"Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole che si sappia. Il resto è propaganda" Horacio Verbitzky
sabato 30 aprile 2011
martedì 26 aprile 2011
martedì 19 aprile 2011
Il Meltdown: non solo una metafora
DI JOSEPH STIGLITZguardian.co.uk
Le conseguenze del terremoto giapponese, in particolare la crisi in corso all’impianto nucleare di Fukushima, stanno facendo fischiare le orecchie agli studiosi del collasso finanziario che ha provocato la Grande Depressione. Entrambi gli eventi ci forniscono una lezione nuda e cruda di come la società e i mercati riescono malamente a controllare i rischi.
Naturalmente, non c’è possibilità di confronto tra la catastrofe del terremoto, che ha provocato la morte o la scomparsa di più di 25.000 persone, e la crisi finanziaria , a cui non possono essere attribuite sofferenze fisiche così forti. Ma quando si analizza il disastro nucleare di Fukushima, c’è un tema che accomuna i due eventi.
Sia gli esperti del nucleare che quelli della finanza ci hanno assicurato che le nuove tecnologie avevano eliminato del tutto i rischi di una catastrofe. Gli eventi hanno dimostrato che si erano sbagliati: non solo il rischio esiste, ma le conseguenze sono così enormi da erodere tutti i vantaggi del sistema che i dirigenti dell’industria promuovono.
Prima della Grande Recessione, i guru economici statunitensi – dalla direzione della Federal Reserve ai titani della finanza – si vantavano di saper gestire il rischio. Alcuni strumenti finanziari ‘innovativi’ quali i derivati e i credit default swap avrebbe distribuito il rischio su tutto l’ambiente economico. Adesso sappiamo che hanno illuso non solamente il resto della società, ma anche sé stessi.
Abbiamo verificato che i maghi della finanza non hanno compreso la complessità del rischio, senza aver poi considerato i pericoli determinati dalle “distribuzioni fat tail" , un termine statistico per eventi rari con conseguenze enormi, che sono conosciuti anche con il nome di "cigni bianchi" . Eventi che si supponeva accadessero una volta in un secolo, o addirittura una volta nella vita dell’universo, sembrano susseguirsi ogni 10 anni. C’è di peggio, non solo la frequenza di questi eventi e il danno che potrebbero provocare sono stati fortemente sottostimati, un qualcosa di simile allo scioglimento del reattore che assilla l’industria nucleare.
Gli studi in economia e in psicologia ci aiutano a capire perché non riusciamo proprio a gestire questi rischi. Abbiamo piccole basi empiriche per giudicare eventi rari, quindi si può difficilmente giungere a stime corrette. In tali circostanze, più che i desideri profondi, ha una grande importanza il fatto che abbiamo pochi incentivi per pensare in profondità. Al contrario, quando altri soggetti patiscono le conseguenze degli errori, gli incentivi favoriscono l’auto-inganno; un sistema che socializza le perdite e privatizza i guadagni è destinato a gestire male il rischio.
L’intero settore finanziario era costipato di problemi delle agenzie e delle esternalità. Le agenzie di rating avevano tutto il vantaggio di dare buone valutazioni ai titoli a alto rischio che venivano venduti dalle banche di investimento, le stesse per cui lavoravano. Quelli che hanno concesso i mutui non hanno patito alcuna conseguenza per le loro irresponsabilità, persino coloro che hanno concesso prestiti simili a usura o che hanno creato e diffuso titoli progettati per perdere valore, sono stati in qualche modo protetti nelle cause civile e penali che li hanno visti protagonisti.
Questo ci porta alla successiva domanda: ci sono altri cigni bianchi che dovranno accadere? Sfortunatamente, alcuni degli enormi rischi che affrontiamo sono oggi più probabili degli eventi rari. La buona notizia è che tali rischi possono essere controllati con poca o nessuna spesa. La cattiva è che in questo modo si dovrà affrontare una forte opposizione politica e, proprio per questa ragione, ci sono persone che approfittano dello status quo.
Abbiamo avuto a che fare con due grandi rischi negli ultimi anni, ma è stato fatto veramente poco per tenerli sotto controllo. In un certo senso, il modo in cui la crisi è stata affrontata può aver incrementato il rischio di un futuro cataclisma finanziario.
Le banche ‘troppo grandi per cadere’ e i mercati a cui partecipavano sanno che non possono più aspettarsi altri salvataggi se finiranno nei guai. Il risultato di questo azzardo morale è dato dal fatto che queste banche possono prestare denaro a termini vantaggiosi e avere dunque un vantaggio competitivo non basato su performance superiori, ma solo sulla loro forza politica. Mentre alcuni degli eccessi nell’assunzione del rischio sono stati contenuti, il prestito di rapina e il commercio non regolato degli oscuri derivati over-the-counter proseguono. Le strutture incentivanti l’assunzione del rischio sono ancora immutate.
E mentre la Germania ha chiuso i suoi reattori più vecchi, negli Stati Uniti e nel resto del pianeta gli impianti che sono stati progettati insieme a quello di Fukushima continuano a operare. L’esistenza dell’industria nucleare dipende da sussidi pubblici nascosti – costi che verranno sostenuti dalla società in caso di disastro nucleare, così come i costi non determinati delle scorie nucleari. Veramente troppo per un capitalismo senza freni!
Per il pianeta, c’è un rischio in più, che, come gli altri due, è quasi una certezza: il riscaldamento globale e la modificazione del clima . Se ci fossero altri pianeti in cui muoversi a basso costo, nel caso degli eventi che hanno una notevole possibilità di verificarsi in base alla previsione degli scienziati, si potrebbe obiettare che è un rischio che vale la pena prendere; ma altri pianeti non ce ne sono.
I costi della riduzione delle emissioni sono bruscolini in confronto ai possibili rischi che il mondo affronta e tutto questo potrebbe verificarsi anche se fosse esclusa l’opzione nucleare (i cui costi sono stati sempre sottostimati). Per esserne certi, le compagnie petrolifere e del carbone dovrebbe scontarne le conseguenze e le grandi nazioni inquinatrici - come gli Stati Uniti – dovrebbero pagare un prezzo più alto di quelle che hanno un tenore di vita meno dissoluto.
In conclusione, quelli che giocano a Las Vegas perdono sempre più di quello che guadagnano. Anche la nostra società sta giocando, con le nostre grandi banche, con le nostre strutture nucleari, con il nostro pianeta. Come succede a Las Vegas, ci sono pochi fortunati – i banchieri che mettono a repentaglio la nostra economia e i proprietari delle compagnie energetiche che mettono il nostro pianeta a rischio – potranno sempre stare al calduccio ma, vedendo la cosa dal punto di visto collettivo, siamo destinati a perdere.
Questa, sfortunatamente, è la lezione del disastro del Giappone che continuiamo a ignorare a nostro rischio e pericolo.
Joseph Stiglitz
Fonte: www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/cifamerica/2011/apr/06/japan-nuclearpower.
6.04.2011
Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE
lunedì 18 aprile 2011
La Libia no, la Russia no, l'Iran no...
Molto interessanti i nuovi cablo di Wikileaks usciti oggi su Repubblica. Saranno pure un'operazione studiata a tavolino, ma a me quel che si riporta pare assai plausibile.
Dai riassunti dei cablo di oggi, il messaggio è chiaro: secondo i nostri alleati che li scrivono, l'Italia non dovrebbe comprare petrolio e gas proprio da nessuno. O almeno, a parte una lista di proibizioni non risultano suggerimenti su fornitori accettabili.
Oggetto del contendere è come sempre la Russia, e gli accordi dell'ENI e dello Stato italiano che non fanno dormire l'ex ambasciatore Spagli il quale non si capacita di come comprare dai russi a noi "non sembri un problema". Proprio non ci entra in zucca che dobbiamo liberarci della "dipendenza" dalla Russia. Molto divertente leggere come Tremonti e Scaroni gli danno la guazza, condividendo serissimi che sì, è un disastro, di questi russi occorre proprio liberarsi, non se ne può più, per poi continuare imperterriti con accordi e importazioni. Scaroni prova a convincere che "Gazprom è un partner commerciale perfetto, soltanto un po' burocratico e lento, ma affidabile", e viste le orecchie da mercante della controparte aggiunge perfidamente (e sensatamente): "importare gas dall'Iran è l'unica grande alternativa alla Russia".
Apriti cielo! "Gli Usa scoraggiano nei termini più netti possibili l'iniziativa", è la risposta, e "in seguito a quell'incontro, Washington dà ordine alle periferie di far giungere duri messaggi a Scaroni su Russia e Iran".
Libia, Russia, Iran, insomma se escludiamo l'Algeria nessuno dei nostri fornitori abituali, e finora affidabili, è gradito all'alleato. Per tacere dell'inesausta querelle sui tubi. E siccome l'Arabia Saudita, il Venezuela, il Canada e il Messico sono piuttosto lontanucci, guardando la cartina geografica pare che non esistano molte altre opzioni. Che dobbiamo fare, di grazia, a parte continuare a depennare tizio e caio? Qualcosa bisogna pur metterci, nella caldaia e nel serbatoio, o ci inviassero una fornitura di biciclette così non se ne parla più.
Ultima osservazione, sui soliti media. Mi chiedo quale sia l'intento di Repubblica nel pubblicare tali sunti, oltre al sacrosanto diritto di cronaca. Mettere in cattiva luce il governo, forse? Dobbiamo quindi dedurre che Repubblica la pensa come gli autori dei memo, e che un eventuale futuro governo gradito a Repubblica NON comprerà più greggio e gas da Libia, Russia e Iran. Hmmm. Quasi quasi vado a fare il pieno. Con parecchie taniche, però.
venerdì 15 aprile 2011
Vittorio Arrigoni
Breaking: Useful idiot found dead in Gaza
Israel Radio has just reported (3:00 am) that Vittorio Arrigoni, an Italian pacifist who was reported kidnapped earlier this evening, has been found dead.
He was apparently executed by the al-Qaeda-affiliated group that kidnapped him.More details later today
Ultim'ora: "Utile idiota" trovato morto a Gaza
Una radio d'Israele ha appena riferito (alle 3 di notte) che Vittorio Arrigoni, un italiano pacifista che è stato rapito all'inizio della serata, è stato trovato morto.
Sarebe stato eseguito dal un gruppo di Al Qaeda che lo ha rapito. Maggiori dettagli più tardi
A parte il tono scioccante e disgustoso del titolo, notasi come il gruppo islamista salafita di qualche ora fa, sia diventato gruppo di Al Qaesa, per chi avesse ancora qualche dubbio che in realtà Al Qaeda non sia altro che un paravento per le operazioni più truci dei servizi peressiti, come direbbe Franco Levi. NF
giovedì 14 aprile 2011
Biglietti di Stato a corso legale: strani ritardi in Gazzetta Ufficiale. Marco Saba
Leggendo l'elenco delle leggi riguardanti i biglietti di stato - quei biglietti di Stato sovrani, senza debito, e con la rendita monetaria allo Stato, per cui verosimilmente è stato ucciso Moro - sono rimasto molto colpito dalla ritardata pubblicazione di alcune norme.
Ad esempio:
1) Norme concernenti l'esportazione e l'importazione di biglietti di Stato e di banca italiani
L. 18-05-1973 [Primo Ministro: Andreotti]
Pubblicata in Gazzetta Uffciale l'8 marzo 1974, UN anno dopo [Primo Ministro: Mariano Rumor]
2) Norme concernenti l'esportazione e l'importazione di biglietti di Stato e di banca italiani
D.M. 02-05-1974 [Governo Rumor]
Pubblicato in Gazzetta Uffciale il 14 ottobre 1977, TRE anni dopo [Governo Andreotti]
3) Norme concernenti l'esportazione e l'importazione di biglietti di Stato e di banca italiani
D.M. 12-10-1977 [governo Andreotti]
Pubblicato in Gazzetta Uffciale il 10 maggio 1980, TRE anni dopo [governo Cossiga]
4) Approvazione del regolamento per la fabbricazione e la emissione dei biglietti di banca
D.M. 08-05-1980 [governo Cossiga]
Pubblicato in Gazzetta Uffciale l'11 gennaio 1982, DUE anni dopo [governo Spadolini]
5) Regolamento recante modificazione al regolamento per la fabbricazione e l'emissione dei biglietti di banca, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1981, n. 811
D.P.R. 09-10-1981 [governo Spadolini]
Pubblicato in Gazzetta Uffciale il 7 marzo 1991, DIECI anni dopo ! [governo Andreotti - interregno]
Approfondimenti: http://www.marcosaba.be/
mercoledì 13 aprile 2011
Immigrati: per affondarci di sofismi. N. Forcheri
Nicoletta Forcheri
13 aprile 2011
lunedì 11 aprile 2011
Come evitare e difendersi dalle radiazioni
INDICAZIONI UTILI PER REGOLARSI RISPETTO AGLI ALIMENTI DERIVATI DEL LATTE, RIFERIMENTO AI 3 RADIONUCLEIDI I-131, Cs-137, Sr-90
domenica 10 aprile 2011
Free energy e moneta sovrana per tutti
sabato 9 aprile 2011
Fukushima e la censura dei media
In relazione alle centrali atomiche, scrive Alfonso Luigi Marra, l'orribile verità che viene occultata è che, sia quelle giapponesi che hanno avuto danni in questo momento (Fukushima, Onagawa, e Higashidori, ma è probabile ce ne siano altre che ci vengono occultate), sia le centrali atomiche in generale, quando si fermano, richiedono un raffreddamento all'infinito dei materiali radioattivi che, specie in caso di disastri, non è facile garantire, e che, ad esempio, è in crisi sulle tre centrali sopra indicate.
Si tratta in sostanza una lotta impari contro il calore che, se prima o poi prevale contro i sistemi di emergenza che vengono adottati per fermarlo, determina l'esplosione, come a Chernobyl, e, comunque, nel mentre – fino al definitivo e chissà quanto probabile raffreddamento – causa il rilascio di radiazioni.
Una lotta vincere la quale è da augurarsi sia possibile, ma che richiede mezzi straordinari, per cui i media devono cessare di mentire, perché la si può forse vincere solo se c'è un allertamento dell'intera comunità mondiale.
8.4.11
mercoledì 6 aprile 2011
Fukushima: gli eco-terroristi atomici
Interventi "umanitari" in Medio Oriente previsti da tempo
lunedì 4 aprile 2011
Fukushima, qualche “aggiornamento”
[1] Image: http://www.youtube.com/watch?v=UFM4VR654ro
[2] Image: http://www.youtube.com/watch?v=70ZHQ--cK40
Dietro la notizia
Sono gradite le testimonianze dei lettori circa avvenimenti di soprusi quotidiani, di saccheggio delle risorse, di depredazione del paese, di truffe e inganni monetari, sanitari, fiscali, di menzogne ufficializzate.
In particolare benvengano tutti gli indizi volti a squarciare il velo che circonda i segreti di Stato che soffocano la crescita del paese dal dopoguerra e gli importantissimi omissis di questa repubblichetta -gran paese - dalla sovranità inesistente.
Benvengano anche tutte quelle proposte costruttive di alternative praticabili per il futuro nero che ci aspetta, dalle monete locali alla creazione di una cassa mutualistica per sostenere i membri della nostra bistrattata comunità.
Questo blog vuole essere più di un semplice sito d'informazioni, vuole essere un gruppo di pressione, benvengano lobbisti e avvocati nell'anima, vuole essere un embrione di giornale, benvengano i giornalisti di indagine, vuole essere un luogo di approfondimento su tematiche poco o non trattate dalla stampa ufficiale.
Cassa di risonanza per i ventenni e gli ultimi babyboomers accomunati da pensioni sequestrate per opera di suboccupazione, o truffa fondi pensione, dal futuro ipotecato dalla truffa del debito pubblico e la precarietà; per i risparmiatori e i pazienti traditi. Cassa di risonanza dei cittadini, vuole formare un movimento di consapevolezza che denunci e che proponga, che quereli e che agisca, o meglio, che non agisca.
Sito del consumatore consapevole.
Nicoletta Forcheri



