Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

giovedì 28 marzo 2013

Petrolio in mare: il M5S “scopre” i meriti di Berlusconi


Di Gianluca Monaco – Fonte: http://www.losai.eu/petrolio-in-mare-il-m5s-scopre-i-meriti-di-berlusconi/
Questa è una di quelle vicende che si possono rappresentare metaforicamente come “effetto boomerang”.
Della questione trivellazioni petrolifere e degli interessi dei Rothschild ne abbiamo già scritto in questo articolo http://www.losai.eu/i-rothschild-alla-conquista-del-petrolio-abruzzese-con-chicco-testa-dariete/
e questa notizia ne è il prosieguo.
Alcuni deputati grillini abruzzesi si sono incontrati con il Ministro per l’Ambiente, Clini, per avere delucidazioni sulle documentazioni che il Ministero ha inviato alla Regione Abruzzo in merito alle trivellazioni petrolifere della MEDOIL. Tra i documenti del Ministero, i grillini scoprono la lettera di ringraziamento della società petrolifera al Ministro Climi per aver modificato con il D.L. 83 del 22-06-2012 il precedente D.Lgs 128 del 2010 (clicca e leggi) che limitava le perforazioni petrolifere in mare.
Ma chi governava nel 2010 ? Chi è stato a “bloccare” le trivellazioni per evitare inquinamento ? Chi aveva bloccato gli speculatori internazionali ? Ebbene, nel 2010 c’era proprio la “bestia nera” del M5S e dei partiti ambientalisti: Silvio Berlusconi.
Dagli articoli di giornale del 2010 si legge che la MEDOIL aveva dato mandato, per il finanziamento della piattaforma petrolifera, ai banchieri francesi della BNL-PARISBAS. Il partito dei VERDI chiese subito delucidazioni a Silvio Berlusconi sulle intenzioni del governo in merito alle trivellazioni petrolifere.
Era il 5 maggio 2010.
La pronta risposta del governo non fu a mezzo stampa ma con Decreto Legislativo n.128 del 29 giugno 2010. (http://aia.minambiente.it/UserFiles/File/DLgsn128-2010.pdf )
Senz’altro sarà stato un duro colpo da parte di ambientalisti e del M5S dover ammettere ed accettare che il loro “miglior nemico” aveva provveduto a FERMARE gli speculatori internazionali.
Ma, caduto il governo Berlusconi, il suo successore Monti non ha perso tempo a varare il D.L. 83-2012 con il quale creava le condizioni idonee e vantaggiose per la MEDOIL ad avviare le trivellazioni.
Ovviamente i comuni costieri abruzzesi non sono stati a guardare e fecero diversi ricorsi al T.A.R. di Roma che ha confermato ,con sentenza n 3045 depositata due giorni fa, dalla Seconda Sezione Bis, il diniego di effettuare perforazioni in un’area di 730 km quadri posta a 40 km a Nord-Ovest di Punta Penna e in aderenza ai territori dei comuni costieri abruzzesi di Torino di Sangro e Casalbordino e a 26 km dalle isole Tremiti.
(fonte http://www.primadanoi.it/news/cronaca/538757/Trivelle-Abruzzo–arriva-il-no.html#.UVM9BkAVZSE.facebook )
Per il momento la battaglia è vinta e diamo merito a chi ha combattuto per la salvaguardia dell’interesse paesaggistico nazionale. Anche se la ricerca della VERITA’ ha il suo effetto BOOMERANG

Monte dei bavagli di Siena: il comunicato “ripulito” di Bankitalia

www.dagospia.com  27 MAR 19:06
Bankitalia prima ha diramato un comunicato in cui il Fmi sottolineava come i soldi prestati a Mps andassero monitorati da vicino, parlando addirittura di nuovi consiglieri e di possibili nazionalizzazioni, poi ne ha mandato un altro, depurato – A parte “La Stampa”, nessuno sembra essersene accorto…

Bankitalia prima ha diramato un comunicato in cui il Fmi sottolineava come i soldi prestati a Mps andassero monitorati da vicino, parlando addirittura di nuovi consiglieri e di possibili nazionalizzazioni, poi ne ha mandato un altro, depurato – A parte “La Stampa”, nessuno sembra essersene accorto…
Possibile che fra i grandi giornali e le grandi agenzie di stampa solo Gianluca Paolucci ed i suoi colleghi della redazione economica de La Stampa si siano accorti che Bankitalia ieri ha distribuito due versioni del comunicato sui rilievi del FMI sulle banche italiane. La prima e la seconda versione non erano identiche, ma pare che solo a Torino (quando non si deve parlare di Fiat e grande capitalismo , noblesse oblige…., la vecchia professionalita’ de La Stampa opera con maggior liberta’) abbiano capito che un raffronto fra le due versioni si imponeva.
Perche’ mai Bankitalia si era affrettata a diffondere la seconda versione, con preghiera di cestinare la prima? Forse perché, come e’ parso ai giornalisti torinesi, la prima versione conteneva osservazioni su Monte Paschi? E che osservazioni erano? Beh, non proprio banali. La notizia, come si dice, c’era tutta. Si osservava da parte del FMI che forse il soldi prestati a Monte Paschi andavano ben monitorati da vicino, magari esprimendo nuovi consiglieri per la banca, che il Governo non ha indicato sinomad oggi; e che forse le autorità’ italiane dovevano anche star pronte ad intervenire, nazionalizzando alla fine la banca gia’ senese.
Il potere puo’ anche dire e non dire, ritrattare, modificare i propri comunicati, confondere le acque. La libera informazione dorme? Come mai nessuno, ma proprio nessuno, ha fatto la doverosa analisi comparata dei due comunicati, per capire come mai il secondo veniva depurato di qualche aspetto? Credo sia esercizio che si insegna ai praticanti in qualunque redazione giornalistica. Oppure a Torino abbiamo dei geni assoluti della professione giornalistica? Con rispetto parlando per il pur bravo Paolucci e per la sua redazione, non credo sia questione che sono loro i geni. E allora? L’autocensura a volte e’ peggio della censura. Non vi e’ rimedio.

domenica 24 marzo 2013

Manipolazioni mediatiche dell’asse del male

N. Forcheri 
Prendiamo la Siria. C’è una guerra in atto contro il regime di Al Assad. L’asse del male, che siamo noi, vuole eliminarlo a tutti i costi, per recondite ragioni di geopolitica, monetarie e quant’altro,  ed è pronto a tutto pur di farlo: a finanziare i ribelli che sono integralisti musulmani, ad armarli e a tutte le peggiori nefandezze, incolpando con tanto di trucchi e falsità dei media il regime della vittima, Al Assad e il suo popolo, diffamandoli, diffondendo menzogne e falsità, e  gettandogli la colpa delle loro azioni. Ha sempre fatto così l’asse del male: ha prima diffamato la vittima, per darsi una impalcatura di liceità della sua aggressione criminale.
Ad esempio, per il suicidio ‘spintaneo’ dell’oligarca russo Berezovsky in rotta di collisione con Putin, avvenuto nel giorno 23, numero degli illuminati, a Londra, i media punteranno il dito su Putin come per la spia morta avvelenata a Londra Livinenko. Eppure l’oligarca aveva recentemente chiesto scusa a Putin in una lettera dove riconosceva di avere compiuto molti errori nei suoi confronti, si era quindi ravveduto e stava tornando nel campo di Putin (cfr.http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-23/addio-boris-berezovsky-oligarca-175538.shtml?uuid=Ab7IGzgH [1]).

Voce morte di Assad circolata sul net
La guerra dell’asse del male inizia quindi con la denigrazione mediatica, del tutto truccata, della vittima prescelta,  ultimamente paesi interi, per indebolirla psicologicamente e preparare alla cooptazione gli alleati-complici nel massacro: è come un rituale di omicidio di branco, dove conta l’emulazione e la giustificazione fallace. Si fanno circolare notizie menzognere per scoraggiare la preda, tipo quella di oggi sulla presunta morte di Al Assad in un attentato (cfr.http://www.naharnet.com/stories/en/76810-france-s-le-point-magazine-rumor-about-assad-s-death-invades-the-internet [3]) lanciata dalla rivista francese Le Point appartenente al finanziere francese François Henri Pinault, acquirente di vari supermercati e il cui gruppo Pinault SA è stato quotato in Borsa grazie a un gruppo di investitori istituzionali come AGF, LCL e Barclays…(cfr. Groupe Artemis http://www.groupeartemis.com/fr/p2/p2_2.htm [4]#). La notizia poi è rimbalzata su tutto il net.

Organigramma holding di Pinault [5]
Una totale falsità. Vera invece è questa notizia, che non è stata riferita da alcun media dell’asse del male (cfr. http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/123085-siria-ucciso-jihadista-degli-emirati [6]):

Ucciso terrorista degli Emirati Arabi [7]

Per i poveri cittadini occidentali, la notizia sopra va decodificata, sostituendo la parola ‘terrorista’ degli Emirati Arabi,  con la galvanizzata figura del ‘ribelle’ siriano – o ‘resistente’ in altre lingue – fatto fuori dai cattivi ‘terroristi’ dell’esercito regolare siriano. Orwell comincia dalle parole. All’inizio fu il verbo. Se poi è invertito benvenuti nel nuovo ordine mondiale e nella nuova religione unificata. Satanica?


Nicoletta Forcheri 

URLs in this post:
[1] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-23/addio-boris-berezovsky-oligarca-175538.shtml?uuid=Ab7IGzgH: http://www.stampalibera.comhttp://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-23/addio-boris-berezovsky-oligarca-175538.shtml?uuid=Ab7IGzgH

[3] http://www.naharnet.com/stories/en/76810-france-s-le-point-magazine-rumor-about-assad-s-death-invades-the-internet:http://www.naharnet.com/stories/en/76810-france-s-le-point-magazine-rumor-about-assad-s-death-invades-the-internet

[4]http://www.groupeartemis.com/fr/p2/p2_2.htm: http://www.groupeartemis.com/fr/p2/p2_2.htm


[6] http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/123085-siria-ucciso-jihadista-degli-emirati: http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/123085-siria-ucciso-jihadista-degli-emirati

Linciaggio in vista?

24/3/2013
Avverto tutti quanti i miei lettori che non parteciperò al linciaggio di Berlusconi – in Craxiana maniera – da parte dei suoi compari della finanza più criminali di lui perché arrabbiati con lui per non avere eseguito fino in fondo i piani del NOM.
Avverto tutti quanti i piccolini di spirito che ciò non vuol dire che ho votato Berlusconi o che ne abbia mai fatto la sua difesa elettorale. Anzi. Mai votato.
Avverto tutti quanti che se il cappio ricattatorio e minatorio su di lui continua a stringersi come stanno dimostrando i fatti, poiché pur essendo la sua coalizione la terza forza del paese vi sono due esponenti PD a capo delle camere, e probabilmente né lui né nessuno dei suoi uomini andrà al Quirinale – a causa del veto idiosincratico germanoeuropeo così bene veicolato dai sedicenti ‘comunisti’ ma in realtà degli impostori dell’ideologia alla quale si richiamano – può anche darsi che alla prossima io lo possa votare MA IN SEGNO DI PROTESTA.
Faccio ancora notare che alla fine del 2007 chiamai Grillo per farci scendere in campo alle elezioni del 13 aprile 2008, a noi grillini, onde evitare a tutti i costi una rivincita di Berlusconi, cosa che lui rifiutò predisponendo quindi la vittoria di Berlusconi, che all’epoca non volevo.




L’ennesimo orrido esempio di linciaggio mediatico, il più recente, effettuato da FORD India – Porta la firma della massoneria satanista, non credete?

Avverto infine che chi non è d’accordo con questo fatto imprescindibile che qualsiasi siano i suoi reati presunti o reali, i suoi torti politici presunti o reali, e il suo malgusto morale presunto o reale, egli si trova obiettivamente al centro di una stigmatizzazione da ALMENO un decennio destinata appunto a evitare che facesse passare misure:

  1. contro la riduzione dei contanti,
  2. per la nazionalizzazione di Bankitalia (art. 19, comma 10 , della legge 28/12/2005, n, 262, cfr. http://www.stampalibera.com/?p=3954 ),
  3. per l’abolizione di ICI e IMU,
  4. per prevedere che la Cassa Depositi e Prestiti salvasse le aziende di ‘interesse nazionale’ dagli speculatori internazionali acquisendone la maggioranza (cfr. DL 34 del 31/3/2011, art 7),
  5. per la rinegoziazione dell’euro in UE come ha ripetuto da Santoro,
  6. per l’abolizione dei derivati agli enti pubblici che Tremonti aveva sospeso il 17 giugno 2009 in attesa di una regolamentazione che Berlusconi aveva dichiarato di volere fare – ma fermato dallo scandalo ‘Noemi’ – (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2011/11/berlusconi-monti-e-il-complotto.html ).
  7. Per non parlare dei suoi accordi di affari ed energetici con Russia, Venezuela di Chavez e soprattutto Libia di Gheddafi.
CIO’ NON SIGNIFICA che lui al governo non abbia preso alcune di quelle misure volute dalla banda centrale e dall’UE, ma che magari non avendole fatte tutte, o avendone volute alcune riparatorie, lui non ha ottemperato COMPLETAMENTE ai diktat del Nuovo ordine mondiale.
Per questo gli hanno mandato Monti per sgomberarlo, e viste le sue vicende giudiziarie persecutorie lui è rimasto in sella, per avere salva la vita.
Premesso questo fatto, e cioè che è vittima di un ostracismo e di una persecuzione della magistratura bancaria e dei media rotschildiani nazionali e soprattutto internazionali, chiunque non sia d’accordo con questo può anche salutarmi, non entrerò in sterili polemiche. Tale accanimento è stato appena attenuato ultimamente grazie all’intervento del massone Napolitano: sarà che Ber minaccia di tirare fuori il dossier sui retroscena del paracadutaggio di Monti, come ha detto da Santoro? O della trattativa Stato mafia?
Partendo da tale premessa, che è indiscutibile, benvengano dati di fatto sul suo operato, sul suo fare ondivago, provocato probabilmente da quella premessa. Non voglio ulteriormente perdere tempo su sta faccenda e dedicarmi ai fatti più importanti, la moneta, l’economia, la geopolitica, il rischio Grecia e adesso Cipro. Oppure sui suoi torti reali come la votazione del MES, l’istituzione degli studi di settore e quant’altro. Argomentazioni con fatti. Ma senza quel rancore meticolosamente e scientificamente instillato nell’italiota medio che si nutre di media e TV. E nella presunzione di superiorità di certa sinistra che si richiama a dubbia superiorità morale e a ideologia di conformismo radical chic, che non fa che mascherare un complesso di inferiorità nei confronti dei padroni anglosassoni e che perciò odia la sua origine italiana di giullare e cantore. 

Chi pensa che B è il corruttore in capo, non ha capito che la nostra euroEuropa è intrinsecamente  basata tutta sulla corruzione dei signori della moneta nei confronti di politici magistratura parlamenti stati governi istituzioni UE e tutti quanti. Bisogna debellare la corruzione intrinseca data a chi stampa moneta senza rendere conto a nessuno – sancita dai trattati UE – e che poi in parte presta alle banche dealer (cfr.http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/Elenco_Specialisti_in_titoli_di_Strato_-_Dal_6_Luglio_2012.pdf  ) per prestarla agli stati e l’altra la da agli amichetti (nelle cosiddette Operazioni di Mercato Aperto), altra ancora la gioca in Borsa per speculare come qualsiasi banca d’investimento SULLA NOSTRA PELLE, I NOSTRI BENI E LE NOSTRE VITE.
Corre voce che vogliano effettuare un prelievo forzoso sui nostri conti entro maggio per racimolare i 130 miliardi di euro che lo Stato deve al MES entro giugno. Qualcosa mi dice che il nostro ‘buffone’ non sarebbe d’accordo con un gesto del genere. Qualcosa mi dice che la mafia bancario lo vuole eliminare dalla scena politica, ma non solo, per non avere ostacoli a procedere…L’italiano che non capisce che ciò è profondamente contrario al rispetto del voto di un terzo degli italiani e che casca nella trappola della propaganda del regime bancario, fa il male di sé stesso e della nostra sovranità. 
Concludo infine dicendo che questa fissazione sul ruolo di B nelle vicende italiane è frutto di una manipolazione mediatica che ha esasperato il ruolo del premier rispetto a quello di Commissione europea, BCE, Troika e tutti i figli di mignotta nei circoli esclusivi che cooptano e paracadutano negli istituti i loro scugnizzi dove decidono sopra le nostre teste e i nostri parlamenti cose vitali come fiscal compact semi ogm e contanti: la bancarizzazione delle nostre vite.
24 marzo 2013 – Nicoletta Forcheri 
Altri riferimenti
Colpa Vostra , di Nicoletta Forcheri
Presidente, per il bene del paese non si dimetta, di P. Barnard

mercoledì 6 marzo 2013

MPS: suicidio od omicidio? Altra vittima di Bankenstein



Il 6.3.2013 verso le 20,43 è stato chiamato il 118 a Siena perché è stato trovato morto in un cortile del suo ufficio in piazza Salimbeni, MPS a Siena, David Rossi, 51 anni, capo comunicazione dell’ufficio dell’ex presidente della banca, Mussari. Ma prima di ripetere come in un gioco di specchi che si è suicidato, vorrei capire le circostanze e cosa spinge i giornalisti ad affermare che si è suicidato, con tanta sicumera. Con chi era in quella sala, era con qualcuno o solo, qualcuno lo ha visto cadere di sotto? In tal caso, chi lo ha visto? Chi ha chiamato il 118? No, perché concorderete che qualcuno potrebbe benissimo averlo buttato di sotto. O potrebbe esserci caduto. Perché tutti si affrettano a dire che si è suicidato?

Non era indagato ma era stato perquisito il 19 febbraio dalla magistratura, che gli aveva requisito pc, palmare, cellulari e documenti ecc. nell’ambito delle perquisizioni che avevano coinvolto Lorenzo Gorgoni e Michele Briamonte, nel cda di MPS nonché l’ex presidente Giuseppe Mussari e l’ex direttore generale Antonio Vigni, entrambi indagati.
Non so voi, ma una notizia a sto modo, poi pappagallata da tutti i media di regime, mi sa tanto di sospetta, perché prima di dire che “si è ucciso questa sera gettandosi da un ufficio della sede dell’istituto a Rocca Salimbeni” (cfr. lastampa) un giornalista decente direbbe:
“E’ stato trovato morto forse caduto dalla finestra David Rossi. Bisognerà accertare se si è trattato di un suicidio, se vi sia stato costretto o se sia un incidente”
Leggendo le varie agenzie si scopre che avrebbe lasciato nel suo cestino (?) un foglietto accartocciato con su scritto “Ho fatto una cavolata”. Ma perché nel cestino?
Si apprende dal Messaggero che i “pm Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso, titolari dell’indagine, sospettavano che potesse avere messo in contatto gli ex manager indagati con altri dipendenti della banca rimasti in Mps che avrebbero dovuto testimoniare.” Aveva rapporti personali stretti con Giuseppe Mussari e aveva curato varie campagne promozionali affidandone la realizzazione dei video a registi come Virzi, Tornatore e Marco Bellocchio, che ha firmato ironicamente lo spot “Monte dei Paschi, una storia italiana”.
Insomma Bankenstein ha colpito ancora, Bankenstein colpisce continuamente, Bankenstein  trasforma l’eden in inferno. Gli altolocati che non vengono mai sfiorati neanche dalle indagini possono essere ricercati tra i proprietari delle banche interessate dalle frodi – ma nessuno lo fa mai – in questo caso i controllori di Santander, ABN Amro e advisor, oltre che i padroni occulti di MPS, ricostruendo la reale e occulta catena di comando, che appare lampante, e l’aggiotaggio, i falsi di gara, gli abusi di posizione dominante, i conflitti di interesse, che sono onnicomprensivi, forse per questo nessuno indaga su questi? Rotschild è stato Advisor della ABN AMRO per la ‘vendita’ dell’Antonveneta  e nel contempo è azionista di riferimento di Santander in conflitto di interessi, aggiotaggio e quant’altro, la quale senza neanche fare la due diligence della banca ha buttato la bad company, l’Antonveneta smembrata, svuotata e piena di debiti (8 miliardi) addosso a MPS, che ha sborsato 3 miliardi di troppo, eseguendo semplicemente degli ordini mafiosi, e depauperando le casse della città di Siena.
Si, perché, prima della privatizzazione di MPS, Siena e la banca erano una cosa sola. Lo statuto della fondazione era cooperativa pubblica, la banca era controllata dalla città, e tutti gli utili redistribuiti obbligatoriamente tra i soci di cui la Città di Siena e il territorio. Ma poi vi fu il 1992, Maastricht e il dogma dell’indipendenza delle BC dalla “politica”: delle BC, ma in Italia divenne la privatizzazione di tutti i nostri enti creditizi pubblici.  Cominciò la manfrina che la banca MPS miliardaria, una chicca, doveva essere quotata in borsa per affrontare il mondo della finanza globale, in realtà MPS e il suo territorio, i suoi asset, facevano gola a chi sta diventando il nuovo padrone di Siena, che proprio italiano non è, tanto per rimarcare ironicamente il messaggio dello spot, perché non è più una storia italiana. Siena e territorio diventeranno francesi, o meglio francorotti, dalla bancarotta fraudolenta alla frode dei franco-Rot. Axa o BNP fate voi, tanto sono più o meno la stessa cosa, o meglio Axa è uno spin off di BNP Paribas – o viceversa? – dove per nostra sfortuna è rappresentato un paese colonialista che si dice tanto amico e cugino ma che in realtà non ha mai perso il vizio di trattarci come la discarica di casa, la Francia.
Ora sono da poche settimane entrati nella proprietà di MPS tre fondi avvoltoi,  Fidelity, Vanguard e Rotschild, per fare compagnia alle loro consociate (?) già presenti in MPS, Morgan e soprattutto il colosso assicurativo AXA, che annovera nel suo cda il presidente onorario di BNP Paribas, Michel Pebereau, e la vice presidentessa di Suez Gaz de France   Isabelle Kocher,   il presidente del comitato esecutivo di Solvay cioé Suez nonché la presidentessa di Coca Cola Europa: tutti amichetti del duo Monti/Bassanini, colleghi cooptati nel comitato del banchiere Jacques Attali per la “liberazione della crescita economica della Francia” non mi stancherò mai di ripeterlo, visto che gli indizi dell’alto tradimento sono tutti contenuti in queste dubbie appartenenze e missioni in conflitto con il bene della nostra collettività e del nostro paese. Non che la crescita della Francia ci sia nemica, ma lo è chi serve quella e non la nostra, di crescita, in conflitto perché al soldo della ‘crescita’ di quei fondi e banche semisovrane imperniate sulla finanza speculativa e predona, e lo fa essendo stato paracadutato da quegli stessi mai sfiorati dalle indagini in posti chiave del nostro paese lautamente ed esageratamente e smaccatamente pagati da noi.
>Ce ne sono tanti di indizi. Nello stesso cda di AXA ad esempio era stato cooptato anche Mussari, a ribadire chi è stato in questi anni il vero padrone occulto di MPS e quindi di Siena, AXA la consociata di  BNP Paribas, con partecipazioni incrociate di azioni di riferimento. Quando un presidente di una azienda importante italiana viene cooptato nel cda di una partecipante apparentemente minima al capitale significa questo: che quel presidente va a prendere gli ordini dai padroni occulti e futuri acquirenti. E’ successo così con il presidente di Alitalia in Air France, con Scaroni di Eni in Edf, o De Benedetti in.. Rotschild.
Contrariamente a quanto hanno diffuso i media, le disgrazie di MPS sono iniziate con la privatizzazione, nel 1996, della banca che era un istituto di diritto pubblico e che persino la statalizzazione di Mussolini aveva tollerato come banca pubblica comunale durante il fascismo, sfuggendo alla scure del centralismo mussoliniano.
Sospetto che la creazione della fondazione nel 1996  fu un modo per frenare i danni della privatizzazione, attraverso il prolungamento del controllo della politica sulla banca che essa consentiva, onde evitare il dissanguamento dei forzieri fuori dalle mura della città, in altri paesi, solo che il PD che ha governato la città è il partito per eccellenza che dovrebbe chiamarsi PB, quello che ha svenduto il paese per avere avuto salvo Napolitano da Manipulite e poi, dopo la quotazione in borsa, lo statuto della fonazione, che cambiò nel 2001 come effetto della Legge Amato/Carli del 30 luglio 1990, n.218  per assumere uno statuto privato ma “senza fini di lucro”, espressione antinomica che per una banca fa proprio ridere i polli. Nel frattempo sono entrate le Unicoop e il patron di Menarini, Alberto Aleotti…
La Legge Amato/Carli, firmata da Cossiga, Andreotti e Carli  consente agli enti creditizi pubblici che erano stati nazionalizzati da Mussolini con il regio decreto legge del 12 marzo 1936, anno in cui il nostro “dittatore” nazionalizzò anche Banca d’Italia, di trasformarsi in SpA. Consente, o comunque spiana la strada a qualcosa che era vietato dalla legge del 1936, la privatizzazione dei maggiori enti creditizi pubblici del paese che sarebbero annoverati “all’art. 29″ del regio decreto legge 12 marzo 1936, n.375, convertito dalla legge 7 marzo 1938 n.141, ma che sono però irreperibili. Si trattava della lista delle casse di credito, degli enti creditizi pubblici, delle banche di interesse nazionale, degli istituti previdenziali e assicurativi pubblici. Introvabili.
Sempre a riprova del fatto che i “dittatori” sono coloro che si espongono mentre i traditori sono coloro che si nascondono, fu sempre Carli che il 24 giugno 1992 – anno cruciale – firmò un decreto per mutare il sistema di contabilità di tali enti creditizi pubblici, perché si adeguasse alle norme dettate da Banca d’Italia, la quale obbedisce ad altri organismi di contabilità internazionale e alle direttive dell’UE, in modo da consentire alle società controllate da case madri altrove di esibire bilanci d’esercizio e consolidati secondo le modalità previste dal Paese della sede delle controllanti.
Questo excursus per risalire alle origini della nostra situazione odierna. Ordini calati dall’alto e tecnicismi che cambiano tutto, che si ammantano di specificità per non fare capire la fregatura ai cittadini. Decisioni fondamentali come la Legge Amato/Carli – Amato che si difende in questi giorni di non appartenere alla casta ahahah – per imporre la privatizzazione dei nostri enti di credito pubblici e spianare la strada al drenaggio di risorse finanziarie verso l’estero, la City, Parigi, Lussemburgo o le Cayman, e seguendo le norme e le regole del paese della casa madre. Che poi è poco diverso da quello che è successo in Grecia dove il debito pubblico è passato addirittura sotto la giurisdizione del diritto inglese…Essendo diventata una semplice provincia della…. “casa madre”…

DecretoCarli24giugno1992
Nicoletta Forcheri 6 marzo 2013
Altre letture su MPS

Disclaimer

AVVISO - Ai sensi dell'art. 1, comma 1 del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla legge di conversione 21 maggio 2004 n. 128, le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi.

I testi pubblicati dal sito mercatoliberotestimonianze.blogspot.com possono essere liberamente distribuiti alle seguenti condizioni:
1) i testi e i titoli devono rimanere nel loro formato originale;
2) la distribuzione non deve essere finalizzata al lucro;
3) deve essere citata la fonte e l'autore e l'indirizzo web da cui sono stati tratti.