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Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

martedì 17 dicembre 2013

L'inflazione e altre considerazioni

L'inflazione è l'aumento della base monetaria, quella variabile arbitrariamente decisa da BC e cartello bancario. Sarà per questo che la maggior parte degli economisti utilizza il termine in un senso derivato spurio, ossia, l'aumento dei prezzi?
Ciò complica continuamente e costantemente il dibattito economico. Tale acrobazia è fatta ad arte per non parlare della decisione sovrana - e occulta - della quantità di moneta emessa di cui le BC, e il cartello, non si sentono minimamente costrette a tener conto. Nessuno sa quanta moneta stampa il sistema bancario anche perché gran parte di essa finisce nelle bolle finanziarie e non a finanziare gli Stati ... Si ricorda infatti che le BC e la BCE sono a tutti gli effetti banche di investimento che speculano in borsa.
C'è uno statista nella sala? Un giurista con i coglioni?


La Francia ha la banca centrale veramente pubblica, ha la zona franco con la quale controlla le banche delle sue (ex?) colonie quindi stampa moneta e ha ancora varie multinazionali di stato, di cui la nucleare, intatta, alla facciaccia di tutte le norme anti concorrenza anti aiuti di stato messe in atto da Bruxelles nei confronti degli stati periferici o PIIGS.
La Germania ha la CDP completamente pubblica, come la Francia del resto, e ha le banche dei lander pubbliche inoltre la BUBA compra i titoli non venduti, chissà come mai.
Poi c'è l'Olanda che stampa moneta agganciata al dollaro nelle sue colonie. Poi ci sono come sappiamo Danimarca e GB con la deroga a vita dall'euro.
Si aggiunga a tutto ciò che numerosi paesi UE hanno il tetto del deficit perennemente sforato, contrariamente a quello italiano che è virtuoso, eppure nessun diktat giunge da Bruxelles di NON PAGARE GLI ARRETRATI DELLE PA - facendo suicidare le nostre PMI - altrimenti si sfora il tetto del deficit.




Si chiama spread: spalmare il debito nel tempo successivo, sulle generazioni future, après moi le déluge.
Nel caso dello spread tra Italia e Germania, significa questo: che per non si sa quale esoterica regola, l'Italia deve ripagare il suo debito pubblico, che è provocato non già dal magna magna dei politici ma dall'emissione monetaria in abuso di posizione dominante da parte di un cartello di privati, deve ripagarlo, dicevo, più caro della Germania.
"220 miliardi di maggiori tasse volute da Monti Padoa Schioppa Prodi."
"Spese certe, entrate aleatorie. Non si fa altro che rinviare, perché non mettendo i grandi tagli di 32 miliardi, si mettono assieme alla clausola di salvaguardia, i 20 miliardi da mettere nelle prossime leggi finanziarie del prossimo triennio"
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