La Casa in Chianti di Mamma

Chianti Farmhouse Holidays

martedì 31 gennaio 2012

Il furto del nostro oro.

L'ORO NON E ' LORO
LORO DICONO CHE E' LORO
MA L'ORO NON è LORO
E L'ORO NON E' NEANCHE L'ORO
QUELL'ORO DEL SANGUE CONTRO L'ORO
PERCHE' L'ORO NON E' SANGUE
SOLO PER LORO L'ORO E' ORO E SANGUE ED E' LORO
CHE SE LO TENESSERO, A NOI LA TERRA, IL SANGUE, LA LIBERTA'

Dopo lo spostamento fisico di parte del nostro oro in 'gentile' concessione come pegno di chissà quale traffico nei caveaux di BIS, Bank of England e Federal Reserve, dopo la diatriba tra Tremonti che rivendicava l'oro d'Italia come proprietà dello Stato italiano e Trichet che ne attribuiva la proprietà alla Banca d'Italia (e quindi anche parzialmente a Francia e Germania, attraverso le sue azioniste) ecco adesso arrivare la ciliegina: dovremmo regalare l'oro alla Germania (ma penso anche alla Francia) per cancellare parte di un debito fraudolento fatto di carta straccia abusiva. Non vi ricorda il furto dell'oro delle banche del Meridione che all'Unità d'Italia fu forzosamente scambiato con la carta straccia della banca d'Italia perché i Savoia ne avevano bisogno per rimborsare il loro debito ai Rotschilds? A me ricorda anche un furto d'oro più recente, quello  della guerra alla Libia che voleva istituire una valuta d'oro per l'Africa e la vendita del petrolio. Insomma vi siete mai chiesti come mai il Nord frega sempre il Sud, e non viceversa?
Io proporrei a lorsignori un 'bargain': si prendessero tutto l'oro che vogliono ma in cambio se ne andassero, chiudessero le basi militari, chiudessero le loro fabbriche, la Nestlé, GDF Suez ci restituisse acqua gas rigassificatori deal di rifiuti, EDF Edison ci restituisse il business dell'illuminazione pubblica le centrali e se ne andasse, auchan e carrefour togliessero le grinfie dalle nostre cose, le banche straniere se ne andassero via dalla banca d'italia e da tutte le controllate per meglio nazionalizzare le altre, se ne andassero da tutte le trivelle in terraferma e in mare, rinazionalizziamo l'ENI e introitiamo i nostri idrocarburi con prezzi minimi ai cittadini, se ne andassero dal nostro business del sole, se ne andassero dalle nostre terre agricole, dai nostri semi, ci restituissero tutti i brevetti e il falso made in Italy, riprendiamo le nostre bibite fatte con vere arance amare, orzate, ecc, tutti i ladri che si sono arricchiti sulle nostre invenzioni, se ne andassero dalle autostrade, dai porti, gli aeroporti, da Alitalia, dalla Tirrenia, ricostruiamo l'IRI, ci restituissero tutto ciò che ci hanno rubato, non prima di avere fatto un dettagliato inventario e restituissero infine a Cesare quel che è di Cesare. A quel punto vedremmo chi è veramente in default. (NF)

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