delle masse. Ci vuole una Task Force che inquisisca e metta ordine, una Corte Internazionale come organo giudicante. Non servono manifestazioni di piazza, qui bisogna agire diversamente e farlo in fretta. Fai girare e firma (luca ciarrocca)

firma qui: posta@wallstreetitalia.com
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Io vorrei tanto, per il tramite di Wall Street Italia che mi pare una voce "fuori dal coro", lanciare un’iniziativa che coinvolga i lettori del sito e quante più persone possibili, tramite adesione a quanto sto per proporre.

Mi sono stancata di fiumi di parole su questa crisi, misure, manovre e contromanovre che ricordano quella scena di uno dei film della serie "Amici Miei", quando il traffico fu sapientemente avvitato attorno alla Torre di Pisa.

Questa crisi NON è il prodotto di una discrasia economica, di un temporaneo disallineamento di fattori, questa è una crisi che è stata voluta fortemente, per questioni di concentrazione di potere economico e di controllo delle masse.

Questa crisi è figlia della crisi del 1929, la più grande della storia prima di questa, la cui causa è la stessa: mancanza di liquidità. Dato che la matematica non è un’opinione e i soldi non spariscono nel nulla, le Borse non sono caldaie e non bruciano un bel niente, bisogna capire a chi conviene una crisi, perché mai nulla accade per caso anzi, le azioni umane sono dettate dal bisogno di soddisfare esigenze reali e, nel caso delle crisi economiche, l’esigenza è sempre il POTERE, declinato nelle sue varie forme.

Dal 1995 a oggi la diffusione di internet è stata la prima forma di globalizzazione, non solo dell’informazione e della comunicazione (questo è il "contentino" per le masse) ma soprattutto come mezzo velocissimo per spostare masse di denaro da una parte all’altra del globo.

Guarda caso, proprio in quegli anni, vi è stata una pesante campagna di diffusione delle carte di credito e bancomat, che hanno sostanzialmente introdotto un’altra forma valutaria: quella virtuale, costituita di addebiti e accrediti tra conti correnti. La velocità con cui spendiamo i nostri soldi nei nostri passaggi economici nulla ha a che vedere con la velocità con cui il sistema finanziario e i Governi mondiali scambiano e passano di mano il denaro virtuale, costituendo nel tempo un moltiplicatore di valore VIRTUALE che non trova riscontro con il denaro in BANCONOTE, la cui emissione è regolata dalle Banche Centrali in rispetto ad una serie di parametri.

La differenza tra valore virtuale e valore reale espresso in banconote è quel buco che dal 2007 il mondo sta cercando di chiudere. Come? Scambiandosi il debito: gli Stati aiutano le Banche emettendo debito. Ma quel buco non si è colmato affatto, perché il sistema intero, che pur ha le sue regole, è ingolfato e lo è perché il sistema NON PRODUCE NULLA!! Utilizza la nostra ricchezza per farla girare alla velocità della luce: più è veloce più guadagna. Ma quando qualcuno, all’interno del sistema, comincia a chiedere liquidità vera ecco che nascono i problemi: la liquidità NON C’E’!

Il sistema che permette di "gonfiare" i valori è costituito principalmente da derivati, futures, opzioni ecc., che non sono di per sé la peste bubbonica, lo è invece il modo con cui sono stati spregiudicatamente usati dall’intero sistema finanziario in questo ultimo decennio. Ora: per chiudere il buco ci vuole denaro vero, quello prodotto da chi lavora. Quelli che stanno nel circuito finanziario cosa fanno? Comprano e vendono soldi non loro, fanno gli intermediari e tutto funzionerebbe a meraviglia se fossero remunerati per il loro lavoro. Peccato che per ottenere autonomia finanziaria il sistema ricorra al debito, sia con emissione di obbligazioni che con stampa di moneta.

Come abbiamo detto però la moneta può essere stampata solo a determinate condizioni, per cui la massa di emissioni di titoli di debito è spropositatamente aumentata. Nel frattempo, nel tentativo di correggere una serie di tiri e di estendere le proprie potenzialità, l’uso della scommessa (derivati & Co) è diventato sempre più frequente, innalzando la leva del rischio a livello planetario. Cosa vuol dire? Che per ogni unità scommessa vi è un elevato moltiplicatore di guadagno o di perdita differito nel tempo, a seconda del verificarsi o meno della condizione stabilita.

Ma se io riesco a manovrare nel tempo le condizioni che mi servono per vincere, alla fine incasserò. Per incassare qualcuno deve perdere però ………. Forse dirà qualcosa a qualcuno quei famosi 35 miliardi di derivati di cui nessuno parla più e che sono la spina nel fianco di molti grandi Comuni, Regioni, Province ed Enti locali. Forse dirà di più a molti imprenditori che, incautamente e inconsapevolmente, hanno sottoscritto dei contratti interest rate swap credendo di guadagnare ed abbassare il costo del denaro prestato dalle banche.

Bene, eccoci al punto: chi produce denaro vero e chi veicola valuta virtuale?. Il buco andrà sanato, e per evitare le rapine stile Argentina si spilla denaro goccia a goccia con le questue popolari come nelle soffuse atmosfere delle chiese, dove passava il sagrestano col sacchetto e lo faceva tintinnare davanti agli indifferenti per ottenere anche il loro obolo.

Ma perché dobbiamo pagare con soldi veri i buchi prodotti da un sistema che in fondo non è che una sovrastruttura divenuta indispensabile solo perché si è auto imposta per grazie alle leggi prodotte in questi ultimi decenni dai Governi?
Certo che conviene che tutti abbiano il conto corrente, per tanti e tanti motivi. Certo è anche che l’Italia è sotto tiro ma non è la più colpevole, non è la pecora nera, certo è la più vulnerabile in questo momento, forse (il forse mi pesa alquanto, ma la forma dubitativa è per non offendere gli animi sensibili) perché ha avuto i Governi più manipolabili dal 1946 in poi.

Il problema è globale, ma al punto in cui siamo è vergognoso chiedere al cittadino, di qualunque nazionalità, di tappare le falle che non ha prodotto.

Questa crisi ha nomi e cognomi che si nascondono dietro transazioni finanziarie ad alto rischio ed i cui danni si riverberano sulle nostre tasche e sul nostro tenore di vita, sia in termini di perdite finanziarie subite che di imposte prelevate. Esiste il Consiglio di Basilea, organismo preposto alla salvaguardia dei sistemi finanziari internazionali. Bene: un Governo come il nostro attuale, fatto di tecnici e soloni, perché non si attiva e chiede che vengano resi pubblici i nomi di coloro che transano su derivati e Co importi rilevanti?

Perché non lo chiede la Comunità Europea, gli USA, il mondo intero, se davvero vuole affrancarsi da questa situazione? Si attivino per richiedere la costituzione di una commissione di monitoraggio mondiale, ove confluiscano i dati di tutti i Paesi e finalmente emergano i nomi dei responsabili veri di questa crisi, criminali finanziari che si devono appendere alla forca mediatica, perché tutti vogliamo vedere in faccia chi sono e come si chiamano.

Con i loro infausti mezzi stanno agglomerando e distruggendo la nostra ricchezza privata pezzo a pezzo, per renderci sempre meno liberi, più insicuri, tristi e incapaci di gestire il progetto della nostra individualità. Si chieda invece a loro di pagare il conto, prevedendo leggi straordinarie sui reati finanziari, da equipararsi ai reati per stragi, si sequestrino beni e patrimoni societari e personali di amministratori e consiglieri e si usino queste risorse per tappare i buchi. Questa situazione comporterà inevitabilmente una durissima selezione, ma facciamo che non chiudano le imprese per mantener vivi i saprofiti occulti che le hanno rovinate. La nostra ricchezza è il lavoro, la produzione, ce ne siamo fatti scappare una bella fetta che non tornerà più, vogliamo per il nostro futuro e per quello dei nostri figli una vita da clochard??? Perché ci stanno portando a questo: SVEGLIAMOCI, CHE E’ GIA’ FIN TROPPO TARDI!!!

Chiedo formalmente al Vostro sito di informazione di individuare la modalità più idonea per istituire una petizione popolare che parta dall’Italia e si diffonda ovunque nel mondo e che chieda a Governi e Comitato di Basilea di costituire una commissione straordinaria di sorveglianza sulle operazioni in derivati e similari, che si prenda l’impegno di dettagliare i nomi di chi le esegue, partendo da operazioni con importi singoli da 10 mln di euro, di verificare con dato storico tutte le operazioni da inizio 2000 ad oggi, che valuti i rapporti di scambio occulto tra soggetti e operazioni in coacervo tra soggetti diversi, eventualmente anche dissimulate. Ci vuole una Task Force che inquisisca e metta ordine, una Corte Internazionale come organo giudicante. Non servono manifestazioni di piazza, qui bisogna agire diversamente e farlo in fretta, prima che ci tappino per sempre la bocca.

Grazie del Vostro interessamento.
Marina Imberti

lunedì 19 dicembre 2011

Si chiama distrazione di massa e sabotaggio

 19 dicembre 2011

Ho esitato a pubblicare questa risposta dell’avvocato Marra a Luciano capobranco del gruppo Lo Sai, che lo ha tradito pubblicamente durante la conferenza stampa di martedì scorso, ma ho deciso di metterlo perché considero che l’infido Luciano rappresenta un condensato dei mali che affliggono la nostra società: ingratitudine, appropriazione dei meriti altrui, (in)opportunismo, voltagabbanismo – l’evento era stato creato da anni di lavoro di Marra – egocentrismo, e sabotaggio. Oramai si direbbe che sia diventato praticamente impossibile formare un fronte unito davanti a quella che tutti dovrebbero percepire come una emergenza nazionale, la manus longa del club dei globalisti banchieri della trilaterale/bilderberg direttamente al governo delle nostre cose. Ammessa la gravità della situazione, qualsiasi dissidio inter nos andrebbe appianato e messo temporaneamente in sospeso, giacché qua ne va del nostro futuro, della nostra terra, della pace e del nostro pane quotidiano.

Ho esitato perchè non volevo mettere olio sul fuoco, ma a questo punto mi sono formata l’opinione che questo personaggio vada marginalizzato e messo fuori stato di nuocere. Egli continua a non rendersi conto che ha sabotato un esposto a Monti/Bilderberg, un inedito MONDIALE, dopo la Svizzera – eppure dovrebbe essere una delle priorità di Lo Sai. Egli ha criticato il metodo di Marra e Scilipoti, indicando nelle natiche di Sara, presunta donna monarch che sarebbe messa lì per ‘inquinare’ l’argomento moneta sovrana e signoraggio da quelle stesse cupole che ci traghettano dai Tremonti ai Monti – tutte cose da appurare – il pretesto per buttare il neonato-esposto assieme all’acqua sporca ‘Scili-Sara’. Egli ha criticato il metodo ma è saltato dal metodo/azione al giudizio della persona, un giudizio di categoria (“personaggi ambigui”) con la stessa tecnica utilizzata dai media di Merdock/de Maledetti per sabotare le azioni di chiunque vada contro gli interessi dei banchieri.

La manipolazione è quella tipica utilizzata dai servizi e si chiama character assassination, e consiste nel mettere in categorie connotate peggiorativamente dalla società (come ‘mafia’, ‘corruzione’ ecc) un personaggio in modo da denigrarne qualsiasi altro aspetto della personalità, ivi comprese quelle azioni e decisioni che in realtà sarebbero state positive per tutto il paese e contrarie alla banda bankenstein. Ed è così che si diffama ad esempio un premier (‘puttaniere’, ‘pedofilo’, ‘corruttore’, ‘mafioso’ ecc.) o un Marrazzo (‘perverso’, ‘va a trans’) in modo da occultarne quei gesti politici positivi per il paese (per B.: abrogazione della norma anti cash, accordi con Libia Venezuela e Russia per l’autonomia energetica, tentativo di rinazionalizzare bankitalia, dichiarazione di intenti di cancellare i derivati ai comuni, dichiarazione sull’attacco della Georgia in Ossezia ecc ecc) e screditarli completamente. Un po’ come se al momento di giudicare le prestazioni sportive di un ottimo atleta, lo si criticasse per le sue idee politiche o per i suoi costumi sessuali, che niente tolgono alle sue prestazioni sportive, che dovevano essere il metro del giudizio. Se Berlusconi=puttaniere, allora le sue azioni politiche saranno puttanate, secondo l’italiano manipolato che crede, erroneamente, che questa situazione di crisi finanziaria sia unicamente ed esclusivamente dovuta al governo di Berlusconi, niente di più falso.

Se Scilipoti è un “venduto” a Berlusconi, allora Scilipoti non fa e non dice niente di buono. L’odio nell’italiano medio per il personaggio Scilipoti sembra essere stato costruito dai media dei banchieri a tavolino: egli sarebbe colpevole di non avere fatto cadere il governo l’anno scorso, momento in cui, pensa l’italiano sinistroso bancario, avremmo ancora potuto organizzare delle elezioni, ignorando il fatto che il risultato Monti=”ricupero crediti coatto” era lo scopo a cui la banda bankenstein doveva arrivare a tutti i costi, volenti o nolenti, con o senza Berlusconi. E che cosa dice Scilipoti? Pur non conoscendo la problematica signoraggio a fondo – ma francamente pochissimi sanno e capiscono questa problematica – si scaglia da tempo contro banche usura equitalia e cartello medicofarmaceutico, che poi è lo stesso della banda della moneta. Lo fa in modo non stiloso, con passione e rabbia, lo fa da umano, non con quella faccia liscia come il culo di un Passera, o le lacrime da coccodrillo di una Fornero, o l’ipnosi da pnl di un Monti, che proprio per questa ragione sono mille volte più pericolosi. Non perdiamo di vista che sono loro i maggiordomi dei banchieri, non Scilipoti – a meno che qualcuno mi dimostri il contrario a parte generiche idiosincrasie ‘di pelle’ – ed è bankenstein che stiamo denunciando ed esponendo. Nel giudicare il politico Scilipoti, io lo giudico per i suoi atti politici, ad esempio il suo votare contro la manovra del governo, e lo giudico con quel metro politico, e non con altri diversivi.

Questo il metodo utilizzato dalla sinistra bancaria oramai da decenni. Da qui la proiezione psicologica: “Se Marra utilizza le monarch, allora Marra è un infiltrato che scredita il signoraggio”, ammettendo che Sara sia effettivamente una monarch(1) (cfr. http://paoloferrarocdd.blogspot.com/2011/12/utili-ed-inutili-idioti-analisi.html [1]). Questo comunque sarebbe il sofisma utilizzato da Di Luciano, che screditandone la persona per questioni di metodo, mettendola nella categoria delle ‘persone ambigue’, è andato contro gli stessi intenti dei ‘cliccatori’ della pagina ‘Lo Sai’, a giudicare dalle sue dichiarazioni e tradendo non solo Marra ma anche loro. Di Luciano dal suo pulpito del ‘più puro dei puri’ – sempre diffidare da chi si presume e si dichiara più puro degli altri, scagli la prima pietra chi…- ha screditato sé stesso agli occhi di chi è impermeabile a quella manipolazione di categoria e ha di fatto SABOTATO un atto coraggioso come l’esposto di Marra contro Monti (cfr. http://seigneuriage.blogspot.com/2011/12/esposto-contro-mario-monti.html [2]) in quanto appartenente al gruppo Bilderberg, gruppo segreto la cui appartenenza va punita ai sensi della legge Anselmi (cfr. http://seigneuriage.blogspot.com/2011/12/monti-riveli-che-cosa-ha-fatto-al.html [3]).

Tale esposto avrebbe dovuto avere una eco enorme nella stampa, e invece con questa mossa da giuda il capobranco di Lo Sai è riuscito ad attenuarne gli effetti sul pubblico, frenandone la divulgazione del merito e rendendo un enorme favore al Club del Bilderberg.

Fermo restando che non condivido assolutamente la mercificazione del corpo femminile e che reputo che il progetto monarch vada analizzato, esposto e denunciato – sì ma in separata sede, quello non era né il luogo né l’occasione - fermo restando che per cambiare paradigma bisogna cominciare a premiare l’intelligenza e l’esperienza nelle donne, non a vantaggio di bankenstein come le donne ‘tecniche’ del presente governo, ma in chiave creativa, umana, originale, anti branco, fermo restando che era troppo presto per giudicare se il metodo “Marra-Sara” abbia lo scopo di ‘inquinare il signoraggio’, come crede chi è cascato nel trabocchetto, tale metodo era riuscito perfettamente nel suo intento di richiamare l’attenzione dei media mainstream attorno a un argomento tabù, il signoraggio, e scomodo come il debito pubblico e la sovranità monetaria e le vere cause di questa crisi-truffa nonché i suoi responsabili mondiali. Chi scrive sa quanto questi argomenti siano spudoratamente sistematicamente censurati da anni.

Il metodo Di Luciano, che si assurge a censore morale, ha dimostrato innanzitutto che molti gruppi e movimenti e personalità, pur dicendosi sopra le parti, e scevre della superata dicotonomia destra/sinistra in realtà continuino a mestare in essa per separare, poiché questo incidente ha rivelato che il vecchio discrimine pro o contro Berlusconi continua a operare nella società – quasi fosse lui il criterio per definirsi di destra o di sinistra – impedendoci di unirci e di far fronte comune in questo momento cruciale, un discrimine che ha costretto praticamente tutti a schierarsi pro o contro mister B., e a decidere se fosse più importante il moralismo etico nel personale o la pragmaticità economica a livello (geo)politico. Tale discrimine agisce ancora talmente potentemente da indurre un ragazzetto senza carisma che si crede più puro degli altri, ad assurgersi a critico, giudice, moralista, a nome dei cliccatori ‘mi piace’ di Lo Sai – calpestando qualsiasi principio di democrazia diretta? – con un metodo esso sì del tutto antidemocratico, ingrato, opportunista, inopportuno e controproducente. Un capobranco che ipocritamente asserisce di fare informazione, mentre è lampante che fa politica, di quella più crassa.

In breve, Di Luciano nel criticare presunto strumentalismo lo fa con un metodo perfido, infido e tale da destare meritati sospetti di macchiavellismo, tanto è vero che così facendo ha ammiccato a quella sinistra bancaria che da sempre ha criticato l’etica del premier per gettarne il neonato-bene con l’acqua sporca-porno scandalo, quella pseudo sinistra del club Britannia [4] che ha svenduto il paese con i vari libri bianchi delle privatizzazioni ai soliti (ig)noti.

E comunque uno che si dice più puro degli altri ha fatto vera e propria distrazione di massa e sabotaggio, quelle stesse tecniche utilizzate dai banchieri per controllare le masse.

Nicoletta Forcheri

(1) Monarch: persona oggetto di sperimentazione psichiatrica di un progetto globale di manipolazione mentale da parte delle massonerie occulte che traumatizzando sessualmente, drogando e dissociando la personalità, ottengono degli schiavi-zombi a servizio di quelle stesse cupole.

Qua la risposta di Marra:

http://seigneuriage.blogspot.com/2011/12/la-risposta-di-marra-allinfido-luciano.html [5]









[1] http://paoloferrarocdd.blogspot.com/2011/12/utili-ed-inutili-idioti-analisi.html

[2] http://seigneuriage.blogspot.com/2011/12/esposto-contro-mario-monti.html

[3] http://seigneuriage.blogspot.com/2011/12/monti-riveli-che-cosa-ha-fatto-al.html

[4] club Britannia: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2008/09/svendita-italia-labc-panfilo-britannia.html

[5] http://seigneuriage.blogspot.com/2011/12/la-risposta-di-marra-allinfido-luciano.html

Capire il debito pubblico in qualche minuto

domenica 18 dicembre 2011

Archivio: L'opera divina dei banchieri


"Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall'esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono!" firmato ENRICO LETTA, il 18 novembre 2011 a Monti in aula
8 settembre 2010

La chiesa ha affidato i suoi tesori ai banchieri dell’elite internazionale. Accusare la chiesa o lo stato equivale ad accusare l’estorto e non l’estortore. Poi nella pirlamide, l’estorto diventa estortore, è così che funziona il sistema. Al massimo li si può accusare di complicità o di vigliaccaggine. Chi sta dietro i banchieri oramai è cosa nota: qualche famiglia, le solite, di cui i rotschilds e altre casate di vecchia aristocrazia. Ogni tanto si arriva a un nome, ben nascosto dietro le scatole cinesi. Spesso a loro volta sono dei prestanomi. La teoria che la chiesa si trova dietro alla monarchia inglese, è del tutto fuorviante. Le religioni sono servite fino a oggi a perpetuare l’inganno della piramide, l’hanno coltivato e assecondato, nascosto le verità arcaiche e ingannevoli su cui si basano le nostre società. Le religioni, non UNA religione. In particolare le istituzioni di tali religioni.

Stesso discorso per lo Stato. Il nostro stato nato già posseduto, per quanto l’idea di stato non sia malvagia. Imposto dall’alto da una elite di creditori. Fondato non già sul lavoro ma sul debito, quello dei savoia verso i rossoscudo. E fondato sulla ruberia dell’oro delle banche del sud in cambio di carta straccia, le banconote.

Lo stato dovrebbe essere una cassa di perequazione neutra, di compensazione e redistribuzione dei redditi, nonché di produzione della misura del valore del paese. Lo stato dovrebbe essere costituito da micro tribù, i comuni, mattoncini della democrazia diretta dei cittadini. Anche i comuni però sono stati trasformati in sportelli bancari, esautorati dalla Banca Crediti e Depositi che appartiene in gran parte alle fondazioni bancarie, indebitati fraudolentemente, e che hanno abdicato alla loro funzione di res publica a vantaggio della moneta debito privata.

Anche loro ti diranno che a loro volta devono rispettare i criteri bancari di maastricht, del debito, dei derivati, e dello strozzinaggio del cash.

In questo processo, ad esempio i patronati, stringono accordi con Allianz o con BNP PARIBAS, la quale ad esempio controlla la cassa degli artigiani, ARTIGIANCASSA. Il che vuol dire che il sodalizio FRANCIA/SCUDO ROSSO controlla il nostro artigianato. C’è da stupirsi se poi questo va male? La Francia che ha fatto un patto con il diavolo e che sta svuotando di contenuto la solidarité che la caratterizzava ha tutto interesse a massacrare la nostra piccola distribuzione, i nostri piccoli artigiani, i piccoli commerci e creatività, per trasformarli in lavoratori precari in franchising a servizio della grande distribuzione. E’ a questo che si adopera BNP PARIBAS/BNL (Nicoletta Forcheri)

(Nicoletta Forcheri)

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