Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

giovedì 23 maggio 2013

M5S sul MES


STAMPALIBERA ADDIO


Dopo sei anni di servizio ininterrotto prestato gratuitamente per stampalibera, dalla sua fondazione, devo comunicare ai miei lettori che non posso più continuare visti i diverbi sorti con Lino Bottaro circa la scelta dei collaboratori, gli argomenti e i modi di trattarli, ma soprattutto perché pur dicendo egli che desidera abbandonare il sito, non solo ha dimostrato la non volontà di cedermelo, bensì di togliermi la fiducia, fiducia che non mi ha mai dato nonostante le parole, nella scelta dei collaboratori o nell’attribuzione di maggiori ed effettive possibilità tecniche sul sito.
Tutto ciò è frutto di malintesi, o delle promesse che si fanno inizialmente per sedurre qualcuno: sin dall’inizio Lino mi aveva promesso la direzione della redazione e mi aveva trattato “a parole” come la sua socia, perché aveva bisogno dei miei articoli per fare decollare il sito, un sito di informazioni non può decollare unicamente per articoli copiati dalla rete. La promessa non è mai stata mantenuta, anzi, solo ultimamente sono stata abilitata dopo tanto insistere a leggere le mail inviate a info@stampalibera.com, fonte di inesauribile ispirazione e per tastare il polso dell’apprezzamento dei lettori. Un redattore in capo può fare a meno delle mail dei suoi lettori????
E’ grazie a tali mail infatti che ho potuto cancellare, dietro loro richiesta, degli articoli contestati da persone che vi erano citate a torto e che non avevano mai ricevuto risposta. E poi che ho ricevuto tanti spunti per gli articoli. Lino Bottaro mi ‘aveva promesso’ poi l’altro sito, tecnicamente più performante, stampalibera.org, che non ho potuto inizialmente gestire per via dell’emergenza su stampalibera.com quando è successa la disgrazia alla sua famiglia a febbraio e che ho dovuto rilevare tutto il lavoro di Laura e Lino su stampalibera.com, che era tanto. Lui voleva che mi occupassi unicamente di .org, ma non me la sentivo di abbandonare di punto in bianco il .com, ne andava del nome, e della sua reputazione. Mi sono quindi rimboccata le maniche per pulire il sito e indirizzarlo verso argomenti più fattuali che ideologici del complottismo andante. In questo periodo mi sono ritrovata a fare i conti con alcuni collaboratori che non essendo stati permessi da me ma da Lino e non avendomi conosciuto mai, non solo dissentivano fortemente con le mie analisi e opinioni, alcuni non mi hanno mai letto, ma non capivano tutto questo “favoritismo” da parte di Lino, che favoritismo non era, visto che se fossimo stati una società saremmo stati azionisti ognuno con un 50%. Molti collaboratori mi hanno contestato nel tempo scambiandomi per una berlusconiana incallita mentre ho cercato unicamente di spiegare che l’antiberlusconismo è una malattia che affigge l’Italia da 20 anni succhiandole le migliori energie che andrebbero convogliate a risolvere i nostri problemi e ad affrontare il nodo dei problemi: la sovranità che in Europa si chiama sussidiarietà, e rinegoziare i trattati in UE. Non mi hanno capito, ma stava a Lino, se avesse avuto una linea editoriale non accettarli nell’equipe, soprattutto se voleva essere coerente con il ruolo che diceva di volermi dare. > Nell’ultimo periodo poi mi sono ritrovata in contrasto con l’ex moderatore, anche lui scelto da Lino, che non accettava minimamente le mie osservazioni sui suoi modi di moderare i commenti che talvolta scivolavano nel personalismo – ci sono stati parecchi lettori che si sono lamentati – e che non accettava nel modo più assoluto la mia autorità nella selezione degli articoli, mettendoli egli immediatamente in bella senza farli passare dalla mia revisione, pur essendo stato informato come tutti gli altri collaboratori della necessità di vagliarli prima di pubblicarli e pur avendoglielo io ripetuto varie volte. Sono stata costretta ad eliminarlo dalla squadra quando mi criticò la linea editoriale per quel che riguardava il mio porre l’accento sulla vicenda del giudice Paolo Ferraro, persona che conosco personalmente, la cui vicenda andrebbe invece oltremisura divulgata, perché quello che sta succedendo al magistrato è gravissimo e va difeso da tutti quei siti, quegli autori e quei lettori che auspicano una corretta informazione e opporsi al democrazismo strisciante e rampante. In quanto al non rispetto del mio ruolo da parte dei collaboratori, non era colpa loro: che cosa ne sapevano loro di quello che ci eravamo detti io e Lino se non comunicava ai collaboratori il mio ruolo e se poi nei fatti non mi cedeva le funzionalità tecniche del sito, non solo la scelta dei collaboratori, ma anche la posta dei lettori, la grafica del sito, la verifica delle statistiche, il collegamento con twitter e facebook e last but not least, la gestione della pubblicità che avrebbe potuto essere fonte di aiuto per il sito? Adesso dopo avermi negato stampalibera.org, che mi aveva promesso senza che gliela chiedessi e che qualche giorno fa mi ha detto di avere “ceduto” a qualcun altro, mi ritrovo improvvisamente con i permessi ridotti, non posso verificare le statistiche degli articoli ad esempio né autorizzare o cambiare i permessi dei collaboratori di mia scelta, in breve nell’anticamera dell’uscita. Mi dispiace, il vaso è colmo. Abbandono sette anni di lavoro gratuito, spassionato, appassionato e disinteressato. Informare gli italiani è inutile. Addolorata potrete trovare i miei commenti, articoli e selezioni di articoli sui miei vari blog (per quanto ne avrà voglia) di cui http://www.stampa-libera.blogspot.com  oppure ne creerò un altro, seguitemi su facebook. 
Nicoletta Forcheri 18 Maggio 2013
 http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com

martedì 21 maggio 2013

lunedì 20 maggio 2013

Berlusconi-Grillo, più di un punto in comune



Report: le ombre sui finanziamenti del M5S, fra…  di TheResearcher80 


In questo report della Gabanelli si mettono in evidenza i punti oscuri del ruolo dell’imprenditore Casaleggio, degli eventuali finanziamenti occulti per la creazione del blog e della mancata trasparenza nei profitti derivanti dal movimento politico. Insomma più di un punto in comune con Berlusconi: due buffoni, e lo dico affettuosamente (meglio il giullare di corte che lo zelante servitore), due imprenditori con tanto di finanziamenti misteriosi, almeno inizialmente (Travaglio docet) – ma noi possiamo immaginare da chi e soprattutto perché – due eccellenti comunicatori, e last but not least, programmi economici che si vorrebbero anti austerity.
Presi di mira dalla stampa e dai media, come per guardarli a vista e guidarli, Berlusconi si differenzia dal secondo solo per essersi cimentato da tempo con il potere e avere azzardato alcune soluzioni non gradite ai globalisti. Grillo, dovesse fare scelte impopolari all’elite finanziaria globalista, tipo ritirarsi dall’Afghanistan, opporsi all’attacco alla Siria, mettere in dubbio la sanità dell’emissione monetaria attuale e varare misure antiausterity come reddito di cittadinanza e soppressione di tasse come IMU e Irap, farebbe la stessa fine mediatico giudiziaria del primo.

Nicoletta Forcheri

Il paradosso in cui viviamo


Il paradosso è che i nostri nemici ci vogliono sia con un euro che la da ai mercati, che è quello che hanno realizzato, un euro politicamente debole con tanti debiti pubblici quanti gli Stati, e che non è una vera moneta unica e soprattutto che non ha una banca centrale pagatrice di ultima istanza come hanno USA, GB e Giappone, sia fuori dall’euro con tante valute dal valore diverso e tanti tassi di cambio per dominarci meglio, trarre un massimo dal forex e dalle differenze di valutazione, un po’ come adesso approfittano dei differenziali di costi del lavoro e fiscali.
In ambo le situazioni vincono poiché controllano la moneta, visto che i nostri nemici soprattutto non vogliono che noi controlliamo la nostra moneta, una moneta pubblica, popolare e sociale. Per cui gridare di uscire dall’euro senza spiegare a quali condizioni non serve così come non serve anzi è da suicidio continuare a farci sfruttare da questo euro. Uno sfruttamento con debito incluso arrecato da uno strumento invisibile ai più che come l’arsenico nell’acqua ci uccide piano piano con la sensazione di correre lungo un tappeto mobile all’incontrario alla stregua dei topolini in gabbia. Più corri, più ti sfinisci e più rimani al solito posto, senza più energie per vivere.
Poi c’è chi invece si ferma e si mette al margine del tappetino mobile, sempre in gabbia, e dice agli altri ehi, fermatevi non serve a niente! Non lo vedete il contesto?
E ciò facendo si graffia nell’attrito, la gabbia è stretta e con il tappeto mobile non riesce a perdere completamente il contatto. Si becca anche gli insulti e gli spintoni da chi è preso dalla rincorsa al vuoto, alla sua morte.
Così per l’euro dove improvvisamente i nemici del popolo che gufano sulla sua distruzione si ritrovano stranamente sulle stesse posizioni di chi per il popolo ne auspica l’uscita. Si ma solo a grandi linee sono le stesse, perché l’essenziale è la sovranità e la proprietà monetaria al popolo, con o senza euro, e ciò in tutti i livelli dello Stato dal comune alla confederazione, se lo vogliamo.
E qua se qualche politico si azzarda a parlarne viene immediatamente denigrato, mediaticamente, giuridicamente e finanziariamente.
N. Forcheri 20 maggio 2013

giovedì 16 maggio 2013

Rispettare le leggi o leggi che ci rispettano?


Pubblicato in data 14/mag/2013
Paola Taverna, cittadina eletta al Senato del M5S esprime il disappunto per i fatti relativi al comizio di Brescia e alla vicenda Tortora, sottolineando l’amarezza per la citazione assolutamente impropria fatta da Silvio Berlusconi.
Bisogna in primis rispettare le leggi? Allora perché la magistratura non indaga nei trasferimenti infrasocietari delle multinazionali che ci spremono come le mucche da mungere eludendo ed evadendo miliardi di euro dal nostro fisco? Come mai la magistratura è impedita nell’individuare i veri mandanti di tutta l’operazione fallimento fraudolento e furto aggravato del caso MPS?
Si tratta sì di un conflitto istituzionale come dice l’on Paola Taverna a proposito dello scontro politica/magistratura, ma gran parte della società civile deve cominciare ad ammettere che il CSM è paracadutato e infiltrato, come tutti gli organi e le istituzioni dello Stato, da quelle potenti lobby globaliste che fanno gli affari dei potenti.
Che cosa vuol dire questo rigorismo giuridico che le leggi vanno rispettate? Ma perché non ci chiediamo se le leggi dello Stato rispettano noi quando ci spremono a 7000 euro annui lordi? Quando ci presumono evasori fiscali solo perché italiani? Quando ci chiedono bolli e bollini e commissioni per pagare creste inaudite ai soliti (ig)noti? Quando spremono una pensione alimentare a donna sola con bambino che riceve 300 euro mensili? Quando esse sono palesamente incostituzionali, irrispettose dei diritti dell’uomo, quando sfrattano famiglie con bambini e fanno suicidare imprenditori, quando privilegiano gli extracomunitari e ti mancano di rispetto persino negli ultimi minuti di vita in cui non ti danno scampo alla morfina?
Che il M5S il PD e tutti quanti continuino a negare la parzialità della nostra magistratura che proprio in virtù di presunta indipendenza (dalla politica) esattamente come la banca centrale finisce per servire e dipendere dai cosiddetti poteri forti, cioé chi controlla moneta petrolio energia e presto semi, è un enorme errore storico, per la base fors’anche in buona fede, ma per la cima sicuramente paracadutata infiltrata manipolata minacciata guardata a vista, in mala fede, o con dolo, o scientemente.
Grillo esattamente come Berlusconi basta che arrivi al potere e cominci ad affrontare le poste in gioco vere del contesto identitario di questo paese, se lo farà mai, che sarà preso di mira né più né meno esattamente dagli stessi poteri, come Berlusconi, con attacchi su misura, cuciti sulla sua persona, a seconda dei suoi punti deboli, qualora le offese più generiche di “fascista” “populista” “qualunquista” “demagogo” e “dittatore” non siano funzionate.
Così hanno fatto con Berlusconi per quelle due o tre misure pure poche ma troppo fastidiose per le potenze coloniali e chi con loro trae le massime rendite dal nostro essere colonia: Francia+rotti con le loro colonie e franco africano, GB+rotti+City e commonwealth e colonie, Olanda+rotti e ATTUALI colonie sebbene abbiano cambiato nome e la loro possibilità di stamparvi moneta, petrolfederal reserve+sauditi.
In cosa? Nella legge di rinazionalizzazione di bankitalia, nella volontà manifesta di rinazionalizzare CDP, nella volontà manifestata ma poi non realizzata di annullare i derivati ai comuni, nella volontà di eliminare la rendita sui nostri asset per i banchieri che è l’IMU, nella volontà e nel fatto di stringere accordi commerciali liberi e diplomatici con i petrolieri russi venezuelani e libici et j’en passe et des meilleures…
Non capire questo e continuare a fare lo stupido lercio gioco della Bocassini e di quella magistratura bancaria che pure ha ammesso che la Ruby ha “furbizia orientale”, vuol dire semplicemente fare il gioco dell’oligarchia debitocratica e videocratica (cfr Conforto) che ci tiranneggia.
N. Forcheri 16 maggio 2013

Marra a Ballarò, par condicio una truffa (come la moneta)

mercoledì 15 maggio 2013

INCREDIBILE: Olli Reh spiega il signoraggio ma nessuno lo capisce



INCREDIBILE: Olli Rehn spiega il signoraggio ma nessuno lo capisce!

- di Maurizio Elia Spezia - http://www.losai.eu/incredibile-olli-rehn-spiega-il-signoraggio-ma-nessuno-lo-capisce/ 15 maggio 2013

La notizia sta già cominciando a girare per il web ma nessuno la sta trattando nella maniera corretta, ovvero Olli Rehn vuole eliminare ulteriore sovranità agli Stati membri attraverso l’eliminazione delle monetine da 1 e 2 centesimi.
Cosa significa?
Come abbiamo già ampiamente specificato nell’articolo: “Moneta: convenzione o valore? ”   la proprietà della rendita da signoraggio (ovvero la differenza tra il valore di produzione e il valore nominale) sulle monete appartiene allo Stato che le EMETTE, già perchè, per chi ancora non ne è a conoscenza le monete Euro appartengono agli Stati che le emettono, infatti ogni stato ha la propria monetina mentre le banconote sono di proprietàESCLUSIVA della BCE che le emette e le PRESTA agli stati membri.
Ci siamo già tolti un interrogativo quindi, quello sulla sovranità economica nazionale che dovrebbe venire meno togliendo  dalla circolazione le monetine da 1 e 2 centesimi.
Ma a cosa serve questa mossa?
Già questa mossa ci lascia un pochino stupefatti perchè l’elevato costo di produzione della moneta (che non è carta e quindi la materia prima è più costosa) non è solo sui centesimi ma possiamo azzardarci a dire  che lo Stato guadagna dai 50 centesimi in su, quindi le monete non erano un ricavo per gli Stati ma un COSTO.
Dopo più di 10 anni Olli Rehn se ne accorge?
E’ evidente che questo passo può solo farci pensare che la BCE insieme alla Commissione europea responsabile per gli Affari economici e monetari  stanno mettendo in atto della mosse  per eliminare l’ultimo spiraglio di sovranità che appartiene agli Stati, la moneta in ferro.
Dopo le nuove 5 Euro ci regaleranno dei biglietti da 50 centesimi o elimineranno tutte le monete per dare spazio alla moneta elettronica [3]?
Ricordiamo infine a tutti la vicenda “Cosentino” riportata in questo articolo: “Cosentino si dimette. Il signoraggio colpisce ancora?”  e vi alleghiamo anche la risposta scritta: “ Interrogazione a risposta scritta 4/00932“.
Buona lettura.

lunedì 13 maggio 2013

Alla ricerca della liquidità perduta

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info - Fonte: Fonte: http://marcodellaluna.info
Link: http://marcodellaluna.info/sito/2013/05/12/alla-ricerca-della-liquidita-perduta/Mm

Il sistema-paese soffre di arretratezza tecnologica e infrastrutturale, di inefficienza e dispendiosità della macchina amministrativa, di lentezza e corruzione di quella giudiziaria, di costi elevati di una politica e di una burocrazia ampiamente parassitarie, per non parlare dell’influenza istituzionale della criminalità organizzata e, ovviamente, della insostenibile pressione fiscale. 
Il male di fondo, che toglie i mezzi anche per affrontare gli altri mali, e da cui direttamente dipendono insolvenze, fallimenti, licenziamenti, crollo di speranza, investimenti e consumi, è però un altro, ossia la carenza di mezzi monetari, il costo eccessivo (rispetto ai paesi competitori) del denaro, le difficoltà ad ottenere credito.

Una carenza crescente, sempre crescente, che, attraverso la deflazione, rende sempre più oneroso, difficile o impossibile, il pagamento degli interessi e dei debiti. E delle imposte. E dei contributi. Non dimenticate che la Corte dei Conti ha rilevato che molti enti pubblici sono morosi di parecchi miliardi di versamenti contributivi all’Inpdap-Inps. Corre voce, forse gonfiata, che questa mina esploderà presto. 

Immaginiamo una pozza in cui l’acqua stia calando lentamente progressivamente. I pesci rossi, gialli e verdi boccheggiano. Perché cala l’acqua nella pozza? In parte evapora, in parte defluisce seguendo rigagnoli, in parte – la parte maggiore – si raccoglie in una cavità nascosta sotto il fondo dello stagno. 

I pesci non hanno più lo strumento della creazione di liquido e non possono usarlo per compensare l’acqua che se ne va. Hanno ancora lo strumento fiscale, con cui possono distribuire l’acqua diversamente tra pesci rossi, gialli, verdi – ossia, tra settore pubblico e privato, tra nord e sud – ma non possono trattenerla né rabboccarla. Anzi, le misure fiscali tendono a far aumentare la fuga dei liquidi e scoraggiano gli investimenti stranieri. La gente comune non ha ben chiaro che i soldi che lo Stato prende con imposte e con la lotta all’evasione sono soldi che semplicemente si spostano all’interno della pozza, ma non aumentano la quantità di liquidi disponibile, quindi non alzano il livello dell’acqua nella pozza, ma semmai accelerano il suo deflusso. 

L’acqua che evapora sono quei capitali – miliardi di Euro – che si spostano all’estero e vengono investiti in modi tali da sottrarsi al fisco nazionale (vedi scandalo Offshore-Leaks: 32.000 miliardi di dollari scoperti sinora, ovviamente in ambito globale). L’acqua che defluisce nei rigagnoli sono i liquidi che vanno all’estero come pagamenti di interessi e capitali (disavanzo commerciale), come rimesse degli immigrati (pensiamo particolarmente ai cinesi), come trasferimenti netti a favore di UE, MES, etc. 

Su queste perdite di liquidi si può intervenire, ma solo marginalmente e non certo risolutivamente, anche perché per attrarre liquidità dall’estero mediante saldi attivi della bilancia commerciale, turismo e investimenti, dovremmo svalutare rispetto ai partners, ma questa opzione è preclusa dall’Euro, dalla cessione del controllo sui cambi. Il calo del livello dell’acqua continuerà inevitabilmente e mortalmente. Possiamo ritardare il calo, guadagnare qualche mese, ma non fermarlo, non cambiare l’esito, e l’esito è che i pesci moriranno uno dopo l’altro, sempre più velocemente. Lo stanno già facendo. 

Diversamente dai pesci della pozza USA e della pozza del Sol Levante, noi non possiamo creare acqua per ristabilire il livello vitale, poiché anche questo potere l’abbiamo trasferito alla BCE, la quale, per statuto, non può fare interventi di questo tipo, che invece fanno la Fed con Obama e la BoJ con Shinzo Abe. La BCE e altri istituti internazionali ed esteri intervengono abbassando i tassi e dando denaro fresco alle banche e al settore finanziario, però questa liquidità non arriva, sostanzialmente alla pozza, ai pesci, all’economia reale – rimane dei circuiti finanziari, in impieghi che non pagano tasse nel Paese, perché le banche usano quei soldi non per prestiti all’economia reale, ma per chiudere buchi di bilancio (contenzioso sommerso) e per investimenti speculativi, più redditizi e sicuri in un’epoca di depressione con outlook sfavorevole. Anche i tassi rimangono alti e handicappanti nella competizione internazionale. 

In conclusione, le possibilità di intervento sono scarse, marginali e nessuna è idonea a risanare la situazione e a rilanciare l’economia. Il dibattito attuale è quindi improduttivo. 

Rimane l’acqua nascosta nella caverna sotto il fondo dello stagno. E la falla attraverso cui quell’acqua è finita nella caverna. E’ una falla causata da principi contabili errati, cioè non corrispondenti alla realtà economica, in materia monetaria e creditizia. Il concetto è estremamente semplice – così semplice, da risultare sfuggente, ma è oggettivo e verificabile. Si tratta di riuscire a riflettere sull’ovvio. Se si chiude la falla, migliorano drasticamente i bilanci delle banche commerciali, sia come conto economico, sia come stato patrimoniale; inoltre la erogazione dei crediti diventa molto più leggera patrimonialmente. Do per scontato che tutti sia noto che il sistema bancario opera attraverso un moltiplicatore, che gli consente di prestare un multiplo della raccolta – le banche non sono soltanto intermediari del credito, non si limitano a prestare la raccolta applicando una forbice sui tassi, ma creano liquidità – ecco perché il credit crunch è anche un liquidity crunch. 

La falla consiste nel mancato rilevamento contabile, in conto di ricavo della banca, di una realtà economica oggettiva e fondamentale, ossia dell’acquisizione di potere d’acquisto (valore) da parte dei mezzi monetari – denaro primario e denaro creditizio, come assegni circolari, bonifici, lettere di credito, saldi attivi di conti correnti. I mezzi monetari non hanno un valore intrinseco non essendo fatti di metalli pregiati, né sono convertibili in metalli pregiati. Il loro valore, cioè il potere d’acquisto, non è prodotto dalla banca, ovviamente, la quale non produce beni reali; esso deriva dalla loro accettazione da parte del mercato, dal fatto che il mercato è disponibile a dare beni o servizi reali in cambio di essi, sebbene essi non siano beni reali. Essi quindi, nel momento in cui la banca li emette sotto forma di erogazione di credito o di acquisto diretto di titoli finanziari,assorbono o ricevono dall’esterno il valore, il potere di acquisto, e cessano di essere meri pezzi di carta o impulsi elettronici per divenire moneta. La banca preleva dal mercato, dalla generalità dei soggetti, un potere d’acquisto che essa non crea, e lo presta a un soggetto determinato, percependo da questo soggetto un interesse. 

Orbene, questa trasformazione, questa acquisizione di valore, è un fatto economico reale, esattamente un ricavo della banca che emette la moneta primaria o quella creditizia. Un ricavo che, con i principi contabili vigenti, non viene contabilizzato. Conseguentemente abbiamo che la banca, quando eroga 100, dovrebbe, nel conto economico, registrare, a scalare: 

ricavo da acquisizione di potere d’acquisto: + 100

costo da erogazione di potere d’acquisto: – 100

ricavo da acquisizione di credito: + 100

SALDO OPERAZIONE: + 100

Sotto gli attuali principi contabili, la prima registrazione non avviene, quindi il ricavo di 100 “sparisce” nella caverna sotterranea, non viene tassato, non si traduce in attivo patrimoniale, in possibilità di credito. Le sorti di questi ricavi non contabilizzati dovrebbero essere indagati. Probabilmente prendono la via di paradisi fiscali, dove riaffiorano, carsicamente, e sono impiegabili in operazioni speculative o in vantaggiosi investimenti reali.

Con questo concludo, ritenendo di aver perlomeno indicato in linee generali dove bisogna metter mano, se non si vuole sprofondare domani o fra una settimana nel buco nero dell’indebitamento. E di aver anche dimostrato la sostanziale impotenza, o il valore meramente dilatorio, delle altre opzioni sul tavolo. 

Un’ultima osservazione: nel mondo l’aggregato del debito soggetto a interesse è di almeno 2 milioni di miliardi di Dollari, e l’aggregato degli interessi da pagare sicuramente supera i 100.000 miliardi, mentre il prodotto lordo globale arriva a 74.000 miliardi. Il servizio del debito esistente viene quindi pagato contraendo nuovo debito. Il mondo è un grande schema Ponzi, e non vedo altre vie che la riforma contabile suddetta, per prevenire che lo schema Ponzi scoppi in un global meltdown. 

Marco Della Luna

13.05.2013

Il signoraggio sui semi, sempre più realtà


11 maggio 2013 | Autore 
Ecco provata la mia tesi del perché questo massacro generale di piante nel verde pubblico.
La Commissione europea sta per criminalizzare quasi tutte le sementi e le piante non registrate….
Le magagne di alcuni venditori di sementi antiche, che sono messe in ginocchio dalle lobby delle sementi, assumono tutto il significato alla luce delle elucubrazioni dei tecnocrati non eletti a Bruxelles. Il peggio ci era stato promesso dalle proposte di brevettare la materia viva di Monsanto and Co… e il peggio sta per essere accettato a nostra insaputa…Vogliono fare dei popoli, per quanto degenerati, le loro chimere transgeniche… Resistenza!!! Piantiamo!!! Non lasciamoci “piantare”…
Diano Marina, ciliegio segato
Una nuova legge proposta dalla Commissione europea, renderebbe illegale “coltivare, riprodurre e commercializzare” qualsiasi seme di verdura che non sia stato “testato, approvato o accettato” dal nuovo ente burocratico europeo dal nome “Agenzia per l’UE sulla diversità delle piante”.
La chiamano anche Legge sui materiali riproduttivi delle piante e lo scopo è quello di rendere virtualmente responsabile il governo di tutte le piante e di tutti i semi. I giardinieri amatoriali che coltivano le loro piante con semi non registrati sarebbero considerati dei criminali in virtù di questa legge.
Il testo di bozza della legge, già emendato varie volte per via dell’enorme reazione negativa da parte dei giardinieri, è visibile qua (non l’ho trovato in francese, e mi sono venuti i nervi per un po’ quando ho visto che non figura neanche sul sito della Gazzetta Ufficiale della Commissione europea, non essendo ancora stata votata forse esiste solo in inglese, la lingua mondiale)
«Questa legge arresterà immediatamente lo sviluppo professionale delle varietà di legumi da parte dei giardinieri amatoriali, dei produttori biologici e dei piccoli produttori», ha detto Ben Gabel, che coltiva legumi ed è il direttore del catalogo delle sementi naturali. “I giardinieri amatoriali hanno bisogni realmente diversi, ad esempio fanno giardinaggio manuale, non hanno macchinari e non possono o non vogliono utilizzare polveri chimiche.
Non è possibile registrare le varietà che convengono agli usi domestici, poiché non rispettano i severi criteri dell’Agenzia per la diversità delle piante, che si occupa unicamente di approvare quel genere di sementi impiegate dagli agricoltori industriali.”
Virtualmente tutte le piante, tutti i legumi, i semi e i giardinieri saranno alla fine registrati dal governo.
Tutti i governi naturalmente si sono innamorati dell’idea di registrare chiunque e qualsiasi cosa, ai sensi del comma IV della legge proposta dall’UE :
Comma IV : registrazione delle varietà nei registri nazionali e dell’Unione
Al fine di renderle disponibili sul mercato attraverso l’Unione, le varietà saranno incluse in un registro nazionale o dell’Unione tramite una procedura di applicazione diretta dal CVPO (Community Plant Variety Office = Ufficio della Comunità per la diversità delle piante).
I giardinieri devono anche pagare un canone alla burocrazia dell’UE per registrare i loro semi. Stando al testo di legge proposta:
Le autorità competenti e il CVPO preleveranno un canone per l’elaborazione delle domande, l’esame formale e tecnico comprendente audit, la denominazione delle varietà e il mantenimento delle varietà per ogni anno durante tutta la durata della registrazione.
Sebbene la legge possa limitarsi inizialmente ai giardinieri professionisti, costituisce un precedente per proseguire prima o poi con i giardinieri amatoriali ed esigere che rispettino questi stessi stupidi regolamenti.
La burocrazia governativa diventa folle
“E’ un esempio della deriva burocratica” afferma Ben Gabel. “Questa nuova legge non fa altro che creare una miriadi di funzionari civili in UE pagati per spostare montagne di carta per tutta la giornata, sopprimendo il rifornimento di semi ai giardinieri amatoriali e interferendo con i diritti degli agricoltori di coltivare quello che vogliono. Ed è altrettanto molto fastidioso che si siano arrogati il potere di normare e di rilasciare autorizzazioni, nel futuro, per tutte le varietà di piante, non solo per le varietà agricole ma anche per qualsiasi tipo di erba, di torba, di fiori, per tutte quante, senza doverlo riferire al Consiglio per votazione”
Il gergo impiegato da una burocrazia malata che costringerà i coltivatori e i giardinieri a piegarsi a questa legge UE è un linguaggio orwelliano che non significa che una sola cosa: tutti i giardinieri dovrebbero preparasi a sottomettersi alla follia governativa relativa ai semi, ai legumi e ai giardini privati.
(…)
Come volevasi dimostrare, questa idea è la “soluzione finale” di Monsanto, DuPont e altre multinazionali sementiere che da tempo hanno ammesso che
il loro scopo è quello di controllare integralmente tutte le sementi e le colture del pianeta. Criminalizzando la coltivazione privata di verdura, trasformando in tal modo i giardinieri in criminali, i burocrati dell’UE possono finalmente cedere il controllo totale del rifornimento alimentare alle potenti multinazionali come laMonsanto.
La maggior parte delle sementi di varietà antiche diventeranno fuori legge
Quasi tutte le varietà antiche di semi di legumi saranno criminalizzati ai sensi di questa legge dell’UE. Ciò significa che il fatto di salvaguardare semi i di una generazione per riseminarli l’anno successivo (,,,) diventerà un atto criminale.
Inoltre, come spiega Gabel, questa legge “,,, ucciderà efficacemente l’impiego di sementi nei giardini privati dell’UE”.
E’ l’auspicio supremo di tutti i governi, naturalmente: criminalizzare qualsiasi azione volta all’autonomia e rendere la popolazione del tutto dipendente dai monopoli delle multinazionali per la sua sopravvivenza. E’ vero sia negli USA che nell’UE. Ed è quello che fanno i governi: prendono il controllo, settore per settore, anno dopo anno, fino a quando vivremo come schiavi nel regime dittatoriale mondiale.

domenica 12 maggio 2013

Il perché dell'attacco alla Siria


12 maggio 2013 
Moneta Sovrana Nazionale Siriana [1]
Moneta nazionale e Sovrana. Non conosce il signoraggio, tiene lontana gli usurai e sopratutto è emessa dalla Banca Centrale Siriana Statale. In più ti concede il mutuo sociale della tua dignità.
Gli altri paesi con Banca centrale nazionale e moneta sovrana sono Iran e Corea del Nord. La Libia è stata azzerata nella sua determinazione di ottenere la sovranità e l’autodeterminazione del suo popolo, ma prima della guerra voleva emettere un dinaro d’oro di stato, dopo la guerra la sua banca centrale è stata completamente privatizzata, in particolare a BNP Paribas che aveva già una piccola quota dal 2007, ma evidentemente alla Francia non bastava, così come è stata privatizzata o è privatizzanda l’acqua, e l’acquedotto che aveva costruito Gheddafi, e lo dico a occhi chiusi, senza neanche fare la ricerca, privatizzanda o privatizzata a Suez Gaz de France. L’Ungheria è sotto controllo stretto e forse presto penalizzata dall’UE che vuole toglierle il voto al Consiglio, per le modifiche apportate alla Costituzione nel senso di un controllo governativo sulla sua banca centrale. L’Irak voleva vendere il petrolio in euro. Il petrolio è controllato dagli stampatori di moneta. Sono gli stessi che controllano la Federal Reserve, la maggior parte delle banche centrali mondiali, la Bank of England, il cartello del petrolio e della chimica/farmaceutica. Di cosa ancora avete bisogno per capire le vere poste in gioco nelle cosiddette rivoluzioni colorate, nelle guerre in Medio Oriente, negli scandali a sfondo sessuale di capetti scomodi e imbizzarriti rispetto al NOM?

N. Forcheri

Il perché della Siria

Moneta Sovrana Nazionale Siriana
Moneta nazionale e Sovrana. Non conosce il signoraggio, tiene lontana gli usurai e sopratutto è emessa dalla Banca Centrale Siriana Statale. In più ti concede il mutuo sociale della tua dignità.
Gli altri paesi con Banca centrale nazionale e moneta sovrana sono Iran e Corea del Nord. La Libia è stata azzerata nella sua determinazione di ottenere la sovranità e l’autodeterminazione del suo popolo, ma prima della guerra voleva emettere un dinaro d’oro di stato, dopo la guerra la sua banca centrale è stata completamente privatizzata, in particolare a BNP Paribas che aveva già una piccola quota dal 2007, ma evidentemente alla Francia non bastava, così come è stata privatizzata o è privatizzanda l’acqua, e l’acquedotto che aveva costruito Gheddafi, e lo dico a occhi chiusi, senza neanche fare la ricerca, privatizzanda o privatizzata a Suez Gaz de France. L’Ungheria è sotto controllo stretto e forse presto penalizzata dall’UE che vuole toglierle il voto al Consiglio, per le modifiche apportate alla Costituzione nel senso di un controllo governativo sulla sua banca centrale. L’Irak voleva vendere il petrolio in euro. Il petrolio è controllato dagli stampatori di moneta. Sono gli stessi che controllano la Federal Reserve, la maggior parte delle banche centrali mondiali, la Bank of England, il cartello del petrolio e della chimica/farmaceutica. Di cosa ancora avete bisogno per capire le vere poste in gioco nelle cosiddette rivoluzioni colorate, nelle guerre in Medio Oriente, negli scandali a sfondo sessuale di capetti scomodi e imbizzarriti rispetto al NOM?
N. Forcheri

Il perché dell’attacco alla Siria

Moneta Sovrana Nazionale Siriana [1]
Moneta nazionale e Sovrana. Non conosce il signoraggio, tiene lontana gli usurai e sopratutto è emessa dalla Banca Centrale Siriana Statale. In più ti concede il mutuo sociale della tua dignità.
Gli altri paesi con Banca centrale nazionale e moneta sovrana sono Iran e Corea del Nord. La Libia è stata azzerata nella sua determinazione di ottenere la sovranità e l’autodeterminazione del suo popolo, ma prima della guerra voleva emettere un dinaro d’oro di stato, dopo la guerra la sua banca centrale è stata completamente privatizzata, in particolare a BNP Paribas che aveva già una piccola quota dal 2007, ma evidentemente alla Francia non bastava, così come è stata privatizzata o è privatizzanda l’acqua, e l’acquedotto che aveva costruito Gheddafi, e lo dico a occhi chiusi, senza neanche fare la ricerca, privatizzanda o privatizzata a Suez Gaz de France. L’Ungheria è sotto controllo stretto e forse presto penalizzata dall’UE che vuole toglierle il voto al Consiglio, per le modifiche apportate alla Costituzione nel senso di un controllo governativo sulla sua banca centrale. L’Irak voleva vendere il petrolio in euro. Il petrolio è controllato dagli stampatori di moneta. Sono gli stessi che controllano la Federal Reserve, la maggior parte delle banche centrali mondiali, la Bank of England, il cartello del petrolio e della chimica/farmaceutica. Di cosa ancora avete bisogno per capire le vere poste in gioco nelle cosiddette rivoluzioni colorate, nelle guerre in Medio Oriente, negli scandali a sfondo sessuale di capetti scomodi e imbizzarriti rispetto al NOM?
N. Forcheri

martedì 7 maggio 2013

Pareggio di bilancio in Costituzione: per non dimenticare


Fonte: facebook Lidia Undiemi
(Per non dimenticare)
“Attesto che il Senato della Repubblica,
il 17 aprile 2012, ha approvato, in sede di seconda deliberazione, con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, il seguente disegno di legge costituzionale, già approvato, in sede di prima deliberazione, dalla Camera dei deputati il 30 novembre 2011 in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge costituzionale d’iniziativa dei deputati Cambursano, Donadi, Borghesi, Cimadoro, Di Giuseppe, Di Stanislao, Messina, Mura, Paladini, Palagiano, Palomba, Piffari, Capodicasa, Grassi, Lo Monte e Oliverio; Marinello, Gioacchino Alfano, Pagano, Bernardo, Baccini, Biancofiore, De Angelis, Vincenzo Antonio Fontana, Garagnani,
Garofalo, Germanà, Lainati, Marsilio, Mazzuca, Nola, Palmieri, Mario Pepe (Misto-R-A), Pizzolante, Porcu, Romele, Luciano Rossi, Sisto, Soglia, Torrisi e Traversa; Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco e Zamparutti; Merloni, Mistrello Destro, Cambursano, Ciccanti e Gava; Lanzillotta, Della Vedova e Galletti; Antonio Martino, Stracquadanio, Armosino, Bergamini, Bertolini, Biasotti, Bonciani, Cazzola, Ceroni, Di Centa, Iannarilli, Malgieri, Mazzuca, Moles, Pagano, Pittelli, Repetti, Luciano Rossi, Mariarosaria Rossi, Santelli, Stradella, Tortoli, Versace e Vignali; di un disegno di legge costituzionale d’iniziativa del Governo e della proposta di legge costituzionale d’iniziativa dei deputati Bersani, Franceschini, Baretta, Bressa, Causi, Ventura, Maran, Villecco Calipari, Amici, Boccia, Lenzi, Giachetti, Quartiani, Rosato, Bordo, D’Antona, Ferrari, Fontanelli, Giovanelli, Lo Moro, Minniti, Naccarato, Pollastrini, Vassallo, Zaccaria, Calvisi, Capodicasa, De Micheli, Duilio, Genovese, Marchi, Cesare Marini, Misiani, Nannicini, Rubinato, Samperi, Sereni e Vannucci, e dal Senato il 15 dicembre 2011, ed approvato, in sede di seconda deliberazione, dalla Camera dei deputati, con la maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, il 6 marzo 2012:
Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale”
Fonte: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlmess&leg=16&id=657932
Fonte: https://www.facebook.com/photo.php?v=2676050960932&set=vb.1845964772&type=2&theater

[2012.04.17] Il pareggio di bilancio in Costituzione @ Senato
In data 17 marzo 2012 si è tenuto l’ennesimo stupro di gruppo della nostra Costituzione, già vittima di 15 leggi costituzionali e 14 di revisione costituzionale, tramite l’inserimento di un PARAMETRO di UNA ideologia economica che segnerà il destino della nostra nazione, trascinandola in una recessione infinita, tramite la quale il nostro patrimonio verrà saccheggiato.Il superamento dei 2/3 (161) di voti favorevoli ha eliminato la possibilità di indire un referendum a riguardo, impedendo anche questa volta che siano i cittadini a decidere del loro futuro ed arrogandosi il diritto di farlo loro senza consultarci, come del resto tutto ciò che ha riguardato la sottomissione della nostra nazione all’Unione €UROpea sin dalla sua nascita.Segue l’elenco con le singole votazioni dei DISonorevoli (corrotti/incompetenti/traditoriDellaPatria) che lo hanno fatto passare in seconda deliberazione alla Camera dei Deputati (@ https://FaceBook.com/photo.php?v=2496909602510) e al Senato della Repubblica, aggiornate con relativo partito di appartenenza, ai quali non dovremo mai più permettere di mettere piede in Parlamento, né in altra istituzione italiana, e possibilmente neppure come addetti alle pulizie nel comune più piccolo e remoto del nostro paese.
_________________________________________
Votazione finale nominale n. 12 seduta n. 598 del 6 marzo 2012 presieduta da LUPI Maurizio Enzo (PdL – Lombardia 1).
DdL Cost. 4205 abb-B – voto finale aka “Il pareggio di bilancio in Costituzione”
ESITO VOTAZIONE:
Presenti 511
Votanti 492
Astenuti 19
Maggioranza 316
Favorevoli 489
Contrari 3
La Camera APPROVA
VOTO ESPRESSO PER GRUPPO PARLAMENTARE:
[Gruppo Presenti/In Missione/Non hanno partecipato/Favorevoli/Contrari/Astenuti]
FLPTP 16/2/7/16/0/0
IDV 14/2/5/14/0/0
LNP 47/6/6/46/0/1
MISTO 29/4/15/25/2/2
PD 192/5/8/192/0/0
PDL 162/12/35/152/0/10
PT 16/0/7/9/1/6
UDCPTP 35/1/2/35/0/0
_________________________________________
I DISONOREVOLI (Favorevoli):
ABELLI Giancarlo (PdL – Lombardia 3)
ABRIGNANI Ignazio (PdL – Marche)
ADORNATO Ferdinando (UDC – Abruzzo)
AGOSTINI Luciano (PD – Marche)
ALBINI Tea (PD – Toscana)
ALBONETTI Gabriele (PD – Emilia-Romagna)
ALFANO Angelino (PdL – Sicilia 1)
ALFANO Gioacchino (PdL – Campania 1)
ALLASIA Stefano (Lega – Piemonte 1)
AMICI Sesa (PD – Lazio 2)
ANGELUCCI Antonio (PdL – Lombardia 2)
ANTONIONE Roberto (Misto – Friuli-Venezia Giulia)
ARACRI Francesco (PdL – Lazio 2)
ARACU Sabatino (PdL – Abruzzo)
ARMOSINO Maria Teresa (PdL – Piemonte 2)
ASCIERTO Filippo (PdL – Veneto 1)
BACCINI Mario (PdL – Lazio 1)
BACHELET Giovanni Battista (PD – Lazio 1)
BALDELLI Simone (PdL – Marche)
BARANI Lucio (PdL – Toscana)
BARBA Vincenzo (PdL – Puglia)
BARBARO Claudio (FLI – Marche)
BARBATO Francesco (IdV – Campania 1)
BARBI Mario (PD – Piemonte 2)
BARBIERI Emerenzio (PdL – Emilia-Romagna)
BARETTA Pier Paolo (PD – Veneto 2)
BECCALOSSI Viviana (PdL – Lombardia 2)
BELLANOVA Teresa (PD – Puglia)
BELLOTTI Luca (PdL – Veneto 1)
BELTRANDI Marco (PD – Emilia-Romagna)
BENAMATI Gianluca (PD – Emilia-Romagna)
BERARDI Amato (PdL – America settentrionale e centrale)
BERNARDINI Rita (PD – Sicilia 2)
BERNARDO Maurizio (PdL – Lombardia 3)
BERNINI Anna Maria (PdL – Emilia-Romagna)
BERRETTA Giuseppe (PD – Sicilia 2)
BERSANI Pier Luigi (PD – Emilia-Romagna)
BIASOTTI Sandro (PdL – Liguria)
BINETTI Paola (UDC – Lombardia 2)
BITONCI Massimo (Lega – Veneto 1)
BOBBA Luigi (PD – Piemonte 2)
BOCCHINO Italo (FLI – Campania 1)
BOCCI Gianpiero (PD – Umbria)
BOCCIA Francesco (PD – Puglia)
BOCCIARDO Mariella (PdL – Lombardia 1)
BOCCUZZI Antonio (PD – Piemonte 1)
BOFFA Costantino (PD – Campania 2)
BONAIUTI Paolo (PdL – Toscana)
BONAVITACOLA Fulvio (PD – Campania 2)
BONCIANI Alessio (UDC – Toscana)
BONINO Guido (Lega – Liguria)
BONIVER Margherita (PdL – Piemonte 1)
BORDO Michele (PD – Puglia)
BORGHESI Antonio (IdV – Veneto 1)
BOSI Francesco (UDC – Toscana)
BOSSA Luisa (PD – Campania 1)
BRAGA Chiara (PD – Lombardia 2)
BRAGANTINI Matteo (Lega – Veneto 1)
BRANCHER Aldo (PdL – Veneto 1)
BRANDOLINI Sandro (PD – Emilia-Romagna)
BRATTI Alessandro (PD – Emilia-Romagna)
BRESSA Gianclaudio (PD – Trentino-Alto Adige)
BRIGUGLIO Carmelo (FLI – Sicilia 2)
BRUGGER Siegfried (Misto – Trentino-Alto Adige)
BRUNETTA Renato (PdL – Veneto 2)
BRUNO Donato (PdL – Puglia)
BUCCHINO Gino (PD – America settentrionale e centrale)
BUONANNO Gianluca (Lega – Piemonte 2)
BURTONE Giovanni Mario Salvino (PD – Sicilia 2)
CALABRIA Annagrazia (PdL – Lazio 1)
CALDERISI Giuseppe (PdL – Puglia)
CALGARO Marco (UDC – Piemonte 1)
CALLEGARI Corrado (Lega – Veneto 2)
CALVISI Giulio (PD – Sardegna)
CAMBURSANO Renato (Misto – Piemonte 2)
CAPITANIO SANTOLINI Luisa (UDC – Veneto 2)
CAPODICASA Angelo (PD – Sicilia 1)
CARDINALE Daniela (PD – Sicilia 1)
CARELLA Renzo (PD – Lazio 1)
CARLUCCI Gabriella (UDC – Puglia)
CARRA Enzo (UDC – Sicilia 1)
CARRA Marco (PD – Lombardia 3)
CASERO Luigi (PdL – Lombardia 1)
CASINI Pier Ferdinando (UDC – Liguria)
CASSINELLI Roberto (PdL – Liguria)
CASTAGNETTI Pierluigi (PD – Emilia-Romagna)
CASTELLANI Carla (PdL – Abruzzo)
CASTIELLO Giuseppina (PdL – Campania 1)
CAUSI Marco (PD – Sicilia 2)
CAVALLOTTO Davide (Lega – Piemonte 1)
CECCACCI RUBINO Fiorella (PdL – Lazio 1)
CENNI Susanna (PD – Toscana)
CENTEMERO Elena (PdL – Lombardia 1)
CERA Angelo (UDC – Puglia)
CERONI Remigio (PdL – Marche)
CESA Lorenzo (UDC – Puglia)
CESARIO Bruno (PT – Campania 1)
CHIAPPORI Giacomo (Lega – Lombardia 1)
CICCANTI Amedeo (UDC – Marche)
CICCHITTO Fabrizio (PdL – Lazio 1)
CICCIOLI Carlo (PdL – Marche)
CICU Salvatore (PdL – Sardegna)
CIRIELLO Pasquale (PD – Campania 1)
CODURELLI Lucia (PD – Lombardia 2)
COLANINNO Matteo (PD – Lombardia 1)
COLOMBO Furio (PD – Lombardia 1)
COMAROLI Silvana (Lega – Lombardia 2)
COMMERCIO Roberto (Misto – Sicilia 2)
COMPAGNON Angelo (UDC – Friuli-Venezia Giulia)
CONCIA Anna Paola (PD – Puglia)
CONSIGLIO Nunziante (Lega – Lombardia 2)
CONTE Gianfranco (PdL – Lazio 2)
CONTE Giorgio (FLI – Veneto 1)
CONTENTO Manlio (PdL – Friuli-Venezia Giulia)
CORSARO Massimo (PdL – Lombardia 3)
COSCIA Maria (PD – Lazio 1)
COSENTINO Nicola (PdL – Campania 2)
COSENZA Giulia (PdL – Campania 2)
COSTA Enrico (PdL – Piemonte 2)
CRAXI Stefania Gabriella Anastasia (Misto – Lombardia 1)
CRIMI Rocco (PdL – Lazio 2)
CROSETTO Guido (PdL – Piemonte 1)
CROSIO Jonny (Lega – Lombardia 2)
CUOMO Antonio (PD – Campania 2)
CUPERLO Giovanni (PD – Toscana)
D’ALEMA Massimo (PD – Puglia)
D’ALESSANDRO Luca (PdL – Puglia)
D’AMICO Claudio (Lega – Lombardia 1)
D’ANTONA Olga (PD – Campania 1)
D’ANTONI Sergio Antonio (PD – Sicilia 1)
D’INCECCO Vittoria (PD – Abruzzo)
D’IPPOLITO VITALE Ida (UDC – Calabria)
DAL LAGO Manuela (Lega – Veneto 1)
DAL MORO Gian Pietro (PD – Veneto 1)
DAMIANO Cesare (PD – Piemonte 2)
DE BIASI Emilia Grazia (PD – Lombardia 1)
DE CAMILLIS Sabrina (PdL – Molise)
DE CORATO Riccardo (PdL – Lombardia 1)
DE LUCA Francesco (PdL – Veneto 1)
DE MICHELI Paola (PD – Emilia-Romagna)
DE NICHILO RIZZOLI Melania (PdL – Lazio 1)
DE PASQUALE Rosa (PD – Toscana)
DE POLI Antonio (UDC – Veneto 1)
DE TORRE Maria Letizia (PD – Marche)
DEL TENNO Maurizio (PdL – Trentino-Alto Adige)
DELFINO Teresio (UDC – Piemonte 1)
DELL’ELCE Giovanni (PdL – Abruzzo)
DELLA VEDOVA Benedetto (FLI – Piemonte 1)
DESIDERATI Marco (Lega – Lombardia 1)
DI BIAGIO Aldo (FLI – Europa)
DI CATERINA Marcello (PdL – Campania 1)
DI CENTA Manuela (PdL – Trentino-Alto Adige)
DI GIUSEPPE Anita (IdV – Lombardia 1)
DI VIRGILIO Domenico (PdL – Lazio 1)
DI VIZIA Gian Carlo (Lega – Liguria)
DIONISI Armando (UDC – Lazio 1)
DONADI Massimo (IdV – Veneto 2)
DUILIO Lino (PD – Lombardia 1)
DUSSIN Guido (Lega – Veneto 2)
ESPOSITO Stefano (PD – Piemonte 1)
FABBRI Luigi (Misto – Lombardia 2)
FABI Sabina (Lega – Veneto 2)
FADDA Paolo (PD – Sardegna)
FAENZI Monica (PdL – Toscana)
FALLICA Giuseppe (Misto – Sicilia 1)
FARINA COSCIONI Maria Antonietta (PD – Friuli-Venezia Giulia)
FARINONE Enrico (PD – Lombardia 1)
FAVA Giovanni (Lega – Lombardia 3)
FAVIA David (IdV – Marche)
FEDI Marco (PD – Asia-Africa-Oceania-Antartide)
FEDRIGA Massimiliano (Lega – Friuli-Venezia Giulia)
FERRANTI Donatella (PD – Lazio 2)
FERRARI Pierangelo (PD – Lombardia 2)
FIANO Emanuele (PD – Lombardia 1)
FIORIO Massimo (PD – Piemonte 2)
FIORONI Giuseppe (PD – Lazio 2)
FITTO Raffaele (PdL – Puglia)
FLUVI Alberto (PD – Toscana)
FOGLIARDI Giampaolo (PD – Veneto 1)
FOGLIATO Sebastiano (Lega – Piemonte 2)
FOLLEGOT Fulvio (Lega – Friuli-Venezia Giulia)
FONTANA Gregorio (PdL – Lombardia 2)
FONTANA Vincenzo Antonio (PdL – Sicilia 1)
FONTANELLI Paolo (PD – Toscana)
FORCOLIN Gianluca (Lega – Veneto 2)
FORMICHELLA Nicola (PdL – Campania 2)
FORMISANO Anna Teresa (UDC – Lombardia 3)
FORMISANO Aniello (IdV – Campania 1)
FOTI Antonino (PdL – Calabria)
FOTI Tommaso (PdL – Emilia-Romagna)
FRANCESCHINI Dario (PD – Emilia-Romagna)
FRASSINETTI Paola (PdL – Lombardia 1)
FRATTINI Franco (PdL – Friuli-Venezia Giulia)
FRONER Laura (PD – Trentino-Alto Adige)
FUCCI Benedetto (PdL – Puglia)
FUGATTI Maurizio (Lega – Trentino-Alto Adige)
GALATI Giuseppe (PdL – Calabria)
GALLETTI Gian Luca (UDC – Emilia-Romagna)
GALLI Daniele (PdL – Piemonte 2)
GARAGNANI Fabio (PdL – Emilia-Romagna)
GARAVINI Laura (PD – Europa)
GAROFALO Vincenzo (PdL – Sicilia 2)
GAROFANI Francesco Saverio (PD – Liguria)
GATTI Maria Grazia (PD – Toscana)
GAVA Fabio (Misto – Veneto 2)
GENOVESE Francantonio (PD – Sicilia 2)
GENTILONI SILVERI Paolo (PD – Lazio 1)
GERMANA’ Antonino (PdL – Sicilia 2)
GHIGLIA Agostino (PdL – Piemonte 1)
GHIZZONI Manuela (PD – Emilia-Romagna)
GIACHETTI Roberto (PD – Lazio 1)
GIACOMELLI Antonello (PD – Toscana)
GIAMMANCO Gabriella (PdL – Sicilia 1)
GIBIINO Vincenzo (PdL – Sicilia 2)
GIDONI Franco (Lega – Veneto 2)
GINEFRA Dario (PD – Puglia)
GINOBLE Tommaso (PD – Abruzzo)
GIORGETTI Alberto (PdL – Veneto 1)
GIORGETTI Giancarlo (Lega – Lombardia 1)
GIOVANELLI Oriano (PD – Marche)
GIRLANDA Rocco (PdL – Umbria)
GIRO Francesco Maria (PdL – Lazio 1)
GIULIETTI Giuseppe (Misto – Piemonte 1)
GNECCHI Maria Luisa (PD – Trentino-Alto Adige)
GOLFO Lella (PdL – Calabria)
GOTTARDO Isidoro (PdL – Friuli-Venezia Giulia)
GOZI Sandro (PD – Umbria)
GRASSI Gero (PD – Puglia)
GRAZIANO Stefano (PD – Campania 2)
GRIMOLDI Paolo (Lega – Lombardia 1)
GUZZANTI Paolo (PT – Lazio 1)
HOLZMANN Giorgio (PdL – Trentino-Alto Adige)
IANNUZZI Tino (PD – Campania 2)
IAPICCA Maurizio (Misto – Campania 1)
ISIDORI Eraldo (Lega – Marche)
LA FORGIA Antonio (PD – Emilia-Romagna)
LA RUSSA Ignazio (PdL – Lombardia 1)
LABOCCETTA Amedeo (PdL – Campania 1)
LAFFRANCO Pietro (PdL – Umbria)
LAGANA’ FORTUGNO Maria Grazia (PD – Calabria)
LAINATI Giorgio (PdL – Emilia-Romagna)
LANDOLFI Mario (PdL – Campania 2)
LANZARIN Manuela (Lega – Veneto 1)
LANZILLOTTA Linda (Misto – Lombardia 1)
LARATTA Francesco (PD – Calabria)
LAZZARI Luigi (PdL – Puglia)
LENZI Donata (PD – Emilia-Romagna)
LETTA Enrico (PD – Lombardia 2)
LEVI Ricardo Franco (PD – Sicilia 2)
LIBE’ Mauro (UDC – Emilia-Romagna)
LISI Ugo (PdL – Puglia)
LO MORO Doris (PD – Calabria)
LOLLI Giovanni (PD – Abruzzo)
LORENZIN Beatrice (PdL – Lazio 1)
LOSACCO Alberto (PD – Puglia)
LOVELLI Mario (PD – Piemonte 2)
LUCA’ Mimmo (PD – Piemonte 1)
LULLI Andrea (PD – Toscana)
LUNARDI Pietro (PdL – Emilia-Romagna)
LUONGO Antonio (PD – Basilicata)
LUSETTI Renzo (UDC – Lombardia 2)
MADIA Maria Anna (PD – Lazio 1)
MAGGIONI Marco (Lega – Lombardia 3)
MANCUSO Gianni (PdL – Piemonte 2)
MANTINI Pierluigi (UDC – Lombardia 1)
MANTOVANO Alfredo (PdL – Puglia)
MARAN Alessandro (PD – Friuli-Venezia Giulia)
MARANTELLI Daniele (PD – Lombardia 2)
MARCAZZAN Pietro (UDC – Lombardia 3)
MARCHI Maino (PD – Emilia-Romagna)
MARCHIGNOLI Massimo (PD – Emilia-Romagna)
MARCHIONI Elisa (PD – Emilia-Romagna)
MARGIOTTA Salvatore (PD – Basilicata)
MARIANI Raffaella (PD – Toscana)
MARINELLO Giuseppe Francesco Maria (PdL – Sicilia 1)
MARINI Cesare (PD – Calabria)
MARMO Roberto (PT – Piemonte 2)
MARROCU Siro (PD – Sardegna)
MARTELLA Andrea (PD – Veneto 2)
MARTINI Francesca (Lega – Veneto 1)
MARTINO Pierdomenico (PD – Sicilia 2)
MASTROMAURO Margherita Angela (PD – Puglia)
MATTESINI Donella (PD – Toscana)
MAZZARELLA Eugenio (PD – Campania 1)
MAZZONI Riccardo (PdL – Toscana)
MAZZUCA Giancarlo (PdL – Emilia-Romagna)
MECACCI Matteo (PD – Lazio 2)
MELANDRI Giovanna (PD – Liguria)
MELIS Guido (PD – Sardegna)
MENIA Roberto (FLI – Friuli-Venezia Giulia)
MEREU Antonio (UDC – Sardegna)
MERLO Giorgio (PD – Piemonte 1)
MERLONI Maria Paola (PD – Marche)
MERONI Fabio (Lega – Lombardia 1)
MESSINA Ignazio (IdV – Sicilia 1)
META Michele Pompeo (PD – Lazio 1)
MIGLIAVACCA Maurizio (PD – Emilia-Romagna)
MIGLIOLI Ivano (PD – Emilia-Romagna)
MILANESE Marco Mario (PdL – Campania 2)
MINARDO Antonino (PdL – Sicilia 2)
MINASSO Eugenio (PdL – Liguria)
MINNITI Marco (PD – Calabria)
MIOTTO Anna Margherita (PD – Veneto 1)
MISIANI Antonio (PD – Lombardia 2)
MISITI Aurelio Salvatore (Misto – Calabria)
MISTRELLO DESTRO Giustina (Misto – Veneto 1)
MISURACA Dore (PdL – Sicilia 1)
MOGHERINI REBESANI Federica (PD – Veneto 1)
MOLGORA Daniele (Lega – Lombardia 2)
MOLTENI Laura (Lega – Lombardia 1)
MONAI Carlo (IdV – Friuli-Venezia Giulia)
MONDELLO Gabriella (UDC – Liguria)
MONTAGNOLI Alessandro (Lega – Veneto 1)
MORASSUT Roberto (PD – Lazio 1)
MORONI Chiara (FLI – Lombardia 3)
MOSCA Alessia Maria (PD – Lombardia 1)
MOSELLA Donato Renato (Misto – Campania 1)
MOTTA Carmen (PD – Emilia-Romagna)
MOTTOLA Giovanni Carlo Francesco (PT – Emilia-Romagna)
MUNERATO Emanuela (Lega – Veneto 1)
MURER Delia (PD – Veneto 2)
MURGIA Bruno (PdL – Sardegna)
MURO Luigi (FLI – Campania 1)
MUSSOLINI Alessandra (PdL – Campania 1)
NACCARATO Alessandro (PD – Veneto 1)
NANNICINI Rolando (PD – Toscana)
NAPOLI Angela (FLI – Calabria)
NAPOLI Osvaldo (PdL – Piemonte 1)
NARO Giuseppe (UDC – Sicilia 2)
NASTRI Gaetano (PdL – Piemonte 2)
NEGRO Giovanna (Lega – Veneto 1)
NICCO Roberto Rolando (Misto – Valle d’Aosta)
NICOLUCCI Massimo (PdL – Campania 1)
NIZZI Settimo (PdL – Sardegna)
NOLA Carlo (PdL – Lombardia 3)
OCCHIUTO Roberto (UDC – Calabria)
OLIVERI Sandro (Misto – Sicilia 1)
OLIVERIO Nicodemo Nazzareno (PD – Calabria)
ORLANDO Andrea (PD – Liguria)
PAGANO Alessandro (PdL – Sicilia 1)
PALADINI Giovanni (IdV – Liguria)
PALAGIANO Antonio (IdV – Emilia-Romagna)
PALMIERI Antonio (PdL – Lombardia 2)
PANIZ Maurizio (PdL – Veneto 2)
PAOLINI Luca Rodolfo (Lega – Toscana)
PARISI Massimo (PdL – Toscana)
PARISI Arturo Mario Luigi (PD – Sardegna)
PASTORE Maria Piera (Lega – Piemonte 2)
PECORELLA Gaetano (PdL – Lombardia 1)
PEDOTO Luciana (PD – Campania 2)
PELINO Paola (PdL – Abruzzo)
PELUFFO Vinicio (PD – Lombardia 1)
PEPE Mario (PD – Campania 2)
PEPE Antonio (PdL – Puglia)
PEPE Mario (Misto – Campania 2)
PERINA Flavia (FLI – Toscana)
PES Caterina (PD – Sardegna)
PESCANTE Mario (PdL – Lazio 1)
PETRENGA Giovanna (PdL – Campania 2)
PEZZOTTA Savino (UDC – Lombardia 2)
PIANETTA Enrico (PdL – Piemonte 1)
PICCHI Guglielmo (PdL – Europa)
PICCOLO Salvatore (PD – Campania 1)
PICIERNO Pina (PD – Campania 2)
PIFFARI Sergio Michele (IdV – Lombardia 2)
PISACANE Michele (PT – Campania 1)
PISICCHIO Pino (Misto – Puglia)
PISO Vincenzo (PdL – Lazio 1)
PISTELLI Lapo (PD – Marche)
PIZZETTI Luciano (PD – Lombardia 3)
PIZZOLANTE Sergio (PdL – Emilia-Romagna)
POLI Nedo Lorenzo (UDC – Toscana)
POMPILI Massimo (PD – Lazio 1)
PORCINO Gaetano (IdV – Piemonte 1)
PORCU Carmelo (PdL – Sardegna)
PORTA Fabio (PD – America meridionale)
PORTAS Giacomo Antonio (PD – Piemonte 1)
PRESTIGIACOMO Stefania (PdL – Sicilia 2)
PROIETTI COSIMI Francesco (FLI – Lazio 1)
PUGLIESE Marco (Misto – Campania 2)
QUARTIANI Erminio Angelo (PD – Lombardia 1)
RAINIERI Fabio (Lega – Emilia-Romagna)
RAISI Enzo (FLI – Emilia-Romagna)
RAMPELLI Fabio (PdL – Lazio 2)
RAMPI Elisabetta (PD – Piemonte 2)
RAO Roberto (UDC – Veneto 1)
RAVETTO Laura (PdL – Lombardia 2)
RAZZI Antonio (PT – Europa)
REALACCI Ermete (PD – Toscana)
RECCHIA Pier Fausto (PD – Lazio 1)
RIA Lorenzo (UDC – Puglia)
RIVOLTA Erica (Lega – Lombardia 2)
ROCCELLA Eugenia Maria (PdL – Lazio 2)
ROMANO Francesco Saverio (PT – Sicilia 1)
ROMELE Giuseppe (PdL – Lombardia 2)
RONCHI Andrea (Misto – Lombardia 1)
RONDINI Marco (Lega – Lombardia 2)
ROSATO Ettore (PD – Friuli-Venezia Giulia)
ROSSA Sabina (PD – Liguria)
ROSSI Luciano (PdL – Umbria)
ROSSO Roberto (PdL – Piemonte 2)
ROTA Ivan (IdV – Lombardia 2)
ROTONDI Gianfranco (PdL – Lombardia 1)
RUBINATO Simonetta (PD – Veneto 2)
RUGGERI Salvatore (UDC – Puglia)
RUGGHIA Antonio (PD – Lazio 1)
RUSSO Antonino (PD – Sicilia 1)
RUSSO Paolo (PdL – Campania 1)
SAGLIA Stefano (PdL – Lombardia 2)
SALTAMARTINI Barbara (PdL – Sicilia 2)
SAMMARCO Gianfranco (PdL – Lazio 1)
SAMPERI Marilena (PD – Sicilia 2)
SANGA Giovanni (PD – Lombardia 2)
SANI Luca (PD – Toscana)
SANTAGATA Giulio (PD – Campania 1)
SANTELLI Jole (PdL – Calabria)
SARUBBI Andrea (PD – Campania 1)
SAVINO Elvira (PdL – Puglia)
SBAI Souad (PdL – Puglia)
SBROLLINI Daniela (PD – Veneto 1)
SCAJOLA Claudio (PdL – Liguria)
SCALERA Giuseppe (PdL – Campania 1)
SCANDEREBECH Deodato (FLI – Piemonte 1)
SCAPAGNINI Umberto (PdL – Sicilia 2)
SCARPETTI Lido (PD – Toscana)
SCELLI Maurizio (PdL – Abruzzo)
SCHIRRU Amalia (PD – Sardegna)
SERENI Marina (PD – Umbria)
SERVODIO Giuseppina (PD – Puglia)
SIMEONI Giorgio (PdL – Lazio 1)
SIMONETTI Roberto (Lega – Piemonte 2)
SIRAGUSA Alessandra (PD – Sicilia 1)
SISTO Francesco Paolo (PdL – Puglia)
SORO Antonello (PD – Lombardia 3)
SPECIALE Roberto (PdL – Umbria)
SPOSETTI Ugo (PD – Lazio 2)
STAGNO D’ALCONTRES Francesco (Misto – Sicilia 2)
STANCA Lucio (PdL – Piemonte 2)
STASI Maria Elena (PT – Campania 1)
STRIZZOLO Ivano (PD – Friuli-Venezia Giulia)
TABACCI Bruno (Misto – Lombardia 1)
TADDEI Vincenzo (PT – Basilicata)
TANONI Italo (Misto – Puglia)
TASSONE Mario (UDC – Calabria)
TENAGLIA Lanfranco (PD – Abruzzo)
TERRANOVA Giacomo (Misto – Sicilia 1)
TESTA Federico (PD – Veneto 1)
TESTA Nunzio Francesco (UDC – Campania 1)
TESTONI Piero (PdL – Sardegna)
TIDEI Pietro (PD – Lazio 1)
TOCCAFONDI Gabriele (PdL – Toscana)
TOCCI Walter (PD – Lazio 1)
TOGNI Renato Valter (Lega – Piemonte 1)
TORAZZI Alberto (Lega – Lombardia 3)
TORRISI Salvo (PdL – Sicilia 2)
TORTOLI Roberto (PdL – Toscana)
TOTO Daniele (FLI – Abruzzo)
TOUADI Jean Leonard (PD – Lazio 1)
TRAPPOLINO Carlo Emanuele (PD – Umbria)
TREMONTI Giulio (PdL – Lombardia 2)
TULLO Mario (PD – Liguria)
TURCO Livia (PD – Abruzzo)
TURCO Maurizio (PD – Lombardia 3)
VACCARO Guglielmo (PD – Campania 2)
VALDUCCI Mario (PdL – Lombardia 1)
VALENTINI Valentino (PdL – Veneto 2)
VANALLI Pierguido (Lega – Lombardia 2)
VANNUCCI Massimo (PD – Marche)
VASSALLO Salvatore (PD – Emilia-Romagna)
VELLA Paolo (PdL – Sardegna)
VELO Silvia (PD – Toscana)
VELTRONI Walter (PD – Lazio 1)
VENTUCCI Cosimo (PdL – Lazio 2)
VENTURA Michele (PD – Toscana)
VERINI Walter (PD – Umbria)
VICO Ludovico (PD – Puglia)
VIGNALI Raffaello (PdL – Lombardia 2)
VILLECCO CALIPARI Rosa Maria (PD – Calabria)
VIOLA Rodolfo Giuliano (PD – Veneto 2)
VITO Elio (PdL – Toscana)
VOLONTE’ Luca (UDC – Lombardia 2)
VOLPI Raffaele (Lega – Lombardia 2)
ZACCARIA Roberto (PD – Lombardia 1)
ZAMPA Sandra (PD – Emilia-Romagna)
ZAMPARUTTI Elisabetta (PD – Basilicata)
ZAZZERA Pierfelice (IdV – Puglia)
ZELLER Karl (Misto – Trentino-Alto Adige)
ZUCCHI Angelo (PD – Lombardia 3)
ZUNINO Massimo (PD – Liguria)
I CONTRARI:
BELCASTRO Elio Vittorio (Misto – Calabria)
IANNACCONE Arturo (Misto – Campania 2)
SCILIPOTI Domenico (PT – Sicilia 2)
I CHI TACE ACCONSENTE (Astenuti):
BERTOLINI Isabella (PdL – Emilia-Romagna)
BIANCOFIORE Michaela (PdL – Campania 2)
BIANCONI Maurizio (PdL – Toscana)
CANNELLA Pietro (PdL – Sicilia 1)
CAZZOLA Giuliano (PdL – Emilia-Romagna)
D’ANNA Vincenzo (PT – Campania 1)
GIANNI Giuseppe (PT – Sicilia 2)
GRASSANO Maurizio (PT – Piemonte 2)
IANNARILLI Antonello (PdL – Lazio 2)
LA LOGGIA Enrico (PdL – Sicilia 1)
LEHNER Giancarlo (PT – Campania 2)
MOFFA Silvano (PT – Lazio 1)
MOLES Giuseppe (PdL – Basilicata)
NUCARA Francesco (Misto – Calabria)
OSSORIO Giuseppe (Misto – Campania 1)
PILI Mauro (PdL – Sardegna)
PIONATI Francesco (PT – Campania 2)
POLLEDRI Massimo (Lega – Emilia-Romagna)
STRACQUADANIO Giorgio Clelio (PdL – Lombardia 1)
I DIVERSAMENTE OCCUPATI (In missione):
ALESSANDRI Angelo (Lega – Emilia-Romagna)
BERGAMINI Deborah (PdL – Toscana)
BINDI Rosy (PD – Toscana)
BONGIORNO Giulia (FLI – Lazio 1)
BUONFIGLIO Antonio (Misto – Puglia)
BUTTIGLIONE Rocco (UDC – Puglia)
CAPARINI Davide (Lega – Lombardia 2)
CIRIELLI Edmondo (PdL – Campania 2)
COLUCCI Francesco (PdL – Lombardia 1)
CONSOLO Giuseppe (FLI – Lazio 1)
CORSINI Paolo (PD – Lombardia 2)
DOZZO Gianpaolo (Lega – Veneto 2)
FARINA Gianni (PD – Europa)
FARINA Renato (PdL – Lombardia 2)
LA MALFA Giorgio (Misto – Marche)
LEO Maurizio (PdL – Piemonte 1)
LEONE Antonio (PdL – Puglia)
LOMBARDO Angelo Salvatore (Misto – Sicilia 2)
LUSSANA Carolina (Lega – Lombardia 2)
MAZZOCCHI Antonio (PdL – Lazio 1)
MELCHIORRE Daniela (Misto – Campania 1)
MIGLIORI Riccardo (PdL – Toscana)
MILANATO Lorena (PdL – Veneto 1)
MURA Silvana (IdV – Emilia-Romagna)
NIRENSTEIN Fiamma (PdL – Liguria)
ORLANDO Leoluca (IdV – Lazio 1)
PALUMBO Giuseppe (PdL – Sicilia 2)
RIGONI Andrea (PD – Toscana)
STEFANI Stefano (Lega – Veneto 1)
STUCCHI Giacomo (Lega – Lombardia 2)
TEMPESTINI Francesco (PD – Veneto 2)
VITALI Luigi (PdL – Puglia)
I MANTENUTI CHE FANNO SEGA (Assenti):
AIRAGHI Marco (PdL – Lombardia 2)
ANGELI Giuseppe (PdL – America meridionale)
APREA Valentina (PdL – Lombardia 1)
ARGENTIN Ileana (PD – Lazio 1)
BARBARESCHI Luca Giorgio (Misto – Sardegna)
BERLUSCONI Silvio (PdL – Molise)
BERRUTI Massimo Maria (PdL – Lombardia 2)
BIAVA Francesco (PdL – Emilia-Romagna)
BOSSI Umberto (Lega – Lombardia 1)
BRAMBILLA Michela Vittoria (PdL – Emilia-Romagna)
CALEARO CIMAN Massimo (PT – Veneto 1)
CAPANO Cinzia (PD – Puglia)
CARFAGNA Maria Rosaria (PdL – Campania 2)
CATANOSO Basilio (PdL – Sicilia 2)
CATONE Giampiero (PT – Campania 1)
CAVALLARO Mario (PD – Marche)
CESARO Luigi (PdL – Campania 1)
CILLUFFO Francesca (PD – Piemonte 1)
CIMADORO Gabriele (IdV – Lombardia 1)
COSSIGA Giuseppe (PdL – Sardegna)
DE ANGELIS Marcello (PdL – Abruzzo)
DE GIROLAMO Nunzia (PdL – Campania 2)
DI CAGNO ABBRESCIA Simeone (PdL – Puglia)
DI PIETRO Antonio (IdV – Molise)
DI STANISLAO Augusto (IdV – Abruzzo)
DIMA Giovanni (PdL – Calabria)
DISTASO Antonio (PdL – Puglia)
DIVELLA Francesco (FLI – Puglia)
EVANGELISTI Fabio (IdV – Toscana)
GAGLIONE Antonio (Misto – Puglia)
GASBARRA Enrico (PD – Lazio 1)
GELMINI Mariastella (PdL – Lombardia 2)
GHEDINI Niccolò (PdL – Veneto 1)
GIACOMONI Sestino (PdL – Lazio 1)
GOISIS Paola (Lega – Veneto 1)
GRANATA Benedetto Fabio (FLI – Sicilia 2)
GRIMALDI Ugo Maria Gianfranco (Misto – Sicilia 2)
JANNONE Giorgio (PdL – Lombardia 2)
LAMORTE Donato (FLI – Basilicata)
LO MONTE Carmelo (Misto – Sicilia 2)
LO PRESTI Antonino (FLI – Sicilia 1)
MALGIERI Gennaro (PdL – Campania 2)
MANNINO Calogero (Misto – Sicilia 1)
MANNUCCI Barbara (PdL – Puglia)
MARONI Roberto (Lega – Lombardia 2)
MARSILIO Marco (PdL – Lazio 1)
MARTINELLI Marco (PdL – Toscana)
MARTINO Antonio (PdL – Sicilia 2)
MELONI Giorgia (PdL – Lazio 2)
MERLO Ricardo Antonio (UDC – America meridionale)
MICCICHE’ Gianfranco (Misto – Sicilia 1)
MILO Antonio (PT – Campania 1)
MOLTENI Nicola (Lega – Lombardia 2)
NARDUCCI Franco Addolorato Giacinto (PD – Europa)
ORSINI Andrea (PT – Lombardia 3)
PAGLIA Gianfranco (FLI – Campania 1)
PALOMBA Federico (IdV – Sardegna)
PAPA Alfonso (PdL – Campania 1)
PATARINO Carmine Santo (FLI – Puglia)
PINI Gianluca (Lega – Emilia-Romagna)
PITTELLI Giancarlo (Misto – Calabria)
POLIDORI Catia (PT – Veneto 2)
POLLASTRINI Barbara (PD – Lombardia 1)
PORFIDIA Americo (Misto – Campania 2)
REGUZZONI Marco Giovanni (Lega – Lombardia 2)
REPETTI Manuela (PdL – Piemonte 1)
ROMANI Paolo (PdL – Lombardia 1)
ROSSI Mariarosaria (PdL – Lazio 1)
ROSSOMANDO Anna (PD – Piemonte 1)
RUBEN Alessandro (FLI – Piemonte 2)
RUVOLO Giuseppe (PT – Sicilia 1)
SANTORI Angelo (Misto – Lazio 2)
SARDELLI Luciano Mario (Misto – Puglia)
SCALIA Giuseppe (Misto – Sicilia 1)
SCANDROGLIO Michele (PdL – Liguria)
SILIQUINI Maria Grazia (PT – Piemonte 1)
SOGLIA Gerardo (Misto – Campania 2)
STRADELLA Franco (PdL – Piemonte 2)
TRAVERSA Michele (PdL – Calabria)
URSO Adolfo (Misto – Veneto 2)
VERDINI Denis (PdL – Toscana)
VERNETTI Gianni (Misto – Piemonte 1)
VERSACE Santo Domenico (Misto – Calabria)
VESSA Pasquale (PdL – Campania 2)
ZINZI Domenico (UDC – Campania 2)
_________________________________________
Votazione finale nominale della seduta n. 710 del 17 aprile 2012 presieduta da SCHIFANI Renato (PdL).
DdL Cost. 3047-B – voto finale aka “Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale”
ESITO VOTAZIONE:
Presenti 281
Votanti 280
Maggioranza 161
Favorevoli 235
Contrari 11
Astenuti 34
Il Senato APPROVA
_________________________________________
I DISONOREVOLI (Favorevoli):
ADAMO Marilena, PD
ADRAGNA Benedetto, PD
AGOSTINI Mauro, PD
ALBERTI CASELLATI Maria Elisabetta, PdL
ALICATA Bruno, PdL
ALLEGRINI Laura, PdL
AMATI Silvana, PD
AMATO Paolo, PdL
AMORUSO Francesco Maria, PdL
ANDRIA Alfonso, PD
ANTEZZA Maria, PD
ARMATO Teresa, PD
ASCIUTTI Franco, PdL
ASTORE Giuseppe, Misto
AUGELLO Andrea, PdL
AZZOLLINI Antonio, PdL
BAIO Emanuela, Per il Terzo Polo:ApI-FLI
BALBONI Alberto, PdL
BARBOLINI Giuliano, PD
BARELLI Paolo, PdL
BASSOLI Fiorenza, PD
BASTICO Mariangela, PD
BATTAGLIA Antonio, PdL
BENEDETTI VALENTINI Domenico, PdL
BERTUZZI Maria Teresa, PD
BETTAMIO Giampaolo, PdL
BEVILACQUA Francesco, PdL
BIANCHI Dorina, PdL
BIANCONI Laura, PdL
BIONDELLI Franca, PD
BLAZINA Tamara, PD
BONDI Sandro, PdL
BONFRISCO Anna Cinzia, PdL
BONINO Emma, PD
BORNACIN Giorgio, PdL
BOSCETTO Gabriele, PdL
BOSONE Daniele, PD
BRUNO Franco, Per il Terzo Polo:ApI-FLI
BUBBICO Filippo, PD
BURGARETTA APARO Sebastiano, PdL
BUTTI Alessio, PdL
CABRAS Antonello, PD
CALABRO’ Raffaele, PdL
CALIENDO Giacomo, PdL
CALIGIURI Battista, PdL
CAMBER Giulio, PdL
CANTONI Gianpiero Carlo, PdL
CARDIELLO Franco, PdL
CARLONI Anna Maria, PD
CAROFIGLIO Gianrico, PD
CARRARA Valerio, CN:GS-SI-PID-IB-FI
CASOLI Francesco, PdL
CASSON Felice, PD
CASTIGLIONE Maria Giuseppa, CN:GS-SI-PID-IB-FI
CASTRO Maurizio, PdL
CECCANTI Stefano, PD
CENTARO Roberto, CN:GS-SI-PID-IB-FI
CERUTI Mauro, PD
CHIAROMONTE Franca, PD
CHITI Vannino, PD
CHIURAZZI Carlo, PD
CICOLANI Angelo Maria, PdL
COLLI Ombretta, PdL
CONTI Riccardo, PdL
CONTINI Barbara, Per il Terzo Polo:ApI-FLI
COSENTINO Lionello, PD
COSTA Rosario Giorgio, PdL
CRISAFULLI Vladimiro, PD
CURSI Cesare, PdL
D’ALIA Gianpiero, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI
D’AMBROSIO Gerardo, PD
D’AMBROSIO LETTIERI Luigi, PdL
DE ANGELIS Candido, Per il Terzo Polo:ApI-FLI
DE ECCHER Cristano, PdL
DE FEO Diana, PdL
DE GREGORIO Sergio, PdL
DE LILLO Stefano, PdL
DE LUCA Cristina, Per il Terzo Polo:ApI-FLI
DE LUCA Vincenzo, PD
DE SENA Luigi, PD
DEL PENNINO Antonio Adolfo Maria, Misto
DEL VECCHIO Mauro, PD
DELLA MONICA Silvia, PD
DELLA SETA Roberto, PD
DI GIACOMO Ulisse, PdL
DI GIOVAN PAOLO Roberto, PD
DI STEFANO Fabrizio, PdL
DINI Lamberto, PdL
DONAGGIO Cecilia, PD
D’UBALDO Lucio Alessio, PD
ESPOSITO Giuseppe, PdL
FANTETTI Raffaele, PdL
FASANO Vincenzo, PdL
FAZZONE Claudio, PdL
FERRANTE Francesco, PD
FILIPPI Marco, PD
FINOCCHIARO Anna, PD
FIORONI Anna Rita, PD
FIRRARELLO Giuseppe, PdL
FISTAROL Maurizio, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI
FLUTTERO Andrea, PdL
FOLLINI Marco, PD
FONTANA Cinzia Maria, PD
FOSSON Antonio, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI
GALIOTO Vincenzo, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI
GALLO Cosimo, PdL
GALLONE Maria Alessandra, PdL
GALPERTI Guido, PD
GAMBA Pierfrancesco Emilio Romano, PdL
GARAVAGLIA Mariapia, PD
GARRAFFA Costantino, PD
GASPARRI Maurizio, PdL
GENTILE Antonio, PdL
GERMONTANI Maria Ida, Per il Terzo Polo:ApI-FLI
GHEDINI Rita, PD
GHIGO Enzo Giorgio, PdL
GIARETTA Paolo, PD
GIORDANO Basilio, PdL
GIULIANO Pasquale, PdL
GRAMAZIO Domenico, PdL
GRANAIOLA Manuela, PD
GRILLO Luigi, PdL
GUSTAVINO Claudio, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI
ICHINO Pietro, PD
INCOSTANTE Maria Fortuna, PD
IZZO Cosimo, PdL
LADU Silvestro, PdL
LATORRE Nicola, PD
LATRONICO Cosimo, PdL
LAURO Raffaele, PdL
LEDDI Maria, PD
LEGNINI Giovanni, PD
LENNA Vanni, PdL
LEONI Giuseppe, LNP
LIVI BACCI Massimo, PD
LUMIA Giuseppe, PD
LUSI Luigi, Misto
MAGISTRELLI Marina, PD
MANTICA Alfredo, PdL
MARCENARO Pietro, PD
MARCUCCI Andrea, PD
MARINARO Francesca Maria, PD
MARINI Franco, PD
MARINO Ignazio, PD
MARINO Mauro Maria, PD
MARITATI Alberto, PD
MATTEOLI Altero, PdL
MAZZARACCHIO Salvatore, PdL
MAZZUCONI Daniela, PD
MERCATALI Vidmer, PD
MESSINA Alfredo, PdL
MICHELONI Claudio, PD
MILANA Riccardo, Per il Terzo Polo:ApI-FLI
MOLINARI Claudio, Per il Terzo Polo:ApI-FLI
MONACO Francesco, PD
MONGIELLO Colomba, PD
MONTI Mario, Misto
MORANDO Enrico, PD
MORRA Carmelo, PdL
MORRI Fabrizio, PD
MUGNAI Franco, PdL
MUSI Adriano, PD
NEGRI Magda, PD
NEROZZI Paolo, PD
NESSA Pasquale, PdL
OLIVA Vincenzo, Misto
PALMA Nitto Francesco, PdL
PALMIZIO Elio Massimo, CN:GS-SI-PID-IB-FI
PAPANIA Antonino, PD
PARAVIA Antonio, PdL
PASSONI Achille, PD
PASTORE Andrea, PdL
PEGORER Carlo, PD
PERDUCA Marco, PD
PERTOLDI Flavio, PD
PETERLINI Oskar, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI
PICCIONI Lorenzo, PdL
PICHETTO FRATIN Gilberto, PdL
PIGNEDOLI Leana, PD
PINOTTI Roberta, PD
PINZGER Manfred, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI
PISANU Beppe, PdL
PISTORIO Giovanni, Misto
PONTONE Francesco, PdL
PORETTI Donatella, PD
POSSA Guido, PdL
PROCACCI Giovanni, PD
QUAGLIARIELLO Gaetano, PdL
RANDAZZO Nino, PD
RANUCCI Raffaele, PD
RIZZOTTI Maria, PdL
ROILO Giorgio, PD
ROSSI Paolo, PD
RUSCONI Antonio, PD
RUSSO Giacinto, Per il Terzo Polo:ApI-FLI
RUTELLI Francesco, Per il Terzo Polo:ApI-FLI
SACCONI Maurizio, PdL
SALTAMARTINI Filippo, PdL
SANCIU Fedele, PdL
SANGALLI Gian Carlo, PD
SANNA Francesco, PD
SARO Giuseppe, PdL
SBARBATI Luciana, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI
SCANU Gian Piero, PD
SCARABOSIO Aldo, PdL
SCARPA BONAZZA BUORA Paolo, PdL
SCIASCIA Salvatore, PdL
SERAFINI Anna Maria, PD
SERAFINI Giancarlo, PdL
SERRA Achille, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI
SIBILIA Cosimo, PdL
SIRCANA Silvio Emilio, PD
SOLIANI Albertina, PD
SPADONI URBANI Ada, PdL
SPEZIALI Vincenzo, PdL
STRADIOTTO Marco, PD
STRANO Nino, Per il Terzo Polo:ApI-FLI
TANCREDI Paolo, PdL
TEDESCO Alberto, Misto
THALER AUSSERHOFER Helga, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI
TOMASELLI Salvatore, PD
TOMASSINI Antonio, PdL
TONINI Giorgio, PD
TOTARO Achille, PdL
TREU Tiziano, PD
VALDITARA Giuseppe, Per il Terzo Polo:ApI-FLI
VICARI Simona, PdL
VICECONTE Guido, PdL
VIMERCATI Luigi, PD
VITALI Walter, PD
VIZZINI Carlo, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI
ZANDA Luigi, PD
ZANETTA Valter, PdL
ZANOLETTI Tomaso, PdL
ZAVOLI Sergio, PD
I CONTRARI:
BELISARIO Felice, IdV
BUGNANO Patrizia, IdV
CAFORIO Giuseppe, IdV
CARLINO Giuliana, IdV
DE TONI Gianpiero, IdV
DI NARDO Aniello, IdV
LANNUTTI Elio, IdV
LI GOTTI Luigi, IdV
MASCITELLI Alfonso, IdV
PARDI Francesco, IdV
PEDICA Stefano, IdV
I CHI TACE ACCONSENTE (Astenuti):
ADERENTI Irene, LNP
BODEGA Lorenzo, Misto
BOLDI Rossana, LNP
BRICOLO Federico, LNP
CAGNIN Luciano, LNP
CALDEROLI Roberto, LNP
CARUSO Antonino, PdL
CUTRUFO Mauro, PdL
DAVICO Michelino, LNP
DIVINA Sergio, LNP
FERRARA Mario, CN:GS-SI-PID-IB-FI
FILIPPI Alberto, CN:GS-SI-PID-IB-FI
FLERES Salvo, CN:GS-SI-PID-IB-FI
FRANCO Paolo, LNP
GARAVAGLIA Massimo, LNP
LICASTRO SCARDINO Simonetta, PdL
MANTOVANI Mario, PdL
MARAVENTANO Angela, LNP
MAZZATORTA Sandro, LNP
MENARDI Giuseppe, CN:GS-SI-PID-IB-FI
MONTANI Enrico, LNP
MONTI Cesarino, LNP
MURA Roberto, LNP
NESPOLI Vincenzo, PdL
PITTONI Mario, LNP
RIZZI Fabio, LNP
SAIA Maurizio, CN:GS-SI-PID-IB-FI
TOFANI Oreste, PdL
TORRI Giovanni, LNP
VACCARI Gianvittore, LNP
VALLARDI Gianpaolo, LNP
VIESPOLI Pasquale, CN:GS-SI-PID-IB-FI
VILLARI Riccardo, CN:GS-SI-PID-IB-FI
VITA Vincenzo Maria, PD
I DIVERSAMENTE OCCUPATI (In missione):
BALDINI Massimo, PdL
CIAMPI Carlo Azeglio, Misto
CIARRAPICO Giuseppe, PdL
COLOMBO Emilio, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI
COMPAGNA Luigi, PdL
CORONELLA Gennaro, PdL
DELL’UTRI Marcello, PdL
DELOGU Mariano, PdL
DIGILIO Egidio, Per il Terzo Polo:ApI-FLI
FRANCO Vittoria, PD
LONGO Piero, PdL
MALAN Lucio, PdL
PERA Marcello, PdL
POLI BORTONE Adriana, CN:GS-SI-PID-IB-FI
SACCOMANNO Michele, PdL
SARRO Carlo, PdL
_________________________________________
CREDITS:
Si ringraziano i politici che hanno preso parte alla distruzione di una delle nazioni più belle e ricche del mondo, che primeggiava in tutti gli ambiti e da sempre veniva imitata. Le forze armate italiane, che avendo giurato di difenderci ad oggi non ancora mai mosso un dito, se non contro di noi. E i fantastici giornalisti, il cui mestiere era nato per proteggere i cittadini dall’arroganza del potere e invece ne sono diventati dei fidati cani da guardia, intrattenendoci e distraendoci tra gossip, gialli e ca***te varie: Bunga-Bunga, Sara Scazzi, Cotto e mangiato…
Tutti i suicidi che ci saranno da oggi in poi nel nostro paese saranno una diretta responsabilità vostra e li avrete tutti sulla coscienza.
Buona recessione a tutti.
Riferimenti:

Disclaimer

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