Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

martedì 29 ottobre 2013

Piazza Pulita: tre minuti di aria fresca in due ore di aria fritta


PS Se qualcuno riesce a tagliare il pezzo con l’intervento di Tamburro, la risposta di Friedman e la replica rubata di Tamburro, gliene sarei grato di inviarlo a niforcheri@gmail.com
Ecco, sotto i nostri occhi si è svolta la rituale scenetta: Salvatore Tamburro dice una verità sacrosanta sentita da tutti, elenca i dati, parla di sovranità monetaria e di “debito odioso”, non salta alle conclusioni come vorrebbe il conduttore. Friedman sgrana gli occhi e comincia a ringhiare da cane da guardia sia pur in piennellara maniera, e poi quando Salvatore Tamburro chiede di rispondere all’informatore il conduttore esita ma gli da la parola, costretto [per non dare troppo nell'occhio il gioco] ma gli scappa un “Cosa vuoi dire?” ansioso. Salvatore risponde cose non contraddicibili, Friedman gli da ragione, e poi per non approfondire il dibattito e scoperchiare il foruncolo, la rivista viene grossolanamente deviata verso “i battibecchi politici” criticati dal populista e ipocrita Friedman a inizio serata, che tira un sospiro di sollievo, assieme al conduttore. Vedete che l’influencer faceva finta di interessarsi ai “problemi degli italiani”?
Carlo Sibilia Mosler
Nel frattempo Carlo Sibilia parla di possibilità di incontrare Mosler al Parlamento. Inutile sottolineare come Mosler, Friedman, Luttwak, Gardner and co facciano parte della stessa famiglia. Innanzitutto sono americani, secondo lavorano per los tatus quo pro bancario, terzo sono doppi come giuda poiché se da una parte tengono un linguaggio allettante per alcune fasce della popolazione “ingenuiste” dall’altra ti piazzano i contenuti con messaggi subliminali e altre manipolazioni del tipo:
1.che l’euro è inevitabile e imprescindibile, le riforme “strutturali” (lacrime e sangue?) necessarie, idem per i trattati criminali europei che non vanno messi in discussione (Friedman)
2. il debito dello Stato è sacrosanto e non si tocca (Mosler)
Lo fanno abilmente, mescolando mezze verità con falsità assolute, i dogmi su cui poggiano le loro teorie, che a prescindere dalla loro bontà, dovrebbero essere scartate unicamente perché provengono da EXTRACOMUNITARI che nessuna voce in capitolo dovrebbero avere né in TV, né sui media né tantomeno al parlamento, e soprattutto non dovrebbero RUBARE minuti preziosi a personaggi validi nostrani come Tamburro, e tanti altri.
Nicoletta Forcheri 29 ottobre 2013

venerdì 25 ottobre 2013

Re Giorgio, la dittatura e le aggressioni in aula

Re Giorgio, figlio naturale di Re Umberto di quella Casa Savoia che riunificò l’Italia rapinando il sud del suo oro per rimborsare il suo debito ai Rothschids, è colui che scampò alle indagini di manipulite grazie all’accordo con la finanza internazionale di:
* diluire il PCI in mille rivoli e partitini per diluirne il messaggio
* svendere l’IRI e l’Italia ex accordo Britannia
* aderire a Maastricht e al dogma “morire per l’euro”
E’ il traditore in capo assieme ad Amato Dini Ciampi Andreatta Baffetto Prodi e tutti i sedicenti tecnici a servizio di Bankenstein…
Ennedieffe


Quel che è accaduto ieri in aula è intollerabile in una Repubblica parlamentare. Il collega Manlio Di Stefano prende la parola e inizia un intervento legittimo sul Capo dello Stato. Un intervento duro ma corretto. La Presidente Sereni (PD)… si comporta in modo parziale, più realista del Re Giorgio, censura, toglie la parola, mente (quando dice “ha finito il tempo” al secondo 48 quando si hanno 2 minuti negli interventi di fine seduta). Cerca in ogni modo di azzittire il collega reo di “comportamento eversivo”, ha nominato l’innominabile. La Presidente Sereni ricorda l’art. 90 della Costituzione (Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni) ma si dimentica l’art.21 della Costituzione stessa (Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione) e non comprende che è diritto di un parlamentare mettere in dubbio che convocare la maggioranza al Quirinale per parlare di legge elettorale sia una funzione del Capo dello Stato. Al momento della censura il gruppo del M5S, compatto, protesta sonoramente costringendo la Presidente a tornare sui suoi passi e ridare la parola al collega Di Stefano che conslude il suo fastastico intervento. Nel mentre Enzo Lattuca, deputato PD, aggrediva fisicamente e verbalmente (non ha picchiato, la verità è importante, non ha picchiatto nessuno) la collega del M5S Maria Edera Spadoni, prima firmataria della Convenzione di Istanbul sulla violenza sulle donne, dimostrando un atteggiamento da squadrista di bassa categoria. Tutta questa bagarre nasce dal fatto che ormai, in questa legislatura dell’inciucio e della “rielezione”, Presidenti di Camera e Senato ritengono il Presidente Napolitano innominabile e non criticabile. Ma dove siamo in dittatura? Se pensate di intimorire sappiate che state ottenendo l’opposto: state rafforzando i cittadini nelle Istituzioni. Presto andrete a casa e certi atteggiamenti da fine regime saranno soltanto un brutto ricordo. Invadete la rete con queste informazioni! Tutti devono sapere.

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C’è chi dice no



Quando ero piccolo, ricordo bene che spesso gli adulti pranzavano sul tavolone, in sala da pranzo, e noi bambini avevamo il tavolinetto con le sedie piccine picciò. Così loro non si sentivano in colpa e potevano parlare di cose da grandi e noi discutere dei nostri affarucci. Che ne so… le biglie, l’ultima raccolta di figurine Panini, qual era il dinosauro più forte. Ieri il Quirinale ha fatto la stessa cosa. Ha invitato gli esponenti dei partiti di maggioranza (inclusa Scelta Civica, votata solo da Monti e Casini) a parlare con il Presidente di legge elettorale, lasciando da parte l’opposizione. Ha parlato della legge fondamentale di uno Stato con chi rappresenta quattro gatti e ha lasciato fuori dalla porta nove milioni di italiani. Eppure, la legge elettorale è una di quelle questioni che deve essere discussa in Parlamento: se definiamo dunque la convocazione del Colle “fortemente irrituale” è solo perché esiste ancora il reato di vilipendio del Capo dello Stato.
Stamattina, dopo le dichiarazioni bellicose del Movimento 5 Stelle, della Lega e di Sel, il Quirinale ha fatto sapere di avere allestito il tavolino della Walt Disney, quello con Qui, Quo e Qua serigrafati sulla plastica. Ha preparato le patatine, la Coca Cola e la Fanta, un lecca-lecca a testa, i palloncini colorati e qualche fischietto (che si sa: ai bambini piace far casino [3]), e poi ha chiamato per chiedere se ci fosse bisogno di un’animatrice o se i Cinque Stelle potevano giocare anche da soli. Ovviamente la risposta dai capogruppo del Movimento 5 Stelle (e per quanto ne so, anche della Lega) è stato un secco no: avevamo già un’altra festa di compleanno.
Questo il comunicato ufficiale letto da Paola Taverna all’inizio del live settimanale “5 giorni a 5 stelle” :

PERCHE’ NON ANDREMO DA NAPOLITANO
Il Movimento 5 Stelle, dopo il vergognoso ricevimento sulla leggeelettorale che si è svolto nelle stanze dorate del Quirinale, alla presenza delle forze di maggioranza e di ben 2 Ministri, oggi non andrà all’incontro con il Presidente della Repubblica, tardivamente richiesto a giochi ormai fatti.
  1. Non andremo perché non siamo né in una Monarchia assoluta, né in una Repubblica Presidenziale. Secondo l’articolo 87 della nostra Costituzione, il Presidente della Repubblica può inviare messaggi alle Camere, cioè a tutte le forze politiche. Ricevere invece le forze di maggioranza su temi specifici e delicatissimi come la legge elettorale, magari dando indicazioni e suggerimenti nel chiuso delle stanze e poi, solo il giorno dopo, ricordarsi di ricevere i “plebei” delle opposizioni, è perlomeno fortemente irrituale.
  2. Non andremo perché la legge elettorale è questione che va discussa esclusivamente in Parlamento. Da tutte le forze politiche. Senza la prevaricazione delle maggioranze sulle minoranze. Con l’incontro di ieri Napolitano ha avallato la prevaricazione di chi è maggioranza parlamentare sulle opposizioni. Un comportamento tipicamente autoritario. Lo ha fatto, per di più, su una legge fondamentale dello Stato, sulla quale si basa tutto il funzionamento democratico delle Istituzioni della Repubblica.
  3. Infine, Non andremo perché siamo una Repubblica parlamentare: Giorgio Napolitano deve essere garante della Costituzione Repubblicana e dell’equilibrio democratico. Deve quindi rispetto istituzionale a tutti. In primis, certamente, alla maggiore forza politica d’opposizione nonché alla forza politica più votata alla Camera dei Deputati.

I Franco Rotti erogano mutui agevolati fuori concorrenza ai nostri deputati: li corrompono per cosa?

Proprio quella banca da me sempre criticata la BNP Paribas, ha la gestione dei soldi del parlamento ed eroga mutui in “dumping” cioé I FRANCO ROTTI alleati in joint venture con Albert Frère Rotschilds coe azionisti di riferimento di GDF Suez, TotalFinalElfErg, Lamerys, Lafarge, banco Leonardo + The Power Corporation of Canada/Bourgeois cioé l’ENI canadese, possedimento della corona inglese.
Praticamente i deputati vengono direttamente “premiati” per le loro azioni a favore di quei conglomerati posseduti dalla BNP Paribas, che è anche una banca dealer dello Stato italiano (cfr. http://www.stampalibera.com/?p=59366#more-59366 [1])… e compartecipante in Bankitalia SpA… Cioé abbiamo la Francia che siede nella nostra banca centrale, che ci strozzina per prestarci i soldi e che paga i nostri deputati.
Per fare cosa? Non certo per agevolare gli interessi degli italiani, ma per darci crudi e nudi ai Franco-Rotti, l’impresa comune tra capitali privati dei Rotschilds e accoliti e lo Stato francese. Siamo noi, e le altre colonie, i DOM TOM, che gli permettiamo di trattare i loro cittadini un po’ meno peggio, con sussidi sociali, aiuti alla maternità e altro e che gli abbiamo permesso di condurre una vita al di sopra dei loro mezzi, strappandoci tutti i marchi e brevetti nostrani..




Nicoletta Forcheri 25 ottobre 2013

Riferimenti: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2010/01/monte-dei-paschi-banca-canaglia.html 

Come Chavez dava il benservito agli USA


Caricato in data 11/set/2008 Traduzione a cura di N. Forcheri


Il Presidente della Repubblica Bolivariana di Venezuela, Hugo Chavez, annunciò giovedì [settembre 2008] l’espulsione dal paese dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Venezuela, Patrick Duddy dandogli tempo 72 ore per abbandonare il Venezuela.
“Cominciamo valutando i rapporti diplomatici con quel paese. Ci hanno appena informato che gli USA hanno espulso l’ambasciatore boliviano” disse Chavez leggendo la notizia.
E continuò: “Perché la Bolivia sappia che non è isolata, sono le 7 e 15 minuti” disse guardandosi l’orologio. “Da questo momento ha 72 ore di tempo l’ambasciatore yanqui per abbandonare il pase. In solidarietà con la Bolivia e con il suo popolo!” Chiese anche al Cancelliere Nicolas Maduro di richiamare in paese l’ambasciatore venezuelano negli USA Bernardo Alvarez. “Che se ne vada via da li prima che lo caccino”.
“¡Che se ne vadano a *** yanqui di merda, che qua c’è un popolo degno! (…) Siamo i figli di Bolivar, i figli di Guaicaipuro, di Tupac Amarú, e siamo determinati a rimanere liberi”. Ribadì l’intenzioe del governo venezuelano di istituire rapporti con gli Stati Uniti in base alla solidarietà e alla sovranità. “Quando ci sarà un governo nuovo, manderemo un nuovo ambasciatore”.
“Considero responsabile di tutto ciò, e di ciò che potrebbe succedere, il governo USA che trama tutti i complotti contro il nostro popolo. Considero responsabile il governo USA dell’invio della petroliera di Venezuela in quel paese. Se sorgesse una qualsiasi aggressione contro il Venezuela, non ci sarà più petrolio per il popolo e il governo USA. Noi, sappiatelo yanqui di merda, siamo determinati a rimanere liberi, succeda quel che succeda, costi quel che costi.”
Ratificò un atto di solidarietà con il governo boliviano, nella città di Puerto Cabello, che stava subendo la violenza dell’opposizione. “Non abbandoneremo la figlia di Bolivar, la Bolivia”.
“Abbiamo cominciato a demolire il golpe, alcuni stanno abbandonando il paese, altri sono detenuti”

mercoledì 23 ottobre 2013

La riunione di “Amici della Siria” a Londra


Risulta un fallimento la riunione degli “Amici della Siria” a Londra – Fonte: http://www.presstv.ir/detail/2013/10/22/330806/failure/ [1] - Traduzione  a cura di Nicoletta Forcheri
Friends of Syria group’s meeting in London fails to agree a date for Geneva II peace conference on Syria.
La riunione del gruppo Amici della Siria a Londra non riesce ad accordarsi su un adata per la conferenza di pace sulla Siria Ginevra II
Tue Oct 22, 2013
La riunione del gruppo cosiddetto “Amici della Siria” con i rappresentanti dell’opposizione siriana sostenuta dall’estero, a Londra, è fallita perché l’Arabia Saudita ha abbandonato l’Occidente e l’opposizione siriana sabotando le trattative di pace, secondo quanto dichiarato dai cronisti.
Il regime saudita, noto per sommergere di petrodollari il teatro di guerra siriano in qualità di principale sostenitori dei Takfiris, ha sopreso la riunione annunciando di cessare la sua collaborazione con l’Occidente in merito, mentre il principale gruppo di opposizione siriano ha versato acqua fredda sulla semplice idea di tentare di pacificare la Siria, e ha dichiarato che non si unirà alle trattative con il governo del Presidente Bashar Al Assad.
I Ministri degli Esteri dei sedicenti Amici della Siria – USA; Francia, Gran Bretagna, Arabia Saudita, Egitto, Germania, Italia, Giordania, Qatar, Turchia ed Emirati Arabi Uniti – partecipavano alla riunione con i rappresentanti  dei ribelli siriani a Londra per tentare di  concordare una data comune per la tanto agognata conferenza di pace Ginevra II proposta dagli USA e dalla Russia.
Alle istanze del Segretario di Stato agli Esteri britannico William Hague e di John Kerry, Segretario di Stato americano, i rappresentanti dell’opposizione siriana hanno dichiarato che potrebbero non riunire i voti sufficienti tra i membri della colazione composta dai gruppi più disparati, per partecipare alla conferenza prossima ventura a Istanbul e per costituire un fronte unito che partecipi al vertice pianificato a Ginevra per il mese prossimo.
Nel frattempo il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, il Principe Saud Al Faisal ha dichiarato che il suo paese non collaborerà più con l’Occidente sulla crisi in Siria e ha descritto come “delusione evidente” il mancato attocco del governo USA al paese mediorientale.
Il ministro saudita si è detto anche furibondo per il tentativo del presidente Obama di avvicinarsi all’Iran, secondo quanto affermato dai media.

martedì 22 ottobre 2013

Incroci, parallelismi e subordine


Di Nicoletta Forcheri  22 ottobre 2013

E mo’ me lo voglio togliere un sassolino.

All’epoca avevo fatto un’indagine, mai scritta né pubblicata, in seguito a un report della Gabanelli sullo scandalo dei rifiuti nei campi flegrei e litorale domizio attorno a Napoli.





Avevo già scoperto da tempo che funziona così: una ditta riceve la commessa e poi da in subappalto alla mafia, la quale viene incriminata di tutti i mali. 
In realtà succedette così: la Jacorossi Imprese SpA riceve la commessa dalla Regione Campania (nel 2001) con tanto di finanziamento, 117 di milioni di euro, e un capitolato: assumere 380 lavoratori socialmente utili per bonificare i terreni dei campi flegrei e litorale domizio, e per organizzarne la raccolta (http://www.caleno24ore.it/wordpress/1503/la-controversa-storia-della-jacorossi-la-societa-proprietaria-dellilside.html).
La Jacorossi che fa? Assume i 380 lavoratori costringendoli a incrociarsi le braccia e dopo cinque anni li licenzia, in barba alla convenzione. Non organizza la raccolta e non bonifica i terreni, anzi subappalta a ditte più o meno mafiose per inquinare ancora di più i terreni.Piccolo hic: la Gabanelli aveva omesso di dire che subito dopo avere ricevuto la commessa dalla Regione Campania, praticamente nello stesso anno 2001, la Jacorossi Imprese SpA, controllata della Fintermica Spa della famiglia Jacorossi, costituiva prima una impresa comune con una controllata di Gaz de France (appartenente al governo francese) tramite la sua filiale, la Cofathec Servizi: la Cofathec  & Jacorossi Progetti Spa, e poi tale impresa comune veniva acquisita per oltre il 50% da Cofathec Servizi nel 2003, e cioé la Francia che ne acquisisce il controllo almeno al 75% (delibere AGCM http://www.agcm.it/concorrenza/concentrazioni/open/41256297003874BD/5C01FB5B3C1560F4C1256B020039B99C.html [1] ehttp://www.agcm.it/concorrenza/concentrazioni/open/41256297003874BD/6CF7E4F4147640F9C1256CC20044A57E.html ).
Onde per cui era la Francia che controllava quell’impresa che inquinava i terreni attorno a Napoli intascando i nostri fondi pubblici e utilizzando la nostra “mafia locale” per portare a termine questo lavoro criminoso, criminale e assassino. Piccolo dettaglio “strano”: la Jacorossi, si legge nella delibera dell’impresa comune, cede i suoi asset materiali e immateriali siti in Italia e in Israele… Cioè per ordine decrescente di responsabilità: Francia, Jacorossi, politici e, in subordine, mafia.
Delle 350 mila tonnellate di rifiuti tossici solo 40 mila furono trasportati per essere infoiati tra Napoli e Caserta nel modo descritto dal Casalese in questo articolo, http://www.cronacaflegrea.it/pozzuoli-rifiuti-tossici-seppelliti-ho-detto-dove-stanno-ma-non-bonificano-perche-costa-troppo/.

In subordine: la mafia manovalanza della Francia.
Cofathec Servizi, che all’epoca era una controllata di Gaz de France e che acquisisce la Jacorossi Imprese,   adesso è scomparsa in Cofely, dopo essere diventata una controllata del gruppo nato dalla mega fusione dei franco-rotti [Rotschilds] GAZ DE FRANCE SUEZ. Tale fusione fu autorizzata dall’antitrust di Bruxelles in barba a qualsias buonsenso, logica e normativa antitrust, nel 2008. Si può quindi pacificamente affermare che l’aumento di mortalità dovuto a tumori, malformazioni e malattie degenerative nei terreni inquinati “dalla mafia” non fu solo colpa di mafia e politici camerieri, ma sicuramente del governo francese che schermato dalle scatole cinesi operava nell’ombra, e che all’epoca della commessa era un grosso player della impresa comune Jacorossi Imprese/Cofathec.
Presumibilmente i Rothschild subentrano poi, quando le malefatte sul terreno sono state fatte e per inciso i terreni sono diventati a buon mercato, sempre che Albert Frère, loro fedele alleato, sia il loro effettivo prestanome (in GDF – Suez). Infatti Albert Frère, che è l’azionista di riferimento del colosso nato dalla mega fusione Gaz de France Suez avvenuta nel 2008, condivide (?) con i Rotschilds la proprietà del castello vitivinicolo Domaines Lafite Rothschilds…notoriamente dei Rothschilds…ma dichiaratamente di Albert Frère: che fanno, i rotti[shilds], prestano la proprietà come fa la regina d’Inghilterra che dopo cent’anni se la riprende?

La catena di comando invisibile è quindi: i Rothschilds – “invisibili” proprietari di Domaines Lafite, Albert Frère, “prestanome” o fedele alleato in GDF Suez (controllante la Jacorossi?), la Francia, la Commissione UE che ha permesso la fusione, Jacorossi Imprese (e famiglia Jacorossi), i politici e, in subordine, la “mafia”. A livello dei politici si può tranquillamente aggiungere la magistratura bancaria che non fa il suo dovere esattamente come i giornalisti non fanno le indagini.


LafiteRotschildAlbertFrere1 [3
Ora non mi risulta che gli Jacorossi siano indagati. Non è forse gravissimo che tutti continuino a non citare la vera catena di comando del crimine ambientale e sanitario attorno a Napoli?
Stesso paradigma, altri parallelismi, con gli stessi responsabili, sempre per reati ambientali gravissimi o rapine criminose sorgono ad esempio con il caso del permesso delle trivelle in Toscana e in Val D’Orcia che mi ero studiata all’epoca (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2008/09/svendita-italia-la-toscana-trivellata.html ): omissione di foglio di VIA, e altre strane connivenze, permesso ottenuto da una società australiana misteriosa appartenente a fondi oscuri, EGL o European Gas Limited, una società con sette (7) impiegati, con finto ufficio in Francia e sede in Australia (cfr. http://www.energy-business-review.com/companies/european_gas_limited [5]).

Ebbene questo misterioso fondo costituito da molti nominees (cioé innomabili) fu poi acquisito per un 9% con opzione di ulteriore 9% dalla società di trading in carburanti la Transcor Astra, a sua volta una società controllata dal fondo di investimento di… Albert Frère, la CNP o Compagnie Nationale è Portefeuille (cfr. (Cfr. http://fr.wikipedia.org/wiki/Transcor_Astra_Grouphttp://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2008/09/svendita-italia-la-toscana-trivellata.html ).

Nel frattempo la EGL, che non è una piccola holding poiché vanta le seguenti filiali: European Gas S.A.S.; European Gas Limited (UK); ed Heritage Petroleum Ltd – ma sette impiegati (7) – è stata acquisita al 25% da Fitzroy River cosicché qualsiasi informazione sui permessi in Toscana e Val D’Orcia spariscono dal sito (http://www.fitzroyriver.net.au/index.php/our-investments/egl-uk-shareholding ).

Quindi in subordine: Rothschilds/Frère, CNP, Transcor Astra, EGL/Fitzroy, ministero Ambiente e Regione Toscana. La magistratura bancaria dove la mettiamo?
Al Ministero per lo Sviluppo Economico, Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche, mi hanno assicurato in un momento di confidenza, che non hanno la sia pur minima possibilità di rifiutare un permesso di trivellare il territorio o il mare. Forse in virtù dell’armistizio del dopo guerra o di altro trattato segreto con i nostri padroni del petrodollaro?
Altra fattispecie è quella di MPS, stesso paradigma, altri parallelismi, anche se per le banche ci sarebbe da aprire un capitolo a parte, soprattutto per le popolari e cooperative, qual era MPS. Entrano di sguincio e si mettono di piatto. Chi? Sempre loro. In questo caso portano i nomi di Axa SA e JP Morgan Chase, che con poco più del due per cento di quote in realtà stanno dietro a tutta l’operazione rapina di MPS e territorio di Siena. I loro uomini? Caltagirone e Mussari. Poi in subordine ci sono le Unicoop loro complici/servi con una quota simile, i partiti e, in subordine, la fondazione..
Axa SA ha partecipazioni incrociate con BNP Paribas, la banca dealer dello Stato italiano che ha acquisito la BNL e che è in joint venture con Albert Frère nella galassia di cui sopra, quadratura del cerchio (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2010/01/monte-dei-paschi-banca-canaglia.html ). Axa S.A., compagnia assicurativa “francese” detiene importanti azioni in Rio Tinto, e grosse partecipazioni, attraverso la sua controllata (61%) Alliance Bernstein LP, di niente po’ po’ di meno che Goldman Sachs….Il suo attuale presidente Henri De Castries, è un bilderberghino.
AXA S.A. proprietaria di AllianceBernstein LP con il 61% delle quote
AXA S.A. proprietaria di AllianceBernstein LP con il 61% delle quote (tratto dal sito LittleSis.org)

Foto1AllianceBernstein LP è uno dei proprietari di Goldman SachsLe partecipate di AXA SA attraverso la sua controllata AllianceBernstein LP
Le partecipate di AXA SA attraverso la sua controllata AllianceBernstein LP
Goldman Sachs, assieme a JP Morgan Chase e BNP Paribas, sono annoverate nella lista dei dealer anche detti specialisti in titoli di stato italiani (ma non solo), sono cioé quei creatori di moneta bancaria dal nulla [circa il 98% di tutta la moneta] che ci prestano a suon di interessi in cambio di titoli del NOSTRO debito che poi cartolarizzano e utilizzano per i loro porci comodi.  Ad esempio corrompere tutti per operazioni come l’acquisizione di Antonveneta bad bank dalla Santander, senza due diligence, consiglieri i Rothschilds…dopo avere spolpato tutti gli asset dell’Antonveneta good bank che di ricchezze ne aveva a iosa….

In subordine: Rotschilds/JP Morgan/Axa-BNP Paribas, prestanomi Caltagirone e Mussari, partiti, fondazione, magistratura bancaria…

Parallelismi, partecipazioni incrociate, e subordini da rimettere in ordine, e avremo il quadro corretto…

Nicoletta Forcheri 22 Ottobre 2013





lunedì 21 ottobre 2013

Titanic: gli oppositori della Fed eliminati in una volta sola, ma JP Morgan annullò il viaggio all’ultimo minuto

Nel 1912 affondò il Titanic, di cui non esiste neanche una lista completa delle vittime. Nel 1913 di fu la privatizzazione della Federal Reserve. I principali oppositori alla Federal Reserve scomparvero in una volta sola. Non so a voi, ma a me ricorda la caduta dell’aereo del governo polacco…. che si opponeva all’euro….e ai vaccini…
Scorrendo la lista dei  passeggeri, si scoprono cose molto interessanti, ad esempio che Sir William Pirrie, primo Visconte Pirrie, presidente di Harland and Wolff cancellò il viaggio all’ultimo minuto, e che il finanziere J. P. Morgan, Milton S. Hershey, fondatore della Hershey Company, Henry Clay Frick, Theodore Dreiser, Guglielmo Marconi, Edgar Selwyn, e Alfred Gwynne Vanderbilt avevano previsto di viaggiare sul Titanic, avevano comprato il biglietto – che costava tra i 4000 e i 10000 euro attuali, ma cancellarono il viaggio all’ultimo minuto.
Sempre tra i passeggeri di prima classe, dove si salvarono prima le donne e i bambini, la percentuale di uomini di affari e notabili salvati è assai elevata, 57 uomini salvi su 118 vittime, per cui si capisce che è bizzarro che Astor, il passeggero più abbiente del Titanic, fu lasciato a bordo per dare la precedenza a donne e a bambini mentre altri notabili uomini meno importanti furono fatti salire sulle scialuppe di salvataggio.
Nicoletta Forcheri

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