Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

domenica 31 luglio 2011

Ahmadinejad denuncia il Signoraggio bancario

Fonte: http://www.associazionelatorre.com/2011/04/ahmadinejad-denuncia-il-signoraggio-bancario/


TEHERAN – La persistente crisi finanziaria globale ha esposto il lato oscuro del sistema capitalista occidentale. Lo ha affermato il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad aggiungendo che “gli Stati Uniti passeranno alla storia come i più grandi ladri mai esistiti per quello che stanno facendo in questi anni.”
Secondo la rete  satellitare PressTv, Ahmadinejad che parlava ai rappresentanti del D8, il gruppo dei paesi in via di sviluppo, ha ribadito che il capitalismo in stile occidentale è il motivo principale dell’ondata interminabile di problemi finanziari che ha investito l’economia del mondo intero.
“Sarebbe ora, ha detto Ahmadinejad, che i paesi occidentali affrontassero la verità che l’avidità insita nel capitalismo li ha spinti sull’orlo del collasso”. Il presidente iraniano ha proseguito: “L’idea principale sui cui si basa il capitalismo è svuotare le tasche delle nazioni del mondo per proteggere gli interessi di poche nazioni selezionate”. Ahmadinejad ha poi pronunciato la parte più importante del suo discorso: “Basandosi su dati attendibili, si apprende che la Federal Reserve ha stampato negli ultimi 30 anni oltre 29 mila miliardi  di dollari Usa in banconote senza controvalore. Questo è sicuramente il più grande furto della storia umana”.
La seduta annuale del D8 quest’anno si è tenuta a Teheran; i membri del gruppo, oltre l’Iran, sono Bangladesh, Egitto, Indonesia, Malesia, Nigeria, Pakistan e Turchia.
http://italian.irib.ir/ 4 aprile 2011

sabato 30 luglio 2011

Una email inviata a Bloomberg sulla BCE

Una email inviata a Bloomberg sulla Banca Centrale Europea - (English - Français)

Cara Elsa Martuzzi e Alan Katz della Bloomberg,

ho appena letto il vostro articolo "La Bloomberg fa causa alla BCE per obbligarla a svelare gli swap con la Grecia"

Voglio precisare che ci sono altri segreti della BCE che meritano di essere indagati ed esposti al pubblico:

1) La BCE non vuol rivelare quanti euro ci sono in giro rifiutandosi di comunicare il valore aggregato delle linee di credito esistenti in euro:

2) La BCE conduce strane "operazioni di mercato aperto" per centinaia di milioni di euro, comprando titoli tossici da società perlopiù sconosciute. Qui c'è una lista di quelle italiane:

3) Ancora non conosciamo a quanto ammonta la linea di credito che la Federal Reserve offre alla BCE per le operazioni di salvataggio di società private e stati:

4) La Corte dei Conti Europea si rifiuta di indagare la pratica criminale della BCE che mette al passivo il valore facciale delle banconote inconvertibili, nascondendolo così dai profitti, sottraendosi alla tassazione e alla redistribuzione di questo valore (signoraggio) agli stati membri della Unione Europea:
Irregolarità in ambito BCE/SEBC
http://seigneuriage.blogspot.com/2011/07/alla-corte-dei-conti-ue-irregolaita-in.html

5) Ci sono altre domande non risposte che sono state esposte al parlamento italiano ed a quello europeo:

Interrogazione a risposta scritta al parlamento italiano:

Interrogazione a risposta scritta al parlamento europeo:

Se lo riterrete opportuno, potrete contattarci per maggiori informazioni e/o un'intervista.

Cordialmente,

Marco Saba
Centro Studi Monetari

Questa email può essere diffusa liberamente ovunque.

venerdì 29 luglio 2011

Gallia alla riscossa (con l'aiuto di MPS)

Prima della sua privatizzazione, la MPS era una banca virtuosa, pubblica, locale, cooperativa, che ridistribuiva ricchezza al territorio e che da essa traeva ricchezza. Al punto che gli anglosassoni non si spiegavano come mai fosse così ricca, senza "internazionalizzazione" e senza quotazione in borsa, e misero in giro la voce, veicolata dai soliti servili giornalisti, pagati dai soliti padroni, che doveva modernizzarsi per "affrontare l'economia globale": fu così privatizzata, nel 1997 grazie al Calta, ai suoi committenti Morgan e Axa, immagino  elargendo briciole e favori a PD/fondazioni.
Ora il territorio di quel di Siena è sempre più spolpato - come stanno constatando i senesi: oggetto di speculazione con equity funds  (cfr. aeroporto di  Ampugnano abnorme e privatizzato), spremuto con trivelle in Val d'Orcia, rubato con la futura privatizzazione della Siena Grosseto, massacrato con altri disastri ambientali all'Amiata, inceneritori sparsi vari di cui quello di Poggibonsi, taglio di pini insensato in città; è quindi oggetto dello  stesso spolpamento di cui soffre l'Italia intera, ai sensi di quella concezione anglosassone di banca e affari dove primeggia il contratto internazionale per aggirare la legge, che ahinoi subiamo tutti quanti. Tale concezione trasforma gli Stati in correntisti bancari che possono fallire ed è veicolata e propagandata dalle organizzazioni "internazionali" con la complicità della magistratura deviata di Lussemburgo e del braccio armato NATO che interviene con sottili ricatti in Europa, o con pesanti bombardamenti altrove.  Essa affonda le sue radici nella truffa del 1694 della Bank of England e nei soprusi imperialistici delle Compagnie occidentali e orientali che stampavano moneta per commerciare meglio con le colonie ... 
MPS adesso gioca con i grandi, unica banca italiana che con BNP Paribas, con CITI, con Goldman, RBS, Deutsche Bank, siede nel cartello delle banche dealer che determinano il prezzo dei nostri titoli del debito pubblico e che hanno deciso, dalla lettura dei giornali di oggi, di farne aumentare il rendimento, in seguito all'attacco speculativo che tutti noi stiamo leggendo sui giornali. Come non pensare che sia intervenuto un accordo segreto, tra Deutsche Bank e BNP Paribas, visto che la prima si è liberata - fino a oltre l'80% - dei nostri titoli deprezzandone artificiosamente il valore, e la seconda..si dimostra interessata, sempre più presente nella penisola con tutto il suo corteo di società-partner. Come?
Primo con un'operazione segreta che si potrebbe chiamare "Gallia" e che sta affiorando sempre di più condizionandoci con messaggi subliminali linguistici messi in bella vista sui giornali, se è vero che oggi sul Corriere, era alla ribalta l'intervista di appunto certo Gallia, attualmente membro del comitato esecutivo di BNP Paribas, e rispettivamente ad e presidente delle filiali BNL e Findomestic. 
Mentre Gallia afferma (http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=884192&lang=it)  che la nostra economia rimane solida e che BNP Paribas non intende fare altri acquisti al momento dopo avere ultimato quello di Findomestic e che
si guarda agli elementi strutturali di forza del nostro Paese, al dinamismo e alla imprenditorialita' degli italiani, in una prospettiva di lungo periodo
La rivincita sulla conquista della Gallia sta prendendo forma? Dai risultati si direbbe che proprio di questo si tratta e l'Italia si sveglierà molto presto accorgendosi di essere diventata provincia francese, esattamente come quando la Corsica fu rubata ai genovesi con il debito, la speculazione e l'abuso di fiducia. All'epoca, l'esercito francese di stanza sull'isola per provvedere alla  sua difesa per conto della Repubblica, allungò i conti apposta, con modalità degne della mafia antelitteram della Reggio-Salerno, fino ad arrivare a pignorare l'isola in pagamento; oggi quell'esercito di pelandroni, ladri e imbroglioni sono proprio gli azionisti della BNP Paribas e i suoi soci: di gran lunga la principale creditrice in assoluto del nostro debito sovrano.  

Questa banca, non solo fa parte dei dealer che trattano i titoli del debito (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2010/09/elenco-degli-specialisti-strozzini.html), non solo è azionista di Banca d'Italia attraverso la BNL - quella che ha frodato i comuni di Messina e Taormina con l'imbroglio dei derivati (cfr. http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/banche-alla-deriva-ti-la-bnl-accusata-di-aver-truffato-i-comuni-di-messina-25652.htm), ma è un'attivissima socia delle cartolarizzazione dei titoli delle nostre imprese assieme alla Finint, e soprattutto è in joint venture con la Compagnie Nationale à Portefeulles (di Albert Frère, degno prestanome degli eredi della Compagnia delle Indie) nella partecipazione strategica e di riferimento delle multinazionali a partecipazione anche pubblica: Gaz de France Suez, Total e Suez Environnement (cfr. http://www.cnp.be/attachments/20101231_structure_du_Groupe_FR.pdf).  Quelle cioé che ci stanno privatizzando l'acqua, e ottenendo tutti gli appalti pubblici dei rifiuti, degli inceneritori, dei rigassificatori, illuminazione pubblica, Solvay e chi più ne ha più ne metta.

La Deutsche Bank vende, le agenzie di rating gufano e BNP Paribas - sodalizio Francia-globalisti - incassa. Si vede che la Germania avrà (già avuto?) il suo contentino...La MPS anche.

N. Forcheri

mercoledì 27 luglio 2011

Inattendibilità dei bilanci bancari

http://www.damnlol.com/pics/793/95a31758f517fe9aab1f12eaf7bc9278.gif
Fonte: http://marcodellaluna.info/sito/ [1]

di Marco della Luna (avvocato)
La scorsa settimana abbiamo avuto comunicazione che Bankitalia e BCE hanno eseguito lo stress test sulle 5 maggiori banche italiane, e che tutte lo hanno superato. Quanto vale questo risultato e il metodo che lo ha prodotto? Perché i mercati l’hanno bocciato, affondando le azioni bancarie?
Alla base degli stress test, ossia dei test di solidità delle banche rispetto a possibili shock finanziari, vi è la consistenza patrimoniale delle banche medesime. Il grosso dell’attivo patrimoniale delle banche è dato, ovviamente, dai crediti verso i clienti e verso gli stati. Quindi il punto di partenza di ogni stress test dovrebbe essere la verifica dell’effettiva sussistenza dei crediti vantati in portafoglio, e del grado di solvibilità dei rispettivi debitori.
Gli stress test sinora condotti, a quanto si capisce, si basano sui dati di bilancio dichiarati dalle banche stesse, e non verificano se essi siano veritieri oppure no: vedi il comunicato stampa del 23.07.11 della BCE. Eppure, molti recenti e clamorosi episodi di crack finanziari hanno dimostrato che sovente le grandi società (Parmalat, Halliburton, Lehman Brothers), così come fanno le piccole, al fine di ottenere o mantenere crediti o investimenti, dichiarano dati molto migliori di quelli reali. Sappiamo inoltre che tutte le società sono in grado di aggiustare i bilanci, quando serve, e che molte lo fanno (window dressing). Specialmente se il management di una corporation sta costruendo una superfrode agli investitori, è proprio allora che produce dei bilanci quadratissimi, per attirare gli investimenti! Quindi il prendere per veri i dati dichiarati dalle banche che si dovrebbe controllare, rende gli stress test pressoché inutili, come certificazione di solidità delle banche che li superano. Se poi si deve controllare se una impresa sia solida oppure no, cioè se si vuole fugare il dubbio che sia pericolante, pretendere di farlo basandosi sui dati che essa stessa dichiara è ridicolo, è un controsenso come chiedere all’oste se il suo vino è buono.
La conseguenza è che l’esito degli stress test non è stato rassicurante. Gli esperti sanno che chi li esegue non esegue prima un controllo analitico e in proprio soprattutto della qualità e consistenza dei crediti che ciascuna banca ha iscritto nello stato patrimoniale, nonché delle garanzie che essa ha prestato per debiti di altri soggetti (solitamente, società-veicolo da essa controllate) e che sono, o dovrebbero essere, esposte nei conti d’ordine. Ricordiamo che la mancata considerazione di tali fattori di rischio da parte di analisti, società di revisione e autorità finanziarie è stata decisiva per i crack-frodi delle banche americane degli ultimi anni. Vedremo se in Italia si imparerà da quella lezione.
Nella realtà delle nostre banche, in effetti, mi risulta che molti crediti sono stati cartolarizzati, cioè ceduti dalle banche a società terze, ma, allo scopo di simulare una maggiore patrimonializzazione, vengono mantenuti contabilmente nell’attivo patrimoniale col pretesto che le banche partecipano le società cessionarie. Molti altri crediti sono mantenuti in bilancio come esigibili dalle banche, mentre i debitori sono morosi o addirittura insolventi. Traspare un mare di contenzioso sommerso, che le banche, ovviamente nel proprio interesse, non mettono in sofferenza.
Per fare stress test attendibili, bisognerebbe dunque prima controllare seriamente, con apposite ispezioni della Banca d’Italia, i conti delle banche interessate, togliere dallo stato patrimoniale i crediti convogliati su società veicolo non cedute, togliere quelli inesigibili, ed eseguire gli accantonamenti per quelli da incaglio (accantonamento pari al 35% del credito) e per quelli da contenzioso (accantonamento pari al 50%). Altrimenti i dati patrimoniali del bilancio sono falsi per supposizione di attivi inesistenti e occultamento di passivi esistenti. E ciò, dentro al mondo bancario, è ben noto. Onde la sfiducia verso operazioni di rassicurazione anche se blasonate.
Molte banche, di prassi, a quanto mi si riferisce, in violazione delle disposizioni di Bankitalia, non fanno le suddette quattro operazioni, perché se le facessero la loro patrimonializzazione si ridurrebbe a livelli di default o perlomeno critici per l’operatività. E qui ritorna l’incompatibilità logica di banche e loro controllanti o partecipate, che da un lato dovrebbero essere controllate e disciplinate da Bankitalia, mentre dall’altro lato la controllano come socie. Questo problema si estende alla BCE, partecipata da Bankitalia e co-autrice degli stress test.
Le società di revisione, che dovrebbero assicurarsi che le banche formulino bilanci veritieri, che rispettino le predette disposizioni e che facciano gli accantonamenti, si rivelano poco attive, se è vero quanto sopra riferito. Per farlo, dovrebbero prendere in mano le singole pratiche, o almeno i tabulati integrali. Ma lo fanno? La Consob, che istituzionalmente ha il dovere di vigilare su di loro, dovrebbe farsi più attenta e penetrante. I controlli devono essere credibili, devono farsi sentire, oppure…
Per fare le cose seriamente, propongo di mandare ispezioni a sorpresa nelle filiali e nelle sedi centrali, richiedendo i tabulati completi dei crediti in essere, con indicazione delle cessioni , per verificare se siano state eseguite o no le debite rettifiche; delle morosità, per verificare se siano stati fatti gli incagli, le segnalazioni e gli accantonamenti prescritti; ma anche per richiedere le pratiche dei debitori ammessi a “benefici” quali dilazioni, sospensioni, differimenti delle rate o degli interessi, onde verificare la condizione patrimoniale e reddituale dei debitori beneficiari, imprese o privati che siano.
Queste sono tutte agevolazioni sponsorizzate dal governo a vantaggio sì dei consumatori-clienti ma anche delle banche, che beneficiano della regolarizzazione figurativa delle posizioni debitorie nel sistema differendo di anni la loro problematicità e ricavandone un’ottima immagine, un’immagine di competenza e coscienziosità e solidità, da spendere anche politicamente.
Infatti molto spesso tali benefici sono mascheramenti di morosità e posizioni insolventi, che andrebbero cancellate dall’attivo patrimoniale o quantomeno controbilanciate con accantonamenti del 35% o del 50% a seconda dei casi. Benefici del tipo “sospensione per 24 mesi dei pagamenti” comportano, per chi è già moroso di massimo 12 rate, che la mora si faccia figurare sanata mentre non lo è, e che altre 12 rate a scadere, che pure non saranno pagate, figureranno pagate. Poiché tali benefici sono stati applicati a milioni di soggetti, se si dovesse sollevare la foglia di fico che essi costituiscono, salterebbe fuori un mare di morosità e inesigibilità di crediti, che pure dovrebbero essere tolti dall’attivo patrimoniale delle banche, o controbilanciati coi predetti accantonamenti. Ma la sospensione finisce, prima o poi, e allora il marcio riaffiora o riaffiorerà. E questa è una mina a scoppio ritardato, che, grazie anche agli incoraggiamenti del governo, ci ritroviamo nella pancia.
Il risultato di tutte queste operazioni di correzione dei bilanci, di riduzione di attivi fasulli, sarebbe, verosimilmente, il crollo del settore bancario italiano, in quanto illiquido e decotto, gonfio di crediti inesigibili o ceduti. Se e quanto la cosa emergerà, la capitalizzazione delle banche italiane quotate, già scesa da 222 a 75 miliardi in 4 anni nonostante i cospicui aumenti di capitale, potrebbe scendere alle più oscure profondità. Evitare o rinviare questo esito, è forse l’unica giustificazione del maquillage detto stress test: se non si maschera lo stato di decozione delle banche, succede il disastro, qualcosa che la politica non saprebbe governare.
Il vecchio carrozziere in pensione, davanti a cui ho letto e corretto il presente articolo, annuisce e conferma: “Sì, ricordo di quando venivano da me gli ispettori della banca centrale a farsi riparare le loro vetture private richiedendomi di fatturare come se avessi riparato automobili delle banche che erano venuti a controllare, su indicazione e precisi accordi con le direzioni di queste. Può immaginare l’attendibilità di quei controlli.”
La via per ristabilire, insieme, la verità economica e l’affidabilità delle banche, esiste, ma è contraria agli interessi dei banchieri, perché espone la natura della loro attività, e qui l’accenno solamente (ampiamente ne ho parlato nei saggi Euroschiavi e La Moneta Copernicana): essa inizia col rilevare che sono omissive le annotazioni di uscita di cassa e di entrata ( “accensione” ) di un credito che accompagnano l’erogazione ( di crediti) da parte delle banche, perché non riportano che ciò che esce di cassa – il credito, la moneta bancaria – non preesiste all’erogazione, ma è creato dalla banca stessa. mediante l’atto dell’erogazione di credito. Quindi il corrispondente credito con essa generato non è controbilanciato dall’uscita di cassa di denaro o valore preesistente, ma è un ricavo netto, cui si sommeranno i pagamenti di interessi. I risultati di gestione e lo stato patrimoniale dovrebbero essere rivisti di conseguenza. E anche le tasse applicabili alle banche, naturalmente. In tal modo il problema della patrimonialità delle banche sarebbe radicalmente superato, e insieme quello della finanza pubblica. Ma far emergere questi redditi occulti presupporrebbe la rinuncia a usare, come oggi si usa, la moneta e il credito come strumenti per dominare la società e l’economia, anziché per fare il loro bene favorendone il loro sviluppo.
20.07.11

martedì 26 luglio 2011

Hacker e segreti mortali: banche e nucleare. Marco Saba

Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2011/07/hacker-e-segreti-mortali-banche-e.html

di Marco Saba, 26 luglio 2011

Non so come dirvelo, ma ci provo. Cominciamo cercando di spiegare il titolo, premesso che sono un abusivo. Come il dentista Franz di Praga (1). Mi sono inventato praticamente tutto, seguendo un principio del libero commercio che funziona così: se cerchi qualcosa che non c'è, fallo tu, e troverai clienti. Autodidatta, come Leonardo da Vinci, ma con uno strumento potentissimo: Internet.
Nel 1997 ho cominciato a navigare utilizzando parole chiave. Era tutta la vita che sognavo una internet, dopo una scuola oppressiva e castrante che obbligava tutti ad imparare a memoria cose assolutamente inutili. Durante le lezioni al liceo classico, leggevo di nascosto testi di filosofia teoretica (2). Mentre i docenti, servi sciocchi del regime della bancocrazia totalitaria post-fascista, insegnavano i mantra della globalizzazione, delle Nazioni ONUniste, etc. Me lo spiegò un ammiraglio, tempo fa. Una volta si diceva: ”Tengo famiglia”. Oggi si dice: “Tengo il mutuo da pagare”. E magari chissà, anche la escort...

Usciamo dalla digressione e tuffiamoci nella cronaca.

Le notizie di questi giorni sono quattro:

  1. La Federal Reserve ha rubàto 16 trilioni di dollari sottraendo a quei coglioni di cowboy dei cittadini americani a pedali, stradrogati e “cum steroids”, il signoraggio monetario sul dollaro ed affidandolo a sàtrapi mafiosi (metto gli accènti giusti per una cara amica, che ha vissùto un po' troppo a Brussels....e non se li ricorda molto bene...)
  2. Il Giappone, dimenticando il codice di onore dei Samurai, ha varato una legge per evitare di dire come stanno veramente le cose a Fukushima, dopo che 4 reattori sono completamente fusi, hanno bucato il pavimento della centrale, scendono nella crosta terrestre aspettando di incontrare una faglia acquifera per esplodere e creare una specie di vulcano radioattivo [MELT OUT, (4)]. La mia spassionata opinione è che l'inquinamento prodotto da questo incidente è da 10 a 50 volte peggio di Cernobil (10 volte vale per il prefetto di turno: penso che questo incidente ci toglie circa 10 anni di vita a testa, soprattutto per il mancato allarme delle autorità, e specialmente per i più giovani, mediamente. Parliamo di inquinamento della catena alimentare: Cesio, Stronzio e Plutonio... Per i sindacati, vale “50 volte più di Cernobil”....);
  3. Un completo deficiente norvegese, dopo che ho ripubblicato su Facebook THE PLUMBAT AFFAIR (5), fa una strage assurda collegandola ai Templari (6), che invece furono essi stessi vittime di una strage e propugnatori di un sistema bancario onesto, che ancora oggi ci manca. La cosa, che puzza molto di intossicazione, proprio non ci azzecca; [per gli amici dell'intelligence: leggiti le sue 1.500 pagine del norvegese e non trovi proprio niente contro l'usura e la bancocrazia totalitaria....(7) Come mai ? Capito mi hai ?]
  4. Gli hacker che hanno violato la Polizia Postale. Mi viene in mente un episodio, quando fui intervistato dal Nucleo Speciale di Polizia Tributaria a Milano, quando dissi loro dove trovare i mandanti della strage delle Twin Towers (9/11), semplicemente controllando le operazioni eseguite nei giorni precedenti dalla Deutsche Bank, dalla DEAM, di Milano. Mi dissero, gli ispettori fichissimi ornati di camicie di gran lusso con gemelli d'oro, che l'operazione era avvenuta in un “territorio di loro non-competenza geografica”. (La Head of Human Resources della DB, la Dr. P, promotrice involontaria di Mani Pulite, potrebbe, chissà, confermare.) Ho i loro nomi e li pubblicherò per il pubblico ludibrio, ha ha ha...! (Intanto li mando a Washington per far capire a che basso livello è la Vostra, VOSTRA, intelligence di Bananas.... Buffoni.)



Note:
1) Franz mandò un telex da Praga dicendo che Aldo Moro era sequestrato in via Gradoli – Gradoli Strasse. Cossiga, un defunto depistatore professionista, il “peggior sardo che non vuol sentire”, pensò meglio che si trattasse del... paese Gràdoli.

2) La trilogia del Calcagno, da me fotografata e pubblicata qui:


  1. Poi c'è la notizia sulla Polizia hackerata da Anonymous... Gli hacker di Anonymous: "Abbiamo violato la rete della polizia postale" http://leconomistamascherato.blogspot.com/2011/07/gli-hacker-di-anonymous-abbiamo-violato.html

Intervista rilasciata da Seif El Islam Gheddafi a un giornale arabo

Intervista rilasciata da Seif El Islam Gheddafi a un giornale arabo

20/07/2011

Fonte: eurasia [scheda fonte]

La prima intervista rilasciata da Seif El Islam Gheddafi a un giornale arabo




RAMDANE BELAMRI: Seif El Islam, iniziamo con l’argomento che sta maggiormente a cuore all’opinione pubblica internazionale: a che punto sono i negoziati con l’opposizione di Bengasi?
SEIF EL ISLAM GHEDDAFI: «In realtà, i veri negoziati sono con la Francia, non con i ribelli. Tramite un mediatore speciale che ha incontrato il presidente francese, abbiamo ricevuto un chiaro messaggio da Parigi. Il presidente francese ha detto molto schiettamente al nostro inviato che “siamo noi ad avere creato questo Consiglio e senza il sostegno, i capitali e le armi francesi, esso non esisterebbe neppure”. I gruppi ribelli ci hanno contattato attraverso canali egiziani. Li abbiamo incontrati al Cairo, dove si è tenuto un round di negoziati, ma non appena i francesi hanno avuto notizia di questo incontro hanno detto al gruppo di Bengasi: “Noi vi appoggiamo, ma se vi saranno altri contatti con Tripoli senza che ce ne informiate o alle nostre spalle interromperemo immediatamente ogni sostegno…”. Tutti i negoziati devono dunque svolgersi passando attraverso la Francia. Hanno anche aggiunto: “Noi non facciamo questa guerra per disinteresse e senza contropartita alcuna. In Libia abbiamo interessi commerciali precisi e il governo di transizione dovrà approvare vari contratti”. Si riferiscono ai contratti relativi agli aerei Rafale, ma anche ai contratti della Total».

Perché non avete divulgato all’opinione pubblica i documenti che dimostrano i finanziamenti alla campagna di Sarkozy?
«Beh, non utilizziamo tutte le carte a nostro favore in un colpo solo! Abbiamo più di un asso nella manica e lo utilizzeremo al momento opportuno».
A che punto sono le mediazioni internazionali? Qual è la situazione al momento, soprattutto dopo la visita del mediatore russo che ha preso atto della realtà dei fatti e dopo l’incontro tra il presidente della Nato e il presidente russo Medvedev, e ancora l’incontro di quest’ultimo con il presidente sudafricano Jacob Zuma, il mediatore della controparte?
«Prima di tutto vorrei fare alcune precisazioni: tutto la comunità internazionale si è fatta beffe di loro sulla stampa. Hanno mentito al mondo intero dichiarando che lo stato libico aveva ucciso migliaia di manifestanti e bombardato la popolazione civile. Il mondo oggi sa che si trattava soltanto di menzogne. L’organizzazione Human Rights Watch ha confermato che si trattava di informazioni fasulle. Anche Amnesty International ha dichiarato che si trattava di menzogne, e dal canto suo il Pentagono ha condotto un’inchiesta interna, giungendo anch’esso alla conclusione che si trattava  soltanto di menzogne».
Ritorniamo alle mediazioni internazionali: a che punto sono?
C’è una road map africana sulla quale concordano tutti. Noi vogliamo organizzare le elezioni e arrivare a un governo di unità nazionale. Siamo disposti a svolgere le elezioni sotto il controllo delle organizzazioni internazionali, e a varare una nuova Costituzione, ma i ribelli si rifiutano di accettare tutto ciò. Perché? Perché noi non abbiamo ancora trovato un accordo con Parigi».
A Sebha il colonnello Gheddafi venerdì ha parlato ai suoi sostenitori e ha minacciato di vendicarsi e di inviare kamikaze in Europa. Non temete di essere assimilati ai terroristi?
«Prima di tutto è nostro diritto attaccare gli stati che ci attaccano e che uccidono i nostri bambini. Hanno ammazzato il figlio di Muammar Gheddafi, ne hanno distrutto la casa e ucciso i famigliari. Non c’è una sola famiglia in Libia che non sia stata vittima degli attacchi della Nato. É per questo motivo che siamo in guerra: è stata la Nato a iniziare. Che ora se ne assuma le conseguenze».
Seif El Islam, si candiderà alle elezioni della futura Libia?
«Nel 2008 sono ufficialmente uscito dalla politica libica. Da allora e fino all’inizio della crisi ho vissuto lontano dal paese, in Cambogia… Sono tornato in Libia all’inizio di questi avvenimenti. Ero fuori dalla politica, ma dopo quanto è accaduto in Libia, ormai,  è tutto cambiato. Ora le cose stanno diversamente: abbiamo assistito a tradimenti, giochi di interesse e tentativi di colonizzazione. Non vedo perché non dovrei candidarmi. A questo punto ogni opzione è aperta».
Alcuni ipotizzano una spartizione della Libia. Il primo ministro inglese David Cameron ha già dichiarato che è necessario dividere il Sahara libico. Che cosa ne pensa?
«Sì, esiste un piano inglese per procedere alla spartizione della Libia. Tale piano prevede che l’ovest e il sud vadano alla Francia, l’est alla Gran Bretagna, e infine che a Tobruk sorga una base militare britannica. Tutto ciò non è certo un segreto, ma si tratta soltanto di velleità colonizzatrici che non si concretizzeranno».
Che cosa rappresenta per lei l’Algeria?
«In tutta sincerità, se lo chiede a un libico qualsiasi le risponderà che gli algerini sono molto simili ai libici. Purtroppo, come avrà sicuramente avuto modo di constatare, l’unico paese arabo preso di mira dai fuorilegge è proprio l’Algeria. Con gli algerini abbiamo qualcosa di preciso in comune:  loro hanno lottato contro la Francia in passato; noi lo stiamo facendo adesso… La mediazione dell’Algeria è ben accetta, in quanto essa ha sempre rivestito un ruolo unificante. Vorrei precisare che le posizioni dei paesi arabi sono vergognose, mentre l’Algeria è tra i pochi paesi arabi ad avere assunto una posizione completamente diversa. Il popolo libico non lo dimenticherà, mai, ed è per questo che la mediazione algerina è gradita ai fini della riconciliazione tra i fratelli libici».
Vuole aggiungere ancora qualcosa? Esprimere un’ultima idea?
«Vorrei che la comunità internazionale prestasse molta attenzione a quello che sta accadendo in Libia, dove è in corso una delle più grandi campagne di disinformazione e distorsione dei fatti. Gli europei e gli stessi americani hanno riconosciuto questa verità. I media hanno creato molti scandali, mai esistiti. Vogliamo rivolgerci alla comunità internazionale e metterla in guardia dalle immagini trasmesse dai canali satellitari e da Internet: sono fotomontaggi, sono montature. Uno di questi giorni la verità salterà fuori!».
Traduzione di Anna Bissanti
* http://fr.elkhabar.com/?L-Algerie-n-est-pas-un-peuple-de
Fonte : http://www.france-irak-actualite.com/article-interview-de-seif-el-islam-kadhafi-79546453.html

Scie chimiche: risponde aeroporto di Bologna, maggio 2009

lunedì 25 luglio 2011

Oslo: tutto quello che già sapete

Scritto da Gianluca Freda
Sabato 23 Luglio 2011 14:33

Tutto quello che avreste voluto sapere sugli attentati in Norvegia, ma avete evitato di chiedere, un po’ perché ci arrivavate anche da soli, un po’ perché è sempre la solita solfa.


Sui motivi del doppio attentato terroristico in Norvegia, il cui tragico bilancio è finora di un centinaio di morti, l’unica cosa che bisogna tenere presente è che – come sempre – tali motivi vanno ricercati in direzione diversa, se non del tutto opposta, a quelli insinuati dai giornali e dalle TV di regime dell’occidente. A chiarire la situazione, forse sono utili alcune notizie uscite in sordina nei giorni e negli anni scorsi. Fare due più due non è difficile.



Q: - Quali interessi ci sono dietro l’attentato?

A: Norvegia e Russia hanno raggiunto nel corso degli ultimi anni accordi di cooperazione sempre più stretti tanto per lo sfruttamento dei giacimenti di gas e petrolio dell’Artico, quanto per la partnership commerciale nello sfruttamento di giacimenti mediorientali (in Iraq in particolare). Quest’asse energetico privilegiato tra Russia ed Europa mette a rischio gli interessi strategici americani e il controllo USA sul continente europeo. Era inevitabile che arrivassero, prima o dopo, gli opportuni “avvertimenti”:


1) Dal sito “La voce della Russia”, 07-07-2011:

Entra in vigore l’accordo Russia-Norvegia: nuovi orizzonti nell’Artico

Oggi entra in vigore l’accordo fra la Russia e la Norvegia sulla delimitazione delle zone di competenza nell’Artide e sulla cooperazione nel Mar di Barents e nel Mar Glaciale Artico. Con questo documento, firmato il 15 settembre del 2010, si sono conclusi 40 anni di controversie. L’accordo apre nuove possibilita’ per il libero sfruttamento dei ricchissimi giacimenti di gas e petrolio nell’area di 175 mila chilometri quadrati e regola la collaborazione nel settore ittico. Secondo il ministro degli esteri russo Lavrov, si tratta di un’intesa opportuna e reciprocamente vantaggiosa.


2) Da “Sky – TG24” del 12-12-2009:

Iraq, russi e norvegesi si accaparrano il petrolio

Nel corso dell'asta per l'assegnazione di appalti ventennali sui pozzi iracheni, che si è svolta a Baghdad, la compagnia russa Lukoil e la norvegese Statoil hanno ottenuto la concessione per uno dei maggiori giacimenti petroliferi, nel Sud dell'Iraq. Lo ha annunciato il ministro del petrolio iracheno. Si tratta di uno dei giacimenti più grandi finora mai sfruttati, con delle riserve di quasi 13 miliardi di barili. La coppia Lukoil-Statoil ha strappato il contratto grazie a un'offerta che prevede di accrescere la produzione di 1,8 milioni di barili al giorno.


3) Dal “Corriere della Sera” del 26-10-2007:

Gazprom si allea con la Norvegia E il petrolio tocca nuovi record

MILANO - Gazprom ha scelto la norvegese StatoilHydro come secondo partner nel maxi-giacimento di gas a Shtokman. Il colosso russo guidato da Alexej Miller aveva già selezionato la francese Total come primo partner per sviluppare la fase iniziale del progetto, la cui stima ammonta a 15-20 miliardi di dollari. Le riserve di questo giacimento ammontano a 3.700 miliardi di metri cubi di gas e oltre 31 milioni di tonnellate di gas condensato. [...]



Q: - Perché l’attentatore doveva essere “di estrema destra”?

A: Fin dal termine della Seconda Guerra Mondiale, gli USA hanno ristrutturato la politica europea su basi anti-russe, favorendo in particolare i movimenti socialdemocratici filoamericani e isolando la destra europea anti-statunitense. La destra è tradizionalmente portatrice di ideologie nazionaliste, avverse tanto al dominio americano sul continente quanto agli strumenti politici (“democrazia”) ed economici (moneta unica) attraverso i quali tale dominio viene garantito. Solo in Francia, all’epoca di De Gaulle, la creazione di questo ostracismo verso la destra europea era temporaneamente fallita. Il partito filo-russo in Europa è ovviamente trasversale agli schieramenti politici, ma nel linguaggio della propaganda si tende a definire “populismo di destra” ogni posizione politica che non si uniformi ad una visione filoamericana dell’europeismo e che prenda anche solo ipoteticamente in considerazione la creazione di rapporti più stretti con la Russia. Tali forze politiche sono quelle che maggiormente preoccupano gli Stati Uniti, essendo poco malleabili, scarsamente controllate, avverse all’unione economica europea (attraverso la quale gli USA mantengono l’Europa nella morsa del debito, dunque sotto controllo), in crescita di consensi e – soprattutto – animate da una prospettiva “eurasiatica” che guarda alla Russia come ideale partner politico ed economico con cui rimpiazzare nel futuro la superpotenza americana in declino. Occorre dunque, ogni volta che sia possibile, demonizzarle (magari definendole “xenofobe” e “antisemite” a intervalli regolari) e screditarle, attribuendo ad esse la paternità di azioni ignominiose. Anche qui riporto qualche articolo:


1) Dal sito di economia “Risk and Forecast”, 12-03-2009:

Gli amici di estrema destra della Russia

Recenti notizie di stampa affermano che i partiti di estrema destra in Europa sarebbero finanziati – almeno in parte – dalla Russia. Sebbene tali affermazioni necessitino di essere provate, è un dato di fatto che diversi partiti di estrema destra dell’est europeo sono diventati accaniti sostenitori degli interessi russi e ammiratori del modello politico-economico della Russia. Diversi gruppi di estrema destra, nei paesi post-comunisti, guardano all’infrastruttura politica autoritaria di Vladimir Putin come ad un modello e premono allo stesso tempo per una maggiore apertura verso la Russia e per la rottura della comunità Euro-Atlantica. In Europa orientale, il sostegno verso l’estrema destra ha evidenziato negli ultimi anni un trend in ascesa. Dal punto di vista russo, un partenariato con gli ultranazionalisti potrebbe facilitare i suoi tentativi di influenzare la politica interna di questi paesi, almeno finché Mosca non riuscirà a trovare un alleato ancor più influente nell’ambito dello spettro politico. [...]


2) Da “L’interprete internazionale” del 15-04-2011:

Marine Le Pen: No alla NATO, sì alla Russia

“Marine Le Pen promette l’uscita dalla Nato e un partenariato con la Russia”, titola l’agenzia. In un discorso tenuto ai corrispondenti esteri a Nanterre, la Le Pen avrebbe detto che, in caso di una sua vittoria alle presidenziali, la Francia farebbe della Russia un partner privilegiato e lascerebbe la Nato. “Penso che la Francia abbia tutto l’interesse a volgersi verso l’Europa, ma alla grande Europa. E in particolare a lavorare ad un partenariato con la Russia”, avrebbe detto, invocando “ragioni evidenti, di civiltà e geostrategiche”. E sull’Alleanza atlantica: “le scelte fatte dal presidente della Repubblica (ovvero Sarkozy, ndr), che appaiono come scelte di sistematico allineamento (sugli Usa, ndr), non mi paiono positive”.


3) Dal sito dell’emittente iraniana IRIB, 11-05-2010:

Ucraina: proteste contro la politica pro-Russia del presidente Yanukovych

KIEV - Migliaia di manifestanti sono scesi per le strade della capitale ucraina per protestare contro la decisione del presidente Viktor Yanukovych a stabilire legami più stretti con la Russia. Le proteste di oggi contro il governo del presidente Yanukovych hanno avuto luogo quasi un mese dopo la firma di un accordo tra Mosca e Kiev, definita dai dimostranti arrabbiati un atto “contro la sovranità dell'Ucraina”. Il nuovo accordo tra i due paesi vicini consentirebbe a Mosca un ampio uso di porti navali dell'Ucraina nel Mar Nero, in cambio dell’esportazione di una piccola quantità del gas naturale dalla Russia verso l’ex repubblica sovietica. [...]





Q: - Di quali altre colpe si è macchiata la Norvegia verso i dominatori Usraeliani per meritarsi una punizione così sanguinosa?

A. Vediamo un po’:


1) Da “Views and News from Norway” del 14-02-2011:

La Norvegia tra coloro che vogliono spaccare la NATO

Nuove indiscrezioni di Wikileaks hanno rivelato quanto siano profonde le divisioni all’interno della NATO su questioni chiave della sicurezza europea. Il governo norvegese è accusato di essere parte di una presunta “banda dei cinque” filorussa, insieme a Francia, Germania, Olanda e Spagna. [...] In una riunione d’emergenza del Consiglio della NATO tenutasi il 12 agosto [2008] in occasione del conflitto tra Russia e Georgia, gli alleati non riuscirono a trovare una posizione comune sulla guerra. La “banda dei cinque”, come la definiscono gli americani, avrebbe affermato che l’annuncio dell’ingresso di Georgia e Ucraina nella NATO avrebbe avuto il solo scopo di provocare i russi, mentre la parte opposta considerava la decisione di non garantire a questi paesi una piena partecipazione come una sorta di “luce verde” data ai russi per fare ciò che volevano. Solo il 19 agosto si riuscì ad arrivare ad una dichiarazione comune sulla crisi. [...]


2) Dal sito “Workers World”, 21-07-2011:

Escalation dei bombardamenti NATO contro la Libia

[...] Anche la Norvegia [insieme all’Olanda] sta ritirando la propria partecipazione [alla guerra in Libia]. A partire dal 1° agosto, le sue forze aeree non saranno più coinvolte negli attacchi. Questa crescente riluttanza da parte di diversi paesi membri della NATO ha portato il ministro della difesa britannico, Liam Fox, ad accusare questi governi, il 13 luglio scorso, di non fornire sufficienti forze aeree per la campagna in corso. [...]


3) Da “Tundra Tabloids” del 27-03-2011 (ovvove supvemo!)

Norvegia: il partito socialista proporrà una mozione in cui si chiede di bombardare Israele in caso di azioni contro Hamas a Gaza.

Siamo arrivati a questo. Il Sosialistisk Venstreparti (Partito Socialista di Sinistra) di Kristin Halvorsen, facente parte della coalizione di governo norvegese, conta di far votare una mozione in cui si richiede un’azione militare contro Israele nel caso che questi dovesse decidere di agire contro Hamas a Gaza! [...]


4) Da “Rohama.org” del 15-01-2011:

La Norvegia sarà la prima nazione europea a riconoscere la Palestina

Jonas Gahr Stoere, Ministro degli Esteri norvegese, ha detto ad una conferenza stampa svoltasi a Ramallah, insieme al Primo Ministro palestinese Salam Fayyad, che il suo paese sarà uno dei primi a riconoscere il futuro stato palestinese una volta che le sue istituzioni saranno approntate secondo gli schemi e i progetti previsti dall’Autorità Nazionale Palestinese. [...]


5) Dal sito norvegese “Politisk.tv2.no” del 21-07-2011: (ovvove degli ovvovi!)

Jonas Gahr Støre [Ministro degli Esteri norvegese]: l’occupazione deve finire, il muro deve essere demolito e bisogna farlo subito!



utoya

Il ministro degli esteri è stato accolto con richieste di riconoscimento dello Stato Palestinese quando, giovedì, si è recato in visita ad un campo estivo della gioventù laburista a Utoya.


N.B.: guarda caso, il campo di Utoya che il ministro Store aveva visitato il 21 luglio (qui sopra vedete una foto della visita) è stato proprio il teatro della strage compiuta il giorno successivo dal folle “estremista di destra”. Con tutta la buona volontà, non riesco proprio a immaginare un avvertimento dal significato più eloquente di questo.



Q: Quali metodi hanno utilizzato i servizi segreti per il doppio attentato?

A: Qui si possono fare solo delle ipotesi, ma poiché il modus operandi è stato osservato in molti attacchi precedenti dello stesso tipo l’immaginazione non dovrà essere sottoposta a sforzi eccessivi.


Il primo sistema, piuttosto ben rodato, è quello di organizzare, contemporaneamente o a ridosso degli attentati, delle “esercitazioni militari” che seguiranno – guarda un po’ la coincidenza – la stessa falsariga di ciò che avverrà durante gli attentati “veri”. Il sistema è stato messo a punto dai servizi segreti israeliani ed ha lo scopo di far circolare liberamente – col pretesto dell’”esercitazione” - gli uomini, i mezzi e i materiali che dovranno servire a portare a termine l’attacco. Questo sistema è stato utilizzato, com’è noto, per gli attacchi dell’11 settembre negli Stati Uniti, quando il NORAD e il Consiglio di Stato Maggiore americano avevano in corso “esercitazioni” riguardanti il dirottamento di un aereo governativo e lo schianto di un velivolo contro un palazzo. Stesso discorso per gli attentati a Londra del 7 luglio 2005, avvenuti “incidentalmente” proprio nel momento in cui governo e polizia stavano conducendo una “simulazione” di attentato nella metropolitana londinese.



drill



Qualcosa di simile è avvenuto per l’attacco “con autobomba” nel centro di Oslo, che non ha colpito solo la sede del giornale Verdens Gang, come alcune fonti di stampa hanno riportato, bensì vari edifici governativi, affinché il messaggio arrivasse forte e chiaro. Da notare che, in molti casi, gli attacchi attribuiti ad “autobombe” sono realizzati in realtà con esplosivi piazzati preliminarmente in punti sensibili degli obiettivi da colpire. L’attacco era stato anticipato, mercoledì scorso, da una tipica “esercitazione” della polizia antiterrorismo proprio nel centro di Oslo, a 200 metri di distanza dalla Operahuset. La polizia – dice l’articolo – ha fatto esplodere delle cariche esplosive a scopo di “simulazione”, ma si è “dimenticata” di comunicare ai residenti di avere delle esercitazioni in corso, suscitando così spavento e allarme nella popolazione. Il capo dell’ufficio stampa della polizia di Oslo, Unni Grondal, aveva dichiarato all’Afterpost: “E’ qualcosa di cui non eravamo stati avvisati. Non succederà più”. Invece è successo di nuovo poche ore dopo.


Per ciò che riguarda l’attacco all’isola di Utoya, è rilevante notare l’assurdità delle versioni pubblicate dalla stampa mainstream, secondo le quali il biondo “estremista di destra”, Anders Behring Breivik, avrebbe fatto tutto da solo: avrebbe piazzato l’autobomba nella capitale e poi se ne sarebbe andato tranquillamente a Utoya a massacrare un centinaio di persone. Non credo ci sia bisogno di spiegare, a chi vive nel mondo concreto e non in un film di Chuck Norris, perché quest’affermazione sia ridicola. E’ chiaro che le operazioni sono state eseguite da persone diverse. Ed è certo come l’oro che la stessa strage di Utoya è stata compiuta da un commando composto da diverse persone, visto che quasi tutti i testimoni sopravvissuti parlano di più persone coinvolte nell’attacco, né si capisce come un unico individuo, per quanto ben armato, possa aver compiuto una strage di simili proporzioni senza incontrare resistenza.


E’ da notare che il Mossad israeliano recluta spesso informatori e operativi tra i rifugiati, in particolare palestinesi, ma non solo, che richiedono asilo politico in Norvegia. Il Mossad opera in Norvegia in cooperazione con i servizi segreti locali, sotto la copertura del cosiddetto “Kilowatt Group”, una rete d’intelligence che vede la partecipazione, oltre che di Israele e Norvegia, anche di altri paesi quali Svizzera, Svezia e Sudafrica e che si maschera – manco a dirlo – sotto la finalità di facciata della “lotta al terrorismo”.


Infine, non va dimenticato che la creazione di “psicopatici e assassini seriali” attraverso il lavaggio del cervello è sempre stato una specialità delle pratiche di controllo mentale dell’MK-Ultra, il quale possiede anche un suo braccio norvegese. Questo articolo del sito Forward America, riferendo degli esperimenti compiuti in Norvegia, riporta tra l’altro:


“Il numero del Norway Post del 4 settembre 2000, ha rivelato che anche il governo norvegese, tra gli anni ’50 e i ’60, iniettò LSD a bambini, pazienti in cura psichiatrica e ad altre persone. Dieci dei soggetti morirono. Uno dei motivi che rendevano urgenti gli esperimenti di controllo mentale era il fatto che il mondo intero aveva visto cosa fossero stati capaci di fare i comunisti cinesi alle menti dei prigionieri americani. Era anche risaputo che l’URSS aveva catturato molti scienziati tedeschi che avevano compiuto esperimenti sul controllo mentale”.


Se si necessita di uno o più psicopatici pronti a compiere una strage in qualunque paese del mondo, le organizzazioni d’intelligence, grazie ad un’esperienza ormai cinquantennale nel campo, possono fornirne a volontà. Penseranno poi i giornali a dipingerli come “fanatici di estrema destra”, con la svastica tatuata sul cranio e il ritratto del Fűhrer sul comodino. Il pubblico non esiterà un attimo a bersi storielle di questo tipo. L’importante è che le autorità politiche delle nazioni colpite, avendo orecchie per intendere, intendano il messaggio e ne facciano tesoro. Chissà se dopo questa “folle” strage, compiuta da un “pazzo isolato” sul suolo nazionale norvegese, il primo ministro Jens Stoltenberg – i cui figli, guarda la coincidenza, si trovavano al meeting laburista di Utoya e si sono salvati per miracolo – e il Ministro degli Esteri Jonas Gahr Stoere – che era stato a Utoya poco prima e ha rischiato di rimanere coinvolto nella sparatoria – avranno capito l’antifona e imparato a essere più ubbidienti?
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Poi il prossimo bersaglio, per me, (spero di sbagliarmi...) potrebbe essere l'Ungheria, che con le sue politiche monetarie e di politica estera ed interna sta facendo sbavare di rabbia i banksters usurai e i giudei (per giudei, per semplicità, intendo quelli che comandano il mondo, non il popolino).
Sabato 23 Luglio 2011, 17:43
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venerdì 22 luglio 2011

Irregolarità in ambito BCE/SEBC

Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2011/07/irregolarita-in-ambito-bcesebc.html

A: Corte dei conti europea
Attn. Dott. Massimo VARI

Egregio Dott. VARI,

Le scriviamo in merito ad alcune irregolarità rilevate in ambito BCE/SEBC per ottenere la Sua opinione in merito a quale sia il corpo istituzionale competente in ambito UE al quale rivolgersi, nel caso non sia competente la stessa Corte dei conti Europea.

Premesso

che la missione della BCE è la seguente

(Fonte:
http://www.ecb.int/ecb/html/mission.it.html ):

"La missione della Banca centrale europea

La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali costituiscono l'Eurosistema, il sistema di banche centrali dell'area dell'euro. Il principale obiettivo dell'Eurosistema è mantenere la stabilità dei prezzi, ossia salvaguardare il valore dell'euro.
La Banca centrale europea si impegna ad assolvere con efficacia tutte le funzioni di banca centrale ad essa conferite. A tal fine perseguiamo il massimo livello di integrità, competenza, efficienza e trasparenza.";

Avendo richiesto all'ufficio statistiche della BCE l'ammontare complessivo di euro emessi sotto forma di monete metalliche, banconote e linee di credito, in data 28 aprile 2011, al fine di verificarne l'efficacia in merito alla salvaguardia del valore dell'euro e della stabilità dei prezzi, variabili dipendenti appunto dalla quantità totale di euro emessi, ricevemmo la seguente risposta di diniego rispetto all'ammontare delle linee di credito (euro scritturali), in data 03/05/2011:
"As far as your query is concerned, first of all, we regret to inform you that we do not release data on credit lines."

Ci chiediamo - e Le chiedo - come tale posizione possa essere organica con "il massimo livello di integrità, competenza, efficienza e trasparenza" evocato sopra proprio dalla BCE. Se ci hanno risposto così i casi sono due:
- o hanno seguito i principi esposti sopra e non ci rispondono perché non conoscono essi stessi l'ammontare complessivo degli euro emessi - e allora ci si chiede come possano adempiere al loro mandato E SE NON SIA IL CASO DI CHIEDERE AL TRIBUNALE LA REVOCA DELLO STATUTO (revoking the charter) CON LA CONSEGUENTE MESSA IN COMMISSARIAMENTO E LIQUIDAZIONE DELLA BCE ;

- oppure essi non vogliono dirlo, e allora entrano in contraddizione palese con gli obiettivi sopra dichiarati nella loro MISSIONE.

La nostra domanda aveva un secondo fine, che era quello di calcolare precisamente a quanto ammonta la rendita monetaria EFFETTIVA procapite sottratta agli Stati sovrani facenti parte dell'Europa. Infatti, la seconda anomalia riguarda la contabilizzazione di detta rendita monetaria (valore nominale degli euro emessi dalla BCE/SEBC) che viene incredibilmente oggi postata nelle voci passive del bilancio, anziché in quelle attive. Come se di fatto il signoraggio sugli euro emessi fosse un debito della BCE E ALLORA CI SI CHIEDE COME FACCIA IL DEBITORE A PRESTARE IL PROPRIO DEBITO richiedendoci sopra pure degli interessi, una contraddizione giuridica poiché l'attività del prestare spetta al proprietario e non già al debitore, spero che su questo Lei ne converrà.

Le questioni qui sollevate hanno una importanza rilevante e strategica poiché sarebbe possibile rettificare i bilanci in modo tale da eliminare il debito pubblico degli Stati membri della Unione Europea, vivendo tutti quanti un destino più sereno al di fuori della schiavitù impostaci da questi anomali fantasmi giuridici.

Le chiedo quale ruolo in tutto ciò pensa di assumere codesta Corte e se non ritenga sia opportuno intervenire in tempi rapidi, prima che la situazione sfugga di mano, come pare stia avvenendo attualmente.

In attesa di una Sua gradita risposta, tenendo conto che i nostrii dubbi trovano amplissima risonanza su internet, e non solo in Europa, voglia gradire i nostri più cordiali saluti.

Marco SABA, 21 luglio 2011
Responsabile della ricerca
Centro Studi Monetari
http://studimonetari.org

Allegate due interrogazioni parlamentari:
- Interrogazione a risposta scritta 4-12113
presentata da ANTONIO DI PIETRO
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=39707&stile=6&highLight=1

- Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-006243/2011
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Mario Borghezio (EFD)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell'euro
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2011-006243+0+DOC+XML+V0//IT

martedì 19 luglio 2011

Le falsità sull'Italia divulgate dai media

In risposta a una trasmissione USA sull'intenzione della finanza di attaccare l'Italia per le sue ingenti riserve di oro, puntualizzo che:
1) non è vero che Berlusconi possiede il 90% dei media infatti, di fronte al suo compare Merdock - che controlla al 100% Sky Italia - ne possiede sicuramente meno del 50%. Per inciso, Sky Italia ha oscurato unilateralmente Mediaset Plus dalla sua piattaforma senza preavviso, esattamente come quando le banche richiedono un rientro repentino facendo fallire imprese e famiglie;

2) non è vero che l'Italia non è ricca di petrolio e di gas. Secondo un rapporto di una multinazionale inglese, è il secondo paese più ricco di petrolio d'Europa. Guardate la Basilicata oppure semplicemente una cartina delle trivelle in Italia per capire che l'Italia è una manna per le sorelle petrolifere, con "pratiche burocratiche snelle per i permessi" e royalties tra le più basse al mondo 10% (con esenzioni per le prove sui primi 20 milioni),agevolazioni fiscali (il 35% di aliquote massime sul reddito, nel 2008) http://www.northpet.com/operations/italy/)

3) in quanto all'oro  esso è già fisicamente depositato presso caveaux a Washington (Federal Reserve), Londra (Bank of England) e Svizzera (BRI) [Fonte: Ulisse, RAI3, gennaio 2010 http://www.youtube.com/watch?v=T_2d3LdPpbc], ed esiste una querelle su a chi appartiene, perché apparteneva a Banca d'Italia, quando era pubblica, e adesso secondo la BCE, appartiene sempre a Banca d'Italia, anche se tutti i suoi azionisti sono diventati privati, tranne l'inps che cartolarizza anche i rotoli del cesso: ricordate quella polemica di Tremonti che aveva dichiarato che l'oro apparteneva al paese e non a Bankitalia?

Adesso si tratta solo di consolidare il furto.... è facilissimo, con il macigno del debito sulla testa, il furto è presto consumato.

Perché queste falsità? Facile, per derubarci meglio. Berlusconi per fare da parafulmini e fenomeno di distrazione di massa, il secondo punto è invece piuttosto omesso, perché le multinazionali ci derubino meglio nell'ombra, con trivelle e sondaggi del sottosuolo, acquisizione dati, il tutto a nostra insaputa. Bombardano la Libia ricca di petrolio e oro, e per di più ex alleata dell'Italia a causa del "cattivo" Berlusconi, per sottrarle il petrolio, l'oro, la moneta...Noi siamo costellati di basi nucleari non certo per difenderci dalla Russia, ma per minacciarci direttamente in caso di passi falsi nei confronti dell'oligopolio globale che tiranneggia il mondo e che ha una zampa ben inficcata nel nostro paese. Il terzo punto - giuridico - la proprietà del "nostro" oro, non penso invece che Tremonti ne parlerà più per molto...

N. Forcheri

Islanda, quando il popolo sconfigge l'economia globale

lunedì 18 luglio 2011

Scie chimiche, signoraggio e le nuove sorelle bancarie

In una lettera di risposta di CoNosci sul fenomeno delle scie chimiche al Ministro delle Difese, il Vice Capo di Gabinetto, Generale B.A. Luca Goretti ammette, nel mese di giugno scorso, che l'Aviazione Militare
"non ha mai autorizzato velivoli militari o civili, nazionali o stranieri, a condurre simili operazioni nello spazio aereo nazionale. (...):
 Per quanto precede e tenuto conto degli elementi in possesso, si ritiene VEROSIMILE affermare che gli episodi descritti non siano attribuibili a velivoli dell'Amministrazione della Difesa".
 Da strumento di "bioremediation" dell'inquinamento nucleare, è diventato strumento di spargimento di sementi geneticamente modificate a vantaggio delle multinazionali/bancarie. Benetazzo lo illustra bene nel video sottostante.


venerdì 15 luglio 2011

Politici e banchieri. Ida Magli 14 luglio 2011

Articolo di Ida Magli * www.italianiliberi.it

Il sabato 9 luglio 2011 è una data che gli Italiani non debbono dimenticare. E’ il giorno, infatti, in cui il Ministro Tremonti, senza dare nessuna giustificazione del fatto che non paga l’affitto della casa dove abita, ha risposto ai giornalisti che gli domandavano se avesse intenzione di dimettersi, con una frase lapidaria: “Non mi dimetto perché sono io che garantisco l’Italia davanti all’Europa: se cado io, cade l’Italia e se cade l’Italia cade l’euro. E’ una catena.” In nessun periodo della storia d’Occidente un uomo politico, quale che fosse la sua importanza, ha mai potuto fare una simile affermazione. Né un conquistatore come Napoleone, né uno Zar come Pietro il Grande né un Re come Luigi XIV, né un Imperatore come Filippo di Spagna, perché essi rappresentavano l’immagine politica, non la dimensione concreta degli Stati, la forza dei popoli che vi vivono. Quelle di Tremonti, invece, per quanto terribili, non sono parole vane.

La situazione è proprio quella che lui ha riassunto nell’affermazione: se cado io cade l’Italia e cade l’euro. In altri termini, l’Europa va in rovina perché il potere è nelle mani di una decina di banchieri, e sono essi a quantificarne la forza, giocandola in Borsa. Giocatori che soltanto la penna di Dostojewski sarebbe in grado di descrivere, questi banchieri hanno messo sul tavolo da gioco le Nazioni e non si alzeranno fino a quando non le avranno giocate tutte, essendo loro ad avere in mano il banco.

Il dramma, dunque, è tutto qui. Firmando il trattato di Maastricht i politici hanno trasferito il proprio potere nelle mani dei banchieri. Oggi debbono riprenderselo, non possono fare altro che riprenderselo. Il che significa avere il coraggio di creare, senza indugio e senza discussioni, una nuova banca nazionale e stampare in proprio la moneta necessaria al bilancio dello Stato. I titoli dello Stato li compreranno esclusivamente i suoi cittadini (come avviene in Cina, in Russia e ovunque ci siano governi degni di questo nome) e non saranno collocati nella borsa mondiale alla mercé di chiunque voglia impadronirsene. Sono già pronti molti studi e molti progetti, elaborati da economisti italiani e stranieri di grande competenza, per la rinascita della moneta nazionale, e sono anche molti i politici, presenti in diversi Partiti, dal Pdl alla Lega, a Io amo l’Italia all’Italia dei Valori (con un’interpellanza parlamentare dell’on. Di Pietro sulla questione della sovranità monetaria) che sarebbero favorevoli a questa decisione e aspettano soltanto che qualcuno prenda la parola per primo. Si tratta di una decisione che comporterà moltissimi sacrifici, ma alla quale non c’è scelta perché uno Stato che intraprende la strada dei prestiti a interesse con la Banca centrale europea, non sarà mai in grado di restituirli e alla fine crollerà. Abbiamo la Grecia sotto gli occhi: dopo un orribile tira e molla, indegno di un qualsiasi concetto di civiltà, per concederle dei prestiti ad altissimo interesse, oggi la Bce dichiara che il fallimento della Grecia è inevitabile. Non è forse stato imposto pochi giorni fa all’Italia, di cui a sua volta si dice che stia per fallire, di contribuire per il 17% al totale dei miliardi prestati alla Grecia? Debitori sull’orlo della rovina costretti a prestare denaro a chi sta per fallire? C’è in Italia qualche politico che abbia conservato il minimo di buon senso necessario per rendersi conto della “follia” (se è follia e non rapina preordinata) di simili comportamenti?

E’ indispensabile abbandonare ladri e folli al loro destino. Nessuno si illuda che esistano alternative alla decisione di produrre in proprio la moneta. Il meccanismo che sta portando alla rovina gli Stati europei non è dovuto a un qualche imprevedibile incidente ma è intrinseco alla creazione dell’euro, cosa che è stata detta e ripetuta innumerevoli volte da economisti e monetaristi di ogni tendenza politica. Non può sussistere una moneta che non fa capo a uno Stato e che non risponde alle necessità di questo Stato, in quanto la moneta di per sé è stata inventata proprio per essere uno “strumento” e non un “fine”. In Europa, invece, gli Stati sono stati costretti a mettersi al servizio dell’euro, piegandosi a poco a poco a costruire un mercato adatto all’euro, limitando le possibilità di scambio delle merci, coltivando carote su misura, uccidendo mucche, distruggendo arance… Per gli storici di domani l’Europa dell’Unione costituirà l’esempio più evidente di una società che delira. Siamo però ancora in tempo a cercare di non morirne.

Ida Magli
Roma, 12 Luglio 2011

L'impero di Merdock, impero del male

L'ho sempre chiamato Merdock a sottolinearne la merda che è, a partire dai suoi media lanciava le campagne stampa diffamatorie per fare fuori il suo principale concorrente e conquistare il belpaese con la tv satellitare sky che gli appartiene al cento per cento (Sky Italia). 

Diffondo questa petizione di Aavaz: 
Cari amici,



Per decenni Murdoch ha fatto affari impunemente, facendo e disfacendo governi grazie al suo vasto impero mediatico. Ma noi lo stiamo combattendo e finalmente vincendo! Abbiamo giocato un ruolo chiave nel ferrmare Murdoch dal controllare i media del Regno Unito. Ora stiamo portando questa scottante campagna a livello globale, per respingere la minaccia di Murdoch ovunque con campagne, inchieste e azioni legali. Clicca per donare:



Sign the petition
Intercettazioni telefoniche di bambini uccisi, corruzione di poliziotti, distruzione di prove di reato, minacce ai politici: i leader del Regno Unito dicono che l'impero di Rupert Murdoch è "entrato nel sottobosco criminale". Per decenni Murdoch ha fatto affari impunemente - facendo e disfacendo governi grazie ai suoi media e silenziando i suoi oppositori. Ma noi lo stiamo combattendo e finalmente vincendo!

Con quasi 1 milione di azioni, 7 campagne, 30.000 telefonate, diverse inchieste e innumerevoli manifestazioni e azioni legali, abbiamo giocato un ruolo chiave e fermato Murdoch dall'acquistare oltre il 50% dei media commerciali del Regno Unito! Ora stiamo portando questa scottante campagna a livello globale , per respingere la minaccia di Murdoch ovunque.

Ecco il piano : insieme possiamo a) assumere degli investigatori per scovare le pratiche di corruzione di Murdoch oltre il Regno Unito; b) raccogliere voci di spicco per fermare il ciclo di paura e di omertà e finalmente denunciare; c) mobilitare i cittadini nei paesi chiave insieme a nuove leggi e azioni legali per fermare Murdoch e ripulire il mondo dei media.

I membri di Avaaz vivono in ogni singolo paese dove Murdoch lavora, rendendo così il nostro movimento l'unico che può fare una campagna contro il suo impero globale e vincere. Ora è il momento giusto - se solo 20.000 di noi faranno una donazione anche piccola, potremo cogliere questa opportunità che capita una sola volta nella vita. Clicca sotto per dare il tuo contributo :

https://secure.avaaz.org/it/stop_rupert_murdoch_donate/?vl

Per settimane rivelazioni quasi giornaliere hanno svelato la diffusione della corruzione dei media di Murdoch nel Regno Unito . I suoi sodali hanno intercettato i telefoni di migliaia di persone, incluse vedove straziate dal dolore e soldati che hanno perso la vita in Iraq, rubato le informazioni bancarie del Primo ministro - perseguitato per 10 anni - passato mazzette a poliziotti; il figlio di Rupert, James Murdoch, ha autorizzato di persona pagamenti indirizzati alle vittime per farle tacere.

Ma questo è solo la punta dell'iceberg: Murdoch rappresenta un problema globale . Ha una visione politica molto radicale, ed è noto per imporre la linea editoriale ai suoi giornali. Corrompe e controlla le democrazie facendo pressione sui politici per portare avanti le sue idee estremiste sulla guerra, sulla tortura, e su una serie di altri mali per il pianeta, distruggendo la carriera dei politici che gli si mettono di traverso grazie alla sua macchina del fango. Negli Stati Uniti ha aiutato George W. Bush a farsi eleggere e la maggior parte dei candidati repubblicani alla presidenza sono sul suo libro paga (guarda le fonti sotto). Il suo Fox news ha diffuso molte notizie false per promuovere la guerra in Iraq, prodotto intolleranza nei confronti dei musulmani e degli immigrati e aiutato a creare il movimento di destra del tea party. E forse più grave di tutto il resto, ha contribuito a bloccare un'azione efficace contro il cambiamento climatico . Il regno della paura di Murdoch sta crollando in mille pezzi , e sono in molti a essere sul punto di denunciare le sue tattiche, soprattutto negli Stati Uniti, in Australia e in altri paesi. Ma dobbiamo agire in fretta per promuovere un'inchiesta approfondita su Murdoch, organizzare un'opposizione efficace e fare sì che i nostri politici adottino leggi che facciano pulizia nei nostri media. Rendiamo insieme tutto questo reale:

https://secure.avaaz.org/it/stop_rupert_murdoch_donate/?vl

La nostra comunità ha continuato a fare campagna contro Murdoch mentre chiunque nel Regno Unito aveva perso ogni speranza. Proprio perché il nostro potere proviene dal sostegno dei cittadini, non abbiamo paura di Murdoch, come invece ce l'hanno quasi tutti gli altri. Fa parte della promessa che il potere dei cittadini può cambiare il mondo. Oggi la speranza sta prendendo il sopravvento nel Regno Unito: diffondiamola in tutto il mondo .

Con determinazione,

Ricken, Emma, Maria Paz, Giulia, Luis, Alice, Brianna e il resto del team di Avaaz

FONTI:

I tabloid, dal gossip alla macchina del fango
http://www.repubblica.it/cronaca/2011/07/14/news/saviano_tabloid-19095590/?ref=HREC1-6

News of the World, arrestato vice Coulson
http://www.corriere.it/esteri/11_luglio_14/intercettazioni-murdoch-arresto-wallis_33ed41b2-ae23-11e0-9787-0699da0a075e.shtml

Inghilterra, Murdoch rinuncia alla scalata di BskyB
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/13/inghilterra-murdoch-rinuncia-alla-scalata-a-bskyb/145013/

La portata globale di Newscorp di Murdoch (in inglese)
http://www.bbc.co.uk/news/world-14104349

Fox News 2012? Quasi tutti i potenziali candidati a Presidente sono sulla busta paga di FNC (in inglese)
http://www.huffingtonpost.com/2010/09/27/fox-news-has-nearly-all-p_n_740070.html


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martedì 12 luglio 2011

Destabilizzazione guidata del mercato dei valori

Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2011/07/destabilizzazione-guidata-del-mercato.html

CRITICITA’ BANCARIE. SCILIPOTI (MRN) : IPOTESI DI DESTABILIZZAZIONE GUIDATA DEL MERCATO DEI VALORI MOBILIARI


Roma, 12/07/2011. “Gli speculatori che calcolano di fare affari a danno della Borsa italiana e del debito pubblico potrebbero essere individuati nell'ambito del sistema bancario nazionale, che mal digerisce le battaglie che il Movimento di Responsabilità Nazionale sta attivando, non solo in sede parlamentare, contro le numerose "norme salvabanche"; tra queste vanno segnalate la previsione della prescrizione decennale dalla data dell’annotazione dell’importo dovuto, inserita nel decreto Milleproroghe e l'ingiustificato aumento dei tassi soglia antiusura”. Così l’On. Scilipoti, segretario politico del Movimento di Responsabilità Nazionale e Presidente del Forum Nazionale Antiusura Bancaria, a difesa di tassi bancari contenuti e dei problemi legati all’usura, denuncia il gioco al ribasso attuato recentemente in Borsa, che consiste nel fare abbassare i prezzi dei titoli di Stato e creare panico tra gli investitori interni e internazionali, tentando probabilmente di destabilizzare l’economia e il Governo. “Con il Forum Antiusura Bancaria - annuncia l’On. Scilipoti – stiamo valutando la possibilità di preparare un esposto alle autorità giudiziarie e garanti, per far accertare se uno o più componenti del sistema bancario italiano abbiano adottato o stiano adottando iniziative volte a turbare il mercato dei valori mobiliari, al fine di destabilizzare l'equilibrio socio-politico della Nazione. Il deputato MRN ricorda che attualmente la guida del sistema bancario italiano è in mano al presidente del Monte dei Paschi di Siena, con posizione politica ben chiara e quasi sicuramente non favorevole all’attuale Governo. “lo Stato italiano deve riappropriarsi della sovranità monetaria – conclude l’On. Scilipoti – gestita attualmente, attraverso la detenzione delle quote della Banca d’Italia, dai principali Istituti Bancari che, da controllati, fanno i controllori”. 


giovedì 7 luglio 2011

Ora è ufficiale, Brunetta è un cretino




Tremonti insulta Brunetta e dice: " E' un cretino"

Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2011/07/brunetta-e-un-cretino-ora-e-ufficiale.html

La tanto aspettata manovra economica, finalmente ha passato il vaglio del presidente della Repubblica, è stata presentata in una conferenza stampa, avvenuta presso il ministero dell'Economia in via XX Settembre.

La presentazione è avvenuta da parte del titolareGiulio Tremonti, ma nel corso della presentazione, èintervenuto anche il responsabile della Funzione pubblica, Renato Brunetta, per illustrare i correttivi alla spesa del pubblico impiego.

Pare, però, che Tremonti non abbia digerito l'intervento del collega o almeno sembra così nelvideo esclusivo diffuso da Repubblica che sotto riportiamo. D’altro canto è risaputo che il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e quello per la Semplificazione Renato Brunetta non si stimino granché.
Infatti, in data 12 novembre del 2009 mentre Brunetta presentava un pezzo della riforma sulla Pubblica amministrazione durante un consiglio dei ministri, Tremonti gli disse : “Non ti avvicinare, altrimenti ti prendo a calci in...”.
Ma mercoledì 6 luglio 2011 la questione è andata ben oltre, e durante la conferenza stampa,Tremonti è stato ripreso in un video mentre a bassa voce diceva del ministro Brunetta: “ E’ un cretino”. Oggi, il chiarimento da parte di Brunetta, che rende noto. “È venuto Giulio e mi ha abbracciato, chiedendomi scusa. Io, però, non ho ancora capito cosa sia successo. Ma si sa, non sono veloce di comprendonio”. Ora la vicenda rischia di avere ripercussioni sull'esecutivo.


LA SCENA. La conferenza era presso la sede del Tesoro, in via XX Settembre, e il ministro dell'Economia Tremonti aveva appena finito di illustrare la manovra. Terminato di parlare, Tremonti lascia la parola al ministro della Funzione pubblica per illustrare la parte della manovra che riguarda il suo ministero.
Ma mentre Brunetta parlava, un microfono era rimasto acceso davanti a Tremonti, ed ha intercettato in un cosi detto “fuorionda'” alcuni commenti non proprio lusinghieri.

Tremonti, coprendosi le labbra ha detto: “Questo è il tipico intervento suicida...”. Tremonti si rivolgeva al ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, chiudendo poi deciso: “Proprio... ...è proprio un cretino”.

Il ragioniere Mario Canzio ha risposto: “Anche perché in una manovra di 34 miliardi e nove... il pubblico impiego è a 0,6... è inutile che gliene parli, no?”. A questo punto Tremonti ha risposto in modo sarcastico: “Eh, ma deve parlare!”. Poi, ai due che parlavano sotto voce si è aggiunto il capo di gabinetto del ministero Vincenzo Fortunatom che ha detto: “È un massacro”. Ancora Tremonti in tono satirico: “Devo dirlo?”.

Brunetta intanto spiegava alla stampa: “..e in più c'è una cosa di cui nessuno si è accorto”. E subito Tremonti ha preso la palla al balzo e ha fatto una battuta a Brunetta: “Neanch'io?”. Nella sala è esplosa una gran risata e Brunetta continuava con tono rassicurante: “No, tu te ne sei accorto”.

La scena prosegue con Il ministro della Funzione pubblica che nel proseguo del suo intervento, irrita Tremonti sempre più, tanto che quest’ultimo si è rivolge a Sacconi e dice: “Maurizio, è scemo eh?”. ESacconi replica: “Io non lo seguo neppure”. Brunetta proseguiva intanto nel suo discorso dicendo, a proposito delle visite fiscali: “Saranno effettuate in periodi particolari: prima delle festività...”. E Tremonti interviene: “Prima di una manovra...”. E così, il “povero” Brunetta, forse il ministro più antipatico della storia, ha ricevuto pan per focaccia anche da Tremonti e non solo. Il ministro dell'Economia gli ha dato esplicitamente del cretino, mentre gli altri hanno praticato il così detto silenzio assenso.

mercoledì 6 luglio 2011

Dal Polo al Popolo

Esempio di retorica UE in atto. N. Forcheri

Stanno discutendo un progetto di regolamento al Parlamento europeo per permettere agli Stati membri di limitare o vietare la colvitazione di OGM sul loro territorio, che presuppone in realtà l'obbligatorietà delle decisioni UE in materia OGM: cioé leggendo il testo traspare che la possibilità di non coltivare e di non importare OGM diventa un'eccezione sempre più ristretta e "tecnica".
Questa è una manipolazione che le istituzioni dell'UE hanno utilizzato in continuazione per farci accettare leggi al "ribasso". Il trucco è questo, si chiama framing e consiste nel definire diversamente una data realtà, per farla apparire sotto un aspetto migliore se non il suo esatto contrario: si indora la pillola, con tanto blabla, sulla libertà degli Stati di.., o sulla bontà dell'UE di difendere i consumatori blabla, ma in realtà nel testo si parte dal presupposto di quello che si vuol fare passare senza discussioni, in questo caso, l'obbligatorietà delle coltivazioni e importazioni delle piante OGM decise a livello UE. E infatti la finestra di libertà in realtà risulta molto limitata per non dire una vera e propria presa per i fondelli.
E' un po' come leggere la distinta dei momenti di libertà della giornata di un carcerato, ma sotto il titolo di "La massima libertà al cittadino", per renderci conto poi che quella massima libertà tonitruante è quella di andare al cesso due volte al giorno mentre quello che chiamano "cittadino" è appunto un carcerato.
La storia della legiferazione UE è una lunga lista di ridefinizioni faziose per fare passare misure impopolari, la retorica è sempre quella, e per chi si soffermasse sulle frasi e i contenuti di regolamenti e direttive - nessuno lo farebbe spontaneamente, sono testi soporiferi - è francamente scioccante.
In questo caso il Parlamento sembra ancora più pro OGM della Commissione, il che è un colmo dei paradossi.


Ad esempio all’emendamento 7, il PE aggiunge un condizionale del tutto inutile – laddove la Commissione utilizza un sano indicativo – che non fa altro che rafforzare il potere della Commissione ergo delle multinazionali di farci ingoiare a tutti i costi quella merda.

TESTO DELLA COMMISSIONE:

Gli Stati membri devono dunque essere autorizzati ad adottare misure che limitino o vietino la coltivazione di tutti o di determinati OGM in tutto il loro territorio o in parte di esso e a modificare tali misure nel modo ritenuto opportuno, in qualsiasi fase della procedura di autorizzazione, di rinnovo dell'autorizzazione o di ritiro dal mercato dell'OGM in questione.

EMENDAMENTO DEL PE:

Gli Stati membri dovrebbero dunque essere autorizzati ad adottare, caso per caso, misure che limitino o vietino la coltivazione di determinati OGM o gruppi di OGM o di tutti gli OGM in tutto il loro territorio o in parte di esso e a modificare tali misure nel modo ritenuto opportuno, in qualsiasi fase della procedura di autorizzazione, di rinnovo dell'autorizzazione o di ritiro dal mercato dell'OGM in questione

Praticamente il PE vorrebbe attenuare ulteriormente la possibilità degli Stati di limitare o di vietare la coltivazione di OGM, FERMO RESTANDO (si legge nel prosieguo) l'obbligo di importare (la chiamano "libera circolazione") le sementi e i materiali di motiplicazione delle piante geneticamente modificate...Cioé quest'obbligo di "libera circolazione" della merda e l'obbligatorietà della coltivazione degli OGM decisi a livello UE, non sono mai e poi mai rimessi in discussione né potrebbero esserlo poiché costituiscono il frame portante della costruzione retorica dell'UE entro il quale i pesciolini si possono muovere senza mai potere uscire dall'acquario.

Nicoletta Forcheri, 5 luglio 2011

Interrogazione alla Commissione europea del 16 giugno 2011



Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-006243/2011
alla Commissione
Articolo 117 del regolamento
Mario Borghezio (EFD), europarlamentare
Oggetto:       Natura giuridica della proprietà dell'euro
Alla luce della discussione scientifica in atto a livello internazionale sul signoraggio della moneta e premesso che detto signoraggio sta a monte di tutto il sistema monetario, poiché si colloca nel momento di emissione della moneta;
posto che, allo stato attuale, non è dato individuare chi sia creditore e chi debitore nella fase della circolazione dell'euro, mentre i popoli europei hanno pieno diritto di conoscere se siano "creditori" in quanto proprietari o "debitori" in quanto non proprietari per un valore pari a tutta la massa monetaria di euro posta in circolazione;
può la Commissione precisare, in maniera chiara e definitiva, a chi appartenga giuridicamente la proprietà dell'euro al momento della sua emissione?

martedì 5 luglio 2011

Esempio di retorica UE in atto.


Stanno discutendo un progetto di regolamento al Parlamento europeo per permettere agli Stati membri di limitare o vietare la colvitazione di OGM sul loro territorio, che presuppone in realtà l’obbligatorietà delle decisioni UE in materia OGM: cioé leggendo il testo traspare che la possibilità di non coltivare e di non importare OGM diventa un’eccezione sempre più ristretta e “tecnica”.
Questa è una manipolazione che le istituzioni dell’UE hanno utilizzato in continuazione per farci accettare leggi al “ribasso”. Il trucco è questo, si chiama framing e consiste nel definire diversamente una data realtà, per farla apparire sotto un aspetto migliore se non il suo esatto contrario: si indora la pillola, con tanto blabla, sulla libertà degli Stati di.., o sulla bontà dell’UE di difendere i consumatori blabla, ma in realtà nel testo si parte dal presupposto di quello che si vuol fare passare senza discussioni, in questo caso, l’obbligatorietà delle coltivazioni e importazioni delle piante OGM decise a livello UE. E infatti la finestra di libertà in realtà risulta molto limitata per non dire una vera e propria presa per i fondelli.
E’ un po’ come leggere la distinta dei momenti di libertà della giornata di un carcerato, ma sotto il titolo di “La massima libertà al cittadino”, per renderci conto poi che quella massima libertà tonitruante è quella di andare al cesso due volte al giorno mentre quello che chiamano “cittadino” è appunto un carcerato.
La storia della legiferazione UE è una lunga lista di ridefinizioni faziose per fare passare misure impopolari, la retorica è sempre quella, e per chi si soffermasse sulle frasi e i contenuti di regolamenti e direttive – nessuno lo farebbe spontaneamente, sono testi soporiferi – è francamente scioccante.
In questo caso il Parlamento sembra ancora più pro OGM della Commissione, il che è un colmo dei paradossi.
Ad esempio all’emendamento 7, il PE aggiunge un condizionale del tutto inutile – laddove la Commissione utilizza un sano indicativo – che non fa altro che rafforzare il potere della Commissione ergo delle multinazionali di farci ingoiare a tutti i costi quella merda.
TESTO DELLA COMMISSIONE:
Gli Stati membri devono dunque essere autorizzati ad adottare misure che limitino o vietino la coltivazione di tutti o di determinati OGM in tutto il loro territorio o in parte di esso e a modificare tali misure nel modo ritenuto opportuno, in qualsiasi fase della procedura di autorizzazione, di rinnovo dell’autorizzazione o di ritiro dal mercato dell’OGM in questione.
EMENDAMENTO DEL PE:
Gli Stati membri dovrebbero dunque essere autorizzati ad adottare, caso per caso, misure che limitino o vietino la coltivazione di determinati OGM o gruppi di OGM o di tutti gli OGM in tutto il loro territorio o in parte di esso e a modificare tali misure nel modo ritenuto opportuno, in qualsiasi fase della procedura di autorizzazione, di rinnovo dell’autorizzazione o di ritiro dal mercato dell’OGM in questione
Praticamente il PE vorrebbe attenuare ulteriormente la possibilità degli Stati di limitare o di vietare la coltivazione di OGM, FERMO RESTANDO (si legge nel prosieguo) l’obbligo di importare (la chiamano “libera circolazione“) le sementi e i materiali di motiplicazione delle piante geneticamente modificate…Cioé quest’obbligo di “libera circolazione” della merda e l’obbligatorietà della coltivazione degli OGM decisi a livello UE, non sono mai e poi mai rimessi in discussione né potrebbero esserlo poiché costituiscono il frame portante della costruzione retorica dell’UE entro il quale i pesciolini si possono muovere senza mai potere uscire dall’acquario.

Nicoletta Forcheri, 5 luglio 2011

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