Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

giovedì 22 marzo 2012

I signori del signoraggio: appunti per uno studio sulla bancocrazia totalitaria privata


di Marco Saba, 22 marzo 2012


Mentre proseguo in solitaria il mio studio sui biglietti di stato e sulle contromisure, anche violente, adottate dalla bancocrazia privata, vedasi il mio recente articolo su Aldo Moro (1), la cui ultima puntata è che non si riesce a trovare il testo delle leggi (2) che normavano l'emissione delle 500 lire cartacee "biglietti di stato a corso legale - argomento omesso anche dalla relazione del 1987 sul debito pubblico (3), mi sto facendo l'idea che, con la fine della monarchia, la corte composta dalle famiglie nobiliari sia passata direttamente a riscuotere il signoraggio attraverso la partecipazione societaria negli istituti di credito.
Infatti, cercando Giuliano Passalacqua (4) sui motori di ricerca, arrivo quasi per casoo alla compagine societaria della Cassa di Risparmio di Firenze nel 2003. Vale la pena riportare l'elenco dei soci e lasciare che il lettore da solo ne tragga le conseguenze:


ASSEMBLEA DEI SOCI DELLA CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE (2003) (5)

ACIDINI Cristina
ADORNO Francesco
ANTINORI Piero
ARECCHI Tito
ASCHENGREEN PIACENTI Kirsten
ASSO Paolo
BALDINI LIBRI Massimiliano
BARABINO Carlo
BARBOLANI DI MONTAUTO Fabrizio
BARCALI Sandro
BARDINI Ferruccio
BARTOLINI BALDELLI Luigi
BARTOLOZZI Guido
BARUCCI Piero
BASSI Stefano
BECHERUCCI Raffaele
BENEDETTI Aureliano
BERNABEI Ettore
BERNI Giancarlo
BERTOCCHINI Ugo
BICHI RUSPOLI FORTEGUERRI Guccio
BLASI Paolo
BOCCA Bernabò
BOMPANI Aldo
BONECHI Giampaolo
BONONI Loris Jacopo
BUGLI Vittorio
BUITONI Bruno
BUSI Giampiero
BUYET Alessandra
CALAMARI Mario
CAMPAIOLI Paolo
CANGIOLI Carlo
CAPPONI Neri
CAPPUGI Luigi
CARMI Cav. Lav. Alberto
CECCUTI Cosimo
CECCUZZI Sergio
CIPRIANI Curzio
CORSI Francesco
CORSINI Filippo
D’AYALA VALVA Giuseppe
DE SANCTIS Vittorio
DELLA GHERARDESCA Guelfo
DINI Dino
DODDOLI Giovanni
DONATI Mario
FABBRINI Mario
FARULLI Piero
FAUCCI Riccardo
FAZZINI Marcello
FERRAGAMO MILETTI Wanda
FERRONI Enzo
FOLONARI Ambrogio
FONNESU Alberto
FORTINI Ferruccio
FRATI GUCCI Laura
FRATINI Corrado
FRESCOBALDI Vittorio
GALEOTTI FLORI Mario Alberto
GALGANI Vasco
GALLI Renato
GAMBACCINI Piero
GIANNOZZI Luca
GINORI CONTI Ginolo
GINORI LISCI Lionardo
GIUSTINIANI Paolo
GONDI Bernardo
GONDI Bonaccorso
GREGORI Guglielmina
GREMIGNI Michele
GROSSI Paolo
GUICCIARDINI CORSI SALVIATI Roberto
GUICCIARDINI Ferdinando
GUIDUCCI BONANNI Carla
LAVEZZINI Valter
LESSONA Carlo
LIVI BACCI Massimo
LUCIFERO Mario
LUSSU Lucio
MALENCHINI Luigi
MANCINI Fiorenzo
MANNONI Giovanni
MANTELLASSI Luca
MARACCHI Giampiero
MARCHI Carlo
MARCHI Francesco
MARGANI Franco
MARGIOTTA BROGLIO Francesco
MARINELLI Augusto
MAROTTI Antonio
MARTELLI CALVELLI Marco
MARTINI BERNARDI Neri
MARZILI Pier Giovanni
MASIERI Marcello
MASTERSON Patrick
MAZZEI Lapo
MILIANTI Carlo
MORBIDELLI Giuseppe
MORELLI Luigi
NAPOLEONE Raffaello
NENCIONI Giovanni
NICCOLAI GAMBA CASTELLI Fabrizio
NICCOLINI DI CAMUGLIANO Lorenzo
ORLANDO Luigi
ORSI Sergio
PACINI Pierfrancesco
PALLINI Marcello
PAOLETTI Enrico
PAOLUCCI Antonio
PASSALACQUA Giuliano
PECCI Alberto
PESCI Alessandro
PINTO Nicola
POGGIOLINI Foscolo
PONTELLO Ranieri
PRIMICERIO Mario
PUCCI DI BARSENTO Laudomia
PUCCINI Lapo
RICASOLI FIRIDOLFI Bettino
RICCI Renzo
RIMBOTTI Giovanni
ROSSELLI DEL TURCO Niccolò
ROSSI FERRINI Pierluigi
RUCELLAI Cosimo
RUSSO Pasquale
SAMOGGIA Franco
SANTORO Riccardo
SARRI Adriano
SARTI Roberto
SARTORI Giovanni
SCARAMUZZI Franco
SERRA Francesco
SIGNORINI Giancarlo
SILIANI Pier Luigi
SOCINI GUELFI Luigi
SPERANZA Edoardo
SPINOLA Franca
STANCANELLI Giuseppe
STEFANELLI Giuseppe
STROZZI GUICCIARDINI Girolamo
TANINI Francesco
TARGETTI Giampaolo
TODISCO GRANDE Giuseppe
TORRICELLI Raffaello
TOSI Piero
UGOLINI Ermanno
VARVESI Gianfranco
VEDOVATO Giuseppe
VELLUTI ZATI Simone
VERDIANI Luigi
VERDON Timothy
VICIANI Franco
VIVARELLI Roberto
ZAMPI Giancarlo
ZAMPOLI Mauro
ZANARDI LANDI Antonio
ZANI Zito
ZANIERI Carlo
ZILERI DAL VERME Clemente


Note:

1) I tagli della Monti-nomics esasperano la situazione - 12 marzo 2012

2) Email a www.normattiva.it del 22 marzo 2012:

Da:
 
Marco Saba 
 
A: redazione@normattiva.it
Oggetto: DPR e DM relativi a emissione 500 lire cartacee: scomparsi ? Data: 22/03/12 10:50

Egregia redazione,

perché nel vostro sito non compaiono i testi 
dei DR e DM relativi all'emissione dei biglietti di stato da 500 lire 
cartacei emessi durante i governi MORO ?







Mi riferisco a:

1) DPR 20-06-1966, DPR 20-10-1967 del presidente Giuseppe Saragat
per le 500 lire cartacee biglietto di stato serie Aretusa,
e Legge 31-05-1966

2) DPR 14-02-1974, del Presidente Giovanni Leone
per le 500 lire cartacee biglietto di stato serie Mercurio,
e DM 2 aprile 1979

Questi dispositivi legislativi erano riportati su una faccia 
dei biglietti di stato da 500 lire.



Grazie per una risposta.

Marco Saba


3) 

MINISTERO DEL TESORO



DIREZIONE GENERALE DEL DEBITO PUBBLICO
RELAZIONE DEL DIRETTORE GENERALE ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA
IL DEBITO PUBBLICO IN ITALIA1861-1987
Volume I - a cura del Direttore Generale Paolo Ranuzzi de Bianchi, Conte di Porretta e di Pian del Voglio (poi passato a un fondo Rothschild...). La relazione si ferma ai biglietti di stato fino al 1926, ignorando completamente le emissioni degli anni 1960-1970... Secondo me si tratta di una omissione criminale.


4) Giuliano Passalacqua, (1977) Il bilancio dello Stato, Milano, F. Angeli. (introvabile...)
Dal documento di cui alla nota precedente, "Secondo Giovanni Passalacqua "si possono far rientrare nel debito patrimoniale, seppure da questo nettamente distinte, le emissioni di monete e biglietti dello Stato il cui provento viene registrato nel bilancio e nel conto generale del patrimonio dello Stato tra le passività consolidate, perpetue e irredimibili".
E' esattamente quello che propongo di fare oggi, per uscire dalla crisi, anche concedendo di emettere biglietti a corso libero, anziché legale inteso come forzoso, basta siano accettati indietro dallo stato alla pari delle banconote private (e delle emissioni creditizie) denominate in euro attualmente circolanti. Tali biglietti avrebbero circolazione nazionale interna esulando dai criteri e vincoli di bilancio da suicidio imposti dalla BCE.

Scomparsa di ‘fatti’ circa la scomparsa di Aldo Moro


Di Marco Saba 

Email a www.normattiva.it  del 22 marzo 2012:
Da: Marco Saba A: redazione@normattiva.it
Oggetto: DPR e DM relativi a emissione 500 lire cartacee: scomparsi ? Data: 22/03/12 10:50

Egregia redazione,
perché nel vostro sito non compaiono i testi
dei DR e DM relativi all’emissione dei biglietti di stato da 500 lire cartacei emessi durante i governi MORO ?

Mi riferisco a:
1) DPR 20-06-1966, DPR 20-10-1967 del presidente Giuseppe Saragat
per le 500 lire cartacee biglietto di stato serie Aretusa,
e Legge 31-05-1966

2) DPR 14-02-1974, del Presidente Giovanni Leone
per le 500 lire cartacee biglietto di stato serie Mercurio,
e DM 2 aprile 1979

Questi dispositivi legislativi erano riportati su una faccia
dei biglietti di stato da 500 lire.

Grazie per una risposta.
Marco Saba 

Riferimenti

http://fr.scribd.com/doc/95446589/Moro-e-Kennedy-due-destini-paralleli [3]

mercoledì 21 marzo 2012

La bufala è una bufala

o COME INFINOCCHIARE GLI ITALIOTI CON FINOCCHI IBRIDI E STERILI (E LA FINOCCHIARO…)
Sta correndo una bufala in rete che il divieto di semi e orti che l’UE sta preparando sarebbe una bufala. Ora tale dichiarazione di bufala è di per sé stessa una bufala poiché la pazzia orwelliana satanica del testo è quello di presupporre per normale un fatto, l’obbligo per ogni pianta coltivata, riprodotta o commercializzata, di essere iscritta nel registro commerciale UE , prevalentemente un registro di semi ibridi già non riproducibili, regola che normale non è, ma ponendo, per addormentare il popolo bue, alcune eccezioni soporifere (cfr. proposta di regolamento Parlamento e Consiglio testo unico sul materiale riproduttivo vegetale).  Tale popolo abbocca e dice, ma vi è tale e tale eccezione, in particolare per il giardinaggio amatoriale e per le aziende agricole con meno di dieci impiegati. Ma stiamo scherzando? Qua siamo al rovesciamento pieno e totale dell’onere della prova.

Ed è così che l’eccezione limitativa e burocratica – quella di registrare una varietà vegetale, come si fece per la canapa – diventa la REGOLA, mentre la regola, ossia una natura rigogliosa fertile che si autoriproduce senza troppo sforzo in modo generoso, e che fa rabbia agli usurai, diventerà l’eccezione visto che in virtù di tale testo di legge scompariranno praticamente le produzioni di varietà di piante di ortaggi e di frutta antiche, biodiverse, biologiche, tipiche – in un primo tempo scompariranno dal commercio per poi scomparire del tutto – mentre sempre di più le tipiche, e locali, sono sostituite in questo momento mentre vi scrivo dalle varietà IBRIDE brevettabili e modificate in modo da renderle STERILI e non RIPRODUCIBILI.

Poiché ciò che brucia i banchieri nella loro ‘prudenzialità’ è proprio il fatto che la natura si autoriproduce mentre qua Satana si introduce nell’opera del creato per ricavare una royalty dai semi, da esso modificati in modo da diventare sterili e non riproducibili (ibridi od ogm) in modo da applicare alla materia viva LA LEGGE BANCARIOASSICURATIVA E PREDATORIA DEI BREVETTI. Tant’è vero che l’agenzia creata ad hoc, la  CPVO – con quali soldi??? (gli esperti della moneta lo sanno con quali soldi, i nostri rubati al momento dell’emissione monetaria) è addetta, con tanto di specialisti dei brevetti nell’organico, a controllare tutte le attività agricole e a registrarne le piante e gli autori in modo che più nessuno possa ricavare sostentamento e guadagno senza pagare un bollo ai banchieri, poiché tale legge mira a eliminare gradualmente, dal nostro scenario, i semi riproducibili di anno in anno. Tale legge mira a far rubare la proprietà dei semi ai banchieri/controllori dei semi.
MODELLO CANAPA DOCET. Ma nel caso CANAPA la scusa era la droga mentre l’obiettivo principale era l’industria del petrolio, con la nascita del nylon. Vennero i carabinieri a sradicare tutti i campi di canapa in tutt’Italia nel secondo dopo guerra, togliendo il sostentamento a tanti contadini e togliendo dal mercato normale un prodotto prezioso che andò ad alimentare il traffico di droga e governo olandese, a meno che il governo olandese non sia a capo del traffico di droga.

Così, lo ripeto, con arguzia diabolica, i controllori dei semi (Monsanto, Syngenta ecc) che coincidono con i controllori di petrolio e moneta, saranno riusciti in un ennesimo colpaccio plurimiliardario, quello di ricevere delle royalties non solo dagli OGM sempre più contestati dalla popolazione e dagli scienziati indipendenti, ma persino dalle banali varietà ortofrutticole e dalle piante del verde pubblico che per completare il “progetto” di sostituzione del creatore nel frattempo vengono massacrate con mille e una scusa, dal parassita, al metodo potatorio, dalla costruzione di pista ciclabile – lol – alla soppressione pura e semplice di filari interi senza alcuna giustificazione e per tanti persino dalle scie chimiche.


Come ogni buon contratto bancario tale legge prevede in sé la massimalizzazione della presa in culo, e cioé la clausoletta che prevede la modifica di qualsiasi clausola in qualsiasi momento senza necessità di passare davanti ai parlamenti, e il cerchio è chiuso.


Si aggiunga a ciò che Kokopelli, attaccata da una multinazionale dei semi in Francia, è già stata condannata per avere scambiato e commercializzato semi fuori dal registro, e che quindi questa realtà in Francia è già TANGIBILE e lo sanno bene i vivaisti, CHI DIVULGA CHE IL DIVIETO DI COLTIVARE UN ORTO COME PRIMA è UNA BUFALA, è sotto IPNOSI. LO SAPPIA IL POPOLO BUE: QUESTO E’ UN PROGETTO DIABOLICO e in quanto tale è scaltro e la gente comune non ne capisce la perniciosità. Si presenta con le eccezioni unicamente per abbassarci le difese ma porta in sé una realtà orwelliana e satanista che ci distruggerà. Intacca la cocreatività, la fertilità, l’autosostentamento e la biodiversità stessi dell’umanità.
Nicoletta Forcheri 21 marzo 2013

Un appello per i semi liberi
Fonte: http://www.slowfood.it/sloweb/e5b170483457c8d6778c51dab3a4b67b/un-appello-per-i-semi-liberi-?-session=sf_soci%3A570BD7930ca6534648GN75F8A33A
Slow Food si unisce all’appello lanciato da Via Campesina (associazione internazionale che in Europa rappresenta 28 organizzazioni di agricoltori provenienti da 18 Paesi) contro la proposta di legge della Commissione Europea sulla commercializzazione delle sementi. La Commissione sta infatti studiando un pacchetto di misure volte a rinforzare gli standard di sicurezza in tutta la catena alimentare. Fra queste, misure sulla salute animale, sulla salute delle piante, e anche sulle sementi.
Il nostro appello invita la Commissione a riscrivere la proposta di legge prendendo in considerazione i diritti degli agricoltori e non solo gli interessi dell’industria sementiera.
Il fatto è che l’attuale legislazione europea ammette solo sementi selezionate che necessitano di grandi quantità di prodotti chimici. Questo compromette la conservazione della biodiversità, la salute dei consumatori, l’ambiente e l’indipendenza degli agricoltori. Le sementi brevettate sono una minaccia che potrebbe distruggere il diritto al cibo anche in Europa, in nome del profitto delle multinazionali. È sì urgente una riforma del settore, ma che protegga i semi dei nostri agricoltori, promuovendo la produzione di varietà biologiche e quindi rispettose dell’ambiente. Alcuni documenti non ufficiali, che sono stati comunque messi a disposizione dell’opinione pubblica, hanno seriamente messo in allarme il Coordinamento Europeo Via Campesina (ECVC).
Senza modifiche sostanziali all’attuale proposta di riforma la situazione è solo destinata ad aggravarsi concentrando i brevetti nelle mani di pochi individui e promuovendo l’ utilizzo di Ogm.
Per queste motivazioni, ECVC invita i Commissari dell’Unione Europea a:
- Riconoscere e tutelare il diritto degli agricoltori a scambiare liberamente i loro semi. Questi scambi sono essenziali per la riproduzione delle sementi a garanzia di un costante e continuo rinnovamento della biodiversità delle colture. Questo è l’unico metodo di conservazione, riproduzione e diffusione delle sementi che permetterà alle piante di adattarsi alle estreme diversità dei suoli e al cambiamento climatico, senza dover fare ricorso esponenziale a fertilizzanti e pesticidi chimici.
- Consentire agli agricoltori la commercializzazione, senza limitazioni geografiche o quantitative, di semi biologici, locali o tradizionali per la loro riproduzione. Attualmente la commercializzazione è vietata dagli standard presenti nel catalogo varietale, con lo scopo di prevenire biopiraterie e frodi.
- Resistere alle pressioni delle aziende sementiere multinazionali. Il loro scopo è sfruttare l’attuale dibattito sugli accordi di libero scambio a livello globale per invadere il mercato europeo con brevetti e sementi Ogm.
I Commissari non dovrebbero approvare questa proposta di legge a meno che non si riconosca il diritto degli agricoltori a scambiare liberamente i loro semi, per consentire la libera commercializzazione di sementi biologiche e tradizionali nei mercati locali.
Se queste posizioni non venissero ascoltate, sarebbe in serio pericolo la sovranità alimentare europea, causando l’impossibilità dei nostri agricoltori di far fronte alle sfide future di sistemi agricoli e alimentari sostenibile e rispettosi quindi dell’uomo e dell’ambiente.

lunedì 12 marzo 2012

I tagli della MOnti-nomics esasperano la situazione

di Marco Saba

C'è di meglio. Se recuperassimo l'idea di Aldo Moro di emettere biglietti di stato a corso legale senza bisogno di chiedere banconote in prestito via Bankitalia, potremmo non solo assolvere tutti quei bisogni delle forze armate, cui aggiungerei un bel corso gratuito di criminologia monetaria e bancaria. ma anche lasciare loro tutta la busta paga senza alcuna trattenuta. Fu infatti così che i governi Moro finanziarono le spese statali, per circa 500 miliardi di lire degli anni '60 e '70, attraverso l'emissione di cartamoneta da 500 lire "biglietto di stato a corso legale" (emissioni "Aretusa" e "Mercurio") (1) (2). 
File:Aldo Moro headshot.jpg
Aldo Moro
Questa moneta di stato tra l'altro aveva l'importante funzione di immettere denaro senza debito che rendeva solvibile - almeno in parte - il sistema usuraio poiché serviva per pagare gli interessi per i quali il sistema bancario NON emetteva moneta e strozzava il paese (come invece ora fa). L'idea era stata copiata dal periodo fascista in cui tante opere pubbliche vennero finanziate a questo modo. Mentre l'analoga operazione di emettere Am-Lire da parte degli occupanti alleati fu una vera e propria opera di falsari che imposero la loro moneta a suon di bombardamenti addebitandola per lo più a debito pubblico (una perdita di circa 300 miliardi di lire dell'epoca 1943-1952, oltre a tutti i beni di cui si erano appropriati con questo denaro falso). Fu Giovanni Leone a firmare l'ultimo DPR con cui si emettevano le 500 lire. Sia Moro che Leone non ebbero gran fortuna e sappiamo come vennero ringraziati da Bankenstein... Ma ora c'è internet, ora sarebbe molto più facile impedire la reazione della bancocrazia totalitaria diffondendo la conoscenza della materia. Infatti, col senno di poi, non è difficile capire a cosa doveva portare il disegno del terrorismo nel nostro paese: gli anni di piombo si chiusero con due stragi nell'anno del Trattato di Maastricht, il 1992... Questo trattato è un papello tra stati e banchieri mannari, il cui risultato oggi è sotto gli occhi di tutti... Ci ha portato al golpe morbido del governo Monti... Comunque, a seguito dell'assassinio di Moro e delle dimissioni anticipate di Leone, si smette di emettere cartamoneta di stato. La bancocrazia ci aveva anche provato prima a ricattare lo stato, emettendo i famosi miniassegni per erodere il signoraggio che lo stato guadagnava con la propria moneta, ma poi siccome non bastò ricorsero ai mitra e bombe. Ricordatevi che il terrorismo in Italia inizia con due attentati dinamitardi negli anni '60 contro due banche di stato (all'epoca): Banca Nazionale dell'Agricoltura a Milano e BNL a Roma... Oggi lo stato guadagna decisamente spiccioli con il conio delle monetine, dove i margini e la quantità di signoraggio sono niente rispetto all'emissione di cartamoneta e denaro virtuale, proprio una mancia per salvare le apparenze... Dobbiamo proporre di introdurre con vigore una cartamoneta complementare nazionale chiamata Biglietto di stato, con cui soddisfare i bisogni interni del paese. Questa cartamoneta non influirebbe sui parametri di Francoforte, non creerebbe debito e darebbe la libertà al paese di soddisfare tutte le esigenze di base della cittadinanza. La MORO-nomics è un'alternativa degna di essere seriamente presa in considerazione.


Note:


1) DPR 20-06-1966, DPR 20-10-1967 del presidente Giuseppe Saragat
per le 500 lire cartacee biglietto di stato serie Aretusa, Legge 31-05-1966

2) DPR 14-02-1974, del Presidente Giovanni Leone
per le 500 lire cartacee biglietto di stato serie Mercurio, DM 2 aprile 1979


Il Presidente della Repubblica Giovanni Leone

sabato 10 marzo 2012

Attacco ai semi: un grido di aiuto e uno spiraglio





Sul Cambiamento [1] trovo questo appello per tutelare la nostra biodiversità attaccata dalle lobby degli ogm e dei produttori di sementi ibride di cui avevo parlato nel lontano 2008 (cfr. http://www.stampalibera.com/?p=251 [2]).
La tutela della nostra biodiversità è uno di quegli aspetti degenerati per via della dittatura dell’usura e della moneta, che sfocia ineluttabilmente in strumenti finanziari come i brevetti. I semi, è risaputo, si rigenerano da soli, ma il banchiere pensa: perché permettere ai contadini e alle persone di rigenerarsi i semi se noi possiamo VENDERGLIELI? Due laboratori, uno in Olanda l’altro in Israele stanno trafficando da decenni i nostri semi per imitare le nostre varietà e brevettarli, sono i cosiddetti semi ibridi, la maggior parte delle varietà che troviamo nel nostro piatto e che non si possono rigenerare. Sterili o subfertili.
Ed è chiaro che qua, nel caso di Bari, chi dovrebbe essere incriminato è il CNR, la solita struttura con i vertici paracadutati da certa massoneria e dalle solite lobby di interesse bancariomultinazionale, che non si dovrebbe proprio occupare di semi.

Il registro delle varietà commerciali annovera un numero sempre più ridotto di specie, poiché le piante rare o uscite dai registri commerciali sono state messe in ‘banca’, in modo da farli sparire dalla circolazione e dalla natura per poterli poi brevettare un giorno. Infatti se qualcuno ‘scopre’ una nuova pianta oggigiorno la può brevettare. Per cui basta farne dimenticare l’esistenza per un po’, tanto i rettili fanno calcoli a lunga scadenza, forse chissà, vivono anche più a lungo degli altri (quanti anni ha veramente la regina d’Inghilterra?).
Mentre vietavano tale scambio di semi, e distruggono qua e la le varie banche del germoplasma – chissà che fine ha fatto quella della Libia? – come nel caso di Bari, loro, i rettili infatti vanno riempiendo i caveaux della banca dei semi più grande al mondo, la banca di Rockefeller, a Spitzberg, in Norvegia, dove sono stati appena inviati dei carichi ricchi di cereali dalla Siria (cfr. http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20120228_00256.shtml/ ).

Naturalmente, si dichiara che tali semi rimarranno di proprietà degli Stati che li inviano, che bella barzelletta, un po’ come con l’oro d’Italia che è diventato di Bankitalia, cioé delle sue banche azioniste, e che è fisicamente custodito, tenuto in pegno, in altri luogi, in altri paesi (Svizzera, USA, GB). Essendo sull’orlo del fallimento, per opera degli stessi che ci ‘custodiscono’ magari a pagamento, l’oro, pensate forse che ci restituiranno il nostro oro? Lasciatemi ridere.
Un paese come la Siria nel caso fosse schiacciato dalla forza nemica che si vuole scatenare su di essa, pensate che ricupererà mai i suoi semi, poi, dallo stato di ‘liberazione’ post bellica come quello che ci perseguita ancora a noi, 60 anni dopo? Ahahaha!

Fortuntamente, un piccolo spiraglio: il criminale divieto di commerciare i semi non iscritti nel registro delle varietà commerciali è stato invalidato dalle conclusioni dell’avvocato generale della Corte europea di giustizia di gennaio scorso in cui dichiara che non è valido tale divieto poiché tale principio “viola il principio di proporzionalità, di libertà d’intraprendere, di libera circolazione delle merci e il principio di non discriminazione”.
L’avvocato generale aggiunge che “il fatto che i contadini siano relegati a coltivare le varietà ammesse riduce finalmente la diversità genetica nei campi degli europei” e che “gli inconvienti del divieto di commercio delle sementi di varietà non ammesse ne superano di gran lunga i vantaggi”. (http://www.kokopelli.it/.

La campagna per la tutela della biodiversità chiede di istituire una commissione di esperti di germoplasma indipendente dal CNR; individuare una struttura ad hoc che si adoperi per la conservazione della banca di Bari e fare una copia di backup all’IGV CNR di Bari; creare una task force per sviluppare in due anni un progetto per la salvaguardia dei semi ancora vivi, prima che perdano la loro variabilità genetica; creare una rete di contadini custodi disposti a rigenerare sin da ora una parte dei semi; creare una rete di avvocati, giornalisti, comunicatori, storici del cibo, cuochi, organizzazioni per il cibo biologico, contadini e consumatori che avvertano il pubblico dell’importanza del germoplasma e della salvaguardia dell’agro biodiversità per il futuro dell’agricoltura biologica.
Qua [2] l’appello del Prof. Perrino, che da anni denuncia il crimine dell’incuria, della negligenza e della violazione della banca del germoplasma di Bari per opera della lobby degli OGM, nel contesto di un attacco mondiale ai semi e alla biodiversità, grave al punto da meritare la stessa fine chi lo ha premeditato e chi lo attua. Morte dell’anima, ritorno al calderone della materia, poiché chi calpesta il mistero della vita racchiuso in un seme non solo non merita di vivere, ma merita proprio di ridiventare melma. Magari modificata, magari sterile, magari insipida. Come la vita delle specie e degli umani da lui rovinate. Poiché chi uccide il prototipo di un seme e lo modifica, uccide e modifica una specie intera. Mentre l’unica specie che va eliminata e/o modificata è quella di chi uccide e modifica i semi.

Nicoletta Forcheri 9 marzo 2012
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