Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

martedì 24 dicembre 2013

Pensiero di Natale

La fede è quella reazione nevrotica* che sopraggiunge davanti allo sgomento del nostro sentirci anonimi in un universo infinito e davanti alla nausea per l'essenza della materia, che per trasformarsi va in decomposizione.
La fede è quell'aggrapparci all'amore come oasi di ristoro nel deserto infinito e buio del viaggio dell'anima, unica sua fonte di salvezza, unica boa.
La fede infine è un atto di volizione, frutto di sforzo, pochi sono coloro che la ricevono per grazia divina.
La fede è quell'atto di cuore che rimane dietro al brusio della mente.
La fede è credere che così come siamo nati per un atto di amore ad personam, così moriremo nella stesso fluido.
Ce ne vuole di coraggio, ma è l'unico che mentalmente conosca in questo labirinto terrestre. Se non è fede, è determinazione di combattere il male con il bene. Insomma... tutte le strade portano a...
N. Forcheri

domenica 22 dicembre 2013

Rendita monetaria e democrazia: Nel centenario della fondazione della FED, Bankita...

Rendita monetaria e democrazia: Nel centenario della fondazione della FED, Bankita...: GAZZETTA UFFICIALE DEL 5 DICEMBRE 2013 BANCA D’ITALIA Amministrazione centrale (Capitale sociale: versato € 156.000) Convocazione di asse...

Nelle parole di Schumpeter (1954),
… questo altera parecchio la situazione analitica e rende altamente sconsigliabile dicostruire il credito bancario sul modello di fondi esistenti che vengono prelevati da altriutilizzi attraverso un atto completamente immaginario di risparmio e poi di prestito da parte dei proprietari. E' molto più realistico dire che le banche creano il credito, cioè checreano depositi che vengono loro affidati. Il motivo peinsistere su questo fatto sta nel
 
 fatto che i depositanti non debbono essere investiti con le sembianze di un ruolo che essinon giocano affatto. La teoria alla quale gli economisti sono così attaccati rende idepositanti dei risparmiatori mentre essi non lo sono e non intendono esserlo; questateoria attribuisce loro un ruolo nell'offerta del credito che essi non hanno. La teoria della“creazione del credito” non solo riconosce fatti eclatanti senza oscurarli con torbideelucubrazioni artificiali, ma porta anche alla luce il meccanismo peculiare del risparmio edell'investimento che è caratteristico della tipica società capitalistica ed il ruolo realedelle banche nell'evoluzione capitalista.
(p.1114)

sabato 21 dicembre 2013

Beppe Grillo Minacciato


Fonte: http://beppegrillominacciato.blogspot.it di Luigi Pastorello

Rivelazione non più morbida ma Dura e Pura.


Tutto quello che avreste voluto sentir dire al Vaffa3Day di Genova, il 1° Dicembre da Beppe Grillo e lui non può più dirvelo 

ApocalisseDura e Pura
2 0 1 3
Bei tempi passati quelli dell’Apocalisse Morbida del ’98, così era intitolato il tuo spettacolo d’allora. (Vedi allegato n°1) 
Eh Beppe che nostalgia! E che ricordi formidabili. Beh ci credo bei ricordi! C’era ancora la Lira, e “belin” voi di Genova, da bravi liguri, certe cose mica ve le potete scordare tanto facilmente!
A dire il vero non solo i genovesi, ma anche gli altri italiani, tutti quelli di una certa età, se lo ricordano bene.
I soldi valevano ancora qualcosa e ne giravano. Adesso girano solo le b…le!
A proposito di Lira e della stampa da parte di BANKITALIA S.p.a., delle ormai vecchie banconote, ad esempio quelle coll’effige di Caravaggio (le 100.000 Lire) o Verdi (le ancor più vecchie 1000 Lire), ti ricordi proprio durante il tuo spettacolo del ’98 quando spiegavi questi argomenti monetari e prendevi per il c.. il governatore di allora Fabio Fazio? (Video allegato n°1 al min: 2:20 : “Questa emorroide, è un cane questo? È un umano questo? No! È un banchiere!”).
Ed adesso con l’introduzione dell’ €uro? E che diamine sarà tutto un’altra cosa! E quelli che ti chiedono a gran voce nelle piazze: “Grillo perché non parli più di signoraggio?”
Tu cosa gli rispondi: “Ma come lo dici a me, che sono stato allievo del Prof. Giacinto Auriti..”
Ma aspetta  Beppe, poi dicono che m’invento tutto io, allora sentiamolo direttamente dalla tua viva voce, la chiamerei “Versione Ufficiale”:



Chissà perché il ragazzo che ha girato il video non è soddisfatto della tua spiegazione. Eppure sei stato così chiaro: “… c’è un vuoto giuridico sulla proprietà della moneta, è un sistema mondiale e non ne esci più se.. ci entri …”

e poi c’è un altro tuo intervento in un teatro milanese, dove spieghi il programma M5S.
La chiamerei anche questa solita “Versione Ufficiale”:



Certo Provincie e Prefetture da abolire cose importanti, ma andiamo al minuto 15.10 (la versione integrale del video la si trova nell’allegato se uno vuole controllare il tutto Video allegato n°2  ) quando uno dal pubblico ti interrompe e ti chiede sulla Sovranità Monetaria, mentre dicevi: “siamo milioni”, ma aspetta sentiamo la tua viva voce:



Anche qua più chiaro di così: “è una battaglia che non la vincerai mai. È un Sistema Mondiale”.
A proposito ho telefonato a Sandro Pascucci e gli ho chiesto di persona se veramente ti chiamava di notte e lui: “Ma ti pare che chiamo Beppe Grillo durante la notte??”
A vabbè ora capisco non era vero, era solo per dare enfasi al discorso e far fare due risate al pubblico in sala.. ok, ma comunque è un particolare di poca importanza.
Insomma con l’introduzione dell’€uro Immagino tutto sia cambiato non è più come con la Lira il Dott. Governatore Mario Draghi non ha la stessa faccia di Fazio! (Quest’ultimo è stato pure condannato dalla magistratura per degli atti illeciti in passato e quindi era forse anche giusto infierire su un simile individuo), il Dott. Governatore Mario Draghi fa di tutto in questo periodo di grave crisi per aiutare l’Eurozona (si chiama anche SEBC = Sistema Europeo Banche Centrali) con generose iniezioni di liquidità e tirarci su la “pettorina” come si suol dire, ha abbassato il tasso uff. di sconto ai minimi storici, così da mantenere l’inflazione bassa e non far erodere potere d’acquisto ai nostri soldi. Ed infine, che bravo, viola Art. 123 del trattato di Maastricht e si mette a fare il “prestatore di ultima istanza”.
Non potrebbe farlo, ma lo fa per noi, se no i tassi passivi d’interesse sui titoli pubblici (BOT, CCT ecc. ) vanno alle stelle con lo “SPREAD”, e noi nelle “stalle” in Default!
Insomma il Dott. Governatore della BCE Mario Draghi, e non faccio fatica a crederlo anche i suoi predecessori Duisenberg e Trichet, sono proprio buoni e bravi, gli sta così a cuore la situazione dei propri concittadini europei!
(Chi volesse approfondire la figura del Dott. Governatore Draghi vada a vedere il Video allegato n° 3  .. con l’opinione di una persona autorevole e sicuramente informata sui fatti).Insomma caro Beppe Grillo tutto questo mi “tornava” e poteva essere anche plausibile fino al giorno del V3Day, il 1° Dicembre sino a quando un amico di altri amici mi ha girato un video ed ho finalmente ascoltato la versione vera (così credo, ma mi dirai tu se vorrai) e non ufficiale della ormai classica domanda: “Grillo perché non parli più di Signoraggio Bancario?”

Versione Vera
 (evviva la sincerità!)


Ok mi dirai l’audio è disturbatissimo, non si sente bene, puoi sempre dire che è un falso taroccato, però tu non sai quanto ti vogliamo bene, perché se non c’eri tu e Gianroberto Casaleggio, mica entravano in parlamento 160 tra deputati e senatori onesti, bravi, intelligenti e “puliti, comunque su questo video sarebbe bello se magari ci dai ulteriori spiegazioni.
Capisco , se è vero che ti hanno minacciato, forse più che te stesso, i tuoi cari corrono dei pericoli.
Però adesso che la verità è venuta fuori dalla tua vivavoce, c’è tutto un popolo di simpatizzanti che ti può supportare e non ci possono ammazzare tutti.
Comunque tornando al video, scusa ma ti devo un po’ tirare le orecchie, non ti voglio mettere in cattiva luce, però non ci vogliono 2 ore a spiegare ad una piazza come funziona l’emissione monetaria truffaldina.



Hai sentito in tutto 2 min. e 24 sec. e c’è pure accennato al signoraggio di 3^ fase, quello delle carte di credito. Fa tenerezza il Dott. Mauro Meazza (caporedattore del sole 24 ore), si sente che è un buono, per come risponde un po’ maldestramente (mica tutti hanno il pelo sullo stomaco come in questo video allegato n° 4 . Te lo metto come esempio, guardatelo pure dopo se vuoi), ci mancava solo la SuperCazzola Asganaway alla “Amici Miei”.
Pensa questo intervento del 2012 su Radio3 Rai prima pagina non sono stato nemmeno io a postarlo, ma è stato fatto da un terzo che non so neanche chi sia. Questo per dirti quanto è sentito il tema!
Siccome quelli che si nascondono dietro una voce nell’anonimato non mi sono mai piaciuti, ringraziamo il tuo/mio , insomma il nostro amico in comune Salvo Mandarà. Difatti Salvo,sabato  30 novembre la vigilia sotto i portici di Piazza della Vittoria a Genova con la sua diretta streaming, mi ha così ripreso per questa chiacchierata con Luigi Pastorello, cioè il sottoscritto. Ti giuro è stata una mezz’ora di botta e risposta a ruota libera, senza nulla di preparato! Che titolo potremmo dare al video? A parte chiacchierata con un signor nessuno simpatizzante tuo e M5S?
mi suona bene questa intestazione, ma non vorrei fare la figura dell’ “usurpatore” a posteriori (è già passata qualche settimana da quel 1° Dicembre) magari lo decidiamo assieme il titolo, ti và l’idea?
Il “vero” V3Day di denuncia sul reale perché della disastrosa situazione economica (in breve: basta balle e depistaggi :solo la sempliceverità!)

oppure Apocalisse = Rivelazione non più morbida ma dura e pura.
In ogni modo parliamoci di persona se vuoi. Tutti quanti insieme siamo inattaccabili. Il Rè  è nudo. Ora più che mai aspetto un tuo gradito contatto e di Gianroberto.
Questa è la mia email: luigi_pastorello@hotmail.com [7]
Questo è il mio cellulare: 345 60.89.243 (mi dirai: “Ma come sei pazzo! Metti il tuo cellulare su internet alla mercè di Troll, disturbatori e pazzoidi vari?) Beh un po’ pazzo probabilmente lo sono anche io. Ti sembrerà buffo ma il mio nome e cognome col mio numero di cellulare è in rete dal 1999!
Basta digitare il mio nome + cellulare + fisica unigravitazionale di Renato Palmieri.
questo comunque è un sito scientifico di fisica cosmologica di un professore napoletano. Non c’entra niente col Signoraggio, NWO, banchieri centrali ecc.. o forse no?!
Forse tutto è collegato….. ma questo è un altro discorso.
Ciao con stima ed amicizia
Luigi Pastorello

___________________________________________________________________________________
Video Link n°:
1_ Beppe Grillo spiega il Signoraggio Bancario
2_ Movimento 5 Stelle Il Programma
3_ Mario Draghi   ‘Un vile affarista a Bankitalia’
4_Bankitalia spa interrogata sul signoraggio bancario
http://www.youtube.com/watch?v=OemyqdSWBEk&feature=youtu.be 
Trittico del PD sul Signoraggio Bancario:
5_ Renzi
6_ Bersani
___________________________________
8_ ( a proposito di Goldman & Sachs e PD)
Trittico (par condicio) M5S
9_  Di Battista
10_ Messora *
11_ PDF programma 5 Stelle elezioni 2013
*A Claudio Messora è stato consegnato in data 29/03/2013, il file pdf stampato n°15
___________________________________
12_ Intervista Dott. Miclavez (coautore del libro: “€uro Schiavi” ed. Arianna)
13_ ORA VI DIMOSTRO CHE BEPPE GRILLO E’ CONTROLLATO
14_ Benetazzo (prima)
14 bis_ Benetazzo (dopo) riferimento alla chiacchierata con Luigi Pastorello
15_ Pdf e se il sistema economico fosse una truffa gigantesca? Di Marco Saba
16_ Pdf i Signori del Denaro
17_ Bankenstein, il fumetto che spiega la truffa del Debito (a questo fa riferimento Messora nella sua intervista al video 10)
18_ La Fed crea denaro lo dice Bernanke!
http://www.youtube.com/watch?v=jHbBBfDrmi4&feature=youtu.be 
19_RISE UP (doppiato italiano) by TragedyandHope  Wayseer
21_ BEPPE GRILLO IL SIGNORAGGIO BANCARIO, CASALEGGIO, GIACINTO AURITI, TUTTA LA VERITA’!!!
Qual è la verità?
22_Le verità choc su Casaleggio Tutto quello che Grillo non dice
23_Beppe Grillo racconta la vera storia di Casaleggio
___________________________________
24_Servizio Pubblico alle Banche Private

Parole "selvagge" contro la morte della Repubblica

Riceviamo dall'autrice con preghiera di pubblicare su Stampalibera
Discorso Avv.Paola Musu conferenza 14 dicembre 2013
Roma – Hotel dei Congressi
Voglio introdurre il mio intervento con una frase di John Maynard Keynes: “Le parole devono essere un po’ selvagge, perché sono l’assalto della ragione contro l’irragionevolezza”.
Vediamo quanto le mie parole riusciranno ad essere “selvagge”.
Io sono indignata, sono molto indignata; e la mia indignazione nasce dal profondo rispetto che nutro per lo Stato e le sue Istituzioni, che però vanno ben distinti dagli uomini che medio tempore si ritrovano a rappresentarli o ad esserne investiti.
Ricordiamoci che il legislatore costituente ha previsto la messa in stato d’accusa non solo della più alta carica dello Stato, ma anche dell’intero esecutivo: dov’è il Parlamento, oggi, dov’è la magistratura, sia quella ordinaria che quella speciale!
Il Parlamento latita, la magistratura latita.
Questa non è la Terza Repubblica, questa è la Notte della Repubblica, se non addirittura la morte della Repubblica!
Perché si aprono d’ufficio fascicoli di indagine, per ipotesi che definirei “bagatellari”, o la Procura della Corte dei Conti solleva d’ufficio l’eccezione di incostituzionalità per la legge sul finanziamento pubblico ai partiti e non accenna a sollevarla per tutti quei trattati, regolamenti, direttive, decisioni di fonte comunitaria, sino ad arrivare al recente decreto legge sulla parcellizzazione e vendita (ma direi svendita) della Banca d’Italia (e dell’oro che era dello Stato italiano e che alla stessa fa capo) per effetto dei quali si è creata e si sta alimentando una voragine incolmabile nei conti dello Stato, con serio pericolo per la stessa tenuta dell’assetto istituzionale e per l’indipendenza e il libero esercizio delle funzioni degli organi costituzionali dello Stato?Sto parlando dell’indipendenza e della sopravvivenza dell’Italia come Stato!
E perché, sempre la Procura della Corte dei Conti, non fa in modo di scoperchiare quell’ enorme vaso di Pandora che riguarda: “atti, studi, analisi, proposte e relazioni che riguardano la posizione italiana nell’ambito di accordi internazionali sulla politica monetaria e sulla politica creditizia e finanziaria”; “atti preparatori del Consiglio della Comunità europea”; “atti relativi a studi, indagini, analisi, relazioni, proposte, programmi, elaborazioni e comunicazioni sui flussi finanziari di entrata e di spesa, sulle previsioni del fabbisogno dello Stato, sull’evoluzione, la consistenza, la gestione, il risanamento del debito pubblico (…)”; “atti, anche preparatori, relativi alla emissione (…) di titoli di Stato (…)”, e potrei continuare: tutti atti cui è stato apposto il divieto di accesso con Decreto ministeriale n.561 del 1995, in deroga alla Legge n.241/1990 ?
Perché non interviene per verificare cosa è successo e cosa sta succedendo!
Perché nulla hanno fatto a seguito delle dichiarazioni rilasciate da un Senatore della Repubblica (il Senatore leghista Garavaglia) nell’ottobre del 2012, in una conferenza a Sant’Ambrogio, circa il ricatto subito dai parlamentari, ai fini del voto di fiducia all’insediando governo Monti, da parte degli ispettori della BCE e di Bruxelles ?
Dov’è finito lo Stato? Ma, soprattutto, cos’è lo Stato?
Lo Stato è il Popolo e questo binomio è tenuto insieme dal Diritto. Al tempo stesso, la sussistenza di tale unione è garantita dalla Libertà, la quale esiste solo se e quando la Sovranità, ossia il sommo potere, appartiene al Popolo: se viene meno il Diritto, viene meno lo Stato. Se manca la Libertà, la degenerazione è verso l’oligarchia o la tirannide.
Se oggi siamo in questa situazione è perché è caduto in disuso il Diritto ed è venuta meno la Libertà.
Questo è Cicerone, questi sono i principi cardine dello Stato moderno contemporaneo, che trovano il loro fondamento nella tradizione giuridica romanistica: DIRITTO ROMANO, NON ANGLOSASSONE! Lo ripeto: DIRITTO ROMANO, NON ANGLOSASSONE!
Che qualcuno lo ricordi a quei presunti “saggi” che dovrebbero fare da consulenti per la modifica della Costituzione.
Quella Carta non si cambia a piacimento! Nessuna norma di revisione costituzionale può essere in contrasto con i principi fondamentali di quella Carta, pena la modifica della forma Repubblicana dello Stato, che è immodificabile ex art. 139 Cost.
La modifica dell’art. 81, ed articoli correlati, con l’introduzione dell’obbligo del pareggio di bilancio, è incostituzionale, così come è incostituzionale il preteso tentativo di subordinare in via costituzionale il diritto interno a quello comunitario, senza tener conto di quei principi, come hanno fatto modificando l’art.117 Cost. nel 2001.
E tra quei principi, vi sono quelli che delineano la parte “economica” della stessa.
L’euro, e le politiche ad esso correlate, sono concepiti nell’ambito del contesto del pensiero economico di impronta liberistica, con esasperazione del principio della libera concorrenza. La Costituzione, tuttavia, non cita mai il termine “concorrenza”, parla piuttosto di “programmazione economica”, nell’obiettivo più alto e finale del rispetto e della salvaguardia della DIGNITA’ SOCIALE (quella che oggi viene costantemente e da troppo tempo calpestata), in un equilibrio perfetto di sintesi tra ampio spazio e garanzia della libera iniziativa economica privata e intervento pronto dello Stato a correzione delle possibili degenerazioni della concorrenza. Questo perché la concorrenza viene considerata un fenomeno da controllare e non concepita come principio fondante dell’economia e dei rapporti economici. Ciò in quanto consapevoli del fatto che la libera concorrenza elevata a dogma e, con essa, l’affermazione del principio dell’assenza di regole (nel mercato), equivale in realtà all’affermazione di un’unica regola: la legge del più forte!
Sto parlando degli articoli 41, 42 e 43 e seguenti e 2, 3, 4 della Costituzione!
Quella sintesi non fu solo teorica, ma messa in pratica sino agli anni “70.
Le cessioni di sovranità operate con la sottoscrizione di quei trattati, nonché con quelle direttive, decisioni, regolamenti di fonte comunitaria, sono incostituzionali, oltre che per la violazione dell’art. 1 e dell’art. 11 della Costituzione, anche in quanto adottati in aperta violazione degli articoli 41, 42, 43 e seguenti della Costituzione.
L’euro, e le politiche economiche e monetarie allo stesso collegate, sono diretta emanazione della fede totalitaria nel credo liberistico: la fede liberistica elevata a dogma (citando l’espressione di Maurice Allais, fisico ed economista francese poco noto ai più, ma premio Nobel per l’economia nel 1988 e liberista “pentito”).
L’euro è un triste miraggio, una sciagurata utopia: la BCE per Trattato e Statuto ha come unico obiettivo la stabilità dei prezzi, non la crescita. La sua politica monetaria, in forza dei trattati, condiziona anche la politica economica dell’Unione, che di diritto e per diritto le è subordinata; può emettere decisioni che obbligano direttamente e immediatamente gli Stati (si pensi all’effetto della famigerata lettera a firma di Trichet e Draghi) e al contempo non può essere controllata da alcun’altra istituzione europea (ciò per il principio di totale indipendenza delle banche centrali, di stampo liberista) e tantomeno dagli Stati. Salvo che non si faccia riferimento alle quote di partecipazione, che vedono, con il 18%, il predominio della Germania, per il tramite della Bundesbank.
E sull’indipendenza della BCE mi preme un appunto: il noto economista e premio nobel per l’economia Stigliz, nel corso di una lezione tenuta alla Columbia University nel gennaio 2012, ha dichiarato che la BCE, in realtà, è sottoposta ad ordini esterni di privati, in particolare dell’I.S.D.A. (un’associazione che raggruppa i principali investitori mondiali in derivati). Questo non è un fatto sorprendente per lui: fa notare, infatti, che tutte quelle istituzioni che non sono assoggettate a controllo democratico, tendono a cadere sotto il controllo di interessi particolaristici e privati.
È evidente che se la BCE controlla la politica monetaria e, per il tramite della stessa, la politica economica degli Stati europei (ivi incluse le politiche di bilancio ed in definitiva la politica dei governi), e la BCE a sua volta è controllata da interessi alla stessa esterni, le conseguenze sull’integrità e indipendenza dello Stato sono innegabili.
Le stesse privatizzazioni degli anni ’90, nonché quelle in corso di realizzazione, ivi comprese banche ed enti pubblici, oltre a presentare seri dubbi di costituzionalità, sono anche dubbie quanto ad effetti: dobbiamo ricordarci che l’Italia sostenne l’impatto della crisi del’29 grazie al modello IRI. Quello stesso modello che fu importato da Roosvelt nel New Deal. Perché dobbiamo ricordarci che il New Deal non fu una geniale intuizione del Presidente americano: Roosvelt inviò i suoi consulenti in Italia a studiare il “modello IRI”, che poi importò negli Stati Uniti. Ed è su quel modello che Orban in Ungheria sta risollevando lo Stato.
Chi ha la moneta ha il potere: l’essenza di questo concetto è che l’enorme fonte di approvvigionamento di risorse finanziarie legata all’emissione (stampa) della moneta, nell’ambito di una concezione etica dello Stato (che nulla ha a che fare con derive filosofiche legate al concetto dell’”etica”, ma che identifica semplicemente lo Stato con il Popolo, nel pieno rispetto del Diritto e della Libertà del Popolo), quelle risorse devono spettare solo allo Stato.
Lo stesso economista Maurice Allais ricorda che in questo modo l’imposizione fiscale diretta verrebbe ridotta quasi a zero.
E di questo era ben consapevole in Ministro Andreatta quando nel 1981 inaugurò la nuova fase della politica monetaria portata avanti dalla Banca d’Italia: lo stesso Andreatta lo riconobbe a dieci anni di distanza in un articolo a sua firma de Il sole 24 Ore del 1991. In quell’articolo, l’ex ministro ammise che per effetto di quella “virata” i ministri del Tesoro si trovarono privi delle risorse finanziarie a loro necessarie ed il debito pubblico schizzò alle stelle.
Il problema chiave del debito non è la spesa pubblica, ma il fatto che lo Stato è stato privato delle risorse finanziarie che derivano dall’emissione della moneta, nonché, in definitiva, della stessa moneta e degli strumenti legati alla gestione della stessa, come la svalutazione competitiva: l’unica possibilità che hanno di reperire le risorse che gli sono indispensabili è quella di rivolgersi alla tassazione o all’indebitamento sui mercati finanziari (con notevoli vantaggi per questi ultimi).
E difatti: con le politiche di austerity il debito è cresciuto dal 120% al 130%. C’è qualcosa che non va, così come c’è qualcosa (molto) che non va in certi meccanismi (come il MES) che vorrebbero “salvare” gli Stati dal debito indebitandoli di più, o che vorrebbero renderli virtuosi affossandoli nella spirale del debito (fiscal compact).
A questo si aggiungono gli inevitabili squilibri determinati da un’area valutaria come quella concepita per l’euro: il recente rapporto del Tesoro USA evidenzia come la Germania, comprimendo la domanda interna e sfruttando la competitività raggiunta sui salari ai fini dell’esportazione, non favorisce il riequilibrio dei rapporti delle bilance dei pagamenti con gli altri paesi dell’area euro. Più semplicemente: il problema della Grecia, dell’Italia, della Spagna e degli altri paesi del Sud Europa (ma ora anche della Francia), causato dalla mancata disponibilità di quelle risorse di approvvigionamento di cui parlavo, viene accentuato dal fatto che si è creato un inevitabile squilibrio tra un eccesso di importazioni, rispetto alle esportazioni. L’eccesso di importazioni, con il conseguente deflusso di liquidità allo stesso collegato, ha costretto questi stati ad indebitarsi per procurarsi la liquidità di cui necessitavano e di cui non potevano più disporre.
Ciò che deve essere chiaro è che esiste una contraddizione in termini, fondamentale ed eclatante, tra obiettivi e principi proclamati e sbandierati in varie parti della normativa comunitaria, e dalla propaganda europeistica, e la prova dei fatti. Non solo, ma esiste un fondamentale ed eclatante contrasto tra i diritti umani ed il recepimento degli stessi nei Trattati e le condizioni in cui sono ridotte le popolazioni, ai limiti, anzi oltre i limiti dei crimini contro l’umanità.
Troppi dimenticano che vi è un principio imprescindibile di Giustizia, che fa parte di quelle leggi non scritte, universalmente riconosciute, e che vengono ben prima delle leggi scritte, dal quale non è ammesso prescindere: alla fine chiunque dovrà renderne conto al proprio destino.
Io non sono antieuropeista, io SONO EUROPEISTA, ma l’Europa che ho in mente è quella di Adenauer, Schumann, De Gasperi: cooperazione tra Stati nella piena salvaguardia e rispetto degli Stati, dei loro popoli e della loro sovranità.
Questa è Europa, non populismo!
E nel nome e nel rispetto dell’identità di quei Popoli e del Popolo Italiano, citando il verso dell’Inno nazionale concludo:
CHE L’ITALIA SIA DESTA!

venerdì 20 dicembre 2013

MPS CAPITAL SERVICES BANCA PER LE IMPRESE, BANCA DEALER

MPS Capital Services Banca per le Imprese | Presentazione Aziendale | Mission www.mpscapitalservices.it
Questa è una delle banche dealer del Tesoro dal 2007 che per prime comprano i nostri titoli del debito alle aste del tesoro e che quindi in cartello con le altre ha il potere di strozzarci quanto e quando vuole. Completamente controllata dalla MPS che piange miseria e fallimento, così mette nella sua mission, una supercazzola incomprensibile, del resto come spiegare la sua esistenza e la sua utilità?
RIpeto che chi specula sui buoni del tesoro avendo il privilegio di comprarli per primi, ha i guadagni assicurati e normalmente è tutt'altro che povero, anzi in abuso di posizione dominante, cartello, aggiotaggio, è uno dei nostri strozzini ILLEGALI
http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/Elenco_Specialisti_in_titoli_di_Strato_-_Dal_8_aprile_2013.pdf


mercoledì 18 dicembre 2013

Movimento: la reazione

Domani doveva essere il grande giorno. Il popolo si era svegliato lunedì nove dicembre e si era scoperto italiano, da nord a sud, vedendosi in pericolo i cittadini avevano capito che dopo anni di attacchi, era giunto il momento di ritrovare quell'unione che fa la forza per dire basta ai soprusi, basta alla casta, basta alle tasse, "il popolo è sovrano".
Tares, incostituzionalità del porcellum, fiducia a Letta malgrado tutto, Napolitano che batte ciglio alla sentenza della consulta: sembrava giunto il momento giusto.
Ma sin dall'inizio si sono viste le manovre del regime in atto: a Imperia, dopo i primi due giorni, il gruppo di coordinamento locale si è sciolto ed è circolata voce che i presidi e i blocchi al traffico erano illegali, e che il questore, che aveva filmato tutto avrebbe provveduto a comminare multe fino a 5000 euro.
Poi è subentrata l'opera di divisione dall'interno, con l'aiuto dei media, che ha spaccato il movimento tra il coordinamento nazionale e i presidi regionali e locali, e tra questi stessi: è normale che lo scopo del potere in questi casi sia quello di frenare gli ardori del popolo che riscopre il suo di potere, per ridurre il numero di manifestanti a un appuntamento come quello previsto domani a un fenomeno più circoscritto e più facilmente strumentalizzabile a presunti "facinorosi", magari appositamente introdotti dal regime.
Ho assistito in diretta alla "scomunica" di Danilo Calvani, il coordinatore degli agricoltori,  trasmessa da Laura e Daniele di Lo Sai che per i miei gusti e apparentemente hanno sposato troppo rapidamente, e comunque sia senza chiare ed esplicite spiegazioni al pubblico, il cambiamento repentino di decisione di Ferro e del coordinamento nazionale (cfr. http://www.9dicembre2013.it/coordinatori.html) di non andare alla manifestazione a Roma  con relativa dissociazione da Danilo Calvani, l'unico del gruppo del coordinamento nazionale che ha deciso di andare avanti (cfr. http://www.novedicembre.altervista.org/). Gli argomenti di Lo Sai e Ferro appaiono basati su generiche e vaghe voci di infiltrazioni - alcune delle quali appositamente gonfiate dai media. Determinante per Lo Sai sarebbe stata l'appartenenza a scientology di un tale  Gabriele Baldarelli, vicino a Danilo, persona che si è molto attivata per organizzare gli eventi e che inizialmente si era per i loro gusti fin troppo intromesso nelle dirette che diffondevano su internet. 
iseimotivi
D'altra parte molti degli argomenti per non andare alla manifestazione è che girano voci che ci sarebbero degli "infiltrati". Ma, scusate, vi sarebbe stupito il contrario? E' chiaro che davanti a un movimento di popolo così come minimo ci fossero degli infiltrati o nascessero manovre strane per frenarlo. Ed era già chiaro sin dal nove dicembre che il potere aveva reagito sulla difensiva, era evidente dalla  furia con cui tutti i mass media ne censuravano il successo e i fatti, culminato  nel silenzio stampa assordante persino nell'aula del parlamento il giorno della fiducia a Letta, giovedì 12 dicembre. Tirando un sospiro di sollievo, colpisce poi come dopo la fiducia, il regime abbia iniziato a enfatizzare le "voci", a gonfiare la presenza di CasaPound, per un semplice "furto" di bandiera, a parlare di rischio golpe con eventuali Pappalardo o altri e a galvanizzare i dissidi interni al movimento.
Un argomento dissuasivo sarebbe che la piazza autorizzata per la protesta, Piazza dei Partigiani, e non quindi un corteo, sarebbe come una trappola perché non abbastanza capiente. Se il movimento non si fosse spaccato, sarebbe stata sicuramente troppo poco capiente e un pericolo per il regime. Con meno persone, invece rischia veramente di essere una trappola, nel caso in cui il regime avesse ordito un trabocchetto con tanto di black bloc, ad esempio... Ma l'ha ordito? E chi lo sa.
Più che il rischio reale, è la paura che è palpabile, una paura  irrazionale basata quindi su voci fatte circolare apposta per spaccare il movimento. Ma il dubbio permane che tali voci fossero fondate, tali da far desistere il coordinamento nazionale, ma non avendocele comunicate chiaramente, come se ci nascondessero  qualcosa di essenziale, la paura e l'immaginazione cominciano a correre sui binari noti di fatti già successi nel passato.   
Altra voce circolante,  supportata da un comunicato sul sito rimasto fedele a Calvani (cfr. http://www.novedicembre.altervista.org/5.pdf) è che il coordinamento nazionale avrebbe ricevuto la possibilità di  trattare con il governo  e che, contrariamente a detto comunicato, avrebbe accettato di farlo.
Ma a pensarci bene, l'indizio più probante,  quello a cui darei più credito per bocciare Baldarelli e la sua mossa di andare a Roma (di cui Calvani sarebbe solo una pedina) è che dopo il primo giorno della diretta, egli si è permesso di intimare a Laura e Daniele di Lo Sai di non pubblicare più i video di Auriti, il teorico che propone una soluzione reale giuridica ed economia alla crisi fraudolenta della moneta privata a debito. 

Leggendo i vari messaggi dei presidi locali su facebook, c'è parecchia gente determinata ad andare a Roma, nonostante la dissociazione del coordinamento nazionale.
Quindi?
Quindi, non ho mai creduto nelle rivoluzioni classiche di piazza, sempre, sistematicamente, inevitabilmente acquistate dal potere stabilito a suo vantaggio giustificandone inevitabilmente la "reazione". Ma quel che è certo è che questa rivolta era diversa, nata molto spontanea, destava la solidarietà delle forze dell'ordine, pacifica, ha visto scendere tutte le categorie di cittadini, si era raggiunto l'unisono, quasi il diapason. Il popolo si scopriva veramente sovrano. Ed è altrettanto certo che la reazione l'ha smorzato.
La tentazione di invitare alla prudenza è tanta, e non me la sento di accusare i losaini per averlo fatto, sia pur in un modo giornalisticamente parlando non perfetto. Ascoltando le loro dirette non si aveva più la sensazione di assistere a un programma giornalistico, ma di parte, e per di più senza l'esposizione di tutti i dati e di tutte le campane, di ambo le parti, non certo per volontà loro, ma perché da sabato non sono più riusciti a contattare Danilo per la diretta. Se erano giunti alla conclusione cui sono giunti, avrebbero dovuto esplicitarne le ragioni, ma ripeto, non posso accusarli di non averlo fatto, perché avranno avuto le loro buone ragioni di cautela travolti da un avvenimento più grosso di loro.
Possiamo quindi al momento concludere che le coscienze si stanno svegliando ma che il popolo non è maturo e non ha capito i giochi e i raggiri del sistema e del potere che fanno leva su tutte le manipolazioni e su diversi livelli di comunicazione, per non parlare dei doppigiochismi. Era più che scontato che davanti a una manifestazione di queste dimensioni, si scatenassero i soliti meccanismi del regime per attenuarne le passioni e la forza dirompente. Quando il popolo scopre di avere il potere, il potere che ce lo ha usurpato con i raggiri, trema e corre ai ripari. 
Per chi invece  i raggiri e i doppigiochismi li riconosce, si occupa di informazione e ravvisa le infiltrazioni, le manovre e la retorica per dividere e non per unire, non ha invece assimilato che queste cose fanno parte del gioco e che non è possibile gestire una rivolta, con umanità e consapevolezza, e raggiungendo una massa critica, senza fare i conti con essi. In altre parole, una rivoluzione travolge e sconvolge e contagia anche i servizi, gli infiltrati, i doppigiochisti, gli appartenenti a varie sette, gli atei come i cristiani, i musulmani come i buddisti, i peccatori come i "puri" per arrivare e includere anche loro, i potenti truffatori che abusano il popolo. Scagli la prima pietra chi. Non si fanno le rivoluzioni facendo gli schizzinosi. Non ci si mette sui pulpiti credendosi più puri degli altri. E che si sappia che dall'esterno, come da dentro di noi, saranno le pulsioni a giudicare, disunire, escludere, il contrario cioé dell'amore, ad aiutare il regime a neutralizzare la forza dirompente di una rivoluzione. 
Perché una rivoluzione è come un grande amore, sconvolge e stravolge, e le reazioni che provoca all'esterno sono in realtà i riflessi delle nostre paure, delle nostre debolezze e dei nostri limiti e freni davanti ai veri cambiamenti. 
La rivoluzione classica a cui non credo, sbraitando nelle piazze diventa un corpo incontrollabile che da adito alle forze più oscure dentro di noi, prende un capro espiatorio, "tutti a casa", e poi? Eliminati quelli, ne arriveranno altri, se non si cambiano due cose. Due cose per fare una rivoluzione umana che parta da noi stessi, dalla nostra sovranità personale, per arrivare a quelle esterne, via via più su nei livelli, comune, provincia, regione, stato ed eventualmente il livello (con)federale: 
1. Lo strumento materiale che fa circolare il potere e le energie in una società, la moneta. Attualmente controllata e monopolizzata da un cartello di banche, di cui BCE e banche dealer, è emessa a debito in cambio di debito + gli interessi e concentra in poche mani enormi poteri, ricchezze, energie che hanno tramato per togliercele a noi, esautorando il parlamento, lo stato, la Costituzione e noi come popolo. Dobbiamo riprendercelo.
2. Ma per riprenderci quello strumento materiale, la moneta, dobbiamo innanzitutto riprenderci lo strumento spirituale in modo da riscoprire il nostro potere, la forza della solidarietà e dell'amore, e la strada della nostra anima. Solo così non avremo più paura di nulla, e potremo prenderci quello che è nostro, poiché la ragione per cui ci è stato preso è che dormivamo e/o avevamo bisogno di "genitori" cui delegare il potere, per farci manipolare, ipnotizzare, rassicurare.  
Per non cedere alle manipolazioni esterne, è fondamentale conoscerle e riconoscerle così come è altrettanto necessario conoscere sé stessi, i propri limiti, le proprie vulnerabilità per rinforzarsi ed aggirarle. 
E questo siamo ben lungi dal farlo. Il nemico si nasconde dentro di noi. Il giorno che tutti lo capiranno, cominceranno a non sprecare le energie per abbattere nemici esteriori, i quali vanno neutralizzati ignorandone le manipolazioni, ma inizierà la vera marcia per liberarsi dai gioghi, e dai giochi. 
N. Forcheri 18 dicembre 2013
Altri articoli

martedì 17 dicembre 2013

L'inflazione e altre considerazioni

L'inflazione è l'aumento della base monetaria, quella variabile arbitrariamente decisa da BC e cartello bancario. Sarà per questo che la maggior parte degli economisti utilizza il termine in un senso derivato spurio, ossia, l'aumento dei prezzi?
Ciò complica continuamente e costantemente il dibattito economico. Tale acrobazia è fatta ad arte per non parlare della decisione sovrana - e occulta - della quantità di moneta emessa di cui le BC, e il cartello, non si sentono minimamente costrette a tener conto. Nessuno sa quanta moneta stampa il sistema bancario anche perché gran parte di essa finisce nelle bolle finanziarie e non a finanziare gli Stati ... Si ricorda infatti che le BC e la BCE sono a tutti gli effetti banche di investimento che speculano in borsa.
C'è uno statista nella sala? Un giurista con i coglioni?


La Francia ha la banca centrale veramente pubblica, ha la zona franco con la quale controlla le banche delle sue (ex?) colonie quindi stampa moneta e ha ancora varie multinazionali di stato, di cui la nucleare, intatta, alla facciaccia di tutte le norme anti concorrenza anti aiuti di stato messe in atto da Bruxelles nei confronti degli stati periferici o PIIGS.
La Germania ha la CDP completamente pubblica, come la Francia del resto, e ha le banche dei lander pubbliche inoltre la BUBA compra i titoli non venduti, chissà come mai.
Poi c'è l'Olanda che stampa moneta agganciata al dollaro nelle sue colonie. Poi ci sono come sappiamo Danimarca e GB con la deroga a vita dall'euro.
Si aggiunga a tutto ciò che numerosi paesi UE hanno il tetto del deficit perennemente sforato, contrariamente a quello italiano che è virtuoso, eppure nessun diktat giunge da Bruxelles di NON PAGARE GLI ARRETRATI DELLE PA - facendo suicidare le nostre PMI - altrimenti si sfora il tetto del deficit.




Si chiama spread: spalmare il debito nel tempo successivo, sulle generazioni future, après moi le déluge.
Nel caso dello spread tra Italia e Germania, significa questo: che per non si sa quale esoterica regola, l'Italia deve ripagare il suo debito pubblico, che è provocato non già dal magna magna dei politici ma dall'emissione monetaria in abuso di posizione dominante da parte di un cartello di privati, deve ripagarlo, dicevo, più caro della Germania.
"220 miliardi di maggiori tasse volute da Monti Padoa Schioppa Prodi."
"Spese certe, entrate aleatorie. Non si fa altro che rinviare, perché non mettendo i grandi tagli di 32 miliardi, si mettono assieme alla clausola di salvaguardia, i 20 miliardi da mettere nelle prossime leggi finanziarie del prossimo triennio"

sabato 14 dicembre 2013

Sta scoppiando la verità

Al Parlamento: Pubblicato in data 10/dic/2013 L'intervento del portavoce M5S al Senato Carlo Martelli nel corso della discussione in aula sullla Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 15 ottobre 2013, n. 120, recante misure urgenti di riequilibrio della finanza pubblica nonché in materia di immigrazione



Il leader del Movimento nove dicembre:
     A


l TGR:
    

  Al Parlamento europeo (aprile 2013)




  Al TG24 di Sky:
Terzo giorno di presidio a Piazzale dei Partigiani a Roma. I manifestanti avvertono: se il governo avrà la fiducia, un milione di persone scenderà in piazza.

  I politici: http://rapportoaureo.wordpress.com/2013/11/26/giorgia-meloni-parla-di-europa-e-sovranita-monetaria/  

  All'incontro pubblico Morire per l'euro al Parlamento europeo il 3 dicembre: Incontro pubblico “Morire per l’euro?” Bruxelles – Parlamento Europeo, 3 Dicembre 2013

 Marco Scurria A chi appartiene l’Euro? La Bce e le banche centrali nazionali si appropriano di un privilegio esclusivo ma senza alcuna legittimazione Ho rivolto alla Commissione Europea una domanda precisa: “A chi appartiene l'Euro quando viene messo in produzione e prima della propria emissione dalle varie banche centrali nazionali agli addebitati? Noi vogliamo che la Banca Centrale Europea faccia chiarezza su quest'argomento perché sia nel caso in cui si prosegua nell'uso della moneta unica, sia nel caso in cui si torni alla moneta nazionale, venga colmato questo "vuoto" e si faccia capire al cittadino chi realmente paga l'Euro e dunque a chi appartiene. Avevo chiesto chiarimenti sulla risposta data dalla Commissione Europea alla prima interrogazione sulla proprietà giuridica dell’euro presentata dall’On. Mario Borghezio, nella quale si affermava che nella fase dell’emissione le banconote appartengono all’Eurosistema, mentre nella fase della circolazione appartengono al titolare del conto sulle quali vengono addebitate. Attenzione perché le parole negli atti ufficiali e nel linguaggio tecno-eurocratico vanno soppesate per bene. Quindi il Commissario Olli Rehn rispondeva a Borghezio che la proprietà delle banconote cartacee (dove troviamo ben impressa in ogni lingua dell’Unione la sigla della Banca Centrale Europea) è dell’EUROSISTEMA.

 Ma cos’è quest’Eurosistema?
 “L’Eurosistema è composto dalla BCE e dalle BCN (banche centrali nazionali) dei paesi che hanno introdotto la moneta unica. L’Eurosistema e il SEBC coesisteranno fintanto che vi saranno Stati membri dell’UE non appartenenti all’area dell’euro”. Questa è la definizione che si legge sul sito ufficiale della BCE. Quindi le Banche centrali nazionali stampano le banconote e si appropriano del loro valore nominale (ad Es. se stampare un biglietto da 100 ha un costo fisico per chi lo conia di 0,20 centesimi – valore intrinseco – le BCN si appropriano anche del valore riportato sul biglietto stampato). Nella mia interpellanza ho chiesto quali fossero le basi giuridiche su cui poggiava l’affermazione del Commissario Olli Rehn. Nella sua risposta di Olli Rehn ha precisato che “l’articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea costituisce la base giuridica per la disciplina dell’emissione di banconote e monete in euro da parte dell’Eurosistema. La proprietà delle banconote e delle monete in euro dopo l’emissione da parte dell’Eurosistema è disciplinata dalla legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento delle banconote e monete al nuovo proprietario, ossia al momento dell’addebito del conto corrente bancario o dello scambio delle banconote o monete”. Non c’è scritto da nessuna parte che la proprietà giuridica dell’euro emesso appartiene alla BCE o alle BCN. C’è soltanto scritto che la BCE può autorizzare l’emissione di euro a se stessa e alle BCN, dovendo controllare l’inflazione nella zona euro, così come stabilito dal Trattato di Maastricht. Ribadisce che solo l’Eurosistema può stampare le banconote o creare elettronicamente i valori nominali. Ma nessun riferimento giuridico, nessun trattato, nessuna legge, nessuna deliberazione, niente di niente ci dice che l’Eurosistema ha la facoltà di addebitare la moneta. E’ evidente che si appropria di questo grande ed esclusivo privilegio." Marco Scurria aderisce a Fratelli d’Italia e al Ppe (Partito Popolare Europeo)

venerdì 13 dicembre 2013

Speciale nove dicembre: intervista a N. Forcheri, a Imperia

INTERVISTA A NICOLETTA FORCHERI DI STAMPA LIBERA – Il pensiero: “E’ scesa in piazza tutta l’Italia senza divisione partitica di alcun genere”

di Selena Marvaldi

Manifestazion 9 dicembre S (23)
Nicoletta Marina Forcheri, di Stampa Libera, è scesa in piazza assieme agli altri manifestanti nelle giornate di grande mobilitazione generale che hanno coinvolto tutta la città. Anche lei, come altri, ha voluto esprimere la sua opinione su quanto stava accadendo. Ecco il video integrale


Selena MarvaldiSelena MarvaldiSelena Marvaldi, 26 anni, è laureata in Informazione ed Editoria e ha conseguito un master in Giornalismo Investigativo a Roma. Dopo varie collaborazioni e stage presso "Il Secolo XIX", "la Riviera" e "La Repubblica" (Roma), è approdata nel team di ImperiaPost.marvaldi@imperiapost.it

giovedì 12 dicembre 2013

Niente lezioni da chi è complice della violazione dei trattati

Fonte: http://www.ilfoglio.it/soloqui/20947#.UqopIhtYLF4.facebook

L’ex ministro Guarino scrive a Rehn

Gentile Commissario, ho letto nei trascorsi giorni su Repubblica e sulla Stampa, quotidiani le cui informazioni sono da ritenersi attendibili, frasi a Lei attribuite. Ieri Lei si è incontrato con il presidente del Consiglio italiano. Sull’esito delle conversazioni non si leggono notizie precise. Lo si deve all’accumularsi di nuovi problemi e alla scarsa chiarezza formale che da qualche tempo caratterizza i rapporti tra l’Ue e gli stati membri. Mi pongo una domanda. Le è stato attribuito un preannuncio di quanto l’Unione potrebbe fare. E’ legittimo? E’ corretto? E’ utile? Ritengo di no.
L’anticipazione di provvedimenti non ancora formalizzati genera turbamenti nei rapporti tra il governo dello stato membro e i cittadini, mina la fiducia nei confronti dello stato, influisce sulle decisioni dei mercati. E’ un costume che si è diffuso nei rapporti tra Ue e stati membri. Genera confusione. Nella situazione grave in cui versano parecchi degli stati senza deroga, l’Eurozona e la stessa Unione, attenersi al Trattato in vigore, e solo al Trattato, è indispensabile. E’ dovere della Commissione europea rispettare il Trattato e farlo rispettare. E’ diritto dello stato membro esigerne la scrupolosa attuazione.
Se non erro, Lei ha assunto funzioni di Commissario europeo il 22 novembre 2004. E’ probabile, e lo darei addirittura per certo, che nell’assumere l’Ufficio, Lei non sia stato informato che negli anni dal 1996 al 1.1.1999, gli organi competenti dell’Unione, con una operazione illecita, nella sostanza truffaldina, a partire dalla data prescritta per il lancio dell’euro (1.1.1999), avevano sostituito la disciplina giuridica posta dal Trattato sull’Unione (Maastricht) a base della nuova moneta, l’euro, con una diversa, anzi opposta, quella del reg. 1466/97. Sintetizzo, in un modo che spero risulti sufficientemente chiaro, la differenza tra le due discipline. Il Tue, con una clausola giuridicamente qualificabile come “essenziale”, vincolava il sistema a un obiettivo preciso, quello di realizzare uno sviluppo “sostenibile, armonioso, non inflazionistico e che rispetti l’ambiente”, che garantisse anche “un elevato livello di occupazione e di protezione sociale” (art. 2 Tue). La crescita era la controprestazione dell’Unione a fronte della rinuncia all’esercizio della propria sovranità cui gli stati si assoggettavano con l’adesione all’euro. Il compito di realizzare l’obiettivo è stato affidato dal Tue (Maastricht) agli stati membri. Vi avrebbero provveduto, nell’interesse proprio e insieme dell’Unione, avvalendosi di due specifici poteri.
Avrebbero perseguito ciascuno una propria “politica economica”, il cui oggetto si sarebbe esteso a tutti gli aspetti della convivenza, anche quelli economici, non dipendenti dalla disciplina della moneta. L’Unione si sarebbe limitata a coordinare gli stati con direttive di massima. Distintamente veniva garantito agli stati, nel settore specifico della moneta, un secondo potere, quello di indebitarsi entro limiti indicati che avrebbero evitato che la crescita assumesse carattere inflazionistico. Al regolamento 1466/97, hanno fatto seguito due regolamenti, il n. 1055/2005 e il n. 1175/2011. Entrambi si sono collocati nel solco del primo, aggravandone la disciplina. Le date mi fanno ipotizzare che Lei abbia concorso alla deliberazione sia della proposta, che della adozione del secondo come del terzo regolamento, assumendone la corresponsabilità. Negli stessi anni in cui i regolamenti del 2005 e del 2011 si aggiungevano al primo, al Tue (Maastricht) subentravano i Trattati di Amsterdam e di Lisbona, quest’ultimo in vigore dal 1° dicembre 2009. Il secondo e il terzo Trattato riproducono testualmente, per la parte che interessa, le disposizioni del Tue.
Non le sembra assurdo che, nonostante l’entrata in vigore dei nuovi Trattati, la Commissione, di cui Lei fa parte ormai da dieci anni con responsabilità crescenti, abbia persistito nell’applicare i regolamenti orientati in una direzione del tutto opposta? Poiché al 1.1.1999 la condizione di un bilancio in pareggio era presente solo in qualcuno dei paesi membri, forse soltanto in uno, doveva essere chiaro che per tutti gli altri il risultato del pareggio avrebbe potuto essere realizzato solo se fosse stato ammesso l’impiego degli strumenti indispensabili. In concreto i poteri attribuiti dal Tue agli stati.
L’obbligo generalizzato del pareggio del bilancio li aveva invece soppressi. Era prevedibile che dai tre regolamenti sarebbe derivata non crescita, ma depressione. I dati statistici, univoci e impietosi, lo confermano. Nelle classifiche delle economie che sono cresciute meno fino al decennio dal 1990 al 2000 non era presente nessuno degli stati Ue. Nel decennio posteriore al vincolo della parità del bilancio, dal 2000 al 2010, nella graduatoria dei 35 peggiori, figurano l’Italia al terzo posto, la Germania al decimo, la Francia al quattordicesimo, più altri 10 paesi euro. Si deduce che il fattore depressivo che attanaglia l’Eurozona e più in generale l’Unione deve essersi prodotto tra il 1999 e il 2000. Se ne trova uno solo, il vincolo del pareggio del bilancio, imposto con regola generale agli stati dell’euro. E’ questo il fattore comune della quindicennale depressione dei paesi europei. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Una depressione generalizzata e progressiva, disoccupazione, imprese costrette a cessare l’attività, caduta della domanda, deperimento del territorio e dei beni culturali e ambientali, senso di impotenza, inefficienza delle istituzioni, spazi crescenti di corruzione e di illiceità. E tanto altro.
Sono persuaso che i titolari degli organi che hanno realizzato l’operazione surrettizia di sostituzione della disciplina del regolamento a quella dettata per l’euro dal Tue (Maastricht) non fossero consapevoli delle conseguenze che si sarebbero prodotte. Di queste una è tra tutte la più grave e nello stesso tempo la più ignorata. Con l’eliminazione di ogni potere degli stati in materia monetaria ed economica i regolamenti hanno eliminato le condizioni della “democrazia” la cui base è costituita dal potere periodico di voto con il quale i cittadini influiscono sugli indirizzi che il governo adotterà, ai cui effetti gli stessi cittadini saranno assoggettati. Non si può influire sui governi se i governi sono stati privati della titolarità di qualsiasi potere. I governanti dei paesi membri che accedessero alla applicazione del regime instaurato con i regolamenti, in sostituzione di quelli contemplati dai Trattati debitamente ratificati, potrebbero, loro malgrado, trovarsi coinvolti in processi nazionali per attentato alla Costituzione. La responsabilità si estenderebbe ai Commissari europei.

Il rigorismo che perpetua il golpe dell’euro 
Anche nelle condizioni di progressiva e generalizzata depressione, nella conformazione determinata dalla surrettizia applicazione dei regolamenti, i titolari di responsabilità nell’Unione e negli stati membri restano assoggettati alle condotte imposte, senza potersene discostare. Col tempo si formano usi applicativi. Ma il dato formale è decisivo. Se vige una fonte di rango superiore è a questa che bisogna attenersi. E’ un dovere assoluto, specie nel caso in cui l’applicazione corretta dei Trattati sia l’unico mezzo per uscire dalla gabbia in cui si è rinchiusi, per tornare al regime di libertà umana, di progresso e di democrazia in funzione del quale i Trattati sono stati stipulati. L’autore delle singole condotte, in caso di violazione dei Trattati, ne assume interamente la responsabilità. Secondo le notizie pubblicate, Lei avrebbe fatto riferimento a un tetto del 3 per cento nell’indebitamento, alla necessità di rispettare annualmente l’equilibrio del bilancio, all’obbligo di introdurre misure “strutturali”. Nessuno di questi adempimenti è previsto dal Trattato di Lisbona in vigore dal 1° dicembre 2009. L’art. 126 Tfue, nel n. 2, lett. a), secondo alinea, dispone che si può andare oltre il 3 per cento nell’indebitamento se il superamento “sia solo eccezionale o temporaneo”. L’“eccezionalità” e la connessa temporaneità sussistono quando il superamento sia dovuto a “eventi al di fuori del controllo dello stato membro”.
Nel nostro caso l’evento è identificabile nell’obbligo del pareggio del bilancio imposto a tutti gli stati membri, al quale è stato aggiunto l’obbligo di attenersi al programma approvato dalla Commissione distintamente per ciascuno stato. Nell’art. 126 Tfue non si rinviene una qualsiasi clausola che, in modo diretto o indiretto, possa addursi a sostegno della pretesa di impartire istruzioni specifiche agli stati. E quanto alle strutture, nell’art. 126 Tfue non ve ne è alcun cenno, né diretto né indiretto. E’ disposto Lei ad assumersi la responsabilità di comportamenti illeciti cui si connettono gravi responsabilità? Una esposizione completa del quadro istituzionale europeo è contenuta nel “Saggio di verità sull’Europa e sull’euro”, inserito nel mio sito e riprodotto per intero, per sua autonoma iniziativa, sul Foglio, quotidiano che ospita oggi questa mia. La mia lunga esperienza accademica, professionale, politica, mi induce a suggerirle di assoggettare le considerazioni che le ho esposto e le conclusioni del saggio a un critica severa. Sono a disposizione, sua e dei suoi uffici, per qualsiasi delucidazione. La mia responsabilità è diversa, ma forse non inferiore alla sua. Se venisse dimostrato che le riflessioni e le conclusioni che ne traggo sono erronee per incompletezza o per inesattezza dei dati statistici o documentali o per illogicità nell’argomentazione, ne darei pubblicamente atto, in modo immediato. E’ la sanzione massima che può imporsi a un antico e, se posso permettermi di aggiungere, rispettato accademico. Mi auguro di avere occasione di conoscerla di persona. Con cordialità e auguri di buon lavoro!
di Giuseppe Guarino

*Giurista, classe 1922, uno dei primi professori ordinari di Diritto pubblico alla Sapienza di Roma, poi anche ministro delle Finanze (1987) e dell’Industria (1992-’93). Il suo saggio “No euro” è disponibile, a puntate, qui.

Disclaimer

AVVISO - Ai sensi dell'art. 1, comma 1 del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, come modificato dalla legge di conversione 21 maggio 2004 n. 128, le opere presenti su questo sito hanno assolto gli obblighi derivanti dalla normativa sul diritto d'autore e sui diritti connessi.

I testi pubblicati dal sito mercatoliberotestimonianze.blogspot.com possono essere liberamente distribuiti alle seguenti condizioni:
1) i testi e i titoli devono rimanere nel loro formato originale;
2) la distribuzione non deve essere finalizzata al lucro;
3) deve essere citata la fonte e l'autore e l'indirizzo web da cui sono stati tratti.