Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

mercoledì 29 febbraio 2012

La banda cartello aggiornata degli spacciatori del nostro debito pubblico

L'avevamo pubblicata su facebook, l'avevo fortunatamente scaricata in locale, è la nuova lista della banda cartello dei dealer o specialisti in titoli di Stato, questa volta (anno 2011) pubblicata a febbraio di quest'anno in un sito più nascosto del ministero del Tesoro e ritrovata grazie a M. Saba, ma poi fatta sparire dallo stesso sito e persino da un sito per la ricerca di cache come archive.org... Un lavoro da certosino, intervenuto in seguito a furibonde discussioni avvenute nei giorni scorsi in un gruppo di facebook sulla MMT e la fallacia di tutta l'operazione Barnard, gruppo in cui avevamo varie volte allegato l'indirizzo con la lista.

Ecco a voi la lista aggiornata dei nostri spacciatori di debito pubblico (per la lista degli anni 2009 e 2010, http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2010/09/elenco-degli-specialisti-strozzini.html e http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/Elenco_Specialisti_Titoli_di_Stato_8_febbraio_2010.pdf).

N. Forcheri
29 febbraio 2012

 

lunedì 20 febbraio 2012

Trattati UE: il diavolo è nei dettagli


Si noti una parolina: prudenziale. Tutto quello che sta succedendo in Europa, in termini di esautoriamento degli Stati, deprivazione della sovranità popolare dei popoli e il loro depauperamento ineluttabile, sta succedendo a causa di quella parolina, nel contesto degli articoli sotto.

Prudenziale, ispirato, dettato da prudenza, significa che un'istituzione finanziaria presta i soldi unicamente in attività altamente redditizie e sicure, qualunque esse siano, armi, nucleare, ogm, scommesse sui fallimenti e la morte delle persone.

Prudenziale, è la religione del bancassicurativo, come contrapposto a mutualistico, cooperativo, popolare, redistributivo. Tale principio è sancito e consacrato dai Trattati UE e dagli atti comunitari.

Prudenziale fa il paio con attuariale, quella scienza statistica e calcolo delle probabilità che assimila le nostre vite e le nostre persone a numeri da cui massimizzare i profitti. Per la bancassicurazione. Per il grand argentier, come si dice in francese. 

Gli argentiers sono 'prudenti' per quel che riguarda l'investimento dei soldi che considerano loro, anche se li stampano per conto della comunità. Così prudenti che se per caso uno Stato 'aiuta' una impresa con un tasso non usuraio oops scusate con un tasso agevolato  e che questa impresa era in difficoltà -  e chi dovrebbe aiutare uno Stato se non le imprese strategiche in difficoltà? - tale Stato sarà punito con il pagamento di una multa all'UE e l'impresa in difficoltà dovrà risputare i prestiti ricevuti chiudendo definitivamente i battenti, o semplicemente passando di proprietà agli amichetti dello stampatore di moneta 'prudente'. La scusa: concorrenza sleale, la vera ragione: investimento non prudenziale.

Prudenziale significa quindi il paradosso che uno Stato non può più aiutare le imprese in difficolta, ma può benissimo 'aiutare' quelle non in difficoltà, quello si chiama investimento produttivo, soprattutto se sono private, vedasi il caso della Ryanair e degli aiuti di Stato ricevuti dalla Regione Wallonia, ribattezzati investimenti produttivi dalla corte europea di giustizia (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2009/02/lantimercato-delleuropa-nicoletta.html).

Prudenziale significa infine scaricare i 'rischi' di cui gli argentiers sono fobici, sui 'contribuenti' e la cittadinanza, per estrarre unicamente il 'frutto', l'utile, l'interesse. Privatizzare gli utili, privandone la comunità per nazionalizzare i 'rischi'. 

(Fonte: http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cmsUpload/st06655.it08.pdf)
Articolo 123
(ex articolo 101 del TCE)
1. Sono vietati∗ la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione
creditizia, da parte della Banca centrale europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate "banche centrali nazionali"), a istituzioni, organi od organismi dell'Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l'acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell'offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati.
Articolo 124
(ex articolo 102 del TCE)
È vietata qualsiasi misura, non basata su considerazioni prudenziali, che offra alle istituzioni, agli organi o agli organismi dell'Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri un accesso privilegiato alle istituzioni finanziarie.

Infine dire che è vietato l'accesso privilegiato alle istituzioni finanziarie - prestiti agevolati - non basato su considerazioni prudenziali significa in soldoni che sono vietati prestiti agevolati a enti pubblici e aziende pubbliche se non basati su criteri di redditività, dividendi, utili e rating e pazienza se vanno a ramengo infrastrutture,  aziende di primordiale importanza, servizi di interesse generale e tutta la struttura di enli locali e Stati.

Viceversa dire che è vietato per gli enti pubblici, presuppone invece che i prestiti agevolati siano autorizzati agli enti privati e alle aziende private? E poi qual è la definizione di società pubblica per l'UE? Se è il controllo pubblico al 51% allora significa che ENI e Alitalia possono ottenere prestiti agevolati? E allora perchè i prestiti ad Alitalia furono bocciati dall'UE?


Loro sono prudenti e lo sono a nostre spese e a nostro rischio e pericolo. Se non ci va bene è per giunta colpa nostra - è la democrazia bellezza - e se non abbiamo esercitato il voto, perchè siamo in situazione di 'emergenza', è lo stesso colpa nostra, perché l'emergenza è stata creata dal nostro scriteriato voto della volta scorsa.

Loro sono prudenti e hanno abusato la nostra pazienza e hanno messo in gioco la nostra vita, per la loro prudenza, tale prudenza gli costerà CARA. 



N. Forcheri  20 febbraio 2012

mercoledì 15 febbraio 2012

Stampatori di moneta alla sbarra!!

L'onorevole Bloom del partito di Nigel Farage, UKIP, al Parlamento europeo ieri, 14 febbraio 2012 del gruppo Europa della libertà e democrazia, durante le interrogazioni orali, sulla praticabilità dell'introduzioen degli eurobond o bond di 'stabilità'.




Signor Presidente, negli anni 70, la legge comunitaria sul reinvestimento negli USA, rese la dovuta diligenza delle banche illegale. Per il perseguimento di un obiettivo politico, l'amministrazione USA aprì la strada verso quello che oggi è conosciuto come il debito sub prime. Si rivelò essere come dissi all'epoca una strada verso l'inferno lastricata di buone intenzioni, concepito come un metodo per fare erogare alle banche prestiti a persone che non avrebbero mai potuto rimborsare i mutui. Noi politici amiamo accusare le banche ma è iniziato tutto con la politica. Purtroppo, noi politici non capiamo la moneta, altrimenti non saremmo caduti in questa terribile confusione. Eppure non abbiamo imparato niente: eccoci qua a preconizzare gli eurobond, una forma di strumento del debito sub prime europeo, sotto mentite spoglie, per salvare di nuovo le banche alle spese del contribuente! E' quello che stanno facendo la BCE, la Federal Reserve e la Bank of England! Stampare moneta, prestarla alle banche per comprare titoli tossici, falsamente stimati doppia AA, per sostenere le loro riserve e per garantire gli stipendi e i bonus che il comune mortale non può neanche immaginarsi. Non abbiamo imparato niente dalla crisi del 2000 e ci attacchiamo disperatamente a un'idea politica, fallimentare, mentre le nostre città si ribellano e bruciano, ma sta avvicinandosi il giorno in cui politici, tecnocrati e banchieri centrali saranno chiamati a rispondere dei loro reati davanti a un tribunale fiscale e rinchiusi al fresco per un lunghissimo periodo di tempo.

1) Due diligence, significa la dovuta diligenza, ad esempio, di una nave nell'assicurare la navigabilità. In campo bancario è la dovuta diligenza delle banche come raccomandata dal comitato di Basilea sulla supervisione bancaria intesa come la possibilità di individuare il cliente e controllarne le operazioni correnti, con le adeguate procedure di controllo in modo da sapere chi sono i loro clienti ed evitare The Customer due diligence for banc recommendations developed by the basle commitee o situazioni illeciti http://www.bis.org/publ/bcbs85.htm

Traduzione e nota di Nicoletta Forcheri 





domenica 12 febbraio 2012

(Documenti) Fiscal Compact, un golpe nazi europeo

Fiscal Compact, un golpe istituzionale nazionale ed europeo


Il Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance dell'Unione economica e monetaria, o 'Fiscal Compact' è stato firmato il 30 gennaio da 25 paesi su 27, tutti tranne Gran Bretagna e Repubblica Ceca. La versione ufficiale, invece, è del 31 gennaio 2012. Tutte le lingue dei paesi firmatari fanno fede, ma esiste al momento unicamente la versione ufficiale inglese. Il Fiscal Compact dovrebbe essere ratificato dai parlamenti nazionali, esiste quindi un flebile margine di manovra sui nostri deputati e il governo paraculato da Bruxelles: CALCI IN CULO ai primi e ricovero coatto ai secondi. 


L'applicazione di questo Trattato è strettamente connessa alla creazione del MES, con sede a Lussemburgo: il MES è stato firmato dai ministri delle Finanze a novembre - l'ex ministro 3Monti che fa per 3 -  e dall'allora presidente del gruppo misterico Economic and Financial Committee ed ex Direttore generale al Tesoro Grilli, l'attuale ministro delle Finanze nonché fratello di ventura di Monti in Bruegel.


 Una nuova versione del MES è stata firmata il 2 febbraio scorso dagli ambasciatori permanenti degli Stati membri presso il Consiglio europeo ( Coreper): un vero golpe costituzionale a livello UE, un cambiamento di Costituzione effettuato fuori dalle forme previste dai testi nazionali ed europei stessi. Soprattutto perché il MES aumenta i poteri delle istituzioni europee, in violazione dell'articolo 48,6 del Trattato dell'Unione europea. Ricordiamo che il MES sarà un fondo che con la scusa di aiutarci  - cioé indebitarci - ci svenerà poiché tale fondo, lungi dal diventare il prestatore di ultima istanza, come preconizzano alcuni per la BCE, diventerà il nostro strozzino/creditore privilegiato, se non ci conformiamo il MES sarà anche organo giudiziario immune da tutto. Pur di non rivelare l'arcano della creazione monetaria ex nihilo, dal nulla, la menzogna si avvita su sé stessa, si gonfia, traballa, diventa bolla e scoppia. 



Sia il MES che il Fiscal Compact devono essere ratificati dai parlamenti nazionali, e per quest'ultimo una procedura di modifica della Costituzione è in atto, per costituzionalizzare il 'pareggio di bilancio': il Senato lo ha già approvato prima che cascasse il governo, la Camera lo sta approvando/dibattendo (?) in questi giorni (cfr. http://www.camera.it/465?area=1&tema=496&Il+pareggio+di+bilancio+in+Costituzione ) e poi dovrà essere riapprovato dalle due camere del parlamento. E' la procedura dell'articolo 138 della Costituzione che fortunatamente prevede anche che  entro tre mesi dalla pubblicazione della legge può essere sottoposta a referendum popolare, se ne fanno "domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali." ( http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131428/131434/131435/articolo.htm ). 

Il Fiscal Compact continua nel golpe dittatoriale di questa UE: infatti, si rendono i parlamenti nazionale e il parlamento europeo, appendici inutili e facoltative, riducendoli all'organizzazione di una conferenza per discutere ma non per decidere in merito; si coinvolge la BCE; si modificano i trattati UE e le costituzioni nazionali; si trasforma in stato giuridico/poliziesco l'UE con tanto di sanzioni pecuniarie; si toglie persino agli Stati la facoltà di decidere l'importo di titoli del debito da emettere, che vuol dire la nostra fine, metterci alla mercé degli speculatori internazionali che non aspettano altro che di occupare il nostro paese, le nostre rendite, i nostri paesaggi, la nostra posizione, le nostre terre, le nostre spiagge. E se protestiamo, Eurogendfor con sede a Vicenza agli ordini della NATO mentre i carabinieri, e altri corpi di polizia saranno resi sempre più inetti alla NOSTRA DIFESA.

Singolare la clausola sulle 'circostanze eccezionali': nessuna attenuante, la dittatura sanguinaria ci perseguiterà imperterrita, sia in caso di guerra, sia in caso di fame. Come se lo prevedesse, magari ha emesso qualche bel CDO per scommetterci.
La traduzione che segue è una traduzione non ufficiale della versione ufficiale Fiscal Compact in inglese a cura di Nicoletta Forcheri, che mette in grassetto e parentesi quadre le messe in evidenza. 

N. Forcheri, 12 febbraio 2012. 

31.01.2012

TRATTATO SULLA STABILITA', IL COORDINAMENTO E LA GOVERNANCE NELL'UNIONE ECONOMICA E MONETARIA



LE PARTI CONTRAENTI....

CONSAPEVOLI dell'obbligo delle parti contraenti in qualità di Stati membri dell'Unione europea in merito alle loro politiche economiche come materia di comune interesse,

DESIDERANDO promuovere le condizioni favorevoli a una maggiore crescita economica nell'Unione europea e, a tal fine, creare un coordinamento sempre più stretto tra le politiche economiche dell'euro zona,

CONSIDERANDO che la necessità dei governi di tenere dei conti pubblici sani e sostenibili e di evitare un deficit pubblico eccessivo è di primordiale importanza per salvaguardare la stabilità dell'euro zona nel suo insieme e che, pertanto, richiede l'introduzione di norme specifiche per affrontare questa necessità, ivi compresa la norma di un bilancio in pareggio e di un meccanismo automatico per l'azione correttiva,

CONSAPEVOLI della necessità di assicurare che i deficit non superino il 3% del PIL a prezzi di mercato e che il debito pubblico sia inferiore o vicino al 60% del PIL a prezzi di mercato [significa secondo il parere del cartello delle banche dealer che hanno la priorità sui nostri titoli del debito, e delle loro spinoff le tre sorelle del rating],

RIBADENDO che le parti contraenti, in qualità di Stati membri dell'Unione europea, dovrebbero evitare di adottare qualsiasi misura che possa mettere a repentaglio il conseguimento degli obiettivi dell'Unione nel contesto dell'unione economica, in particolare la pratica di accumulare debito fuori dal bilancio pubblico [allusione alla contabilità truccata della Grecia per opera di uno strumento della Goldman Sachs],

CONSIDERANDO che i capi di Stato e di Governo degli Stati membri dell'euro zona hanno definito di comune accordo, il 9 dicembre 2011, una struttura potenziata dell'Unione economica e monetaria, basata sui Trattati europei, per agevolare l'attuazione delle misure adottate ai sensi degli articoli 121, 126 e 136 del Trattato di funzionamento dell'Unione europea, [MES]

CONSIDERANDO che l'obiettivo dei Capi di Stato e di Governo degli Stati membri dell'euro zona e di altri Stati membri dell'Unione europea sia quello d'integrare quanto prima le clausole del presente Accordo nei Trattati fondanti dell'Unione europea, [cambiamento costituzionale]

ACCOGLIENDO le proposte legislative che la Commissione europea ha avanzato il 23 novembre 2011 per l'euro zona, nell'ambito dei Trattati dell'Unione europea, che si prefiggono di potenziare la sorveglianza economica e del bilancio degli Stati membri colpiti o minacciati da gravi difficoltà di stabilità finanziaria, e destinate a stabilire misure comuni per il monitoraggio e la valutazione dei progetti dei documenti programmatici di bilancio e per garantire la correzione del deficit eccessivo degli Stati membri e PRESO ATTO, in tal contesto, dell'intento della Commissione europea di presentare proposte legislative aggiuntive in materia d'istituzione di un meccanismo di rendicontazione preventivo dei piani di emissione del debito, di programmi di collaborazione economica per rendere conto delle riforme strutturali degli Stati membri dell'euro zona che si trovino in procedura di deficit eccessivo e di coordinamento dei principali programmi di riforma di politica economica degli Stati membri,

DICHIARANDOSI disposti a sostenere le proposte che la Commissione potrebbe presentare per rafforzare ulteriormente il Patto di Stabilità e Crescita introducendo, per gli Stati membri che hanno l'euro come moneta, una nuova serie di obiettivi a medio termine in linea con i limiti fissati nel presente trattato,
PRESO ATTO che al momento della revisione e del monitoraggio degli impegni di bilancio assunti ai sensi del presente Accordo, la Commissione europea agirà entro i limiti dei suoi poteri definiti nel Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare dagli articoli 121, 126 e 136,

OSSERVANDO in particolare che per l'applicazione della “Regola di Equilibrio di Bilancio” descritta all'articolo 3 del presente Accordo, tale monitoraggio sarà effettuato attraverso la definizione di obiettivi specifici di medio termine specifici per ogni paese e di calendari di convergenza, se del caso, per ognuna delle parti contraenti,

OSSERVANDO che gli obiettivi di medio termine dovrebbero essere aggiornati regolarmente sulla base di un metodo deciso di comune accordo, i cui principali parametri sono anch'essi da rivedere regolarmene, onde riflettere opportunamente il rischio di passivo esplicito e implicito per i bilanci pubblici, secondo quanto sancito negli obiettivi del Patto di Stabilità e Crescita, [rischio implicito, apre la strada a qualsiasi arbitrarietà di interpretazione]

OSSERVANDO che i progressi sufficienti verso il conseguimento degli obiettivi a medio termine debbano essere valutati alla luce di una valutazione complessiva che prenda come riferimento il saldo strutturale, e che comprenda l'analisi delle spese al netto dei provvedimenti relativi alle entrate dello Stato, in linea con le disposizioni previste ai sensi delle leggi dell'Unione europea, in particolare il Regolamento del Consiglio (CE) N. 1466/97 del 7 luglio 1997 sul potenziamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio e la sorveglianza e il coordinamento delle politiche di bilancio così come modificato dal Regolamento (UE) N. 1175/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 novembre 2011 (di seguito detto “modifiche al Patto di Stabilità e Crescita riveduto”),

CONSIDERANDO che il meccanismo correttivo che le parti contraenti sono tenute a introdurre dovrebbe prefiggersi di correggere qualsiasi deviazione dall'obiettivo a medio termine e dall'azione di aggiustamento, compreso l'impatto cumulativo sulla dinamica del debito del governo,

CONSIDERANDO che l'obbligo di recepire la “Regola del pareggio di bilancio” negli ordinamenti nazionali, per via di provvedimenti vincolanti e permanenti, di preferenza costituzionali, debba essere assoggettato alla competenza della Corte europea di giustizia dell'Unione europea conformemente all'Articolo 273 del Trattato di funzionamento dell'Unione europea, [tale obbligo richiede la modifica costituzionale degli artt. 81, 97, 117 e 119 della Costituzione italiana, già approvata dal Senato, e che è deve approvare la Camera in questi giorni, modifica che dovrà essere riapprovata entro 3 mesi da entrambe le camere!!]

RIBADENDO che l'articolo 260 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea attribuisce alla Corte europea di Giustizia dell'UE il potere d'imporre il pagamento di una somma forfettaria o penalità allo Stato membro dell'Unione europea che non si sia conformato a una delle sue sentenze e che la Commissione europea ha stabilito i criteri per determinare detta somma forfettaria o penalità da corrispondere nel contesto del presente articolo,

RIBADENDO la necessità di agevolare l'adozione di misure relative alla procedura di deficit eccessivo dell'Unione europea per le parti contraenti dell'euro zona il cui rapporto deficit pubblico/PIL, previsto o attuale, superi il 3%, e di consolidare notevolmente l'obiettivo di tale procedura, ovvero d'incoraggiare e, se del caso, costringere lo Stato membro interessato a ridurre l'eventuale deficit individuato,

RIBADENDO la necessità che dette parti contraenti, il cui debito pubblico superi il valore di riferimento del 60%, lo riducano a un valore medio di un ventesimo l'anno come valore indicativo, [con il "six pack" approvato alla Camera, Monti ha impegnato l'Italia a ridurre il debito del 5% ogni anno per 20 anni, cfr. http://www.blitzquotidiano.it/economia/debito-manovra-monti-pacchetto-ue-1095372/]

CONSIDERANDO l'obbligo di rispettare, nell'attuazione del Trattato, il ruolo specifico delle parti sociali qual è riconosciuto nelle leggi o nei sistemi nazionali di ogni parte contraente,

SOTTOLINEANDO che nessuna delle clausole del presente Trattato sia da interpretare in alcun caso come suscettibile di deformare le condizioni di politica economica che subordinano la garanzia dell'assistenza finanziaria a una parte contraente nell'ambito di un programma di stabilizzazione che coinvolga l'Unione europea, i suoi Stati membri e il Fondo internazionale monetario,

OSSERVANDO che il funzionamento armonioso dell'Unione economica e monetaria rende necessario che la parti contraenti si adoperino in comune verso una politica economica che fondandosi sul meccanismo di coordinamento della politica economica definito nei Trattati dell'Unione europea, adotti nel contempo le azioni e le misure necessarie in tutti i campi essenziali per il corretto funzionamento dell'euro zona,

OSSERVANDO in particolare la volontà delle parti contraenti di: adoperare più attivamente la cooperazione potenziata prevista dall'articolo 20 del Trattato dell'Unione europea e dagli articoli 326 a 334 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea senza minare il mercato interno; di ricorrere pienamente alle misure specifiche degli Stati membri la cui moneta è l'euro, ai sensi dell'Articolo 136 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea, e a una procedura per la discussione preventiva e il coordinamento tra le parti contraenti la cui moneta è l'euro di tutte le maggiori riforme di politica economica da esse programmate, alla luce dei valori di riferimento delle migliori prassi,

RIBADENDO l'accordo dei Capi di Stato e di Governo degli Stati membri dell'euro zona adottato il 26 ottobre 2011, per migliorare la governance dell'euro zona, in particolare con la tenuta di almeno due Euro Vertici l'anno, da concordare direttamente dopo le riunioni del Consiglio europeo o le riunioni con la partecipazione di tutte la parti contraenti che abbiano ratificato il presente trattato, salvo circostanze eccezionali,

RIBADENDO ugualmente l'avallo da parte dei capi di stato e di governo degli Stati membri dell'euro zona e degli altri Stati membri dell'Unione europea, il 25 marzo 2011, del Patto Euro Plus che individua i temi essenziali per creare competitività nell'euro zona,

SOTTOLINEANDO l'importanza del Trattato che istituisce il Meccanismo di Stabilità europeo [MES] come elemento di strategia globale per rafforzare l'Unione economica e monetaria ed EVIDENZIANDO che la fornitura di assistenza nel contesto dei nuovi programmi ai sensi del Meccanismo di Stabilità europeo sarà subordinato, a partire dal 1 Marzo 2013, alla ratifica del presente Trattato da parte delle parti contraenti interessate e non appena scaduto il termine di recepimento citato all'Articolo 3(2), conformemente ai requisiti del presente Articolo,

CONSIDERANDO che.... sono parti contraenti quei paesi la cui moneta è l'euro e che in quanto tali saranno vincolate dai provvedimenti del presente Trattato dal primo giorno del mese che segue il deposito dello strumento di ratifica se il Trattato sarà in vigore in quella data; CONSIDERANDO ALTRESI che …. sono parti contraenti quei paesi che, in quanto Stati membri dell'Unione europea che godono alla data della firma del presente Trattato di una deroga o di un'esenzione dall'adesione alla moneta unica, fino a quando la detta deroga o esenzione non sarà stata abrogata, potranno essere vincolati unicamente dai provvedimenti dei Titoli III e IV dichiarando, al momento del deposito degli strumenti di ratifica, o a una data successiva, che intendono di esservi vincolati. [Unione europea tutto tranne che equa con paesi che hanno protocolli di favore, si pensi all'opt out della Danimarca dalla moneta unica mentre l'Ungheria per la stessa scelta dev'essere demonizzata al parlamento di 'antisemita', e 'antidemocratica' dal rockefelliano Cohn-Bendit, cfr. http://www.dailymotion.com/video/xnsl65_daniel-cohn-bendit-face-a-viktor-orban-18-01-2012_news

HANNO DECISO DI COMUNE ACCORDO le seguenti misure:

TITOLO I

FINALITA' E CAMPO DI APPLICAZIONE

Articolo 1
  1. Con il presente Trattato le parti contraenti decidono, in qualità di Stati membri dell'Unione europea, di potenziare il pilastro economico dell'Unione economica e monetaria adottando una serie di norme volte a costituire una disciplina di bilancio attraverso un (com)patto fiscale (fiscal compact), per rafforzare il coordinamento delle politiche economiche e a migliorare la governabilità dell'euro zona, e sostenendo quindi il conseguimento degli obiettivi dell'Unione europea per crescita sostenibile, impiego, competitività e coesione sociale.

2. Le clausole del presente Accordo si applicheranno alle parti contraenti la cui moneta è l'euro. Esse si applicheranno ugualmente alle altre parti contraenti nella misura e nei termini definiti all'articolo 14.

TITOLO II

COMPATIBILITA' E RAPPORTI CON LE LEGGI DELL'UNIONE

Articolo 2

  1. Il presente Trattato si applicherà e sarà interpretato dalle parti contraenti conformemente ai Trattati che fondano l'Unione europea, in particolare l'articolo 4(3) del Trattato dell'Unione europea, e secondo le leggi dell'Unione europea, ivi compreso il diritto procedurale laddove sia richiesta l'adozione di atti di carattere regolamentari.

2. Le clausole del presente Accordo si applicheranno nella misura della loro compatibilità con i Trattati su cui si basa l'Unione e con il diritto dell'Unione europea. Non pregiudicheranno le competenze dell'Unione ad agire nell'ambito dell'Unione economica.


TITOLO III

PATTO FISCALE

Articolo 3

  1. Le parti contraenti applicheranno le seguenti norme, che si aggiungono a, e senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalle leggi dell'Unione:
a) La posizione di bilancio del governo sarà in pareggio o in attivo,

b) La norma al punto a) di cui sopra sarà ritenuta soddisfatta se il deficit annuo strutturale del governo rispetterà l'obiettivo a medio termine specifico del paese come definito nel Patto di Stabilità e Crescita, con una soglia di deficit strutturale dello 0,5% del prodotto interno lordo ai prezzi di mercato. Le parti contraenti garantiranno una rapida convergenza verso il loro rispettivo obiettivo a medio termine. Il calendario di tale convergenza sarà proposto dalla Commissione alla luce dei rischi sostenibili specifici di ogni paese. I progressi verso il conseguimento dell'obiettivo a medio termine e il suo rispetto saranno valutati sulla base di una valutazione complessiva basata sul saldo strutturale come riferimento, compresa un'analisi delle spese al netto delle misure sulle entrate discrezionali conformemente ai provvedimenti del Patto di Crescita e di Stabilità.

c) Le parti contraenti possono provvisoriamente deviare dal loro obiettivo di medio termine, o dall'aggiustamento mirante ad esso, unicamente nelle circostanze eccezionali definite al paragrafo 3.

d) Qualora il rapporto debito pubblico/PIL a prezzi di mercato sia notevolmente inferiore al 60% e qualora i rischi in termini di sostenibilità a lungo termine dei conti pubblici siano deboli, la soglia inferiore dell'obiettivo a medio termine specificato al punto b) può raggiungere un deficit strutturale di massimo 1% del prodotto interno loro ai prezzi di mercato. 

e) Nell'eventualità della constatazione di notevoli deviazioni dall'obiettivo di medio termine o dalle misure di aggiustamento verso lo stesso, scatterà un meccanismo correttivo automaticamente. Tale meccanismo includerà l'obbligo della parte contraente interessata di attuare le misure per corregge le deviazioni per un determinato periodo di tempo.

    2. Le norme citate al paragrafo 1 di cui sopra entreranno in vigore negli ordinamenti nazionali delle parti contraenti al massimo un anno dopo l'entrata in vigore del presente Trattato previa l'adozione di misure dall'effetto vincolante e di carattere permanente, di preferenza costituzionale, o saranno garantite del pieno rispetto e adesione nei processi contabili nazionali. Le parti contraenti istituiranno, a livello nazionale, il meccanismo correttivo citato al paragrafo 1.e) sulla base dei principi comuni proposti dalla Commissione europea, relativi in particolare alla natura, le dimensioni e il calendario dell'azione correttiva da intraprendere, anche in caso di circostanze eccezionali, e al ruolo e all'indipendenza delle istituzioni competenti a livello nazionale, del controllo del rispetto di tali norme. Questo meccanismo rispetterà integralmente le prerogative dei parlamenti nazionali.
  1. Al fine del presente articolo, saranno valide le definizioni contemplate dall'articolo 2 del Protocollo 12 in materia di procedura di deficit eccessivo allegato ai Trattati dell'Unione europea. Inoltre “la bilancia strutturale annua del governo” si riferisce alla bilancia netta aggiustata ciclicamente al netto di qualsiasi misura una tantum e temporanea. Per “circostanze eccezionali” s'intende la condizione di un avvenimento insolito fuori dal controllo della parte contraente interessata suscettibile d'influire pesantemente sulla situazione finanziaria del governo, ovvero periodi di grave crisi economica ai sensi di quanto definito nel Patto di Crescita e di Stabilità, purché la deviazione temporanea della parte contraente interessata non metta a repentaglio la sostenibilità fiscale nel medio terme.


Articolo 4

Se il rapporto del debito pubblico con il prodotto interno lordo supera il valore di riferimento del 60% citato all'articolo 1 del Protocollo 12, le parti contraenti lo ridurranno a un tasso di un ventesimo l'anno come valore indicativo, conformemente a quanto previsto all'articolo 2 del Regolamento del Consiglio EC No. 1467/97 del 7 luglio 1997 in materia di accelerazione e semplificazione dell'attuazione della procedura di deficit eccessivo, come modificato dal Regolamento del Consiglio (EU) No. 1177/2011 dell'8 novembre 2011. L'esistenza di un deficit eccessivo dovuto alla violazione del parametro del tasso di indebitamento sarà stabilita secondo la procedura prevista all'articolo 126 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea.


Articolo 5

Le parti contraenti soggette a una procedura di deficit eccessivo ai sensi dei trattati dell'Unione, istituiranno un programma di collaborazione finanziaria ed economica vincolante, ivi compresa la descrizione dettagliata delle riforme strutturali necessarie per garantire una correzione effettivamente duratura dei loro deficit eccessivi. Il contenuto e il formato di tali programmi sarà definito dalle leggi dell'Unione europea. Saranno sottoposti alla Commissione europea e al Consiglio per ratifica e saranno monitorati nell'ambito delle procedure di sorveglianza esistenti del Patto di Crescita e Stabilità.

L'attuazione del programma, e i piani finanziari annui ad esso conseguenti, saranno monitorati dalla Commissione e il Consiglio.


Articolo 6

Al fine di conseguire un migliore coordinamento delle emissioni nazionali dei titoli del debito, le parti contraenti riferiranno preventivamente i loro piani di emissione del debito alla Commissione europea e al Consiglio. [Le banche dealer già strozzano lo Stato facendo cartello al momento di comprare i nostri titoli, figuriamoci se adesso persino l'emissione di titoli del debito viente contingentata da Bruxelles...]



Articolo 7

Nel pieno rispetto delle condizioni procedurali dei trattati dell'Unione, le parti contraenti la cui moneta è l'euro, s'impegnano a sostenere le proposte e le raccomandazioni avanzate dalla Commissione europea laddove uno Stato membro la cui valuta è l'euro abbia violato il parametro del deficit nel contesto di una procedura di deficit eccessivo. Tale obbligo non si applicherà se le parti contraenti la cui moneta è l'euro hanno stabilito che la maggioranza qualificata, calcolata ai sensi dei provvedimenti pertinenti dei trattati dell'Unione europea, ed esclusa la posizione della parte contraente interessata, si oppone alla decisione proposta o raccomandata.


Articolo 8

1.   La Commissione europea è invitata a presentare in tempo debito alle parti contraenti un rapporto sulle misure adottate da ognuna di esse ai sensi dell'articolo 3(2). Se la Commissione europea, dopo avere offerto alla parte contraente l'opportunità di presentare osservazioni, conclude nella sua relazione che una parte contraente abbia violato le previsioni dell'articolo 3(2), la materia sarà deferita in Corte europea di giustizia dell'Unione europea da una o più parti contraenti. In ambo i casi, la sentenza della Corte europea di giustizia sarà vincolante per la parte in causa, che adotterà le misure necessarie per eseguire la sentenza entro un termine stabilito dalla Corte.

2. Se, sulla base della sua valutazione o di una valutazione della Commissione europea, una parte contraente considera che un'altra parte contraente non abbia preso le misure necessarie per eseguire la sentenza della Corte di giustizia, secondo il paragrafo 1 di cui sopra, essa può deferire il caso in Corte di giustizia e richiedere l'imposizione del pagamento delle sanzioni finanziarie secondo i criteri stabiliti dalla Commissione nel contesto dell'Articolo 260 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Se la Corte considera che la parte contraente interessata non si sia conformata alla sua sentenza, può imporle il pagamento di una somma forfettaria, o di una penale congrua a seconda del caso, che non superi comunque lo 0,1% del suo prodotto interno lordo. Gli importi imposti a una parte contraente la cui moneta sia l'euro saranno corrisposti al Meccanismo di Stabilità Europeo. Negli altri casi, i pagamenti saranno destinati al bilancio generale dell'Unione europea.

3.   Il presente Articolo costituisce un accordo speciale tra le parti contraenti nell'ambito dell'articolo 273 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.


TITOLO IV

COORDINAMENTO DELLE POLITICHE ECONOMICHE E CONVERGENZA ECONOMICA


Articolo 9

Fermo restando il coordinamento di politica economica definito nel trattato sul funzionamento dell'UE, le parti contraenti s'impegnano ad adoperarsi insieme per una politica economica che sostenga l'armonioso funzionamento dell'Unione economica e monetaria e la crescita economica attraverso maggiore convergenza e competitività. A tal fine, le parti contraenti adotteranno le azioni e le misure necessarie in tutti i settori essenziali per il corretto funzionamento dell'euro zona nell'intento di conseguire gli obiettivi di sviluppare maggiore competitività, di promuovere l'occupazione, di contribuire ulteriormente alla sostenibilità dei conti pubblici e di potenziare la stabilità finanziaria.[Le priorità sono ben lontane dai principi fondanti dei trattati dell'Unione di 'ottenere un miglioramento sempre più rapido del tenore di vita' cfr. http://eur-lex.europa.eu/it/treaties/dat/11957E/tif/TRAITES_1957_CEE_1_XM_0332_x111x.pdf

Articolo 10

Fermo restando il pieno rispetto dei termini dei trattati dell'Unione, le parti contraenti si dichiarano disposte a ricorrere attivamente, se opportuno e necessario, alle misure specifiche di quegli Stati membri la cui moneta è l'euro come formulato dall'articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e alla cooperazione rafforzata ai sensi dell'articolo 20 del Trattato sull'Unione europea e degli articoli 325 a 334 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea nelle materie essenziali per il corretto funzionamento dell'euro zona, senza pregiudizio per il mercato interno.


Articolo 11
Al fine di definire le migliori prassi, le parti contraenti garantiscono che tutte le maggiori riforme di politica economica che prevedono d'intraprendere saranno discusse preventivamente e, se del caso, coordinate tra di loro. Tale coordinamento comprenderà le istituzioni dell'Unione europea come richiesto dalle leggi dell'Unione.




TITOLO V

GOVERNANCE DELL'EURO ZONA

Articolo 12

  1. I Capi di Stato e di Governo delle parti contraenti la cui moneta è l'euro si riuniranno informalmente alle riunioni del Vertice Euro, assieme al Presidente della Commissione europea. Il Presidente della Banca centrale europea sarà invitato a partecipare a dette riunioni. Il Presidente del Vertice euro sarà nominato dai capi di stato e di governo dell'euro zona a maggioranza semplice dai capi di Stato e di governo delle parti contraenti che hanno l'euro come moneta contemporaneamente all'elezione dal Consiglio europeo del suo presidente, e per un mandato della stessa durata. [Cioé dal dogma della BCE autonoma, non controllata dalla politica, alla realtà di una BCE intromissiva, che controlla la politica[
  1. Le riunioni del Vertice euro avverranno, se del caso, almeno due volte l'anno per dibattere di questioni connesse alle responsabilità specifiche che detti Stati membri, che hanno l'euro come moneta, condividono ai sensi della moneta unica, di altri temi relativi alla governance dell'euro zona e alle norme che vi si applicano, in particolare gli indirizzi strategici per attuare le politiche economiche e per una maggiore convergenza dell'euro zona.
  1. I capi di Stato e di governo delle parti contraenti diverse da quelle che hanno l'euro come moneta, e che hanno ratificato il presente Trattato, parteciperanno ai dibattiti delle riunioni dell'Euro Vertice in materia di competitività delle parti contraenti, di modifica della struttura globale dell'euro zona e delle regole fondamentali che si applicheranno ad essa nel futuro nonché, se del caso e almeno una volta l'anno, parteciperanno ai dibattiti su temi specifici in materia di attuazione del presente Trattato di Stabilità, Coordinamento e Governance nell'Unione economica e monetaria.
  2. Il presidente dell'Euro vertice assicurerà i preparativi e la continuità delle riunioni dell'Euro vertice in stretta collaborazione con il Presidente della Commissione europea. L'ente preposto ai preparativi e al controllo degli effetti delle riunioni dell'Euro Vertice sarà l'Euro Gruppo e il suo presidente può essere invitato a partecipare alle riunioni dell'Euro Vertice a tal fine.
  3. Il Presidente del Parlamento europeo può essere invitato per essere ascoltato. Il Presidente dell'Euro Vertice presenterà una relazione al Parlamento europeo dopo ogni riunione dell'Euro Vertice.[Cioé da un Parlamento co-partecipe a un parlamento invitato di pietra]

  1. Il Presidente dell'Euro vertice terrà strettamente informate le parti contraenti che non hanno l'euro come moneta e gli altri Stati membri dell'Unione europea sui preparativi e gli esiti delle riunioni del'Euro Vertice.

Articolo 13
  1. Secondo quanto previsto al titolo II del protocollo 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea allegato ai trattati dell'Unione europea, il parlamento europeo e i parlamenti nazionali delle parti contraenti determineranno insieme l'organizzazione e la promozione di una conferenza con la partecipazione dei rappresentanti delle commissioni pertinenti dei parlamenti nazionali e dei rappresentanti delle commissioni pertinenti del parlamento europeo per dibattere delle politiche di bilancio e di altri temi coperti dal Trattato.[ciliegina sulla torta: il parlamento europeo e i parlamenti nazionali  ridotti all'organizzazione di una conferenza per dibattere e basta...in barba a tutti i blabla e le norme di legge sulla sovranità del parlamento europeo e dei parlamenti nazionali]






    TITOLO VI
DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI

Articolo 14

  1. Il presente Trattato sarà ratificato dalle parti contraenti conformemente alle loro rispettive norme costituzionali. Gli strumenti di ratifica saranno depositati presso il Segretariato generale del Consiglio dell'Unione europea.
  1. Il presente Trattato entrerà in vigore il 1 gennaio 2013 a condizione che dodici parti contraenti che hanno l'euro come moneta abbiano depositato i loro strumenti di ratifica, ovvero al primo giorno del mese che segue il deposito del dodicesimo strumento di ratifica di una qualsivoglia parte contraente che ha l'euro come moneta.
  1. Il presente Trattato si applicherà dal giorno di entrata in vigore tra le parti contraenti che hanno l'euro come moneta e che lo abbiano ratificato. Si applicherà alle altre parti contraenti la cui moneta è l'euro dal primo giorno del mese che segue il deposito dei loro rispettivi strumenti di ratifica.
  1. In deroga al comma 3, l'articolo 12 si applicherà a tutte le parti contraenti la cui moneta è l'euro dalla data di entrata in vigore del presente Trattato.

  1. Il presente Trattato si applicherà alle parti contraenti che lo abbiano ratificato e che godono della deroga prevista all'articolo 129(1) del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, o in dell'esenzione definita al Protocollo 16 allegato ai trattati dell'Unione europea, in materia delle misure relative alla Danimarca, a decorrere dal giorno di entrata in vigore della decisione di abrogare detta deroga o esenzione, a meno che la parte contraente interessata non dichiari l'intenzione di vincolarsi in una data precedente a tutte le misure, o parte di esse, dei Titoli III e IV del presente Trattato.

Articolo 15
Il presente Trattato sarà aperto all'adesione di altri Stati membri dell'Unione diversi dalle parti contraenti. L'adesione sarà effettiva sin dal momento di deposito degli strumenti di adesione presso il depositario, che notificherà alle altre parti contraenti l'avvenuto deposito

Articolo 16
Entro cinque anni massimo dall'entrata in vigore del presente Trattato, sulla base di una valutazione dell'esperienza della sua attuazione, saranno prese le azioni necessarie, conformemente ai provvedimenti del Tratto dell'Unione e del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, al fine d'integrare il merito del presente Trattato nell'ordinamento giuridico dell'Unione europea.[Modifica costituzionale UE, l'ennesima, senza consultazione dei popoli d'Europa]

Fatto a Bruxelles lì , del mese di , l'anno duemiladodici in una versione originale unica di cui le versioni Bulgara, Danese, Olandese, Inglese, Estone, Finlandese, Francese, Tedesca, Greca, Ungherese, Irlandese, Italiana, Lettone, Lituana, Maltese, Polacca, Portoghese, Rumena, Slovacca, Slovena, Spagnola e Svedese sono ugualmente autentiche, e saranno depositate negli archivi del Depositario che le trasmetterà come copie autenticate a ognuna delle parti contraenti.[le versioni in lingua non sono ancora pubblicate e la stampa sta facendo un silenzio assordante]

Traduzione non ufficiale di Nicoletta Forcheri, 12 febbraio 2012. Le parentesi e il grassetto sono dell'autrice/traduttrice. 
______________ 


 

sabato 11 febbraio 2012

Signoraggio e reddito minimo garantito

di Marco Saba

La più grande tassa occulta oggi è quella della rendita monetaria che va a beneficio di chi crea capitale dal nulla e lo presta alla comunità, il sistema bancario. Lo stato corrotto, carnefice e complice, si presta, tramite la tassazione, a trasferire annualmente una enorme quantità di ricchezza dalla comunità ai rentier che si nascondono dietro la proprietà delle banche.



Il reddito minimo garantito - che attuerebbe i principi contenuti nella Carta ONU dei diritti dell'uomo (cibo, casa, etc.) - può essere distribuito dalla banca centrale direttamente alla cittadinanza come forma di restituzione parziale e/o indennizzo di detto signoragggio che - almeno in linea teorica - spetta al sovrano (popolo) e non già alla mafia bancaria privata. Per l'Italia, per il solo signoraggio della banca centrale, si tratta di 6.000 euro a testa per ogni cittadino/anno. Senza contare l'occulta rendita monetaria delle altre banche commerciali che arriva a 50 volte tale cifra...

Se un reddito minimo di cttadinanza di 1.200 euro al mese - poniamo - impigrisce chi lo percepisce, immaginiamo quale forma di pigrizia devastante viene generata dalla rendita monetaria garantita al sistema bancario che tale reddito pone al passivo del bilancio, rendendo esentasse un attivo corrispondente e quindi rubando due volte... più gli interessi imposti alla comunità per poter disporre del numerario.

Il reddito minimo garantito permetterebbe di legalizzare la gestione da parte del sistema bancario della rendita monetaria effettiva dando una contropartita a chi tale privilegio concede gratuitamente al sistema bancario, senza nemmeno rendersene conto, ovvero il popolo sovrano. Altrimenti, come denunciato da più parti, si tratta solo di una giga-truffa.

La redistribuzione- senza né tasse né inflazione - avverrebbe quindi tra il sistema di predazione bancaria ed il resto della comunità, ponendo un freno alla necessitò di crescita obbligata imposta da un sistema usuraio e criminale, come invece oggi avviene.

In sostanzza, parte della nuova moneta emessa, invece di essere prestata al sistema, sarebbe elargita su base procapite a titolo di indennizzo e restituzione di quanto precedentemente già predato, con benefici per almeno il 99% della popolazione. Si tratta di equità e di uscire dalla schiavitù perpetua imposta da un debito pubblico perpetuo che sta esaurendo tutte le risorse del pianeta, senza considerare la pazienza di chi scrive.
11 febbraio 2012

giovedì 9 febbraio 2012

Perché siamo in crisi

Per la prima volta descritta la diagnosi a un telegiornale regionale, il 15 dicembre scorso, al VideoGiornale di TeleToscanaNord. La diagnosi è ineccepibile, la soluzione un po' meno visto che presenta come modello da imitare la banca centrale USA o quella giapponese:  nel primo caso, la Federal Reserve indebita semplicemente il mondo continuando a stampare moneta in cambio di titoli del debito federali che gli USA costringono poi a  comprare ai paesi cosiddetti 'alleati'. Come? Con la supremazia tecnologica e nucleare, e una massiccia opera di corruzione - la cui punta dell'iceberg è intuibile dal proliferare di lobby, gruppi di pressione e fondazioni varie (si pensi a Bruegel, Council of Foreign Relations, Trilaterale, e chi più ne ha più ne metta).
Fulcro di questo sistema monetario portato ad esempio è l'accordo implicito, occulto ma desumibile tra USA/GB e Cina in materia di globalizzazione, dove la Cina si è impegnata - sebbene si stia stufando, prova ne sia l'accordo tra Cina e Giappone per l'impiego del remnimbi e l'abbandono del dollaro nei cambi (cfr. http://www.linkiesta.it/cina-renminbi-yuan) - a digerire i titoli del debito USA in cambio di sbocco sui mercati per la roba che essa produce.
Nel secondo caso, il debito pubblico giapponese è tutto interno, dicono, sì, ma di quali banche? Se da una parte il fatto di collocare i titoli del debito a operatori nazionali è meno devastante come conseguenze in termini di drenaggio delle ricchezze, che 'presuntamente' rimangono nel paese - tutto da vedere: in cosa investono le banche creditrici? -  dall'altra il meccanismo stesso di indebitamento dello Stato e dei tassi di interesse e/o di rendimento dei titoli provoca domanda di moneta e caro prezzi. A parte che sarebbe da vedere quali sono i proprietari reali delle banche creditrici del debito giapponese, non ho visto tabelle o studi in tal senso.
Lo stesso dicasi per la Bank of England, accomunata alla Federal Reserve con la possibilità di intervenire direttamente sulle aste di vendita dei titoli pubblici assieme alle banche dealer o cosiddetto 'mercato primario'. In questo, è vero, le banche centrali hanno maggior sovranità,  ancorché ciò non voglia dire l'abbiano il popolo o il governo in quanto tali  banche non sono da essi né controllate né delegate.
Semmai da imitare come modello, escludendo però  i mandarini, sarebbe la Banca di Cina,  banca nazionale che ha la stampa di moneta sovrana, senza l'obbligo di scambiarla con i titoli del debito. Peccato sia  in joint venture con la banca dei Rotschilds di Londra di cui detiene una quota e presumo partecipazioni incrociate (vedi sopra accordi occulti in materia di globalizzazione).
Oppure la banca centrale di Libia, completamente pubblica fino al 2007 e non controllata dal 'mercato primario' fino a quando la BNP Paribas non ha preso una quota: per finire il lavoro, la NATO ha bombardato la zecca libica e inventato un dittatore sanguinario per invadere il paese, laddove vi era un capo popolare e populista che agiva per la redistribuzione delle ricchezze del paese. Idem per la banca dell'Iran che ha appena pubblicato una legge contro l'usura.
E allora? E' la democrazia, bellezza.
Nicoletta Forcheri, 10 febbraio 2012

lunedì 6 febbraio 2012

Chi la fa, l'aspetti

Questo vecchio adagio francese descrive a meraviglia ciò che sta per succedere agli Stati Uniti e ai loro alleati in Egitto. Infatti si apprende questa sera che il nuovo governo militare del Cairo si accinge a trascinare in giudizio decine di militanti associativi di cui 19 americani sospettati di avere usufruito di “finanziamenti illeciti da ONG”.


Quest'azione legale segue alle perquisizioni del 29 dicembre scorso di 17 locali di ONG egizie e internazionali di difesa dei diritti dell'uomo e della democrazia. Tra le ONG incriminate dalle nuove autorità del Cairo figurano in particolare :


a) organizzazioni americane
===================

domenica 5 febbraio 2012

Pensieri sparsi. Chavez non era un militare? N. Forcheri




Non so se il Generale Carabinieri Antonio Pappalardo rappresenti l'opzione militarista, come pensa qualcuno, ma se nell'improbabile eventualità che così fosse, cosa credete, che per scacciare i banchieri non ci vogliano i militari dalla nostra parte? Perché pensate che la prima cosa che fece Papandreou quando annunciò il referendum fu di cambiare i vertici militari del paese? In una dittatura finanziaria, per imporre la 'democrazia' del popolo, non ci vuole forse una rivoluzione?
Magari essi fossero tutti dalla nostra parte e magari non esistesse quell'obbrobrio geneticamente modificato di EUROGENDFOR, che prima che questi zombie si sveglino, campa cavallo.... Certamente sarebbe meglio un risveglio delle coscienze generale, ma due generazioni sprecate non ne possono più di aspettare tale risveglio dove nel frattempo i soliti rettili si fanno i loro porci comodi sulla nostra pelle. Chissà che anche i rettili non abbiano bisogno di una piccola 'spinta', poi un giorno ce ne saranno grati di questo risveglio brutale, poiché non credo possa esistere un cambiamento di tali dimensioni senza scossoni - azzeramento dei debiti pubblici, emissione monetaria senza interessi in mano agli Stati, autodeterminazione dei popoli, abolizione delle SPA a vantaggio di cooperative e azionariati diffusi localmente nei settori di interesse nazionale e delle utilities. Meglio prevederli e provocarli, per controllarli, piuttosto che precipitare nell'abisso che ci è stato preparato. Qua si evidenzia tutto il gap generazionale, tra chi post sessantottino è 'arrivato' avendo avuto qualche opportunità di vedere premiata intelligenza e impegno, e chi si vede come i sottoscritti destinato a una vita spezzettata in mille precariati, assistendo impotente a tutto ciò che nonni e genitori hanno costruito. Un politico, un magistrato, un giornalista alla Travaglio, una star del sistema show bizz, un businessman cooptato dai poteri forti, un alto funzionario delle istituzioni internazionali, un professorone comprato dai soliti, un cumulatore impenitente di cariche pensioni e stipendi, non possono capire, non possono capirci. Non possono capire che per noi l'unica possibilità per il futuro è una RIVOLUZIONE, meglio se accompagnata da tutta la società. NF

venerdì 3 febbraio 2012

Equitalia ed iscrizione di ipoteca: cosa cambia con la legge 106/11

di Susy Veneziano. Fonte: CHETELODICOAFARE http://ctldaf.blogspot.com/2012/02/equitalia-ed-iscrizione-di-ipoteca-cosa.html


Equitalia ed iscrizione di ipoteca: cosa cambia con la legge 106/11


L’iscrizione di ipoteca legale sugli immobili è lo strumento preferito dalla Pubblica Amministrazione per recuperare quanto vantato nei confronti dei cittadini …… negli anni passati abbiamo assistito ad un sempre maggiore uso da parte degli Agenti della riscossione (Equitalia Gerit S.p.A. e Serit Sicilia S.p.A.) di tale strumento con il risultato che i cittadini in debito con le pubbliche amministrazioni, anche soltanto per poche centinaia di euro, si accorgevano spesso di avere un'ipoteca legale iscritta sulla propria abitazione soltanto dopo aver chiesto una visura dell'immobile, ad esempio in caso di vendita o di richiesta di un mutuo. L’eccesso di zelo, però, può rovinare le persone. Non si può pignorare una casa per un giorno di ritardo nel pagamento. E soprattutto non si possono commettere abusi, specie in nome dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps e dei Comuni…….. cioè dello Stato.
Con la recentissima Legge n. 106/2011, in vigore dal 13 luglio 2011 le cose sono notevolmente cambiate.
In primo luogo la Legge n. 106/2011 ha previsto la necessità di avvisare il contribuente prima di iscrivere l'ipoteca, cosa che non era prevista nella legislazione precedente, a partire dal 13 luglio 2011 Equitalia dovrà, quindi, come previsto nel caso di iscrizione di fermo amministrativo, inviare una comunicazione con l'avviso che, in assenza di pagamento delle somme dovute entro trenta giorni, si procederà all'iscrizione ipotecaria.
Inoltre, per i debiti fino a 2.000,00 euro l'applicazione di misure cautelari (ipoteca e fermo del veicolo) ed esecutive sarà preceduta dall'invio per posta ordinaria di due solleciti di pagamento, di cui il secondo a distanza di almeno sei mesi dal primo.

Prima della Legge n. 106/2011 l'ipoteca sugli immobili veniva iscritta anche senza alcuna comunicazione (a differenza del fermo del veicolo). L'invio di questa comunicazione, infatti, non era previsto espressamente dalle norme previgenti. Sulla legittimità o meno delle iscrizioni ipotecarie non comunicate la giurisprudenza si è pronunciata con sentenze contrastanti, con una prevalenza comunque delle sentenze di annullamento per difetto di comunicazione in quanto veniva lamentata la violazione del diritto di difesa ed impugnazione del cittadino, questo perché la stessa legge n. 248/2006 individua tra gli atti autonomamente impugnabili dal ricorrente l’iscrizione di ipoteca sugli immobili. In altri termini, l’iscrizione ipotecaria è un atto recettizio (che cioè deve essere portato a conoscenza del destinatario) che esiste e produce i suoi effetti in quanto notificato al destinatario.

Casi di invalidità dell'iscrizione ipotecaria
I casi più frequenti di invalidità dell'iscrizione ipotecaria:
• Debito inferiore a € 8.000,00
• Debito inferiore a € 20.000,00 e abitazione principale
• Omessa notifica dell’intimazione di pagamento
• Omessa comunicazione dell’iscrizione ipotecaria

Debito inferiore ad 8.000,00 euro
Equitalia non può iscrivere ipoteca per debiti inferiori ad 8.000,00 euro in forza dell'art. 76 del DPR 602/73 (Espropriazione immobiliare). Sul punto, pertanto, la giurisprudenza è unanime nell’affermare che uno speciale limite all'ammissibilità dell'ipoteca scaturisce dal divieto, imposto dall'art. 76 del DPR 602/73, di procedere all'esecuzione immobiliare quando l'ammontare complessivo del credito, o il valore del bene da espropriare, non superino € 8000,00. Sicché essendo in ogni caso l'ipoteca strumentale all'esecuzione forzata immobiliare, quando questa è preclusa, non può non essere inibita anche la costituzione del diritto reale di garanzia (l’ipoteca legale in questo caso).
 L’iscrizione ipotecaria è un atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare, e, come tale, soggiace ai limiti previsti per quest'ultima dagli articoli 76 e seguenti del D.P.R. n. 602/1973, secondo cui l'espropriazione immobiliare è ammessa solo per crediti superiori ad 8.000 euro.
La soglia minima di 8.000,00 euro è stata confermata dalla Legge n. 106/2011, fatta eccezione per l'abitazione principale del debitore, come di seguito illustrato.
Debito inferiore a 20.000,00 euro e abitazione principale.
La soglia di 8.000,00 euro non vale per gli immobili di proprietà del debitore adibiti a sua abitazione principale, qualora la somma iscritta a ruolo sia contestata in giudizio ovvero sia ancora contestabile in tale sede.
Se ricorrono congiuntamente tutte queste condizioni (casa di proprietà del debitore; abitazione principale del debitore; contestazione o contestabilità in giudizio della somma iscritta a ruolo), la soglia minima per poter iscrivere ipoteca è 20.000,00 euro.

Mancata notifica dell'intimazione di pagamento
Nel caso in cui sia decorso più di un anno dalla notificazione della cartella esattoriale, l’iscrizione ipotecaria deve essere preceduta dalla notifica dell’intimazione di pagamento, e la mancata attivazione della fase espropriativa nel termine annuale fissato dalle disposizioni di legge, determina il venir meno della capacità del ruolo (ossia del credito contenuto nella cartella esattoriale) a valere come titolo esecutivo, essendo la sua efficacia sospesa ex lege sino a quando non è ripristinata dalla notificazione dell’intimazione ad adempiere. In proposito la stessa Equitalia Gerit s.p.a. con la direttiva n. DSR/NC/2007/012, avente ad oggetto “Procedure esecutive e cautelari – Istruzioni relative al fermo amministrativo e all’ipoteca”, ha individuato una strategia di attivazione delle procedure cautelari, uniforme per tutti gli agenti, che tiene conto del credito complessivo per cui si procede (imposta, interessi di mora e spese di esecuzione già maturate), e definisce i criteri di sequenzialità nell’esperibilità delle azioni. Orbene, oltre alla definizione di singole fasce di importo per l’attivazione delle procedure di specie, con la citata direttiva Equitalia Gerit s.p.a. prevede che le procedure esecutive, in relazione agli importi, prima di essere intraprese, devono essere precedute da un “sollecito di pagamento”, ovvero, nel caso di iscrizione ipotecaria, dall’invio di una “lettera di diffida”. E’ di tutta evidenza che la citata direttiva rappresenta una concreta applicazione del principio espresso dall’art. 10, comma I, L.n. 212/2000, c.d. Statuto del Contribuente, secondo il quale i rapporti tra Amministrazione finanziaria (e dell’agente della riscossione, per l'estensione a detto soggetto operata dall’art. 17 della medesima legge) e contribuente devono essere improntati ai principi di collaborazione e buona fede.

Mancata comunicazione dell'iscrizione ipotecaria
Prima dell'entrata in vigore della Legge n. 106/2011, accadeva ben di frequente che l'Agente della Riscossione iscrivesse l'ipoteca su un immobile del contribuente, senza mandargli alcun avviso, cosicché il contribuente ne veniva a conoscenza in modo del tutto casuale.
Le norme previgenti non prevedevano, infatti, l'obbligo di comunicare l'iscrizione ipotecaria.
La giurisprudenza, tuttavia, in molte pronunce, si era orientata nel senso che l'iscrizione ipotecaria, ove non tempestivamente comunicata, fosse illegittima per violazione degli obblighi di pubblicità e trasparenza che gravano sull'Amministrazione, nonché per violazione del diritto di difesa, l'articolo 6 della Legge n. 212/2000, stabilisce che l'amministrazione finanziaria (e quindi anche il concessionario, in forza dell'estensione a detto soggetto operata dall'articolo 17 della stessa Legge) deve assicurare al contribuente l'effettiva conoscenza degli atti a lui destinati.

A ciò si aggiunga che l'articolo 21 del Decreto Legislativo n. 546/92 stabilisce che il ricorso deve essere proposto a pena di inammissibilità entro sessanta giorni dalla data di notificazione dell’atto impugnato e che l’articolo 19 dello stesso Decreto Legislativo indica, tra gli atti impugnabili, anche "l’iscrizione di ipoteca sugli immobili di cui all’art. 77 del DPR 29.09.1973 n.602, e successive modificazioni" (articolo 19, lettera e-bis).
 Queste norme confermano che il provvedimento di iscrizione ipotecaria deve essere necessariamente comunicato al debitore.
Se così non fosse, sarebbe leso il diritto di difesa dell'interessato, il quale potrebbe non venire mai a sapere di una iscrizione ipotecaria su un suo bene e, conseguentemente non potrebbe impugnarlo.
Ammessa dunque la necessità della comunicazione, qual è il termine entro cui l'Agente della riscossione deve provvedere in tal senso?
In mancanza di una norma espressa, devono applicarsi i principi generali, ed in particolare quelli di cui alla Legge 241/90, che prevede, per la conclusione dei procedimenti amministrativi, il termine di novanta giorni dall'inizio degli stessi.
Nel caso dell'iscrizione ipotecaria, per la decorrenza dei novanta giorni, può farsi riferimento alla data dell'iscrizione stessa.
La questione comunque è superata per le iscrizioni successive al 13 luglio 2011, per le quali sussiste oggi l'obbligo di preventiva comunicazione in forza della Legge n. 106/2011, come sopra illustrato; resta invece aperta per le iscrizioni di data anteriore.

Come contestare l'iscrizione ipotecaria
L'iscrizione ipotecaria può essere impugnata dinanzi al Giudice competente.
Per individuare il Giudice competente, i termini e le modalità dell'impugnazione, bisogna fare delle distinzioni in base alla tipologia del credito su cui si fonda l'ipoteca (contributi Tribunale del lavoro, Tributi Commissione Tributaria, e così via) ed al tipo di vizio che si vuole eccepire, bisogna tuttavia ricordare che le ipoteche iscritte per sanzioni amministrative ( infrazioni al codice della strada) sono nulle: l’ipoteca è prevista come un mezzo speciale di esecuzione forzata ad iniziativa dell’ Agente della Riscossione solo ed esclusivamente per l’imposte sui redditi e per gli altri tributi, tasse od imposte, dovuti allo Stato o agli altri Enti Pubblici. Nessuna norma è reperibile nel nostro ordinamento che autorizzi l’agente della riscossione a disporre il fermo amministrativo degli autoveicoli e l’ipoteca sugli immobili, di proprietà del debitore, per le sanzioni amministrative.

Ancora :
• riguardo i vizi attinenti il merito del credito, è possibile eccepirli solo se non si è ricevuta regolare notifica della cartella e dell'eventuale verbale di accertamento presupposti.
• per vizi propri dell'iscrizione ipotecaria si intendono, ad esempio: debito inferiore ad € 8.000,00; mancata comunicazione dell'avvenuta iscrizione; mancata indicazione del responsabile del procedimento; mancata notifica dell'intimazione di pagamento.
• i vizi che incidono sul diritto di procedere in via esecutiva sono, ad esempio: prescrizione del credito sopravvenuta alla notifica della cartella; avvenuto pagamento; mancata notifica della cartella presupposta.
I termini per impugnare (che a seconda del tipo di credito portato dalle cartelle che hanno dato origine all’ipoteca possono essere di 20, 30 o 60 giorni) sono previsti a pena di decadenza. Questi termini decorrono da quando si è ricevuta la comunicazione dell'iscrizione ipotecaria.
Se non si è mai mai ricevuta la comunicazione, l'impugnazione può essere proposta in ogni tempo.
Se l'ipoteca è stata iscritta per una pluralità di crediti di diversa natura (tributi, sanzioni amministrative, crediti previdenziali, etc.) bisognerà proporre tante azioni quante sono le diverse Autorità competenti.

Disclaimer

AVVISO - Ai sensi dell'art. 1, comma 1 del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla legge di conversione 21 maggio 2004 n. 128, le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi.

I testi pubblicati dal sito mercatoliberotestimonianze.blogspot.com possono essere liberamente distribuiti alle seguenti condizioni:
1) i testi e i titoli devono rimanere nel loro formato originale;
2) la distribuzione non deve essere finalizzata al lucro;
3) deve essere citata la fonte e l'autore e l'indirizzo web da cui sono stati tratti.