Cosenostreacasanostra


Bernard Maris: "L'economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini"
Denis Robert: "La raison pour laquelle je n'ai jamais fait un bon journaliste, c'est que je passe trop de temps à rêver à une vie meilleure". (La ragione per cui non sono mai stato un bravo giornalista è che passo troppo tempo a sognare una vita migliore)

venerdì 31 gennaio 2014

Legge elettorale: GOLPE in Commissione Affari Costituzionali (video pirata)

http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2014/01/legge-elettorale-golpe-in-commissione-affari-costituzionali-video-pirata.html

Scritto da M5S Camera News pubblicato il 30.01.14 13:06 
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Il golpe non è avvenuto ieri sera. Il golpe è avvenuto stamattina.
In Commissione Affari Costituzionali, secondo i giornali, "è stato approvato il testo della legge elettorale": non è vero. Nello spazio di pochi secondi, il Presidente della Commissione ha avocato a sé il ruolo di relatore in aula, e ha fatto approvare il testo arrivato da Renzusconi senza alcuna discussione né tantomeno alcuna votazione.
Il tutto in mezzo alle proteste del MoVimento 5 Stelle, che ha chiesto il conteggio dei voti, che non è avvenuto. Il Presidente è scappato. I parlamentari non hanno praticamente avuto alcuna possibilità di discutere o emendare il testo di legge, che va in aula così com'è.
Intanto, i "grillini" vengono dipinti dall'informazione come i sabotatori della democrazia.
Quale democrazia? E' morta stamattina. Il Parlamento non esiste più.

Di Maio e Giulia Sarti sull'impeachment a Napolitano su Servizio Pubblico

IMPOSIMATO: Decreto IMU Bankitalia incostituzionale

Posted by: redazione in Pensiero e SovranitàTitoli di testa 30 gennaio 2014 0 18 Views

imposimato
[30/01/2014]
di Ferdinando Imposimato
La legge di conversione del decreto legge IMU Bankitalia appare incostituzionale.
Anzitutto vi è stata violazione del diritto della opposizione del M5S di svolgere le proprie ragioni opponendosi al provvedimento, secondo le regole della Costituzione e il regolamento della Camera. La cd tagliola è incostituzionale, perchè elimina il diritto della opposizione di motivare il suo voto contrario.
La opposizione è parte essenziale della democrazia , i cui diritti vanno rispettati. Diversamente siamo in una situazione di regime cioè di dittatura della maggioranza. E stupisce che alcuni dei guardiani della Costituzione tacciano su questo aspetto gravissimo del vero e proprio colpo di mano del Presidente della Camera Laura Boldrini che ha impedito al M5S di motivare la sua opposizione sacrosanta di fronte a dl illegittimo, per difetto, almeno in parte, del requisito di necessità e urgenza.
Ma illegittimo anche in relazione al diritto dovere di spiegare le ragioni del no rispetto ad un decreto che prevede una spesa enorme e affronta temi gravi e complessi, di cui il popolo ignora il contenuto reale. La Presidente della Camera sa che la democrazia non dà tutto il potere a nessuno, ma lo distribuisce variamente a maggioranza e minoranza , che trapassano l’una nell’altra proprio perchè, come insegna Aristotele, l’alternanza è l’essenza della democrazia e prova della libertà.
“Nel contesto costituzionale , tirannide della maggioranza è violare, legiferando e governando, i diritti della minoranza”, insegna Giovanni Sartori. Per cui la legge di conversione approvata il 29 gennaio è incostituzionale . Inoltre la parte del decreto legge IMUBankitalia che riguarda la cd ricapitalizzazione di Bankitalia per 7.5 miliardi di euro si tradurrà nel finanziamento illecito , attraverso Bankitalia , di istituti di credito in crisi, cioè in una donazione di enormi somme di denaro alle banche azioniste che controllano Bankitalia. Che sono Intesa San Paolo (42%), Unicredit (22,11%), MPS (4,60%), INPS (5.00 %), Carige ( 4,03%) e altre banche.
Questa parte del dl , che riguarda Bankitalia, sembra del tutto estranea al DL sull’ IMU, che è imposta sulla prima casa, per la quale poteva essere giustificata la situazione straordinaria di necessità e urgenza ex art 77 sec comma della Costituz. Situazione che non si giustifica con la “ricapitalizzazione”, di Bankitalia.
La verità è che l’Italia con 1,7 trilioni di euro di debito versa in uno stato di disperazione. E se fino ad oggi la BCE ha comprato titoli italiani alleggerendo la pressione sul debito, per l’avvenire la BCE non potrà più continuare a comperare i titoli . Nel 2014 le banche italiane dovranno ridurre l’acquisto del debito italiano, ma i nodi sono venuti al pettine. I soldi le banche li hanno ottenuti attraverso il decreto IMUBANKITALIA a spese dei cittadini su cui graverà il costo finale di questa operazione.
Si tratta di un decreto truffa che vuole cose diverse da quelle che dice: apparentemente ricapitalizzare Bankitalia, che dovrebbe essere patrimonio degli italiani, invece vuole finanziare le banche in crisi , ex banche pubbliche divenute private, che controllano Bankitalia , di cui sono proprietarie.
Questo è il problema. Che fare?
La prima cosa è che il Presidente della Repubblica ai sensi dell’art 74 della Costituzione, prima di promulgare la legge di conversione, chieda con messaggio motivato alle Camere, una nuova deliberazione ( art 74 Costituzione), e come ha già rilevato in relazione al decreto milleproroghe, chieda lo stralcio dei due provvedimenti.
Ma questo è il primo passo da compiere, a mio modesto avviso. Poi in sede di applicazione del decreto IMU, si potrà eccepire davanti al giudice la incostituzionalità della legge di conversione. Purtroppo i cittadini non possono adire direttamente la Corte Costituzionale.

giovedì 30 gennaio 2014

L'eroismo di Grillo e il movimento



Qualcosa mi dice che Grillo e il movimento stanno prendendo un grosso rischio. Beppe Grillo, uscendo dai binari strettamente definiti dall'alto dell'antipolitica pura, sta picconando non già le istituzioni ma gli uomini che ne hanno tradito il mandato CONFERITO DAL POPOLO SOVRANO, essendo che ieri è stata approvata la conversione di un dl altamente incostituzionale e che ciò è stato fatto nella violazione di tutte le procedure parlamentari, e cioè la cosiddetta tagliola (votazione alla decadenza stretta dei termini, 60 giorni, e non già alla fine dei dibattimenti in aula).


La decretazione d'urgenza del governo è già di per sé in contrasto con la Costituzione poiché nulla giustifica l'urgenza della svendita di una Banca centrale che per statuto e Costituzione deve rimanere pubblica e del popolo italiano. Tale decretazione d'urgenza, mescolata al ricatto dell'imu gonfiato e veicolato dai media prezzolati dalle banche, è contraria alla Costituzione così come la tagliola ma Napolitano lo ha permesso.


Con questo atto di conversione per decaduti termini del DL Imu Bankitalia si consegna l'oro, la BCI e le nostre riserve ai fondi di investimento internazionale, non prima di avere regalato alle banche azioniste di BdI ben 7.5 miliardi di euro, e quel che è peggio si sancisce il principio di una BC PRIVATA appartenente a soci occulti anche non italiani, banche, assicurazioni e fondi di investimento.


Alcuni diranno che era già nei fatti privata (al 95% costituita da banche nel frattempo privatizzate), ma un conto è mettere il popolo davanti al fatto compiuto, nei fatti una rapina, altro conto è sancirlo sulla carta, vale a dire abbuonarsi il misfatto, condonarselo.
Ma il M5S non demorde e pone l'impeachment del presidente della Repubblica, poiché questo atto di svendita della nostra sovranità non solo è avvenuto in una forma anticostituzionale, la tagliola, non solo è di per sé una violazione della sovranità del popolo, ma è stato fatto da un parlamento che tutti sanno illegittimo, in seguito alla dichiarazione di incostituzionalità della legge elettorale da parte della Consulta ma poi dichiarata legittima dalla stessa per le solite manovre dietro le quinte.


Quel che è peggio questa legge finisce di completare del tutto la trasformazione di un istituto previdenziale, l'INPS, azionista della stessa BCI, in fondo pensionistico privato, poiché dovendosi equiparare agli altri azionisti in un cda dove prevale la legge del più forte, quel poco di pubblico  dovrà, come già sta facendo da qualche anno, con cartolarizzazioni ed espropriando il popolo della pensione, adeguarsi ulteriormente ai criteri privatistici, rapaci, di puro profitto,  bancarioassicurativi contrari al principio di cooperazione della Costituzione, in poche parole USURAI, degli altri azionisti di Bankitalia, che non sono altro che  le scatole cinesi, le spin off e le filiali nonché le case madri di quelle stesse banche "spacciatrici" della nostra moneta, il cartello delle banche dealer nello scambio moneta titoli del debito:

(cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2013/01/qualsiasi-similitudine-e-puramente.html)


E' a loro vantaggio che verrà spezzettato il capitale di Bankitalia, agevolati dalla concorrenza sleale di ricevere nel contempo le linee di credito dalla stessa per comprare i titoli e derivante dall'appartenere al cartello che decide il tasso e il cappio con cui strozzarci, al nostro Stato, attraverso i titoli del debito e il cosiddetto spread.

Abbiamo visto (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/01/per-evitare-che-litalia-torni-alla.html e http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/01/mps-ovvero-il-crollo-delle-banche.html?q=Salvador) come una nazionalizzazione di MPS basterebbe per fare crollare il castello di carte artificiale che ci porta a noi, designati piigs, a uno spread artificialmente gonfiato. Se MPS che oramai fa parte delle banche dealer dovesse essere nazionalizzata, infatti, sconfiggerebbe in un solo tratto quella concorrenza sleale derivante da un abuso di posizione dominante caratteristico del cartello delle banche dealer, reato configurabile di pena sia a livello nazionale che a livello europeo (la direzione generale antitrust della Commissione europea di Bruxelles) e lo Stato potrebbe quindi rifornirsi di moneta a un comodo 0.25% mentre le altre banche avrebbero quindi difficoltà a mantenere il rendimento sui titoli ARTIFICIALMENTE ALTO.


I reati prefigurabili in questo stato di cose, non sta a me designarli, ma in avvocati, magistrati, politici e giornalisti che facciano il loro lavoro. Io ne ho indicati alcuni da anni. Aspettiamo con fiducia.
Nel frattempo attenti a non cadere nelle manipolazioni del regime che troveranno qualsiasi appiglio per frenare Grillo e il movimento: scandali sessuali? evasioni fiscali? ma sicuramente altre molto più realistiche e prefabbricate su misura... 

Nicoletta Forcheri 30 gennaio 2013

Upside down

UPSIDE DOWN

LA BANDA D'ITALIA HA APPENA SVENDUTO LA BANCA D'ITALIA DANDO DEL FASCISTA AI PATRIOTTI CHE VOLEVANO SALVARLA, E CANTANDO BELLA CIAO DA VERI FACCIA DI CULO - RIVELANDO LA VERA FACCIA E LA VERA INDOLE DEI PARTIGIANI STORICI
IL TUTTO E' SUCCESSO NELLA FATTORIA DI ORWELL? NO, NEL COSIDDETTO PARLAMENTO "LEGITTIMO" DELLA COSIDDETTA REPUBBLICA

#Impeachment a Napolitano


Fonte: http://www.beppegrillo.it/2014/01/impeachment_a_napolitano.html



Momento storico: il M5S annuncia l'impeachment in Senato
(01:00)
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>>> Stasera Giulia Sarti e Luigi Di Maio, portavoce del M5S alla Camera, parteciperanno alla puntata di Servizio Pubblico sulla Trattativa Stato Mafia <<<
Questa mattina, 30 gennaio 2014, il MoVimento 5 Stelle ha presentato la:
DENUNCIA PER LA MESSA IN STATO D'ACCUSA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, CONCERNENTE IL REATO DI ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA
Il Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, nell'esercizio delle sue funzioni, ha violato - sotto il profilo oggettivo e soggettivo, e con modalità formali ed informali - i valori, i principi e le supreme norme della Costituzione repubblicana. Il compimento e l'omissione di atti e di fatti idonei ad impedire e a turbare l'attività degli organi costituzionali, imputabili ed ascrivibili all'operato del Presidente della Repubblica in carica, ha determinato una modifica sostanziale della forma di stato e di governo della Repubblica italiana, delineata nella Carta costituzionale vigente. Si rilevano segnatamente, a seguire, i principali atti e fatti volti a configurare il reato di attentato alla Costituzione, di cui all'articolo 90 Cost.
1. Espropriazione della funzione legislativa del Parlamento e abuso della decretazione d'urgenza 
La nostra Carta costituzionale disegna una forma di governo parlamentare che si sostanzia in un saldo rapporto tra Camere rappresentative e Governo. La prevaricazione governativa assoluta, caratterizzata da decretazione d'urgenza, fiducie parlamentari e maxiememendamenti configura, piuttosto, un ordinamento altro e diverso che non conosce più il principio supremo della separazione dei poteri. Il predominio legislativo da parte del Governo, attraverso decreti legge, promulgati dal Presidente della Repubblica, viola palesemente sia gli articoli 70 e 77 della Costituzione, sia le norme di primaria rilevanza ordinamentale (quale la Legge n. 400 del 1988), sia numerose sentenze della Corte costituzionale (tra tutte: sentenza n. 29 del 1995, n. 22 del 2012 e n. 220 del 2013). Ma al di là del pur impressionante aspetto quantitativo che, comunque, sotto il profilo del rapporto costituzionale tra Parlamento e Governo assume fortissima rilevanza, è necessario rimarcare, parallelamente, una preoccupante espansione della loro portata, insita nei contenuti normativi e, soprattutto, nella loro eterogeneità.
Aspetto ulteriormente grave è la reiterazione, attraverso decreto- legge, di norme contenute in altro decreto-legge, non convertito in legge. La promulgazione, da parte del Presidente della Repubblica, di simili provvedimenti è risultata in palese contrasto con la nota sentenza della Corte costituzionale n. 360 del 1996, che ha rilevato come «il decreto- legge reiterato - per il fatto di riprodurre (nel suo complesso o in singole disposizioni), il contenuto di un decreto-legge non convertito, senza introdurre variazioni sostanziali - lede la previsione costituzionale sotto più profili».
La forma di governo parlamentare, alla luce dell'attività normativa del Governo, pienamente avallata dalla connessa promulgazione da parte del Presidente della Repubblica, si è sostanzialmente trasformata in «presidenziale» o «direttoriale», in cui il ruolo costituzionale del Parlamento è annientato in nome dell'attività normativa derivante dal combinato Governo-Presidenza della Repubblica.
2. Riforma della Costituzione e del sistema elettorale
Il Presidente della Repubblica ha formalmente e informalmente incalzato e sollecitato il Parlamento all'approvazione di un disegno di legge costituzionale volto a configurare una procedura straordinaria e derogatoria del Testo fondamentale, sia sotto il profilo procedimentale che sotto quello degli organi deputati a modificare la Costituzione repubblicana.
In particolare, il disegno di legge costituzionale governativo presentato alle Camere il 10 giugno 2013, sulla base dell'autorizzazione da parte del Capo dello Stato, istituiva una procedura di revisione costituzionale in esplicita antitesi sia rispetto all'art. 138 Cost., sia rispetto all'art. 72, quarto comma, della Costituzione che dispone: «La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale».
Il Capo dello Stato ha, dunque, promosso l'approvazione di una legge costituzionale derogatoria, tra le altre, della norma di chiusura della Costituzione - ovvero l'art. 138 Cost. - minando uno dei principi cardine del nostro ordinamento costituzionale: la sua rigidità. Egli ha tentato di trasformare la nostra Carta in una Costituzione di tipo flessibile. Flessibilità che, transitivamente, si sarebbe potuta ritenere espandibile, direttamente ed indirettamente, alla Prima Parte della Costituzione repubblicana, in cui sono sanciti i principi fondamentali della convivenza civile del nostro ordinamento democratico.
Il Presidente della Repubblica ha, inoltre, in data 24 ottobre 2013, nel corso dell'esame parlamentare riferito alla riforma della legge elettorale, impropriamente convocato alcuni soggetti, umiliando istituzionalmente il luogo naturalmente deputato alla formazione delle leggi. Si tratta, segnatamente, del Ministro per le Riforme Costituzionali, del Ministro per i Rapporti con il Parlamento e Coordinamento delle Attività di Governo, dei Presidenti dei Gruppi Parlamentari "Partito Democratico", "Popolo della Libertà" e "Scelta Civica per l'Italia" del Senato della Repubblica, e del Presidente della Commissione Permanente Affari Costituzionali del Senato.
3. Mancato esercizio del potere di rinvio presidenziale
Il Presidente della Repubblica, recita l’articolo 74 della Costituzione, prima di promulgare un progetto approvato dalle due Camere, può rinviarlo al mittente, chiedendo una nuova deliberazione. Il rinvio presidenziale costituisce una funzione di controllo preventivo, posto a garanzia della complessiva coerenza del sistema costituzionale.
Spiccano, con evidenza, alcuni mancati e doverosi interventi di rinvio presidenziale, connessi a norme viziate da incostituzionalità manifesta.
Possono, in particolare, evidenziarsi sia con riferimento alla legge n. 124 del 2008 (c.d. «Lodo Alfano»), sia con riguardo alla legge n. 51 del 2010 (c.d. «Legittimo impedimento»). Nel primo caso, le violazioni di carattere costituzionale commesse ad opera della Presidenza della Repubblica sono risultate duplici, stante sia l'autorizzazione alla presentazione alle Camere del disegno di legge governativo, sia la sua relativa promulgazione; norma, questa, dichiarata integralmente incostituzionale dalla Consulta con sentenza n. 262 del 2009. Nel secondo caso, la legge promulgata è stata dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte costituzionale, con sentenza n. 23 del 2011 ed integralmente abrogata con referendum popolare del giugno 2011.
4. Seconda elezione del Presidente della Repubblica
Ai sensi dell'articolo 85, primo comma, della Costituzione «Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni». É, dunque, evidente che il testo costituzionale non contempla la possibilità dello svolgimento del doppio mandato da parte del Capo dello Stato.
A tal riguardo, il Presidente Ciampi ebbe a dichiarare che: «Il rinnovo di un mandato lungo, quale è quello settennale, mal si confà alle caratteristiche proprie della forma repubblicana del nostro Stato».
In definitiva, anche in occasione della sua rielezione, il Presidente della Repubblica - accettando il nuovo e doppio incarico - ha violato la forma e la sostanza del testo costituzionale, connesso ai suoi principi fondamentali.

5. Improprio esercizio del potere di grazia
L'articolo 87 della Costituzione assegna al Presidente della Repubblica la possibilità di concedere la grazia e di commutare le pene. La Corte costituzionale ha sancito, a tal riguardo, con sentenza n. 200 del 2006, che tale istituto trova supporto costituzionale esclusivamente al fine di «mitigare o elidere il trattamento sanzionatorio per eccezionali ragioni umanitarie».
Viceversa, in data 21 dicembre 2012, il Capo dello Stato ha firmato il decreto con cui è stata concessa al direttore del quotidiano "Il Giornale", dott. Sallusti, la commutazione della pena detentiva ancora da espiare nella corrispondente pena pecuniaria. A sostegno di tale provvedimento presidenziale, il Quirinale ha «valutato che la volontà politica bipartisan espressa in disegni di legge e sostenuta dal governo, non si è ancora tradotta in norme legislative».
Analogamente, il Presidente della Repubblica, in data 5 aprile 2013 ha concesso la grazia al colonnello Joseph L. Romano, in relazione alla condanna alla pena della reclusione e alle pene accessorie inflitta con sentenza della Corte d'Appello di Milano del 15 dicembre 2010. La Presidenza della Repubblica ha reso noto che, nel caso concreto, «l'esercizio del potere di clemenza ha così ovviato a una situazione di evidente delicatezza sotto il profilo delle relazioni bilaterali con un Paese amico».
Con nota del 13 agosto 2013, inoltre, il Presidente della Repubblica ha impropriamente indicato le modalità dell'esercizio del potere di grazia, con riferimento alla condanna definitiva del dottor Berlusconi, a seguito di sentenza penale irrevocabile relativa a gravissimi reati.
Dunque, anche con riguardo agli istituti di clemenza, il potere nelle mani del Capo dello Stato ha subito una palese distorsione, ai fini risolutivi di controversie relative alla politica estera ed interna del Paese.
6. Rapporto con la magistratura: Processo Stato - mafia
Anche nell'ambito dei rapporti con l'ordine giudiziario i comportamenti commissivi del Presidente della Repubblica si sono contraddistinti per manifeste violazioni di principi fondamentali della nostra Carta costituzionale, con riferimento all'autonomia e all'indipendenza della magistratura da ogni altro potere statuale. La Presidenza della Repubblica, attraverso il suo Segretario generale, in data 4 aprile 2012, ha inviato al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione una lettera nella quale si chiedevano chiarimenti sulla configurabilità penale della condotta di taluni esponenti politici coinvolti nell’indagine concernente la trattativa Stato-mafia e, addirittura, segnalando l’opportunità di raggiungere una visione giuridicamente univoca tra le procure di Palermo, Firenze e Caltanissetta. Inoltre, il Presidente della Repubblica ha sollevato Conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica di Palermo, in merito ad alcune intercettazioni telefoniche indirette riguardanti lo stesso Capo dello Stato. Tale iniziativa presidenziale, fortemente stigmatizzata anche da un presidente emerito della Corte costituzionale, ha mostrato un grave atteggiamento intimidatorio nei confronti della magistratura, oltretutto nell'ambito di un delicatissimo procedimento penale concernente la presunta trattativa tra le istituzioni statali e la criminalità organizzata. Sempre con riferimento al suddetto procedimento penale, il Presidente della Repubblica ha inviato al Presidente della Corte di Assise di Palermo una missiva, al fine di sottrarsi alla prova testimoniale. In particolare egli ha auspicato che la Corte potesse valutare «nel corso del dibattimento a norma dell'art. 495, comma 4, c.p.p. il reale contributo che le mie dichiarazioni, sulle circostanze in relazione alle quali è stata ammessa la testimonianza, potrebbero effettivamente arrecare all'accertamento processuale in corso».
Il Presidente della Repubblica in carica non sta svolgendo, dunque, il suo mandato, in armonia con i compiti e le funzioni assegnatigli dalla Costituzione e rinvenibili nei suoi supremi principi. Gli atti e i fatti summenzionati svelano la commissione di comportamenti sanzionabili, di natura dolosa, attraverso cui il Capo dello Stato ha non solo abusato dei suoi poteri e violato i suoi doveri ma, nei fatti, ha radicalmente alterato il sistema costituzionale repubblicano.
Pertanto, ai sensi della Legge 5 giugno 1989, n. 219, è quanto mai opportuna la presente denuncia, volta alla messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica per il reato di attentato alla Costituzione.

MoVimento 5 Stelle, Camera e Senato

Di Battista sgama il teatrino della democrazia

Oi Magoi, o l'infiltrazione del mondo del cosiddetto "complottismo"

Fonte: http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2014/01/le-nuove-termopili-oi-magoi.html LE NUOVE TERMOPILI . "OI MAGOI“ IL FASCINO IPOCRITA E MANIPOLATORIO DELL' ESOTERISMO ed IL PROTOCOLLO "PETTEGOLO"

"OI MAGOI“
IL FASCINO IPOCRITA E  MANIPOLATORIO DELL' ESOTERISMO ed IL PROTOCOLLO "PETTEGOLO".
Il mondo falso manipolatorio ed ipocrita della esoteria pseudocomplottista,
legato ad apparati eversivi che nasconde.



SONO UNA MINORANZA in via di isolamento.  

DIFFAMANO, spettegolezzano in piccole falangi pseudo-militanti estremamente ristrette.

VENGONO chiamati a partecipare al rito denigratorio solo ogni tanto e in dieci quindici venti si presentano sotto un post ad inventare illudendosi di poter ingannare ancora la gente.

INFORMANO solo per fare pubblicità, spettacolo e audience, quando non coprono.

DANNO chiavi di lettura falsificate, tentano di infilarsi e poi dopo due anni di lavorio insensatamente inutile, sputtanati, analizzati nelle metodologie e protocolli, utilizzati da bravi scolaretti, tentano di infangare o screditare l’immagine di chi sanno di non poter combattere in alcun modo tantomeno ad armi pari.

INVERTONO patologicamente la realtà, raccontando cose deliranti false per coprire fatti tanto gravi ma apparire inverosimili, ma purtroppo vere, e poi attribuiscono atteggiamenti o fatti o cose del pari deliranti nel tentativo di tirare in una fogna marcescente e bassissima colui il quale sia da loro INDIVIDUATO come nemico e tutti coloro che vi caschino.

INTERVENGONO quando c'è una falla e viene ad essere scoperta una reale verità o una realtà concreta: addirittura creano denunce, convegni, testimonianze letteralmente costruire usando comparse ed idioti pur di tentare di coprire con balle (di fieno) le pagliuzze d’oro che mettono in pericolo la segretezza degli apparati.

USANO con disinvoltura ed antica consuetudine l'arte di ribaltamento della realtà, provocano e dicono che l'altro non sa parlare o non ha un "buon" carattere o "non sa scrivere" oppure non "sa" (il sapere ridicolo numerologico babilonese e demente di questo apparato esoterico che allappa mere coincidenze, suggestioni e ovviamente infila nomi fasulli o fatti artefatti ed analisi storicamente illogiche). Quel che conta per loro è confondere e deviare, parlare di villa nel nord o di mostri individuali, misteri e nefandezze di super caste inarrivabili, inverificabili, universali, assolute, strapotenti, super-mondialiste da sempre esistite, immortali nel loro Potere supremo e destinate a vincere da sempre per sempre e schiavizzare tutti come da sempre.

ILLUSTRANO finanche a fini pubblicitari il supremo fine Luciferino e intanto attaccano solo la religione cristiana e cattolica, propinano l'insieme dei disvalori ammantati di nuovo della New Age nonché un pacifismo di facciata che nasconde anche attività violente e cruente, ed un orientalismo di copertura destinato a relegare nell'intuito isolato e perso le vite individuali.

TAGLIANO ruote di auto e camper, mandano loschi figuri a citofonare, scrivono atti giuridici manipolatori e folli che impongono con la forza minacciosa della organizzazione, usano il potere reale dello Stato per eliminare nemici invertendo funzioni e fini.

SCALANO, quando non lavorano in aree esterne (cuscinetto), i gangli del potere e si accordano ed organizzano per eliminare gli "altri".

PROMUOVONO gli utili idioti e le persone meschine limitate e false, premiano doppiezza ed ipocrisia ... soffiano sui difetti e sulla pochezza, li allevano e trattano come una mamma alleva il figlio prediletto.

SUGGERISCONO e praticano un basso profilo volto ad instupidire ma in realtà sono profondamente arroganti, non amano essere contraddetti se chi li contraddice usa argomenti veri e forti e giocano ad apparire come "amanti" del contraddittorio.

PREDILIGONO il falso confronto, le domande da discente a MAESTRO e le analisi superficiali da poter paternalisticamente avallare come vaglio di stupidità minima necessaria e sufficiente.

FARNETICANO alcuni di Rose Rosse per spostare la attenzione solo su mondi tenebrosi e occulti che sarebbero tutti solo legati a tradizioni cristiane e per distrarre da organizzazioni della mano sinistra, dragoni rouge e super-gladi, da bravi drag attenti a dinamiche criminali, supportate con attività disinformative ad hoc.

SONO orientaleggianti ma amano moto e fast food americani ed orientali ... e il potere, quello vero, “occulto e non visibile” in mano a elite politico economiche e militari reali .…

SONO misterici e poi praticano il vernacoliere dei bassifondi: ebbri di rabbia insultano volgarmente ed attribuiscono la loro rabbia supponente al destinatario degli epiteti, camuffandola come distaccato e sereno vaglio equilibrato.

SCRIVONO in modo piano ed infantile insegnando sciocchezze altrettanto piane ed infantili.

ABUSANO della loro formazione ultratradizionale e formale, che usano come strumento sotterraneo di potere ma nascondono natura e forza formale di essa , e con essa un loro ruolo .

TEORIZZANO E PRATICANO, con ausilio lonrano e vicino di psicologi , criminologi e psichiatri di apparato, protocolli di inversione e gestione invertita della psicologia, della psichiatria e del diritto e formano allievi, poi, per diletto missione e fine, in taluni casi fanno teoria e pratiche esoteriche per i deficienti o le ingenue persone da irretire.

PREDICANO IL BENE e la unità delle famiglie ma insegnano la diaspora e separano , trattando e manipolando le persone, sottraggono figli gestiscono strutture sperimentali in cui ragazzi e ragazze tosicodipendenti, uomini e donne, bambini con esperienze traumatiche ripescati vengono destinati a ruoli utili.

SONO stati, nella fascia inferiore, schierati in rete progressivamente dal 2007 in poi, in Italia, per arginare gli effetti informativi di Internet, in un progetto a più strati, folle anche sugli altri piani, teso a rendere deliranti tematiche ed informazioni serie.

E PENSANO di poter ingannare usando maschere, facce e atteggiamenti di basso profilo (che nascondono mentalità arroganti e criminali).

SPANDONO una loro parziale conoscenza del tutto, relativa ad una sola faccia della medaglia, che spacciano per vero sapere, mera conoscenza personale frutto della loro partecipazione e conoscenza diretta di fatti e meccanismi e non della intelligente analisi del reale operata dall’esterno.

HANNO paura della luce, dell'essere portati allo scoperto, del non poter mistificare e si fanno forza in piccoli gruppi screditanti composti da donne ed uomini con le medesime esperienze ed atteggiamenti conseguenti, o semplicemente ingenui sino alla demenza indotta (ma a questi ultimi basterebbe poco per svegliarsi e liberarsi, perchè sono persone sane e pulite).

ARRIVANO AD INTERVENIRE, alti funzionari di Stato, in dibattiti radiofonici, usando modulatori vocali per artefarre la voce, sbagliando nei contenuti, nelle asserzioni (che rivelano conoscenze in contraddizione con il loro presentarsi come comparse superficiali) e nel gestire persino il programmino che serve a rimodulare la voce (ma non riesce a rimodulare i sorrisini saccenti con cui sottolineano passaggi e parole restituite alla loro tonalità naturale).

SONO TALMENTE SCEMI da presentarsi come cittadini qualunque salvo poi usare frasi e concetti tecnici e fraseologia pubblica da magistrati ( "se ti viene in ufficio uno").

DIMENTICANO anche di aver alluso dieci e più anni prima ad utilizzo e studio loro di modulatori vocali, acquistati o regalati in riunìoni all'estero (rigorosamente Microsoft e/o di servizi di oltre oceano).

AGITANO nelle loro fasce inferiori insurrezioni per conto terzi o predicano isolamento, riflessione individuale e passività, con Karma, ma il fine è sempre lo stesso: fare aggio ai manovratori.

FARNETICANO alcuni di Rose Rosse per spostare la attenzione su mondi tenebrosi e occulti che sarebbero tutti solo legati a vizi di ricchi o tradizioni cristiane , per distrarre da organizzazioni della mano sinistra, dragoni rouge e super-gladi, da bravi drag attenti a dinamiche criminali, supportate con attività disinformative ad hoc, e per non far neanche intravedere gli apparati concreti all'opera.

AIUTANO E SI AVVICINANO per coprire il loro ruolo pensando di gestire e manipolare chiunque, e carpiscono conoscenze confidenze ed altro, per poter poi decidere e riferire su chi sia o possa essere “pericoloso “ per le organizzazioni satellite o per apparati centrali o gestire una dinamica di distruzione a scoppio ritardato, coperta/legittimata dal simulato aiuto falso precedente .


Chi sono costoro ?!?! SONO "Oi magoi" ...
Sono quei santoni pseudo misterici che operano negli anfratti o nel circuito esterno della SUPERGLADIO e delle caste eversive o sono direttamente gli appartenenti più dementi di tali caste.
ESSI sono a livello basso i complottistoidi esoterici, allievi e maestri dell'arte dell'inganno infantile e becero: hanno il solo compito di coltivare il mito dell'occulto e false credenze falsamente contro-informative.
Lavorano per rafforzare le “maschere” costruite che servono ad intimorire e confondere mentre sotto, dietro ed indipendentemente da esse, una concreta strategia eversiva partecipata da psichiatri, militari, magistrati ed avvocati di pari risma distrugge, internazionalmente istruita, Costituzione e diritto, regole e società civile, ed accerchia persino i magistrati, collusi poi o terrorizzati, straniti e confusi da queste metodologie insolite dove anche il crimine diventa l'arte della distruzione dall'interno dello Stato .

MA A DIVERSI LIVELLI
Quando sono psichiatri e psicologi arruolati, essi sono i traditori scissi del loro ruolo, o il braccio della medicina e farmacologia legata a dinamiche di potere , e l'ausilio tecnico delle pratiche abominevoli che servono, da essi formate e poi coperte.
Quando sono militari , essi sono la tradizione perversa del potere violento e del braccio che si rafforza tramite l'uso delle pratiche esoteriche che piegano fini e volontà e schiavizzano.
Quando sono avvocati essi piegano l'arte retorica non più solo a rendere il bianco nero e viceversa, ma a confondere, stravolgere, sinanche a gestire la apparenza formale della corretta difesa, tanto il piano delle decisioni diviene altro: il libero convincimento necessario tramutato nella discrezione e nell'abuso programmati.
Quando sono magistrati, essi sono la feccia che ha invaso, irretito e ricattato con antichi e moderni protocolli lo Stato: essi sono deviati, scissi e pericolosi .
Quando agiscono insieme nello Stato, tramutano il processo e la tutela nel gioco delle tre carte in cui tutti sono sotterraneamente dalla stessa parte, ovvero quando sono funzionari pubblici, avvocati collusi, magistrati corrotti agiscono per arricchire arricchirsi e coprire interessi dominanti e “fratelli” di caste, ma litigano tra loro, anche, per il predominio nell'abuso.

I più pericolosi pensano di dover per sempre dominare per conto terzi e persino di avere il compito non solo di elargire un sapere misterico e superiore ma di dover irretire e distruggere e poi punire gli altri,  per poi poter dare e prendere il potere in nome della "pietra" del capitalismo e della “stupidenzia” (opposto di intellighenzia) minimalista.


Paolo Ferraro

Paolo Ferraro: Alla cortese attenzione dei giornalisti e intellettuali che vorranno mostrare coraggio e rigore assumendo le questioni e la vicenda come necessarie alla informazione del paese.

MERCOLEDÌ 29 GENNAIO 2014

MAIL 2 Alla cortese attenzione dei giornalisti e intellettuali che vorranno mostrare coraggio e rigore assumendo le questioni e la vicenda come necessarie alla informazione del paese.

UNA TRA LE INCHIESTE IN ESCLUSIVA PIU' GRANDI PRONTA ED A PORTATA DI CLICK ... E DI MERO AMORE PER LA LIBERA PROFESSIONE DELLA INFORMAZIONE ( VERA ) E PER LE ISTITUZIONI ( COMMISSIONE ) . Per leggere ascoltare prove audio in rete e diffondere e spiegaro ovvero capire che si può tranquillamente rimanere immobili anche se si è fatto il mero sforzo di valutare e capire

Il complotto delle toghe inizia trentasei anni fa . di Francesco Perfetti 

Sono il magistrato che lottando contro apparati e forze preponderanti e resistendo ai tentativi di distruzione  ha ricostruito le intere tappe del percoro  strisciante di una attività di eversione non convenzionale, metodologie, strumenti, ruoli, attività, personaggi e obiettivi   . 
In rete ed attraverso me .. ventitre anni di ricostruzione analitica con dati prove dirette ( audio telefonate ambìentali e connessioni contestualizzate ) . 
Paolo Ferraro 
065344863 3929069339 

UNA TRA LE PIU' GRAVI  MANOVRE MAI ORCHESTRATA A DANNO DI UN MAGISTRATO, ECCELLENTE,  ORA PUBBLICA. DA ESSA  E' SCATURITA  LA GRANDE DISCOVERY .

MONDO TAVISTOCK:  COLLOQUIO REGISTRATO,  A PROVA.

http://paoloferrarocdd.blogspot.com/2014/01/mondo-tavistock-colloquio-registrato.html
1978-1980
from CDDpaoloferraro on Vimeo.

CLAMOROSO / ECCO LA RELAZIONE INTEGRALE BUNDESBANK CHE ''SUGGERISCE'' (AI GOVERNI) LA CONFISCA DEI RISPARMI DELLA GENTE

Fonte: http://www.ilnord.it/index.php?id_articolo=2384#.Uupr2RQ2CWo

giovedì 30 gennaio 2014
Direttamente dal sito della Bundesbank un estratto integrale del Monthly Report di gennaio ci offre un quadro molto dettagliato (e inquietante) sulla proposta di una patrimoniale da applicarsi nei paesi periferici per ridurre il debito pubblico, dato il loro elevato livello di ricchezza privata (praticamente, l'Italia è il Paese che più di ogni altro corrisponde a questo profilo).
Nella relazione della Banca Centrale di Germania non mancano i suggerimenti su come far passare al meglio questa pericolosa misura, presentandola come una redistribuzione di ricchezza interna, e  sulla rapidità necessaria per il successo dell'operazione. Oltre la vaghezza di quanto finora riportato dalla stampa, qui si parla chiaramente di attività non finanziarie e illiquide, delle difficoltà della loro valutazione, e della opportunità di dilazionarne il pagamento.  
Il grado di dettaglio del piano e la possibilità di manovrare lo spread fanno temere che questo piano a un certo punto sarà attuato, con conseguenze catastrofiche per il mercato immobiliare, e con un ulteriore imponente trasferimento di ricchezza dalle famiglie alle istituzioni finanziarie.
Ecco la relazione integrale della Bundesbank. Iniziamo dal titolo:  "Imposta patrimoniale una tantum: uno strumento per risolvere le crisi di insolvenza nell'eurozona?"
Il testo:
"Nel corso della crisi del debito sovrano, di tanto in tanto sono sorti forti dubbi sul fatto se i singoli paesi membri della zona euro siano in grado di servire il debito pubblico o se stiano attuando le misure necessarie a livello politico. A volte, i premi al rischio sui titoli di Stato sono aumentati bruscamente e le principali agenzie di rating ne hanno declassato considerevolmente il merito di credito. Questa situazione ha indotto l'area dell'euro a concordare varie misure di assistenza. Benché tali misure siano generalmente soggette a requisiti di consolidamento, esse tuttavia comportano una sostanziale mutualizzazione dei rischi di insolvenza degli stati senza essere controbilanciate da un corrispondente trasferimento di poteri sovrani a livello centrale.
Tuttavia, il quadro di governance dell'UEM istituito con i trattati dell'Unione Europea rimane sostanzialmente in piedi. In questo quadro gli stessi Stati membri sono in primo luogo responsabili delle proprie politiche fiscali ed economiche nazionali, l'assunzione di responsabilità per i debiti di altri Stati membri è in gran parte esclusa, ed è vietato il finanziamento dei governi attraverso la politica monetaria unica. Ciò dovrebbe garantire che la responsabilità ed il controllo siano tra loro collegati, in quanto, in prima istanza, sono i contribuenti dei rispettivi Stati membri che hanno la responsabilità del loro debito sovrano nazionale. Se poi i problemi di solvibilità ancora non sono risolvibili, sono i creditori del debito sovrano che dovrebbe essere chiamati in seconda istanza a sopportare il rischio finanziario delle loro stesse decisioni di investimento, in linea con i principi dell'economia di mercato.
Programmi di aggiustamento economico finanziati dai contribuenti di altri Stati membri devono essere utilizzati solo come eccezione e come ultima linea di difesa, nel caso in cui sia in grave pericolo la stabilità finanziaria della zona euro nel suo insieme. Inoltre, tali programmi presuppongono che lo Stato in questione abbia un "mero problema di liquidità” e che le sue finanze pubbliche siano sostenibili o che la sostenibilità nel frattempo sia stata ristabilita con misure adeguate. Visto il mandato per la stabilità dell'Eurosistema, assicurare un alleggerimento (reale) del debito attraverso una maggiore inflazione dovrebbe essere fuori discussione. Perciò, un principio fondamentale del quadro attuale di governance dell'UEM è che uno stato membro che stia attraversando una crisi deve utilizzare pienamente le sue stesse risorse e capacità disponibili al fine di ripristinare la fiducia nella sostenibilità delle sue finanze pubbliche e, quindi, evitare l'altrimenti probabile scenario di un default sovrano che sicuramente costituirebbe un'emergenza nazionale.
La crisi attuale ha dimostrato che la fiducia nella capacità di un certo numero di Stati di servire i propri debiti è stata erosa anche se le alte passività del governo sono, in alcuni casi, accompagnate da notevoli attività pubbliche e private. In realtà, tali attività a volte costituiscono una percentuale del PIL maggiore  rispetto ai paesi che forniscono assistenza. Stando così le cose, sembrerebbe sensato in primo luogo abbattere il debito pubblico mobilitando le attività di proprietà pubblica attraverso misure di privatizzazione. Ma oltre a questo, ci si può anche chiedere se, in una situazione eccezionale di emergenza nazionale, le privatizzazioni e le misure di risanamento convenzionali finalizzate alla realizzazione a lungo termine di avanzi primari consistenti dovrebbero essere integrate da un contributo da parte di attività private già esistenti, allo scopo di scongiurare la minaccia di un default sovrano.
Avendo in mente questo particolare contesto, questa scheda descrive i vari aspetti di un prelievo una tantum sulla ricchezza netta privata interna, in altre parole, un prelievo sulle attività al netto delle passività. Dal punto di vista macroeconomico, un'imposta patrimoniale una tantum - e ancor di più un'imposta permanente sulla ricchezza - è in linea di principio fonte di considerevoli problemi, e le spese amministrative necessarie per la riscossione nonché i rischi che ne derivano per il percorso di crescita di un'economia sono elevati.
Nella situazione eccezionale di un possibile default sovrano, però, un'imposta patrimoniale una tantum potrebbe rivelarsi più favorevole rispetto alle altre alternative disponibili. Imporre un ulteriore onere, ma più prolungato rispetto all'imposta patrimoniale, sul settore privato attraverso le imposte ordinarie, principalmente nella forma di imposte sui consumi o sul reddito, o fare tagli più drastici alla spesa pubblica, potrebbe non essere sufficiente o potrebbe essere considerato impossibile da far accettare. In definitiva si tratta di scenari in cui i potenziali creditori hanno profondi dubbi sulla sostenibilità del debito del paese, in modo tale che un'imposta patrimoniale una tantum sia considerata come alternativa a un default sovrano.
In condizioni favorevoli, un prelievo sulla ricchezza netta potrebbe portare a una redistribuzione di ricchezza una tantum dal settore privato al settore pubblico all'interno del paese in questione, facilitando in tal modo una diminuzione relativamente rapida e significativa del livello del debito sovrano e il ripristino più rapido della fiducia sulla sostenibilità del debito pubblico (e sul servizio del debito del paese).
Se il prelievo si riferisce alla ricchezza accumulata in passato e si crede che non sarà mai più ripetuto, nel breve termine è estremamente difficile per i contribuenti poter evadere, e il suo impatto negativo sull'occupazione e sugli incentivi al risparmio sarebbero limitati - a differenza di un'imposta permanente sulla ricchezza. Un rapido calo del debito sovrano potrebbe, in particolare, avere un effetto positivo sui premi di rischio dei titoli di stato per il paese in questione, e l'occupazione e gli incentivi al risparmio ne sarebbero rafforzati a seguito del minor grado di incertezza su futuri aumenti di imposte. Il pubblico consenso e la fattibilità politica di un'imposta patrimoniale una tantum potrebbero essere rafforzate presentandola come uno strumento di redistribuzione del reddito, che vale a integrare gli sforzi di austerità, che assicura che gli individui ricchi si assumano una quota maggiore dell'onere dell'aggiustamento, tanto più che gli specifici effetti redistributivi per un dato volume di prelievo possono essere guidati attraverso la concessione di franchigie fiscali e una modulazione dell'imposta.
Di conseguenza, il quadro generale dell'economia e il consenso del pubblico sulle misure fiscali necessarie nel paese interessato possono funzionare meglio rispetto allo scenario alternativo di un default sovrano. Non da ultimo, sarebbe in linea con il principio della responsabilità nazionale individuale per la politica di bilancio negli Stati membri nel caso in cui tutte le opzioni di consolidamento siano state rigorosamente utilizzate, e allo stesso tempo rafforzerebbe la credibilità del quadro di governance europea vigente. Gli incentivi per il perseguimento di una politica di bilancio sana nel futuro potrebbero essere notevolmente rafforzati se fosse chiaro che, in caso di crisi, il costo del perseguire politiche sbagliate non può essere scaricato sui contribuenti di altri paesi.
Tuttavia, in pratica la riscossione di un'imposta sul patrimonio netto, anche una tantum, comporta notevoli difficoltà. Una della vasta gamma di condizioni necessarie per garantirne il successo è la attendibilità del fatto che il prelievo sarà davvero imposto come una misura una tantum in una situazione straordinaria di crisi a livello nazionale - che è l'unico modo per limitare l'impatto negativo sugli investimenti e la potenziale fuga di capitali. Anche se il governo non può garantire, in generale, che il prelievo sarà effettivamente una misura una tantum, potrebbe godere di una maggiore credibilità se, in primo luogo, avrà realizzato le riforme strutturali necessarie; in secondo luogo, se sarà formulata una previsione verificabile di finanze pubbliche sostenibili con buoni margini di sicurezza e, terzo, se i costi politici di ripetere il prelievo appaiono alti. Inoltre, la decisione di applicare il prelievo deve essere presa rapidamente.
In caso contrario, gli individui colpiti sarebbero più facilitati a cercare di eludere l'imposta, e con un crescente livello di evasione fiscale l'accettazione pubblica del prelievo potrebbe presumibilmente diminuire. 
Altri problemi sono che la valutazione delle attività non finanziarie, in particolare, è probabile che sia relativamente impegnativa in termini di tempo e possa spesso essere oggetto di contestazione, e che, nel caso di attività illiquide, sarebbe probabilmente necessario dilazionare il pagamento dell'imposta nel tempo, il che significa che la riduzione del debito pubblico non avrebbe luogo subito nella sua interezza.
Inoltre, una volta che un prelievo di questo tipo venisse riscosso, questo sarebbe un segnale per altri paesi con livelli di debito pubblico molto elevato, e potrebbe scatenare delle risposte di evasione. Probabilmente sarebbe una sfida notevole, per limitare questi effetti, puntare a prospettive di finanze pubbliche sane in tutta l'area dell'euro. La rigorosa attuazione delle attuali regole di bilancio può certamente aiutare in questo senso. 
Nel complesso, un'imposta patrimoniale una tantum comporta rischi considerevoli, e le condizioni per un'attuazione di successo non sono facili da soddisfare. Pertanto, un'imposta patrimoniale deve essere presa in considerazione solo in casi assolutamente eccezionali, come un default sovrano incombente. Tuttavia, in confronto a un default sovrano, l'imposizione di un'imposta patrimoniale probabilmente potrebbe avvenire in modo più strutturato e ordinato. Sarebbe conforme al principio della responsabilità nazionale individuale, in base al quale i contribuenti nazionali dovrebbero stare in prima linea per coprire le passività del loro governo, prima di ogni appello alla solidarietà da parte di altri paesi.
Bundesbank - Rapporto Mensile Gennaio 2014
Solo un commento: golpe. La Bundesbank sta consigliando ai governi in carica in Europa di prepararsi ad attuar eun golpe, rapinando i cittadini dei loro averi contor ogni regola democratica. La Bundesbank agisce come il Terzo reich. 
max parisi

I "partigiani" esposti: cantano Bella Ciaio in aula dopo l'atto di tradimento supremo

Gli alti traditori della patria, il PD e Sciolta Civica, cantano Bella Ciao in aula, dopo la tagliola e l'approvazione della conversione in legge del dl 133 che prevede il regalo alle banche di bankitalia di 7.5 miliardi di euro e conseguente spezzatino ai fondi di investimento internazionali con trasformazione nello statuto in società anonima per azioni diffuse, a banche, assicurazioni e fondi pensione, di una certa rilevanza e regalo del nostro oro.
Giù l'ennesima maschera, quella del teatrino della democrazia, e quindi della presunta liberazione dopo la guerra, con questa conversione approvata sul filo del rasoio, 236 voti a favore e 209 contrari: gli alti traditori della patria, PD e Sciolta Civica, cantano in aula BELLA CIAO, rivelando al mondo quello che abbiamo sempre sostenuto e cioè che il tradimento della patria è iniziato con quello dei partigiani che in cambio di ingenti finanziamenti hanno aiutato lo pseudo liberatore a invaderci meglio, liberando i mafiosi e organizzando le operazioni stragiste di Stay Behind - Gladio, il tutto pagato dal popolo italiano con l'indebitamento delle Am Lire, da noi pagato due volte.
Allora chi sono i partigiani??? Gli infiltrati e venduti che si dicono tali e che cantano bella ciao, o quelli che da essi vengono denigrati con i massimi insulti, populisti, fascisti e quant'altro?
N. Forcheri 30 gennaio 2013

Paolo Ferraro da Salvo Mandara

Parlamento ghigliottinato

Quello che è successo ieri in aula è di una gravità inaudita, tale da doverlo diffondere in Europa. Utilizzata la tagliola ossia il decadimento dei termini, sessanta giorni, per convertire il dl in legge, senza aspettare la fine dei dibattimenti e dare la parola a tutti i deputati. Le votazioni si sono fatte in mezzo alla caciara!!! Quante banche centrali al mondo sono per statuto uno spezzatino dei fondi di investimento internazionali? Quante sono partecipate dalle stesse filiali delle banche strozzine d'Italia ossia le banche dealer? Ma non dovevamo sconfiggere il conflitto di interessi? Non vedete che alla fine quel conflitto di interessi NASCOSTO e OCCULTO che ho indicato per anni nelole scatole cinesi e nell'abuso di posizione dominante degli stampatori di moneta è uscito alla luce? Ma cosa ben più grave, per la strada il normale cittadino non sa neanche che è stata votata la fiducia sul dl, non sa neanche che lo statuto di bankitalia è cambiato in senso anticostituzionale con questo colpo di mano, abbrutito com'è dal tentare di sopravvivere alle mille gabelle, sprofondato nel senso di precarietà assoluto per la sua vita e quella dei suoi figli, accerchiato da un senso di controllo assoluto sulla sua quotidianità, lui non lo sa che ieri è svoltata in peggio la demoncrazia,  che ieri il potere, dal sapore pasoliniano, ha gettato la maschera, che ieri Satana, che pecca di orgoglio, arroganza ed egocentrismo non ha resistito alla tentazione di mostrarsi in tutta la sue fetenzia.
IL RE E' IGNUDO, MA I SUDDITI DORMONO ANCORA. IL POTERE E' IN TUTTI NOI, DOBBIAMO SOLO SVEGLIARCI E PRENDERE QUELLO CHE CI APPARTIENE PER DIRITTO DI NASCITA E DI VITA


Villarosa: le banche private percepiranno utili, e già lo fanno, sulla base degli utili derivanti dalla creazione di moneta

Carla Ruocco (M5S): noi vogliamo che gli italiani si liberino di voi!

Sibilia: i partiti schiavi dei bankster

Sibilia: oggi è stato commesso un delitto ai danni della democrazia

mercoledì 29 gennaio 2014

"Per evitare che l'Italia torni alla sovranità monetaria anche in caso di uscita dall'euro"



 

Il prof. Nino Galloni sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia


di Alessandro Bianchi

Nino Galloni. Economista. Ha insegnato all'Università Cattolica di Milano, all'Università di Modena ed alla Luiss. Dal 2010 è membro effettivo del collegio dei sindaci all'INPS. Autore di Chi ha tradito l'economia italiana? e Prendi i tuoi soldi e... scappa? La fine della globalizzazione.


- Ancora in discussione in Aula in queste ore il decreto che intende imporre una rivalutazione delle quote di Bankitalia, ferme ai 156 mila euro di valore del 1936.  Il capitale - se il decreto legge stilato da Saccomanni il 26 novembre scorso dovesse essere convertito entro stasera - passerà a 7,5 miliardi di euro di riserve della Banca centrale e agli azionisti, principalmente banche private, sarà garantito un dividendo del 6%, quindi fino a 450 milioni di euro di profitti l'anno. Infine, le quote della Banca di Italia potranno essere vendute a soggetti stranieri purché comunitari. Si tratta dell'ennesimo regalo, ormai neanche così tanto mascherato, alle banche o c'è qualcos'altro di più dietro questa iniziativa del governo Letta?
 
La questione è sicuramente più complessa del regalo alle banche su cui si sofferma gran parte del dibattito oggi. Non è quella la reale posta in gioco e sono altri due i punti chiavi che devono essere compresi.
 
Primo. Si vuole evitare che, anche in caso di uscita dall'Italia dall'euro, il Paese possa tornare ad esercitare in futuro la piena sovranità monetaria con una Banca nazionale attiva. Mentre oggi con un capitale di 156 mila euro sarebbe piuttosto agevole rendere nuovamente pubblica la Banca Centrale e salvare anche le nostre lire, con il decreto deciso dal governo Letta diventa praticamente impossibile. Per ripristinare la sovranità monetaria, nel caso dell'Eurexit e nel caso che dovesse passare questo decreto, l'unica soluzione sarebbe creare una nuova Banca d'Italia. Operazione chiaramente molto complessa. Comunque, la vicenda è un segnale di forte debolezza da parte di chi oggi combatte per sostenere l'euro.
 
Secondo punto. A parte i regali a questa o quella entità bancaria, vi è una questione molto più delicata e riguarda il Monte dei Paschi di Siena. Il suo presidente Alessandro Profumo ha dichiarato recentemente che se non si fa la ricapitalizzazione subito di Mps salta tutto il sistema bancario italiano. Traduzione: se non si fa la ricapitalizzazione e Mps diventa pubblica comprerà il denaro dalla Bce allo 0,25%, lo rivenderà allo Stato allo 0,30% e, quindi, quella differenziale di guadagno che oggi hanno le banche dai tassi d'interesse sui titoli di Stato e lo 0,25% non lo ricaveranno più. Sono questi i due aspetti più importanti della questione che devono essere compresi per avere piena consapevolezza della posta in gioco.

 
- Con questo decreto si vuole quindi assicurare che, qualunque sia lo scenario politico che si produrrà a seguito dell'immane crisi economica in atto, lo stato non possa comunque riappropriarsi della sua sovranità monetaria?
 
Si lo ribadisco è il primo punto. La vera battaglia in corso non è solo tra pro-euro o anti-euro, ma che scenario abbiamo in mente in caso di uscita dalla moneta unica. Lo si farà ripristinando la sovranità monetaria e degli Stati o rimanendo schiavi con monete diverse dall'euro? Questo decreto sulla Banca d'Italia è il segnale di cosa? Il fronte anti euro non è oggi una realtà omogenea e si divide tra coloro che vogliono uscire dall'euro a qualunque costo e quelli che vogliono farlo ripristinando la sovranità monetaria. E l'obiettivo, oggi, è tagliare la strada a questi ultimi ed evitare che il giorno dopo che salta l'euro, magari nei modi più imprevedibili, lo Stato possa tornare ad esercitare la piena sovranità monetaria. Certamente lo scenario che si creerebbe in questo modo sarebbe di grande confusione con conseguenze che non si possono oggi prevedere, ma gravi.
 
 
- Qual è un modello sano di governance di Banca centrale da prendere a modello?
 
Lo è sicuramente quello dell'Inghilterra, dell'Australia o degli Stati Uniti d'America, se poi i dollari non li stampassero per questioni discutibili. In generale, quello che vedo è che solo la vecchia  Europa abbia deciso di abdicare alla propria sovranità monetaria. Non è da tutti avere rinunciato ad una funzione così essenziale. In futuro, la Banca d'Italia, dovrà essere autonoma ma non indipendente.

 
- Anche se i media tradizionali hanno praticamente deciso di non occuparsi della questione, l'opinione pubblica si è mobilizzata sulla vicenda della ricapitalizzazione delle quote di Bankitalia ed in aula alcuni gruppi parlamentari, soprattutto il Movimento cinque stelle, si sono resi protagonisti di una dura azione di ostruzionismo sulla conversione del decreto. Ritiene che ci siano possibilità concrete che alla fine il governo possa fare un passo indietro?
 
Me lo auguro. Sicuramente ci si è mossi in ritardo, ma ora che è stata raggiunta una piena consapevolezza è importante proseguire in questa azione. Soprattutto per il Movimento cinque stelle sarebbe una vittoria mediatica importante, di risposta a tutti coloro che l'accusano di muoversi solo su questioni secondarie. Questa è una vicenda di fondamentale importanza per il futuro del nostro Paese.

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