Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

venerdì 27 settembre 2013

Tamburro al M5S in Emilia





Telecom. Crosetto (FdI): “Comanda Bilderberg. La Panucci di Confindustria ha sbagliato mestiere”


Crosetto, non un grillino, dichiara della vicenda della vendita di Telecom a una delle società più indebitate al mondo, Telefonica, riferendosi a Bernabé:

«Lei guardi chi comanda Telecom. E guardi chi è quello che ha partecipato di più alle riunioni Bilderberg negli ultimi vent’anni»…

Grillo invece all’assemblea degli azionisti di Telecom di due anni fa accusa tutti, dai Colaninno ai Tronchetti per lo sfacelo dell’azienda, prevedendone la svendita a Telefonica, ma risparmia, lusingandolo, Bernabé:
Bernabé è una persona che stimo.
Facendo finta di non sapere di chi è il braccio destro, Bernabé. Dei soliti Rothschilds colpevoli dell’affondo su MPS e probabilmente della fusione per acquisizione Telefonica-Telecom e di tanto altro. Membro del comitato direttivo del Bilderberg, ex membro del Council of Foreign Relations (di Rockefeller e Soros), divenne vice presidente di Rothschild Europe in seguito alla fusione della sua società in Rotschild Spa nel 2004. Bisogna aggiungere altro?
N. Forcheri


Fonte: http://www.intelligonews.it/telecom-crosetto-fdi-comanda-bilderberg-la-panucci-di-confindustria-ha-sbagliato-mestiere/ 

Telecom. Crosetto (FdI): «Comanda Bilderberg. La Panucci di Confindustria ha sbagliato mestiere» 

crosetto [4]Cofondatore di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, è affranto quando lo contattiamo telefonicamente per l’intervista e lo avvertiamo che parleremo dell’operazione Telefonica-Telecom. Poche le sue parole, ma chiarisce subito di cosa stiamo parlando: «Lei guardi chi comanda Telecom. E guardi chi è quello che ha partecipato di più alle riunioniBilderberg negli ultimi vent’anni»…
E poi risponde alla dichiarazione del direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, che «ha sbagliato mestiere»,  e attacca la casta al governo, colpevole di un silenzio assordante…
 La cessione di Telecom è una grande sconfitta del nostro sistema industriale?
«Credo proprio di sì. Si può dire il contrario? Un Paese che era sesto al mondo e non è più nella chimica, nell’informatica, nella farmaceutica. C’è una responsabilità di chi ha gestito quell’azienda fino alla sua dismissione, dalla privatizzazione in poi. Qualcuno deve pagare per certe gestioni. E’ un asset importante non solo per motivi economici, ma anche strategici. E’ importante anche una nostra azienda che fa vestiti, ma non c’è paragone con un’industria delle Telecomunicazioni».
Il fatto che tutto sia passato a una realtà straniera, senza colpo ferire, senza nessun intervento del Governo?
«Lei guardi chi comanda Telecom»…
Bernabè?
«E già. E guardi chi è quello che ha partecipato di più alle riunioni Bilderberg negli ultimi vent’anni. Adesso bisogna vedere dove lo manderanno…».
Ma è molto grave quanto successo?
«E’ un fatto grave perché dimostra l’incapacità di un Paese  di avere una strategia che vada al di là della discussione quotidiana su stupidaggini mostruose. Per quanto sia importante l’Iva, e per me è importante non alzarla, qua parliamo di un asset».
E il fatto che la Borsa va bene, maglia rosa alla Telecom oggi? Come va letto?
«La dismissione non è che fa male all’Italia. L’azienda l’ha persa l’Italia, ma l’alleanza con Telefonica gli farà bene. E’ logica e legittima. La borsa non dà giudizi etici e la fotografia della borsa dipende dai fonadamentali dell’azienda, se produce utili, indipendetemente da come li produce, va bene».
Una dichiarazione fuori dal coro, è quella della direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, che ha parlato così nella trasmissione ‘L’Economia prima di tutto’ su Radio1 Rai: “L’operazione Telefonica-Telecom è uno snodo molto importante per il nostro futuro industriale”. Affermando poi che non è rilevante la nazionalità del capitale, ma la competitività. Come commenta queste parole?
«Vada a fare il Direttore di Confindustria in Spagna. Non ho parole. Cioè, ha sbagliato mestiere. Si rende conto che conta anche la nazionalità per noi e per i cittadini?».
Pezzo dopo pezzo, da Alitalia in poi, stanno impedendo la crescita italiana?
«Questo governo deve sopravvivere, perché devono sopravvivere loro. Sono anni che predico sulle strategie e sui percorsi di lungo periodo per chi produce e vive in Italia. E perdiamo un pezzo così importante. Non ho parole».


La Callas egiziana Om Koultum canta in presenza del secondo presidente egiziano


Om Koultum, la Callas del panarabismo, un fenomeno artistico in Medio Oriente, canta in presenza di Gamal Abd Ennassr, il secondo presidente della Repubblica egiziana, colui che “dopo l’adozione di una Costituzione repubblicana di ispirazione socialista con partito unico” (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Gamal_Abd_el-Nasser [1]) nazionalizzò il 26 luglio 1956 la Compagnia del Canale di Suez che era di proprietà francobritannica scatenando la reazione di Francia, Regno Unito e Israele che attaccarono l’Egitto, con relativo bombardamento di Il Cairo da parte delle truppe anglofrancesi.

Om Koultum intonava l’opera classica “Speranza della mia vita”. Socialismo, panarabismo, musica, vita e speranza. “Alla salfizzazione sionista del mondo arabo si risponde con il socialismo” (cfr. Joe Fallisi)

Forse non a tutti piace, ed è un’opera lunga, ma consiglio di ascoltarla fino in fondo: è l’arte così erotica e calorosa di mantenere quanto più a lungo possibile quel culmine di suspense, di aspettativa e di speranza appunto, che fa parte della gioia e del pizzicorino della vita stessa e dell’amore. Riuscirlo a scorgerlo trascendendo le diversità di modelli culturali che ci impregnano, vuol dire già viaggiare semplicemente sull’altra sponda del mare nostrum. Che poi è la nostra culla.
N. Forcheri

mercoledì 25 settembre 2013

Come possiamo riprenderci la sovranità della moneta?


di Marco Saba - 25/09/2013


 

1) Abrogazione degli accordi del luglio 1981 tra l'allora ministro del Tesoro Nino Andreatta e il governatore Carlo Azeglio Ciampi. In base ad essi fu sancito il diritto della Banca d'italia a non sottoscrivere - sia parzialmente che in toto - i titoli emessi dallo Stato, costringendo il governo a mettersi nelle mani del mercato internazionale. Con quegli accordi la Banca d'Italia smise il ruolo di prestatore di ultima istanza dello Stato Italiano e il nostro debito cominciò a crescere dal 57% del PIL fino all'attuale 129%. 

2) Abrogazione della Legge Carli, n.35 del febbraio 1998, con la quale si attribuì alla Banca d'Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo concordare col governo. Con ciò fu trasferità la decisionalità su tutta la politica monetaria ad un ente che di lì a poco, grazie alle privatizzazioni, sarebbe divenuto di proprietà del sistema bancario privato. 

3) Immediata applicazione della Legge a tutela del risparmio e per disciplina dei mercati finanziari, n. 262 del 28 dicembre 2005. Al punto 10 dell'articolo 19, essa disponeva che entro gennaio 2009 tutte le quote di partecipazione al capitale della Banca d'Italia dovevano essere trasferite dai soggetti privati ad enti di Stato. Tale disposizione, a seguito della mancata realizzazione dei previsti regolamenti attuativi, fino ad oggi é rimasta lettera morta. 

4) Ridiscussione di tutte le norme monetarie europee, a partire dap Trattato di Maastricht, nell'ottica del riacquisto della sovranità finanziaria e monetaria. 

Il mantra della spesa a deficit

Il mantra della spesa a deficit:
Deficit o disavanzo primario: differenza tra le entrate (imposte) e la spesa pubblica.
Ecco, ma se lo Stato creasse la moneta di cui ha bisogno e se la accreditasse, come farebbe ad avere un deficit?
Capite bene che in siffatto sistema non ci sarebbe neanche bisogno delle tasse o tutt’al più, per redistribuire bene, di una flat tax del 10% al di sopra di redditi sfacciati.



Siamo governati da una casta di prepotenti che pensano di potere fare il nostro bene/male decidendolo in segreto senza consultarci, anzi alle nostre spalle. Solitamente decidono per il loro pene oops bene, e per la nostra morte.




Un documento della banca centrale polacca propone la dissoluzione dell’euro-zona


In un paper pubblicato dalla Banca centrale della Polonia dal titolo Controlled dismantlement of the Eurozone, A proposal for a New European Monetary System and a new role for the European Central Bank, l’ex vice ministro delle finanze, Stefan Kawalec , ed il capo economista di Commerzbank, Ernest Pytlarczyk , argomentano che l’eurozona sta ora minacciando il futuro dell’Unione Europea.
Secondo i due autori non è realistico ritenere che le attuali politiche d’austerità possano continuare ad essere applicate ancora a lungo. Difendendo l’euro ad ogni costo si potrebbe arrivare ad un collasso politico ed ad una rottura disordinata. La loro proposta alternativa per evitare questo scenario è quella per cui ad abbandonare l’euro siano prima i paesi più forti, in modo che le loro monete nazionali restino coordinate con l’euro in vigore ancora per i paesi più deboli.

Sfatare i luoghi comuni: Berlusconi NON ha governato vent’anni



Governi Berlusconi










Tutt’al più ha governato otto anni.
Giusto per mettere i punti sulle i e far capire come funziona la macchina della manipolazione.
NF

martedì 24 settembre 2013

Berlusconi silurato perché ha tentato di opporsi agli strozzini d’Italia che adesso vogliono quotare in Borsa Bankitalia


Dall’articolo sotto mainstream si evincono le seguenti cose:

  • Finto valore. Le banche partecipanti a Banca d’Italia SpA vogliono rivalutare le loro azioni nella SpA demolendo finalmente la parvenza di natura di istituto pubblico della stessa e delle sue partecipanti, voluta da Mussolini nel 1936. Da dove trarranno questo valore?
  • Finti indipendenti. Il Comitato riunitosi per discuterne è costituito da nientepopodimeno che il paracadutato greco Papademos che all’epoca fu “atterrato” a premier greco per conto delle banche creditrici per soffocare qualsiasi rigurgito di democrazia in Grecia quando il premier dell’epoca volle indire, non sia mai!, addirittura un referendum.
  • Falsi amici. Saccomanni vuole trasformare la nostra obbrobriosamente privatizzata banca centrale, “di concerto con la BCE”, in “public company con azionariato diffuso” che contrariamente al falso amico linguistico non è società pubblica bensì esattamente il contrario, “banca privata quotata in borsa con azionariato diffuso”. Chiunque avrà i mezzi potrà comprarne dei pezzetti. Conoscendo il giochetto vari prestanome compreranno pezzetti per i soliti (ig)noti. Il sofisma sui giornali sarà quello d’impiegare l’espressione inglese per indurre il lettore distratto a pensare che la staranno rendendo “pubblica”.
  • Finto default. Il presidente dell’ABI Patuelli, incarico occupato prima di lui da Mussari come premio delle sue gesta nell’operazione “finto default” MPS, che tanto piacere ha fatto ai Rotschilds, ha chiesto a luglio “il superamento della «inammissibile» legge del governo Berlusconi del 2005, «che puntava a nazionalizzare l’azionariato della Banca d’Italia»”. Per chi ancora non avesse capito la principale ragione del suo siluramento (finto puttaniere?). A proposito, il firmatario della legge, Tremonti, dov’è?
  • Finta norma (ma presupposti veri). Vorrei sapere dove esattamente e in quale norma sta scritto che le BC non possono essere nazionalizzate, ma la forma della frase è interessante: presuppone, per una volta, che le BC d’Europa siano tutte private e che non sia auspicabile nazionalizzarle. Interesting n’est-ce pas?
  • Finti debiti. Si noti regalia a MPS quando come ho detto sopra è un “finto default” esattamente come i “finti debiti” delle banche. Finti, o semplicemente trasferimenti travestiti. I debiti, quelli veri, rimangono a noi. Come la bad company. La good company, con tutti i suoi cespiti, volatilizzata. Il tutto a beneficio dei franco-rotti di BNP Paribas/AXA di cui tutta la provincia di Siena diventerà la colonia. 
  • Falsi utili. Inoltre qualcuno mi spieghi di quali riserve si parla come frutto “dell’attività tipica [della banca centrale] che è quella di battere moneta.”  Sicuramente somme falsi rispetto a tutta la rendita monetaria delle BC.
  • Finte liberazioni e finte proprietà. Last but not least, sibillina la frase sulle riserve auree, che ne presuppone la proprietà a Bankitalia – e qua finisce la famosa disputa tra Tremonti e Trichet sulla proprietà delle riserve auree –  una banca privata presto quotata in borsa, riserve auree “nella disponibilità dell’Eurosistema”. Per gli italiani che non lo sapevano, adesso sanno che le riserve auree italiane non sono più nostre, ma delle BC europee.  Avevamo già avuto un furto di gran parte del nostro oro alla “finta liberazione”, un furto fisico, ma adesso ve n’è il suggello giuridico.
N. Forcheri 24/9/2013

Fonte: http://www.ilmessaggero.it/ECONOMIA/bankitalia_quote_partecipazione_capitale/notizie/328710.shtml [1]

Bankitalia, via alla stima delle quote Comitato di esperti al lavoro
La Banca d’Italia dà il via alla valutazione delle quote nel proprio capitale: un comitato di esperti di alto livello, appena nominato, si è riunito oggi stesso per dare inizio a un processo che, nei desideri delle banche azioniste, rafforzerebbe il loro patrimonio alleggerendo la necessità di andare sul mercato per aumentare il proprio capitale.
Via Nazionale – si legge in una nota – ha dato incarico a Franco Gallo, giurista ed ex presidente della Corte costituzionale, Lucas Papademos, ex vicepresidente della Bce ed ex premier greco, e Andrea Sironi, rettore dell’Università Bocconi, di effettuare «una valutazione delle quote di partecipazione al proprio capitale». Pochi i dettagli emersi dalla prima riunione, cui erano presenti il governatore Ignazio Visco, il direttore generale Salvatore Rossi e il vice direttoregenerale Fabio Panetta.
Tuttavia due settimane fa lo stesso Rossi aveva spiegato che il valore del capitale dovrebbe essere quantificato «sperabilmente entro questo mese». Il dossier tocca anche il ministro dell’Economia (ed ex direttore generale di Bankitalia) Fabrizio Saccomanni, che quest’estate ha aperto a una riforma dell’assetto azionario di Via Nazionale da realizzare «di concerto» con la Banca centrale europea. Obiettivo primario, estendere la platea dei partecipanti al capitale in modo di rendere la banca centrale una vera ‘public company’ ad azionariato più diffuso rispetto all’assetto attuale, divenuto più concentrato a seguito delle fusioni e acquisizioni avvenute nel tempo fra gli istituti di credito azionisti. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, lo scorso luglio aveva chiesto il superamento della «inammissibile» legge del governo Berlusconi del 2005, «che puntava a nazionalizzare l’azionariato della Banca d’Italia».
La Bce e le banche centrali da sempre chiudono a qualsiasi ipotesi di nazionalizzazione: nello statuto della Bce, che regola anche gli istituti nazionali, è vietata qualunque forma di «finanziamento monetario» agli Stati. Ma il punto nodale è che le banche azioniste puntano invece chiaramente ad adeguare il valore delle loro quote in Bankitalia in modo da rafforzare il proprio bilancio. Pesano i vincoli di Basilea 3, c’è la pressante revisione degli attivi bancari europei che la Bce, prima di assumere la vigilanza unica, si appresta a fare in autunno portando a galla eventuali ‘buchi’. E ci sono onerosi aumenti di capitale da fare che potrebbero persino comportare un intervento pubblico, come quello chiesto dall’Europa al Montepaschi da 2,5 miliardi di euro. Certo è che, rispetto a un capitale formalmente quantificato in appena 156.000 euro (valutazione del 1936), oggi circolano valutazioni miliardarie. Come quella del capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, che propone di rivalutare il capitale fino a 25 miliardi (stimando in 22,6 miliardi le riserve auree) in un’operazione che assicurerebbe allo Stato quattro miliardi in imposte sulle plusvalenze pagate dalle banche. Rossi ha contestato anche l’idea di sommare il capitale alle riserve, essendo queste «state accumulate dalla banca centrale attraverso la sua attività tipica che è quella di battere moneta». Sullo sfondo del dossier, poi, ci sono gli appetiti sulle riserve auree di Bankitalia. Ma la posizione dell’istituto è sempre stata chiara. L’oro – è il ragionamento – è il presidio ultimo di fiducia verso l’Italia e verso l’Europa, che non può essere nella disponibilità di altri che l’Eurosistema.

lunedì 23 settembre 2013

Il governo ungherese vuole nazionalizzare 7 utilities

Fonte: http://elzeviro.net/2013/09/22/il-governo-ungherese-vuole-nazionalizzare-7-utilities/ di Redazione il 22 settembre 2013

CONTROINFORMAZIONE IGNORATA


L’Ungheria continua le sue politiche indirizzate ad aiutare la povera gente.

Mentre in Italia le bollette continuano a salire e le varie amministrazioni locali stanno privatizzando le aziende dell’acqua andando contro il parere negativo degli italiani (i quali hanno votato contro in un recente referendum) il premier unghereseViktor Orbán ha dichiarato che il Paese è in trattative per procedere alla nazionalizzazione di sei o sette utilities.
L’intento, ha spiegato il leader di centro-destra, sarebbe quello di far scendere i prezzi dell’energia per proseguire il rilancio dell’economia interna. “Stiamo conducendo numerosi incontri per riacquistare 6 o 7 società, in passato privatizzate, del comparto utility”, ha detto Orbán.
Silenzio assoluto sul nome delle aziende in questione. In Ungheria uno dei maggiori player del settore è il Gruppo ENI, con la locale Tigaz, oltre ad E.on e RWE (Germania) e alle francesi GDF Suez ed Edf.
Nel 2014 si terranno le elezioni politiche in Ungheria ed i sondaggi danno ampio vantaggio all’attuale pm, anche grazie ad alcune scelte populiste (nel senso nobile del termine) come quella di tagliare i costi delle bollette, linea che Orbán sembra voler portare avanti.
E chi avrebbe da ridire? Nessuno ovviamente e per questo questa notizia è stata completamente ignorata (censurata?) dai mezzi di informazione.
D’altra parte l’Ungheria, avendo pagato con due anni di anticipo il prestito contratto col FMI non deve subire ricatti da nessuno e quindi può proseguire con le suepolitiche sociali.
Ovviamente in Italia questo sarebbe pura fantascienza, non fosse altro che siamo governati da burattini e nullità.
Giuseppe De Santis

venerdì 13 settembre 2013

Auriti: il principio della circolarità delle scienze ci porta quell’insight per capire il principio dell’indotto giuridico


Pubblicato in data 12/set/2013
“L’Unione economica, monetaria, finanziaria e sociale europea: procedure operative e tempi d’attuazione” conferenza interuniversitaria organizzata dalla II Università degli Studi di Napoli in collaborazione con la Commissione Europea nei giorni dal 9 al 14 giugno al Palazzo Reale di Caserta.
Intervento del Prof. Auriti al convegno tenutosi a Caserta 12-06-1996
Così come l’energia elettrica nasce nella lampadina così il valore monetario nasce nel pezzo di carta che sta in tasca di ogni cittadino.







Sibilia e il disgusto del paese per l'odiato Amato

giovedì 12 settembre 2013

I fatti e le versioni dei fatti in Siria alla liberazione dei due giornalisti


In questo articolo di un giornale belga dei media mainstream, il giornalista belga, Piccinin, rapito in Siria nel mese di aprile e liberato assieme al collega italiano Domenico Quirico l'8 settembre 2013, dichiara in TV di avere ascoltato una comunicazione tra ufficiali in cui traspariva chiaramente che l'attacco al gas del 21 agosto scorso, con presumibilmente 1300 vittime, non è stato fatto dall'esercito siriano.
"E' un dovere morale dirlo. Non è il governo di Bachar Al Assad ad avere uitlizzato il gas sarino o altro tipo di gas nella periferia di Damasco. Ne siamo sicuri dopo avere ascoltato una conversazione che ci ha sorpresi" ha dichiarato alla TV belga RTL TVI, senza aggiungere dettagli sulle circostanze o gli autori di detta conversazione.
Però il media mainstream ne prende le distanze così come le ha prese il governo e la diplomazia belghe, giudicandolo persona non affidabile, persino "complottista" come se fosse una malattia psichiatrica [mentre lui sta a testimoniare semplicemente la verità dopo che è stato torturato e maltrattato dai ribelli per cinque mesi di seguito]
Dichiara che tra due giorni darà i dettagli alla stampa, specie a La Stampa (da tenere d'occhio, le versioni rischiano di essere pesantemente modificate). Nel frattempo il suo collega italiano parla del disincanto di una rivoluzione inizialmente "democratica" e "laica" che è degenerata ma la Bonino lo tira via rapidamente prima che si parli del gas (vedi video sopra).
Ma la verità di pulcinella è già risaputa, solo i media mainstream e i guerrafondai perseverano nel camuffare la verità per crogiolarsi nella guerra, tant'è vero che degli hacker sono entrati nel sito del Pentagono e hanno intercettato delle mail del 22 agosto e del 25 agosto da dove traspare chiaramente che l'affare del gas è stato ideato li.
Eugene FURST (analista civile dell'esercito US):
Hai ragione, dobbiamo lavorare su ambo i teatri su richiesta e per l'organizzazione che ha l'appalto per assicurarci che non abbiamo né troppo pochi né troppi subappaltanti:
CITP Rock Island Contract
CIAT DIA Contract
A proposito, ho visto il tuo ultimo successo ti faccio i miei complimenti. Bel lavoro.
http://www.washingtonpost.com/world/syrian-activists-accuse-governmente-of-deadly-chemical-attack-near-damascus/2013/08/21/aea157e6-0a50-11e3-89fe-abb4a5067014_story.html
Col. Anthony Macdonald, direttore del personale, ufficio del Sottocapo di Stato maggiore per l'Intelligence dell'Esercito degli SUA:
- Come sai sono lontano da tutto questo adesso ma so che i nostri ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro.
Corrispondenza tra il Colonnello e sua moglie:
(moglie) M.SHAPIRO : Non riesco a smettere di pensare a quel terribile attacco con gas in Siria ora. Hai visto quei ragazzi ? Ho pianto realmente.  Sono stati avvelenati, sono morti . Quando finirà? Vedo le loro facce nel sonno. Che cosa dice Tony in merito?
(marito) J. MACDONALD : ho visto anch'io e ho molta paura. Ma Tony mi ha rassicurato. Ha detto che i bambini non sono rimasti feriti, è stato fatto per le telecamere. Quindi non ti preoccupare, mia cara .
M.SHAPIRO : Sto ancora pensando a quei bambini siriani. Grazie a Dio, sono vivi. Spero che abbiano ottenuto una sorta di rimborso o qualche soldo .
Tutto ciò aggiunto alla foto che il Segretario di Stato J. Kerry ha impiegato per illustrare le vittime siriane del gas del 21 agosto, che era una foto della guerra in Irak del 2003 non dovrebbe più lasciare spazio ad alcun ragionevole dubbio, ma si sa che in guerra ci sono i fatti e poi le versioni dei fatti, e che da qualche anno ci danno unicamente le seconde:

A photo taken by Marco di Lauro/AP in Iraq in 2003 was present by US State Secretary Kerry on August 30, 2013 as evidence of the 'Assad's chemical attack'.

Altre fonti: http://www.imolaoggi.it/2013/08/31/siria-ribelli-abbiamo-usato-noi-le-armi-chimiche-ma-non-sapevano-che-coserano/
In altra notizia invece è l'esercito siriano ad essere  entrato nel sito del Pentagono per lanciare un messaggio e una preghiera: quella di unirsi a loro nella lotta al loro nemico comune, Al Qaeda.
Allora qual è l'anello mancante? Semplicemente che Al Qaeda è una banca dati CIA, con tanto di nomi, di addestramenti e di missioni.
E che bisogna sempre ascoltare attentamente le versioni "a caldo" in questi casi poiché in guerra esse vengono poi modificate in chiave anti nemico del momento. E che il nemico non è fuori di noi ma dentro di noi. Se l'umanità avesse ben presente questa elementare verità, il mondo sarebbe migliore.
N. Forcheri  10/09/2013

Berlusconi aveva ventilato l'ipotesi di uscire dall'euro nel 2011, dixit Bini Smaghi

Fonte: http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100025507/italy-floated-plans-to-leave-euro-in-2011-says-ecb-insider/ 12 Settembre 2013
Di Ambrose Evans-Pritchard - Traduzione a cura di N. Forcheri 
Così adesso lo sappiamo: Silvio Berlusconi aveva proposto seriamente il ritiro dell'Italia fuori dall'euro a Ottobre/Novembre 2011, precipitandolo nella destituzione immediata dalla sua carica e attirandosi il siluramento da parte dei gendarmi della politica dell'Unione monetaria europea.
L'ex insider della BCE, Lorenzo Bini Smaghi ha tranquillamente infilato alcune bombe nel suo ultimo libro Morire di Austerità, che vale la pensa di essere letto per chi conosce l'italiano.
Bini Smaghi, fino a recentemente uno dei sei membri del Comitato esecutivo della BCE, e per molti anni l'italiano a Francoforte, dichiara che Silvio Berlusconi fu rovesciato dalla carica di primo ministro nel novembre 2011 non appena iniziò a sbattere le inferriate della gabbia dell'Unione economia e monetaria (UEM).
Nello specifico ha discusso (o minacciato?) il ritiro italiano dall'euro in riunioni private con altri governi dell'UEM, presumibilmente con la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, poiché non negozia ai livelli più bassi ("L'ipotesi d'uscita dall'euro era stata ventilata in colloqui privati con i governi degli altri paesi dell'euro").
Lo avevamo sospettato, adesso è confermato.
Bini Smaghi rivela anche che la Merkel ha continuato a pensare che la Grecia  potesse essere cacciata dall'euro fino all'autunno del 2012 quando lo Pfennig fece trapelare che ciò avrebbe scatenato un inferno con reazioni a catena che avrebbero ingolfato tutto il sistema. Poi la Merkel ha cambiato improvvisamente atteggiamento correndo ad Atene a lodare il neo governo per le sue azioni eroiche. ""Merkel l'ha capito solo nell'Autunno del 2012".
Conferma che la Germania è sicuramente sul filo del rasoio con €574 biliardi di crediti che la Bundesbank ha nei confronti delle banche centrali di Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia, Cipro e Slovenia.
Ci hanno sempre garantito che i crediti cosiddetti di Target2 nel sistema dei pagamenti della BCE fossero un aggiustamento tecnico senza rischi significativi.
Bini Smaghi dichiara che qualsiasi Stato dell'UEM che abbandona l'euro deve affrontare il probabile default sugli obblighi verso l'estero. "La banca centrale nazionale non sarebbe in grado di rimborsare i debiti accumulati nei confronti di altri Stati membri dell'eurosistema, che sono registrati nel sistema dei pagamenti interni dell'Unione (noto come Target2). L'insolvenza provocherebbe perdite sostanziale per le controparti in altri Stati dell'eurozona, ivi comprese le banche centrali e gli Stati."
Gli elettori tedeschi potrebbero volerlo sapere prima delle elezioni di  domenica della settimana prossima, visto che i loro dirigenti dicono loro cose del tutto diverse. Anche il partito anti euro AfD, classificato in quarta posizione nei sondaggi, a un passo dall'entrare nel Bundestag, potrebbe trovare la cosa degna di interesse.
Che io sappia la Bundesbank (e le banche centrali di Finlandia, Olanda e Lussemburgo) compensano i debiti di Target2 nei confronti del blocco Club Med vendendo titoli a banche registrate in Germania. Lo fa per ragioni di politica monetaria.

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Ciò significa che se l'euro salta, la Bundesbank deve ancora questa moneta alle stesse banche private come la Deutsche Bank ma anche la Nomura, Citigroup o la Barclays. Non è finzione. La Bundesbank non può fare default su questi titoli.
Forse sono un orso senza cervello, ma devo ancora sentire una spiegazione soddisfacente su come si possa congiurare senza dolore tale eventualità, secondo quanto ci spiega una lista di illustri economisti. Non li ho mai sentiti rispondere a questa domanda. Pubblicano lunghi documenti, gettando polvere negli occhi con tecnicismi come sanno fare gli economisti (spesso bleffando) ma senza mai andare al punto.
Il fatto è che Target2 è l'altra faccia della medaglia della fuga dei capitali intra UEM. Gli investitori privati sono usciti dal Club Med, facendo ricadere i loro titoli di credito sui contribuenti tedeschi e gli stati creditori del nord. Puoi mascherarlo come vuoi ma questa è la realtà.
Si, la Bundesbank potrebbe stampare moneta allegramente in questa crisi e dovrebbe farlo per evitare lo shock deflazionistico e su ben più ampia portata di quanto non sia mai stato suggerito nella costruzione dell'UEM. La Germania sicuramente ce la farebbe ma le sue dottrine monetarie ne uscirebbero a pezzi.
La posizione ufficiale della Bundesbank è che la controversia su Target2 è una tempesta in un bicchiere d'acqua. In realtà non ci credono neanche loro. Un banchiere della BC tedesca con funzioni dirigenziali Target2 ha detto in mia presenza che "è la sua preoccupazione di ogni notte". Il presidente stesso della banca Jens Weidmann ha testimoniato l'anno scorso che gli squilibri sono "un rischio inaccettabile".
Mi sa che qualcuno stia tentando di menar il cane per l'aia al popolo tedesco, e non Jens Weidmann che parla con splendida schiettezza. Sono in disaccordo con le sue teorie monetarie, ma la sua onestà intellettuale è magnifica.

Altri riferimenti: 
http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2013/08/come-un-paese-della-zona-euro-in.html

Berlusconi aveva ventilato l’ipotesi di uscire dall’euro nel 2011, dixit Lorenzo Bini Smaghi


Di Ambrose Evans-Pritchard - Traduzione a cura di N. Forcheri 

 
Così adesso lo sappiamo: Silvio Berlusconi aveva proposto seriamente il ritiro dell’Italia fuori dall’euro a Ottobre/Novembre 2011, precipitandolo nella destituzione immediata dalla sua carica e attirandosi il siluramento da parte dei gendarmi della politica dell’Unione monetaria europea.
L’ex insider della BCE, Lorenzo Bini Smaghi ha tranquillamente infilato alcune bombe nel suo ultimo libro Morire di Austerità, che vale la pensa di essere letto per chi conosce l’italiano.
Bini Smaghi, fino a recentemente uno dei sei membri del Comitato esecutivo della BCE, e per molti anni l’italiano a Francoforte, dichiara che Silvio Berlusconi fu rovesciato dalla carica di primo ministro nel novembre 2011 non appena iniziò a sbattere le inferriate della gabbia dell’Unione economia e monetaria (UEM).
Nello specifico ha discusso (o minacciato?) il ritiro italiano dall’euro in riunioni private con altri governi dell’UEM, presumibilmente con la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, poiché non negozia ai livelli più bassi (“L’ipotesi d’uscita dall’euro era stata ventilata in colloqui privati con i governi degli altri paesi dell’euro“).
Lo avevamo sospettato, adesso è confermato.
Bini Smaghi rivela anche che la Merkel ha continuato a pensare che la Grecia  potesse essere cacciata dall’euro fino all’autunno del 2012 quando lo Pfennig fece trapelare che ciò avrebbe scatenato un inferno con reazioni a catena che avrebbero ingolfato tutto il sistema. Poi la Merkel ha cambiato improvvisamente atteggiamento correndo ad Atene a lodare il neo governo per le sue azioni eroiche. “”Merkel l’ha capito solo nell’Autunno del 2012“.
Conferma che la Germania è sicuramente sul filo del rasoio con €574 biliardi di crediti che la Bundesbank ha nei confronti delle banche centrali di Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia, Cipro e Slovenia.
Ci hanno sempre garantito che i crediti cosiddetti di Target2 nel sistema dei pagamenti della BCE fossero un aggiustamento tecnico senza rischi significativi.
Bini Smaghi dichiara che qualsiasi Stato dell’UEM che abbandona l’euro deve affrontare il probabile default sugli obblighi verso l’estero. “La banca centrale nazionale non sarebbe in grado di rimborsare i debiti accumulati nei confronti di altri Stati membri dell’eurosistema, che sono registrati nel sistema dei pagamenti interni dell’Unione (noto come Target2). L’insolvenza provocherebbe perdite sostanziale per le controparti in altri Stati dell’eurozona, ivi comprese le banche centrali e gli Stati.”
Gli elettori tedeschi potrebbero volerlo sapere prima delle elezioni di  domenica della settimana prossima, visto che i loro dirigenti dicono loro cose del tutto diverse. Anche il partito anti euro AfD, classificato in quarta posizione nei sondaggi, a un passo dall’entrare nel Bundestag, potrebbe trovare la cosa degna di interesse.
Che io sappia la Bundesbank (e le banche centrali di Finlandia, Olanda e Lussemburgo) compensano i debiti di Target2 nei confronti del blocco Club Med vendendo titoli a banche registrate in Germania. Lo fa per ragioni di politica monetaria.
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Ciò significa che se l’euro salta, la Bundesbank deve ancora questa moneta alle stesse banche private come la Deutsche Bank ma anche la Nomura, Citigroup o la Barclays. Non è finzione. La Bundesbank non può fare default su questi titoli.
Forse sono un orso senza cervello, ma devo ancora sentire una spiegazione soddisfacente su come si possa congiurare senza dolore tale eventualità, secondo quanto ci spiega una lista di illustri economisti. Non li ho mai sentiti rispondere a questa domanda. Pubblicano lunghi documenti, gettando polvere negli occhi con tecnicismi come sanno fare gli economisti (spesso bleffando) ma senza mai andare al punto.
Il fatto è che Target2 è l’altra faccia della medaglia della fuga dei capitali intra UEM. Gli investitori privati sono usciti dal Club Med, facendo ricadere i loro titoli di credito sui contribuenti tedeschi e gli stati creditori del nord. Puoi mascherarlo come vuoi ma questa è la realtà.
Si, la Bundesbank potrebbe stampare moneta allegramente in questa crisi e dovrebbe farlo per evitare lo shock deflazionistico e su ben più ampia portata di quanto non sia mai stato suggerito nella costruzione dell’UEM. La Germania sicuramente ce la farebbe ma le sue dottrine monetarie ne uscirebbero a pezzi.
La posizione ufficiale della Bundesbank è che la controversia su Target2 è una tempesta in un bicchiere d’acqua. In realtà non ci credono neanche loro. Un banchiere della BC tedesca con funzioni dirigenziali Target2 ha detto in mia presenza che “è la sua preoccupazione di ogni notte”. Il presidente stesso della banca Jens Weidmann ha testimoniato l’anno scorso che gli squilibri sono “un rischio inaccettabile”.
Mi sa che qualcuno stia tentando di menar il cane per l’aia al popolo tedesco, e non Jens Weidmann che parla con splendida schiettezza. Sono in disaccordo con le sue teorie monetarie, ma la sua onestà intellettuale è magnifica.

Altri riferimenti: 
http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2013/08/come-un-paese-della-zona-euro-in.html 

Nando Ioppolo: signoraggio creditizio e signoraggio cartolare


Marra: Monte Paschi il 27.11.13 dal GUP per usura per una mia denunzia del 2009. Ma a che serve se il super-massone Giuliano Amato diventa giudice costituzionale?

downloadIl Fatto Quotidiano, con un articolo di Vincenzo Iurillo, ha già, a fine agosto, dato la notizia dell’importantissima richiesta, da parte del PM Alfredo Greco, di rinvio a giudizio per usura, su una mia denunzia del 2009, del Monte Paschi, e della fissazione, al 27.11.2013, dell’udienza preliminare dinanzi al GUP del Tribunale Penale di Vallo della Lucania.
Questione giudiziaria di cui però devo ora illustrare sia l’aspetto cruciale che il modo in cui in essa (che rappresenta un passaggio importantissimo della lotta alle banche) si inserisce la vergognosa, sfrontatissima nomina alla Corte Costituzionale del super-massone, aspenino eccetera, Giuliano Amato, da parte del super-massone Napolitano (mi rifiuto di chiamarlo Presidente).
La magistratura, cioè, è sempre stata al servizio delle banche, ed è piena di massoni deviati e persino pedofilo satanici. E questo lo sapevamo.

E sappiamo che anche la Corte Costituzionale – oltre ad avere vari giudici variamente chiacchierati in quanto in odore di massonicità – è globalmente anch’essa filo-massonica non fosse altro che perché finge di non capire che la massoneria è illecita, dato che la sua essenza è nella  segretezza (che è vietata), così come finge di non capire che il bilderberg è un’organizzazione criminale.
Sennonché, non tutti i magistrati sono massoni di fatto o in pectore e, ora che lo sfascio creato dal potere bancario è divenuto insopportabile, ecco che, qui e là, qualche giudice coraggioso e dignitoso sta trovando lo spazio per aprire quelle indagini e quei processi che probabilmente avrebbe voluto fare da anni, ma che fin qui non c’erano le condizioni per fare, come il PM Alfredo Greco che, già dal 15.11.2011, in seguito alla mia denunzia del 2009, iscrisse nel registro degli indagati Giuseppe Mussari e Antonio Vigna, quali presidenti e direttore pro tempore del Monte Paschi.
Provvedimento al quale sono poi seguiti altri, sicché il potere bancario – avendo fiutato il pericolo di ‘epidemia’ – corre ai ripari. Corre ai ripari cercando di rafforzare i ranghi massonici nell’ambito della magistratura mediante nomine come quella di Giuliano Amato, personaggio orrendo, ‘residente’ in quellaland of darkness (terra dell’oscurità) in cui si decide e si organizza il condizionamento e la rovina morale e materiale della società mondiale.
Nomina contro la quale presenterò una denunzia alla Procura di Roma, alla quale già presentai la denunzia per la nomina di Mario Monti a Presidente del Consiglio da parte del circolo criminale occulto bilderberg, perché non ritengo che la magistratura possa rimanere all’infinito in silenzio di fronte a simili crimini, ora anche al suo stesso interno.
Perché – va bene che la magistratura è piena di PM e giudici massoni deviati, alcuni dei quali pure pedofilo satanici, ma almeno non lo si sapeva, e i nomi, per il momento, salvo alcuni, non sono venuti fuori con chiarezza – ma che Amato è espressione della peggiore massoneria e della finanza più criminale lo sanno tutti, sicché per nominarlo giudice della Corte Costituzionale ci voleva solo una faccia di bronzo come Napolitano.
Napolitano che del resto ha nominato poco fa senatori a vita quattro personaggi due dei quali massoni conclamati (Claudio D’Abbado e Renzo Piano), uno (Elena Cattaneo) che con la politica c’entra come i cavoli a merenda, ma che c’è da giurare farà sempre quello che le diranno gli stessi  ambienti che guidano Napolitano, e un altro che è intimo alle logiche massoniche, cioè lo pseudo-scienziato Rubbia, ovvero quell’asino secondo il quale si può andare indietro ma non avanti (o viceversa, non ricordo) nel tempo; laddove il tempo non è che un numero di codice per ‘etichettare’ le forme della realtà che si succedono, sicché non si può né riandare alle forme che essa ha avuto né anticipare quelle che avrà (approfondisci da La definizione del concetto di tempo, in La storia di Giovanni e Margherita). Nomine eseguite per incarico del potere massonico\bancario allo scopo di alterare la maggioranza al Senato, dove c’è già Mario Monti (quindi 5 voti sicuri per le banche).
Si stanno in pratica organizzando in modo che il Governo fa i decreti legislativi anticostituzionali, il Parlamento (che è già sotto il controllo della massoneria) immancabilmente li converte in legge, e la Corte Costituzionale, quando le arrivano i ricorsi per la loro anticostituzionalità, li boccia.
Nonostante, cioè, siamo già in un regime di assoggettamento quasi totale della magistratura alla potere bancario tramite il potere massonico, si stanno organizzando perché questo controllo divenga più serrato, perché il rischio è che, anche un solo PM come Alfredo Greco, che non obbedisce agli ordini, può mettere in crisi il regime, specie poi se trova un GUP che la pensa come lui.
Una situazione molto grave, perché che i politici, da Napolitano a Renzi a quello squallido di Pannella ecc, sono tutti massoni, bilderberghini e così via lo sapevamo, ma se comincia una colonizzazione massonica esplicita anche della Corte Costituzionale si potrà solo aspettare che il regime sia travolto dai conflitti interni o dalla tragedia climatica e ambientale.
Pannella che definisco squallido perché i finti rivoluzionari come lui o Grillo o Bonino (quest’ultima è bilderberghina) mi disgustano peggio ancora di quelli conclamati.
Perché quanto Grillo e i grillini siano fasulli lo si capisce ad esempio anche dal fatto che hanno sì protestato contro Amato, ma adducendo che così guadagnerà ancora di più, ovvero guardandosi bene dal dire che il vero problema è che è un pericoloso massone.
Argomenti che non possono prendere perché Casaleggio è intimo al peggiore potere bancario, che equivale a dire massonico, e lo stesso Grillo non ha ancora spiegato cosa ci faceva a bordo del Britannia, la nave della marina inglese, nel 1992, in occasione di quella gravissima riunione massonico\bilderberghina, e soprattutto continua a non spiegare perché di banche si limita a parlare il minimo indispensabile (qualcosa la deve pur dire o far dire, visto quanto ne parlava prima che lo arruolassero).
E veniamo ora alla questione Monte Paschi. Ebbene, sono una trentina d’anni che la magistratura mi fa crepare sulla questione della responsabilità penale, per l’usura, del presidente e del direttore della banca, in questo caso del Monte dei Paschi, e non invece del funzionario dell’agenzia dov’era il conto corrente o il mutuo usuraio.
In sostanza, quando presento queste denunzie per usura, denunzio la banca in persona del presidente e del direttore. E lo faccio nella logica che se una banca pratica l’usura nei confronti ad esempio di Paolo Rosi, non è perché ha in antipatia Paolo Rossi, ma perché pratica l’usura con tutti.
I PM, invece, quando proprio l’usura non la si può negare, la richiesta di rinvio a giudizio magari (raramente) la fanno, ma la fanno nei confronti del malcapitato funzionario dell’agenzia, che non c’entra nulla, perché i criteri secondo i quali vengono concessi i mutui o i fidi vengono stabiliti in sostanza dalla proprietà della banca attraverso gli organi che la rappresentano, per cui la responsabilità non può che essere della banca in persona del suo legale rappresentante.
Cose ovvie, ma che PM e giudici hanno sempre finto di non capire allo scopo palese di circoscrivere i processi al singolo caso per consentire così alle banche di poter continuare a praticare l’usura verso tutto il resto della collettività.
Una questione sulla quale ho avuto negli anni scontri violentissimi con la magistratura o con singoli magistrati, sperando che il principio passasse sia pure magari non in una mia causa per non dare a vedere che davano ragione a me, come spesso accade.
Ed ecco invece che, sorprendendomi piacevolmente, il PM Alfredo Greco, il 15 novembre 2011, iscrisse Giuseppe Mussari e Antonio Vigna, rispettivamente, all’epoca, presidente e direttore del Monte Paschi, nel registro degli indagati, per cui, alla fine, il GUP ha fissato l’udienza preliminare per il 27 novembre 2013.
Ora, cosa farà il GUP, se cioè li rinvierà a giudizio o no, proprio non lo so, e se dicessi che conto nel rinvio a giudizio mi comporterei come colui che spera troppo, perché sono decenni che assisto con disgusto allo svilupparsi di una giurisprudenza assurda e mostruosamente in favore delle banche e contro la società, sicché se il GUP, che non so chi sia, li rinvia a giudizio, fa una cosa assolutamente nuova, inattesa e straordinaria, nonostante sia una cosa logica, e che la magistratura avrebbe dovuto fare da sempre.
Il guaio è, però, che ora il nostro Governo a guida bilderberg sa di avere il super-massone Amato alla Corte Costituzionale, per cui ha pochi timori a riprendere il varo dei suoi decreti legge filo-bancari da far poi approvare a questo parlamento per la quasi totalità di invertebrati.
Un controllo della Corte Costituzionale indispensabile anche per altri motivi, perché la Corte, qui e là, negli ultimi tempi qualche legge gliel’ha bocciata.
Insomma è un disastro: siamo proprio in mano ai criminali..
12.9.2013
Alfonso Luigi Marra

martedì 10 settembre 2013

La realtà della Siria dopo la liberazione degli ostaggi

In questo articolo di un giornale belga dei media mainstream, il giornalista belga, Piccinin, rapito in Siria nel mese di aprile e liberato assieme al collega italiano Domenico Quirico l’8 settembre 2013, dichiara in TV di avere ascoltato una comunicazione tra ufficiali in cui traspariva chiaramente che l’attacco al gas del 21 agosto scorso, con presumibilmente 1300 vittime, non è stato fatto dall’esercito siriano.
“E’ un dovere morale dirlo. Non è il governo di Bachar Al Assad ad avere uitlizzato il gas sarino o altro tipo di gas nella prefieria di Damasco. Ne siamo sicuri dopo avere ascoltato una conversazione che ci ha sorpresi” ha dichiarato alla TV belga RTL TVI, senza aggiungere dettagli sulle circostanze o gli autori di detta conversazione.
Però il media mainstream ne prende le distanze così come le ha prese il governo e la diplomazia belghe, giudicandolo persona non affidabile, persino “complottista” come se fosse una malattia psichiatrica [mentre lui sta a testimoniare semplicemente la verità dopo che è stato torturato e maltrattato dai ribelli per cinque mesi di seguito]
Dichiara che tra due giorni darà i dettagli alla stampa, specie a La Stampa (da tenere d’occhio, le versioni rischiano di essere pesantemente modificate). Nel frattempo il suo collega italiano parla del disincanto di una rivoluzione inizialmente “democratica” e “laica” che è degenerata ma la Bonino lo tira via rapidamente prima che si parli del gas (vedi video sopra).
Ma la verità di pulcinella è già risaputa, solo i media mainstream e i guerrafondai perseverano nel camuffare la verità per crogiolarsi nella guerra, tant’è vero che degli hacker sono entrati nel sito del Pentagono e hanno intercettato delle mail del 22 agosto e del 25 agosto da dove traspare chiaramente che l’affare del gas è stato ideato li.
Eugene FURST (analista civile dell’esercito US):
Hai ragione, dobbiamo lavorare su ambo i teatri su richiesta e per l’organizzazione che possiede il contratto per assicurarci che non abbiamo né troppo pochi né troppi contractors:
CITP Rock Island Contract
CIAT DIA Contract
Col. Anthony Macdonald, direttore del personale, ufficio del Sottocapo di Stato maggiore per l’Intelligence dell’Esercito degli SUA:
- Come sai sono lontano da tutto questo adesso ma so che i nostri ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro.
Corrispondenza tra il Colonnello e sua moglie:
(moglie) M.SHAPIRO : Non riesco a smettere di pensare a quel terribile attacco con gas in Siria ora. Hai visto quei ragazzi ? Ho pianto realmente.  Sono stati avvelenati, sono morti . Quando finirà? Vedo le loro facce nel sonno. Che cosa dice Tony in merito?
(marito) J. MACDONALD : ho visto anch’io e ho molta paura. Ma Tony mi ha rassicurato. Ha detto che i bambini non sono rimasti feriti, è stato fatto per le telecamer . Quindi non ti preoccupare, mia cara .
M.SHAPIRO : Sto ancora pensando a quei bambini siriani. Grazie a Dio, sono vivi. Spero che abbiano ottenuto una sorta di rimborso o qualche soldo .
Tutto ciò aggiunto alla foto che il Segretario di Stato J. Kerry ha impiegato per illustrare le vittime siriane del gas del 21 agosto, che era una foto della guerra in Irak del 2003 non dovrebbe più lasciare spazio ad alcun ragionevole dubbio, ma si sa che in guerra ci sono i fatti e poi le versioni di fatti, e che da qualche anno ci danno unicamente le seconde:

A photo taken by Marco di Lauro/AP in Iraq in 2003 was present by US State Secretary Kerry on August 30, 2013 as evidence of the 'Assad's chemical attack'.

In altra notizia invece è l’esercito siriano ad essere  entrato nel sito del Pentagono per lanciare un messaggio e una preghiera: quella di unirsi a loro nella lotta al loro nemico comune, Al Qaeda.
Allora qual è l’anello mancante? Semplicemente che Al Qaeda è una banca dati CIA,con tanto di nomi, di addestramenti e di missioni.
E che bisogna sempre ascoltare attentamente le versioni “a caldo” in questi casi poiché in guerra esse vengono poi modificate in chiave anti nemico del momento. E che il nemico non è fuori di noi ma dentro di noi. Se l’umanità avesse ben presente questa elementare verità, il mondo sarebbe migliore.
N. Forcheri  10/09/2013

mercoledì 4 settembre 2013

L’Ungheria emette moneta senza debito

di Ronald L. Ray – Traduzione a cura di N. Forcheri per stampalibera
L’Ungheria si libera dei vincoli dei banchieri
• Dopo che è stato ordinato  all’FMI di abbandonare il paese, la nazione adesso stampa moneta senza debito
L’Ungheria sta facendo la storia.
Mai più dagli anni ’30 con il caso della Germania un paese europeo aveva osato sfuggire alle grinfie dei cartelli bancari internazionali controllati dai Rothschilds. Questa è una notizia stupenda che dovrebbe incoraggiare i patrioti nazionalisti del mondo intero ad intensificare la lotta per la libertà dalla dittatura finanziaria.
Già nel 2011 il primo ministro ungherese,  Viktor  Orbán  promise di ristabilire la giustizia sui predecessori socialisti che avevano venduto il popolo della nazione alla schiavità di un debito infinito con i vincoli del FMI (IMF) e lo stato terrorista d’Israele. Queste amministrazioni precedenti erano infiltrate da israeliani nelle alte cariche, in mezzo al furore delle masse che alla fine, in reazione, hanno votato il partito  Fidesz di Orban.
Secondo una relazione sui siti germanofoni  del “National Journal”, Orbán si è accinto a scalzare gli usurai dal trono. Il popolare e nazionalista primo ministro ha detto all’FMI che l’Ungheria non vuole né richiede “assistenza” ulteriore dal delegato della Federal Reserve di proprietà dei Rothschild. Gli ungheresi non saranno più costretti a pagare esosi interessi a banche centrali private e irresponsabili.
Anzi, il governo ungherese ha assunto la sovranità sulla sua moneta e adesso emana moneta senza debito e tanta quanto ne ha bisogno. I risultati sono stati nientemeno che eccezionali. L’economia nazionale, che vacillava per via di un pesante debito, ha ricuperato rapidamente e con strumenti inediti dalla Germania nazionalsocialista.
Il ministro per l’Economia ungherese ha annunciato che grazie a “una politica di bilancio disciplinato” ha ripagato il 12 agosto 2013 il saldo dei 2,2 bilioni di debito all’FMI, prima della scadenza ufficiale del marzo 2014. Orbàn ha dichiarato: “L’Ungheria gode della fiducia degli investitori” che non vuol dire né l’FMI né la Fed o altri tentacoli dell’impero finanziario dei Rothschild. Piuttosto si riferiva agli investitori che producono in Ungheria per gli ungheresi, creando crescita economica vera, e non già la “crescita di carta” dei pirati plutocratici, bensì quel tipo di produzione che assume realmente le persone e ne migliora la vita.
Con l’Ungheria libera dalla gabbia della servitù agli schiavisti del debito non c’è da meravigliarsi che il presidente della banca centrale ungherese gestita dal governo per il bene pubblico e non per l’arricchimento privato abbia chiesto all’FMI di chiudere i battenti da uno dei paesi più antichi d’Europa. Inoltre, il procuratore generale, ripetendo le gesta dell’Islanda, ha accusato i tre precedenti primi ministri del debito criminale in cui hanno precipitato la nazione.
L’unico passo che rimane da fare per distruggere completamente il potere dei bancksters in Ungheria, è di attuare un sistema di baratto per lo scambio con l’estero come esisteva in Germania con i nazional socialisti e come esiste oggi in Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, i cosiddetti  BRICS, una coalizione economica internazionale. E se gli USA seguissero la guida dell’Ungheria, gli americani potrebbero liberarsi dalla tirannia degli usurai e sperare in un ritorno a una pacifica prosperità.
Ronald L. Ray, autore freelance che risiede nel libero stato del Kansas, discendente di vari patriotti della Guerra americana di indipendenza.
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