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giovedì 12 dicembre 2013

Imperia: prove di rivoluzione?

Una manifestazione di cittadini, non dei forconi

Lunedì è stata una giornata struggente ma bellissima, quasi magica, all'improvviso sembrava possibile che gli italiani si stessero risvegliando all'amore per la nostra terra. Folle di italiani di tutti i tipi, e anche stranieri che vivono la crisi del paese, con la bandiera in mano e al grido di "Italia", "Imperia", o l'inno di Mameli, chiedevano dignità, democrazia, responsabilità, consapevoli che il paese è malato. Imperia è stata bloccata al traffico per due giornate di seguito, completamente bloccata. Sono nati racconti spontanei di persone che con 600 euro precari al mese devono pagare 400 euro, donne licenziate a 50 anni, pensionati con pensioni da fame, commercianti massacrati da TARES, IVA, contributi e tasse. Gruppi di manifestanti si sono presentati davanti al comune con il portone chiuso, difeso da pochi poliziotti che man mano si sono sciolti. Per un giorno sembrava fosse rinata la fratellanza di una comunità culturale e di sangue, legata dall'amore per la propria terra e la propria storia, nella sensazione che l'unione fa la forza e che il potere è nostro, ci appartiene, è di tutti, è del popolo.

Gli imperiesi hanno riscoperto la loro città, percorrendola in lungo e in largo a piedi, scorgendo scorci panoramici sul mare raramente visti.



Poi ieri, sulla scia dell'esempio di quello che era successo a Torino, anche a Imperia i poliziotti si sono tolti i caschi in segno di solidarietà. E' successo quando parte del corteo andava a dare rinforzi verso fine giornata al presidio all'entrata della città da Capo Berta, e i poliziotti tentavano di impedire i due gruppi di riunirsi perché avevano ricevuto l'ordine dal questore di smontare i presidi, di cui correva voce che fossero "illegali".






Per cui l'ho visto con i miei occhi, si sono tolti i caschi e la folla esultava. Qualsiasi interpretazione contraria è pura menzogna. Oltre tutto tanti poliziotti mi hanno detto che simpatizzavano con noi. Tranne la polizia scientifica che continuava a filmarci, nel caso che "succedessero violenze".

Ieri però a Imperia, città completamente bloccata per il secondo giorno di seguito dai presidi, l'atmosfera è stata più elettrica rispetto a ieri, composta da un gruppo più "agitato" e più giovane. Erano sparite quelle persone che il giorno prima avevano "scioperato" per davvero, come i dipendenti o altri professionisti.

Soprattutto correva voce che i presidi e i blocchi non fossero permessi, ma del tutto abusivi. Nonostante la disorganizzazione e la presa di distanze del comitato organizzatore da tali presidi – correva voce che la questura avrebbe indagato e punito i "colpevoli" di 5000 euro - è stato letto un comunicato stampa alle 13h in piazza Dante, in cui si ribadisce che il movimento di Imperia non è il movimento dei Forconi, ma dei cittadini imperiesi, tutte le categorie, senza alcuna bandiera politica per protestare contro un sistema corrotto e una tassazione iniqua, per un rinnovamento della classe dirigente. Si esprimeva anche lo sgomento per la distorsione della realtà, o peggio l'ignorare gli avvenimenti in numerosi TG.

Ho avuto quindi modo nella giornata di ieri di constatare con i miei occhi come il popolo si fa costante autosabotaggio, quando ho voluto aggiungere la sovranità monetaria nel comunicato stampa letto in piazza, per correggerlo, e il redattore, un commerciante, mi ha detto che quella della sovranità monetaria era una mia opinione, e che io volevo fare i "miei interessi", mentre è l'univa via per arrivare a una vita dignitosa (oltre alla spiritualità). Quando la TV mi stava intervistando, un caso sociale mi ha spintonato, gridando che quelle erano parole mie e non del movimento. Un altro "aizzatore" mi ha dato dell'utopista, un altro mi ha detto che a quello ci devono pensare i "politici", un altro ancora mi ha detto che dovevamo fare le cose "gradualmente", prima mandarli a casa e poi si vedrà.

Ma io dico, fino a quando si delegherà la nostra sovranità a un papà o ai politici non ci arriveremo (alla dignità). La nostra sovranità dobbiamo prendercela noi, rivendicandola a gran voce o semplicemente construendocela. Il popolo HA IL DOVERE DI INFORMASI, e di ALLEARSI. Soprattutto, quello che mi ha sorpreso è che per molti l'argomento non era nuovo, ma avevano semplicemente paura.

Alla manifestazione c'era uno che guardava e redarguiva: "Questo è un movimento fascista, al limite dell'eversivo, i poliziotti farebbero bene a tentare di ristabilire l'ordine."
Gli ho detto, no, sono scesi in piazza tutti ieri. Lei chi è? Gli ho chiesto. Mi ha detto che faceva il giornalista. Gli ho chieto se per caso lavorasse per Repubblica, mi ha risposto, no, molto meglio, per l'Unità.
Gli ho risposto che non mi stupiva: "Siete i mastini del sistema, dei veri conservatori".
Mi ha voluto anticipare: "Si, può dire che sono un veterocomunista ecc."
No, gli ho detto: "Lei è un vetero e basta".

Oggi in giornata, una piccola delegazione dei manifestanti è finalmente stata ricevuta dal vice sindaco (cfr. http://www.imperiapost.it/terminato-lincontro-tra-i-manifestanti-e-il-vice-sindaco-zagarella-portero-a-roma-le-vostre-richieste-a-breve-lincontro-con-il-prefetto/ )

Nicoletta Forcheri 11 Dicembre 2013









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