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giovedì 21 novembre 2013

Quote Bankitalia: lettera aperta a Sironi, rettore della Bocconi


Egregio Professore,
apprendo che Lei è stato designato, assieme a Franco Gallo, già Presidente della Corte Costituzionale, e a Lucas Papademos, già Vice Presidente della Banca Centrale Europea e Primo Ministro della Repubblica di Grecia, nel Comitato di esperti di alto livello incaricato di effettuare una valutazione delle quote di partecipazione in Banca d'Italia.
La propaganda mediatica insiste ad attribuire a codeste quote un valore positivo, mentre noi sappiamo che gli assetti detenuti da Banca d'Italia rappresentano il controvalore del signoraggio EFFETTIVO che essa ha distolto contabilmente e che - più prima che poi - dovrà restituire alla Repubblica Italiana.

Nel caso non tanto remoto che la Banca d'Italia venga riconosciuta dall'autorità giudiziaria come una associazione a delinquere e/o di stampo mafioso, ad esempio, e gli indizi son già tanti, è ovvio che saranno i partecipanti alla stessa ad essere chiamati alla sbarra per risponderne penalmente, e non solo. In questo caso la società Banca d'Italia perderà lo status di fantasma giuridico assieme ai partecipanti che saranno chiamati a risponderne in solido penalmente e patrimonialmente, oltreché dei danni ingentissimi apportati nel tempo al popolo italiano. Proprio recentemente la Cassazione ha riconosciuto una ulteriore fattispecie di danni, quella esistenziale, che ben si attaglia alla situazione di parecchi milioni di italiani che ne sono stati vittime..
Ma rimaniamo sulla mera questione contabile e vediamo quant'è il risarcimento che il "sistema Banca d'Italia" verrà chiamato comunque a rimborsare per la falsa contabilizzazione della rendita monetaria. Poiché sappiamo che la rendita effettiva, ovvero il controvalore monetario del denaro creato sotto forma di depositi, prestiti, banconote, etc. ammonta ad almeno 50 volte il debito pubblico, perché sappiamo che i titoli del tesoro sono stati usati TUTTI almeno una volta come base del moltiplicatore (ovvero come riserva frazionaria, che nell'area euro era al 2%), dobbiamo spalmare almeno 100 trilioni di euro di debito tra i partecipanti a Bankitalia come corresponsabilità. Ecco che ci accorgiamo che la quota di partecipazione diventa una vera e propria Liability per l'ente partecipante e che tale Liability assume una dimensione enorme rispetto alla capitalizzazione dei partecipanti stessi. Nel caso della CARIGE, ad esempio, pesa circa 7.200 volte il capitale depositato (dato non consolidato con le eventuali partecipate e relativo alla quota di partecipazione rappresentata dai diritti di voto).
A questo punto diventa evidente che tutti i bilanci delle partecipate sono falsi e vanno corretti e che la posizione debitoria reale - come ho già fatto notare allo SHADOW COUNCIL della BCE* - è notevolissima e non più trascurabile.
Spero che Lei voglia tenerne nota nelle sue considerazioni finali, anche senza citarmi personalmente, come si usa, e che faccia poi presente all'amministrazione dello Stato che in questo caso la cifra recuperabile dall'amministrazione non copre solo l'IMU, ma bensì - e senza contare i danni - una quota enormemente superiore al valore recuperabile nell'ipotesi della semplice tassazione delle partecipazioni come fin'ora proposto.
Nella certezza - caro rettore - che vorrà degnare di un commento le mie considerazioni, dopo averne fatto parte gli altri due esperti incaricati, Le rivolgo cordiali auguri di un proficuo lavoro.
Marco Saba
Direttore della ricerca
Centro Studi Monetari
http://studimonetari.org

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