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martedì 11 ottobre 2011

DEXIA: la rendita plutocratica di una banca canaglia

Dal 'fallimento' controllato di Dexia - alla stregua della demolizione controllata delle torri gemelle - probabilmente risulteranno spennati non solo e soprattutto i cittadini francobelgi, ma tramite la sua controllata  Crediop i depositanti della stessa e tramite la partecipazione di Unieco in essa per oltre il 30%, i creditori del sistema cooperativo italiano, di cui la Regione Reggio Emilia.  Di queste interconnessioni però i giornali tacciono.

Scrivevo infatti l'8 dicembre 2008 che la Unieco


"società cooperativa di Reggio Emilia (..) è diventata una holding con numerosissime partecipate spa e srl. (...)HOLDING COOPERATIVA UNIECO, di cui allego il grafico della sua galassia (vedi sotto).


PARTECIPATE UNIECO - (grafico n. 2)
AMBIENTE COSTRUZIONI “EMILIA” COSTRUZIONI “ITALIA”
Refri srl 60% Lusetti Studi srl 100% Cofintur Gardazzurro sas di Uni-Gest 99,90%
Tred Sud srl 100% Compagnia Ambientale srl 100% San Sebastiano spa 50%
Tred Livorno spa 49,49% Remilia srl 100% Iniziative Bresciane soc.cons. 50%
Tred Carpi srl 49,18% Immobiliare S.Savino srl 100% Aedilitia spa 50%
Rio Sud srl 100% Fenice spa 98% Area Lamaro spa 35%
Unieco Costruzioni Meccaniche srl 100% Iniziative 2000 spa 40% Stadio di Albaro spa 57%
Unirecuperi srl 100% Forum spa 50% Leonessa srl 50%
U.T.& T. srl unipersonale 100% Ulivi spa 50% Sonclino srl 30%
Pool Ambiente srl 50% Immobiliare Porta Nuova spa 50% Uni-Gest Italia srl 100%
Tesmarche srl in liq. 65,50% A.P.E. spa 78% Uni-sport spa 20%
Sereco Piemonte spa 100% Mineco soc.cons. a r.l. 50% Viridia sc 62,69%
Ecolinea spa 100% DUC spa 49% Villa soc.cons.a.r.l. 50%
Barricalla spa 35% Centaurus spa 40% Consorzio I.B. 50%
A.S.A. spa 39% Mingori-Unieco srl 50% Consorzio V.T. 50%
Nuova Geovis spa 49% Unicolle spa 77,50% La Donella spa 95%
S.T.A. spa 36,44% Unieco Iniziative spa 50% Della Razza soc.cons.p.a. 80%
C.S.A. spa 40,32% Podium Parma spa 32% Piscine Genova soc.cons.p.a. 66%
Produrre Pulito spa 52,13% Unica spa 91,50% Immobiliare Paesa spa 50%
Sienambiente spa 26% Aquatico spa 96% Silos srl 33,33%
Amiata System srl 34% Uni-Acanto spa 50% Acquaviva spa 50%
T.B. spa 30% Immobiliare Mentana spa 50% Le Robinie spa 80%
Valdisieve soc.cons.a r.l. 37,93% Aquarius srl 50% Unieco-Edilvit soc.cons.a r.l. 52%
Scarlino Holding srl 100% Dexia spa 33,34% Immobiliare Adamantea spa 55%
Pisambiente srl 60% Cofar srl 100% Meti srl 40%
Uniproject srl 51% Pratolungo srl 100% Sarzana Sviluppo spa 90%
AMA spa 100% Arfer srl 0,05% Ares spa 20%
Arcaland spa 68% Il Tempio srl 50% Terraglio 07 spa 30%
Bonifica Alto Adige scrl 50% Unilpe spa 60% Nuova Piazza spa 24,50%
Unieco Green spa 50% Unir sia 55,02% New Co.Savona spa 84,99%
Uniced srl 51% Unieco-C.F.M. srl 50% Santa Giulia R.E. spa 50%
T.B. spa 35% Fidenza Shopping Park srl 100% Triumplina 43 spa 33,34%
Iniziative Ambientali srl 20% T. & B. Turismo & Business spa 100% U.P.S. Soc.cons.p.a. 40%
Master Fluid srl 45% Co.Stra.D.A. srl 50% Uniengineering srl 100%
Cons. Bonifica Basse di Stura srl 50% Arcinquanta srl 50% Reales spa 33,32%
Fidenza Interventi Ambientali scrl 80% Ca’ Rossa soc.cons.a r.l. 60% Città Sant’Angelo Outlet Village spa 25%
Unibar soc.cons.a r.l. 50% Welfare Italia spa 20%
S.F. Impianti srl 39,88% Pescara Outlet soc.cons.p.a. 50% Bareco srl 50%
Unisicilia srl 30%
Manduria Ambiente spa 40%
Electrometal srl 40%
San Giuliano soc.cons.a r.l. 50%

LATERIZI LINEE FERROVIARIE FINANZIARIE
C.L.F. srl 100% C.L.F. spa 60% Quorum spa 55%
Rivesto srl 50% Arfer srl 99,95% Par.Co. spa 5,27%
Evento spa 51% Sviluppo 2010 srl 40% Unifin spa 100%
So.La.Va spa 40,41% S.l.L.F. spa 100% Finmedia srl 100%
Vivaterra srl 33,18% Certosa Fer 2000 srl 98%
Gral spa 50% Sviluppo 2010 srl 60%
Sofem srl 100% T.E.S. srl 100%
Air Beton spa 50% S.I.F.EL. Spa 60%
Costruzioni Ferroviarie sud srl 75%
[dal bilancio 2007 di Unieco]"
Le partecipate aggiornate si trovano alla pagina 58 del bilancio 2009 (il bilancio 2010 non è ancora stato pubblicato sul sito).

Sorge il dubbio che la Dexia finanziasse la Unieco per la sua attività di privatizzazione delle principali utilities italiane, aiutata in ciò dalla bomba derivati ai comuni di cui la Dexia è una delle principali banche emettitrici. All'epoca infatti era scritto in bella vista sul sito della Unieco (2008), che la sua principale missione era:


(...) partecipare “ai processi di privatizzazione in corso delle principali Utilities italiane “. Curioso per una cooperativa.

Sorge il dubbio che adesso la Unieco servirà a finanziare la bad company Dexia...
Già nel 2009 nel bilancio di Unieco si ritrova un finanziamento di
-     Euro 1.300 mila relativi ad un finanziamento concesso alla società collegata Dexia S.p.a. (cioé 1milione 300 mila euro);

-      una riduzione [non specificata di quanto] del finanziamento soci a fronte di copertura perdite della società Dexia S.p.a.;
oltre a pegni, a favore di C.C.F.S. S.c.r.l., delle azioni della società partecipata Dexia S.p.a. per complessivi Euro 40.000, a garanzia di un finanziamento concesso alla partecipata, che adesso varranno carta straccia.
E questo è solo la punta dell'iceberg, per di più del bilancio 2009.


 
Sorge il dubbio che dell'ennesimo salvataggio di Dexia,  se ne avvantaggeranno i soliti ignoti, tipo BNP Paribas, tanto più che Mariani, il presidente, è anche direttore del direttorio di BNP.

Sorge il dubbio infine che i rapaci azionisti occulti di Dexia siano gli stessi che hanno messo gli occhi e le grinfie su Italease, gestore di fondi/aiuti di Stato al meridione, alle imprese, agli enti locali, attraverso la presa di controllo da parte di Banco Popolare controllato a sua volta da un ex fondo globale della Barclays, la Blackrock. Tanto è vero che Fabio Innocenzi, l'ex amministratore delegato di BP era stato cooptato nel cda di Dexia...e che, notizia fresca del 30 settembre scorso (cfr. http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/09/30/news/italease_richiesta_di_rinvio_a_giudizio_per_fabio_innocenzi-22469461/ ) risulta essere rinviato a giudizio dalla procura di Milano per  concorso in aggiotaggio e concorso in falso in bilancio per la vicenda Italease, in particolare per i derivati speculativi a Italease che avrebbero contribuito al suo fallimento - "controllato" (?)..


Ipotesi BNP: Pierre Mariani, oltre a essere ex quadro di BNP Paribas, la banca che detiene il 30% del nostro debito pubblico, azionista tramite il controllo totalitario di BNL, di una quota di Banca d'Italia e che è annoverata, assieme alle altre unte del signore - tutte straniere tranne MPS - nella lista delle banche specialiste in titoli di Stato, è anche amministratore di EDF (governo francese), quella stessa multinazionale di Stato che ha annunciato recentemente una OPA totalitaria su Edison, già controllata per oltre il 50% dallo stesso governo francese e  a causa della quale il ministro Romano, contrario alla cordata ostile, stava per essere sfiduciato e con esso l'intero governo. 

 (fonte: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2008/12/inceneritori-il-fattore-r-tra-noi.html ):


Parentesi Dexia



Ed è così che stringe alleanza [Unieco], partecipandovi con una quota di oltre il 30%, con un gruppo finanziario francobelga dalla presenza internazionale, il gruppo Dexia – o meglio la sua filiale italiana - nato nel 1996 dalla fusione inizialmente paritetica dell’antico istituto finanziario Crédit Communal de Belgique/Gemeentekrediet van België e dell’omologo francese Crédit Local de France. Specializzato nei finanziamenti agli enti pubblici, nel nostro paese è soprattutto noto per la frode della vendita dei prodotti derivati ai nostri enti locali: non c’è che dire, un bel lavoro di squadra, Dexia con i derivati e Unieco con la privatizzazione delle utilities e dei suoi utili…

Gli azionisti di riferimento di Dexia sono, oltre a una finanziaria di difficile interpretazione, una “holding comunale”, la Cassa Depositi francese (azionista del fondo equità Galaxy per il contestato progetto di aeroporto di Sovicille-Siena), un’assicurazione belga Ethias, il governo francese, il governo belga e le regioni belghe. Non per niente è una delle banche europee ad avere usufruito di un piano di salvataggio governativo, cui hanno partecipato a settembre scorso i tre governi del Benelux con un importo pari a 6,4 miliardi di euro, in seguito al quale sono stati nominati due nuovi dirigenti (Articolo Dexia) : l’ex primo ministro belga Jean Luc Dehaene, e un ex dirigente di BNP Paribas e ispettore delle finanze, Pierre Mariani…



Nel consiglio di amministrazione di Dexia (cda Dexia) – il cui logo presenta la “doppia croce”, come Axa, azionista apparentemente minoritario in MPS, e come Exxon, e che in inglese significa “imbrogliare” (to double-cross) - siede anche Fabio Innocenzi, il consigliere delegato del Banco Popolare di cui proprio oggi una notizia ( Articolo Il Sole ) riferisce di eventuali dimissioni: la banca starebbe affrontando un “fenomeno speculativo”, che strano.



Dexia era anche la banca che aveva propinato ai nostri enti locali prodotti di dubbia legalità come i derivati, che i governi tedeschi e inglesi non avevano esitato ad annullare ma che solo le dichiarazioni d'intenzioni di Tremonti e Berlusconi di affrontare il brutto affare provocava puntuale vari attacchi gossipari della stampa internazionale per screditare il Premier - gli attacchi "pompini".

Nicoletta Forcheri 11/10/2011
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