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venerdì 25 ottobre 2013

Come Chavez dava il benservito agli USA


Caricato in data 11/set/2008 Traduzione a cura di N. Forcheri


Il Presidente della Repubblica Bolivariana di Venezuela, Hugo Chavez, annunciò giovedì [settembre 2008] l’espulsione dal paese dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Venezuela, Patrick Duddy dandogli tempo 72 ore per abbandonare il Venezuela.
“Cominciamo valutando i rapporti diplomatici con quel paese. Ci hanno appena informato che gli USA hanno espulso l’ambasciatore boliviano” disse Chavez leggendo la notizia.
E continuò: “Perché la Bolivia sappia che non è isolata, sono le 7 e 15 minuti” disse guardandosi l’orologio. “Da questo momento ha 72 ore di tempo l’ambasciatore yanqui per abbandonare il pase. In solidarietà con la Bolivia e con il suo popolo!” Chiese anche al Cancelliere Nicolas Maduro di richiamare in paese l’ambasciatore venezuelano negli USA Bernardo Alvarez. “Che se ne vada via da li prima che lo caccino”.
“¡Che se ne vadano a *** yanqui di merda, che qua c’è un popolo degno! (…) Siamo i figli di Bolivar, i figli di Guaicaipuro, di Tupac Amarú, e siamo determinati a rimanere liberi”. Ribadì l’intenzioe del governo venezuelano di istituire rapporti con gli Stati Uniti in base alla solidarietà e alla sovranità. “Quando ci sarà un governo nuovo, manderemo un nuovo ambasciatore”.
“Considero responsabile di tutto ciò, e di ciò che potrebbe succedere, il governo USA che trama tutti i complotti contro il nostro popolo. Considero responsabile il governo USA dell’invio della petroliera di Venezuela in quel paese. Se sorgesse una qualsiasi aggressione contro il Venezuela, non ci sarà più petrolio per il popolo e il governo USA. Noi, sappiatelo yanqui di merda, siamo determinati a rimanere liberi, succeda quel che succeda, costi quel che costi.”
Ratificò un atto di solidarietà con il governo boliviano, nella città di Puerto Cabello, che stava subendo la violenza dell’opposizione. “Non abbandoneremo la figlia di Bolivar, la Bolivia”.
“Abbiamo cominciato a demolire il golpe, alcuni stanno abbandonando il paese, altri sono detenuti”
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