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martedì 21 gennaio 2014

In amore e in guerra vince chi ha una morale

[O dovrebbe vincere, NdR]

Il sentimento può cambiare. Ma non possono mai venir meno la sincerità e il rispetto


La recente vicenda del presidente francese Hollande che ha una relazione clandestina, mi porta a porre il problema della verità e della menzogna nel campo delle relazioni erotico amorose.
Un tempo i rapporti in questo campo erano regolati da ferree leggi familiari, religiose e statali. E proprio l'esistenza di tanti divieti faceva sì che molti cercassero di aggirarli, nascondendosi, mentendo. Ma oggi tutte queste norme sono scomparse, le coppie di solito durano finché sono innamorate, anzi, non si sposano proprio per evitare di prendere un impegno che le costringe a vivere insieme anche se è finito l'amore.
Ciascuno legalmente può dire all'altro la sera prima «non ti amo più, ciao» e andarsene. La chiamiamo separazione, in realtà è un ripudio. Quando una relazione è affidata solo all'amore, poiché non c'è nessuna legge che ti può obbligare ad amare o a vivere con chi non ami, il distacco può essere tenuto nascosto o diventare ripudio violento. Sono convinto che la nostra società in questo campo, non potendo avere leggi statali, richieda assolutamente una legge morale. Ma quale legge morale quando, per millenni, si è detto che in amore come in come in guerra tutto è lecito, in particolare l'inganno e la menzogna? Io credo che si debba partire proprio rifiutando questa massima, contrapponendole l'etica della verità, della sincerità e della responsabilità. Sono valori che scopriamo nell'innamoramento. Gli innamorati creano una bolla amorosa da cui hanno scacciato la malvagità, la competizione, l'inganno, la menzogna e si dicono la verità, con fiducia.
Perciò, quando l'amore finisce, quando uno dei due si innamora di un'altra persona, è moralmente impegnato ad avere, verso chi ha amato, la stessa lealtà, riconoscenza e sincerità. Per cui, quando è certo di ciò che gli accade, ha il dovere di dirgli che il suo amore non è più come prima, ma con la massima delicatezza, facendosi carico della sua sofferenza e dei suoi problemi. Nessuna etica può imporre l'amore appassionato, ma la sincerità, la lealtà, il rispetto, la riconoscenza e l'aiuto sì. L'amore è per sua natura drammatico, ma evitiamo che diventi barbarico.
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