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lunedì 21 novembre 2011

1. Il Club dei Monti. N. Forcheri

1. Monti, Moody's, Bilderberg e conflitto di interessi

SCOOP: Monti, membro del comitato direttivo del Bilderberg, è (stato?) membro dell'agenzia di rating Moody's (cfr.http://seigneuriage.blogspot.com/2011/11/moodysgate-come-monti-ha-ricattato.html ), dalla schermata sotto del 10 Maggio 2010 si vede come Monti faccia (o facesse?) parte del Senior European Advisory Board (Comitato consultivo di alto livello per l'Europa) di Moody's:



Sono di quelle notizie scomparse dal net, perciò è difficile sapere con esattezza com'è la situazione allo stato attuale: ha ancora quella carica? E se non ce l'ha, in quali rapporti è con il suo ex datore di lavoro?

Moody's è una delle tre agenzie di rating che da i voti ai debiti dei paesi. Essa è una delle tre agenzie ad avere ricevuto un avviso di garanzia dalla procura di Trani con le accuse di aggiotaggio, manipolazione di mercato e abuso di informazioni privilegiate (cfr.http://rinascita.eu/?action=news&id=9909), notizia che avevo commentato in un articolo, il 7 agosto scorso, come indizio di tendenziosità di Monti - Monti e la tendenziosità - prima di trasformarsi in conflitto di interessi, da quando è diventato Premier. Infatti, soddisfatto per gli ordini impartiti dalla BCE nella famosa lettera al governo con i requisiti della Finanziaria, poi diventata Legge di stabilità, "faceva passare come un’evidenza l’accettazione da parte di governo e maggioranza di “un ‘governo tecnico’” aggiungendo che “le decisioni principali sono state prese da un ‘governo tecnico sopranazionale" quando ancora c'era il governo Berlusconi, glissando palesamente sul fatto che le principali agenzie di rating sospettate di avere provocato le turbolenze del mercato erano state messe sotto inchiesta con un avviso di garanzia, avendo Moody’s e Standard & Poors “diffuso notizie non corrette, dunque false anche in parte, comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario e bancario italiano (…) concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari” (cfr. http://www.stampalibera.com/?p=29547 ). La ciliegina è che le ipotesi di reato - aggiotaggio, manipolazione di mercato e di abuso di informazioni privilegiate - sorgono dal fatto che il giudizio negativo delle agenzie di rating sulla manovra finanziaria di Tremonti è stato comunicato prima ancora che quest'ultima fosse resa pubblica.

E mi interrogavo se avessero agito contro l'euro per sostenere il dollaro, o contro i titoli italiani per conquistarci meglio? Magari per entrambi gli scopo, ma se fosse stato accertato il dolo, basterebbe l'opposizione di un singolo Stato membro per bloccare l'autorizzazione delle agenzie di esercitare l'attività di rating. E aggiungevo che un governo tecnico non lo farebbe di sicuro, e adesso che il governo tecnico ossia bancario è al potere, di sicuro non lo farà.

Ero ironica sul fatto che Monti non se ne fosse accorto ma adesso sappiamo con sicurezza che non solo se n'è accorto ma che vi è un indizio supplementare che ciò faccia parte di un piano concordato, di cui Monti sarebbe un fantoccio importante, per attaccare l'euro e l'Italia: attaccare l'euro per conseguire un governo globale attraverso la tecnica dello "shock and awe", colpisci e terrorizza, e la conseguente riforma del governo dell'euro in senso più autoritario ancora e più prodollaro più pro oligarchia globalista (cfr. vedi MES); la seconda per raschiare lo scrigno italico, sempre con la stessa tecnica di appiccare il fuoco per paracadutare i pompieri: aziende, brevetti, terreni agricoli, immobili, ultime municipalizzate, ultime grandi aziende (semi)pubbliche come ENI, FInmeccanica, Enel, Tirrenia, Poste, banche oltre agli ultimi borghi abbandonati da un secolo di emigrazioni italiche indotte, L'Aquila compresa, e conti in banca, il tutto a vantaggio della confraternita del Club dei Monti, il berg di bilderberg, non significa "monte"?

Del resto avevo già rilevato un conflitto di interessi diventato sistemico (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2010/07/il-conflitto-di-interessi-fatto-sistema.html) all'interno delle istituzioni europee, ad esempio nella persona della bilderberger Kroes, prima commissaria olandese alla Concorrenza e poi alla Digitalizzazione dove la sua lunga lista di interessi e funzioni in società erano stati congelati in un trust i primi e sospese le seconde. Tutto? No, permaneva la carica di membro del consiglio di sorveglianza, dal 1999, di Lucent Technologies (che poi è il nome olandese di Alcatel), enorme TRAVE di CONFLITTO DI INTERESSI per una commissaria alla Digitalizzazione della società...
La Kroes mise i suoi interessi in un trust esattamente come fece Berlusconi, ma allora perché quest'ultimo è stato perseguitato per vent'anni per il presunto conflitto, e lei no? Un commissario alla digitalizzazione che ha una carica nella maggiore multinazionale olandoamericana nel settore! Vero è che è scritto in olandese, troppo difficile per un giornalista, senza parlare dei magistrati...

In un altro articolo, rilevavo come Ryan Air ricevesse un trattamento di riguardo da parte della magistratura europea in un processo in cui era accusata dalla Direzione Concorrenza della Commissione europea di incassare aiuti di Stato dalla Regione Vallonia per il suo scalo di Charleroi. Per la regina del low cost, gli aiuti di stato erano semplicemente diventati, secondo i compiacenti giudici "investimenti produttivi", con un ragionamento arzigogolato arrampicato sugli specchi, che smontavo punto per punto, mentre il concetto di "controllo analogo" nelle municipalizzate in house italiche - e cioé il criterio determinante per evitare la gara pubblica delle municipalizzate, il fatto che le società siano gestite come un dipartimento interno all'ente locale - viene sistematicamente ignorato dalla nomenkatura di Bruxelles in modo da costringere il belpaese a privatizzare acqua, consumi, manutenzione, illuminazione pubblica, porti, aeroporti, stazioni ecc ecc alle solite multinazionali transalpine.

Per tornare alle agenzie di rating, sappiamo come una riduzione della notazione del debibto di un paese sia capace di provocare gravissimi danni fino a rovesciarne la democrazia o provocare agitazioni sociali, tant'è vero che la Consob francese (AMF) aveva aperto un'indagine su quello che poteva sembrare un errore di Standard and Poors qualche settimana fa ma che poi, con la messa sotto osservazione della Francia da parte di Moodys, si è rivelato essere parte di una vera e propria strategia concordata per ricattare i governi, e metterci dei governi fantocci pilotati dai cosiddetti 'mercati', come denunciato da Nigel Farage al Parlamento europeo per Grecia e Italia (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2011/11/farage-van-rompi-in-nome-di-dio-chi-le.html), o per imporre, con minacce e manipolazioni di tutti i tipi, governi 'amici' dei 'mercati' alla vigilia di campagne elettorali come in Francia (cfr. http://fr.reuters.com/article/frEuroRpt/idFRL5E7ME21L20111114 ).

Tante guerre sono state provocate dai "mercati" per imporre regimi friendly e "accettati dalla comunità internazionale", con cui i mercati s'identificano. La Moody's di Monti imperversa e minaccia la Francia di declassare la sua tripla A. Attacchi agli Stati. Forse per ridimensionare la parte pubblica nella joint-venture pubblico privato che in Francia è superiore alla media? O forse per mandarle un semplice avvertimento. Messaggi in codice e nient'altro, visto che la Francia ha la forza nucleare...
(continua)
N. Forcheri
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