Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

mercoledì 30 novembre 2011

Intervista di Radio IES (David Gramiccioli) all'avv. Marra di oggi

Fonte: http://seigneuriage.blogspot.com/2011/11/radio-ies-intervento-di-alfono-luigi.html





Appello per non fare approvare le gravissime misure di Monti

Carte di credito = signoraggio terziario, ovvero la principale forma di creazione elettronica di denaro dal nulla a vantaggio della banca che fa il pagamento.
Amici deputati e senatori, amici tutti delle organizzazioni contro il signoraggio bancario e cittadini, dobbiamo assolutamente impedire l'approvazione delle misure che Monti tenterà di far votare in blocco nell'interesse del suo mandante: la privata organizzazione criminale denominata BCE (sottolineo: privata perché di proprietà delle banche private, comprese le banche italiane proprietarie della Banca d'Italia, a sua volta proprietaria del 15% della BCE).
Ciò specie in relazione alla norma con la quale Monti vuole vietare l'uso del contante oltre poche centinaia di euro.
Monti, infatti, vuole questa norma perché ogni pagamento con carta di credito costituisce ovviamente una creazione di denaro generato elettronicamente dal nulla a vantaggio della banca attraverso la quale si effettua il pagamento (signoraggio terziario).
La banca, cioè, nel momento in cui paga, diviene creditrice nei confronti del suo cliente dell'importo che sta pagando per suo conto.
Un pagamento che alla banca non costa null'altro che lo sforzo necessario per 'pigiare' (elettronicamente) dei tasti (denaro 'non inverato').
Ne deriva che abbassare la soglia dei pagamenti elettronici significa aumentare enormemente la liquidità in denaro elettronico delle banche.
Un aumento che è immensamente maggiore delle cifre che Monti dice di voler far recuperare in termini fiscali.
Un aumento gravissimo perché produce un fortissimo incremento del denaro elettronico circolante ad opera di un soggetto privato e quindi non legittimato (le banche), e causerà quindi una proporzionale svalutazione.
Una strategia che, oltre a costituire un immenso regalo per le banche, serve poi anche ad aumentare il controllo delle banche sulla società.
Quanto alle altre norme, quelle 'sacrificali', sono tanto inutili quanto deliberatamente dannose.
Inutili perché causano risparmi irrisori di fronte alle enormi cifre con le quali si gioca attraverso l'incremento dei pagamenti elettronici o altri trucchi finanziari. Deliberatamente dannose perché le banche vogliono indebolire il più possibile la società per fini di dominio, giacché è palese che queste norme producono diminuzione dei consumi e quindi ulteriore crisi delle aziende, licenziamenti, malessere sociale, ecc.
Il fatto che gli uomini della televisione e dei giornali concordino con queste misure è dovuto alla circostanza che questa è la condizione che devono accettare se vogliono apparire nei media e godere della vantaggiosissima notorietà di cui godono.
Documento redatto da A. L. Marra e divulgato dal Comitato per la lotta al signoraggio bancario primario, secondario e terziario.

Marco Saba su radio IES, oggi

Fonte: http://seigneuriage.blogspot.com/2011/11/radio-ies-intervento-di-saba-overture.html

Sovranità: convegno a Fiano Romano, il 27 novembre

Nino Galloni



Marco Saba:



Alfonso Luigi Marra

Assemblea costituente del PDA - partito delle Aziende: interventi di Marra e Saba

Roma, 26 novembre 2011



No al golpe finanziario di Magdi Cristiano Allam

Fonte: http://www.ioamolitalia.it/2011/11/magdi-cristiano-allam-no-al-colpo-di-stato-finanziario-di-monti-si-alluscita-dellitalia-dalleuro/

Nasce la moneta del Comune, il "Napo": un buono sconto per chi paga le tasse

28-11-2011 sezione: NAPOLI

Nasce la moneta del Comune, il "Napo":
un buono sconto per chi paga le tasse

NAPOLI - Euro in crisi, non solo su mercati internazionali ma anche ai mercatini rionali. E così Napoli si attrezza e vara la moneta del sindaco. Si chiamerà «Napo» e sarà la prima banconota firmata da Luigi de Magistris che il Comune di Napoli utilizzerà nell'ambito di un piano di rilancio delle botteghe cittadine, elaborato dall'assessorato al Commercio.
A spiegare di che si tratta è proprio il titolare della delega in giunta, Marco Esposito. Che sceglie la kermesse partenopea del vicepresidente del Partito democratico, Ivan Scalfarotto, «Changes» per illustrare il progetto.

«Molto semplicemente vogliamo valorizzare quei cittadini che si comportano correttamente nei confronti dell'Amministrazione - esordisce -. Chi paga puntualmente i tributi, chi fa delle buone pratiche il suo agire quotidiano sarà premiato dal Comune con un blocchetto di Napo».


Ovviamente Palazzo San Giacomo non si trasformerà in una depandance del Poligrafico dello Stato per dirla con il Totò stampatore di moneta della Banda degli onesti. Dunque i tagliandi saranno nient'altro che dei buoni utili ai offrire sconti su beni e servizi: «Creeremo convenzioni con artigiani e botteghe partenopee e i cittadini potranno spendere lì i propri coupon - continua l'assessore al Lavoro e al Commercio -. Ad esempio, un prodotto costa 30 euro? Faremo in modo che costi 27 euro e 3 Napo». E i commercianti che ci guadagnano? Su quest'ultimo aspetto Esposito spiega che il progetto è in fase di definizione, ma anticipa le linee sulle quali sta lavorando: «Gli artigiani, gli esercenti che accumuleranno questa moneta - dice - potranno poi unirsi e chiedere al Comune ad esempio interventi migliorativi di arredo urbano...

ARTICOLO E APPROFONDIMENTI
SUL MATTINO E SULMATTINO-HD

L'incredibile scandalo di Bank of Ireland salvata grazie ai soldi di tanti risparmiatori italiani

Articolo di Morya Longo-Sole 24 ore
V.S., risparmiatore veneto, aveva investito 15mila euro in obbligazioni emesse dalla Bank of Ireland. Tornato dalle vacanze estive, ha scoperto che i suoi 15mila euro erano diventati 15 centesimi di euro: i risparmi faticosamente accumulati non bastavano più neppure per comprare una caramella. F.R e altri tre facoltosi risparmiatori romani hanno avuto lo stesso shock al ritorno dalle vacanze: il milione di euro investito nei bond di Bank of Ireland si era trasformato, senza alcun preavviso, in 10 euro. Sono almeno 150-200 le famiglie italiane coinvolte nell'incredibile storia di Bank of Ireland.

sabato 26 novembre 2011

Congresso Marra-Scilipoti anti bankenstein

http://www.youtube.com/watch?v=bmoUbW21-rU&feature=player_embedded

Da Il Giorno



a Roma il 26 novembre 2011

venerdì 25 novembre 2011

Scilipoti-Marra: un partito contro le banche

Fonte: http://www.libero-news.it/news/877400/Marra-e-Scilipoti-che-coppia-Un-partito-contro-le-banche.html

Lo scrittore arruola il Responsanile: a Roma presentano il referendum contro il "signoraggio bancario". Poi un movimento?
Scilipoti-Marra, la strana coppia
Un partito contro le banche
Scilipoti-Marra, la strana coppia Un partito contro le banche
25/11/2011
Una strana coppia, che ha fatto della politica materia da Youtube. Il primo è Alfonso Luigi Marra, il "filosofo, giurista e scrittore napoletano" diventato famoso in rete con i trailer dei suoi libri, che contano su testimonial d'eccezione come Manuela Arcuri, Ruby Rubacuori, Sara Tommasi e titoli enigmatici (Il labirinto femminile su tutti). Il secondo è Domenico Scilipoti, il più famoso dei Responsabili, un Danny De Vito del parlamento che da peone è diventato in qualche mese il più intervistato da radio e tv dell'ultima legislatura. Due tormentoni viventi uniti ora da una battaglia comune: il referendum contro le banche, iniziativa che verrà presentata domani, sabato 26 novembre, al Teatro Quirino di Roma alle 10.30. Tema, quello degli istituti di credito, assai 'caro' a Marra, che tra uno strategismo sentimentale e l'altro ha lanciato il movimento "FermiamoLeBanche", finalizzato, si legge nel comunicato, "alla costituzione del Comitato Promotore del referendum per l'abrogazione delle 6 gravi leggi anticostituzionali, 4 delle quali recentissime, regala-soldi alle banche, e per l'abolizione del signoraggio bancario. Nell'occasione verrà eletto un Coordinamento provvisorio". E c'è chi sussurra che il legame con Scilipoti possa dare frutti più duraturi che una semplice campagna referendaria.

2. Il Club dei Monti. N. Forcheri

 2. Goldman Sachs, Federal Reserve, Banca cinese e BNP Paribas

Nel precedente articolo abbiamo visto come Monti sia (stato?) membro del Consiglio di consulenti d'alto livello per l'Europa di Moody's, l'agenzia di rating che con le sue notazioni sui debiti dei paesi, e non solo, ha influito pesantemente sull'aumento esponenziale del nostro debito sovrano.

Ma Monti è anche Senior Advisor di Goldman Sachs, legata alla Moody's da Warren Buffet, azionista di entrambe. GS è quella banca che ha speculato sui titoli del debito, e che secondo Le Monde sarebbe all'origine del default greco mentre il giornalista di indagine Greg Palast (cfr. http://it.peacereporter.net/articolo/31466/Grecia,+un+collasso+targato+Goldman+Sachs ) descrive dettagliatamente come la Goldman Sachs International (la sede di Londra) abbia truccato i conti della Grecia, con uno strumento teorizzato e difeso dall'allora vice presidente di quella banca  per l'Europa (dal 2002 al 2005), Mario Draghi, una sorta di swap dollaro-euro, uno strumento a termine che come una bomba a orologeria sarebbe poi scoppiato con la necessità di rimborsare quell'importo nascosto nel frattempo lievitato. Uno strumento che ha fatto introitare profitti a GSI di un valore tuttora segreto, quando ha rivenduto come da contratto tale strumento alla National Bank of Greece, banca commerciale distinta ma forse parzialmente proprietaria della Banca centrale greca - ipotesi tutta da verificare - altrimenti non si spiega che tale debito sia poi scoppiato in faccia a tutto il paese.

Una Goldman Sachs che per molti operatori del settore ha innescato l'attacco sull'Italia (cfr.http://www.milanofinanza.it /news/dettaglio_news.asp?id=201111100904011010):
Lo si legge in un articolo di MF che spiega che neppure l'ombrellino
della Bce, con l'acquisto di titoli di Stato italiani, e' servito. Goldman
Sachs ha dato il via a un vecchio giochetto: con opportune vendite si
schiacciano i prezzi dei Btp il piu' possibile per poi, un attimo prima
del superamento della crisi (le dimissioni effettive di Berlusconi), farne
incetta a prezzi da saldo.
Una BCE che ha cominciato a comprare i nostri titoli, per fare scendere la febbre, unicamente quando Berlusconi si è dimesso. Vero e proprio ricatto.

Ma chi sono questi 'mercati' che tiranneggiano la nostra vita? Sono il contrario del libero mercato, quello che vediamo in piazza, fisicamente, visto che si comporta - Marx insegna - come un cartello monopolista che spadroneggia il mondo: sono i proprietari della Federal Reserve, e le loro propaggini o meglio i loro patrigni europei. E' a loro che Monti (e fratelli) rende conto, in qualità di membro del comitato direttivo del Bilderberg - club anglosassone transatlantico dalle decisioni di politica globalista segrete - voluto dal principe di Olanda e David Rockefeller; è alla loro logica che sottosta in qualità di membro del consiglio di amministrazione di Coca Cola, alla loro nazionalità che appartiene in virtù della sua carica dal 2010 di presidente per l'Europa della Trilaterale, la lobby fondata e finanziata dallo stesso David Rockefeller, il magnate proprietario di banche e corporations, tra cui Goldman Sachs (?), Monsanto (?), Exxon (?), Chevron Texaco Unocal (?).

Attraverso la comproprietà della Federal Reserve, Rockefeller e GS, i cui azionisti Soros, Paulson, Warren Buffett e uno sceicco, tra gli altri, hanno la prerogativa di stampare moneta, assieme alle altre sorelle azioniste, non si sono mai privati di servirsi della stampa della moneta per arricchire e salvare le loro banche, far penetrare a consociate e controllate mercati senza concorrenza.
Tra le banche azioniste della Federal Reserve americana figurano, secondo vecchi dati che girano sul net: oltre alle banche Rothschilds di Londra e di Berlino, alle Warburg di Amburgo e di Amsterdam, alla Lehman Brothers di New York, alla Lazard Brothers di Parigi, alla Kuhln Loeb di New York, alla Chase Manhattan di New York, naturalmente la Goldman Sachs di New York... (http://www.disinformazione.it/banchecentrali.htm).

Pertanto Monti fa parte di circoli, e aziende, finanziate dal club dei proprietari della Federal Reserve, che continua a stampare moneta per salvare le banche sue azioniste (cfr. http://www.appelloalpopolo.it/?p=1633) con un giochetto che privatizzando i profitti e socializzando le perdite, indebita il mondo intero, poiché ad ogni emissione di dollaro 'sovrano' destinato ai circuiti finanziari bancari equivale un debito (buono del tesoro) che poi il normale cittadino dovrà ripagare, con perdita di potere di acquisto, tasse, interessi, mutui, rientri dai mutui e aumenti di prezzo dovuti all'inflazione della stampa moneta e alla privatizzazione dei servizi ex pubblici, oppure con tributi di sangue come in Libia o in Irak, nei casi in cui un cosiddetto 'dittatore' non volesse piegarsi alla logica del debito imposta dagli strozzini internazionali.
Gli stessi titoli del debito americano sono massicciamente comprati dalla banca centrale cinese che svolge il ruolo di scaricabarile quando stampa moneta sovranamente non già per redistribuire la ricchezza equivalente allo sviluppo del paese ma per reggere il gioco della stampa illimitata della Federal Reserve nella speculazione finanziaria globale. Peraltro la banca nazionale cinese è azionista al 20% della banca Edmond de Rothschilds (cfr. http://www.infowars.com/bank-of-china-buys-into-rothschild-bank/), il ramo francese, che si è poi fuso con la Rothschilds di Londra. Tale giochetto dei poteri molto forti in realtà lascia presumere che le partecipazioni siano incrociate, con la banca dei Rompi azionista di filiali della banca centrale cinese. Donde si spiega la forte spinta alla globalizzazione cinese...sponsorizzata dalla ragnatela dei Rompi.
Tant'è vero che Rompi e fratelli oramai controllerebbero tutte le banche centrali del mondo tranne quelle di Iran, Cuba e Corea del nord, dopo avere preso il controllo delle altre quattro, Afghanistan, Iraq, Sudan e Libia (cfr.http://www.godlikeproductions.com/forum1/message1680855/pg1) - notizia da controllare: sono quattro dei paesi privatizzati dal Club dei Monti, dopo le invasioni seguite al pretesto dell'11 settembre e del terrorismo: la presa di controllo della banca centrale libica è stata consumata sin dai primi bombardamenti, quest'anno, quando hanno preso di mira la Zecca, bombardamento preceduto alla presunta privatizzazione totale, di una banca che era già stata parzialmente "aperta" al club dei Monti: traspare dai cabli di Wikileaks (cfr. http://www.cablegatesearch.net/cable.php?id=10TRIPOLI39&q=efin+libya&fb_source=message) che BNP Paribas Securities Corp, banca misto pubblico privato Francia/Belgio + Axa, banca dealer della Federal Reserve filiale di New York,
la cui banca madre è dealer,o banca specialista in titoli del Tesoro italiano,
banca associata di Banca d'Italia attraverso BNL, e che controlla in particolare Agos Ducati, Findomestic e Artigiancassa, aveva già acquisito una congrua partecipazione nella banca centrale libica con l'opzione di acquisirne un'altra posteriormente: esattamente come la tecnica di Edf su Edison, che era già controllata al 50% dai francesi al momento dello scoppio dello scandalo... I giornalisti non sapevano, perché era troppo complicato fare il disegnino della struttura proprietaria su un pezzo di carta: nel 2007 lo avevo già scritto che Edison apparteneva ai francesi:

Una BNP Paribas che, dalla lettura di un cablo di Wikileaks del 14 gennaio 2010 (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2011/11/la-banca-centrale-di-libia-parzialmente.html) risulterebbe già parzialmente proprietaria della banca centrale libica dal 2007. Si legge infatti che il sistema bancario è nel 2010 dominato da quattro banche detenute totalmente o in maggioranza dalla Banca centrale libica (la Banca della Jamahiriya che si è fusa con la Banca Umma nel 2008, la Banca Wahda, la Banca del Sahara e la Banca commerciale nazionale) che detengono quasi il novanta per cento del settore bancario libico degli asset, ognuna con un capitale di almeno 100 milioni di dinari libici mentre due di loro (le banche Wahda e Sahara) furono recentemente privatizzate. Si legge anche che la BNP Paribas di Francia ha acquisito il 19% della Banca del Sahara nel luglio 2007 acquisendo il controllo operativo della banca. L'accordo includeva un'opzione con la possibilità per BNP Paribas di acquisire ulteriori azioni fino al 51% del capitale della Banca Sahara nei prossimi tre-cinque anni, scadenza che sarebbe caduta l'anno prossimo, probabilmente senza conseguenza per l'assetto proprietario non fosse intervenuta la guerra. Vi è stata anche un'asta pubblica per privatizzare la Banca Wahda, dove è stata scelta la banca araba di Giordania, a discapito di banche francesi e italiane, non citate, con un'offerta sul 19% delle quote e l'opzione di aumentare la partecipazione al 51% entro 3-5 anni. Forse che l'intellighentzia libica non voleva accettare che l'opzione di BNP Paribas venisse esercitata?

E chi è BNP Paribas:  è l'azionista di riferimento, in joint-venture con l'impero di Albert Frère, di GDF Suez, Total, Lafarge, Imerys, Pernod Ricard, Banca Leonardo, Transcor Astra, un colosso che passando da scatole occulte in Svizzera e Olanda, arriva alla City di Londra, fino al colosso energetico del Canada (segue nel prossimo articolo).

N. Forcheri
25 novembre 3011

giovedì 24 novembre 2011

Monti: l'asino in mezzo ai suoni

Ricevo e diffondo:

 Oggetto:

Monti: l'asino in mezzo ai suoni..
Il bilderberghino Monti e' come un asino in mezzo ai suoni che, non capisce niente, ma intuisce oscuramente che la crisi della finanza dipende unicamente dal fatto che l'industria e il commercio non vendono e, quando vendono, non guadagnano, per cui non appena la societa', che sa tutto, si sara' rassegnata al fatto che le sue ricette da quattro soldi non risolvono nulla, sara' risucchiato, insieme a suoi solidali, nel vortice in fondo al quale sibilano vorticose le lame del dissenso sociale..

La soluzione e':

-1) l'abolizione del signoraggio primario mediante la nazionalizzazione delle banche centrali;

-2) l'abolizione del signoraggio secondario mediante il pareggiamento dei tassi attivi e passivi, in modo che gli interessi vadano ai proprietari dei soldi che vengono prestati, e allo Stato in relazione ai prestiti frutto del moltiplicatore monetario;

-3) un'immediata riconversione industriale finanziata con i soldi che lo Stato potra' stampare senza più doverli 'comprare' dalle banche centrali: una riconversione che dovra' iniziare con un'immensa opera di ristrutturazione delle citta' e del mondo, con la bonifica del cielo, della terra e del mare, e la creazione delle energie alternative.

Abbandona questi mentecatti che insistono con le vecchie logiche perché sanno che le nuove li travolgeranno e vieni al convegno organizzato da Alfonso Luigi Marra per sabato prossimo 26.11.11, ore 10.30, in Roma, Teatro Quirino, via delle Vergini 7, in cui si parlera' di questi temi e si costituira' il Comitato Promotore del referendum per l'abrogazione delle sei leggi regala-soldi alle banche.

Il Coordinamento provvisorio

Papabile Monti indagata

di Nicoletta Forcheri

Luisa Torchia è indagata nella vicenda privatizzazione dell'aeroporto di Ampugnano, provincia di Siena. Se ne parla come di una possibile ministro nel governo Monti. Di Pietro che dice??? Nominare un'indagata in un governo di tecnici non eletti ma sommamente moralisti, è il colmo del regime. Così almeno gli italiani cominceranno a capire l'entità della fiele e del livore dei mastini dei poteri forti contro il governo Berlusconi, e i due pesi e le due misure applicati da magistratura, media ed Europa. E Travaglio batte un colpo? N:F:

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/11/23/news/aeroporto_di_ampugnano_chiuse_le_indagini-25492329/
Aeroporto di Ampugnano
chiuse le indagini
Tra le persone accusate dalla procura anche il presidente del Monte de' Paschi e dell'ABI Giuseppe Mussari

Aeroporto di Ampugnano chiuse le indagini
La procura di Siena ha chiuso le indagini sulla vicenda della privatizzazione dell'aeroporto di Ampugnano. Fra le 14 persone indagate anche il presidente della Banca Monte de’ Paschi di Siena e dell’ABI Giuseppe Mussari. L'accusa sostiene che la gara per la concessione delle quote di maggioranza della società Aeroporto di Siena, che si svolse il 10 e l’11 settembre 2007, fu pilotata e condizionata. Il vincitore, il Fondo di investimenti Galaxy, partecipato dalle Casse depositi e prestiti italiana e francese e dalla banca tedesca Kfw, era già stato predeterminato.

La procura senese contesta i reati di falso in atto pubblico e turbativa d’asta all’avvocato Giuseppe Mussari e ad altre sette persone: l’ex provveditore della Fondazione Monte de’ Paschi di Siena Marco Parlangeli, il docente di diritto amministrativo Luisa Torchia, consulente della società aeroportuale e nei giorni scorsi indicata come possibile ministro della funzione pubblica nel governo Monti, l’ex presidente dell’aeroporto e funzionario della fondazione Mps Lorenzo Biscardi, i componenti della commissione di valutazione Enzo Viani, Antonio Romoli e Raffaele Rizzi (quest’ultimo è responsabile dell’ufficio legale).

(23 novembre 2011)

mercoledì 23 novembre 2011

Incontro il 26 novembre a Roma, con l'avv Marra

Magdi Allam: questa è l'Europa dei poteri finanziari forti

Scilipoti: fascia nera per il lutto della democrazia

Marra a Glossip il 16 novembre 2011

Siamo i derubati non i ladri

Il generale Pappalardo alla manifestazione del 19 novembre a Roma:

Il corpo in Italia e la testa in Europa

Tranne quello che dice di Scilipoti, che va difeso a spada tratta, condivido tutto quello che dice la Mussolini a Servizio Pubblico giovedì 16 novembre:



A bassa voce perché Napolitano ha detto di abbassare i toni: "siamo stati commissariati dalla BCE!"
N.F.

Il corpo in Italia e la testa in Europa

Tranne quello che dice di Scilipoti, che va difeso a spada tratta, condivido tutto quello che dice la Mussolini a Servizio Pubblico giovedì 16 novembre:



A bassa voce perché Napolitano ha detto di abbassare i toni: "siamo stati commissariati dalla BCE!"

Il governo "Goldmonti" è tanto dannoso quanto inutile

Fonte: www.movisol.it


22 novembre 2011 (MoviSol) - La cosa peggiore del governo "tecnico" di Mario Monti non è tanto nella dura politica di tagli, dismissioni, licenziamenti e aumento delle tasse che praticherà, ma quanto il fatto che essa sarà completamente inutile. Infatti il 21 novembre, alla riapertura dei mercati dopo il voto di fiducia, la borsa è crollata e lo spread è tornato a salire, segno inequivocabile che l'"effetto Monti" era una grande balla. In realtà, il contagio si è già esteso alla Francia, con Moody's che minaccia la retrocessione del rating transalpino e l'interrogativo inevitabile: sospenderanno la democrazia anche in Francia per salvare l'euro?
In secondo luogo, la dimensione strategica del governo "tecnico" di Goldman Sachs/Monti non va sottovalutata. Per la prima volta, un militare in servizio diventa ministro della Difesa, un'assoluta anomalia nelle democrazie occidentali. L'Ammiraglio Giampaolo Di Paola è attuale capo del Comitato Militare della NATO, la più alta autorità militare dell'Alleanza. In questa carica, Di Paola ha coordinato i bombardamenti "equi e solidali" in Libia, cosa di cui si è vantato in un discorso pronunciato l'8 ottobre scorso a Bucarest. L' "impegno dell'Alleanza in Libia" ha detto Di Paola, "è la prima operazione ad aver luogo dopo che il Concetto Strategico è stato approvato dai capi di Stato e di Governo a Lisbona. Perciò potremmo pensare e affermare che l'operazione in Libia è stata la prima applicazione di quel concetto. Per cui si tratta di un significato politico molto importante".
Si è trattato di uno dei primi casi in cui la comunità internazionale "ha chiesto a noi tutti di agire a suo nome per proteggere la popolazione dalle azioni della propria leadership. Si tratta di una risoluzione abbastanza notevole. La protezione dei popoli è ora in qualche modo riconosciuta come un valore dalla Comunità Internazionale, che può giustificare, in alcuni casi, anche l'uso della forza militare". In realtà, la NATO è andata ben oltre la risoluzione iniziale dell'ONU.
La presenza di Di Paola al comando della Difesa di un paese strategicamente così importante per il Mediterraneo come l'Italia assicura che nel caso di future operazioni contro la Siria o l'Iran, il meccanismo decisionale sia ancor più oliato.
Così come sarà oliato il meccanismo degli Esteri, dove l'ambasciatore Terzi ha già segnalato un perfetto allineamento al blocco anglo-francese nel suo primo incontro internazionale, quello col ministro degli Esteri tedesco Westerwelle.
La nomina di Corrado Passera, il principale banchiere italiano allo Sviluppo (ex Industria) e Infrastrutture suona come una beffa. Un esperto di economia di carta dovrebbe rilanciare l'economia reale. Il nuovo ministro del Welfare, Elsa Fornero, sostiene da anni il passaggio ad un pieno sistema contributivo, il che significa un taglio netto nel livello medio delle pensioni.
Dato che, come abbiamo detto, la "cura Monti" fallirà nel suo scopo – salvare l'euro – ma ucciderà l'economia italiana, è bene insistere fin d'ora sulla necessità di stilare un "Piano B" per l'uscita dall'euro, come ha fatto nuovamente il prof. Paolo Savona, ex ministro e presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, in una conferenza il 18 novembre ad Ascoli Piceno.
Quale futuro per l'Europa? - Ascoli Piceno 18 novembre 2011
La locandina del convegno del
18 novembre 2011 ad Ascoli Piceno
"Se l'Italia entra in una deflazione grave, quale sarà la capacità di sopportazione sociale in un paese con 16 milioni di pensionati e 20 milioni di lavoratori?", si è chiesto il prof. Savona alla conferenza "Quale futuro per l'Europa", organizzata da Piceno Tecnologie. Per questo, i gruppi dirigenti "hanno il dovere di avere un Piano A e un Piano B". Il Piano A dice quanto ci costa rimanere in Europa, e il Piano B quanto ci costa uscire, ad esempio come si stabilirà il tasso di cambio. Ci siamo accorti in ritardo, ha spiegato polemicamente Savona, di avere un debito denominato in una valuta "estera", in quanto l'euro non è controllato dal governo. "Io sono europeista convinto, ma non sono afflitto dalla Religione Europea", ha affermato, accusando le classi dirigenti di essersi mossa "con troppa superficialità" aderendo all'euro invece di fare, come la Gran Bretagna, uso della clausola di "opting out" nel Trattato di Maastricht. In seguito, con il Trattato di Lisbona, "abbiamo cambiato la Costituzione con un atto illegittimo". Ora, si spera che essendoci accorti del debito in moneta "straniera", si apra un dibattito e non si rimanga nella religione europea.
Alla stessa conferenza, l'illustre costituzionalista e già ministro prof. Giuseppe Guarino ha smontato con grande maestria la tesi secondo cui il declino dell'Italia sarebbe dovuto al debito pubblico. Grazie al debito pubblico, l'Italia ha avuto tassi di sviluppo dal 1948 al 1980 che la vedono al primo posto nel mondo. Col passaggio dal mercato comune al mercato unico, l'UE ha adottato la "tecnica di Tamerlano", e cioè di distruggere tutto ciò che trovava sulla sua strada. Raccontando un episodio della vita di Luigi XIV il giovane, il prof. Guarino ha paragonato le terapie della UE ai salassi somministrati dai grandi medici francesi e lombardi, che stavano per stroncare il re francese finché non fu chiamato un medico locale che gli somministrò un cordiale, e il re guarì. "Ci chiedono di fare sviluppo, ma se ci fanno salassi da 50, 100 e 200 miliardi, come facciamo a fare lo sviluppo?", ha chiesto Guarino tra gli applausi.

Ce lo mettono nel cumulo

Vogliono riformarci le pensioni.

Si pensi a questo: Prodi, il confratello di Monti, colui che aveva vietato i cumuli tra pensioni, e tra pensione e redditi lavorativi, al punto che un contadino con una pensione da fame non poteva neanche più fare une vendemmia, cumula ben TRE PENSIONI, per un totale di 15000 euro al mese!

Questo dovrebbe essere il regime in cui si dovrebbe finalmente vedere chi oserà sollevare il vero nodo della questione: il conflitto di interessi, tra cosa pubblica e cosa privata, tra bene pubblico e asset bancario, tra benessere comunitario e ricchezza privata, tra solidarietà e interessi, tra società e banca.

Aggiornamento: Dagli ultimi dati apprendo che Mario Monti cumula MENSILMENTE

vitalizio senatore a vita, per la neonomina indecente due giorni prima di paracadutaggio a primo ministro Italia da serbatoio Goldman Sachs: 25000

Emolumenti capo di governo, DA NON ELETTO: 12000 euro

Pensione: 35000 euro

Tabella cumulo pensioni e stipendi


http://www.scribd.com/doc/73510729/sanguisughe1PENSIONIACONFRONTO

Secondo golpe finanziario, dopo il Britannia, intervista a Spannaus

Fonte: http://www.movisol.org/11video13.htm


Andrew Spannaus a "Piazzapulita" de La7
sul Britannia, il Governo Monti e la fine dell'Euro
17 novembre 2011



È andata in onda un'intervista con il Segretario di MoviSol Andrew Spannaus nel corso del programma "Piazzapulita" de La7 giovedì scorso, in cui ha potuto parlare della separazione delle funzioni bancarie, la svendita del patrimonio pubblico in Italia iniziata con l'incontro sul Britannia nel 1992, e la necessità di uscire dalla BCE e dall'euro, tra l'altro. Il servizio della giornalista Francesca Nava è stato girato al BlogEconomyDay II tenutosi a Castrocaro Terme il 12-13 Novembre, dove decine di blogger economico-finanziari hanno discusso del fallimento dell'attuale sistema finanziario internazionale e della necessità di cambiamenti coraggiosi per evitare di finire come la Grecia o molto peggio.


In ossequio alle regole del politically correct, il conduttore Corrado Formigli ha presentato l'evento come un ritrovo di "complottisti", pur volendo chiaramente fare sentire gli interventi al pubblico televisivo e costringere i politici e i professori a misurarsi con le accuse fatte. Inoltre, nonostante le promesse in senso contrario, è stato tagliato ogni riferimento a MoviSol e Spannaus è stato presentato solo come blogger economico.

Tuttavia, l'importanza dell'intervento è stato recepita dal pubblico e dagli ospiti in studio, alcuni dei quali hanno appoggiato quello che è stato detto, mentre altri hanno dovuto arrampicarsi sugli specchi per evitare di ammettere che Spannaus aveva ragione. Esemplare è il caso del Prof. Daveri della Bocconi, che ha voluto ridurre il concetto della legge Glass-Steagall alla sola "Volcker Rule", la proposta diluita appoggiata da Obama per evitare di discutere di un cambiamento vero del sistema della speculazione finanziaria.

Nicoletta Forcheri 23 novembre 2013





martedì 22 novembre 2011

TUTTI A ROMA IL 26 CON FERMIAMOLEBANCHE, E MARRA

CARI AMICI, ADERITE AL COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM PER ABOLIRE LE 6 LEGGI REGALA SOLDI ALLE BANCHE
Partecipa sabato 26.11.11, alle 10.30, in Roma, Teatro Quirino, via delle Vergini n. 7,
all’incontro – promosso da FermiamoLeBanche –
per la costituzione del Comitato Promotore del referendum
per l'abrogazione delle 6 gravi leggi anticostituzionali, 4 delle quali recentissime,
regala-soldi alle banche, e per l'abolizione del signoraggio.
Nell’occasione eleggeremo un Coordinamento provvisorio. Approfondisci da www.marra.it/comitato.php




Iscriviti al comitato per:
1) Candidarti alle elezioni dei membri del

Coordinamento del referendum.
2) Confermare, se ritieni, la tua presenza.
3) Inviarci le tue proposte.

Per approfondire leggi:
1) Le 6 leggi da abrogare;
2) Cos’è il signoraggio;
3) Quando e come opporsi alla propria banca;
4) Testo integrale ricorsi per incostituzionalità
delle 6 leggi pro-banche.

lunedì 21 novembre 2011

1. Il Club dei Monti. N. Forcheri

1. Monti, Moody's, Bilderberg e conflitto di interessi

SCOOP: Monti, membro del comitato direttivo del Bilderberg, è (stato?) membro dell'agenzia di rating Moody's (cfr.http://seigneuriage.blogspot.com/2011/11/moodysgate-come-monti-ha-ricattato.html ), dalla schermata sotto del 10 Maggio 2010 si vede come Monti faccia (o facesse?) parte del Senior European Advisory Board (Comitato consultivo di alto livello per l'Europa) di Moody's:



Sono di quelle notizie scomparse dal net, perciò è difficile sapere con esattezza com'è la situazione allo stato attuale: ha ancora quella carica? E se non ce l'ha, in quali rapporti è con il suo ex datore di lavoro?

Moody's è una delle tre agenzie di rating che da i voti ai debiti dei paesi. Essa è una delle tre agenzie ad avere ricevuto un avviso di garanzia dalla procura di Trani con le accuse di aggiotaggio, manipolazione di mercato e abuso di informazioni privilegiate (cfr.http://rinascita.eu/?action=news&id=9909), notizia che avevo commentato in un articolo, il 7 agosto scorso, come indizio di tendenziosità di Monti - Monti e la tendenziosità - prima di trasformarsi in conflitto di interessi, da quando è diventato Premier. Infatti, soddisfatto per gli ordini impartiti dalla BCE nella famosa lettera al governo con i requisiti della Finanziaria, poi diventata Legge di stabilità, "faceva passare come un’evidenza l’accettazione da parte di governo e maggioranza di “un ‘governo tecnico’” aggiungendo che “le decisioni principali sono state prese da un ‘governo tecnico sopranazionale" quando ancora c'era il governo Berlusconi, glissando palesamente sul fatto che le principali agenzie di rating sospettate di avere provocato le turbolenze del mercato erano state messe sotto inchiesta con un avviso di garanzia, avendo Moody’s e Standard & Poors “diffuso notizie non corrette, dunque false anche in parte, comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario e bancario italiano (…) concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari” (cfr. http://www.stampalibera.com/?p=29547 ). La ciliegina è che le ipotesi di reato - aggiotaggio, manipolazione di mercato e di abuso di informazioni privilegiate - sorgono dal fatto che il giudizio negativo delle agenzie di rating sulla manovra finanziaria di Tremonti è stato comunicato prima ancora che quest'ultima fosse resa pubblica.

E mi interrogavo se avessero agito contro l'euro per sostenere il dollaro, o contro i titoli italiani per conquistarci meglio? Magari per entrambi gli scopo, ma se fosse stato accertato il dolo, basterebbe l'opposizione di un singolo Stato membro per bloccare l'autorizzazione delle agenzie di esercitare l'attività di rating. E aggiungevo che un governo tecnico non lo farebbe di sicuro, e adesso che il governo tecnico ossia bancario è al potere, di sicuro non lo farà.

Ero ironica sul fatto che Monti non se ne fosse accorto ma adesso sappiamo con sicurezza che non solo se n'è accorto ma che vi è un indizio supplementare che ciò faccia parte di un piano concordato, di cui Monti sarebbe un fantoccio importante, per attaccare l'euro e l'Italia: attaccare l'euro per conseguire un governo globale attraverso la tecnica dello "shock and awe", colpisci e terrorizza, e la conseguente riforma del governo dell'euro in senso più autoritario ancora e più prodollaro più pro oligarchia globalista (cfr. vedi MES); la seconda per raschiare lo scrigno italico, sempre con la stessa tecnica di appiccare il fuoco per paracadutare i pompieri: aziende, brevetti, terreni agricoli, immobili, ultime municipalizzate, ultime grandi aziende (semi)pubbliche come ENI, FInmeccanica, Enel, Tirrenia, Poste, banche oltre agli ultimi borghi abbandonati da un secolo di emigrazioni italiche indotte, L'Aquila compresa, e conti in banca, il tutto a vantaggio della confraternita del Club dei Monti, il berg di bilderberg, non significa "monte"?

Del resto avevo già rilevato un conflitto di interessi diventato sistemico (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2010/07/il-conflitto-di-interessi-fatto-sistema.html) all'interno delle istituzioni europee, ad esempio nella persona della bilderberger Kroes, prima commissaria olandese alla Concorrenza e poi alla Digitalizzazione dove la sua lunga lista di interessi e funzioni in società erano stati congelati in un trust i primi e sospese le seconde. Tutto? No, permaneva la carica di membro del consiglio di sorveglianza, dal 1999, di Lucent Technologies (che poi è il nome olandese di Alcatel), enorme TRAVE di CONFLITTO DI INTERESSI per una commissaria alla Digitalizzazione della società...
La Kroes mise i suoi interessi in un trust esattamente come fece Berlusconi, ma allora perché quest'ultimo è stato perseguitato per vent'anni per il presunto conflitto, e lei no? Un commissario alla digitalizzazione che ha una carica nella maggiore multinazionale olandoamericana nel settore! Vero è che è scritto in olandese, troppo difficile per un giornalista, senza parlare dei magistrati...

In un altro articolo, rilevavo come Ryan Air ricevesse un trattamento di riguardo da parte della magistratura europea in un processo in cui era accusata dalla Direzione Concorrenza della Commissione europea di incassare aiuti di Stato dalla Regione Vallonia per il suo scalo di Charleroi. Per la regina del low cost, gli aiuti di stato erano semplicemente diventati, secondo i compiacenti giudici "investimenti produttivi", con un ragionamento arzigogolato arrampicato sugli specchi, che smontavo punto per punto, mentre il concetto di "controllo analogo" nelle municipalizzate in house italiche - e cioé il criterio determinante per evitare la gara pubblica delle municipalizzate, il fatto che le società siano gestite come un dipartimento interno all'ente locale - viene sistematicamente ignorato dalla nomenkatura di Bruxelles in modo da costringere il belpaese a privatizzare acqua, consumi, manutenzione, illuminazione pubblica, porti, aeroporti, stazioni ecc ecc alle solite multinazionali transalpine.

Per tornare alle agenzie di rating, sappiamo come una riduzione della notazione del debibto di un paese sia capace di provocare gravissimi danni fino a rovesciarne la democrazia o provocare agitazioni sociali, tant'è vero che la Consob francese (AMF) aveva aperto un'indagine su quello che poteva sembrare un errore di Standard and Poors qualche settimana fa ma che poi, con la messa sotto osservazione della Francia da parte di Moodys, si è rivelato essere parte di una vera e propria strategia concordata per ricattare i governi, e metterci dei governi fantocci pilotati dai cosiddetti 'mercati', come denunciato da Nigel Farage al Parlamento europeo per Grecia e Italia (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2011/11/farage-van-rompi-in-nome-di-dio-chi-le.html), o per imporre, con minacce e manipolazioni di tutti i tipi, governi 'amici' dei 'mercati' alla vigilia di campagne elettorali come in Francia (cfr. http://fr.reuters.com/article/frEuroRpt/idFRL5E7ME21L20111114 ).

Tante guerre sono state provocate dai "mercati" per imporre regimi friendly e "accettati dalla comunità internazionale", con cui i mercati s'identificano. La Moody's di Monti imperversa e minaccia la Francia di declassare la sua tripla A. Attacchi agli Stati. Forse per ridimensionare la parte pubblica nella joint-venture pubblico privato che in Francia è superiore alla media? O forse per mandarle un semplice avvertimento. Messaggi in codice e nient'altro, visto che la Francia ha la forza nucleare...
(continua)
N. Forcheri

domenica 20 novembre 2011

Goldman Sachs conquista l'Europa

18 novembre 2011
trad. a cura di N. Forcheri  
Mentre le persone ordinarie si preoccupano di lavoro e austerità, i corridoi del potere dell'eurozona stanno subendo una notevole trasformazione 


L'ascesa di Mari e Monti alla carica di primo ministro italiano è notevole per innumerevoli questioni difficilmente quantificabili. Sostituendo l'abbonato di scandali Silvio Berlusconi, l'Italia ha sloggiato l'insloggiabile. Imponendo la regola di tecnocratici ineletti, ha sospeso il normale corso della democrazia. E paracadutando un consigliere d'alto livello di Goldman Sachs alla guida di una nazione occidentale, ha portato a nuove cime il potere politico di una banca di investimenti fatto che  tutti avrebbero pensato che fosse politicamente estremamente tossico.
E' la cosa più stupefacente di tutte: un enorme salto quantico o forse persino l'apice culmimante del progetto Goldman Sachs.
Non è solo Monti. La BCE, altro protagonista nel dramma del debito sovrano, è sotto gestione di ex Goldman boys, e i membri della banca di investimento hanno un'influenza diretta dietro le quinte del potere in quasi ogni singola nazione europea, come hanno avuto per tutta la crisi finanziaria negli USA. Fino a mercoledì la divisione europea del Fondo monetario era ugualmente diretta da un uomo di Goldman, Antonio Borges, che ha appena rassegnato le dimissioni per ragioni personali.
Anche prima del rovesciamento in Italia, non vi erano segnali che essa venisse meno al suo nomignolo di "piovra vampiresca", e adesso che i suoi tentacoli si sono conficcati nel vertice dell'eurozona, voci scettiche stanno sollevando interrogativi sulla sua influenza. Le decisioni politiche prese nelle settimane prossime determineranno se l'eurozona potrà o vorrà pagare i suoi debiti, e gli interessi di Goldman sono strettamente connessi alla risposta a questo interrogativo.


Commento della traduttrice: dal grafico manca Vittorio Grilli, nostro Direttore al Tesoro nonché capo del Comitato Economico e Finanziario UE, membro della lobby bancariomultinazionale Bruegel assieme a Monti, di cui corre voce che dopo avere rifiutato la carica di vice ministro starebbe per volare alla GS

Lew Rockell: l'euro e l'Europa sono stati un errore

La Banca centrale di Libia privatizzata a BNP Paribas

Fonte: http://www.cablegatesearch.net/cable.php?id=10TRIPOLI39&q=efin+libya&fb_source=message 
Traduzione e sottolineatura a cura di Nicoletta Forcheri

 "Il sistema bancario è dominato da quattro banche detenute totalmente o in maggioranza dalla Banca centrale libica, e cioé la Banca della Jamahiriya che si è fusa con la Banca Umma nel 2008, la Banca Wahda, la Banca del Sahara e la Banca commerciale nazionale. Queste banche costituiscono quasi il novanta per cento del settore bancario libico degli asset. Ognuna di esse è dotata di un capitale di almeno 100 milioni di dinari libici mentre due di loro (le banche Wahda e Sahara) furono recentemente privatizzate. BNP Paribas di Francia ha acquisito il 19%  della Banca Sahara nel luglio 2007 acquisendo il controllo operativo della banca. L'accordo includeva un'opzione con la possibilità per BNP Paribas di acquisire ulteriori azioni fino al 51% del capitale della Banca Sahara nei prossimi tre-cinque anni (guarda guarda, scadeva nel 2012 l'opzione...) Nel novembre 2007, 5 banche estere furono selezionate per la privatizzazione della Banca Wahda, ivi compreso banche di Francia, Italia, Giordania, Bahrein e del Marocco ma fu selezionata la banca Araba di Giordania. L'offerta della Banca araba di Giordania era sul 19% delle azioni della Banca Wahda con l'opzione di aumentare la quota al 51% entro tre-cinque anni. La Banca centrale ha annunciato a ottobre del 2007 che si sarebbe fusa con le banche Umma e Jamahiriya in un solo ente, processo completato nel 2008, sebbene ci siano ancora filiali con la singola insegna di ognuna delle banche. La Banca centrale detiene anche la Lybian Foreign Bank, che opera come una banca offshore, per i pagamenti libici internazionali (eccetto gli investimenti esteri). Inoltre ci sono quattro banche specializzate detenute dal Comitato generale del popolo per la finanza: la banca Agricola, la banca immobiliare, la banca dello sviluppo e la banca Reefi. Ci sono anche quattro banche private maggiori (Bank of Commerce and Development, Amen Bank, Al-Jimaa al-Arabi Bank and Wafa Bank) e 48 banche regionali minori.

¶31. Libya's banking system is dominated by four banks, which are owned in full or in the majority by the Libyan Central Bank (Jamahiriya Bank, which merged with Umma Bank in 2008, Wahda Bank, Sahara Bank, and the National Commercial Bank). These banks constitute almost ninety percent of Libya's banking sector assets. All of these banks have capital of at least 100 million Libyan Dinars, and two of them (Wahda Bank and Sahara Bank), were recently privatized. France's BNP Paribas acquired 19% of Libya's Sahara Bank in July 2007, and took operational control of the bank. The deal also included an option allowing BNP Paribas to purchase additional shares of up to 51% of Sahara's capital over the next three to five years. In November 2007, five foreign banks were shortlisted for the privatization of Wahda Bank, including French, Italian, Jordanian, Bahraini and Moroccan institutions; the Arab Bank of Jordan was selected. The Arab Bank of Jordan bid on a 19% share of Wahda Bank, with the option to increase their ownership to 51% in three to five years. The Central Bank announced in October 2007 that it would merge Umma Bank and Jamahiriya Bank into a single entity; that process was completed in 2008, although there are still branches open under the banner of each bank. The Central Bank also owns the Libyan Foreign Bank, which operates as an offshore bank, with responsibility for satisfying Libya's international banking needs (apart from foreign investment). In addition, there are four specialized banks owned by the General People's Committee for Finance: the Agricultural Bank, Real Estate Investment Bank, Development Bank and Reefi Bank. There are also four substantial private banks (Bank of Commerce and Development, Amen Bank, Al-Jimaa al-Arabi Bank and Wafa Bank) and forty-eight smaller regional banks.

venerdì 18 novembre 2011

Farage a Van Rompi: "in nome di Dio" chi Le da il diritto di dare lezioni al popolo italiano?

Fonte: http://www.rightnation.it/2011/11/17/ci-difende-nigel-farage.aspx

Traduzione di Grazie a Irene Selbmann per la traduzione.



Eccoci qui, sull'orlo del disastro economico e sociale, e in questa stanza oggi abbiamo quattro uomini che dovrebbero essere responsabili. Eppure abbiamo ascoltato i discorsi più insipidi e tecnocratici di sempre: state tutti negando.

L'euro è un fallimento sotto tutti i punti di vista. Di chi è la colpa? Chi è che ha in mano il vostro destino? Ovviamente la risposta è: nessuno di voi. Perché nessuno di voi è stato eletto. Nessuno di voi ha avuto la legittimazione democratica necessaria per arrivare ai ruoli che state attualmente ricoprendo. E in questo vuoto è arrivata Angela Merkel.

Viviamo in un'Europa dominata dalla Germania, qualcosa che il progetto di Europa unita avrebbe dovuto effettivamente impedire. Qualcosa che chi venne prima di noi ha impedito, pagando con il suo sangue. Io non voglio vivere in un'Europa dominata dalla Germania e neanche i cittadini europei lo vogliono. Ma ragazzi, siete voi che lo avete permesso. Perché quando Papandreou decise di chiedere un referendum, lei signor Rehn parlò di 'violazione della fiducia', e i suoi amici si sono riuniti qui come un branco di iene, hanno circondato Papandreou, lo hanno cacciato via e rimpiazzato con un governo fantoccio. Che spettacolo disgustoso.

E non ancora soddisfatti, avete deciso che Berlusconi se ne doveva andare. Quindi fu cacciato e rimpiazzato con il signor Monti, ex commissario europeo, anch'esso architetto di questo euro-disastro. Un uomo che non era neanche membro del Parlamento. Sta diventando come un romanzo di Agatha Crhistie, dove cerchiamo di indovinare chi sarà il prossimo ad essere fatto fuori. La differenza è che sappiamo benissimo chi sono gli assassini: dovreste essere ritenuti responsabili per ciò che avete fatto. Dovreste essere tutti licenziati.

E devo dire, signor Van Rompuy, che 18 mesi fa, quando la incontrai per la prima volta, mi sbagliai sul suo conto. Dissi che avrebbe ucciso silenziosamente la democrazia degli stati-nazione, ma non è più così, lo sta facendo molto rumorosamente.

Lei, un uomo non eletto, è andato in Italia a dire: "Non è il momento di votare, è il momento di agire". "In nome di Dio", chi dà il diritto di dare lezioni al popolo italiano?

martedì 15 novembre 2011

Intervista a Marco Saba su Radio Punto il 3 novembre

Intervista a Marco Saba su Radio Punto

Intervista a Marco Saba su Radio Punto
3 novembre 2011 (circa due ore in tutto)

La verità su Bankenstein ed il debito pubblico

Intervista - parte prima




Intervista - parte seconda


lunedì 14 novembre 2011

Marra su Radio Lombardia

lunedì 14 novembre 2011

FERMIAMO LE BANCHE: Avv. Marra su Radiolombardia

 

 



 

 





Marra: gli appuntamenti di novembre

www.marra.it

Appuntamenti dell'avv. Alfonso Luig Marra parlerà dalle seguenti emittenti di come Monti, un volgare membro dell'organizzazione occulta e illecita Bilderberg, non risolverà i problemi della finanza e rovinerà l'economia e l'Italia:

1) oggi, 14 novembre 2011 dalle 18 alle 20  da "Pane al Pane", con Roberto  Poletti, Radio  Lombardia (diretta anche da web  su www.radiolombardia.it);

2) mercoledì, 16 novembre 2011, alle 14:30, da Glossip, con Selvaggia Lucarelli, in diretta su La3 (Sky 143);

3) sempre mercoledì 26 novembre, alle 20:30  da "Forte  e chiaro", con Roberto Poletti, su Antenna 3 (tasto 11  del digitale) -

 

Poi non dimenticate l'appuntamento del 26 novembre a Roma annunciato, senza veli da Sara Tommasi (http://seigneuriage.blogspot.com/2011/11/ferrara-no-al-golpe-e-sallusti-monti.html):

Ciao, sono Sara Tommasi.
So che non ti capita spesso che una donna senza vestiti ti offra di partecipare a una cosa così importante e seria come l'incontro costitutivo del Comitato Promotore del referendum per l'abrogazione delle 6 leggi regala-soldi alle banche nonché della lotta per l'abolizione del signoraggio.
Io però sono orgogliosa di farlo, perché è un piccolo contributo alla lotta per sconfiggere gli immensi illeciti delle banche, che sono la vera ragione della crisi che ci ha rovinati, anche se i politici - servi delle banche - continuano persino ora a eludere l'argomento perché sanno che sta per scoppiare un nuovo '92, però planetario, per cui non c'è luogo dove potranno sfuggire alle loro responsabilità.
Ci sarò anch'io, sabato 26 Novembre 2011, alle 10.30, al Teatro Quirino, in Roma, via delle Vergini 7, e sarei felice se ci onorassi della tua presenza.
Vieni, ti aspetto,
Sara



Per approfondire le cose indicate di seguito vai su marra.it
-1. Candidati alle elezioni dei membri del Coordinamento del Comitato Promotore del referendum.
-2. Fai proposte.
-3. Conferma la tua presenza.
-4. Iscriviti al Comitato Promotore del referendum.
-5. Leggi quali sono le 6 leggi da abrogare (art. su affaritaliani, 717 «mi piace» e 16 «non mi piace»).
-6. Leggi cos'è il signoraggio bancario primario e secondario.
-7. Leggi come e quando opporsi alla propria banca.
-8. Leggi il testo integrale dei ricorsi per incostituzionalità delle 6 leggi regala-soldi alle banche.

domenica 13 novembre 2011

Il governo tecnico? Non è previsto dalla Costituzione



Innanzitutto, il governo tecnico, la Costituzione non lo prevede

I tedeschi invece puntano alle banche italiane

Chi fa operazioni di acquisto per via di rapina, non lo dice mai prima. Sicuramente, si sta creando una condizione psicologica favorevole ad una rapina nelle banche italiane.

Chi sono i rapinatori? Pochi settimane fa nel silenzio generale le autorità bancarie europee hanno fissato nuovi criteri di valutazione dei capitali delle banche: E indovinate chi sono le banche più penalizzate da questa svolta tecnica?



Cacciari veicola il dogma manipolatorio dell'italiano incapace di governarsi che è strumentale alla cupola finanziari, illustrata dalla lobby Trilaterale di cui Monti è presidente per l'Europa, finanziata da Rockefeller.  Quest'uomo, Monti, non viene qui per fare la riforma ma per applicare i punti della Commissione europea.

Il Bivio, trailer

Fonte: http://www.1992ilbivio.it/


1992 - IL BIVIO - IL DOCUFILM DELLA SVOLTA

Il progetto centrobanca: le neolire

Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/05/come-emettere-una-moneta-nazionale_26.html
Come emettere una moneta nazionale privata
senza violare il Trattato di Maastricht
Da: MONETA NOSTRA, di Marco Saba, inedito 2009
Per questo capitolo - e per quello precedente su come emettere una moneta di stato senza uscire da Maastricht - mi sono rifatto in gran parte al lavoro di un insider, Julian Wiseman [1], pubblicato nel 2001, e l'ho riadattato qui alla situazione italiana corrente. Non lasciatevi impressionare dalla terminologia, la questione importante e cruciale, da non perdere di vista, è: si può fare, sia sotto l'aspetto legale che tecnico, basta volerlo.
Una società italiana del settore privato può emettere una nuova moneta privata anche senza l'aiuto del governo italiano, traendone un grande profitto.

Come funziona?

Per questa società privata l'obiettivo è di emettere "banconote" (cartamoneta) e di farle diventare il mezzo preferito di scambio all'interno dell'Italia. Affinché il popolo italiano preferisca usare questa nuova valuta invece dell'euro, occorre renderla stabile e con caratteristiche d'italianità. I vari passi vengono descritti di seguito tenendo a mente i predetti obiettivi:
1) Occorre una istituzione d'emissione. Il metodo più semplice sarebbe quello di comprare una piccola banca italiana e rinominarla, ad esempio, "CentroBanca", abbreviata in CB;
2) La nuova valuta ha bisogno di un nome. Allo scopo di questa esposizione, chiamiamo questa moneta ITN (Italy Neolira). Questo nome ha il vantaggio di suggerire immediatamente un codice ISO 4217, il codice di tre lettere con cui si identificano le valute (come ad esempio, USD per il dollaro GSA, GBP per la sterlina inglese, EUR per euro e CHF per il franco svizzero);
3) La CB stamperà banconote. Queste avranno la sembianza ed il "sapore" di una moneta italiana: ogni denominazione potrebbe avere il ritratto di un famoso personaggio italiano. Sarà necessario emettere molti miliardi di queste nuove banconote;
4) Le banche avrebbero il permesso di aprire conti denominati in ITN presso la CB. Centrobanca pagherebbe interessi sui depositi e presterebbe ITN ad un interesse leggermente superiore in cambio di garanzie collaterali. Questi due tassi d'interesse verrebbero stabiliti da un Comitato dei Tassi, composto inizialmente dai direttori della CB, anche se in seguito potrebbero essere nominati dalla regione interessata (vedere The Bank of England and the Sterling Money Markets: A Critique per un commento del Wiseman sui dettagli d'implementazione della politica monetaria);
5) L'ITN sarebbe redimibile in euro ad un cambio di 1 a 1. Un portatore di ITN, in formato elettronico o cartaceo, avrebbe sempre la possibilità di cambiarli in euro alla parità. Questo da all'ITN un valore minimo di partenza (come avviene, dal 2004, con la nuova valuta REGIO in Germania);
6) Inizialmente, l'ITN verrà venduta al prezzo di un euro ciascuna. In seguito, mentre l'euro perde valore, il valore delle Neolire aumenterà.

Questi passi sono l'infrastruttira di base per la nuova valuta, ma la gente deve avere dei motivi per accettarla e per preferirla. Quindi le Neolire hanno bisogno di promozione, nei vari sensi della parola stessa. La promozione sarà resa più facile dal fatto che il successo sarà una profezia che si autoavvera. Questo perché se l'ITN verrà adottata, i mercati esteri dei cambi avranno il timore di una demonetizzazione di fatto dell'euro, sia in Italia che altrove. Questo timore si rifletterà in un minore prezzo dell'euro. incoraggiando più persone ad usare l'ITN come riserva di valore e mezzo di scambio, cosa che ancora indebolità ulteriormente l'euro. Ma come dare inizio al circolo virtuoso? L'autore immagina una intensa campagna da condurre, inizialmente, in una sola regione. La campagna pubblicitaria ha lo scopo di spiegare la politica di conversione della nuova valuta italiana. Inoltre, verranno reclutati degli acquirenti, dei consumatori, che, dopo un corso di formazione, verranno forniti di Neolire ed il loro compito sarà di spenderle spiegando via via ai commercianti il meccanismo di redenzione. La redenzione dovrà essere ulteriormente enfatizzata attraverso un sistema di raccolta di ITN due volte alla settimana, presso i commercianti, a cui verrà accreditata la relativa somma in euro nei loro conti. Il successo dell'operazione ITN dipende molto da come saranno curate le fasi iniziali di introduzione nel primo territorio d'adozione. Ci sono anche altre misure adottabili che renderebbero l'ITN ancora più appetibile, ad esempio, rispetto al circuito REGIO adottato in Germania [2]. Centrobanca potrebbe usare la rendita monetaria per effettuare anticipazioni e prestiti senza interessi. La rendita monetaria dell'ITN dipende dalla funzione del riscatto dell'ITN rispetto all'euro. Se dopo un certo periodo, ad esempio, solo il 50% delle Neolire verrà presentato per la conversione in euro, la rendita monetaria assommerà al 50%. Questo trend può essere accelerato richiedendo o incoraggiando la restituzione dei finanziamenti esclusivamente in ITN. Inoltre, a differenza del REGIO, le Neolire non richiedono l'adozione del demurrage [3].

Le monete

Le monete sono costose da coniare, ma la BCE ci offre per fortuna un'interessante possibilità. Le monete denominate in euro hanno una facciata in comune tra i vari stati dell'Unione, ma il retro è diverso per ogni paese d'adozione: il retro della moneta euro-italiana da 50 centesimi d'euro ha una facciata diversa da quello delle rispettive monete francesi, tedesche, spagnole o greche. Il valore nozionale è lo stesso: 50 centesimi. Questo perché, a differenza delle banconote in euro, le monete vengono emesse dagli stati ed il relativo signoraggio (o rendita monetaria) viene accreditato, tolto il monetaggio (le spese di conio), ai rispettivi paesi. Si tratta di una specie di elemosina - la rendita monetaria delle banconote è evidentemente molto superiore - che ha lo scopo principale di lasciare l'illusione ai cittadini che siano i singoli stati a ricevere il guadagno derivante dall'emissione dell'euro. Un'illusione ottica, dal punto di vista economico. Se consideriamo l'euro come monete metalliche, banconote e moneta virtuale contenuta nei depositi a vista, vediamo che agli stati membri non arriva che uno 0,2 % (massimo) della rendita monetaria effettiva dell'euro totale emesso (questo vale anche per gli Stati Uniti, dove la Federal Reserve, come la BCE, è in mano a privati e a banche private). La BCE intende che le monete metalliche circolino, all'interno della UE, al di là dei confini di ogni singolo stato di cui portano l'emblema nella faccia personalizzata. Ma Centrobanca può impegnarsi ad offrire una Neolira in cambio di 100 centesimi delle monete euro-italiane. Così otterrebbe quattro benefici:

Primo, eviterebbe la necessità, per Centrobanca di coniare monete metalliche. Gli agenti economici accetterebbero le monete metalliche euro-italiane come fossero frazioni di Neolira;

Secondo, enfatizzerebbe l'italianità dell'ITN;

Terzo, non entrerebbe in competizione con lo stato italiano per il signoraggio sulle frazioni in moneta metallica delle Neolire, lasciandoglielo attraverso l'adozione delle sue monetine in euro. Questo punto è essenziale perché Centrobanca non ha nessuna intenzione di competere con lo Stato italiano, bensì intende competere con la società privata denominata Banca Centrale Europea, vera e propria idrovora a cui si deve, attraverso una serie di passaggi, il meccanismo perverso dell'aumento insostenibile del debito pubblico;

Quarto, mettiamo in gioco un meccanismo della psicologia di massa. Una volta che si sa che solo le monetine italiane in euro possono essere cambiate in Neolire, qualcuno comincerà a tesaurizzare le monete italiane dando il resto, ad esempio, in monete con la facciata di altri stati. E quando il lettore si accorgerà, ad esempio, che il giornalaio gli dà il resto in monetine di centesimi d'euro di altri paesi, diventerà molto allettante di pagare il giornalaio stesso con monetine non italiane. La tesaurizzazione delle monetine italiane si spanderà, e siccome la moneta buona caccia la cattiva, secondo la legge di Gresham, il dubbio sull'utilizzo dell'euro aumenterà di conseguenza.

I profitti

Centrobanca avrebbe tre fonti primarie di profitto: l'emissione, il trading ed il signoraggio.

L'emissione, Inizialmente le Neolire saranno emesse al costo di un euro. Mentre l'euro si deprezza, il prezzo delle Neolire aumenterà mantenendo il valore rispetto alle altre valute. Ma il valore formale di cambio rimarrà lo stesso. Così, se una Neolira viene venduta sul mercato ad 1,5 euro, un euro dovrà essere conservato da Centrobanca in assetti denominati in euro per garantirne la redenzione, ma i 50 centesimi di differenza costituiscono il profitto dell'operazione e possono essere investiti a discrezione di Centrobanca.

Il trading. Centrobanca avrà una posizione straordinariamente potente sul mercato finanziario. Durante la transizione dall'EUR all'ITN, la conoscenza dei propri bilanci, da parte di Centrobanca, le permetterà di trarre dei grandi profitti sui cambi. L'euro collasserà così come il valore dei titoli denominati in euro, e la volatilità andrà alle stelle. In seguito, i tassi d'interesse dei future non denominati in euro ed i titoli governativi non in euro, avranno prestazioni superiori rispetto ai propri mercati di swap. La borsa di Milano, misurata in euro, supererà qualsiasi picco precedente. Tutti questi mutamenti di prezzo sono facilmente prevedibili e, data la loro dimensione, sarà possibile convertire poche centinaia di milioni di ITN in cambio di decine di miliardi di euro.

Il signoraggio. Il contante non paga interessi. Le banconote emesse, quindi, costituiscono una donazione senza interessi nei confronti della banca centrale ed il potere d'acquisto così ricevuto può essere investito in assetti che generano interessi (per esempio, i titoli di stato, le obbligazioni, etc.). La BCE si spende regolarmente gli euro che emette, attraverso le cosiddette operazioni di mercato aperto. Il signoraggio è molto profittevole [4] ed è il motivo per cui si è sempre cercato di monopolizzare l'emissione della moneta, Se un paese emette annualmente cento miliardi di unità monetarie, prestandole ad un tasso d'interesse del 5%, il signoraggio vale 105 miliardi annui meno gli irrisori costi d'emissione. Questo perché solo chi emette la moneta di carta, in realtà, non sarà mai chiamato a coprirla, anche se i bilanci farebbero credere il contrario [5]. Lo si è visto chiaramente col passaggio dalla lira all'euro: tonnellate di carta sostituite da altre tonnellate di carta, al costo del puro monetaggio più qualche "accessorio" (sarebbe davvero troppo ingenuo pensare che il Trattato di Maastricht non abbia previsto, da parte dei banchieri, ricchi premi e cotillons per i politici e gli statisti coinvolti...). Se Centrobanca diventasse la principale emettitrice di cartamoneta in Italia, il suo valore sarebbe davvero parecchio maggiore di qualsiasi altro istituto finanziario del paese.

Il contrattacco

Parlando di questo business plan con altri banchieri, sono state poste due obiezioni. Uno ha obiettato: "non dobbiamo dimenticare che lo stato controlla sia le leggi che le armi...". Ovviamente niente ci obbliga ad entrare in conflitto con lo Stato italiano: anzi. Visto che abbiamo scoperto che lo Stato italiano attualmente non arriva a ottenere che lo 0,2 del signoraggio sull'euro, sarebbe probabilmente sufficiente offrirgliene cento volte tanto (il 20%) sull'ITN per ottenere un gradimento entusiasta dell'operazione. Altrimenti, lo Stato si troverebbe nella pesantissima e scomodissima posizione di dover spiegare e giustificare ai cittadini perché rifiuta una proposta così vantaggiosa per le sue casse. Una proposta che permetterebbe, tra l'altro, di ridurre drasticamente la tassazione e di risanare il debito pubblico... Ma mettiamo pure il caso: cosa potrebbe impedire ad esempio, che venisse promulgata una legge italiana che dichiarasse Centrobanca un gioco d'azzardo e quindi illegale senza una opportuna licenza (che non verrebbe mai concessa)? E' ovvio che uno stato ha il potere sovrano di fare le leggi e l'unico modo per contrastarlo sarebbe attraverso il potere sovrano di un altro stato. Come possono le ITN essere riconosciute come moneta? Immaginiamo che un altro piccolo paese (ad esempio - perchè no? - Israele) venga persuaso, dietro un congruo compenso, a riconoscere a corso legale l'ITN. Per raggiungere lo scopo sarebbe sufficiente che l'ITN fosse considerato a corso legale anche solo in un metro quadrato del suolo di quel paese. La international law of money viene in nostro aiuto:
L'assunto sottinteso (della Lex Monetae] è che la moneta - in quanto costruzione legale - è soggetta al potere dello Stato. Si ritiene che ogni Stato eserciti la propria sovranità sulla sua moneta e che nessun Stato può legiferare sulla moneta di un altro stato.
Ecco che la Lex Monetae permette di esportare la validità dell'ITN in Italia. L'accordo con il paese non-italiano deve permettere a Centrobanca di rivendicare l'immunità sovrana: ci vuole una gran cura nell'elaborazione dei termini legali dell'accordo. Inoltre occorrerebbe intraprendere dei passi per evitare che Centrobanca venga nazionalizzata. Questo può essere agevolmente risolto, ma, per brevità, ne omettiamo qui i dettagli.
Lo Stato italiano controlla anche "le armi", ma queste non sarebbero così utili. Dal momento che nasce Centrobanca, il piano diventerebbe di pubblico dominio e quindi conosciuto a troppe persone perché si possa pensare di eliminarle fisicamente una ad una. Che uno stato dell'eurozona si metta ad eliminare così tanti cittadini avrebbe certamente delle conseguenze diplomatiche e non contribuirebbe di certo ad affermare la stabilità dell'euro nel medio-lungo termine. E comunque, come abbiamo già visto, in termini di signoraggio, per lo Stato, sarebbe assolutamente controproducente.

I costi

Quanto costerebbe questo takeover ostile delle funzioni di emissione della BCE?
La più importante società tipografica del settore privato che stampa banconote, chiederebbe circa 150 milioni di euro, per emetterne la quantità sufficiente, e ci impiegherebbe circa due anni. Occorre comprare una piccola banca italiana, presumibilmente ci vorranno altri 150-300 milioni di euro. Ci vorrebbe anche una certa quantità strategica di argent de poche ed una minima riserva. In tutto, diciamo che questa operazione andrebbe tentata con almeno 700 milioni di euro a disposizione. Per maggiore sicurezza, occorrerebbe raddoppiare la cifra. Specialmente se si pensa di fare una campagna pubblicitaria a tappeto coinvolgendo anche i media televisivi. I ricavi comunque possono raggiungere un tetto teorico equivalente al 14% di tutta la massa di euro circolanti. Tenendo conto che Centrobanca è un ente di emissione, nulla vieta di fare accordi coi fornitori per pagare i costi parte in euro e parte in ITN coinvolgendoli così anche nel successo dell'iniziativa (ed abbassando la cifra in euro del budget iniziale previsto).

Gli scettici

Ci saranno sempre degli scettici. I giornali potrebbero pubblicare una campagna denigratoria sostenendo che l'ITN è uno schema Ponzi (piramidale), ovvero che gli ultimi che entrano vengono usati per pagare quelli che sono entrati prima. Ma la risposta corretta sarà quella di invitare i giornalisti ad esaminare direttamente i bilanci. Quindi, un auditing di alto livello dei bilanci di Centrobanca sarà uno strumento importante e decisivo per dimostrare la chiarezza delle operazioni. Un altro sistema da affiancare sarà quello di prevedere, nel bilancio dell'operazione, un forte coinvolgimentio a livello di budget pubblicitario dei giornali finanziari del paese (i maggiori quotidiani italiani, più che rispondere alle linee politiche dell'editore o ad un'improbabile etica, rispondono principalmente, da sempre, alle sovvenzioni degli inserzionisti). Inoltre, la proprietà della stampa in italia è ricollegabile alle banche, sarà quindi opportuno dedicare una campagna di sensibilizzazione per dimostrare come Centrobanca favorirà la rinascita dell'economia del paese coinvolgendo favorevolmente anche gli altri istituti di credito. Le altre banche centrali pubblicano settimanalmente dei rendiconti semplificati (la Banca d'Inghilterra lo fa dal 1833); Centrobanca lo dovrebbe fare giornalmente pubblicandoli su Internet. I patrimoni e quindi i rendiconti andrebbero divisi in due. Il portafoglio di redenzione dovrebbe consistere in assetti ultra-sicuri. Il valore del portafoglio, misurato in euro, deve sempre eccedere la quantità di ITN circolanti. Così se per assurdo - ipotesi remota - tutte le Neolire venissero presentate contemporaneamente all'incasso, il portafoglio potrebbe essere venduto per pagare le ITN. Il portafoglio, quindi, potrebbe consistere in titoli AAA a breve termine denominati in euro. Meglio ancora, dato l'evolversi della crisi, si potrebbe detenere una congrua quantità fisica (ma NON in ETF) di metalli preziosi tipo oro e argento, che tendono a rivalutarsi continuamente contro tutte le valute (nonostante le frequenti manipolazioni al ribasso, da parte di alcune banche centrali, di cui tutti ormai siamo a conoscenza). Il portafoglio può consistere di qualsiasi bene con una sola limitazione: il valore del portafoglio non dovrà scendere al di sotto di zero. Questo dovrà essere dimostrabile in modo chiaro a qualsiasi contabile (in questo senso i metalli preziosi ci offrono garanzie ultramillenarie). In pratica, nel caso di utilizzo di derivati, che io comunque sconsiglio per principio, l'esposizione di Centrobanca dovrebbe prendere la forma di essere "lunga" sul lato opzioni.

L'etica

Se l'azione di emissione di Centrobanca venisse vista come un'acquisizione ostile delle funzioni d'emissione della BCE, sarebbe questa un'azione morale? Senza dubbio il collassamento dell'euro porterebbe con sé il valore dei titoli azionari, e quindi ci sarebbe un grande trasferimento di ricchezza dai "risparmiatori" nei confronti dei prestatari. In particolare, molti fondi pensione si squaglierebbero. Tuttavia questo non è così grave come sembra, perché i prestatari sono società che sono quotate in borsa e quindi possedute dagli stessi risparmiatori che possiedono i titoli. Ci sarebbe comunque qualcuno che perde, ma poichè i governi vedrebbero scendere il valore reale del loro debito pubblico a zero, sarebbero dei grandi beneficiari della differenza (e questo è un altro importantissimo motivo che dissuaderebbe gli stati dal contrastare l'iniziativa. Anzi: dovrebbero plaudirla ed agevolarla).

Un altro argomento contrario potrebbe essere quello della politica: i politici italiani, specialmente la sinistra, hanno imposto l'euro ai cittadini italiani contro la loro volontà. In Germania si è scoperto che almeno un politico di alto livello ha preso soldi dai francesi per spingere l'adozione dell'euro. In pratica, i francesi hanno speso un'inezia in marchi tedeschi per comprare TUTTI i marchi tedeschi.... Un buon investimento, forse. Ma è anche un argomento su cui imbastire una rivoluzione, assieme a quello molto più rilevante che comunque l'euro ha perso il 60% del suo potere d'acquisto dal momento della sua introduzione. Se ci dovrà essere una reazione, meglio che avvenga presto e sul piano commerciale piuttosto che tardi ed in modo violento. Ma l'incognita vera e propria di questa considerazione è: ci sarà mai una reazione violenta e, se sì, quando? L'abuso continuato e seriale della pazienza dei contribuenti, a seguito delle recenti azioni intraprese dai governi europei a supporto del sistema bancario invece che delle condizioni sempre più disperate della classe media, non promette niente di buono. Ragione in più per tentare un atterraggio morbido.

Un punto di vista alternativo sostiene che, se anche la decisione di entrare nell'euro da parte dell'Italia è stata in qualche modo manipolata, essa è stata tuttavia intrapresa ("a suon di bombe") da un governo democratico, e quindi non dovrebbe essere usurpata da un'altra società privata (invece della BCE). Ma si potrebbe obiettare che Centrobanca non usurpa alcunché, offrendo semplicemente un'opportunità di scelta alla popolazione italiana (un concetto chiave del vero libero mercato). Se la popolazione accetta, tutto bene; se non accetta, ci rimetteranno gli azionisti di Centrobanca, facendo forse un favore agli altri governi della UE.

Eticamente la questione non è chiara: nessuno ha il monopolio della verità.
Conclusione

Anche se le vecchie valute europee non sono recuperabili, questo non significa che l'euro durerà per sempre. Un governo può introdurre una nuova moneta sia apparendo direttamente, come indicato nel capitolo sulla moneta di stato, che indirettamente, attraverso una società privata, come qui indicato. Se la gente vuole una nuova moneta ed il governo non vuole offrirla, sarà allora una società privata che potrà prendere direttamente in mano le redini della situazione, secondo il principio dell'horror vacui [6]. Questa società privata potrebbe scegliere sia la via qui indicata - emettendo una nuova valuta vera e propria - sia la via indiretta - emettendo strumenti finanziari redimibili e perpetui a zero-coupon.


Note:

[1] Julian D.A. Wiseman, un economista consulente del banchiere Rohatyn che è a sua volta direttore di una delle società svizzere dei Rothschild, mi ha concesso gentilmente i diritti per un mio adattamento ed aggiornamento del suo saggio per il pubblico italiano, cosa di cui gli sono grato, purché citassi la fonte del suo sito: www.jdawiseman.com

[2] Il REGIO è un circuito di 60 città tedesche in cui funzionano delle monete locali emesse dalle singole città. E' stato ideato dal banchiere Bernard Lietaer, già direttore della Banca centrale del Belgio ed architetto dell'ECU, il precursore dell'euro.

[3] Il demurrage è un meccanismo per cui sulle singole banconote vengono applicati dei bollini, ad intervalli regolari, per prolungarne la durata di validità del valore facciale pieno. Questi bollini hanno un costo e vengono venduti dall'entità di emissione, con la presunzione di pagarne le spese di gestione, come se il signoraggio non esistesse... Inoltre, la pretesa di accelerare la velocità di circolazione, attraverso questo escamotage, è abbastanza ridicola: è vero il contrario. Siccome l'inflazione dell'euro è meno visibile dal punto di vista della psicologia di massa, rispetto all'onere del demurrage, la gente preferirà ancora mantenere l'uso dell'euro. E' chiaro che il REGIO serve soprattutto per scopi propagandistici perché Lietaer non può non sapere che, ad esempio nel caso del WIR in Svizzera, il demurrage venne adottato solo per sei anni dall'epoca della fondazione (1930), ma venne appunto abbandonato perché stava portando il progetto del WIR al fallimento. Oggi il WIR in Svizzera viene gestito attraverso sei filiali della banca WIR in alttrettante città principali della Svizzera.
Vedi: Portale della Banca WIR
http://www.wir.ch/index.cfm?o_lang_id=5

[4] In Cina, il solo signoraggio annuo della moneta base (monete più banconote) vale alla banca centrale - e quindi al governo - circa il 7% del PIL cinese. Tradotto in Italiano, il 7% del PIL equivarrebbe a circa 140 miliardi di euro all'anno. Questo è il motivo sostanziale per cui la Cina fagociterà le economie di quei paesi che non hanno ben compreso la materia...

[5] I bilanci delle banche centrali riportano al passivo il valore nominale della moneta emessa, come se, in un futuro più o meno lontano (il giorno del giudizio universale), dovessero in qualche modo coprirle. Si tratta ovviamente di un falso passivo, un sistema di falsificazione contabile che - secondo il "Nobel" Paul Krugman - "deriva dall'abitudine" di aver sempre fatto così... In questo modo il signoraggio sparisce e, apparentemente, da profitto si trasforma in perdita.

[6] In filosofia, horror vacui si riferisce ad una teoria di Aristotele che sosteneva che la natura aborrisce il vuoto e che, quindi, tende a colmarlo non appena possibile. In questo caso, e nel caso delle monete locali e complementari, potremmo dire che il mercato dei servizi tende a riempire il vuoto creato da un sistema oligarchico di emissione monetaria senza competizione.

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