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mercoledì 26 ottobre 2011

L'ultimo messaggio di Gheddafi a Berlusconi


Festa della 'liberazione' della Libia, in piazza Verde ieri sera: qualche ratto pieno di pallottole.

Fonte: - http://www.eurasia-rivista.org
Daniele Scalea, 25 ottobre 2011

Ieri, 24 ottobre, il settimanale patinato francese “Paris Match” ha rivelato e pubblicato quello che si presume essere l’ultimo messaggio del colonnello Mu’ammar Gheddafi, Guida della Giamahiriya Libica, a Silvio Berlusconi e – per suo tramite – all’intero popolo italiano.

Il messaggio, secondo quanto riportato da “Paris Match” e confermato dal diretto interessato alla stampa italiana, fu portato nel nostro paese da Alessandro Londero [ad agosto scorso]. Presidente e amministratore dell’agenzia Hostessweb, dopo aver fornito le partecipanti ad alcune conferenze a porte chiuse tenute dal colonnello Gheddafi in Italia, Londero ha continuato a frequentare la Libia e la sua Guida. Assieme alla moglie Yvonne Di Vito e ad altre persone che avevano potuto conoscere Mu’ammar Gheddafi in quegli incontri (tra cui l’attrice Clio Evans, la cui testimonianza è stata raccolta in esclusiva dal nostro sito alcune settimane fa [1]), Londero ha animato alcune iniziative a favore della Libia e contro la campagna bellica avviata dalla risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Riportiamo di seguito la traduzione integrale della lettera del colonnello Gheddafi al presidente Berlusconi e all’Italia. Questa lettera, a quanto è dato sapere, non solo è stata mantenuta segreta dal Governo italiano, ma non ha avuto seguito in nessuna iniziativa italiana di mediazione o negoziazione per fermare la guerra. La traduzione è realizzata dalla versione francese pubblicata da “Paris Match”. (Daniele Scalea)
Caro Silvio,

ti faccio pervenire questa lettera per il tramite di tuoi concittadini, giunti in Libia per portarci il loro sostegno in un momento così difficile per il popolo della Grande Giamahiriya.
Sono rimasto sorpreso dall’atteggiamento d’un amico con cui avevo già siglato un trattato d’amicizia favorevole ai rispettivi popoli. Avrei sperato, da parte tua, che almeno t’interessassi ai fatti e tentassi una mediazione, prima di dare il tuo sostegno a questa guerra.
Non ti biasimo per ciò di cui non sei responsabile, perché so bene che non eri favorevole a quest’azione nefasta, che non fa onore né a te né al popolo italiano.
Ma credo che tu abbia ancora la possibilità di fare marcia indietro e di far prevalere l’interesse dei nostri due popoli.
Stai certo che io e il mio popolo siamo disposti a voltare e a dimenticare questa pagina nera nelle relazioni privilegiate che legano il popolo libico al popolo italiano.
Ferma i bombardamenti che uccidono i nostri fratelli libici e i nostri figli. Parla con i tuoi [nuovi, cancellato] amici ed alleati (1) [per giungere a una soluzione che garantisca al grande popolo libico una scelta in totale libertà di chi lo deve dirigere, cancellato] perché cessi quest’aggressione contro il mio paese .

Spero che Dio onnipotente ti guidi sul cammino della giustizia [nello scopo di fare cessare questo bagno di sangue che subisce il mio paese, la Libia, cancellato] .

(Al testo stampa di questo progetto di lettera, il colonnello Gheddafi aveva aggiunto la dicitura manuscritta segguente (in alto a sinistra della lettera):
« Att. di Abdallah Mansour: da fare pervenire questo messaggio come proveniente da me stesso tramite questo documento e previa correzione.")

(1) aggiunto a mano
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