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sabato 22 ottobre 2011

Come l'Occidente ha sconfitto la Libia

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=40784

Fonte: Come Don Chisciotte [scheda fonte]



Stanno combattendo su una carcassa come degli avvoltoi. Il Ministro della Difesa francese ha detto che sono stati loro a colpirlo con un elicottero d’assalto Rafale che ha sparato sul suo convoglio. Il Pentagono dice che sono stati loro con un Predator che ha lanciato un missile Hellfire. Dopo che il colonnello Muammar Gheddafi, ferito, ha cercato rifugio in una sporca conduttura sotto l’autostrada – un’eco inquietante del “buco” di Saddam Hussein–, è stato trovato dai “ribelli” del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT). Poi è stato doverosamente giustiziato.

Abdel-Jalil Abdel-Aziz, un medico libico che ha accompagnato e esaminato il corpo di Gheddafi in ambulanza, ha detto che è morto a causa di due proiettili, uno al torace e una alla testa.

Il CNT – che ha disseminato menzogne, menzogne e ancora menzogne per mesi – giura che è morto sotto un “fuoco incrociato". Potrebbe essere stata una gang. Potrebbe essere stato Mohammad al-Bibi, un ventenne con un cappellino da baseball dei New York Yankees in testa che ha posato di fronte al mondo intero brandendo la pistola d’oro di Gheddafi; forse il suo tagliando per ritirare gli spropositati 20 milioni di dollari che sono stati fatti balenare come taglia per un Gheddafi "vivo o morto".

È sempre più curioso ricordare che ciò è esattamente quello che il Segretario di Stato Hillary Clinton, nel corso della sua illuminante visita a Tripoli, aveva annunciato meno di quarantotto ore prima; Gheddafi doveva essere "catturato o ucciso". La Regina delle Fiabe ha soddisfatto i desideri della Clinton, che ne è venuta a conoscenza guardando lo schermo di un BlackBerry, reagendo con il terremoto semantico di uno "Wow!"
Ai vincitori, spetta il bottino. E se lo sono preso; la North Atlantic Treaty Organization (NATO), il Pentagono e il CNT. Dal minuto in cui una risoluzione delle Nazioni Unite per imporre una no-fly zone sulla Libia si è trasformata in un lasciapassare per un cambio di regime, il piano A è diventato quello di catturarlo e ucciderlo. Un omicidio mirato: è la pratica ufficiale dell’amministrazione di Barack Obama. Non c’era un piano B.

Lasciati bombardare perché ti protegga

Riguardo la R2P ("Responsabilità di Proteggere" i civili), i dubbiosi dovrebbero affidarsi alla spiegazione del Segretario Generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen: "La NATO e i nostri partner hanno adempiuto con successo allo storico mandato delle Nazioni Unite per proteggere il popolo della Libia." Chiunque voglia assistere alla protezione della NATO sui civili deve solamente salire su un pick-up e partire per Sirte, la nuova Fallujah.

Le reazioni sono state davvero istruttive. Al burocrate del CNT Abdel Ghoga sembrava di stare al Colosseo al tempo dell’Impero Romano: "I rivoluzionari hanno la testa del tiranno."

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto che la morte di Gheddafi significa che "stiamo vedendo la potenza della leadership americana in tutto il mondo". È solo quello che ci si poteva aspettare, considerando anche che Washington ha pagato non meno dell’80% dei costi operativi di questi bambocci della NATO (più di un miliardo di dollari, che Occupy Wall Street potrebbe ben denunciare che siano più utili per la creazione di posti di lavoro negli Stati Uniti). Strano, ora, poter dire "ce l’abbiamo fatta", perché la Casa Bianca ha sempre detto che questa non era una guerra; era una qualcosa di "cinetico". E che non ne erano al comando.

È stato il maestoso stratega di politica estera, il vicepresidente Joe Biden, a essere ben più illuminante di Obama; "In questo caso, l’America ha speso due miliardi di dollari e non ha subito un solo decesso. Questa è un’indicazione su come trattare con il mondo nel futuro, diversamente dal passato."

Mondo, sei stato avvisato; così l’impero ti tratterà d’ora in poi.
Senti il mio amore umanitario
E allora congratulazioni alla "comunità internazionale" che, come tutti sanno, è formata da Washington, alcuni membri oramai spacciati della NATO e dalle potenze democratiche del Golfo Persico, il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti. Questa comunità, almeno, ha goduto del risultato. L’Unione Europea ha omaggiato "la fine di un’era di dispotismo", quando fino a giovedì stava ancora carezzando le vesti di Gheddafi, e ora rimangia sé stessa negli editoriali, parlando del regno quarantennale di un "pagliaccio".

Gheddafi sarebbe stato un ospite molto inopportuno alla Corte Penale Internazionale all’Aja, dove avrebbe avuto piacere nel ricordare tutti i baciamano, i caldi abbracci e gli accordi succosi che l’Occidente implorava di assicurarsi, dopo che era stato promosso da "Cane Rabbioso" (Ronald Reagan) a "Nostro Bastardo". Avrebbe anche gioito nel descrivere tutti i retroscena oscuri di questi opportunisti che ora si atteggiano a "rivoluzionari” e “democratici".

Per quanto concerne il concetto di legge internazionale, giace in un luogo altrettanto zozzo di quello in cui Gheddafi si era infilato. Il dittatore iracheno Saddam almeno ha avuto un processo farsa in un tribunale illegale prima di incontrare il boia. Osama bin Laden è stato semplicemente spento, con un assassinio, dopo un’invasione territoriale del Pakistan. Gheddafi è sparito, smorzato da una mistura di guerra aerea e di omicidi.

Gli avvoltoi del potere stanno congestionando i cieli. Il domiciliato a Londra Mohammed El Senoussi, l’erede al trono libico (il Re Idris fu deposto nel 1969) è pronto per il suo primo piano, avendo già sancito che lui "è un servo del popolo libico, e sono loro a decidere cosa vogliono". Traduzione: io voglio il trono. È ovviamente il candidato preferito dalla controrivoluzionaria Casa di Saud.

E cosa dire dei somari dei think-tank di Washington che hanno borbottato che questo era il “momento Ceausescu” della Primavera Araba"? Se solo il dittatore rumeno avesse migliorato il livello di vita della sua nazione – nei termini di assistenza sanitaria gratuita, incentivi per i neo-sposi, eccetera – di una frazione rispetto a quanto ha fatto Gheddafi in Libia. Oltre al fatto che Nicolae Ceausescu non fu deposto da un bombardamento “umanitario” della NATO. Solo i fusi di testa possono aver fatto propria la propaganda delle oltre 40.000 missioni “umanitarie” della NATO che hanno riportato le infrastrutture libiche all’età della pietra (Shock and Awe al rallentatore, giusto?) Tutto ciò non ha mai avuto niente a che fare con la R2P, e il bombardamento senza sosta dei cittadini di Sirte ne è testimonianza.

Come i quattro membri dei paesi BRIC già sapevano prima di votare la Risoluzione 1973 delle Nazioni Unite, tutto ciò riguardava la volontà della NATO di gestire il Mediterraneo come un suo lago, la guerra dell’Africom contro la Cina e la realizzazione di una base strategica, riguardava i francesi e i britannici che volevano siglare dei bei contratti per sfruttare le risorse naturali libiche a proprio beneficio, e anche una nuova narrativa della Primavera Araba da parte dell’Occidente, dopo che si era fatto un sonnellino in Tunisia e in Egitto.
Ascoltate i mugolii barbarici
Benvenuti nella nuova Libia. Le milizie islamiste intolleranti muteranno le vite delle donne libiche in un inferno in terra. Centinaia di migliaia di africani sub-sahariani – quelli che non sono riusciti a fuggire – verranno perseguitati senza ritegno. Le ricchezze naturali della Libia verranno depredate. Quella collezione di missili anti-aereo di cui si sono appropriati gli islamisti diventeranno una ragione estremamente convincente perché la "guerra al terrore" nel Nord Africa diventi eterna. Ci sarà sangue, una sanguinosa guerra civile, perché la Tripolitania rifiuterà di essere governata dalla cafona Cirenaica.

Per quanto riguardo i dittatori rimasti in giro, stipulate una polizza vita con la NATO Inc.; l’egiziano Hosni Mubarak, il tunisino Zine al-Abidine Ben Ali e lo yemenita Ali Abdullah Saleh sono stati abbastanza svegli da farlo. Tutti noi sappiamo che non ci sarà mai una R2P per liberare i tibetani e gli iuguri, la gente in quel gulag mostruoso che è il Myanmar, il popolo dell’Uzbekistan, i curdi in Turchia, o i Pashtun su entrambi i lati della Linea Durand tracciata in modo imperiale.

Sappiamo anche il cambiamento a cui il mondo può credere giungerà il giorno in cui la NATO stabilirà una no-fly zone sull’Arabia Saudita per proteggere gli sciiti nella provincia occidentale, quando il Pentagono stenderà un tappeto di Hellfire sulle migliaia di corrotti e medievali principi della Casa di Saud.

Ma non accadrà. Nel frattempo, a questo è arrivato l’Occidente; a un botto della NATO e a un migliaio di mugolii barbarici e fuorilegge. Disgustati? Mettetevi una maschera di Guy Fawkes e fate un macello.
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Fonte: How the West won Libya




Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE
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