Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

giovedì 28 aprile 2011

Se non sappiamo quanti euro sono stati emessi in totale, come calcoliamo il signoraggio ?

Fonte:  http://leconomistamascherato.blogspot.it/2011/05/ecb-refuses-to-give-data-on-euro-credit.html   Trad. a cura di Nicoletta Forcheri
From: Marco Saba
Sent: 28 April 2011 18:52
To: Statistics - Banca Centrale Europea
Subject: Quantità di euro emessa ?
Importance: High


Gentili funzionari alle statistiche


Vorrei sapere se sapete esattamente quanti euro sono stati emessi dalla nascita dell'euro nella forma di

- monetine
- banconote BCE
- linee di credito in euro delle banche

Non mi interessa sapere la massa in circolazione effettiva ma solamentequanta massa è stata emessa in totale.



Ringraziando della risposta, Gentili saluti


Marco Saba


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Da: statistics@ecb.int
A: m.saba
Data: 03/05/11 10:56

Oggetto: FW: Quale quantità di euro è stata emessa?


Gentile Sig. Saba


ringraziando per la Sua mail e l'interesse nei dati pubblicati dalla BCE, per quel che riguarda l'oggetto della domanda, innanzitutto è con rammarico che dobbiamo informarLa che non rilasciamo dati sulle linee di credito.

Per quel che riguarda le banconote, potrà facilmente riferirsi alle informazioni messe a disposizione sul nostro sito, ad es:
http://www.ecb.int/stats/euro/production/html/index.en.html

La responsabilità per il conio delle monetine spetta ai governi nazionali dei paesi dell'eurozona sotto il coordinamento della Commissione europea.


Il contatto sotto presso la Commissione europea potrà essere di aiuto in fornire i dati della produzione delle monetine.


European Commission

Mr. Johan Bendz
"Directorate General for Economic and
Financial Affairs C4"
Unit C5: Legal and institutional questions of EMU
Office: BU-1, 00/110
B-1049 Brussels - Belgium

Il contatto del suo segretariato e la segretaria del Gruppo di lavoro degli Amministratori della Zecca è:


Mrs Irina Stoicescu

Board Office Secretary
"Directorate General for Economic and
Financial Affairs C4"
Unit C5: Questioni giuridiche e istituzionale dell'UME
Office: BU-1, 00/110
B-1049 Brussels - Belgium

AugurandoLe buona fortuna per la sua ricerca, porgiamo Distinti saluti


I Dionelli (Ms)

Statistics Information Services

ECB

martedì 19 aprile 2011

Il Meltdown: non solo una metafora

DI JOSEPH STIGLITZ
guardian.co.uk

Le conseguenze del terremoto giapponese, in particolare la crisi in  corso all’impianto nucleare di Fukushima, stanno facendo fischiare le  orecchie agli studiosi del collasso finanziario che ha provocato la  Grande Depressione. Entrambi gli eventi ci forniscono una lezione nuda e  cruda di come la società e i mercati riescono malamente a controllare i  rischi.


Naturalmente, non c’è possibilità di confronto tra la catastrofe del  terremoto, che ha provocato la morte o la scomparsa di più di 25.000  persone, e la  crisi finanziaria , a cui non possono essere attribuite sofferenze fisiche così forti. Ma  quando si analizza il disastro nucleare di Fukushima, c’è un tema che  accomuna i due eventi.


Sia gli esperti del nucleare che quelli della finanza ci hanno  assicurato che le nuove tecnologie avevano eliminato del tutto i rischi  di una catastrofe. Gli eventi hanno dimostrato che si erano sbagliati:  non solo il rischio esiste, ma le conseguenze sono così enormi da  erodere tutti i vantaggi del sistema che i dirigenti dell’industria  promuovono.


Prima della Grande Recessione, i guru economici statunitensi – dalla  direzione della Federal Reserve ai titani della finanza – si vantavano  di saper gestire il rischio. Alcuni strumenti finanziari ‘innovativi’  quali i derivati e i credit default swap avrebbe distribuito il rischio  su tutto l’ambiente economico. Adesso sappiamo che hanno illuso non  solamente il resto della società, ma anche sé stessi.


Abbiamo verificato che i maghi della finanza non hanno compreso la  complessità del rischio, senza aver poi considerato i pericoli  determinati dalle  “distribuzioni fat tail" , un termine statistico per eventi rari con conseguenze enormi, che sono conosciuti anche con il nome di  "cigni bianchi" . Eventi che si supponeva accadessero una volta in un secolo, o  addirittura una volta nella vita dell’universo, sembrano susseguirsi  ogni 10 anni. C’è di peggio, non solo la frequenza di questi eventi e il  danno che potrebbero provocare sono stati fortemente sottostimati, un  qualcosa di simile allo scioglimento del reattore che assilla  l’industria nucleare.

 Gli studi in economia e in psicologia ci aiutano a capire perché non  riusciamo proprio a gestire questi rischi. Abbiamo piccole basi  empiriche per giudicare eventi rari, quindi si può difficilmente  giungere a stime corrette. In tali circostanze, più che i desideri  profondi, ha una grande importanza il fatto che abbiamo pochi incentivi  per pensare in profondità. Al contrario, quando altri soggetti patiscono  le conseguenze degli errori, gli incentivi favoriscono l’auto-inganno;  un sistema che socializza le perdite e privatizza i guadagni è destinato  a gestire male il rischio.

L’intero settore finanziario era costipato di problemi delle agenzie e  delle esternalità. Le agenzie di rating avevano tutto il vantaggio di  dare buone valutazioni ai titoli a alto rischio che venivano venduti  dalle banche di investimento, le stesse per cui lavoravano. Quelli che  hanno concesso i mutui non hanno patito alcuna conseguenza per le loro  irresponsabilità, persino coloro che hanno concesso prestiti simili a  usura o che hanno creato e diffuso titoli progettati per perdere valore,  sono stati in qualche modo protetti nelle cause civile e penali che li  hanno visti protagonisti.


Questo ci porta alla successiva domanda: ci sono altri cigni bianchi che  dovranno accadere? Sfortunatamente, alcuni degli enormi rischi che  affrontiamo sono oggi più probabili degli eventi rari. La buona notizia è  che tali rischi possono essere controllati con poca o nessuna spesa. La  cattiva è che in questo modo si dovrà affrontare una forte opposizione  politica e, proprio per questa ragione, ci sono persone che approfittano  dello status quo.


Abbiamo avuto a che fare con due grandi rischi negli ultimi anni, ma è  stato fatto veramente poco per tenerli sotto controllo. In un certo  senso, il modo in cui la crisi è stata affrontata può aver incrementato  il rischio di un futuro cataclisma finanziario.


Le banche ‘troppo grandi per cadere’ e i mercati a cui partecipavano  sanno che non possono più aspettarsi altri salvataggi se finiranno nei  guai. Il risultato di questo azzardo morale è dato dal fatto che queste  banche possono prestare denaro a termini vantaggiosi e avere dunque un  vantaggio competitivo non basato su performance superiori, ma solo sulla  loro forza politica. Mentre alcuni degli eccessi nell’assunzione del  rischio sono stati contenuti, il prestito di rapina e il commercio non  regolato degli oscuri derivati over-the-counter proseguono. Le strutture  incentivanti l’assunzione del rischio sono ancora immutate.


E mentre la Germania ha chiuso i suoi reattori più vecchi, negli Stati  Uniti e nel resto del pianeta gli impianti che sono stati progettati  insieme a quello di Fukushima continuano a operare. L’esistenza  dell’industria nucleare dipende da sussidi pubblici nascosti – costi che  verranno sostenuti dalla società in caso di disastro nucleare, così  come i costi non determinati delle  scorie nucleari. Veramente troppo per un capitalismo senza freni!


Per il pianeta, c’è un rischio in più, che, come gli altri due, è quasi una certezza: il riscaldamento globale e  la modificazione del clima . Se ci fossero altri pianeti in cui muoversi a basso costo, nel caso  degli eventi che hanno una notevole possibilità di verificarsi in base  alla previsione degli scienziati, si potrebbe obiettare che è un rischio  che vale la pena prendere; ma altri pianeti non ce ne sono.


I costi della riduzione delle emissioni sono bruscolini in confronto ai  possibili rischi che il mondo affronta e tutto questo potrebbe  verificarsi anche se fosse esclusa l’opzione nucleare (i cui costi sono  stati sempre sottostimati). Per esserne certi, le compagnie petrolifere e  del carbone dovrebbe scontarne le conseguenze e le grandi nazioni  inquinatrici - come gli Stati Uniti – dovrebbero pagare un prezzo più  alto di quelle che hanno un tenore di vita meno dissoluto.


In conclusione, quelli che giocano a Las Vegas perdono sempre più di  quello che guadagnano. Anche la nostra società sta giocando, con le  nostre grandi banche, con le nostre strutture nucleari, con il nostro  pianeta. Come succede a Las Vegas, ci sono pochi fortunati – i banchieri  che mettono a repentaglio la nostra economia e i proprietari delle  compagnie energetiche che mettono il nostro pianeta a rischio – potranno  sempre stare al calduccio ma, vedendo la cosa dal punto di visto  collettivo, siamo destinati a perdere.

Questa, sfortunatamente, è la lezione del disastro del Giappone che continuiamo a ignorare a nostro rischio e pericolo.

Joseph Stiglitz
Fonte: www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/cifamerica/2011/apr/06/japan-nuclearpower.
6.04.2011

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

lunedì 18 aprile 2011

La Libia no, la Russia no, l'Iran no...

La Libia no, la Russia no, l'Iran no...

italiatubi.jpg Molto interessanti i nuovi cablo di Wikileaks usciti oggi su Repubblica. Saranno pure un'operazione studiata a tavolino, ma a me quel che si riporta pare assai plausibile.

Dai riassunti dei cablo di oggi, il messaggio è chiaro: secondo i nostri alleati che li scrivono, l'Italia non dovrebbe comprare petrolio e gas proprio da nessuno. O almeno, a parte una lista di proibizioni non risultano suggerimenti su fornitori accettabili.

Oggetto del contendere è come sempre la Russia, e gli accordi dell'ENI e dello Stato italiano che non fanno dormire l'ex ambasciatore Spagli il quale non si capacita di come comprare dai russi a noi "non sembri un problema". Proprio non ci entra in zucca che dobbiamo liberarci della "dipendenza" dalla Russia. Molto divertente leggere come Tremonti e Scaroni gli danno la guazza, condividendo serissimi che sì, è un disastro, di questi russi occorre proprio liberarsi, non se ne può più, per poi continuare imperterriti con accordi e importazioni. Scaroni prova a convincere che "Gazprom è un partner commerciale perfetto, soltanto un po' burocratico e lento, ma affidabile", e viste le orecchie da mercante della controparte aggiunge perfidamente (e sensatamente): "importare gas dall'Iran è l'unica grande alternativa alla Russia".

Apriti cielo! "Gli Usa scoraggiano nei termini più netti possibili l'iniziativa", è la risposta, e "in seguito a quell'incontro, Washington dà ordine alle periferie di far giungere duri messaggi a Scaroni su Russia e Iran".

Libia, Russia, Iran, insomma se escludiamo l'Algeria nessuno dei nostri fornitori abituali, e finora affidabili, è gradito all'alleato. Per tacere dell'inesausta querelle sui tubi. E siccome l'Arabia Saudita, il Venezuela, il Canada e il Messico sono piuttosto lontanucci, guardando la cartina geografica pare che non esistano molte altre opzioni. Che dobbiamo fare, di grazia, a parte continuare a depennare tizio e caio? Qualcosa bisogna pur metterci, nella caldaia e nel serbatoio, o ci inviassero una fornitura di biciclette così non se ne parla più.

Ultima osservazione, sui soliti media. Mi chiedo quale sia l'intento di Repubblica nel pubblicare tali sunti, oltre al sacrosanto diritto di cronaca. Mettere in cattiva luce il governo, forse? Dobbiamo quindi dedurre che Repubblica la pensa come gli autori dei memo, e che un eventuale futuro governo gradito a Repubblica NON comprerà più greggio e gas da Libia, Russia e Iran. Hmmm. Quasi quasi vado a fare il pieno. Con parecchie taniche, però.

venerdì 15 aprile 2011

Alfonso Luigi Marra e le ovvie verità celate dai media

Vittorio Arrigoni

Scioccante come viene riportata la notizia, che mi auguro non sia vera, da Israel Radio: Venerdì 15 Aprile 2011 (FONTE: http://israelmatzav.blogspot.com/2011/04/breaking-useful-idiot-found-dead-in.html)
Breaking: Useful idiot found dead in Gaza
Israel Radio has just reported (3:00 am) that Vittorio Arrigoni, an Italian pacifist who was reported kidnapped earlier this evening, has been found dead.
He was apparently executed by the al-Qaeda-affiliated group that kidnapped him.More details later today

 

Ultim'ora: "Utile idiota" trovato morto a Gaza

Una radio d'Israele ha appena riferito (alle 3 di notte) che Vittorio Arrigoni, un italiano pacifista che è stato rapito all'inizio della serata, è stato trovato morto.

Sarebe stato eseguito dal un gruppo di Al Qaeda che lo ha rapito. Maggiori dettagli più tardi
 

A parte il tono scioccante e disgustoso del titolo, notasi come il gruppo islamista salafita di qualche ora fa, sia diventato gruppo di Al Qaesa, per chi avesse ancora qualche dubbio che in realtà Al Qaeda non sia altro che un paravento per le operazioni più truci dei servizi peressiti, come direbbe Franco Levi. NF

giovedì 14 aprile 2011

Biglietti di Stato a corso legale: strani ritardi in Gazzetta Ufficiale. Marco Saba

14 aprile 2011

Leggendo l'elenco delle leggi riguardanti i biglietti di stato - quei biglietti di Stato sovrani, senza debito, e con la rendita monetaria allo Stato, per cui verosimilmente è stato ucciso Moro - sono rimasto molto colpito dalla ritardata pubblicazione di alcune norme.

Ad esempio:

1) Norme concernenti l'esportazione e l'importazione di biglietti di Stato e di banca italiani
L. 18-05-1973 [Primo Ministro: Andreotti]
Pubblicata in Gazzetta Uffciale l'8 marzo 1974, UN anno dopo [Primo Ministro: Mariano Rumor]

2) Norme concernenti l'esportazione e l'importazione di biglietti di Stato e di banca italiani
D.M. 02-05-1974 [Governo Rumor]
Pubblicato in Gazzetta Uffciale il 14 ottobre 1977, TRE anni dopo [Governo Andreotti]

3) Norme concernenti l'esportazione e l'importazione di biglietti di Stato e di banca italiani
D.M. 12-10-1977 [governo Andreotti]
Pubblicato in Gazzetta Uffciale il 10 maggio 1980, TRE anni dopo [governo Cossiga]

4) Approvazione del regolamento per la fabbricazione e la emissione dei biglietti di banca
D.M. 08-05-1980 [governo Cossiga]
Pubblicato in Gazzetta Uffciale l'11 gennaio 1982, DUE anni dopo [governo Spadolini]

5) Regolamento recante modificazione al regolamento per la fabbricazione e l'emissione dei biglietti di banca, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1981, n. 811
D.P.R. 09-10-1981 [governo Spadolini]
Pubblicato in Gazzetta Uffciale il 7 marzo 1991, DIECI anni dopo ! [governo Andreotti - interregno]

Approfondimenti: http://www.marcosaba.be/

mercoledì 13 aprile 2011

Immigrati: per affondarci di sofismi. N. Forcheri

Per quel che riguarda il problema "immigrati" in Italia, il modo in cui ci descrive l'Europa è parziale ed è ingannevole il metodo di calcolo, che verte sul numero di rifugiati, e non su quello degli immigrati , clandestini o no. Per cui effettivamente abbiamo pochi profughi politici, rispetto agli altri Paesi membri, ma tantissimi immigranti economici, clandestini e non. E poi il nostro è un paese in cui neanche i cittadini italiani hanno diritto a sussidi, minimi garantiti o altre sovvenzioni come per la disoccupazione o aiuti alla famiglia, contrariamente a paesi come Francia e Germania, il che rende tanto più difficile l'assorbimento in Italia di un elevato numero di profughi politici, il cui status richiede per definizione una diaria e un alloggio gratis, rischiando di scioccare l'opinione pubblica locale.
Non so se renda l'idea l'immagine che a una famiglia cui svaligiano la casa, la polizia venisse ad ingiungerle di aprire la porta di casa per accogliere i vicini sfrattati...E' quello che sta succedendo in Italia.
Quello che i media italiani e la classe politica non hanno mai capito, o hanno sempre fatto finta di non capire, è che in tutta Europa l'accoglienza persino dei cittadini comunitari è sottoposta a condizioni di autonomia economica con redditi da lavoro o quant'altro (titoli di proprietà), pena il rifiuto d'iscrizione nei registri comunali e l'espulsione, sia pur con Schengen. Schengen riguarda infatti la libertà di circolazione “secca” in Europa mentre la libertà di circolazione/insediamento prevista dalle direttive UE riguarda i “lavoratori”: mano d'opera che sia profittevole ai globalisti, e non un peso per le casse pseudo mutualistiche ma in realtà assicurative...
Tali norme applicate scrupolosamente nella maggior parte dei paesi UE –  e conformi con le sue direttive - onde evitare che cittadini di altri paesi comunitari vadano a pesare sulle casse previdenziali assicurative (sanità, disoccupazione, sussidi famiglia, pensione), subordinano l'accesso a tali diritti di assistenza al lavoro effettivamente svolto in quel dato paese con conseguente pagamento preventivo dei contributi sociali – e alimentazione di quelle casse - contrariamente all'Italia dove la sanità è gratuita di per sé, e i sussidi per la disoccupazione del normale cittadino non esistono – tranne cassa integrazione per alcune fasce di non precari, cioè una minoranza di “privilegiati”.
Tali norme, quindi, applicate dall'Unione europea, lo sono a maggior ragione applicate per i cittadini extracomunitari, che in questo caso essendo tunisini scappati da una guerra provocata dalla Francia, nell'intento di scacciare un Ben Ali che stava portando a termine un programma di costituzione di un polo finanziario di banca islamica, che avrebbe ostacolato i soliti interessi signoraggisti rotschildiani rappresentati nella privatissima banca centrale tunisina, avrebbero tutti i numeri per godere dello statuto di profugo in tutta Europa. Pertanto l'Italia ha ragione a pretendere una condivisione degli oneri, ma non in virtù di Schengen, semplicemente in virtù degli stessi principi dell'UE in materia di accoglienza dei profughi.
Tutta questa faccenda puzza di atteggiamento aprioristicamente anti Italia dell'UE, costruito ad arte per strumentalmente sottometterci a quegli stessi interessi spudoratamente serviti dalla Franciolanda e l'UE, destabilizzando il paese con un influsso di massa di profughi e clandestini da esse stesse, e dalle forze che le governano, provocato. Questa situazione è ulteriormente peggiorata da decisioni come queste di assegnare ai nomadi che traslocano dal campo di Genova un assegno di 40000 euro a famiglia, oppure come questa del comune di Riace di distribuire, oltre alla casa, una diaria di 200 euro a settimana in moneta locale ai profughi del comune. Iniziativa pregevole, che mette a nudo la carenza cronica di moneta circolante per tutti gli scopi sociali, o semplicemente umani, e la necessità di stampare la moneta carente per tutti i cittadini, non solamente i profughi.
Cittadini che l'UE vuole rigorosamente di serie B, di un paese definito PIIGS, che sarà l'ultimo a fallire, se prima non avrà provocato la rivoluzione..

Nicoletta Forcheri
13 aprile 2011

lunedì 11 aprile 2011

Come evitare e difendersi dalle radiazioni

Da: Manuale di protezione dalle radiazioni nucleari ad uso della popolazione (430 pagine, pubblicato su internet l'11 aprile 2011), di Eaco Cogliani, Edizioni del Centro Scuola-Lavoro di Milano, 1989:

CAPITOLO SESTO

Effetti delle radiazioni nucleari sulla catena alimentare - Protezione - Dieta antiradioattiva
- Come evitare e diminuire l'intossicazione radioattiva per ingestione
- Indicazioni utili per regolarsi rispetto agli alimenti derivati dal latte con riferimento ai tre radionuclidi I131, Cs137, Sr90
- Tempo di permanenza dei radionuclidi nell'organismo, Tempo di dimezzamento biologico e Tempo di dimezzamento effettivo
- Radioattività negli alimenti
Attività inalata e ingerita da adulti, bambini, lattanti

Come evitare e diminuire l'intossicazione radioattiva per ingestione

(...)

Una attenzione particolare merita il LATTE che contiene principalmente I-131. All'inizio è da scartare, senza esitaztone; in seguito, per quanto riguarda lo 1-131 che ha un tempo di dimezzamento di circa 8 giorni, potrà essere assunto ma dopo aver verificato le concentrazioni degli altri isotopi in esso: ci riferiamo al K, Cs, Sr (vedasi tabe11a dei loro isotopi radioattivi). Un litro di latte infatti contiene per es. 1200 milligrammi (mg) di calcio. Va tenuto presente sia per il latte che per gli altri alimenti in cui si trovano il Cs-137 e lo Sr-90, che per essi, a causa del lungo tempo di d1mezzamento che si esplica nel giro di pochi decenni (è quindi rilevante l'effetto sul smgolo individuo) che la loro presenza nel latte
va tenuta sotto controllo per un lungo tempo e non solo per qualche mese.

RICORDIAMO CHE: lo Stronzio ha un comportamento chimico analogo al Calcio; il Cesio ha un comportamento chimico analogo al Potassio.
Quindi dall'assorbimento delle piante fino alla introduzione nel corpo umano il Cesio è mescolato al Potassio, e lo Stronzio è mescolato al Calcio.
Nella tabella l è riportato il contenuto di potassio e calcio nei principali alimenti vegetali. Sia il Calcio che lo Stronzio sono concentrati di più nelle foglie e nei fusti, molto meno nei frutti, semi e tuberi.
Dalla Tabella 1 (distribuzione di Sr-90 nel riso) si vede che la mulitura del riso elimina la parte più contaminata. Il Potassio è contenuto per lo più sotto forma di nitrato di potassio e si concentra soprattutto nei fusti delle piante.
In definitiva un criterio di massima per controllare nella dieta l'introduzione di Sr-90 e Cs-137 è quello di controllare il contenuto di Calcio e Potassio introdotti.

(...)

INDICAZIONI UTILI PER REGOLARSI RISPETTO AGLI ALIMENTI DERIVATI DEL LATTE, RIFERIMENTO AI 3 RADIONUCLEIDI I-131, Cs-137, Sr-90

A seguito delle lavorazioni che subisce il latte si ha:

- che solo piccole percentual d'I-131 e Cs-137 permnangono ne1 BURRO, che puo essere considerato un alimento di buona affidabilità anche nel caso di importante contaminazione radioattiva del latte.

- Il SIERO acido contiene oltre il 90% dei tre radionucleidi in questione, quindi la radioattività sarà presente particolarmente nei formaggi a coagulaione acida, nelle paste fresche, nella ricotta ottenuta dal siero.

- I FORMAGGI si possono considerare come prodotti in cui passa una piccola parte dei radionucleidi per la massima parte rimasti nel siero dolce (coagulazione presamica del latte) e lo Sr-90 rimane legato in particolare alla caseina. Quindi i formaggi sono più affidabili del latte da cui denvano.

I dati forniti dal Centro Latte CNR di Milano dopo l'incidente di Chernobyl confermano queste indicazioni: la radtoattività trattenuta dal formaggio risultò mediamente, a seconda del t1po di caseificazione, il 15-19% di quella del latte d1 partenza nel maggio 86 e del 12% nel giugno-luglio 86.

- In pratica 1-2 etti di formaggio equivalgono, in termini di radioattività ingerita, ad l bicchiere di latte da cui il formaggto è stato ottenuto.

Nel LATTE lo Sr-90 rappresenta 0,5-1% della radioattività beta, ma nei fonnaggi ne rimane comunque una gran parte legata alla caseina. Abbastanza alta risultava infatti la sua presenza nel provolone e grana. [NdR: Occorre però considerare che grana e parmigiano stagionati prima dell'incidente di Fukushima, anche 18 mesi prima, ovviamente non presentano pericoli]

(per indicazioni particolareggiate vedi "contaminazione radioattiva di latte e derivati a seguito dell'incidente di Chernobyl" in "La rivista della società italiana di scienza dell'alimentazione" n. 1/1987)

(...)

NUBE RADIOATTIVA DOVUTA AD EMISSIONI DA PARTE DI UN REATTORE NUCLEARE O AD ALTRE CAUSE.

Gli incidenti verificatisi in questi ultimi anni dimostrano ampiamente come il rischio in tutti questi casi per la popolazione (ma anche per il personale addetto di cui in questo testo non ci occupiamo) sia di gran lunga superiore alle previsioni "ufficiali". L'estensione stessa della contaminazione in casi di fuoriuscita da un reattore d1 un volume di materiale contenente sostanze radioattive, è molto più grande delle previsioni.

In tale caso la distribuzione del materiale radioattivo dipende:

l) dal volume della "nube" (usiamo un termine ormai entrato nella conoscenza comune)

2) dalla natura dei materiali radioattivi (le sostanze più pesanti si depositano prima)

QUESTE DUE PRIME INFORMAZIONI SONO IN POSSESSO SOLO DELLE AUTORITA' A CUI E' SOGGEITO L'IMPIANTO (sia autorità tecniche che politiche): la deduzione indiretta è comunque lunga ed incerta.

3) dai venti e dalle condizioni metereologoche e complessive.

4) dalle condiioni geografiche in cui sono situate le popolazioni (per es. popolazioni di montagna)

5) dalla distanza dal luogo dell'incidente

6) da altre caratterisstiche morfogeologiche tipiche del territorio (per valutare ad es. la diffusione delle sostanze che man mano si depositano per es. a seguito delle precipitazioni atmosferiche): altezza, tipo di terreno, forma del territorio, ecc.

(...)

ZONA TRE

(...)
Vedere istruzioni al Cap. VI sui criteri per la dieta alimentare e le relative tabelle (radioisotopi e loro comportamento).
Nella tabella precedente c'è un elenco dei principali radioisotopi prodotti di fissione nei reattori nucleari.

• Evitare l'inalazione ed il contatto con le polveri radioattive (continuano a valere tutte le istruzioni date prima sull'igiene, il vestiario, la pulizia degli ambienti e la pulizia personale soprattutto dei bambini).

• Tenere sotto controllo sia la radioattività ambientale, sia la radioattività personale.

• Per la parte della popolazione che non si allontanasse da una zona ancora particolarmente radioattiva, utilizzare al massimo i posti protetti: non necessariamente rifugi antiatomici ma altri posti anche nella propria abitazione e in varie opere edilizie ad uso civico che si possono adattare con protezioni di emergenza (vedere Cap. IX) dove passare ad es. le ore di sonno quotidiano, o svolgere altre attività per cui possono essere adattati.

• Nel caso che nella propria zona la protezione avesse avuto difficoltà operative, dare la propria collaborazione volontaria (in questo noi italiani siamo i più "esperti" del mondo) cercando anzitutto di mettersi in contatto con i centri di soccorso e di controllo per avere le informazioni che occorrono (come già precisato nelle istruzioni relative allle due pnme fas1 e soprattutto nella seconda fase). Seguire le istruzioni e trasmetterle più correttamente possibile agli altri. Per evitare l'intasamento delle linee telefoniche chiedere uno per gruppo le informaz1on1.

La commissione scientifica delle Nazioni Unite ha cercato di valutare, almeno approssimativamente la dose di radiazioni nucleari necessaria a provocare nella specie umana la comparsa di un numero di mutaz1oni pari a quelle che compaiono normalmente, in una generazione, ed ha concluso che tale valore s1 aggira, presumibilmente, considerata la scarsità dei dati a disposizione, fra i 10 e i 100 rem.

domenica 10 aprile 2011

Free energy e moneta sovrana per tutti

Free energy e lotta al signoraggio/nucleare intimamente legati, moneta pubblica sovrana e free energy per tutti.

sabato 9 aprile 2011

Fukushima e la censura dei media

Fonte: www.marra.it

In relazione alle centrali atomiche, scrive Alfonso Luigi Marra, l'orribile verità che viene occultata è che, sia quelle giapponesi che hanno avuto danni in questo momento (Fukushima, Onagawa, e Higashidori, ma è probabile ce ne siano altre che ci vengono occultate), sia le centrali atomiche in generale, quando si fermano, richiedono un raffreddamento all'infinito dei materiali radioattivi che, specie in caso di disastri, non è facile garantire, e che, ad esempio, è in crisi sulle tre centrali sopra indicate.

Si tratta in sostanza una lotta impari contro il calore che, se prima o poi prevale contro i sistemi di emergenza che vengono adottati per fermarlo, determina l'esplosione, come a Chernobyl, e, comunque, nel mentre – fino al definitivo e chissà quanto probabile raffreddamento – causa il rilascio di radiazioni.

Una lotta vincere la quale è da augurarsi sia possibile, ma che richiede mezzi straordinari, per cui i media devono cessare di mentire, perché la si può forse vincere solo se c'è un allertamento dell'intera comunità mondiale.

8.4.11

mercoledì 6 aprile 2011

Fukushima: gli eco-terroristi atomici

Fonte: http://aipri.blogspot.com/2011/04/gli-eco-terroristi-atomici.html

Gli adetti alle camere a gas radioattive della scienza e della stampa sono eccitati. Portate da Fukushima e dalla Libia la presenza di nanoparticelle alfa nell’aria (plutonio, uranio arricchito, uranio 238, americio, ecc) li mette in grande gioa. E arrivato il loro grande momento da SS atomici. Possono finalmente dar libero sfogo alle loro pulsioni di morte e di nuovo indicare il cammino per la doccia (“vi state contaminando immancabilmente ma non presenta nessun pericolo per la salute”) e trucidare per contaminazione interna se stessi (le scommesse al paziente totocimitero sono aperte) e i loro propri figli e familiari. Questi travestiti della razionalità sono dei falsificatori che andrebbero processati per direttissima davanti ad una corte marziale per crimine contro l’umanità in quanto le nostre vite sono nelle mani dei loro falsi calcoli e immediatamente spediti all’impiego volontario di liquidatori. Sono stati formattati per non sapere nulla di radioprotezione interna. Sono stati formattati per fare i pappagalli, buoni per moltiplicare due numeri ma nulli crassi per vagliare l’attendibilità della loro moltiplicazione (chiamata equazione per impressionare). L’AIPRI lo proclama chiaro e tondo sono incompetenti. Non hanno nessuna conoscenza della piu elementare base della fisica nucleare che pretendono dominare: non sanno ricomporre un calcolo di dose interna. Prima di chiedere il loro sviante parere sulla situazione radiologica mondiale, metteteli davanti un foglio e chiedete loro di ricomporre un calcolo di dose interna. Metteteli davanti un foglio per calcolare la natura e la quantità di radiolementi già fuoriusciti da Fukushima e chiedete loro di incrocciarli colle loro stesse false e minorate tavole di radioprotezione interna. Non sanno niente. Non hanno la minima cognizione della realtà dell’avvenuta contaminazione atomica. Non sono altro che dei suicidi farabutti disinformatori. L’inalazione della più piccola delle particelle radioattive costituisce un pericolo grave. Questa è la verità.

Interventi "umanitari" in Medio Oriente previsti da tempo

Come spiega bene in un'intervista del 2007 un generale americano NATO Wesley Clark:

lunedì 4 aprile 2011

Fukushima, qualche “aggiornamento”

L’inquinamento globale causato da Fukushima:

Immagine anteprima YouTube [1]

L’accorato appello del sindaco Minami Soma City, situata vicina alla centrale di Fukushima:

Immagine anteprima YouTube [2]




[1] Image: http://www.youtube.com/watch?v=UFM4VR654ro

[2] Image: http://www.youtube.com/watch?v=70ZHQ--cK40

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