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Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

sabato 30 novembre 2013

Berlusconi e Bankitalia

Tranquilli ragazzi: il giorno che hanno destituito Berlusconi dalla carica di senatore, hanno anche rivalorizzato le banche socie di Bankitalia, regalando loro miliardi nelle loro quote di BDI, e hanno trasformato quest'ultima in banca totalmente privata ad azionariato diffuso il che non vuol dire che potrà essere partecipata da piccoli azionisti, no, ma unicamente da istituzioni finanziarie, fondi, banche, fondazioni, assicurazioni.... Significa che le maggiori azioniste Unicredit e Intesa dovranno vendere le loro quote, per arrivare alla soglia del 5%, si parla già di russi interessati alle quote Unicredit.

venerdì 29 novembre 2013

Sbanca d'italia, di Davide Giacalone

http://www.davidegiacalone.it/economia/sbanca-ditalia/
(S)Banca d’Italia

Si voleva la fantasia, ma al potere è arrivata la follia. E’ impressionante il modo in cui è passata l’idea, enunciata dal ministro dell’economia, di far della Banca d’Italia una public company. Sia chiaro a tutti: questo non è un tema economico, un trastullo per cultori, questa è la carne viva di quel che resta della sovranità nazionale. A dar retta a Saccomanni, che va fermato, a star dietro a quel che il Consiglio dei ministri ha deciso (nel mentre giornali e italiani si distraevano con i ludi della decadenza), potremmo presto essere il solo Paese al mondo la cui banca centrale è posseduta da stranieri. Procediamo per gradi e cerchiamo di capirci.
L’autonomia delle banche centrali era già nel costume delle economie di mercato. Per gli europei tale principio è scolpito del trattato istitutivo e nello statuto del Sistema europeo delle banche centrali (Sebc). La condizione di quasi tutte le banche centrali è d’essere possedute, direttamente o indirettamente, dallo Stato. Il solo proprietario che può garantire totale indipendenza. Ci sono, in Europa, due eccezioni: la banca centrale belga, quotata in Borsa, ma posseduta al 50% dallo Stato, e quella greca. Sulla seconda non vale spendere parole. Fuori d’Europa è quotata solo la banca centrale giapponese, ma posseduta dallo Stato al 55%. Era dello Stato anche la Banca d’Italia, le cui quote erano allocate presso banche a loro volta di proprietà o sotto il controllo pubblico. Il guaio, come osservò Enrico Cuccia, si creò quando si privatizzò il sistema bancario, talché il proprietario (divenuto privato) era controllato dal posseduto. Guaio che crebbe con le fusioni e le acquisizioni, al punto che, oggi, Intesa Sanpaolo possiede il 42,2% e Unicredit il 22,1 di Bd’I. Possesso teorico, però, perché leggi e statuto tutelano l’autonomia della banca centrale. Fermiamoci qui per gli assetti e guardiamo la sostanza economica, in modo da capire l’enormità della follia di Saccomanni.
Fu Camillo Benso, conte di Cavour, a volere una banca emittente sabauda, allora posseduta da privati. Nel 1936, con la legge bancaria, quelle quote furono assegnate alle banche pubbliche, per un valore di 300 milioni di lire (156mila euro). Da allora il valore nominale non è mai cambiato, dato anche che quelle quote non potevano essere negoziate. Perché si parla di rivalutazione, e perché governo e banche concordano nel farla? Perché aumentando il valore di quelle quote si aumenta il patrimonio delle banche che le possiedono, rendendole più solide e, al tempo stesso, si assegna un dividendo fiscale allo Stato. Pari a circa un miliardo. Qualcuno ha già rivalutato le quote per i fatti propri, come ha bene ricordato il prof. Tito Boeri, tanto che Banca Carige le ha fatte crescere del 180.000%. Si aggiunga che, per coprire il mancato gettito della seconda rata Imu il governo chiede alle banche un anticipo del 130% su Ires e Irap, alzando anche l’aliquota sugli utili, dal 27,5 al 36%. Hanno pensato: diamo qualche cosa in cambio. Ora, a parte il fatto che le banche stramazzano prima del cambio, l’oggetto consegnato, le quote Bd’I, è da matti. Torniamo all’assetto proprietario.
Dunque: facciamo della banca centrale una public company. Ma lo sanno, cosa vuol dire? Sono società quotate ad azionariato diffuso, talché non dipendano dalla proprietà, ma dal mercato. Uno dei difetti di tali società, amministrate da gente che, per conservare il posto, devono portare valore agli azionisti, è di avere la vista corta e concentrarsi sul breve periodo. Ha senso, inoltre, solo se le azioni sono negoziabili, il che comporta un valore mobile. Tutto all’esatto contrario di una banca centrale. E non basta: il governo ha fissato al 5% il limite massimo di azioni che ciascuno può possedere, con il prode ministro dell’economia che aggiunge di lasciare “la porta aperta a investitori europei”. Le quote, difatti, il cielo solo sa come distribuite, potranno essere acquistate da banche e compagnie d’assicurazione Ue. Vuol dire che dieci banche e compagnie tedesche possono comprarsi la Banca d’Italia! Si dirà: ma non possono governarla. Ricoverateli, perché gli azionisti avranno un dividendo derivante dal signoraggio (previsto dall’articolo 32.1 dello statuto Sebc), nonché dai guadagni fatti con il mercato dei cambi. Il tutto senza contare che l’oro nei forzieri diventa proprietà degli azionisti e non più bene collettivo. Ma a chi cavolo sono venute in mente queste cose?
Per porre rimedio, un giorno, presto, si dovrà procedere al riacquisto delle quote, con il risultato che per 1 miliardo di gettito fiscale oggi si dovrà domani spenderne 50 per riprendersi quel che si rivalutò. In un casotto fra bisogni di cassa e operazioni patrimoniali. Fatemi vedere anche questa e sarò pronto a credere non che gli asini volano, ma che governano.
Pubblicato da Libero

giovedì 21 novembre 2013

Quote Bankitalia: lettera aperta a Sironi, rettore della Bocconi


Egregio Professore,
apprendo che Lei è stato designato, assieme a Franco Gallo, già Presidente della Corte Costituzionale, e a Lucas Papademos, già Vice Presidente della Banca Centrale Europea e Primo Ministro della Repubblica di Grecia, nel Comitato di esperti di alto livello incaricato di effettuare una valutazione delle quote di partecipazione in Banca d'Italia.
La propaganda mediatica insiste ad attribuire a codeste quote un valore positivo, mentre noi sappiamo che gli assetti detenuti da Banca d'Italia rappresentano il controvalore del signoraggio EFFETTIVO che essa ha distolto contabilmente e che - più prima che poi - dovrà restituire alla Repubblica Italiana.

Nel caso non tanto remoto che la Banca d'Italia venga riconosciuta dall'autorità giudiziaria come una associazione a delinquere e/o di stampo mafioso, ad esempio, e gli indizi son già tanti, è ovvio che saranno i partecipanti alla stessa ad essere chiamati alla sbarra per risponderne penalmente, e non solo. In questo caso la società Banca d'Italia perderà lo status di fantasma giuridico assieme ai partecipanti che saranno chiamati a risponderne in solido penalmente e patrimonialmente, oltreché dei danni ingentissimi apportati nel tempo al popolo italiano. Proprio recentemente la Cassazione ha riconosciuto una ulteriore fattispecie di danni, quella esistenziale, che ben si attaglia alla situazione di parecchi milioni di italiani che ne sono stati vittime..
Ma rimaniamo sulla mera questione contabile e vediamo quant'è il risarcimento che il "sistema Banca d'Italia" verrà chiamato comunque a rimborsare per la falsa contabilizzazione della rendita monetaria. Poiché sappiamo che la rendita effettiva, ovvero il controvalore monetario del denaro creato sotto forma di depositi, prestiti, banconote, etc. ammonta ad almeno 50 volte il debito pubblico, perché sappiamo che i titoli del tesoro sono stati usati TUTTI almeno una volta come base del moltiplicatore (ovvero come riserva frazionaria, che nell'area euro era al 2%), dobbiamo spalmare almeno 100 trilioni di euro di debito tra i partecipanti a Bankitalia come corresponsabilità. Ecco che ci accorgiamo che la quota di partecipazione diventa una vera e propria Liability per l'ente partecipante e che tale Liability assume una dimensione enorme rispetto alla capitalizzazione dei partecipanti stessi. Nel caso della CARIGE, ad esempio, pesa circa 7.200 volte il capitale depositato (dato non consolidato con le eventuali partecipate e relativo alla quota di partecipazione rappresentata dai diritti di voto).
A questo punto diventa evidente che tutti i bilanci delle partecipate sono falsi e vanno corretti e che la posizione debitoria reale - come ho già fatto notare allo SHADOW COUNCIL della BCE* - è notevolissima e non più trascurabile.
Spero che Lei voglia tenerne nota nelle sue considerazioni finali, anche senza citarmi personalmente, come si usa, e che faccia poi presente all'amministrazione dello Stato che in questo caso la cifra recuperabile dall'amministrazione non copre solo l'IMU, ma bensì - e senza contare i danni - una quota enormemente superiore al valore recuperabile nell'ipotesi della semplice tassazione delle partecipazioni come fin'ora proposto.
Nella certezza - caro rettore - che vorrà degnare di un commento le mie considerazioni, dopo averne fatto parte gli altri due esperti incaricati, Le rivolgo cordiali auguri di un proficuo lavoro.
Marco Saba
Direttore della ricerca
Centro Studi Monetari
http://studimonetari.org

martedì 12 novembre 2013

Un po' di verità sui crimini bancari e Carlo PONZI

Fonte: http://seigneuriage.blogspot.it/2013/11/un-po-di-verita-sui-crimini-bancari-e.html

Un po' di verità sui crimini bancari e Carlo Ponzi
Approccio al revisionismo banchista
di Marco Saba 
"Se si dice la verità, è sicuro che presto o tardi si è scoperti."
Oscar Wilde

Dopo aver studiato approfonditamente il meccanismo del credito bancario, ho scoperto sostanzialmente quanto segue: la principale attività del sistema bancario italiano consiste nel ricattare in tutti i modi le istituzioni per poter mantenere inalterata la facoltà di esercitare *privatamente* il privilegio sovrano di emettere e spendere denaro "legale" (a accettazione obbligata) al posto dello Stato. Caso emblematico è il "golpe morbido" dei banchieri internazionali nel 1992 [1].
Partendo da questa ipotesi, si spiegano molti misteri riguardanti efferati delitti e stragi rimasti avvolti - finora - nel segreto. Illuminanti, a riguardo, le recenti parole di Luigi Bisignani durante la trasmissione-intervista di Mentana [2]: "Il dottor Cuccia, di Mediobanca, sapeva in anticipo dell'attentato all'avvocato Ambrosoli, ma preferì non avvertirlo...".
Ma occorre fare una premessa importante: le banche private creano denaro a costo zero e si appropriano, spendendolo o prestandolo, del valore nominale creato. Questo è il vero core business del sistema bancario italiano. La seconda premessa è che tutti gli organismi di controllo ufficiali sono in conflitto d'interesse essendo endogeni al sistema. Per esempio, la Banca d'Italia in mani private appartiene agli stessi banchieri che dovrebbe controllare e non dirà mai che si tratta della truffa più ignobile, assurda e crudele ai danni della collettività. E non è un caso che Elio Lannutti dell'ADUSBEF, Asspciazione per la Difesa degli Utenti dei Sercizi Bancari e Finanziari, sia arrivato a scrivere un libro - Cleptocrazia - dove infierisce sul sistema criminale dei banchieri [3]. Ma non basta, i banchieri arrivano a falsare anche la storia. Un caso clamoroso riguarda l'immigrato italiano Carlo Ponzi negli Stati Uniti degli anni 1920 (Ponzi non prese mai la cittadinanza srarunitense).
Carlo Ponzi "truffatore italiano", finalmente riabilitato
La versione ufficiale del cosiddetto "Schema Ponzi" che troviamo su Wikipedia recita così: "Lo schema Ponzi è un modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi "investitori", a loro volta vittime della truffaLa tecnica prende il nome da Charles Ponzi, un immigrato italiano negli Stati Uniti che divenne famigerato per avere applicato una simile truffa su larga scala nei confronti della comunità di immigrati prima e poi in tutta la nazione." [4]

Si tratta di una definizione odiosa, diffamatoria e razzista nei confronti dell'immigrato Ponzi, di quanto in realtà avvenne nella Boston degli anni 1920, una versione dei fatti "medicata", il risultato dello schiacciasassi del revisionismo banchista. La realtà dei fatti, da me scoperta, può riassumersi in poche parole: 
Carlo Ponzi era amico di un dipendente della Hanover Trust Bank of Boston e aveva scoperto che il coefficente di riserva obbligatoria [5] che le banche dovevano detenere all'epoca, era il 10%. Il che vuol dire che il direttore della banca di Carlo Ponzi poteva decuplicare la raccolta creando depositi fittizi per dieci volte tanto (molto simile al meccanismo odierno). Un tasso di guadagno del mille percento (1000%). Era quindi ovvio che Ponzi poteva promettere ai suoi investitori il 400%, se avesse posseduto lui la banca, e guadagnare comunque il 600%. Quindi utilizzò la raccolta di denaro per acquistare la banca, ma al momento di chiudere l'operazione e restituire tutto agli investitori, il Commissario Bancario del Massachussets impose da un momento all'altro il blocco di tutti i conti della banca [6] provocando l'insolvenza del business.[7] La colpa di Ponzi fu anche di rivelare che il suo piano successivo era di "creare un nuovo sistema bancario dove i correntisti e gli azionisti fossero trattati più onestamente, attraverso la spartizione degli utili REALI". [8] L'abilità del sistema bancario criminale fu nascondere abilmente tutta la vicenda nella sua logica con una versione appunto "ad usum" di un pubblico mantenuto da sempre all'oscuro. Così i veri truffatori, ovvero la comunità dei banchieri falsari concorrenti, riuscì a mantenere il segreto sugli enormi profitti che si inventavano dal nulla - come ora - a danno della collettività.
L'investigatrice privata Miriam Tomponzi

E' chiaro quindi che le vicende italiane della storia degli - almeno - ultimi settant'anni (Sindona, Calvi, Marcinkus, etc. etc.) vanno rivisitate in questa chiave, la chiave suprema del potere dell'Anonima Banchieri.
E' usando questa chiave di lettura che ho potuto individuare lo scopo principe della strage di Piazza Fontana del 1969 a Milano (i banchieri volevano obbligare il Tesoro ad indebitarsi imponendo di non poter più scambiare alla pari i BOT con la Banca d'Italia, all'epoca non ancora privatizzata; quindi attentarono alle banche statali), il movente reale dell'assassinio di Aldo Moro, sotto i cui governi vennero emessi a costo zero 450 miliardi di lire in "biglietti di stato a corso legale", senza indebitarsi coi banchieri, ed infine la strana coincidenza del Trattato di Maastricht avvenuto a cavallo delle stragi Falcone e Borsellino.
Ma, tornando per l'appunto "a bomba": chi sono le parti lese di questa attività contraffattoria e criminale (si pensi anche solo all'arbitrarietà nella concessione del credito..) portata avanti sinora impunemente ? I correntisti, gli azionisti, i dipendenti delle banche e la fiscalità dello Stato. Sono spaventosi i danni che il sistema bancario sta arrecando continuamente in Italia: oltre all'abominevole distruzione del sistema produttivo, si pensi anche solo alle centinaia di suicidi ogni anno...
I correntisti vedono il valore dei depositi intaccato dalla contraffazione continua di denaro (inflazione della massa emessa e perdita di potere d'acquisto); gli azionisti ricevono dividendi ridicoli perché le banche contabilmente segnano al passivo i profitti dell'attività di contraffazione o li omettono; i dipendenti delle banche vengono costretti ad esercitare un'attività criminale senza indennizzo, ed infine lo Stato cui le banche - appropriandosi della rendita monetaria sovrana - hanno sottratto potere d'acquisto per 100 trilioni di euro (cento milioni di milioni, 50 volte il debito pubblico...).
Ce ne sarebbe abbastanza per sciogliere le banche per associazione a delinquere, incriminare e condannare tutti i dirigenti ed i soci principali, sequestrare tutti i beni posseduti individualmente e creare una banca nazionale d'emergenza per impedire il blocco delle attività (basterebbe un semplice software online per sostituire facilmente tutte le attività vitali del credito che sono oggi in essere, trasformandole in attività LEGALI).
E per questa volta mi fermo qui. Buona continuazione.


Note:
1 - STATO ITALIANO E MAFIA BANCARIA: DATE IMPORTANTI DEL 1992
http://seigneuriage.blogspot.it/2013/11/stato-italiano-e-mafia-bancaria-date.html

Giorgio Ambrosoli (Milano, 17 ottobre 1933 – Milano, 11 luglio 1979) è stato un avvocato italiano incaricato della liquidazione della Banca Privata dell'avvocato -banchiere Michele Sindona. Fu assassinato l'11 luglio 1979 a Milano da un sicario. Vedi: Enzo Biagi intervista Sindona http://www.youtube.com/watch?v=jF-s5m2ze9E
Michele Sindona morì a seguito dell´ingestione di caffè al cianuro di potassio (e Wikipedia al solito aggiunge: "probabilmente preparato dallo stesso Sindona"...) nel supercarcere di Voghera, il 20 marzo 1986.
4 - http://it.wikipedia.org/wiki/Schema_Ponzi
Wikipedia Italia, notoriamente "bancofila" da sempre, si spinge addirittura fino a falsificare il titolo originale dell'autobiografia di Ponzi, testualmente: "Lascia un manoscritto incompiuto intitolato: The fall of mister Ponzi (La caduta del signor Ponzi)." Mentre l'originale è: THE RISE OF MISTER PONZI (L'ascesa del signor Ponzi). Vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Ponzi
5 - Le banche si fissano una minima percentuale di denaro (strumenti liquidi) da tenere a garanzia dei depositi per prevenire la clientela - in caso di corsa agli sportelli - dallo scoprire che i depositi sono tutti scoperti. Nell'area EURO, fino a Basilea 3, la riserva era al 2%. Il moltiplicatore era quindi di 50 volte la raccolta. I coefficenti odierni di moltiplicazione della Federal Reserve li trovate qui: http://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/reservereq.htm Quelli della BCE, meno generosi, sono qui: http://www.ecb.europa.eu/mopo/implement/mr/html/calc.en.html
Il massimo di credito creabile mensilmente da una singola banca viene stabilito dalla banca centrale in modo da mantenere pietrificata la piramide del potere (credit window).
6 - Sia il COMMISSARIO ALLE BANCHE che il PROCURATORE GENERALE si chiamavano di cognome ALLEN, rispettivamente: Joseph Allen e John Weston Allen
John Weston Allen, Massachusetts Attorney General, 1920–1923

Joseph Allen, Commissioner of Banks, 1920 - 1925

7 - E' talmente segreta questa versione dei fatti che ancora nel 2000 Miriam Ponzi, la famosa investigatrice italiana, cambiò il cognome in Tomponzi per non essere accostata a quello che ancor oggi viene definito come "il padre dello Schema Ponzi". Vedi NYT: THE SATURDAY PROFILE; One Eye in Italy's Keyholes, the Other on the Future http://www.nytimes.com/2004/08/07/world/the-saturday-profile-one-eye-in-italy-s-keyholes-the-other-on-the-future.html
8 - "...he would form a new banking system dividing profits equally between depositors and shareholders (...) Responding to skeptics, he claimed that profits such as his were routinely earned by banks, but they simply declined to share them with depositors. (...)" - The Remarkable Criminal Financial Career of Charles Ponzi, Mark C. Knutson, p.10 www.mark-knutson.com/ponzi/images/ponzi.pdf

Riferimenti per il giurista e il criminologo:

Problems for the Fractional-Reserve Banker: The Criminal Law

COPPA-ZUCCARI, P., Il deposito irregolare, Biblioteca dell’«Archivio Giuridico FilippoSerafini», vol. VI, Modena 1901.
COPPA-ZUCCARI, P., «La natura giuridica del deposito bancario», Archivio Giuridico «FilippoSerafini», vol. IX (nuova serie), Modena 1902, pp. 441-472. http://it.wikipedia.org/wiki/Pasquale_Coppa-Zuccari
HUERTA DE SOTO, J., Moneta, credito bancario e cicli economici http://fr.scribd.com/doc/179733719/Moneta-credito-bancario-e-cicli-economici
TARQUINI, B., La banca. la moneta, l'usura, Ed. Controcorrente, 2a ed. 2010

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