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martedì 11 febbraio 2014

Impeachment Napolitano, archiviata la richiesta M5s

Fonte: http://www.lettera43.it/politica/impeachment-napolitano-archiviata-la-richiesta-m5s_43675122078.htm

Accusa M5s a vuoto. Il comitato approva la mozione Pd. Contro solo i grillini. Forza Italia non vota.

Si è risolto tutto in una bolla di sapone. Le accuse del Movimento 5 stelle contro Giorgio Napolitano sono cadute subito. Il Comitato per l'impeachment ha archiviato la richiesta pentastellata per la messa in stato di accusa del capo dello Stato.
È infatti stata approvata la proposta per l'archiviazione presentata dal Partito democratico con 28 voti favorevoli, otto contrari (M5s). Forza Italia non ha partecipato alle votazioni.
STEFANO E LA RUSSA ASTENUTI. Anche i presidenti del Comitato per l'impeachment nei confronti del capo dello Stato, Dario Stefano e Ignazio La Russa, non ha preso parte alle votazioni. «Io e Stefano», ha spiegato La Russa, «ci siamo interrogati se partecipare o meno. Dal momento che abbiamo adottato il regolamento della Camera per le sedute (consentendo infatti l'appello nominale) che prevede che il presidente non voti mai, abbiamo deciso di non partecipare alle votazioni».
«MANIFESTA INFONDATEZZA». La Russa ha spiegato le motivazioni dell'archiviazione, «manifesta infondatezza», e ha spiegato cosa prevede il regolamento: «Prima che l'archiviazione sia definitiva ora devono passare 10 giorni. Se infatti il 25% del parlamento lo richiede è possibile che questa sia impugnata».
Quindi ha tenuto a fare una distinzione: «Le critiche anche più profonde al capo dello Stato non coincidono con la previsione dell'articolo 90 della Costituzione relativo alla messa in stato di accusa. Anche le critiche più estreme».
M5S: «RACCOGLIEREMO LE FIRME». Dura la reazione del Movimento 5 stelle: «Hanno vinto i patti e i ricatti dopo una notte di incontri al Quirinale. Ma non finisce qui. Raccoglieremo le firme in parlamento per chiedere che il caso-Napolitano venga portato in Aula in seduta congiunta». hanno detto deputati e senatori grillini.
«Dopo una notte di tentennamenti, il partito del Quirinale si è ricompattato contro la Costituzione e contro la volontà popolare. Dopo le ultime rivelazioni sulla nascita del governo Monti e sull'azione disciplinare nei confronti del pm Nino Di Matteo appare più che evidente che le denunce del MoVimento, tradotte nella richiesta di messa in stato d'accusa, sono tutt'altro che prive di fondamento. Insomma, 'Re Giorgio' è nudo», hanno concluso.

Toti: «Napolitano deve riferire»

Ma i fastidi non sono finiti per il presidente della Repubblica. Le rivelazioni sui colloqui con Monti antecedenti alla crisi del governo Berlusconi, hanno scatenato le ire di Forza Italia, che l'11 febbraio è tornata all'attacco.
«Non anticipo nessuna decisione sull'eventuale nostra richiesta di messa in stato di accusa di Giorgio Napolitano. Resta il fatto che il presidente della Repubblica deve fare chiarezza su quanto è accaduto con il parlamento», ha detto il consigliere politico di Berlusconi a Mattino 5.
«VENGA AL COMITATO». «Nel giugno del 2011 fu preparato un programma economico con Passera, in vista della caduta del governo Berlusconi. Forse quel piano lo potevano preparare meglio», ha incalzato Toti, rimarcando la sua richiesta a Napolitano: «Venga nel comitato per i Procedimenti d'accusa. Ma non sarebbe male che il presidente della Repubblica facesse chiarezza direttamente in parlamento. Basterebbe anche una lettera alle Camere, perché quella al Corriere della sera è insufficiente».
«NON C'ERANO ALTERNATIVE A NAPOLITANO». Per Toti «non è normale che Mario Monti fosse un presidente del Consiglio preincaricato nei conciliaboli segreti del Quirinale, mentre c'era un governo legittimamente in carica».
Eppure Forza Italia ha votato per la conferma di Napolitano al Colle: «Non c'erano molte alternative», ha spiegato il consigliere politico sottolineando che bisogna capire «che cos'è successo fin dal 2008, quando il governo Berlusconi aveva un enorme consenso. Da quel momento ci sono stati due anni di misteri. È inaccettabile che dal 2008 gli italiani non abbiano più potuto eleggere un governo politico. La crisi economica è diventata patologia politica».
Martedì, 11 Febbraio 2014
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