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venerdì 17 gennaio 2014

Saccomanni, su Bankitalia nessun regalo ai quotisti

Un giorno ManiSacco sarà ricordato ad imperitura memoria come colui che difese fino all'ultimo il saccheggio di Bankitalia ai danni del popolo italiano e a vantaggio delle banche private...negando che si sia fatto un regalo ai quotidisti... NF

Fonte: http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201401161813128178&chkAgenzie=TMFI&titolo=Saccomanni,%20su%20Bankitalia%20nessun%20regalo%20ai%20quotisti
di Antonio Satta



Saccomanni, su Bankitalia nessun regalo ai quotisti
Il governo per bocca del ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha respinto la richiesta delle opposizioni di cancellare dal decreto Imu la parte riguardante la rivalutazione delle quote di Bankitalia, in cambio dell'assicurazione di varare nel giro di tre mesi un nuovo provvedimento apposito. Le nuove norme, ha ricordato il ministro nel corso dell'audizione presso la commissione Finanze della Camera che sta esaminando il decreto Imu, hanno già valore di legge e cancellandole, anche solo temporaneamente, si darebbe alle istituzioni europee e ai mercati un pessimo segnale.

L'esecutivo è disposto, semmai, a modificare con un successivo provvedimento alcuni punti non fondamentali, come la durata del periodo transitorio in cui un singolo soggetto possa detenere più del 3% del capitale dell'istituto centrale (nel dl l'intervallo è stato fissato in 36 mesi). In ogni caso, ha ribadito Saccomanni, non è stato fatto alcun regalo alle banche quotiste. Il ministro ha infine ribadito che l'operazione "non avrà effetti sul patrimonio di vigilanza delle banche partecipanti ai fini dell'esercizio di Asset Quality Review che la Banca centrale europea concluderà nell'anno in corso". Non si esclude, però, che possa valere dall'esercizio successivo.

La richiesta delle opposizioni di un sostanziale stralcio delle norme su Bankitalia è stata proposta dal Movimento 5 Stelle, che per ribadire lo spirito costruttivo della proposta ha rinunciato ad ogni forma di ostruzionismo, depositando due soli emendamenti al decreto. Uno per finanziare la cancellazione della seconda rata 2013 sulle abitazioni principali con un aumento della tassazione sul gioco d'azzardo, e l'altra, appunto per cancellare le norme sulla Banca d'Italia, rinviandole ad un altro provvedimento di natura parlamentare. Sul nuovo ddl i 5 Stelle sono disposti a procedere in sede legislativa in commissione, in modo da riuscire in tre mesi a completare l'intero iter di approvazione in entrambe le camere.

La decisione del governo di andare avanti senza modifiche al dl è stata poi duramente contestata dal presidente della commissione Finanze, Daniele Capezzone, di Forza Italia, che ha avvertito chi si accinge ad approvare il testo nell'attuale formulazione, che in futuro sarà accusato di aver permesso un "esproprio (a danno dei cittadini) e un regalo (a qualche grande banca)". Secondo Capezzone, infatti, Banca d'Italia sarà inevitabilmente costretta a ricomprarsi le quote eccedenti del capitale delle banche quotiste, pagandole miliardi di euro.

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